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Martin Gore per Vanity Fair: “il nostro periodo con la EMI giunge al termine”

In un intervista di Marc Spitz per Vanity Fair magazine,  Martin Gore parla del nuovo album di remix e dichiara che non lavoreranno più con EMI.

Marc Spitz:  Sei il compositore principale dei Depeche Mode, questo richiede da parte tua un quantitativo di tempo non indifferente in studio, cercando di perfezionare ogni pezzo musicale. Non trovi che una versione remix dei brani possa essere antitetica sconvolgendo così tutto il lavoro fatto?
Martin Gore: E’ stato talmente parte di noi sin dal primo giorno che ora non ci penso neanche più. L’unico single che abbiamo tirato fuori e che non ha avuto alcun tipo di remix è stato il primo (1981 Dreaming of Me). Se non mi piace ciò che è stato fatto o ciò che trasmette  siamo in grado di porre un veto, abbiamo comunque il controllo totale. Ma molte volte rimaniamo piacevolmente sorpresi.
Marc Spitz: Sono le persone a farsi avanti proponendoti dei remix o sei tu a richiederli a musicisti che ammiri in particolar modo?
Martin Gore: Sono le persone a proporre canzoni specifiche. Ma, sia noi che la Mute abbiamo una lista a disposizione dove poter scegliere i musicisti più interessanti. Otteniamo sempre un discreto numero di persone scegliendo i migliori.
Marc Spitz: Hai assistito alla crescita culturale dei remix al punto che nell’hip-hop è diventato quasi necessario. A volte un remix diventa un single di successo. Secondo te un remix può cambiare il modo percettivo di una canzone?
Martin Gore: Durante i nostri live spesso utiliziamo parti dei remix che ci piacciono, diventa come una nuova versione dal vivo.
Marc Spitz: Alcuni fans dei Depeche Mode non amano in particolar modo i remix, come poter accontentare tutti? Quando cambi canzoni importanti tipo “Blasphemous Rumours” o “Enjoy the Silence”, i fans hanno mai protestato?
Martin Gore: [sorride] Non penso questo, perchè chi è ossessionato vorrebbe poter ascoltare diverse versioni di una canzone. Nel mondo vengono organizzati molti Depeche Mode Parties dove le persone ascoltano la nostra musica tutta la notte e i remix danno un motivo in più per rendere interessanti questi eventi.
Marc Spitz: In questa raccolta di remix c’è anche una versione in vinile. Sei un appassionato di vinile?
Martin Gore: Penso sia importante avere a disposizione un prodotto in vinile. Da sempre una buona impressione. Io vengo da quella generazione. I ragazzi di oggi hanno poco a che fare con il vinile, ne sanno poco. E’ così eccitante andare in un negozio di disci e acquistare un pezzo in vinile e collezionarlo…anche l’odore del vinile…
Marc Spitz: Quei fans ossessionati devono essere davvero eccitati dall’idea della reunions con Vince Clarke e Alan Wilder, che hanno contribuito ad alcuni remix di questa nuova collezione (rispettivamente (“Behind the Wheel” e “In Chains”). Come è andata?
Martin Gore: Non ci siamo sentiti solo in questa occasione. Verso la fine del tour scorso chiesi ad Alan di venire sul palco del Royal Albert Hall a Londra, e ha accettato. Poi venne in tour in America. Mi è sembrato naturale rivolgermi a lui. Con Vince, di punto in bianco mi invio una e-mail, circa nove mesi fà… e  diceva: “Stò pensando di preparare un album techno. Saresti interessato a collaborare?“. Ora è finito, ma abbiamo bisogno di mixarlo. Anche con lui è stato naturale chiedergli di preparare un remix per la nostra collection.
Marc Spitz: Parlando di Vince, il prossimo autunno Speak and Spell compirà 30 anni. Questa collezione comprende l’intero periodo (81-11). Questo aiuta a chiudere quel periodo e a dedicarsi alla scrittura di qualcosa di nuovo? Possiamo aspettarci presto un nuovo album dei Depeche Mode?
Martin Gore: Suppongo di si. E’ la fine del nostro periodo con la EMI. Abbiamo firmato per un album, Sounds of the Universe, e per una collezione di remix. Dopo ciò non abbiamo un etichetta.
Marc Spitz: Pubblicherete musica indipendente?
Martin Gore: Non lo so. Ne abbiamo parlato ma non so quanti anni ci impiegheremo (per finire l’album). Nessuno sà come andrà fino ad allora, come verrà distribuita la nostra musica.
Marc Spitz:  Potreste essere in grado di pubblicare direttamente nel cervello delle persone…
Martin Gore: Penso si chiami lavaggio del cervello…

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