video intervista ai Depeche Mode: «Heaven è uno dei motivi per cui continuo a fare musica» rivela Dave Gahan
Depeche Mode – The Making Of Heaven – Delta Machine
Nuova video intervista in parte girata a New Orleans. La band parla della realizzazione del single Heaven e l’importanza di questo brano.
Dave: «In tutti questi anni, Martin ha scritto un sacco di canzoni incredibili che ho avuto la fortuna di cantare e ogni tanto viene fuori una canzone che devo, anzi, voglio cantare. E’ come se mi mettessi i miei stivali preferiti, quelli che indosso da tanti anni. Questo brano mi calza a pennello. Appena ho ascoltato la demo sapevo esattamente come volevo interpretare la canzone. Non ci sono altri brani come questo nel disco.»
Martin: «E’ bello fare qualcosa di diverso ogni volta, qualsiasi cosa. Magari qualcosa di semplice purchè non ci si ripeta. Heaven è stata composta al piano. Avevo scritto gli accordi, la linea vocale e il testo prima ancora di avvicinarmi ad un computer.»
Andrew: «Non siamo una band come tutte le altre. Non c’è quello che suona la batteria o quello che suona il basso. Il nostro è un lavoro di squadra e con i Depeche Mode la fortuna è che scriviamo sempre fuori dallo studio di registrazione. Come ha fatto Martin con Heaven.»
Dave: «Ho capito subito che questa canzone sarebbe stata l’asse portante del disco. Il resto dell’album doveva essere allo stesso livello. Heaven è uno dei motivi per cui continuo a fare musica.»
Qui trovate alcune screencaps dell’intervista.
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Martin Gore DJset al Holiday Sound Check 15 Dicembre 2012
Si rinnova l’appuntamento con “Holiday Sound Check” e i suoi speciali DJset. Giunto al suo terzo anno, Holiday Sound Check ha lo scopo di raccogliere fondi in supporto delle fondazioni musicali non profit New Noise Music Foundation (newnoisesb.org) e Notes For Notes (notesfornotes.org).
Anche quest’anno, l’evento musicale vedrà la partecipazione speciale di Martin Gore dei Depeche Mode in un DJset davvero unico e irripetibile. Al seguito si esibiranno Static Revenger e Douglas J. McCarthy (Nitzer Ebb).
Sabato 15 Dicembre 2012 dalle h20:00 a Santa Barbara, CA (120 Santa Barbara St.)
Per info e ticket newnoisesb.org
Depeche Mode: intervista a Gore e Fletch – il nuovo album? introspettivo!
La conferenza stampa parigina dei Depeche Mode, lo scorso 23 ottobre, è stata un vero a proprio successo in rete.
La diretta, andata in onda su YouTube, sin dai primi minuti ha registrato un numero considerevole di visualizzazioni. Non abbiamo un numero esatto ma credo si sia toccata la soglia dei 2milioni.
Per quanto riguarda i media italiani, erano presenti Rai 1, Radio RDS (che, come nel 2009, sarà media partner delle tappe italiane del tour), il Corriere Della Sera e Mediaset TGCOM24.
Grazie a loro ci siamo sentiti ancora più vicini al trio di Basildon, che proprio in occasione della press conference, ha rilasciato alcune interviste.
Quella che segue è a cura del TGCOM24.
Allora, partiamo con alcune curiosità che riguardo l’album appena terminato e ancora senza titolo. Per quanto riguarda le tematiche, Martin conferma che ancora una volta ha preferito guardarsi dentro.
Martin: «Trovo molto più facile e realistico scrivere in una prospettiva intimistica. Cerco sempre di essere vero con me stesso.
C’è una maniera per me di scrivere canzoni che è un pò particolare, non credo che molti lo facciano. Io mi metto semplicemente allo strumento, suono degli accordi, comincio a cantare le parole che sento, che mi vengono in mente in quel momento.
E in qualche modo le canzoni si scrivono da sole. E’ un processo strano.»
Andy: «Vengono direttamente dagli Dei!»
Dopo tutto questo tempo, i Depeche Mode riescono ancora a dare uno sguardo al loro passato lavorativo.
Martin: «Nel primo album eravamo una band molto differente. C’era Vince Clarke, era lui il principale songwriter, la forza trainante del gruppo.
Quando l’ascolto sento qualcosa di completamente diverso. Solo dopo siamo cambiati quasi automaticamente direi dal terzo disco. Ma già dal secondo quando mi sono gettato completamente nella scrittura delle canzoni, le cose erano cambiate.
Magari con canzoni tipo Leave in Silence mi fanno intuire che stavamo già prendendo la strada che ci ha fatto arrivare qui oggi.»
Andy: «Personalmente penso che quando si ascolta oggi Speak & Spell, il primo disco, bisogna ricordarsi che eravamo davvero giovani allora.
In tutto questo la musica ha progredito e noi siamo diventati adulti, maturi.
E’ stato un processo naturale e bello.»
Il futuro invece è un ipotesi con una sola grande certezza, la musica ci sarà sempre.
Martin: «Cerchiamo sempre di ascoltare la musica di oggi. Non è che se sentiamo un artista cerchiamo poi di emularlo, ma certamente assorbiamo quello che c’è in giro. Così come la storia della musica. Penso che tutto quanto esca naturalmente in quello che poi facciamo. Io non riesco proprio ad immaginarmi senza fare musica.
Posso immaginarmi che un giorno i Depeche Mode non esistano. Ma questo è quello che faccio da quando ho 13 anni, prendere una chitarra, suonare. Mi vedrò sempre entrare nel mio studio e produrre qualcosa.»
L’Italia ispira ai Depeche Mode voglie sensazioni e ricordi davvero piacevoli.
Martin: «Ci siamo divertiti un sacco quando siamo venuti a lavorare per Violator, che molti considerano l’apice della nostra carriera. Probabilmente il miglior album che abbiamo mai prodotto.
Eppure la mia domanda è questa: come abbiamo fatto a registrarlo questo disco?
Mi ricordo un party continuo, con un sacco di drink! Davvero non lo so!
Ce la siamo davvero spassata a Milano» [ride]
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Depeche Mode tour Milano Roma sale la febbre da ticket. Aggiornamenti sul nuovo album
Sale la febbre da ticket!
Partono oggi le vendite ticket per le uniche due date italiane dei Depeche Mode, almeno per ora: Milano 18 luglio, Stadio San Siro e Roma 20 luglio, Stadio Olimpico. Biglietti disponibili su ticketone.it e livenation.it
Alcune novità dalle varie interviste di questi giorni:
Come già detto, tutte le registrazioni del nuovo album sono terminate il 19 ottobre.
Il mixing di Flood il prossimo mese a Londra.
L’album conterrà 12 brani, mentre tutte le altre (sappiamo di un totale di 20) verranno probabilmente distribuite in un formato speciale e pare che solo 3 delle 5 canzoni scritte da Dave, saranno incluse in questo album.
Per il titolo del disco dovremo attendere la prossima settimana.
«Mi sento fortunato che in 32 anni di carriera siamo ancora capaci di fare ciò che davvero vogliamo. Amiamo farlo, fare musica e mettere in piedi probabilmente il tour più monumentale che abbiamo mai fatto. E’ bellissimo» dice Martin Gore ai microfoni di radio RDS.
indiscrezioni sul nuovo album:
«Mi piace il fatto che abbiamo provato molte cose nuove, abbiamo sperimentato e usato strumenti diversi tra loro e degli speciali sintetizzatori vocali che hanno fatto una grande differenza, perchè ogni suono che riproduci è una cosa momentanea e se sposti anche solo un jack dal banco o sposti un livello, quel suono non potrai mai più riprodurlo. Non avevamo mai lavorato così in passato e questo potrebbe far cambiare parecchio il nostro suono»
I DM nei prossimi giorni si recheranno in Louisiana per raggiungere il maestro Anton Corbijn per alcune riprese fotografiche «C’è un bel progetto dietro, ma ancora non ne so moltissimo, non so a cosa assomiglierà» dice Gore.
