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Vince Clarke e Martin L. Gore in un intervista tutta “VCMG”

Martin L Gore e Vince Clarke, dopo 30 anni di nuovo insieme per il progetto VCMG

Intervistati questa volta da Luke Turner, il quale mette in evidenza la riscoperta di una collaborazione creativa e molto energica del duo, presenta Ssss come uno dei migliori album techno del 2012.
The Quietus ha raggiunto telefonicamente Vince Clarke e Martin Gore, in arte VCMG.

Martin, ho trovato interessante leggere su The Stool Pigeon del tuo primo approccio con VCMG, nonostante tu non abbia ascoltato techno di recente e prima di intraprendere questo progetto, anche se ti sei esibito in diversi DJ set e così via.
MLG: «Ho ascoltato techno per un lungo periodo e ho letto l’intervista di The Stool Pigeon, scoprendo tante cose di Vince che non conoscevo! Non ho mai realmente conosciuto Vince durante questi anni, quindi è stata una sorpresa per me il suo addentrarsi nel genere techno. La Mute ha un etichetta techno, NovaMute, e ricordo di essermi trovato ad avere a che fare con la Tresor, e Daniel (Miller fondatore e capo della Mute) ne mise in circolazione un pò. La techno è stata nel mio sangue per secoli.»

E’ sorprendente la facilità con la quale VCMG ha visto la luce, se è realmente stato così facile.
VC: «Ho iniziato a lavorare sul disco per conto mio. Stavo già lavorando a tre/quattro brani, successivamente ho deciso che mi avrebbe fatto piacere un altro collaboratore e contattai Martin. E’ stata una sorpresa la grande sintonia tra me e Martin per questo genere musicale. Altrettanto grandioso scoprire a sorpresa ciò che Martin mi rimandava indietro, brani che a mia volta inviavo a lui… in una forma che non mi aspettavo e che, come si è capito, mi è piaciuta molto. Abbiamo avuto come l’impressione che tutto venisse fuori da uno stesso e unico stampo.»

Hai mai pensato che Martin potesse dirti di “no”?
VC: «Non ne ero sicuro. So che Martin è sempre molto indaffarato e non sapevo quali impegni avessero i Depeche Mode in quel periodo. Ciò che ho detto in quella e-mail era che questo progetto non ci avrebbe messo nessuna pressione, nessuna scadenza, nessuna data precisa di pubblicazione, nulla di tutto ciò. Qualcosa da prendere come un divertimento, se ci stai possiamo farlo.»

La risposta alla tua e-mail è arrivata subito?
VC: «Abbastanza… dopo una settimana e mezzo.»

Martin sei rimasto molto sopreso da questa idea? Qual’è stata la tua prima risposta?
MLG: «Naturalmente ero molto sorpreso, perchè neanche nella mia più fervida immaginazione, avrei potuto pensare che Vince potesse contattarmi per chiedermi di collaborare insieme ad un progetto. Così quando ho ricevuto quella e-mail, è stato uno shock totale per me. Quando mi sono ripreso ho pensato che fosse un idea grandiosa, perchè a parte il fatto che è stato bello lavorare di nuovo con Vince dopo 30 anni, ho avuto a che fare con la musica techno per lungo tempo e quindi la cosa si prospettava interessante.»

All”ascolto VCMG sembra molto fresco e vivace. Pensi che la rottura con la band, o il fatto di non poterti più relazionare musicalmente a loro, sia stato di aiuto al tuo percorso creativo in questi anni? In qualche modo significa che non vi siete adagiati?
VC: «Oh sicuramente. Quando ho lasciato i Depeche, Martin assunse la scrittura che, stilisticamente, è diversa dalla mia. Nel corso degli anni abbiamo sviluppato stili completamente differenti e penso che, se il disco suona con uno stile particolare, è grazie a questo. Se avessimo continuato a lavorare nella stessa band per 25 anni, ora non avremmo ottenuto questo risultato.»

Martin, cosa ne pensi?
MLG: «E’ un ottima osservazione, non ci avevo mai pensato. Non ci siamo mai realmente incontrati per tutto il processo, tutto è stato fatto tramite filesharing. Entrambi abbiamo mantenuto una sorta di standard per impressionarci reciprocamente.»

