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Just Can’t Get Enough: The Making Of Depeche Mode – un libro di Simon Spence

Questa che segue è l’intervista a Simon Spence autore del libro “Just Can’t Get Enough: The Making Of Depeche Mode” apparsa su www.echo-news.co.uk

Durante la sua adolescenza, negli anni 80, il giornalista musicale Simon Spence nutrì dentro di se un segreto imbarazzante.
C’era una band di Basildon tra le sue preferite, ma lui non ne parlava molto perchè a quei tempi, i Depeche Mode, non andavano molto di moda.
Decenni più tardi, Simon, non si fa scrupoli nell’essere fan dei Depeche Mode e come lui altre decine di milioni di persone al mondo. Non è necessario preoccuparsi di ciò che è cool quando si stà parlando di una delle band di maggior successo nella storia.
Con oltre 100 milioni di vendite, sono, sottolinea Simon, una tra le dieci band con più vendite di tutti i tempi. Il loro posto è saldo nella classifica degli “immortali della musica”. I loro concerti hanno attirato oltre 30 milioni di fans. Sono i più venduti nella storia delle band di musica elettronica.
Simon, reporter del NME (New Musical Express) e autore di libri narranti le scene musicali, si è ispirato alla storia dei Depeche Mode per il suo ultimo grande successo.
Esistono già altri libri che raccontano la vita dei Depeche Mode, tendendo a scremare la storia della band, riportando la solita cronologia di base.
Simon, a differenza, chiede e gradualmente risponde alle grandi domande.
Perchè proprio dall’Essex, negli anni settanta, emerge questa tipologia di suono così particolare? Quali sono state realmente le loro personalità? E come, questi personaggi, sono arrivati a fondersi fino a creare questa unità? Come hanno fatto ad emergere dal sud dell’Essex conquistando il mondo?
I metodi di Simon sono abbastanza esaustivi. Dirige delle importanti interviste intensive a dozzine di persone.
Simon ha avuto modo di poter parlare con alcune persone, dagli insegnanti alle ex fidanzate fino al produttore discografico statunitense Seymour Stein (con Richard Gottehrer fondano la Sire Records)
Gli unici a non voler rilasciare questa intervista furono gli stessi DM Dave Gahan, Martin Gore e Andrew Fletcher. Questo perchè le loro versioni erano già state rilasciate per altri precedenti libri legati alla band.
Mi è sembrato come se non fosse necessario parlare con loro” dice Simon “Ho affrontato la storia da altre angolazioni, e con mente aperta. Questa non è una biografia ufficiale“.
Durante la ricerca di Simon, è emerso un tema comune;  “la storia dei Depeche Mode è per il 70% una storia di Basildon” dice Simon.  “E’ stata un influenza fondamentale il fatto che siano cresciuti in una città a sua volta nuova e in evoluzione“.
Un altra presenza molto forte nella storia dei Depeche Mode è stato il ruolo della chiesa Metodista di San Paolo (St Paul’s Methodist Church) a Basildon, e il modo in cui è stato mescolato alla loro angoscia adolescenziale. I fans dela band riconoscono l’influenza della religione in canzoni come Personal Jesus.
Alcuni abitanti del sud dell’Essex hanno avuto la fortuna di poter “approcciare” con i componenti della band, apparentemente ancora dei semplici ragazzi di Basildon, senza rendersi conto che il futuro degli stessi si potesse rivelare di notevole importanza.
Persone come il fruttivendolo, alla stazione degli autobus di Basildon, che impiegò Dave Gahan al carrello della frutta e verdura, come fece tra l’altro anche con altri studenti del Southend College dove Dave si qualificò come vetrinista.
Più preoccupante l’approccio che ci fu con i magistrati che si occuparono di lui presso il tribunale dei minori dopo alcune incursioni di microcriminalità.
Gli insegnanti della Barstable e della St Nicholas schools, frequentate da Dave Gahan e Martin Gore.
Non da ultimo, i primi fans che seguirono i primi concerti della band nei vari pub e club dell’Essex, quando si chiamavano ancora  “No Romance in China”.
Simon è riuscito persino a scovare alcune copie di una fanzine locale sopravvissute a tutti questi anni.
Sono rimasto impressionato dal rispetto che molti artisti sperimentali moderni nutrono nei confronti della musica dei Depeche Mode” dice Simon
Simon Spence, in precedenza, ha scritto, grazie alla collaborazione di Andrew Loog Oldham (manager e produttore dei Rolling Stones negli anni 60) , due libri di grande successo “Stoned” e “2Stoned” che forniscono una folle panoramica del legendario periodo pop degli anni settanta.
Nel caso del libro dei Depeche Mode “c’è più musica e meno pazzie e buffonate” dice Simon “La cosa grandiosa dei Depeche Mode è che sono riusciti ad avere successo, in modo molto silenzioso, grazie alla qualità del loro lavoro“.
Non hanno mai fatto realmente parte della scena Londinese. Erano sempre sull’ultimo treno per tornare a Basildon“.
Nessuno è mai stato in grado di svelare il mistero: da dove è partito tutto? Simon pensa alla genialità di tre persone, tra cui Vince Clarke che impostò la band agli inizi della loro carriera.
I Depeche Mode e la loro celebrità decollarono nel 1981. “Hanno trovato un modo per rendere più popolare la musica sperimentale” dice Simon.
E’ insolito trovare due cantautori (Dave e Martin) convivere nello stesso contesto, per non parlare del fatto che entrambi siano cresciuti praticamente nella stessa strada della stessa città“.
Una delle immagini che rimarrano per sempre impresse nella mia mente risale ai tempi degli albori, quando facevano le prove in una stanza di fronte casa a Basildon“.
Non avevo ancora un pubblico…così disposero una fila di orsacchiotti di peluches e  suonarono per loro“.

Paperback: 320 pages
Publisher: Jawbone Press (September 1, 2011)
Language: English
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