«Con l’Italia abbiamo una sorta di affinità, così come con Francia e Germania, perchè per esempio, abbiamo registrato uno dei nostri album a Milano e credo si crei una sorta di legame con un luogo in cui hai trascorso più tempo.» Gore parlando del feeling con i fans e i luoghi a loro particolarmente cari
«Il pubblico italiano è sempre stato grande, molto passionale! E’ bello venire e suonare in Italia.»
Preparatevi alle novità in arrivo nei prossimi giorni!
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Martin Gore: «prendevamo il treno con il synth sotto braccio per andare a suonare nei locali»
PARIGI — Finiti gli studi, nel 1978 Martin Lee Gore si mise a lavorare in banca. «Un posto trovato da mia madre, che non sopportava di vedermi vagare per casa. Ma non ero soddisfatto». È stato choosy, come direbbe il nostro ministro Fornero? «Diciamo che non mi sono accontentato. Con i soldi guadagnati in banca mi sono comprato il sintetizzatore più economico dell’epoca, e nel tempo libero suonavo sognando di fare il musicista. Sono, siamo stati fortunati. Il successo è arrivato subito, dopo un anno eravamo già a Top of the Pops. Il mio consiglio quindi è provarci, sempre. Almeno per un po’».
Oggi, dopo 32 anni di carriera e oltre 100 milioni di dischi venduti, il 51enne Martin Gore è pronto a tornare sulla strada con i compagni di sempre Dave Gahan e Andy Fletcher, i Depeche Mode. Lo incontriamo a Parigi per la presentazione del Tour 2013: non c’è ancora il nome dell’album né del tour, ma si sa che la band inglese suonerà a Milano (San Siro) il 18 luglio e a Roma (Olimpico) il 20.
«Abbiamo finito di registrare a New York venerdì pomeriggio e venerdì sera abbiamo preso l’aereo per venire qui ad annunciare i concerti — dice Gore —, il nuovo album è completato». Una traccia, ancora senza titolo, viene fatta ascoltare in anteprima, accompagnata dal filmato in studio di registrazione. La ricerca sonora continua, i Depeche Mode sperimentano ancora tenendosi però aggrappati a quel che li rende unici, le melodie composte da Martin Gore. «Stripped», «Enjoy the Silence», «Never Let Me Down Again», «Walking in My Shoes» o «Home» sono canzoni memorabili anche suonate con un semplice pianoforte, come mostrò tempo fa il pianista francese Sylvain Chauveau.
Perché più di trent’anni fa i Depeche Mode scelsero gli strumenti elettronici, e perché continuano a farlo adesso?
«Allora ci sembrava il modo più sicuro per cercare nuove strade senza cadere nella tentazione retro. Il punk aveva fatto piazza pulita, mi sembrava impossibile riprendere in mano una chitarra dopo i Sex Pistols. I sintetizzatori furono per noi il perfetto strumento punk: tutti potevano usarli e produrre musica, noi prendevamo il treno con il synth sotto braccio per andare a suonare nel locale, attaccavamo il jack e via, tutto molto facile e tutto basato solo sull’originalità. Un processo portato all’estremo oggi da computer e iPad, tutti possono formare una band e soprattutto registrare un album. Il che non è necessariamente un bene» (Gore ride).
Paura della concorrenza?
«No, diciamo che il lavoro delle odiate case discografiche talvolta è stato meritorio, dove non arrivava l’autocritica dei musicisti ci pensavano le etichette a fare la selezione. Adesso è più facile illudersi… Ma non lo dico per arroganza, noi siamo stati molto, molto fortunati».
L’album della consacrazione mondiale, «Violator», lo avete registrato nel 1989 in parte a Milano. Perché quella città?
«Eravamo liberi, non avevamo figli, ci piaceva conoscere posti nuovi e Milano faceva sognare, ci sembrava un luogo interessante, con una vita notturna pazzesca. In effetti furono settimane di feste continue, è stato un miracolo se “Violator” siamo riusciti a registrarlo. Ho un ricordo favoloso di Milano».
Siete partiti come una specie di teen band, poi avete convinto anche gli appassionati di rock e riempito gli stadi, eppure non vi sentite mainstream come gli U2. In che cosa i Depeche Mode sono diversi? «Quando sono molto di buon umore penso che siamo e restiamo una band alternativa, con la particolarità di avere un enorme successo. È l’elettronica, il saper usare la tecnologia, che ci consente di non cadere nei cliché, e di andare sempre avanti».
Si ringrazia: Stefano Montefiori, corrispondente del Corriere della Sera a Parigi. superdupont.corriere.it
Martin Gore fa una pausa dagli studios e si dedica a “charity: water”
Come sapete i Depeche Mode sono in studio per l’ultima sessione di registrazione e questo ci rende tutti molto felici… ma quando scopriamo che riescono a trovare anche il tempo per aiutare il prossimo… beh questo ci rende orgogliosi e assumiamo così lo status di felicemente orgogliosi.
Oggi, presosi una pausa dagli studios Jungle City di NY, Martin Gore si è recato presso la sede di charity: water – nella foto è in compagnia di Viktoria Harrison direttore creativo di charity: water -
Charity: Water è un associazione non-profit che fornisce acqua pulita e potabile alle popolazioni in via di sviluppo.
Le donazioni che charity: water raccoglie, finanziano progetti come: realizzazione di pompe per il drenaggio, materiali di costruzione e tutto il necessario per l’approvvigionamento di acqua in strutture come scuole e ospedali.
Per maggiori info si prega di visitare charitywater.org
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VCMG in uscita l’ EP3 Aftermaths
Sarà disponibile il 20 agosto 2012 l’EP3 Aftermaths di VCMG dall’album Ssss
Aftermaths, distribuito da Mute e preceduto dall’ EP1 Spock e dall’ EP2 Single Blip, disponibile in vinile e digital download, racchiude all’interno collaborazioni d’eccezione con artisti come: LFO, alias Mark Bell (che ha prodotto l’album Exciter dei Depeche Mode) e Alva Noto, alias Carsten Nicolai, multi artista e co-fondatore dell’etichetta Raster-Noton.
La versione in digitale di Aftermaths contiene cinque remix tra cui alcuni aggiuntivi di Vince Clarke, Gesaffelstein che ha recentemente remixato Zombie Zombie, e lo svedese Christoffer Berg che ha recentemente remixato Moby e Metronomy e attualmente impegnato collaborativamente al 13° album in studio dei Depeche Mode.
track list vinile:
Aftermaths
Aftermaths / LFO remix
Aftermaths / Alva Noto remix
track list digitale:
Aftermaths
Aftermaths / Alva Noto remix
Aftermaths / Christoffer Berg remix
Aftermaths / Gesaffelstein remix
Aftermaths / LFO remix
Aftermaths / Vince Clarke remix
Con una serie di video promozionali, NYSU mette in rete il terzo trailer della serie, con un insolito retroscena da cinema horror/splatter come già accaduto per i trailer 1 e 2 di Ssss. Senza dubbio di grande effetto.
VCMG – Vince Clarke e Martin Gore per “The Daily Swarm”

Cosa avete provato tenedo in mano per la prima volta l’album “Ssss”?
MG: «Sono rimasto veramente soddisfatto. Sembra qualcosa di classe, qualcosa di pseudoartistico.»
VC: «Per me, sembrava che tutti i brani fossero fatti per stare insieme. E’ soprattutto un album, non solo un mucchio di tracce techno traballanti. Martin ha unito il flusso e sequenziato l’album. Lui è il DJ» [ride]
Vince hai mai pensato di fare il DJ?
