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Arriva Total Entropy il nuovo lavoro discografico – con influenze Depeche Mode – dell’attrice Asia Argento

Total Entropy cover“Total Entropy” è il titolo del nuovo lavoro discografico firmato da Asia Argento che uscirà il prossimo 29 maggio, per la casa discografica Nuun Records. Il nuovo album dell’attrice, che ha una passione anche per la musica prende il nome dalla stessa trasmissione radiofonica in onda su East Village Radio di New York City. Tra i brani inseriti in questo nuovo progetto discografico realizzato dall’attrice italiana sono presenti  anche cinque inediti, in lingua inglese, scritti dal suo ex compagno Morgan, composti tra il 2005 ed il 2006 per il progetto 23 AM, un’iniziativa che ha l’intento di unire diversi generi quali: la musica elettronica tra lo stile anni ’80 dichiaratamente influenzati dalla musica dei Depeche Mode ed un sound dal respiro più moderno i cui principali interpreti sono i Deftones. Nel disco “Total Entropy” di Asia Argento è inserito anche il singolo “Indifference”, ispirato al brano letterario di Alberto Moravia dal titolo “Gli Indifferenti”, un brano che la stessa attrice ha interpretato assieme all’ex leader dei Bluvertigo nella finale della quinta stagione di X Factor in onda il 5 gennaio 2011.

fonte: tuttonews.net

 


Depeche Mode primi nelle vendite italiane

Le classifiche della settimana dal 25 al 31 marzo

La classifica degli album più venduti in formato fisico e digitale della settimana dal 25 al 31 marzo si apre con il debutto alla posizione #1 di Delta Machine, il 13esimo album in studio dei Depeche Mode. Segue alla #2 Marco Mengoni con #PRONTOACORRERE, mentre alla #5 troviamo Fedez con Sig. Brainwash – L’Arte Di Accontentare. Alla #6 esordio per Trilogia 1983-1989 dei Litfiba, seguito alla #7 da The Next Day di David Bowie.

Scalano 10 posizioni i One Direction con Take Me Home, che raggiunge la #15; segue alla #16 Inno di Gianna Nannini, in salita di una posizione. Alla #19 registriamo la new entry di Nicola Piovani con il nuovo album Piovani Cantabile. La posizione #21 va a Sun di Mario Biondi, mentre alla #26 c’è Justin Timberlake con The 20/20 Experience. Sono 10 le posizioni in più per The Truth About Love di P!nk, che passa dalla #37 alla #27, seguita alla #28 da Lucio Dalla con Qui Dove Il Mare Luccica ed alla #29 da Chiara con Un Posto Nel Mondo.

Debutta alla #31 Comedown Machine, il nuovo album dei The Strokes. La posizione #34 è occupata da Baby K con Una Seria, seguita alla #35 da Biagio Antonacci con Sapessi Dire No, che guadagna 11 posizioni e festeggia la 50esima settimana in chart. People, Hell & Angels di Jimi Hendrix questa settimana è alla #41. La prima parte della top 100 è chiusa da Lucio Battisti con Battisti 70mo alla #44.

Passiamo alla #53, dove sale di una posizione Quello Che Non Ti Ho Detto dei Modà, seguito alla #54 da Up All Night dei One Direction, che sale di ben 13 posizioni. I Modà tornano alla #67 con Sala D’Attesa; segue alla #68 Dido con Girl Who got Away.

Rientra in chart alla #75 Back In Black degli AC/DC, seguito alla #76 dalla new entry di Enzo Jannacci con El Portava I Scarp Del Tennis. La #79 va ad Antonello Venditti con TuttoVenditti; segue alla #80 Janis Joplin con The Essential Janis Joplin. Re-entry anche per Live At River Plate degli AC/DC, che si aggiudica la #86. Alla #98 ritroviamo Enzo Jannacci con un altro nuovo ingresso, 30 Anni Senza Andare Fuori Tempo. Chiudono alla #100 gli Hurts con Exile.

Nella classifica dei singoli più scaricati, L’Essenziale di Marco Mengoni si conferma ancora una volta alla #1. Guadagna 2 posizioni Just Give Me A Reason di P!nk, che passa dalla #6 alla #4.

fonte sonymusic fimi


Recensione: Delta Machine l’essenza dei Depeche Mode

Si intitola Delta Machine il nuovo album dei Depeche Mode dal 26 marzo

Ci siamo! Spicca il volo oggi Delta Machine, 13° album in studio dei Depeche Mode su Columbia Records, prodotto da Ben Hillier e mixed da Flood. Detta così, per i meno accaniti, può sembrare una notizia come tante ma (e il “ma” è enorme) non lo è!
Delta Machine è l’essenza dei Depeche Mode, è uno scrigno che contiene un tesoro di inestimabile valore, le loro anime più blues e maledettamente elettroniche che potessero mai tirar fuori.
Questa è l’ennesima dimostrazione di quanto i Depeche Mode non siano banali, commerciali, ripetitivi e decadenti.
Delta Machine è la spugna impregnata di quelle sonorità che caratterizzano la lunga carriera musicale della band, dalle loro origini più cupe, al blues (qui molto più marcato) fino all’elettronica più sperimentale. E’ graffiante, maledetto, emozionale, sferzante, malinconico. Questo album è  l’unità degli elementi fondamentali che costituiscono i Depeche Mode.
Quindi, correte nei negozi, acquistate Delta Machine, fate i vostri consueti rituali di ascolto (se ne avete), e godetevi ogni singolo suono. Ne uscirete stravolti e coscienti del fatto che quello che avete appena ascoltato è ciò di cui avevate bisogno. Ma attenzione!! Delta Machine può causare dipendenza.

Seguite il nostro sondaggio su facebook, votate il brano preferito e dateci il vostro parere su Delta Machine

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Depeche Mode live a Vienna 24 marzo 2013

Depeche Mode live a Vienna 24 marzo 2013

I Depeche Mode si esibiranno a Vienna il 24 marzo 2013 per il lancio di Delta Machine.

L’esclusivo evento si svolgerà nello storico MuseumsQuartier, uno dei più grandi centri culturali del mondo.

Il concerto sarà in streming su Electronic Beats a fine serata.

I biglietti sono completamente gratuiti, e saranno regalati ai fan più accaniti.
Verrà assegnato un solo biglietto a persona. Per la candidatura basterà andate sulla pagina facebook di Electronic Beats (fb event) e pubblicare un video, una foto, un file audio o una proposta scritta che esprima, nel modo più creativo possibile, la vostra grande passione per i Depeche Mode.
Avete tempo fino al 7 marzo 2013 alle ore 18:00. Terms & Conditions

Buona fortuna!

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Prime impressioni dopo la sessione d’ascolto di Delta Machine a New York

Nella serata di Martedì scorso, in una elegante discoteca di Manhattan, NY (zona Chelsea), alcune testate giornalistiche hanno partecipato ad una sessione di ascolto del nuovo album dei Depeche Mode, Delta Machine (c’era anche Dave!)
Quelle che seguono sono le opinioni di alcuni giornalisti presenti alla serata.

“Delta Machine, un ritorno all’elettronica consistente.
Un mix di Violator/Black Celebration in versione blues.”
The Quietus

“Sbalordirà un sacco di gente.
Massiccio, elaborato, complesso e intenso”
The Line Of Best Fit

“Heaven non è nulla, in confronto al resto.
Un disco pieno di sorprese e contraddizioni.
Ci sono momenti di bellezza intricata, canzoni che suonano come un sorta di riciclaggio dei loro pezzi migliori, quelli che ricordano le loro radici anni ottanta ma in chiave assolutamente moderna.
L’album contiene indubbiamente uno stile blues.
Musicalmente è consistente, pieno di idee, le tracce evolvono frequentemente da inizi base a conclusioni assolutamente inaspettate.
Delta Machine è il proseguimento di ciò che più o meno questa band ha fatto nei suoi 30 e rotti anni di esistenza. E ciò non è affatto male.”
Clash Magazine

Heaven:
Drum line minimal, molto meglio la parte voce e ritornello.
L’unica cosa fuori posto è la sofferente lentezza ritmica.
La potenza dei bassi e della batteria danno forma a questo sciroppo, vicino quasi al trip-hop.
Il pezzo non è malvagio, solo che non è la scelta migliore.
Il resto dell’album è più tosto e bizzarro.

Should Be Higher:
Di gran lunga la miglior traccia dell’album.
Tutti gli elementi tradizionali dei Depeche vengono riordinati, trattenuti e cantati in falsetto trasformando la canzone in qualcosa di nuovo.
Miglior mix.
Un brano che non smetterete più di canticchiare.

Slow e Goodbye:
Portano avanti la tradizione dell’impenitente venato pop con blues e chitarra (atmosfera Violator SOFAD)
Nel primo brano una potente chitarra blues prende la forma in una flevole spiritualizzazione stile coro gospel.
Il secondo è più tradizionale, spartano, che il ritornello trasforma in qualcosa di lussurreggiante.

My Little Universe:
Brano techno minimal, per lo più complesso.

Soft Touch/Raw Nerve:
Una revisione della storia dei Depeche Mode, quando sembrava fossero più industrial che pop e gli strumenti erano più pesanti.

