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In una recente intervista Andrew Fletcher parla del nuovo DVD e del futuro dei Depeche Mode

I Depeche Mode hanno una tradizione, quella di rilasciare un DVD dopo ogni tour e Tour Of The Universe dello scorso anno non fa eccezione. Per questo tipo di realizzazioni solitamente i Depeche Mode si avvalgono del lavoro di Anton Corbijn ma questa volta si sono affidati alla professionalità di Russell Thomas noto per le sue collaborazioni con U2, Coldpaly, Placebo, Muse e molti altri. In questa occasione Andrew Fletcher ci ha concesso pochi minuti del suo tempo per discutere della versione del DVD e del futuro della band.

Perchè un DVD per il Tour Of The Universe?
Dopo ogni tour abbiamo l’abitudine di rilasciare un DVD. Noi non vogliamo che i ricordi dei nostri tour si riducano solo a dei semplici video amatoriali che troviamo su YouTube (ride). Ci piace dare una nostra versione dello show, ecco perchè questo DVD.

Che differenza c’è tra questo DVD e i precedenti?
In realtà non è poi così diverso dagli altri. Naturalmente la qualità video e audio aumenta negli anni, ma la differenza è che non ci sono le stesse canzoni perche lo show è differente. Non è una rottura completa con ciò che abbiamo visto in passato, anche se il modo di ripresa è un pò differente.

Avete già lavorato con Anton Corbijn, ma questo DVD è stato finalmente diretto da Russell Thomas. Perchè?
Anton è stato coinvolto in questo lavoro creando la fase di progettazione. Ma la questione riprese per lui era impossibile perchè troppo impegnato. Ecco perchè abbiamo dovuto scegliere qualcun’altro. Russell ci è stato fortemente raccomandato ma Anton avrebbe voluto farlo se fosse stato disponibile. Lui è un perfezionista.

Conoscevate Russell Thomas prima di lavorare con lui?
No, affatto. Non lo avevamo mai incontrato. Abbiamo guardato i video dei suoi precedenti lavori e poi abbiamo organizzato un incontro con lui e ne abbiamo parlato, tutto qui. E’ accaduto tutto in modo molto naturale, mentre noi eravamo sul palco, lui cercava di cogliere le scene più belle (ride). Non ha mai chiesto cose fuori dall’ordinario.

I Depeche Mode è una di quelle band che suona negli stadi di tutto il mondo. Che impressione fa esibirsi davanti a così tante persone?
Sai, abbiamo iniziato come tutti gli altri, suonando nei pub del nostro quartiere, poi nei piccoli locali, poi in quelli medi fino ad arrivare negli stadi. Per noi esibirsi in uno stadio è come esibirsi in una piccola stanza. Siamo fortunati ad avere un frontman eccezionale nella persona di Dave Gahan. Lui sa come galvanizzare la folla sia di 400 o di 40.000 spettatori! Nei nostri spettacoli cerchiamo sempre di coinvolgere il pubblico, è per questo che funziona. Per essere onesti, a nessuno piace davvero andare a vedere un concerto in un grande stadio. Ciò che lo fa funzionare è proprio il coinvolgimento del pubblico nello spettacolo. Siamo fortunati ad avere un così straordinario sostegno da parte del pubblico. Siamo entusiasti in qualsiasi luogo suoniamo.

Il concerto contenuto del DVD è stato registrato a Barcellona. Perchè la scelta è ricaduta proprio su Barcellona?
Cerchiamo sempre di scegliere città differenti. Avevamo già preso Parigi, ed è stato magnifico. A Barcellona il pubblico è sempre eccezionale. Ci eravamo già esibiti in questa località diverse volte, amiamo questo posto. Non correvamo nessun rischio scegliendo questa città, sapevamo in anticipo che sarebbe stato bello. Ma ad essere onesto avremmo potuto scegliere una delle date in Sud America, sono stati concerti semplicemente incredibili! Ma in Sud America tutto è molto più rischioso dal punto di vista organizzativo. Sarebbe stato fantastico poter filmare il concerto in Messico o in Argentina. Spero ci siano meno rischi la prossima volta.

Ci sarà una prossima volta? Ci sono state voci che dicevano che questo tour sarebbe stato l’ultimo…
I Depeche Mode non lavorano come gli U2. Non c’è un piano prestabilito per conquistare l’universo (ride). L’altro giorno ho parlato con Adam Clayton e a quanto pare hanno già pianificato il loro programma per i prossimi dieci anni! Con noi non succede così. Facciamo le cose che ci sentiamo di fare. Ci sono grandi possibilità di fare altri tour. Il problema è che Dave ha purtroppo avuto problemi di salute più tosto recenti. Per lui è ancora un ricordo molto brutto, ma sta molto meglio, è molto felice. Quindi sono sicuro che ci sarà un nuovo album e un nuovo tour.

Voi avete un pubblico sempre in crescita dopo trenta anni dalla formazione della band. Molti giovani vengono ai vostri concerti. Come spieghi questa cosa?
Ah! Se avessimo una ricetta per il successo l’avremmo venduta già da tempo (ride)! A volte vedo ragazzini di 17 o 18 anni avvicinarsi a noi e alla nostra musica, è incredibile. Nel corso del tempo sembra che siamo in grado di mantenere al nostro fianco i fan più anziani e di arrivare ad ottenere l’avvicinamento di quelli più giovani. Ricordo di quando sono stato a suonare al Razzmatazz un club di Barcellona. Nel locale c’erano 400 ragazzi avranno avuto 18 anni e sono letteralmente impazziti sentendo Depeche Mode. Alcuni non mi hanno riconosciuto, ma la musica si (ride). Non mi spiego il perchè di questo, probabilmente stiamo facendo del tutto per far si che la nostra musica non risulti troppo datata.

Non riesci a spiegarti perchè i giovani di oggi ascoltano la musica che voi suonavate ancor prima che loro nascessero…
Quando scriviamo, non pensiamo mai che possa essere gradita anche alle nuove generazioni. Quindi no, non me lo spiego affatto. Tutto quello che so è che è un fenomeno affascinante. Vedo i miei coetanei apprezzare la nostra musica e nello stesso tempo anche mia figlia l’apprezza. Potresti essere tu, come giornalista, a spiegarlo a me (ride)! La nostra musica è universale, ma non so per quanto tempo potrà durare.

Hai suonato di nuovo con Alan Wilder all’inizio di quest’anno. Pensi di lavorare ancora con lui?
E’ stato piuttosto strano come concerto perchè era uno spettacolo di beneficenza. Non credo ci possa essere un sequel. Ma lui ha fatto un remix per noi quest’anno. Sta lavorando ad un progetto con Martin Gore. Così in qualche modo possiamo dire di lavorare di nuovo con lui (ride)! Ma in verità non credo che accadrà. Ciò che è certo è che siamo ancora amici.

Puoi dirci quali sono i tuoi progetti futuri?
Faccio un sacco di dj set al momento. Presto, nel mese di febbraio, andrò anche in Cina, Australia, Tasmania, Singapore… Tutti luoghi dove non sono mai stato con i Depeche Mode. Sono particolarmente impaziente di suonare in Cina. Per quanto riguarda la Toast Hawaii (l’etichetta discografica da lui fondata), c’è un progetto a cui sto pensando, ma non c’è nulla di concreto ancora. Non posso parlarne perchè non sò se accadrà realmente.

 Intervista a cura di Anne Line per Sound Of Violence

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