VC: «No. Devo ammettere però che ne sono incuriosito. Ma il fatto di dover suonare diversi DJ sets a notte fonda mi fa scoraggiare» [ride]
MG: «Puoi sempre esibirti in DJ sets pomeridiani.»
VC: «E’ vero. Ho visto alcuni video di Plastikman in cui si esibiva alle tre del pomeriggio e c’era un sacco di gente.»
Ricordate quale fu il primo album che avete acquistato?
VC: «“This Town Ain’t Big Enough For The Both Of Us” degli Sparks, che ho acquistato in un drugstore.»
MG: «Wow, è favoloso! Purtroppo il mio non è così favoloso. Il primo disco che ho acquistato è “Rubber Bullets” dei 10cc.»
VC: «Perlomeno non è “I’m Not In Love“»
Ricordi il primo sintetizzatore che hai acquistato?
MG: «Assolutamente. Vince venne con me. Abbiamo guidato fino a Londa e lì ho acquistato un Yamaha CS-5, molto economico, monofonico, un sintetizzatore di base. A quei tempi lo pagai 200 sterline.»
Ricordate il vostro primo incontro?
VC: «Uhm, no.»
MG: «No.»
VC: «Siamo cresciuti a circa mezzo isolato di distanza l’uno dall’altro.»
Ricordi il motivo per il quale hai comprato un sintetizzatore anzichè un chitarra?
MG: «Abbiamo avuto un amico in comune, Robert Marlow, che possedeva un sintetizzatore. Eravamo tutti proiettati verso la musica elettronica. Eravamo grandi fan dei Kraftwerk, Human League, Soft Cell. Trovavamo che fosse un genere rivoluzionario e innovativo. Era come guardare al futuro, non solo al passato. Sembrava la strada giusta da percorrere.»
Ricordate la prima volta che avete messo su uno show?
VC: «Una volta abbiamo fatto un concerto senza Dave. Era nel tuo salotto, Martin, e ci siamo esibiti per tua sorella.»
MG: «Non mi ricordi affatto. Ricordo quando ci siamo esibiti al centro giovanile.»
VC: «La prima volta che abbiamo suonato tutti insieme è stato quando abbiamo preso in affitto la scuola. Venne anche il nostro amico Rob a fare da supporto ma c’era un pò di trambusto riguardo a chi avrebbe dovuto esibirsi per primo. Martin era in entrambe le band. Ricordo che affissi dei manifesti per questo evento al quale si presentarono una quarantina di persone.»
Ricordate la prima canzone che avete scritto?
VC: «Io me lo ricordo, ma non è nulla di conosciuto»
MG: «Ricordo di aver scritto la mia prima canzone all’età di 13 anni. Ricordo ancora come fà, ma non ho intenzione di dirlo» [ride]
Considerando che questo è un album completamente techno, ricordi la prima volta che hai ascoltato musica techno?
VC: «Ascoltai Mr. Egg dalla Scozia. Era un amico del nostro roadie, venne a tutti i nostri primi spettacoli. »
MG: «Daniel Miller, della Mute, è stato fortemente coinvolto nella fase iniziale di questo genere, ci espose alcune cose che provenivano da Tresor. Ne stavamo parlando prima… quella volta quando Daniel mise su un pezzo di Plastikman. Vince e io, dopo averlo ascoltato, eravamo come “Che roba è questa? E’ solo una grancassa”. Ora pensiamo che Richie Hawtin sia un genio. Quando sei giovane pensi di sapere tutto» [ride]
Vince, ho letto che hai pensato di coinvolgere Martin nel fare un disco techno mentre stavi lavorando su un remix di Plastikman.
VC: «A parte la mia esposizione iniziale, non sono mai stato molto interessato alla techno. Non l’ho mai ascoltata. Poi mi è stato chiesto di remixare Plastikman, così mi sono documentato per vedere di cosa si trattasse. Mi sono sentito lusingato da tale richiesta. Mi sono iscritto su Beatport e ho ascoltato un pò di minimal techno.»
Cosa ti ha portato a pensare a Martin per questo progetto?
VC: «Veramente non saprei. Mi è venuto in mente. Mi piace molto lavorare con altre persone. Non posso far giudicare il mio lavoro da mia moglie. Ho bisogno di qualcuno al quale rimbalzare le idee. Martin e io abbiamo delle setups studio molto simili, è tecnicamente apt e ha esperienza come DJ.»
Quando ti sei reso conto, per la prima volta, di quanto la tua musica avesse una forte influenza anche in America?
MG: «Ricordo che rimasi molto sorpreso dalla scena house di Detroit. Ci trovammo lì nel 1989 o 90, credo, realizzammo un articolo per la rivista The Face. Ci incontrammo con Derrick May che ci portò in un grande club di Detroit [Music Institute]. Tutti furono molto felici di incontrarci. Fu bello quanto sbalorditivo.»
E tu, Vince?
VC: «Ricordo la prima e unica volta degli Yazoo in America. Abbiamo fatto solo alcune date. Abbiamo suonato in un famoso gay club di New York City, il “Paradise Garage“. Ero sbalordito dalla folla di gente accorsa alla serata e dal fatto che conoscessero noi e i nostri pezzi così bene. Il sound system fu la cosa più stupefacente che avessi mai visto. Chiunque avrebbe iniziato a ballare appena varcata la soglia.»
Parlando di Yazoo, ricordi la prima volta che hai sentito Alison Moyet cantare?
VC: «Si. E’ stato in un pub di Basildon, il cui proprietario era mio zio. Beh lui non era proprio mio zio, ma l’ho sempre chiamato così [ride]. Alison era in una band punk “The Vandals“. Il mio migliore amico suonava la chitarra e lei era alla voce.»
Hai subito pensato che fosse la persona adatta con cui lavorare?
VC: «No, per niente. E’ avvenuto solo più tardi, quando iniziò a cantare in una band R&B. Mi resi conto che aveva una voce incredibile.»
MG: «Non è quel club chiamato Bangkok?»
VC: «Si!!»
MG: «Quel posto era di proprietà di tuo zio?»
VC: «Si, mio zio Stan!»
Martin ricordi il tuo primo EP da solista?
MG: «Mentre gli altri erano impegnati nel mixing di un disco live, non era importante che io stessi lì. Sembrava il momento giusto per fare qualcosa, mi è sempre piaciuta l’idea di fare cover e mi piace tutt’ora. Essa mostra alle persone un lato di te che non conoscono.»
Vince, cosa ti ricordi del tuo primo e unico West India Company EP con il brano “Ave Maria” dei primi anni 80?
VC: «I Blancmange erano la band di supporto ai Depeche Mode durante il nostro primo tour nel Regno Unito. Ho avuto così modo di conoscere il tastierista della band, Steve Luscombe. Era molto interessato alla musica indiana. Così convinse Asha Bhosle, una cantante molto famosa nel panorama della musica indiana, a fare un disco insieme. Io ho curato i synths e sono stato co-scrittore in uno dei brani. Questa donna era così ricca e famosa,,. Ci invitò a cena nella sua casa di Londra. Viveva in uno degli appartamenti più costosi della città. Fu un pasto tradizionale indiano alquanto bizzarro, mangiammo con le mani. Mi sentivo come se stessi in un altro mondo. Semplicemente fantastico, qualcosa che non rivivrò mai più.»
Ricordate la vostra prima reazione alla vittoria del prestigioso U.K. Ivor Novello songwriting award?
MG: «E’ stato un piccolo shock per me. Onestamente, non avevo idea di chi fosse Novello! E’ un evento un pò spaventoso. Tu ci sei andato Vince?»