Pensando all’uso delle attrezzature, pensi di aver avuto un buon synth-off?
MLG: «Penso che entrambi abbiamo avuto molto a che fare con i synths nel corso degli anni. Lui possiede una vasta collezione di synths, io altrettanto. Attualmente invidio un pò i suoi, e ciò è raro per me, perchè le persone rimangono in imbarazzo dinanzi alla mia collezione, ma lui ha alcuni pezzi molto rari e interessanti.»
VC: «Io e Martin siamo molto affascinati dai sintetizzatori. Siamo entrambi interessati alla musica elettronica, Martin si è esibito anche in alcuni DJ-set quindi sa qualcosa in più di me riguardo questo genere. Il lavoro si è concluso molto bene. Il fatto di non mettere alcuna pressione a Martin è stato di grande aiuto al progetto.»

In che modo hai deciso cosa ultilizzare? Ne avete parlato prima?
MLG: «Sembra inverosimile ma in realtà non abbiamo affrontato una discussione vera e propria riguardo questo progetto. Tutto è stato fatto via e-mail e non erano e-mail dettagliate, erano brevi e andavano dritte al punto. Tutto ciò che è stato detto nella prima e-mail è stato: “stò pensando di fare un album techno, vuoi collaborare?” Quando risposi di “si“, Vince iniziò ad inviarmi delle idee di base, e da li abbiamo cominciato a lavorarci immergendoci completamente. Dalla prima coppia di brani, ho capito cosa Vince avesse intenzione di creare e così abbiamo portato avanti il progetto. C’è sempre un modello da seguire quando stai facendo musica techno

Non c’è stato nessuno scambio di battute? l’unico intermediario tra voi due è stata la musica?
MLG: «Non abbiamo avuto una vera e propria conversazione. Ci siamo sentiti in una conferenza telefonica che coinvolgeva me, Vince, Daniel, della Mute, e entrambi i nostri managers. Avevamo quasi terminato il lavoro e stavamo decidendo il nome della band, il titolo dell’album e cose di questo genere.»

Cosa ne pensi del genere techno, che ti ha poi realmente ispirato in questo progetto?
VC: «Onestamente non è mai stato un genere di grande ispirazione per me. E’ successo che mi sono trovato a fare un remix per Plastikman e la cosa mi suscitò interesse. Poi ho trovato interessante il sito web Beatport e a come le persone usano il suono dei sintetizzatori nella musica elettronica. Questo mi ha stupito e spiazzato. La gran cosa di Beatport è che si ha la possibilità di ascoltare i brani un minuto e mezzo, prima di acquistarli. C’erano così tanti sottogeneri che non conoscevo. Ma io sono una persona anziana, perchè dovrei?
Mi sono reso conto che finchè mantieni un certo ritmo regolare, puoi fare tutto quello che vuoi. Ho capito che il modo per rendere la musica emozionale non è l’avere un testo torrido o qualcosa del genere. E’ dal suono puro che si ottengono emozioni, creando un brano o riarrangiando qualcosa di scarso tramutandolo improvvisamente in qualcosa di massiccio. L’ho trovata una cosa davvero molto stimolante e interessante.»

I vari suoni e le loro sperimentazioni li hai trovati in qualche modo ricollegabili a ciò che hai fatto in passato, quando eri tra i primi ad usare i sintetizzatori? C’è una sorta di connessione spirituale?
VC: «No, C’è stata una forte estenzione nell’uso dei sintetizzatori, molto più di quanto avessi mai cercato di fare. Non c’è nessuna preoccupazione per cose del tipo ritornelli o middle eight (il middle eight è composto da otto battute generalmente situato tra due ritornelli, una sorta di pausa tra l’uno e l’altro). E’ questo che mi suscita interesse.»