The Child Inside: (cantata da Martin Gore)
Linea di basso alla Mingus-y che aggiunge synth ed elettronica ma poche percussioni.”
SPIN Magazine

Per quelli che si stanno ancora chiedendo chi si celi dietro la creazione della copertina di Delta Machine, devono sapere che:
Il logo e la cover dell’album sono opera di Anton Corbijn che ha progettato il logo ad Amburgo, durante le riprese di “A Most Wanted Man“, mentre l’immagine di sfondo è stata scattata a New York.
Questo è il 10° album dei DM che vede il contributo di Corbijn e l’8a copertina, compresa quella del Best Of.
La versione speciale del CD di Delta Machine, conterrà un booklet di 28 pagine con foto di Corbijn scattate a New York e in Luisiana.

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La sinergia sincretica di Heaven

La sinergia sincretica di Heaven

Allo scoccare della mezzanotte di giovedì scorso,  su vevo.com la prima del video tanto atteso dai fans dei Depeche Mode, Heaven, che segna un grande ritorno.

Nelle ore successive la premiere (in 24 ore ha superato 1 milione di visualizzazioni su YT) c’è stato un susseguirsi di commenti positivi sia per il brano, che avevamo ascoltato con qualche giorno di anticipo perchè sgattaiolato fuori da non si sa dove, e sia per il video… direi maggiormente per quest’ultimo. Heaven è un pezzo davvero incredibile, la voce di Dave sposa quella di Martin in modo encomiabile, musica e parole trovano un perfetto stato di beatitudine.
Un brano che non ha nulla a che fare con il precedente Wrong (SOTU), perchè Heaven si presenta come una ballad elettronica che trascina l’anima up to Heaven. Quindi munitevi di paracadute e caschetto di protezione, perchè a fine ascolto sarete catapultati nuovamente sulla terra ferma.

Detto questo parliamo del video, e che video gente! Chi se lo sarebbe mai immaginato!?
Perfettamente incastonato in un’atmosfera gotica e con riferimenti che toccano esoterismo ed entità celesti, spaziando fra realtà e soprannaturale, video e brano assumono un aspetto sincretico, misterioso e accattivante. Una sinergia che introduce molto bene l’album, mix innovativo di suoni.
E poi ci sono loro Dave, Martin e Fletch, finalmente! Perchè diciamolo pure che Wrong, Peace, Fragile Tension e Hole To Feed ci avevano lasciati un pò a bocca asciutta.

Non a caso invece quello che riguarda la scelta della location del video. Infatti la Holy Trinity Church, al 725 di St.Ferdinand Street New Orleans, è una vecchia chiesa abbandonata la cui costruzione risale al 1853. Attualmente, conosciuta come Marigny Opera House, la chiesa ospita interessanti eventi musicali, spettacoli di danza e teatro. Il Marigny Opera House è finanziato e gestito dalla Marigny Opera House Foundation che mira al restauro dell’edificio al fine di donare al quartiere e alla città di New Orleans una risorsa spirituale e artistica.

Il punto di partenza concettuale del regista Timothy Saccenti (direttore tra l’altro del video “Man Made MachineMOTOR feat Martin Gore) è stato proprio lo stile dell’album, un mix di blues ed elettronica.
Ed è proprio in merito alle influenze blues, che l’album prende poi il nome di Delta Machine.

A dare ulteriore conferma di ciò, è stato Dave Gahan in un’intervista su KROQ-FM nel programma radiofonico “Kevin And Bean“, dove viene chiesto a Dave se la parola “Delta” abbia qualcosa a che fare con New Orleans o il blues. «C’è sicuramente una forte influenza blues, si avvicina un pò ai tempi di Songs of Faith & Devotion, musicalmente. Martin ha tirato fuori un sacco di riff blues» dice Dave, precisando che per quanto riguarda i testi ricorda più l’era Violator.
Dave ritiene Martin un ottimo chitarrista, anche se lui fondamentalmente si sottovaluta come tale.
Per quanto riguarda Heaven, dice che hanno deciso di pubblicare il singolo un giorno prima del previsto, causa sgattaiolamento anticipato del brano in rete. Spiega poi che il brano lo ha colpito sin da subito «Ero come ‘Ahhh non vedo l’ora di cantare questo pezzo!’»
Accenna poi al tour, dicendo che le date Statunitensi partiranno dalla costa occidentale a fine estate/inizio autunno, più o meno.
Gli viene poi chiesto in che modo la band riesca a conservare la stessa grinta da 32 anni
«Sono continuamente sorpreso da questa band, accadono sempre molte cose interessanti.» Spiega che ogni volta che un tour arriva alla sua conclusione, loro si chiedono se sia il caso di continuare o fermarsi, ma alla fine sentono di avere ancora un sacco da dare: «Quello che voglio dire è, che non è ancora finita» ed è proprio questo che li spinge a tornare nuovamente in studio.
Dave poi ironizza scherzosamente guardando al passato, ai loro 32 anni di storia: «Siamo stati la band che nessuno capiva, poi la band che tutti cercavano di imitare, e improvvisamente siamo diventati la band che tutti dicono ‘oh, siamo stati influenzati da!’» e conclude «me la tirerò un pò ma, siamo ancora la più grande band alternativa, in un modo o nell’altro.»

Altre dichiarazioni di Dave provengono invece da una video intervista di recente pubblicazione dove annuncia che: «Ci sarà una seconda versione del disco che comprende tutto ciò che abbiamo registrato durante la lavorazione di Delta Machine.»
(Box Edition come SOTU?)

Spiega poi quanto sia importante affidarsi alla moderna tecnologia (Dave usa il suo Iphone per registrare idee e fa ampio uso della fotocamera) e dell’interessante e ricca partnership con Deutsche Telekom.
«E’ sempre stato importante per noi sfruttare le tecnologie innovative, al fine di rendere ogni tour più grande e migliore di quello precedente. Con il sostegno di Deutsche Telekom (partner della band in 16 delle date europee del world tour che partirà a maggio) saremo in grado di coinvolgere, come mai prima d’ora, un maggior numero di fans al nostro prossimo tour europeo, in qualsiasi posto essi si trovino.» (video intervista qui e qui)

Ora mi chiedo, sarà mica la volta che vedremo un live dei Depeche in diretta web?

Sempre la Deutsche Telekom, sta organizzando una mostra d’arte che vedrà protagonisti i fans dei Depeche Mode. La versione virtuale della mostra sarà a cura del sito electronicbeats.net, mentre nelle città di  Berlino, Varsavia, Budapest, Zagabria e Praga verranno esposte le opere più importanti. Tutti possono partecipare a prescindere dal luogo in cui si trovano.
Non abbiamo altre notizie riguardo questa mostra, gli organizzatori ci hanno comunicato che avremo presto tutti i dettagli.

E ancora la Deutsche Telekom ha messo sù un contest che permetterà di vincere un meet and greet con i Depeche. Cosa bisogna fare: se avete in programma una delle 16 date sponsorizzate da questa grande azienda di telecomunicazioni tedesca (Atene, Sofia, Bukarest, Budapest, Zagabria, Bratislava, Monaco, Stoccarda, Francoforte, Berlino, Lipsia, Amburgo, Dusseldorf, Dusseldorf, Praga, Varsavia) basterà acquistare il vostro ticket su telekom-streetgigs.de e parteciperete così al contest.

Timothy Saccenti, director | Jason Baum, producer | Radical Media, production co. | Ivan Abel, DP | Dayn Williams, editor | Sherri Korhonen, Andrea Huelse, production designers | symbols + rituals, mask designer | Ivan Safrin, projection designer | Russel Mack, VFX lead | Dan Giraldo, VFX | | Alvin Cruz, flame artist/colorist Ram Bhat, matte painter | Mark Holmes, stylist | Andrea Helgadottir, make-up | Jennifer Heath, exec. producer | Saul Levitz, commissioner

Screencaps e gif animate di Heaven qui

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Si intitola Delta Machine il nuovo album dei Depeche Mode dal 26 marzo

Si intitola Delta Machine il nuovo album dei Depeche Mode dal 26 marzo

Delta Machine il titolo scelto per il tredicesimo album in studio dei Depeche Mode, finalmente arriva l’annuncio ufficiale dal sito della band depechemode.com. L’album, registrato nel corso del 2012 a Santa Barbara, California e New York, è stato prodotto da Ben Hillier e mixato da Flood.

Dice Martin Gore: «Scrivere quest’album è stata una bella sfida perché volevo che i brani avessero un sound molto moderno. Voglio che la gente si senta bene quando lo ascolta, che provi un senso di pace. Questo disco ha qualcosa di magico.» E Dave: «Con questo album abbiamo cambiato il nostro approccio alla scrittura. Non amiamo il suono troppo normale, ci piace sporcare un po’ i brani. Vogliamo che abbiano la nostra impronta, il “Depeche Mode sound”. Delta Machine non fa eccezione e non vedo l’ora di farlo sentire ai nostri fan.»

Delta Machine sarà disponibile dal 26 marzo su etichetta Columbia Records in due versioni:
Deluxe Edition con quattro brani extra accompagnati da un album illustrativo di 28 pagine che racchiude gli scatti del maestro Anton Corbijn.
Standard Edition che comprenderà solo tredici brani.

Tracklist

Standard Edition:
1 – Welcome To My World
2 – Angel
3 – Heaven
4 – Secret To The End
5 – My Little Universe
6 – Slow
7 – Broken
8 – The Child Inside
9 – Soft Touch / Raw Nerve
10 – Should Be Higher
11 – Alone
12 – Soothe My Soul
13 – Goodbye

Deluxe Edition: (include album fotografico)
DISC 1
1 – Welcome To My World
2 – Angel
3 – Heaven
4 – Secret To The End
5 – My Little Universe
6 – Slow
7 – Broken
8 – The Child Inside
9 – Soft Touch / Raw Nerve
10 – Should Be Higher
11 – Alone
12 – Soothe My Soul
13 – Goodbye

DISC 2
1 – Long Time Lie
2 – Happens All The Time
3 – Always
4 – All That’s Mine

heaven - Si intitola Delta Machine il nuovo album dei Depeche Mode dal 26 marzoMa le sorprese non finiscono qui! I Depeche Mode annunciano anche il primo singolo estratto da Delta Machine, Heaven debutterà venerdi prossimo (1° febbraio) con un video su VEVO (sarà distribuito, presumibilmente, dal 5 febbraio) Potete ordinare la versione CD o Maxi CD  su Amazon.it.