VC: «Ho ricevuto due di questi premi. La prima volta mi sono rifiutato di andare. Era così imbarazzante. Lo stesso la seconda volta, ma mia moglie mi convinse. Ero molto nervoso. E’ un grande evento.»
MG: «Daniel Miller era accanto a me quando ho ricevuto il premio. Parlai pochissimo, Daniel fece il resto.»
Ricordate la prima volta che siete venuti a Los Angeles?
VC: «Ero in tour con Erasure per la prima volta. Siamo stati allo Chateau Marmont e ricordo che il giorno dopo Paul arrivò con una scatola piena di ciambelle, non avevo mai visto una confezione di 12 ciambelle prima di allora! E proprio in quel momento mi sono reso conto di essere in America» [ride]
MG: «Eravamo io, Andy Fletcher e Anne Swindell, la mia prima ragazza negli anni 80. Salimmo su un taxi e Andy disse al conducende dove volevamo andare, un posto da qualche parte sulla Santa Monica Boulevard. Il conducente non riusciva a capire cosa Andy stesse dicendo per via del suo accento, così continuava a ripetere “Cosa?”. Andy continuava a ripetere “Santa Monica Boulevard!” urlando sempre più forte. La cosa andò avanti per, tipo, 5 minuti. Andy pensò che se avesse urlato il conducente alla fine avrebbe capito. Ma non accadde» [ride di gusto]
Quando penso ai Depeche Mode in L.A. non posso fare a meno di ricordare la famigerata rivolta alla Warehouse Records nel 1990, durante il Violator tour.
MG: «Non ci saremo mai immaginati di vedere così tanta gente. L’intera parte anteriore del negozio era in vetro. La polizia ha dovuto buttarlo giù, per sicurezza.»
VC: «Davvero?»
MG: «Si! Questo è stato un evento che ci ha permesso di avere molto successo in America, fece notizia a livello nazionale. Impovvisamente, Violator ebbe un enorme successo qui.»
Vince ti sei mai trovato difronte ad un isteria simile dei fans?
VC: «No, l’unica isteria che ho dovuto affrontare è stata quella di Andy» [molte risate]
Cosa ti ricordi della prima volta che hai sentito cantare Andy Bell?
VC: «Durante le audizioni. Era incredibilmente timido.»
Hai capto sin da subito che era il tipo giusto?
VC: «Avevamo già ascoltato una quarantina di cantanti. Alcuni erano davvero bravi, ma nessuno di loro era naturale. Andy si presentò con il suo sound, aveva reinterpretato le canzoni che gli avevamo chiesto e non me lo aspettavo. Fu al Trident Studios di Londra. Non mi ci è voluto molto per capire che lui era ciò che cercavo.»
C’è stato un momento, durante la realizzazione del disco VCMG, che avete pensato al desiderio di lavorare di nuovo insieme?
VC: «Ho apprezzato molto questa esperienza, mi piacerebbe farlo di nuovo. Adoro lavorare con Martin, il processo è stato davvero cool. Abbiamo ottenuto ottimi risultati.»
a cura di: Scott Sterling per The Daily Swarm
Disponibile da oggi “Man Made Machine” dei MOTOR!!
Disponibile da oggi l’attesissimo album “Man Made Machine” dei MOTOR
Dopo la pubblicazione del primo single “MAN MADE MACHINE” feat. Martin L. Gore, esce l’album completo dei MOTOR dal titolo “MAN MADE MACHINE“.
La realizzazione di questo album è caratterizzato dalla partecipazioni di alcune delle voci più interessanti nel panorama della musica elettronica come: Martin L. Gore, Gary Numan, Douglas McCarthy, Billie Ray Martin e Reni Lane, fornendo così una perfetta colonna sonora per tutti gli appassionati del genere.
Dal Synth Pop, Dance, EBM all’ Electro Clash le influenze dei MOTOR senza mai annacquare la potente essenza di questo genere pioneristico.
“MADE MAN MACHINE” un album unico, dai ritmi ossessivi, pieno di sonorità oscure e melodiche che non potranno passare inosservate al vostro ascolto.
Tracklist:
01 – Messed Up
02 – Hyper Lust (feat. Billie Ray Martin)
03 – Man Made Machine (feat. Martin L. Gore)
04 – Control
05 – Pleasure In Heaven (feat. Gary Numan)
06 – Automne
07 – Autographic
08 – The Knife (feat. Douglas McCarthy)
09 – Hello
10 – In The Dark
11 – Between The Night
È possibile acquistare l’album sia su Beatport che su iTunes.
Vince Clarke e Martin L. Gore in un intervista tutta “VCMG”
Martin L Gore e Vince Clarke, dopo 30 anni di nuovo insieme per il progetto VCMG
Intervistati questa volta da Luke Turner, il quale mette in evidenza la riscoperta di una collaborazione creativa e molto energica del duo, presenta Ssss come uno dei migliori album techno del 2012.
The Quietus ha raggiunto telefonicamente Vince Clarke e Martin Gore, in arte VCMG.
Martin, ho trovato interessante leggere su The Stool Pigeon del tuo primo approccio con VCMG, nonostante tu non abbia ascoltato techno di recente e prima di intraprendere questo progetto, anche se ti sei esibito in diversi DJ set e così via.
MLG: «Ho ascoltato techno per un lungo periodo e ho letto l’intervista di The Stool Pigeon, scoprendo tante cose di Vince che non conoscevo! Non ho mai realmente conosciuto Vince durante questi anni, quindi è stata una sorpresa per me il suo addentrarsi nel genere techno. La Mute ha un etichetta techno, NovaMute, e ricordo di essermi trovato ad avere a che fare con la Tresor, e Daniel (Miller fondatore e capo della Mute) ne mise in circolazione un pò. La techno è stata nel mio sangue per secoli.»
E’ sorprendente la facilità con la quale VCMG ha visto la luce, se è realmente stato così facile.
VC: «Ho iniziato a lavorare sul disco per conto mio. Stavo già lavorando a tre/quattro brani, successivamente ho deciso che mi avrebbe fatto piacere un altro collaboratore e contattai Martin. E’ stata una sorpresa la grande sintonia tra me e Martin per questo genere musicale. Altrettanto grandioso scoprire a sorpresa ciò che Martin mi rimandava indietro, brani che a mia volta inviavo a lui… in una forma che non mi aspettavo e che, come si è capito, mi è piaciuta molto. Abbiamo avuto come l’impressione che tutto venisse fuori da uno stesso e unico stampo.»
Hai mai pensato che Martin potesse dirti di “no”?
VC: «Non ne ero sicuro. So che Martin è sempre molto indaffarato e non sapevo quali impegni avessero i Depeche Mode in quel periodo. Ciò che ho detto in quella e-mail era che questo progetto non ci avrebbe messo nessuna pressione, nessuna scadenza, nessuna data precisa di pubblicazione, nulla di tutto ciò. Qualcosa da prendere come un divertimento, se ci stai possiamo farlo.»
La risposta alla tua e-mail è arrivata subito?
VC: «Abbastanza… dopo una settimana e mezzo.»
Martin sei rimasto molto sopreso da questa idea? Qual’è stata la tua prima risposta?
MLG: «Naturalmente ero molto sorpreso, perchè neanche nella mia più fervida immaginazione, avrei potuto pensare che Vince potesse contattarmi per chiedermi di collaborare insieme ad un progetto. Così quando ho ricevuto quella e-mail, è stato uno shock totale per me. Quando mi sono ripreso ho pensato che fosse un idea grandiosa, perchè a parte il fatto che è stato bello lavorare di nuovo con Vince dopo 30 anni, ho avuto a che fare con la musica techno per lungo tempo e quindi la cosa si prospettava interessante.»