Ho ascoltato Ssss subito dopo Speak & Spell ed è stato impressionante avvertire con quanta naturalezza la vostra presenza fosse incisiva in questo disco. In VCMG sembra riecheggiare lo spirito e il carattere di Speak & Spell…sfacciatamente. Forse sono stravagante e pazzoide?
VC: «Non saprei. Non ascolto Speak & Spell da 25 anni. Credo che lo farò questa sera.»
MLG: [ride] «Non so se devo prenderla come un complimento, ma suppongo che lo sia.»

E’ un complimento.

MLG: «Non è un disco comedy, ma trovo che sia comunque bizzarro…prendi ad esempio la copertina e il titolo...ma questo non è poi così essenziale, non credi?»

Funziona bene come album, meglio di qualsiasi altro disco techno in circolazione. Riesco a sentire anche  una vena pop. Ha un enorme quantità di personalità, il che è molto interessante specialmente il fatto che sia puramente strumentale.
MLG: «Sono contento di questo, è molto bello ciò che hai detto. Grazie!»

Forse perchè l’impronta pop è sempre presente in qualsiasi cosa facciate tu e Vince?
MLG: «Suppongo che dipenda dal fatto che entrambi proveniamo da una scuola tradizionale di songwriting e se ci si cimenta nel campo techno, ci sarà sicuramente un elemento melodico che l’attraversa. Mi piace ciò che ha detto Vince cioè il rendersi conto che è possibile creare emozioni partendo da qualcosa di semplice. Per un cantautore la cosa più importante è quella di trasmettere emozioni, e questo è quello che siamo riusciti a fare in questo progetto, anche se in modo completamente diverso.»

E’ stato come rigenerare un amicizia mediante la musica?
VC: «E’ stato molto interessante. Io e Martin non abbiamo mai stretto una forte amicizia, all’epoca dei Depeche, perchè lui era partner di Fletcher. Martin era una persona davvero molto tranquilla e mi sono reso conto che, a differenza di 30 anni, non è cambiato affatto… il suo senso dell’umorismo e tutto il resto.»

C’è stata meno pressione anche per te? Il fatto di non doversi preoccupare di scrivere un poema o la struttura per un pezzo pop?
VC: «Certamente. E’ stato come avere in mano una tavolozza di colori e decidere cosa farne. Il taglio e la riorganizzazione dei suoni piuttosto che generare gli stessi da un sintetizzatore per poi pasticciarli sul computer. Non sembra una cosa facile ma lo è.»

Pensi che VCMG possa avere una certa influenza per quanto riguarda il futuro degli Erasure?
VC: «Sicuramente. Sono totalmente immerso nella scrittura delle canzoni, ritornelli, middle eight, bridges, dei buoni testi e tutto il resto. Ma questa libertà di suono farà parte degli Erasure in futuro, ne sono sicuro. Io e Andy abbiamo lavorato insieme per tanto tempo e per molto tempo ho lavorato sempre allo stesso modo, tanto che ho pensato di essere entrato in una sorta di routine. Quello che ho fatto con Martin mi ha aperto gli occhi e questo influenzerà il prossimo disco degli Erasure.»

E per concludere, se avrai intenzione di esibirti in pubblico, pensi che indosserai una delle tue tute? Ne hai di eccellenti, in particolare quella indossata al Mute Short Circuit festival lo scorso maggio. Che approccio pensi di avere indossando una tuta rosa salmone?
VC: [ride] «Non lo so. Questa è una bella domanda. Lo chiederò a mia moglie.»

Ssss sara disponibile dal prossimo 13 marzo. Potete ordinarlo qui. Per l’ascolto in anteprima dei 10 brani completi di Ssss cliccate qui

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Una Risposta

  1. Ale

    è un’intervista molto interessante,sia dal punto di vista della produzione musicale,cui io sono molto interessata,sia dal punto di vista di una fan che dopo 30 anni vede la reunion dei padri fondatori😀 e conferma in me l’idea che comprare questo album sarà un ottimo investimento (amo tutto il genere “discotecaro”,anche grazie all’elettronicità dei DM)..dovevo aspettare 14 anni per vedere che finalmente anche i nostri collaborano con qualcuno ad altri progetti🙂 ..

    Mi piace

    01/04/2012 alle 11:14 PM

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