Tracklist

CD single:
1 – Heaven
2 – All That’s Mine (b side bonus track)

Maxi CD:
1 – Heaven
2 – Heaven (Owlle Remix)
3 – Heaven (steps to heaven rmx)
4 – Heaven (Blawan Remix)
5 – Heaven (Mathew Dear vs Audion Remix)

Il 7 maggio parte il tour mondiale dei Depeche Mode che saranno in Italia il 18 luglio a Milano (Stadio San Siro) e il 20 luglio a Roma (Stadio Olimpico). Biglietti disponibili su ticketone.it

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Updating 29 Gennaio: Il single Heaven disponibile dal 1° febbraio su VEVO e in digital download. CD Single e Maxi CD dal 5 Febbraio e 12” dal 18 Febbraio.

Columbia Records  annuncia Heaven radio format da giovedì.
Columbia Records today announced the new Depeche Mode single, “Heaven” will be available for alternative radio Thursday at 6:01 pm Eastern.

Heaven scritta da Martin Gore.
All That’s Mine (b-side) scritta da Dave Gahan e Kurt Uenala.

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Christian Eigner e Peter Gordeno ospiti speciali nel nuovo album di Gianna Nannini

Christian Eigner e Peter Gordeno ospiti speciali nel nuovo album di Gianna Nannini

Due anni fà usciva “Io e Te” poi una pausa dovuta alla maternità, dopo la nascita di sua figlia Penelope. Ora la rocker Gianna Nannini torna con un nuovo lavoro “Inno” che uscirà il 15 gennaio su etichetta Sony Music.
Un totale di 14 brani distribuiti in varie offerte tra special edition e non, tra cui il single “La Fine Del Mondo“, qui sotto il video.
gianna nanniniIl 18° album di inediti della Nannini è stato registrato a Londra nei mitici studi di Abbey Road con la London Studio Orchestra diretta da Will Malone produttore, insieme alla Nannini, del disco.
Inno“, album dedicato alla rinascita, ai suoi fans e all’Italia, vede la collaborazione di Pacifico e Isabella Santacroce, immancabili come sempre, e la presenza di artisti d’alto livello tra cui Christian Eigner (che con Dave Clayton il 10 Dicembre ha pubblicato l’EP “Wasp”) e Peter Gordeno dei Depeche Mode.

In una recente intervista su Vanity Fair, Gianna Nannini dice: «l’Italia, per uscire dalla regressione culturale e politica in cui è caduta ha bisogno anche di un nuovo inno» e ironicamente aggiunge: «Non sarebbe una cattiva idea se scendessi in politica.»
Cosa comporterebbe l’ascesa in politica della Nannini? pari opportunità per ogni individuo, libertà di vivere la propria sessualità: «L’eterosessuale ha privilegi e diritti che magari non vuole neanche esercitare. Gli altri, che non li hanno, si dannano l’anima per ottenerli. Secondo me non bisogna combattere solo per il matrimonio gay ma per la libertà individuale, per fare in modo che una persona non venga più catalogata in categorie “formattate”: etero, gay, trans. Queste definizioni non dovrebbero neppure esistere
E precisa: «Fermo restando che per me ciascuno dovrebbe avere il diritto di fare come crede, dal mio punto di vista, no al matrimonio in generale: è un inganno istituzionale. Evviva l’amore di chiunque con chi vuole.»

Tracklist

  • Chorale
  • Indimenticabile
  • Nostrastoria
  • Danny
  • Ninna nein
  • In The Rain
  • Scegli me
  • Inno
  • La fine del mondo
  • Dimmelo chi sei
  • Lasciami stare
  • Tornerai
  • Sex drugs and beneficenza
  • In camera mia

Extra

  • Baciami

gianna nannini Inno

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David Bowie torna dopo un’assordante assenza durata dieci anni “Where Are We Now?”

David Bowie celebra il suo 66esimo compleanno pubblicando il primo singolo tratto dall’album “The Next Day” in uscita l’11 marzo.

Il suo ultimo lavoro, “Reality” pubblicato nel 2003 dalla Iso Records in collaborazione con la Columbia Records, fu presentato da Bowie con un live andato in diretta sul grande schermo.

Ora, dopo dieci anni, il Duca Bianco torna in grande stile pubblicando, sul suo sito ufficiale,  il singolo registrato a New York “Where Are We Now?” che trovate su iTunes.
Il video di “Where Are We Now?“, diretto da Tony Oursler, si rifà al periodo berlinese di Bowie con chiari riferimenti alla Berlino del Muro.

The Next Day tracklisting

Standard Version:

01. The Next Day 3:51
02. Dirty Boys 2:58
03. The Stars (Are Out Tonight) 3:56
04. Love Is Lost 3:57
05. Where Are We Now? 4:08
06. Valentine’s Day 3:01
07. If You Can See Me 3:16
08. I’d Rather Be High 3:53
09. Boss Of Me 4:09
10. Dancing Out In Space 3:24
11. How Does The Grass Grow 4:33
12. (You Will) Set The World On Fire 3:30
13. You Feel So Lonely You Could Die 4:41
14. Heat 4:25

Deluxe Version

01. The Next Day 3:51
02. Dirty Boys 2:58
03. The Stars (Are Out Tonight) 3:56
04. Love Is Lost 3:57
05. Where Are We Now? 4:08
06. Valentine’s Day 3:01
07. If You Can See Me 3:16
08. I’d Rather Be High 3:53
09. Boss Of Me 4:09
10. Dancing Out In Space 3:24
11. How Does The Grass Grow 4:33
12. (You Will) Set The World On Fire 3:30
13. You Feel So Lonely You Could Die 4:41
14. Heat 4:25

Bonus tracks:
15. So She 2:31
16. I’ll Take You There 2:44
17. Plan 2:34

Ben tornato Mr Bowie e buon compleanno!


Il cover album tributo agli U2 AHK-toong BAY-bi Covered a sostegno dell’Africa

AHK-toong-BAY-bi-Covered

Il ricavato delle vendite di “AHK-toong BAY-bi Covered” (album tributo agli U2, pubblicato il 26 ottobre 2011) è stato devoluto al Concern Worldwide per l’Africa orientale.
In questo album hanno contribuito con le loro cover: Nine Inch Nails, Patti Smith, Depeche Mode, Jack White, the Killers e altri.

Il Concern Worldwide è un’organizzazione umanitaria nata 40 anni fà in Irlanda. Concern svolge un attività di sostegno alle popolazioni che si trovano nei Paesi più poveri del mondo, al fine di migliorare la loro qualità della vita.
Impegnato in attività di sviluppo, oltre che ad aiuti di emergenza in Africa, Asia e Caraibi, il Concern fin dalla sua fondazione ha lavorato in ben 50 Paesi e impiega attualmente oltre 3.200 addetti in 25 Paesi di tutto il mondo. Il nucleo di lavoro del Concern è focalizzato sulla salute la fame e le emergenze umanitarie.


I Depeche Mode firmano con Columbia Records per il nuovo album marzo 2013

© KOMAKINO © LUZ

I Depeche Mode hanno firmato con la Columbia Records e pubblicheranno il nuovo album il 22 marzo 2013 in Germania, il 25 nel Regno Unito e resto d’Europa, e il 26 negli Stati Uniti e resto del mondo.

Rob Stringer, amministratore delegato della Columbia Records, al The Hollywood Reporter dice: «I Depeche Mode sono una delle più grandi rock band di questa era moderna. Nonostante i milioni di dischi venduti nel corso degli anni, la band ha saputo mantenere vigore e misticità nell’aspetto complessivo della carriera. Una vera e propria band globale, con enormi fanbase in ogni Paese. Il loro nuovo album è unico e corroborante. Uno dei lavori migliori della loro carriera. Come azienda siamo entusiasti di essere coinvolti con i Depeche Mode a livello mondiale.»


Depeche Mode tour Milano Roma sale la febbre da ticket. Aggiornamenti sul nuovo album

Sale la febbre da ticket!

Partono oggi le vendite ticket per le uniche due date italiane dei Depeche Mode, almeno per ora: Milano 18 luglio, Stadio San Siro e Roma 20 luglio, Stadio Olimpico. Biglietti disponibili su ticketone.it e livenation.it

Alcune novità dalle varie interviste di questi giorni:

Come già detto, tutte le registrazioni del nuovo album sono terminate il 19 ottobre.
Il mixing di Flood il prossimo mese a Londra.

L’album conterrà 12 brani, mentre tutte le altre (sappiamo di un totale di 20) verranno probabilmente distribuite in un formato speciale e pare che solo 3 delle 5 canzoni scritte da Dave, saranno incluse in questo album.

Per il titolo del disco dovremo attendere la prossima settimana.