All”ascolto VCMG sembra molto fresco e vivace. Pensi che la rottura con la band, o il fatto di non poterti più relazionare musicalmente a loro, sia stato di aiuto al tuo percorso creativo in questi anni? In qualche modo significa che non vi siete adagiati?
VC: «Oh sicuramente. Quando ho lasciato i Depeche, Martin assunse la scrittura che, stilisticamente, è diversa dalla mia. Nel corso degli anni abbiamo sviluppato stili completamente differenti e penso che, se il disco suona con uno stile particolare, è grazie a questo. Se avessimo continuato a lavorare nella stessa band per 25 anni, ora non avremmo ottenuto questo risultato.»
Martin, cosa ne pensi?
MLG: «E’ un ottima osservazione, non ci avevo mai pensato. Non ci siamo mai realmente incontrati per tutto il processo, tutto è stato fatto tramite filesharing. Entrambi abbiamo mantenuto una sorta di standard per impressionarci reciprocamente.»
Pensando all’uso delle attrezzature, pensi di aver avuto un buon synth-off?
MLG: «Penso che entrambi abbiamo avuto molto a che fare con i synths nel corso degli anni. Lui possiede una vasta collezione di synths, io altrettanto. Attualmente invidio un pò i suoi, e ciò è raro per me, perchè le persone rimangono in imbarazzo dinanzi alla mia collezione, ma lui ha alcuni pezzi molto rari e interessanti.»
VC: «Io e Martin siamo molto affascinati dai sintetizzatori. Siamo entrambi interessati alla musica elettronica, Martin si è esibito anche in alcuni DJ-set quindi sa qualcosa in più di me riguardo questo genere. Il lavoro si è concluso molto bene. Il fatto di non mettere alcuna pressione a Martin è stato di grande aiuto al progetto.»
In che modo hai deciso cosa ultilizzare? Ne avete parlato prima?
MLG: «Sembra inverosimile ma in realtà non abbiamo affrontato una discussione vera e propria riguardo questo progetto. Tutto è stato fatto via e-mail e non erano e-mail dettagliate, erano brevi e andavano dritte al punto. Tutto ciò che è stato detto nella prima e-mail è stato: “stò pensando di fare un album techno, vuoi collaborare?” Quando risposi di “si“, Vince iniziò ad inviarmi delle idee di base, e da li abbiamo cominciato a lavorarci immergendoci completamente. Dalla prima coppia di brani, ho capito cosa Vince avesse intenzione di creare e così abbiamo portato avanti il progetto. C’è sempre un modello da seguire quando stai facendo musica techno.»
Non c’è stato nessuno scambio di battute? l’unico intermediario tra voi due è stata la musica?
MLG: «Non abbiamo avuto una vera e propria conversazione. Ci siamo sentiti in una conferenza telefonica che coinvolgeva me, Vince, Daniel, della Mute, e entrambi i nostri managers. Avevamo quasi terminato il lavoro e stavamo decidendo il nome della band, il titolo dell’album e cose di questo genere.»
Cosa ne pensi del genere techno, che ti ha poi realmente ispirato in questo progetto?
VC: «Onestamente non è mai stato un genere di grande ispirazione per me. E’ successo che mi sono trovato a fare un remix per Plastikman e la cosa mi suscitò interesse. Poi ho trovato interessante il sito web Beatport e a come le persone usano il suono dei sintetizzatori nella musica elettronica. Questo mi ha stupito e spiazzato. La gran cosa di Beatport è che si ha la possibilità di ascoltare i brani un minuto e mezzo, prima di acquistarli. C’erano così tanti sottogeneri che non conoscevo. Ma io sono una persona anziana, perchè dovrei?
Mi sono reso conto che finchè mantieni un certo ritmo regolare, puoi fare tutto quello che vuoi. Ho capito che il modo per rendere la musica emozionale non è l’avere un testo torrido o qualcosa del genere. E’ dal suono puro che si ottengono emozioni, creando un brano o riarrangiando qualcosa di scarso tramutandolo improvvisamente in qualcosa di massiccio. L’ho trovata una cosa davvero molto stimolante e interessante.»
I vari suoni e le loro sperimentazioni li hai trovati in qualche modo ricollegabili a ciò che hai fatto in passato, quando eri tra i primi ad usare i sintetizzatori? C’è una sorta di connessione spirituale?
VC: «No, C’è stata una forte estenzione nell’uso dei sintetizzatori, molto più di quanto avessi mai cercato di fare. Non c’è nessuna preoccupazione per cose del tipo ritornelli o middle eight (il middle eight è composto da otto battute generalmente situato tra due ritornelli, una sorta di pausa tra l’uno e l’altro). E’ questo che mi suscita interesse.»
Ho ascoltato Ssss subito dopo Speak & Spell ed è stato impressionante avvertire con quanta naturalezza la vostra presenza fosse incisiva in questo disco. In VCMG sembra riecheggiare lo spirito e il carattere di Speak & Spell…sfacciatamente. Forse sono stravagante e pazzoide?
VC: «Non saprei. Non ascolto Speak & Spell da 25 anni. Credo che lo farò questa sera.»
MLG: [ride] «Non so se devo prenderla come un complimento, ma suppongo che lo sia.»
E’ un complimento.
MLG: «Non è un disco comedy, ma trovo che sia comunque bizzarro…prendi ad esempio la copertina e il titolo...ma questo non è poi così essenziale, non credi?»
Funziona bene come album, meglio di qualsiasi altro disco techno in circolazione. Riesco a sentire anche una vena pop. Ha un enorme quantità di personalità, il che è molto interessante specialmente il fatto che sia puramente strumentale.
MLG: «Sono contento di questo, è molto bello ciò che hai detto. Grazie!»
Forse perchè l’impronta pop è sempre presente in qualsiasi cosa facciate tu e Vince?
MLG: «Suppongo che dipenda dal fatto che entrambi proveniamo da una scuola tradizionale di songwriting e se ci si cimenta nel campo techno, ci sarà sicuramente un elemento melodico che l’attraversa. Mi piace ciò che ha detto Vince cioè il rendersi conto che è possibile creare emozioni partendo da qualcosa di semplice. Per un cantautore la cosa più importante è quella di trasmettere emozioni, e questo è quello che siamo riusciti a fare in questo progetto, anche se in modo completamente diverso.»
E’ stato come rigenerare un amicizia mediante la musica?
VC: «E’ stato molto interessante. Io e Martin non abbiamo mai stretto una forte amicizia, all’epoca dei Depeche, perchè lui era partner di Fletcher. Martin era una persona davvero molto tranquilla e mi sono reso conto che, a differenza di 30 anni, non è cambiato affatto… il suo senso dell’umorismo e tutto il resto.»
C’è stata meno pressione anche per te? Il fatto di non doversi preoccupare di scrivere un poema o la struttura per un pezzo pop?
VC: «Certamente. E’ stato come avere in mano una tavolozza di colori e decidere cosa farne. Il taglio e la riorganizzazione dei suoni piuttosto che generare gli stessi da un sintetizzatore per poi pasticciarli sul computer. Non sembra una cosa facile ma lo è.»
Pensi che VCMG possa avere una certa influenza per quanto riguarda il futuro degli Erasure?
VC: «Sicuramente. Sono totalmente immerso nella scrittura delle canzoni, ritornelli, middle eight, bridges, dei buoni testi e tutto il resto. Ma questa libertà di suono farà parte degli Erasure in futuro, ne sono sicuro. Io e Andy abbiamo lavorato insieme per tanto tempo e per molto tempo ho lavorato sempre allo stesso modo, tanto che ho pensato di essere entrato in una sorta di routine. Quello che ho fatto con Martin mi ha aperto gli occhi e questo influenzerà il prossimo disco degli Erasure.»
E per concludere, se avrai intenzione di esibirti in pubblico, pensi che indosserai una delle tue tute? Ne hai di eccellenti, in particolare quella indossata al Mute Short Circuit festival lo scorso maggio. Che approccio pensi di avere indossando una tuta rosa salmone?
VC: [ride] «Non lo so. Questa è una bella domanda. Lo chiederò a mia moglie.»
Ssss sara disponibile dal prossimo 13 marzo. Potete ordinarlo qui. Per l’ascolto in anteprima dei 10 brani completi di Ssss cliccate qui
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Martin Gore racconta Ssss di VCMG e il nuovo progetto dei Depeche Mode
Martin L. Gore, dopo essersi occupato con soddisfazione di VCMG, si butta a capofitto sul progetto Depeche Mode dicendo che per il momento non potrà occuparsi di altro che non riguardi la band almeno fino al 2014.
Martin Gore, in un ennesima intervista, questa volta per SPIN, parla del suo lavoro con Vince Clarke, (ex Depeche Mode) “Ssss” album di debutto del duo Clarke/Gore meglio noti, in questo caso, come VCMG (Vince Clarke e Martin Gore). Timidi accenni riguardo il nuovo album dei Depeche Mode, tour e promozione.
D: E’ stato strano tornare a lavorare con Vince Clarke dopo 30 anni?
R: «In realtà no. Vince mi invio una mail dove mi proponeva una collaborazione con lui. Non ci siamo tenuti molto in contatto in questi ultimi 30 anni. Mi disse che tutto il progetto non avrebbe messo pressioni a nessuno dei due, nessuna scadenza, tutto molto free. L’idea era quella di realizzare un album techno, questa è una cosa che mi ha interessato da sempre, così ho deciso di accettare. E’ stata un esperienza molto piacevole.»
D: I produttori techno nel corso degli anni sono stati molto influenzati dai Depeche Mode, mentre tu ci hai messo del tempo prima di iniziare a produrre questo genere. Sembra quasi un evoluzione naturale.
R: «Si, hai ragione, lo credo anche io. In realtà sarebbe potuto accadere un pò prima, ma credo che la tempistica sia stata perfetta per me e per Vince. Quando ho ricevuto questa mail da lui, avevo appena terminato il tour con i Depeche Mode, abbiamo avuto una lunga pausa e solo ora ci stiamo accingendo a rientrare in studio per il nuovo album. Quello che voglio dire è che ho iniziato a scrivere i brani per la band solo dopo aver terminato con VCMG. Per quanto riguarda i Depeche lavoreremo ai brani per gran parte di quest’anno, se Vince mi avesse inviato una email in questo periodo, non avrei potuto dare la mia disponibilità per ovvi motivi. Quindi la tempistica di tutto è stata perfetta.»
D: E’ stato difficile instaurare un certo ritmo e clima lavorativo pur non essendo così a stretto contatto con Vince?
R: «Penso che il processo reale che abbiamo adottato ha reso molto più facile tutto il lavoro. Non siamo mai stati nella stessa stanza, ci scambiavamo solo file avanti e indietro. Stavamo lavorando senza avere a che fare l’uno con l’altro se non per la ricezione dei file, fino a quando ci siamo resi conto che i brani erano pronti.»
D: C’è stata una qualche divisione del lavoro, tipo, uno che si è occupato di una determinata cosa e l’altro di un altra?
R: «Non credo si possa effettivamente dire che ci sia stato un ruolo specifico per ogniuno. Abbiamo fatto tutto ciò che sentivamo necessario per la realizzazione dei brani.»
D: Le tracce dell’album sono molto lineari e scultoree. molta attenzione rivolta al sound design. Che tipo di tecniche e attrezzi sono stati utilizzati?
R: «Siccome abbiamo lavorato separatamente, non so cosa Vince abbia usato. Io ho usato modulatore Eurorack, roba analogica di vecchia annata. Uso molto hardware, sono un Eurorack dipendente al momento. Tutte cose che provengono dal mio studio, sto tirando fuori una ad una tutte le mie tastiere. E’ difficile specificare un particolare modulo perchè ho letteralmente creato una sorta di mostro nel mio studio. Ora, più o meno, posso dire che l’80% dei suoni che faccio li tiro fuori da vari moduli di sistema.»
D: Sento dire spesso che un modular synthesis è qualcosa di abbastanza coinvolgente
R: «Di recente ho visto un documentario “I Dream of Wires“. Mi sono relazionato con molte delle cose che dicevano, quando parlavano di una sorta di dipendenza. Ho anche visto, su YouTube, un intervista molto divertente a Adrian Utley dei Portishead in cui parla della sua “dipendenza”… ha detto che è un pò come il crack.»
D: Mentre lavoravi alle tracce per VCMG, ti è capitato di testare alcune versioni nei Club durante i tuoi DJ set?
R: «No, penso che non siamo poi così intelligenti [ride] Avevamo appena iniziato a lavorare su alcune tracce ed eravamo felici così. Durante un DJ set a Natale ho testato un paio di brani, ma a parte questo, non le abbiamo suonate in nessun altra occasione. In realtà abbiamo ceduto un brano ad Andy Fletcher, che lo scorso anno si è esibito in diversi DJ set, quindi a un certo punto gli abbiamo passato il brano in modo che potesse suonarlo in giro.»
D: Trovi strano il fatto che, pur non essendo più giovanissimo, tu abbia a che fare con un genere come la techno?
R: «No. Ho appena compiuto 50 anni, ma non mi sento vecchio. Forse c’è qualcosa di strano in me, forse è qualcosa che ha a che fare con me in quanto musicista e membro di una band. In qualche modo non mi sento differente mentalmente, forse un pò fisicamente ma mentalmente non mi sento affatto diverso a 20 anni fà.»
D: Sono un grande fan del tuo “Counterfeit”. Farai ancora qualcosa del genere, continuerai a creare materiale come solista?
R: «Oh, grazie. Sono in procinto di intraprendere questo progetto con i Depeche, che probabilmente mi terrà impegnato fino al 2014…dal momento in cui finiremo di lavorare la parte musicale, ci sarà la promozione dell’album e il tour. Per me è difficile pianificare altro al momento.»
D: Suppongo che, mentre lavori al nuovo album dei Depeche Mode, tu non abbia la possibilità di tornare spesso a casa e dedicarti alle tue cose come creare la tua musica.
R: [ride] «No! ci vado di tanto in tanto, ad esempio, per dormire.»
D: Puoi dirci qualcosa riguardo l’album?
R: «E’ troppo presto per parlarne, ma penso che sia stato positivo fare qualcosa di diverso come con VCMG. A parte il fatto che è stato un processo molto divertente, è stata una pausa positiva per staccare da ciò che faccio abitualmente, scrivere canzoni. Quando sei lontano da ciò che fai abitualmente, per fare qualcosa di diverso, e dopo torni di nuovo a creare canzoni, parole e ciò che si è abituati a fare solitamente, ti da delle sensazioni molto belle, positive.»
Ssss sara disponibile dal prossimo 13 marzo. Potete ordinarlo qui. Per ascoltare in anteprima i 10 brani completi di Ssss potete farlo qui
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I Depeche Mode iniziano a lavorare al nuovo LP

Martin Gore rinvigorisce dopo VCMG e del nuovo dei Depeche Mode dice «spero riusciremo a finire tutto il lavoro entro la fine di quest’anno»
«E’ stata una pausa piacevole il fatto di fare qualcosa di completamente differente dal solito lavoro quale lo studio dei testi e le melodie vocali» dice Martin Gore in un intervista redatta da The Quietus dove afferma tra l’altro che lavorare per Ssss di VCMG lo ha rinvigorito.
«Penso di aver approcciato con maggior vigore la scrittura del nuovo album della band, grazie ad una pausa. Mi ha dato un importante impulso creativo.»