«Mi sento fortunato che in 32 anni di carriera siamo ancora capaci di fare ciò che davvero vogliamo. Amiamo farlo, fare musica e mettere in piedi probabilmente il tour più monumentale che abbiamo mai fatto. E’ bellissimo» dice Martin Gore ai microfoni di radio RDS.

indiscrezioni sul nuovo album:

«Mi piace il fatto che abbiamo provato molte cose nuove, abbiamo sperimentato e usato strumenti diversi tra loro e degli speciali sintetizzatori vocali che hanno fatto una grande differenza, perchè ogni suono che riproduci è una cosa momentanea e se sposti anche solo un jack dal banco o sposti un livello, quel suono non potrai mai più riprodurlo. Non avevamo mai lavorato così in passato e questo potrebbe far cambiare parecchio il nostro suono»

I DM nei prossimi giorni si recheranno in Louisiana per raggiungere il maestro Anton Corbijn per alcune riprese fotografiche «C’è un bel progetto dietro, ma ancora non ne so moltissimo, non so a cosa assomiglierà» dice Gore.

«Con l’Italia abbiamo una sorta di affinità, così come con Francia e Germania, perchè per esempio, abbiamo registrato uno dei nostri album a Milano e credo si crei una sorta di legame con un luogo in cui hai trascorso più tempo.» Gore parlando del feeling con i fans e i luoghi a loro particolarmente cari
«Il pubblico italiano è sempre stato grande, molto passionale! E’ bello venire e suonare in Italia.»

Preparatevi alle novità in arrivo nei prossimi giorni!

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Depeche Mode in Italia nel 2013 – il nuovo brano in anteprima e immagini inedite della band

I Depeche Mode sono tornati mostrando al mondo intero le immagini inedite del loro work in progress negli studi di New York.
A fare da colonna sonora a queste immagini, un brano che ha lasciato tutti, o quasi, senza parole. Parlo di riscontri positivi tra la maggior parte dei fans e della commozione/emozione che ci ha accompagnati durante la visione del video.

Purtroppo però non sappiamo ancora il titolo della canzone, presentata in anteprima ieri durante la conferenza stampa di Parigi. Voci sempre più insistenti avrebberò intuito, dal testo del brano, il titolo “Angel of Love”.

In questa traccia anonima, si evince una sonorità blues (echi di SOFAD) ben miscelata con l’elettronica. Un blues elettronico. Persistente. Mi arriva qualcosa di PTA (che amo). La voce di Dave graffia l’anima. Cattiva, matura, piena di sfumature che, senza dubbio, travolgono e avvolgono interprete e ascoltatore. Se questo è l’inizio, prepariamoci ad un altro album epocale dei Depeche Mode!

Ovviamente non posso non parlare della press conference di ieri e dei suoi punti più salienti, quelli che sostanzialmente sono le novità per ora.
Innanzitutto ho notato Martin, Dave e Fletch in gran forma, sembra che il tempo non scalfisca il loro carisma, specialmente Mr. Gahan!
Divertenti, divertiti, spontanei, disponibili alla stampa come ai fans, quei pochi fortunati che hanno potuto accedere in questo tempio dell’arte digitale dal nome Gaité Lyrique, e quelli che sono stati scelti su YouTube mediante i loro video per #AskDepecheMode (tra questi un italiano, Paolo dalla Sardegna del sito Violator.it)

  • La band ha terminato, venerdì scorso, la sessione di registrazione del loro 13° album.
  • Registrate un totale di 20 canzoni tra B-sides e tracce album.
  • Il nuovo album richiama il sound di Violator e Songs of Faith and Devotion “è un pò un ibrido di questi due album” dice Gore.
  • Dave si sente particolarmente preso da uno o due brani di questo nuovo album. Gore dice che almeno tre o quattro lo rendono molto soddisfatto.
  • Riguardo i testi delle canzoni, Dave ne avrebbe scritti cinque e mezzo.
  • Il brano anonimo in anteprima, che non sappiamo se b-sides o altro, “è ancora senza titolo” dice Fletch.
  • Lo stage del world tour 2013/2014, è stato affidato alle sante mani di Anton Corbijn.

La band non si è lasciata sfuggire nient’altro, se non parte delle date del tour – solo in Europa un totale di 34 show in 25 Paesi. Milano, San Siro e Roma, Stadio Olimpico rispettivamente 18 e 20 luglio. – Per il titolo dell’album invece, dovremo pazientare ancora un pò.

May 7 Tel Aviv, Hayarkon Park
May 10 Athens, Terra Vibe
May 12 Sofia, Georgi Asparuhov Stadium
May 15 Bucharest, National Stadium
May 17 Istanbul, Kucukciftlik Park
May 19 Belgrade, USCE Park
May 21 Budapest, Puskas Ferenc Stadium
May 23 Zagreb, Hippodrome
May 25 Bratislava, Inter Stadium
May 28 London, O2 Arena
June 1 Munich, Olympic Stadium
June 3 Stuttgart, Mercedes-Benz Arena
June 5 Frankfurt, Commerzban Arena
June 7 Berne, Stade de Suisse
June 9 Berlin, Olympic Stadium
June 11 Leipzig, Red Bull Arena
June 13 Copenhagen, Parken
June 15 Paris, Stade de France
June 17 Hamburg, Imtech Arena
June 22 Moscow, Locomotive Stadium
June 24 St. Petersburg, SKK Arena
June 27 Borlange, Borlange Peace & Love Festival
June 29 Kiev, Olympic Stadium
July 3 Dusseldorf, Esprit Arena
July 7 Belgium, Rock Werchter Fest
July 11 Bilbao, BBK Festival TBA
July 13 Lisbon, Optimus Alive Fest
July 16 Nimes, Antic Arena
July 18 Milan, San Siro Stadium
July 20 Rome, Olympic Stadium
July 23 Prague, Synot Tip Arena
July 25 Warsaw, National Stadium
July 27 Vilnius, Vingus Park
July 29 Minsk, Minsk Arena

Per quanto riguarda i ticket delle date italiane: dal 27 ottobre su ticketone.it e livenation.it

Per altre immagini qui.

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B3 il nuovo EP dei Placebo in uscita il 12 ottobre

Photo by Kevin Westenberg

L’EP “B3” dei Placebo, suonato in anteprima durante il Rock in Roma, sarà disponibile dal 12 ottobre e conterrà cinque brani.

B3
I Know You Want To Stop
The Extra
I.K.W.Y.L
Time Is Money

Ordinalo su placeboworld.firebrandstore.com , iTunes, Amazon

Attualmente la band sta lavorando al loro settimo album, in uscita a marzo 2013, con la collaborazione del produttore dei Red Hot Chili Peppers, Adam Noble.

I Placebo sono cresciuti, e lo avevamo già capito con “Battle For The Sun” nel quale la band evidenzia un certo cambiamento rispetto al precedente “Meds“.

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Quarta e ultima sessione di registrazione per i Depeche Mode

La quarta e ultima sessione di registrazione del nuovo album dei Depeche Mode ha avuto inizio ieri 10 settembre 2012.
I membri della band, i produttori e il resto del team, sono a lavoro presso il famoso Jungle City Studios di New York, presumibilmente per il “mixing” e “mastering” del nuovo attesissimo album dei DM.
Il missaggio finale è affidato a Flood – produttore già di Violator e Songs of Faith and Devotion -

Attendiamo quindi notizie ufficiale dalla band, durante la conferenza stampa di Parigi il 23 ottobre 2012 Stade de France – si presume verrà ufficializzato anche il tour mondiale.

Rimanete nei dintorni per le prossime notizie!

si ringrazia: depechemode.de

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L’album dei Depeche Mode in uscita ad Aprile 2013 – il ritorno di Flood

photo by Debi Del Grande

Negli ultimi giorni siamo stati invasi da molte novità succulente che riguardano Depeche Mode e Dave Gahan. Un paio di recenti interviste, mettono in luce nuovi aspetti del work in progress della band. Ecco le parti salienti delle interviste apparse su rollingstone.com, DIY e clashmusic.com

Partiamo con Dave Gahan che, in merito al laborioso lavoro sul nuovo album dei Depeche Mode, dice: «attualmente stiamo lavorando su una ventina di brani». Aggiunge dicendo che al momento la band non ha firmato con nessuna casa discografica, quindi il lavoro procede tranquillamente senza pressioni. «Siamo noi stessi ad occuparcene, a prendere tutte le decisioni, siamo noi che finanziamo tutto il lavoro. Siamo un grande team: alla produzione Ben Hillier, Chris Berg come programmatore del suono, Flood al missaggio e naturalmente ci siamo Martin e io.»

- Noi fans siamo tutti molto eccitati dal ritorno di Flood, che in passato ha già lavorato con i Depeche Mode per Violator nel 1990 e Songs Of Faith And Devotion nel 1993.  Nel nostro sondaggio di qualche mese fa, Flood ha raggiunto il  18.12% dei voti e questo sta a dimostrare l’attaccamento che tutti noi abbiamo nei confronti di questo grande produttore, che non dimentichiamo al fianco di artisti come U2, Nine Inch Nails, Smashing Pumpkins, Erasure, 30 Seconds to Mars, The Killers, Sigur Rós, Placebo, il nostro Lucio Battisti e molti altri. -

Dave parla anche di un brano scritto insieme a Martin Gore «di recente io e Martin abbiamo collaborato insieme alla scrittura di un brano. E’ stato un pò come con Rich Machin (Soulsavers)… Martin mi ha sottoposto un brano dicendomi “Hai qualche idea? Sono arrivato fino a questo punto ma non riesco ad andare avanti”».