«Sono passato contemporaneamente da VCMG alla scrittura del nuovo album dei Depeche Mode. Anche se ho usato le stesse strumentazioni, o gran parte, sono riuscito ad entrare in uno spazio mentale completamente diverso. Le cose che ho fatto per la band sono completamente differenti da VCMG.» aggiunge che la causà di ciò è la sua grande passione per la strumentazione synth.
«A parte il fatto di essere tornato all’attuale songwriting con più energia, bisogna tener presente che sono anche un chitarrista. Per tutto il periodo in cui mi sono dedicato a VCMG, non ho avuto alcun approccio con la chitarra perchè non era in sintonia con lo stile. Solo ora, tornato a scrivere per la band, ho ricominciato a toccare una chitarra, lavorare al pianoforte…»
Gore conclude dicendo che ritorneranno in studio alla fine di marzo e «spero riusciremo a finire tutto il lavoro entro la fine di quest’anno.»
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L’immenso cuore benefico chiamato Depeche Mode!
L’immenso cuore benefico dei Depeche Mode con “Vintners Foundation” in occasione dell’American Riviera Wine asta benefica a supporto di “Direct Relief International”.
Lo scorso 11 febbraio 2012, al Coral Casino Beach Club del Four Seasons Biltmore Resort di Montecito - CA, la Vintners Foundation di Santa Barbara, ha ospitato la settima biennale dell’asta benefica “American Riviera Wine” a supporto della “Direct Relief International” un organizzazione non-profit con sede a Santa Barbara, in California, che si concentra sul miglioramento della qualità della vita, portando medicine e forniture per quelle strutture sanitarie locali (in tutto il mondo) che necessitano di aiuto.
Prodotti eccellenti e di gran lusso messi a disposizione del miglior offerente.
In passato l’asta del vino è stato un evento firmato dalla comunità vinicola di Santa Barbara, che costituisce la più grande industria della regione.
Negli ultimi 10 anni Vintners Foundation, ha donato più di $1,2 milioni alla Direct Relief che ha sfruttato più di $34 milioni in assistenza medica.
Questa piccola parentesi introduttiva era inevitabile al fine di farvi conoscere questo evento di beneficenza molto importante.
I Depeche Mode non sono nuovi nel fronte beneficenza, ricorderete sicuramente uno dei loro contributi più recenti al Royal Albert Hall di Londra il 17 febbraio 2010 dove, in occasione del Teenage Cancer Trust, si esibirono in uno show spettacolare.
Anche in questa occasione sono presenti… i nostri Depeche Mode, Dave Gahan, Martin Gore ed Andrew Fletcher, hanno dato il loro contributo fornendo un pacchetto davvero allettante per tutti i fans.
A presenziare la serata Martin Gore in un giacca e cravatta davvero inconsueto ma d’effetto, come vedete dalla foto qui sopra.
• Il pacchetto Depeche Mode darà la possibilità di vivere un esperienza davvero irripetibile, il sogno di tutta una vita si realizzerà per un fortunato fan della band che ha ispirato generazioni di band in tutto il mondo. Vivrete la loro musica come non avete mai fatto. Dietro le quinte. Da vicino e in prima persona. In studio e in viaggio.
Questo è il gruppo noto come la band più popolare e di successo nella storia della musica elettronica. Hanno venduto oltre 100 milioni di album e singoli in tutto il mondo e hanno avuto dodici-Top 10 album nel Regno Unito. Con una storia iniziata oltre 30 anni fa in Essex, in Inghilterra, i Depeche Mode, oggi, continuano ad influenzare il mondo. Ora avete l’occasione di poter andare dietro le quinte e scoprire il perché.
Voi e il vostro ospite potrete unirvi ai Depeche Mode nel loro studio di Santa Barbara per un giorno intero (nel 2012) e assistere così alla fase di registrazione del loro prossimo album che diventerà certamente leggendario.
Potrete, inoltre, vivere un esperienza d’alto livello unendovi, per una tappa, alla band durante il loro prossimo tour in un viaggio da vere rock star. Voi e il vostro ospite potrete infatti salire sul jet privato dei Depeche Mode e viaggiare con loro.
Chiuderete questa esperienza incredibile con due posti a sedere davvero particolari in una delle tappe del loro prossimo tour.• Il vincitore e (1) ospite si unirà ai Depeche Mode nel loro studio di Santa Barbara per assistere alla registrazione del loro prossimo album.
• Il vincitore e (1) ospite potranno viaggiare con la band a bordo del loro jet privato durante il tour
• Due (2) posti incredibili al concerto nelle città selezionate.
• Due (2) passes backstage del concerto nelle città selezionate.Non saranno inclusi voli privati e tappe differenti da quelle sopra elencate. Il pernottamento e la sistemazione negli alberghi non è inclusa. La data per la visita degli studi di registrazione dovrà attenersi a quella accordata. Le date del concerto non dovranno avere una finalità di stampa.
Per gentile concessione di Martin Gore e Depeche Mode
Qui la presentazione ufficiale dell’evento
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VCMG Vince Clarke e Martin Gore per VOGUE
VOGUE mette in luce l’aspetto giocherellone e allo stesso tempo enigmatico del duo VCMG, con uno scatto davvero singolare.
Uno scambio di battute veloci fanno da cornice a questa immagine.
L’Uomo Vogue, gennaio 2012 (n. 427)
E’ stata una e-mail inaspettata ad unire di nuovo questo duo: «Non sapevo neanche che Vince avesse il mio indirizzo e-mail» dice Martin «nella mail mi chiedeva se avessi avuto piacere nel fare un album insieme: ho risposto di essere interessato solo se non fossi stato vincolato da limiti di tempo».
La tecnologia ha permesso ai due di collaborare nonostante le loro agende lavorative fossero piene di impegni. «Negli ultimi dieci anni gli strumenti di comunicazione si sono sviluppati in un modo incredibile» spiega Clarke. «Io e Martin abbiamo sfruttato la potenza di Internet al fine di concepire questo progetto (chiamato semplicemente VCMG). In realtà non ci siamo quasi mai visti di persona, ci siamo scambiati le idee via e-mail e creato l’album inviandoci semplicemente dei file. E ‘stato un modo interessante di collaborare, quasi come due pittori che lavorano sulla stessa tela, ma a distanza».
VCMG sta rilasciando una serie di EP prima del tanto atteso album di debutto, dalle sonorità prevalentemente techno. «Una delle ragioni per cui mi sono divertito facendo questo progetto» aggiunge Martin «è che volevo fare un album di ‘dance’: Penso che la scena elettronica sia molto viva, e oggi molti giovani sono in grado di creare musica dance con un budget minimo».
Chi sono i migliori produttori di musica elettronica oggi, secondo due icone come loro?
«Sono ancora affascinato dalla musica di Aphex Twin e dal produttore techno Plastikman» risponde Martin «ma devo dire che i Depeche Mode hanno aperto le porte a molti giovani produttori ai quali abbiamo commissionato remix, e ci sono molti artisti di talento in giro».
«Mi sento vecchio quando penso che i giovani mi vedono come un’icona» scherza Clarke «Tuttavia mi piace ascoltare quello che trovo su Beatport, è un eccellente sito dance e credo che i Deadmau5 siano fantastici».
Ci sarà tempo per un tour?
«Potremmo fare dei dj set» risponde Vince, mentre Martin dice «sarà difficile», visto che lui sta già lavorando per il prossimo album dei Depeche Mode. «E’ ancora tutto da definire, però ho scritto un pò di musica: ci rivedremo presto per portare avanti il nostro lavoro».
si ringrazia vogue.it
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Martin Gore in due recenti interviste afferma: «il nuovo album della band entro l’inizio del 2013»

Due recenti interviste di Martin Gore su “1Live” e “Sonic Seducer”, mettono in luce nuove prospettive per quanto riguarda il prossimo album dei Depeche Mode.