- La band è attualmente nel bel mezzo della terza sessione di registrazione, per un totale di quattro. Si trovano a Santa Barbara, nella umile dimora di Martin Gore. Dovrebbero aver già registrato circa 15 pezzi. Sembra ci siano buone probabilità per un piccolo anticipo del nuovo album, entro la fine del 2012 (probabile un paio di single). Il tour durerà almeno fino a estate 2014, a quanto pare. -

Il manager dei Depeche Mode, Jonathan Kessler, presente alla serata live di Dave e Soulsavers al Capitol Records di LA, riguardo il nuovo album dei DM dice «La pubblicazione è prevista ad aprile 2013» seguirà poi un tour mondiale e i biglietti saranno disponibili nel tardo autunno, come già annunciato sul sito ufficiale della band. Aggiunge dicendo che Gahan è molto preso dal lavoro giornaliero in studio con la band, quindi la serata live con i Soulsavers al Capitol Records di LA per ora rimarrà una tantum. La serata è stata un occasione per rendersi conto dei risultati che si possono raggiungere con un esibizione live dell’album (The Light The Dead See). I fans potranno giudicare a loro volta, visto che l’evento è stato registrato e sarà presto disponibile in qualche modalità; si pensa a un qualche programma televisivo o al web.

- Il 20 agosto sarà distribuito il single “Take Me Back Home” dall’album “The Light The Dead See” dei Soulsavers / Dave Gahan. E’ probabile possa contenere alcuni brani dal concerto segreto del 21.07.2012 a LA. -

Soulsavers / Dave Gahan “The Light The Dead See” versione CD audio e vinile su Amazon.it

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VCMG in uscita l’ EP3 Aftermaths

Sarà disponibile il 20 agosto 2012 l’EP3 Aftermaths di VCMG dall’album Ssss

Aftermaths, distribuito da Mute e preceduto dall’ EP1 Spock e dall’ EP2 Single Blip, disponibile in vinile e digital download, racchiude all’interno collaborazioni d’eccezione con artisti come: LFO, alias Mark Bell (che ha prodotto l’album Exciter dei Depeche Mode) e Alva Noto, alias Carsten Nicolai, multi artista e co-fondatore dell’etichetta Raster-Noton.

La versione in digitale di Aftermaths contiene cinque remix tra cui alcuni aggiuntivi di Vince Clarke, Gesaffelstein che ha recentemente remixato Zombie Zombie, e lo svedese Christoffer Berg che ha recentemente remixato Moby e Metronomy e attualmente impegnato collaborativamente al 13° album in studio dei Depeche Mode.

track list vinile:
Aftermaths
Aftermaths / LFO remix
Aftermaths / Alva Noto remix

track list digitale:
Aftermaths
Aftermaths / Alva Noto remix
Aftermaths / Christoffer Berg remix
Aftermaths / Gesaffelstein remix
Aftermaths / LFO remix
Aftermaths / Vince Clarke remix

Con una serie di video promozionali, NYSU mette in rete il terzo trailer della serie, con un insolito retroscena da cinema horror/splatter come già accaduto per i trailer 1 e 2 di Ssss. Senza dubbio di grande effetto.


Depeche Mode parte la terza sessione di registrazione

Dopo solo due settimane di riposo, parte la terza sessione di registrazione per il tredicesimo album in studio dei Depeche Mode.

Christoffer Berg, al fianco di Ben Hillier alla produzione, sabato scorso ha postato la notizia su twitter.  Non è chiaro se questa sessione riguarda, per ora, solo il team o comprende anche la band.

In ogni modo questa terza sessione dovrebbe concludersi presumibilmente il 1° agosto, dopodiché la band volerà a Parigi per girare un video.

si ringrazia anche depechemode.de

 

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Dave Gahan su WNYC Radio nel programma Soundcheck

Il 22 maggio scorso, Dave Gahan, è stato ospite del programma radiofonico Soundcheck, condotto da John Schaefer, in onda su WNYC Radio. Dave ha parlato del progetto Soulsavers e di quanto “The Light The Dead See“, uscito proprio il 22 maggio, lo abbia sorpreso come artista, donandogli maggiore entusiasmo per affrontare il nuovo album dei Depeche Mode.  Di seguito il video e la traduzione dell’intervista. Per scaricare “The Light The Dead See” clicca qui.

JS: Benvenuto
DG: «Ciao, grazie!»

JS: Prima di tutto consentimi di dire che i Soulsavers sono due ragazzi che, a quanto sembra, sono partiti dall’elettronica.
DG: «Penso che siano contrassegnati da questo, perché il primo disco che hanno prodotto, è stato realizzato prevalentemente in maniera elettronica. Penso che il loro modo veloce di muoversi in differenti aree, gli ha permesso di avere a che fare con diverse cose.»

JS: Hai detto che sono stati molto veloci nel muoversi tra un genere e un altro. Avverto una certa tendenza Phil Spectorish nel brano “In The Morning” che cresce fino a sfociare un potente suono orchestrale. Dave, quando i Soulsavers ti hanno inviato questo brano, era già così grandioso?
DG: «No, questo in particolar modo, credo… non vorrei sbagliare, ci fosse solo il suono della chitarra acustica di Rich [ride] Mi ha inviato i pezzi sui quali stava lavorando in modo molto approssimativo, erano davvero approssimativi. Ho avuto subito una forte ispirazione. Ho iniziato a scrivere e ho rispedito a Rich, che ha iniziato a costruire il brano attorno a ciò che avevo scritto… l’aggiunta degli archi, degli strumenti a corda… il modo in cui è avvenuto il tutto è stata come una sorta di magia.»

- Poi Gahan ha detto che per lui è stato molto importante ricevere la benedizione da Mark Lanegan, il quale ha molto apprezzato i brani. Ha detto che Rich è stato tormentato da Mark, che voleva a tutti i costi ascoltare alcune tracce. E Mark alla fine ha detto «dovrei odiarlo e invece lo trovo ottimo!  -

JS: Da dove proviene il titolo dell’album?
DG: «In realtà è una poesia di Frank Stanford (poeta americano). Abbiamo vagliato diversi titoli, ma questo era il più indicato, perchè si adattava molto bene con i sentimenti che questo disco evoca. E’ molto cinematografico e visivo.»

JS: Forse tocca anche sentimenti tipo il dramma, la speranza e la tragedia.
DG: «Si, la speranza certamente.»

JS: Alcuni testi sembrano essere lontani dalle ciò che hai scritto 10-20 anni fà.
DG: «Penso che alcuni di questi provengono dall’esprienza e dalla sensazione di libertà, il lasciarsi andare a ciò che la musica avoca. Ed è proprio ciò che è accaduto in questo disco. Ho messo su carta ciò che provavo durante l’ascolto delle tracce che Rich mi inviava.»

JS: Sei rimasto sorpreso da quello che stavi scrivendo?
DG: «Questo accadde in seguito, all’inizio lo sentivo naturale e ho cercato di rimanere conscio per non strafare. Quando ascolto un brano, devo crederci. Voglio credere alla persona che sta cantando, voglio credere che ci sia davvero conoscenza, esperienza, sia nell’esecuzione che nel resto. Questa è stata una delle cose alle quali sono rimasto ancorato. »

JS: La canzone “I Can’t Stay” sembra scritta da qualcuno che ha vissuto le sofferenze della guerra. Hai avuto un anno molto difficile, entrando in questo progetto. Un tumore maligno, un infortunio alla gamba e alle corde vocali.
DG: «Oh si, avevo dimenticato la gamba…
Si, questa è la vita, e va bene così. Dicono che certe cose ti rendono più forte, e mi sento così. Ma queste cose mi fanno anche ricordare che siamo umani e abbiamo degli ostacoli che dobbiamo superare. Ci sono cose che accadono nella nostra vita sulle quali non abbiamo controllo, ma ti danno modo di riflettere cosa sia importante e cosa no. Forse sarà per via dell’età, forse perchè sono più vecchio e quindi più saggio… ma ora sono in grado di riflettre di più su queste cose, che sono venute fuori anche nella scrittura questo disco.»

JS: Ora come ti senti?
DG: «Mi sento bene, non ho nulla di cui lamentarmi. Ho un lavoro straordinario, un famiglia fantastica, mia moglie sta ascoltando la trasmissione in questo momento. Questo disco è un dono per me, e il modo in cui sono scritte le canzoni, mi ha insegnato ad uscire fuori dalla mia strada… c’è sempre qualcosa, se riesci a scorgerla.»

JS: Hai detto che la musica è un processo di apprendimento. Sembra che l’ultima cosa che le persone imparano, è come uscire dalla propria strada.
DG: «Si. La musica è come un dono, ma questo non vuol dire che non necessita di cure o di lavoro. Quando Rich mi ha inviato i brani, sia io che lui non abbiamo mai avuto incertezze sul lavoro che le tracce richiedevano.»

JS: Album o raccolta di canzoni?
DG: «Ora è un album, ma è partito come una raccolta di canzoni. Non abbiamo programmato di fare un disco… dopo circa 5-6 canzoni, abbiamo notato che si stava trasformando in un disco e ne siamo rimasti entusiasti.»

- Dave ha spiegato che questo disco ha molte influenze tra cui blues e gospel, loro sono grandi appassionati di questi due generi. Loro sono amanti di quei dischi che quando li ascolti ti permettono di viaggiare con la mente, di riflettere, di sentirti parte di qualcosa. Lui provava queste cose, quando da ragazzino ascoltava i dischi di David Bowie. -

JS: Il tuo progetto con i Soulsavers, e quello di Martin Gore con VCMG, che significato ha per i Depeche Mode… entrambi vi state occupando di altre cose.
DG: «E’ stato bello, credo che Martin si sia molto divertito a fare quel disco con Vince. In quel periodo eravamo entrambi impegnati in due progetti differenti e simultaneamente scrivevamo per il nuovo disco dei Depeche Mode, ora in processo di registrazione e in pianificazione tour per il prossimo anno. Ho la sensazione che questo disco sarà grandioso, perchè entrambi i progetti ai quali abbiamo lavorato, al di fuori della band, sono stati fonte di grnade ispirazione.»

- Dave sostiene che c’è sempre da imparare, che se un artista pensa di non aver più nulla da imparare, vuol dire che è arrivata la sua fine. Tutte queste cose che gli stanno accadendo come artista, lo rendono molto entusiasta e lo stimolano a fare altre cose con persone diverse. E’ molto eccitato di tornare a registrare con i Depeche Mode, sente che avrà un approccio differente in questo nuovo disco. E’  molto felice di sentirsi così e dice che 15-20 anni fà l’avrebbe vista in modo totalmente differente. -

JS: A cosa è dovuto questo tuo cambiamento?
DG: «Le circostanze mi hanno fatto cambiare, circostanze che sono state ben documentate. Sentivo che dovevo provare qualcosa di differente, qualcosa che mi portasse fuori dalla mia zona-confort per affrontare nuove sfide, fare qualcosa di diverso.»

JS: Penso che i fan dei Depeche Mode saranno molto felici nel sapere che ci sarà nuovo disco, sul quale stavate lavorando fino alla notte scorsa, a quanto pare.
DG: «Si. Stavo provando alcune parti vocali, nella tarda notte di ieri. Stà diventando un disco carico di emozioni e sono molto entusiasta di andare i tour l’anno prossimo.»

JS: Dave è stato un vero piacere averti qui con noi su Soundceck. Grazie tante.
DG: «Grazie mille per avermi accolto.»

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Violator miglior album del Regno Unito? Vota nel sondaggio di HMV!

 

In concomitanza con i festeggiamenti per i 60 anni di regno della Regina Elisabetta, i Depeche Mode hanno l’onore di essere menzionati nel sondaggio della “HMV Group“, catena di negozi musicali britannica, la più popolare.

Nel sondaggio, che vede nomi noti del panorama musicale britannico, spiccano i Depeche Mode con “Violator”

Lo scopo del sondaggio è di stabilire il migliore album, o film, degli ultimi 60 anni. La lista è stata stilata da esperti del settore. Tutti i votanti, saranno messi in una lista e sorteggiati per il premio finale. Chi avrà votato l’album o il film vincitore, riceverà, dopo essere stato sorteggiato, un set di 60 album su CD e 60 film in DVD.

Il voto si svolge attraverso un app sulla pagina facebook ufficiale di HMV. L’applicazione è stata sviluppata dall’agenzia digitale e social media di HMV.

Il sondaggio nazionale, fa parte del “Britain/Music is GREAT“, un’iniziativa che in questo particolare anno di Olimpiadi e di Anniversario di Regno, cerca di evidenziare i grandi risultati e il contributo della cultura musicale britannica.

La chiusura del sondaggio è prevista il 20 maggio 2012.

Beh non ci resta che votare votare e votare!!! Qui


Dave Gahan e Rich Machin parlano con Sam Spokony del nuovo album ‘The Light the Dead See’

Il front man dei Depeche Mode, Dave Gahan, e il partner degli agnostici spirituali Soulsavers, Rich Machin, parlano con Sam Spokony del loro nuovo album.

Il brano di apertura di “The Light the Dead See“, il nuovo album dei Soulsavers in cui Dave Gahan ne è l’ospite vocale, è una breve introduzione musicale che somiglia a qualcosa di epico alla Spaghetti Western. Una distorta e solitaria chitarra stile Morricone, ci conduce, con elevata intensità strumentale, al punto di rendere viva l’immagine di Gahan mentre aspetta in silenzio la resa dei conti (stile mezzogiorno di fuoco per intenderci). Il brano è appassionato e un pò triste, ma con una resistenza pura ed incisiva, come il resto dell’album.

Gahan, che di recente ha compiuto 50 anni, si adatta piuttosto bene alle sfide. Dopo oltre 30 anni e 12 album con i Depeche Mode (e un imminente 13°), con una carriera segnata dalla tensione artistica, la tossicodipendenza che lo ha portato quasi alla morte, Gahan ha avuto modo di affrontare la vita sotto diverse prospettive. Dopo un attacco di gastrointerite durante il tour del 2009, che ha portato alla rimozine chirurgica di un tumore, innescando non pochi dubbi da parte dei fans su un suo impotetico ritorno, possiamo giustamente dire che Gahan si è guadagnato il diritto di essere definito un performer resiliente.

Come Martin Gore, collega e membro dei Depeche Mode, ha detto di essere rinvigorito dopo il suo recente progetto (VCMG, in partnership con Vince Clarke ex DM), anche Gahan sembra abbia guadagnato molto dopo la collaborazione con l’eclettico duo dei Soulsavers. “The Light the Dead See“, pubblicato dalla Cooperative Music il prossimo 21 maggio, rappresenta una nuova direzione di esplorazione per Gahan in seguito a due precedenti lavori da solista, Paper Monsters nel 2003 e Hourglass nel 2007. Va diritto alle emozioni, è di grande portata, riesce ad incorporare influenze condivise e punti di forza individuali in 12 potenti tracce.

Essenzialmente nulla di nuovo per i Soulsavers, composti da Rich Machin e Ian Glover, che hanno lavorato con un organico di alto profilo negli ultimi 10 anni, ospitando cantanti come: Mark Lanegan, Gibby Hanes e Jason Pierce. I loro arrangiamenti complessi, che impiegano strati di strumentazione inaspettata e un ampia gamma dinamica, hanno permesso ai Soulsavers di adattarsi con successo in entrambi i casi, compreso il loro ultimo lavoro. Ma “The Light the Dead See” potrebbe aver avuto un nuovo e differente effetto catartico su Machin e Glover come su Gahan, data l’apparente connessione creativa tra loro, che gli ha permesso di lavorare a questo album.

Abbiamo avuto la possibilità di sederci con Gahan e Machin in un hotel sulla Lower East Side di Manhattan, e il legame artistico sviluppato tra i due era palpabile. Anche se provengono da due ambienti diversi (Gahan vive a New York dal 1997 mentre Machin proviene dal Regno Unito), i due si guardavano a colloquiavano come buoni amici, piuttosto che come una coppia di artisti di livello. Sembravano a loro agio, e quella sensazione di libertà, da parte di Gahan, con la capacità di rilassarsi ed esprimere se stesso, sembrava davvero fare la differenza.

Forse le origini di questo progetto hanno a che fare con il tempo trascorso insieme, quando i Depeche Mode hanno avuto i Soulsavers come spalla nelle date europee di TOTU nel 2009?
RM: «Si, non riesco ad immaginare un altra occasione in cui sarebbe potuto accadere.»
DG: «Esattamente, non avremmo mai avuto quella conversazione altrimenti. Voglio dire, io sono fan dei Soulsavers, seguo loro e Mark Lanegan e fu lui inizialmente ad introdurmi nella loro musica. E poi l’occasione di parlarne avvenne proprio durante il tour con la mia band.»

C’è un senso di fandom recipro?
RM: «C’è stato un periodo molto particolare della mia vita in cui i Depeche Mode hanno avuto una certa influenza. Quando uscì “Violator“, avevo 14 anni. Mentre quando uscì “Songs of Faith and Devotion” lavoravo in un negozio di dischi durante il fine settimana. Quel periodo fu il momento in cui i miei gusti musicali presero forma e ancora oggi sono due dei miei dischi preferiti.»

Ai tempi in cui tu e Ian Glover avete iniziato ad esibirvi come Soulsavers, hai mai immaginato una collaborazione del genere o era uno dei tuoi obbiettivi?
RM: [ride] «Forse questo non gioca a mio favore, ma non ho mai avuto un obiettivo. Purtroppo è stato sempre così e per questo motivo i miei insegnanti scolastici mi hanno sempre criticato. Non ho mai avuto obiettivi nella vita.»

Una volta consolidamenta la vostra relationship, c’è stato qualcosa di simile ad un obiettivo da realizzare con questo progetto?
RM: «E ‘stata un’esperienza molto naturale. Non abbiamo deciso sin da subito di fare un disco, abbiamo pensato che sarebbe stato bello provare alcune cose e vedere il risultato. Ed è accaduto qualcosa di molto positivo. Abbiamo avuto una sintonia immediata.»
DG: «Probabilmente uno dei motivi più importanti è stato il fatto di non aver stabilito un piano, questo ha funzionato. Percepivamo le stesse sensazioni. Questo è il tipo di chimica difficile da creare.»

Martin Gore e Vince Clarke hanno recentemente collaborato al loro progetto VCMG, ma Gore ha detto che non c’era stato alcun contatto reale durante questo processo. Qual è stato il vostro processo giornaliero?
DG: «Beh, conoscendoli entrambi, è stato molto diverso [ride]. Con questo non voglio parlarne in modo negativo, in più il loro era un progetto elettronico. Ho ascoltato un paio di brani dal loro lavoro, ma credo sia un settore completamente diverso.
Probabilmente Vince stava inizialmente lavorando su alcune cose, voleva determinate melodie etc… così ha contattato Martin che in quel periodo non aveva impegni, così ha contribuito a questo progetto. Negli ultimi cinque anni, o giù di lì, ho notato un grande cambiamento in Martin. E’ molto più aperto a provare cose diverse non necessariamente legate al percorso abituale. In realtà ne sono rimasto sorpreso. Ma per me e Rich è stata una cosa totalmente diversa.»