«Il nuovo album sarà pronto entro l’inizio del 2013» dice Gore (in sintonia con le precedenti dichiarazioni di Andrew Fletcher).
Durante il meeting, avvenuto il 10 gennaio scorso a Santa Barbara, è stato in parte deciso: il nuovo produttore, studio e direzione del prossimo album della band. Secondo Martin «la sensazione avvertita è molto buona/positiva».
Si potrebbe sperare in un Dave Gahan in veste di songwriter… le mie sensazioni mi suggeriscono la parola “probabile“. Oppure si potrebbe pronosticare di nuovo Hillier alla produzione, piuttosto che una ventata di aria fresca con Wilder, un ritorno alle vecchie origini con Flood o un rivoluzionamento totale con Bryan Black dei Motor…votate!
Martin dice inoltre che la malattia di Dave (3 anni fà) ha scioccato ma allo stesso tempo dato una scossa alla band, che ora avverte nuove sensazioni. Le cose ora appaiono senza dubbio sotto un altra ottica per quanto riguarda i Depeche Mode. «Non siamo più tanto giovani, siamo quasi tutti 50enni…» dice Martin «si potrebbe percepire come un incidente con una visione diversa delle cose».
Ancora nessun accenno al futuro Tour…ma ha detto «è stato già prenotato un servizio di sicurezza per il 2013».
Forse il tour partirà nell’estate nel 2013? Chissà…rimanete nei Dintorni!
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Martin L. Gore questa sera nello show radiofonico 1Live

Martin Gore in un intervista imperdibile: parlerà di VCMG e del nuovo album dei Depeche Mode.
Questa sera su 1Live, radio tedesca, Martin Gore parlerà del progetto VCMG e non solo.
L’intervista risale a poco tempo fà, quando il team di questo show radiofonico raggiunse Mr L. Gore nella sua abitazione di Santa Barbara.
Gore parlerà dell’album di debutto VCMG e del nuovo dei Depeche Mode.
La messa in onda dell’intervista è prevista alle 19:10 in streaming su 1Live.
Vince Clarke e Martin L. Gore “VCMG” copertina più data rilascio di ‘EP2/Single Blip’

L’attesissimo secondo EP di VCMG ‘EP2/Single Blip‘, sarà caratterizzato da un synth minaccioso e da ritmi a spirale, un grido industriale dalle proporzioni oscure.
‘EP2/Single Blip‘ verrà rilasciato dal 27 febbraio 2012
EP2/SINGLE BLIP TRACKLISTING
- Single Blip
- Single Blip – Byetone remix
- Single Blip – Mathew Jonson remix
‘EP2/Single Blip‘ è caratterizzato da due remix provenienti da artisti come:
Il Berlinese Olaf Bender (Byetone) co-fondatore e collaboratore della Raster-Noton (label Tedesca di musica elettronica).
Il Canadese Mathew Jonson, co-fondatore della label Wagon Repair. Jonson ha remixato con grande successo brani di artisti del calibro di Plastikman, Tiga e Chemical Brothers.
L’album di debutto di VCMG uscirà il 12 marzo 2012 e conterrà 10 brani. Scritto e prodotto da Vince Clarke e Martin L. Gore, l’album è stato mixato da Wiles Timothy ‘Q’, registrato e realizzato da Sie Medway Smith e Clarke, masterizzato da Stefan Betke (alias Pole).
Sulla rivista mensile britannica MOJO, Clarke ha recentemente affermato: «il processo di collaborazione è stato come una sorta di scambio di colori…un pò come due persone che dipingono in due stanze differenti». Mentre Gore confessa le sue preferenze per «tutto ciò che un pò più oscuro…con il ritmo che ti fa da guida».
Per ordinare ‘Ssss’ l’album di VCMG LEXER MUSIC | AMAZON UK | PLAY.COM
In arrivo Ssss album di debutto di VCMG
La collaborazione tra Martin Gore e Vince Clarke, meglio conosciuti in questo caso come VCMG, si fa sempre più palpabile. Un album che si presenta sin da subito come qualcosa di molto incisivo e robusto nel genere techno, con brani remixati da artisti del calibro di Regis, DVS1 e XOQ.
Oggi abbiamo finalmente infromazioni più dettagliate riguardo l’uscita di questo album di debutto di VCMG. Ssss verrà pubblicato il 12 marzo su etichetta Mute, preceduto da un secondo EP ‘Single Blip’ – il primo EP fu ‘Spock’.
tracklist
- Lowly
- Zaat
- Spock
- Windup Robot
- Bendy Bass
- Single Blip
- Skip This Track
- Aftermaths
- Recycle
- Flux

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Vince Clarke e Martin L. Gore collaborazione: l’album di VCMG in arrivo la prossima primavera!

Dopo 30 anni di lavoro sui loro rispettivi progetti musicali in corso, Vince Clarke (Erasure / Yazoo / Depeche Mode) e Martin L. Gore (Depeche Mode) si riuniscono per la prima volta dal 1981 come VCMG per pubblicare un nuovo album preceduto da una serie di EP.
VCMG è il frutto di un attenta riflessione che vede Vince e Martin, pionieri della musica elettronica, esercitare tutto il loro amore, che dura da tutta una vita, per il genere techno al quale si ispira VCMG.
Vince spiega: «Ho ascoltato un sacco di minimal dance music e mi sono incuriosito da tutti quelle sonorità…ho capito che avevo bisogno di un collaboratore…così ho avuto l’idea di parlarne con Martin.»
Gore dice: «Un anno fa, di punto in bianco ho ricevuto una e-mail da Vince che diceva “Vorrei fare un album techno, sei interessato a collaborare? Nessuna pressione, nessuna scadenza” e così ho accettato.»
La scrittura e la registrazione dell’album sono stati fatti in modo insolito/unico. Vince e Martin hanno lavorato nei loro rispettivi studi, comunicando solo via e-mail scambiandosi i file fino alla conclusione dell’album. Solo a maggio 2011, in occasione del Mute Short Circuit Festival, la coppia si incontra per la prima volta per discutere del progetto.
L’album (il titolo sarà annunciato presto) disponibile dalla prossima primavera (2012), è stato prodotto da Vince Clarke e Martin L. Gore e mixato da un influente artista di elettronica californiano Überzone / Q.
La prima versione è un EP intitolato Spock. EP1 / SPOCK e conterrà un remix di Edit-Select, alias Tony Scott un DJ britannico produttore e fondatore degli Edit-Select Records con crediti precedenti che comprendono remix di Speedy J. Death In Vegas e Gary Beck; il musicista techno di origini britanniche Karl O’Connor (membro dei Sandwell District e co-fondatore della Downwards Records); DVS1, Zak Khutoretsky; più XOQ, l’alter ego di Überzone / Q.
EP1/SPOCK sarà disponibile in esclusiva mondiale su Beatport il 30 novembre e successivamente su tutti i DSP dal 12 dicembre
EP1 / SPOCK TRACKLIST
- Spock – Album version
- Spock – Edit Select Remix
- Spock – Regis Remix
- Spock – DVS1 Voyage Home Remix
- Spock – XOQ Remix
ascolta un anteprima dei brani qui
fonte: mute.com

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Martin Gore DJ set al “Holiday Sound Check” 3 Dicembre 2011!

Secondo appuntamento annuale con “Holiday Sound Check” sabato 3 dicembre 2011 a partire dalle 19.30 presso il Contemporary Arts Forum – Paseo Nuevo, Santa Barbara (CA) con Martin Gore a sostegno della fondazione New Noise e Notes For Notes in un DJ Set da non perdere!
Holiday Sound Check – Dicembre 2010
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