Dopo la registrazione dell’album, ci hai detto che è stato molto appagante per te perchè non hai dovuto rispettare nessun tipo di pianificazione rigida, rispetto a ciò che è con i Depeche Mode.
DG: «Qui è necessario. E’ necessario soprattutto in una band con la quale si lavora da molto tempo. Bisogna creare un ambiente interessante per lavorare al meglio. Non sai mai quale sarà il risultato anche se ci sono elementi già collocati e abitudini difficili da rompere. Ogniuno ha il suo ruolo.»

Per quanto riguarda i Soulsavers, mi chiedo se ci si sente più vicini a qualcosa in continua evoluzione, nel senso che ogni disco si presenta con una nuova dinamica.
RM: «Beh, questo è quello che mi serve [ride]. Ho bisogno di emozioni e cambiamenti, per tenermi interessato. Per me, impegnarsi in un nuovo disco, è un progetto che richiede molto tempo, è così drenante! Per farlo devi rinunciare a gran parte della tua vita.»
DG: «E alcune parti della tua vita molto spesso ne risentono [ride] Credo di non aver mai scritto canzoni migliori di queste, ne interpretato un brano che permettesse di estendermi sia come cantante che come musicista. Ogni aspetto delle cose che faccio, è frutto delle scelte prese seguendo il cuore anzichè la testa, anche se esse comportano dei rischi.»

Su “The Light the Dead See” c’è un brano che mi ha davvero colpito, “Presence of God” e il modo in cui mette il risalto un profondo senso di religiosità e spiritualità immaginaria. E’ una passione che condividete per questa tipologia di concetti? Perchè, anche se pesante, è una canzone semplice e chiara.
DG: «Beh, è molto semplice e diretto ma al tempo stesso di ispirazione, per via della complessita musicale. L’intensità visiva che ho sentito, l’emozione che ho preso dalla musica, è ciò che l’ha ispirata. Gli accordi che Rich ha suonato mi hanno portato a scrivere quelle parole. Quando questo accade, non puoi far altro che lasciarti andare e aprirti totalmente. Non c’è nessun motivo razionale per questo accadimento.»

Detto questo, avverti un qualche cambiamento in te stesso, come caratterizzato da un senso di spiritualità nella tua scrittura?
DG: «Si, assolutamente. Tutto ciò che accadeva mentre scrivevamo insieme, era come aggiungere un altro pezzo al puzzle, e tutto questo è accaduto durante l’anno e mezzo in cui abbiamo lavorato. Per me è difficle ammettere che qualcosa mi fa star bene, perchè mi preoccupo che questa possa scomparire molto rapidamente [ride] e sento di aver sempre lottato per questa cosa.»

Quindi la ricerca di soddisfazione spirituale ha caratterizzato la vostra unione.
DG: «Mi piace che questo ti mette a disagio [ride], mette a disagio anche me.»

La spiritualità mette le persone a disagio.
DG: Beh, quando qualcuno ne parla, si, quando fai circolare la parola di Dio da ogni parte… è per questo che lo faccio.»

Quindi è perchè questo mette le persone a disagio?
DG: «Beh, non perchè mette le persone a disagio, ma perchè mette me a disagio. Mi sento a disagio quando provo ad accettare che c’è qualcosa di più grande di me. Non sto dicendo che sia Dio, o qualcosiasi altra cosa, ma i poteri che sono dell’universo.»

Rich, come descriveresti il potere dell’universo?
RM: «Non saprei [ride]. Le persone non vedono la linea che divide spiritualità e religione. Sono cose completamente differenti.»

Andate in chiesa ogni Domenica
DG: «Non mi troverai mai in nessuna chiesa [ride]»
RM: «Ho un sacco di problemi con queste cose, anche se mi pongo molte domande che non credo avranno mai risposta.»

Dave, come residente in America, sono sicuro che avrai riso molto riguardo le candidature repubblicane presidenziali di quest’anno, quando hanno iniziato a parlare di Dio.
DG: «Trovo che sia molto divertente [ride]. Voglio dire, è comico, se lo vediamo come una sorta di South Park. Sono come i personaggi di South Park, o no!? Ammettiamolo. Jon Stewart non avrebbe potuto avere materiale migliore, per il suo show. Sai, viviamo in un mondo strano, non trovi? Tutti sappiamo che si tratta solo di un mucchio di stronzate. L’unica cosa che mi motiva da sempre è la musica. In tutta la mia vita è l’unica cosa alla quale mi sono potuto aggrappare. Ha il potere di trascinarmi fuori da quei luoghi da cui molte persone non sono in grado di strisciare fuori. Tutte queste canzoni, provengono da un luogo profondo.»

Parlando di strisciar fuori, pensi ancora al tuo passato, non solo agli stupefacenti, ma alla malattia che hai avuto un paio di anni fa?
DG: «Beh, è la natura della vita. Sono cose che succedono, a volte sono autoinflitte e a volte non hai nessun potere su di loro.»

Avverti un senso di vulnerabilità che prima non avevi?
DG: «Sento un forte senso di gratitudine per ciò che ho, e per ciò che non ho. E’ qualcosa che a 30 anni non avevo.»

Rich, c’è un comune denominatore tra i diversi cantanti ospiti con i quali avete lavorato in passato – Mark Lanegan, Gibby Haynes, Jason Pierce, e ora Dave – hanno avuto problemi di droga. C’è una ragione per cui, questi ragazzi, usciti dalle stesse epserienze, avrebbero gravitato verso i Soulsavers?
RM: «No, non credo sia una cosa cosciente per loro.»
DG: «Non va così, oh, domani penso che diventerò un drogato. Non si inizia così dall’oggi al domani. E’ un senso di disagio nei confronti della vita e di se stessi. Tutti abbiamo dei problemi e siamo sempre alla ricerca di soluzioni.»

Riguardo “The Light The Dead See”, insieme al senso di spiritualità, ho avvertito una sorta di resilienza emotiva e di sfida.
DG: «Questa è un ottima descrizione. L’ho descritto nel modo migliore che ho potuto. C’è sempre una sfida, e questo è il suo lato rock & roll. Le regole sono queste e non dovresti mai infrangerle. Questa è una cosa per la quale ho sempre lottato. So cosa è bene per me, cosa che ho troppo ignorato [ride]»

Quei sentimenti di sfida sono stati la continuazione del tuo lavoro in passato come solista, o trattasi di nuova esperienza?
DG: «Entrambe le cose. E’ stata senza dubbio una nuova esperienza, l’ho sentita come l’opera più esaltante a cui abbia mai preso parte. So che molte canzoni vengono da un percorso buio e lunatico, ma è stata un esperienza davvero esaltante. Sono me stesso nelle canzoni e, alla fine della giornata, mi sentivo onesto verso ciò che stavo facendo, nelle melodie e in tutto l’insieme. Non c’è nulla che non mi piace a questo proposito.»

Rich, riguardo al lavoro fatto in passato con i Soulsavers, ti sei sentito allo stesso modo?
RM: «Si, completamente, anche se stò ancora imparando. Ho imparato molto dalle persone che hanno lavorato con noi in passato.»

Non puoi far altro che godertela finchè dura.
DG: «Esatto. E’ tutto quello che puoi fare. Siamo qui adesso, questo mi fa star bene e a volte è necessario rendersi conto di quale grande privilegio sia. Quando sei un musicista, è facile perdere la gioia delle piccole cose. Nessuno lo capisce. Le case discografice, i manager, e tutti coloro che lavorano per curare l’aspetto commerciale, non possono capirti, non possono entrarci con la testa. Non importa che si tratti dei Metallica o dei Soulsavers, loro hanno la stessa idea su tutto.»

Possiamo aspettarci un altro lavoro da voi in futuro?
DG: «Non vedo perchè no!»

Sempre nella massima libertà, nessun piano, nessun progetto.
DG: «Forse un giorno di questi, Rich potrebbe inviarmi qualcosa. Ma non so come reagirò, non si può mai dire, non vedo perchè no. Prima di questo progetto, ero in un periodo di estrema stanchezza, la band, il disco, il tour. Ho pensato che non ero pronto a intraprendere nulla. Ho pensato anche che, data la mia vulnerabilità, causa stanchezza, non fossi in grado di scrivere nulla di grandioso. Non mi sentivo pronto, ma alla fine ho trovato l’ispirazione e ho scritto.»

Una delle cose che mi colpì di Martin, riguardo il suo lavoro con Vince Clarke, fu il vigore che parte del progetto gli aveva donato.
DG: «Non ho mai sentito Martin parlare in questo modo, ma è bello che si senta così e me ne sono accorto anche di recente, quando ci siamo visti. C’è stato sicuramente un cambiamento in Martin che lo porta ad affrontare il lavoro con maggiore entusiasmo. Per questo non vedeva l’ora di tornare in studio a scrivere, solitamente non è così [ride] Nessuno di noi lo dimostra, solitamente. Siamo molto inglesi [ride] E’ difficile da spiegare, viene sicuramente dalla nostra educazione.»

Questo progetto, che ti ha dato una certa libertà artistica, è stata una sorta di valvola di sfogo a livello personale?
DG: «Sicuramente. Forse non avrei avuto la voglia di correre in atudio così immediatamente, se non avessi avuto questa eseprienza. Negli ultimi 10-12 anni, considerando tutti i dischi fatti con la band, mi sono sempre tenuto impegnato facendo altre cose. Anche se non facevano parte del piano.»

Quindi Rich, Dave ti ha fatto fare un bel tour della città?
DG: «E’ stato qui tante di quelle volte… probabilmente lo fa meglio di me [ride] Non mi allontano molto spesso dal mio quartiere.»
RM: «Sono stato qui molte volte, non in questo quartiere che mi è sempre piaciuto molto.»

Ci sei abituato.
RM: «Non alloggio in questo hotel. E’ un quartiere molto grande, ma in realtà non esco più la notte. Cinque anni fà avrei amato questo posto.»
DG: «Si, è denso di party qui [ride]»
RM: «Ora trovo fastidiose le persone che mi tengono sveglio la notte [ride] Trovo più interessante uscire per una bella cena. Ma io amo New York!»

L’album è stato resgistrato a New York?
RM: «Ho perso traccia di tutti i luoghi nei quali abbiamo registrato questo disco… New York, Los Angeles, London, Berlin, Sydney…»

Si può dire che eravate praticamente in tour, mentre registravate questo album. Non hai bisogno neanche di un tour promozionale.
RM: «Questa è la cosa ironica, il processo era talmente grande che abbiamo finito per registrare i vari posti.»

Che effetto hanno cose del genere sul prodotto finale?
RM: «Cerchiamo di seguire il suono migliore. Sai, quando un suono non è perfetto, si cerca sempre di renderlo migliore. Bisogna cogliere l’attimo e il tipo di attegiamento giusto per certe cose, ed è stato un processo davvero incredibile.»

Qual’è il ricordo più bello legato al processo di registrazione?
RM: «Gli strumenti a corda. Li ho registrati al Sunset Sound (a Los Angeles), nella sala live. Ho avuto un momento molto bello mentre ero lì, perchè proprio in quella sala fu registrato “Pet Sounds» (dei Beach Boys).
DG: «Aspetto sempre qualcuno che bussi sulla mia spalla dicendo “Hey il concerto è iniziato!” [ride] e devo darmi dei pizzicotti. Ho avuto questa esperienza in alcuni concerti, quando ti ritrovi sullo stesso palco, a Philadelphia, dove David Bowie ha registrato un album live, o al Madison Square Garden.»

Ci saranno live show che vi vedranno protagonisti insieme?
DG: «Guarda, come ho già detto, credo che questo sia l’inizio di qualcosa, e sono piuttosto sicuro che in futuro faremo altre cose insieme.»

I fan di “The Light the Dead Sea” non resteranno delusi.
DG: «Non lo penso affatto. Penso che sarà un album che farà molto parlare.»

a cura di Sam Spokony per The Quietus


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Disponibile da oggi “Man Made Machine” dei MOTOR!!

Disponibile da oggi l’attesissimo album “Man Made Machine” dei MOTOR

Dopo la pubblicazione del primo single “MAN MADE MACHINE” feat. Martin L. Gore, esce l’album completo dei MOTOR dal titolo “MAN MADE MACHINE“.
La realizzazione di questo album è caratterizzato dalla partecipazioni di alcune delle voci più interessanti nel panorama della musica elettronica come: Martin L. Gore, Gary Numan, Douglas McCarthy, Billie Ray Martin e Reni Lane, fornendo così una perfetta colonna sonora per tutti gli appassionati del genere.
Dal Synth Pop, Dance, EBM all’ Electro Clash le influenze dei MOTOR senza mai annacquare la potente essenza di questo genere pioneristico.
MADE MAN MACHINE” un album unico, dai ritmi ossessivi, pieno di sonorità oscure e melodiche che non potranno passare inosservate al vostro ascolto.

Tracklist:
01 – Messed Up
02 – Hyper Lust (feat. Billie Ray Martin)
03 – Man Made Machine (feat. Martin L. Gore)
04 – Control
05 – Pleasure In Heaven (feat. Gary Numan)
06 – Automne
07 – Autographic
08 – The Knife (feat. Douglas McCarthy)
09 – Hello
10 – In The Dark
11 – Between The Night

È possibile acquistare l’album sia su Beatport che su iTunes.

 

facebook.com/wearemotor
www.wearemotor.com
www.clr.net


Ascolta in inteprima la versione integrale di “The Light The Dead See” dei Soulsavers con Dave Gahan

Qualche giorno fà, sul canale ufficiale YouTube dei Soulsavers, è apparso il primo trailer per il lancio del nuovo album “The Light The Dead See” con Dave Gahan voce e testi.

 

L’album, in uscita il 21 maggio, è da oggi disponibile per l’alscolto integrale qui.


Soulsavers Dave Gahan: “come compositore, sto iniziando a sentire un senso di libertà”

“Soulsavers” Rich Machin e Dave Gahan foto di Steve Gulllick

Sin dal 2000, il duo inglese ‘Soulsavers‘ ha riunito diversi stili musicali fondendo l’elettronica con il country e il rock. Negli anni, Rich Machin e Ian Glover, si sono avvalsi della collaborazione vocale di professionisti come Mark Lanegan, Jason Pierce e Will Oldham, ospiti d’eccezione negli album dei Soulsavers.
Questa combinazione nelle scelte, prosegue e si estende tutt’ora nel quarto album della band. Il blues e le tinte gospel di “The Light the Dead See” hanno come protagonista il cantante dei Depeche Mode, Dave Gahan, ricoprendo il ruolo di cantante e compositore.
Di recente, SPIN Magazine ha incontrato Gahan e Machin a Manhattan per discutere del nuovo album, di come fare musica pur non avendo un ordine del giorno e gli inaspettati benefici ottenuti lavorando in luoghi separati.

Soulsavers come band di supporto ai Depeche Mode nel tour del 2009. E’ in questa occasione che avete iniziato a parlare di collaborazione?
Gahan: «Molto spesso, quando sei in tour con altre band, ci si ritrova a parlare di progetti insieme e cose di questo genere. A prescindere nelle notti di festa. Non ne viene mai fuori nulla. Questa volta invece è successo, non c’era fretta.»
Machin: «Penso che questo sia un modo positivo per entrambi. Mi trovavo nella situazione in cui non ero del tutto sicuro di voler fare un altro disco. Ma, quasi subito, Dave mi dato l’ispirazione. Mi sono focalizzato su un paio di brani ai quali stavamo lavorando.»

Pensi che questa libertà vi sia stata di aiuto? Vi siete sentiti in grado di esplorare determinate aree?
Gahan: «A volte, quando hai un progetto, sei nella posizione in cui devi soddisfare determinate aspettative. Noi non lo abbiamo fatto. Quando le cose hanno iniziato a prendere forma, ho capito che molte di esse venivano fuori dal mio passato. Odio dirlo, ma quando si invecchia le priorità cambiano. La gioia di fare musica è molto più evidente adesso di allora, quando la band era al culmine delle vendite e dei tour mondiali. E’ stato fantastico, ma non sono sicuro di essere stato realmente in contatto con ciò che stava accadendo musicalmente.»

State già mettendo in commercio idee musicali. Perchè pensate di essere pronti a tornare così in fretta?
Machin: «Questa è una situazione piuttosto insolita. Normalmente, appena ho finito un disco, non faccio nulla per un pò. Non mi era mai capitato prima d’ora… più facevamo le cose più esse andavano bene.»
Gahan: «Abbiamo fatto un grande album insieme, potremmo ripetere l’esperienza? Chi lo sa? Ma quando guardo indietro mi rendo conto che ho suonato questo album più di qualsiasi altra cosa fatta in precedenza. Non so il motivo… penso sia perchè sono sorpreso.»

Cosa intendi?
Gahan: «Penso che lavorare con Rich mi ha portato fuori dalla mia “zona confort”. Per me è facile dire: ‘No, non voglio farlo. Questo è quello che sono, questo è quello che faccio, questo è il mio modo di cantare, questo è il genere di canzoni che scrivo’. Non potevo farlo. Questa è una cosa positiva.»

Questo album è stilisticamente un punto di partenza per entrambi. Pensate che lo sia?
Machin: «A questo punto credo sia stata una progessione naturale maturata dagli album precedenti. Ho imparato il mio mestiere e, in questo disco, ho avuto la possibilità di fare un sacco di cose che avrei voluto fare in passato, ma non potevo.»
Gahan: «Potrei ripetere esattamente quanto Rich ha appena detto. Nel mio caso, come compositore, sto iniziando a sentire un senso di libertà. Questa musica mi ha permesso di scrivere istintivamente.»

Avete registrato questo album in locations completamente differenti. Come si è svolto il processo?
Machin: «Quello che ho fatto è stato inviare una demo molto semplice, tutto fatto su un computer portatile. Giusto per dare struttura.»
Gahan: «Tutto ciò che Rich mi ha inviato, una parola o qualsiasi altra cosa, è rimasta nella mia mente. Ho scritto come se stessi impostando una scena. Poi ho rispedito il materiale a Rich e mi ha detto ‘Okay, ho capito quello che stai facendo, ma devo cambiare alcune cose… devo fare questo, devo fare quello’ Questo è stata la nostra modalità lavorativa.»
Machin: «Mi piace questo modo di fare, è come se stessi ascoltando il disco di qualcun altro.»
Gahan: «Chissà se trovandoci nella stessa stanza saremo stati in grado si mostrare alcune vulnerabilità. Non c’era alcuna pressione.»

Cosa accadrà in seguito?
Gahan: «Penso che ciò che avverrà dopo sarà come il processo precedente. Penso che se abbiamo lo stesso approccio, le cose accadranno da sole, come dovrebbe essere.»
Machin: «Non posso lamentarmi dei risultati.»

a cura di Bryan Hood

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