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Archivio per ottobre, 2012

Daniel Miller riceve il premio Pioneer al AIM Awards 2012

Nella serata di lunedì scorso, il capo dell’etichetta Mute, Daniel Miller, è stato onorato con il premio Pioneer al AIM Awards 2012.

AIM (acronimo di Association of Independent Music) è un ente commerciale non-profit istituito nel 1998 dalle etichette discografiche indipendenti del Regno Unito al fine di rappresentare questo settore, che costituisce circa il 25% del mercato britannico.

Con il premio Pioneer, AIM – che ogni anno ne offre la bellezza di 15 – vuole riconoscere lo stile visionario dei fondatori delle etichette indipendenti, e a chi meglio di Miller, una delle figure più influenti della storia della musica elettronica!?

La cerimonia di quest’anno si è svolta presso il The Brewery nel cuore dell’East London. L’evento ha ospitato Huw Stephens di BBC Radio 1 e Steve Lamacq di 6Music.

Di seguito potete ascoltare il discorso di Daniel Miller, registrato da Gareth Jones.

Dopo anni di sperimentazione con i sintetizzatori e suoni elettronici, Miller fonda la Mute Records nel 1978, pubblicando il suo primo singolo ‘Warm Leatherette’ e vendendo 40.000 copie nel Regno Unito.
In poco tempo Daniel firma con i Depeche Mode, producendo gli album che hanno portato la band a diventare una delle più grandi del mondo, consolidando così la sua posizione di pioniere visionario della musica indipendente.

Mute Records riscontra un enorme successo, firma con artisti come Yazoo, Nick Cave e Bad Seeds, Cabaret Voltaire, Moby, Sonic Youth, Wire e molti altri.
Tornata indipendente nel 2010 sotto la guida di Miller, la Mute continua a prosperare, alimentando una serie di nuovi talenti e di successo a livello mondiale.

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Depeche Mode: intervista a Gore e Fletch – il nuovo album? introspettivo!

La conferenza stampa parigina dei Depeche Mode, lo scorso 23 ottobre, è stata un vero a proprio successo in rete.
La diretta, andata in onda su YouTube, sin dai primi minuti ha registrato un numero considerevole di visualizzazioni. Non abbiamo un numero esatto ma credo si sia toccata la soglia dei 2milioni.

Per quanto riguarda i media italiani, erano presenti Rai 1, Radio RDS (che, come nel 2009, sarà media partner delle tappe italiane del tour), il Corriere Della Sera e Mediaset TGCOM24.
Grazie a loro ci siamo sentiti ancora più vicini al trio di Basildon, che proprio in occasione della press conference, ha rilasciato alcune interviste.
Quella che segue è a cura del TGCOM24.

Allora, partiamo con alcune curiosità che riguardo l’album appena terminato e ancora senza titolo. Per quanto riguarda le tematiche, Martin conferma che ancora una volta ha preferito guardarsi dentro.
Martin: «Trovo molto più facile e realistico scrivere in una prospettiva intimistica. Cerco sempre di essere vero con me stesso.
C’è una maniera per me di scrivere canzoni che è un pò particolare, non credo che molti lo facciano. Io mi metto semplicemente allo strumento, suono degli accordi, comincio a cantare le parole che sento, che mi vengono in mente in quel momento.
E in qualche modo le canzoni si scrivono da sole. E’ un processo strano
Andy: «Vengono direttamente dagli Dei!»

Dopo tutto questo tempo, i Depeche Mode riescono ancora a dare uno sguardo al loro passato lavorativo.
Martin: «Nel primo album eravamo una band molto differente. C’era Vince Clarke, era lui il principale songwriter, la forza trainante del gruppo.
Quando l’ascolto sento qualcosa di completamente diverso. Solo dopo siamo cambiati quasi automaticamente direi dal terzo disco. Ma già dal secondo quando mi sono gettato completamente nella scrittura delle canzoni, le cose erano cambiate.
Magari con canzoni tipo Leave in Silence mi fanno intuire che stavamo già prendendo la strada che ci ha fatto arrivare qui oggi
Andy: «Personalmente penso che quando si ascolta oggi Speak & Spell, il primo disco, bisogna ricordarsi che eravamo davvero giovani allora.
In tutto questo la musica ha progredito e noi siamo diventati adulti, maturi.
E’ stato un processo naturale e bello.»

Il futuro invece è un ipotesi con una sola grande certezza, la musica ci sarà sempre.
Martin: «Cerchiamo sempre di ascoltare la musica di oggi. Non è che se sentiamo un artista cerchiamo poi di emularlo, ma certamente assorbiamo quello che c’è in giro. Così come la storia della musica. Penso che tutto quanto esca naturalmente in quello che poi facciamo. Io non riesco proprio ad immaginarmi senza fare musica.
Posso immaginarmi che un giorno i Depeche Mode non esistano. Ma questo è quello che faccio da quando ho 13 anni, prendere una chitarra, suonare. Mi vedrò sempre entrare nel mio studio e produrre qualcosa.»

L’Italia ispira ai Depeche Mode voglie sensazioni e ricordi davvero piacevoli.
Martin: «Ci siamo divertiti un sacco quando siamo venuti a lavorare per Violator, che molti considerano l’apice della nostra carriera. Probabilmente il miglior album che abbiamo mai prodotto.
Eppure la mia domanda è questa: come abbiamo fatto a registrarlo questo disco?
Mi ricordo un party continuo, con un sacco di drink! Davvero non lo so!
Ce la siamo davvero spassata a Milano» [ride]

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Depeche Mode tour Milano Roma sale la febbre da ticket. Aggiornamenti sul nuovo album

Sale la febbre da ticket!

Partono oggi le vendite ticket per le uniche due date italiane dei Depeche Mode, almeno per ora: Milano 18 luglio, Stadio San Siro e Roma 20 luglio, Stadio Olimpico. Biglietti disponibili su ticketone.it e livenation.it

Alcune novità dalle varie interviste di questi giorni:

Come già detto, tutte le registrazioni del nuovo album sono terminate il 19 ottobre.
Il mixing di Flood il prossimo mese a Londra.

L’album conterrà 12 brani, mentre tutte le altre (sappiamo di un totale di 20) verranno probabilmente distribuite in un formato speciale e pare che solo 3 delle 5 canzoni scritte da Dave, saranno incluse in questo album.

Per il titolo del disco dovremo attendere la prossima settimana.

«Mi sento fortunato che in 32 anni di carriera siamo ancora capaci di fare ciò che davvero vogliamo. Amiamo farlo, fare musica e mettere in piedi probabilmente il tour più monumentale che abbiamo mai fatto. E’ bellissimo» dice Martin Gore ai microfoni di radio RDS.

indiscrezioni sul nuovo album:

«Mi piace il fatto che abbiamo provato molte cose nuove, abbiamo sperimentato e usato strumenti diversi tra loro e degli speciali sintetizzatori vocali che hanno fatto una grande differenza, perchè ogni suono che riproduci è una cosa momentanea e se sposti anche solo un jack dal banco o sposti un livello, quel suono non potrai mai più riprodurlo. Non avevamo mai lavorato così in passato e questo potrebbe far cambiare parecchio il nostro suono»

I DM nei prossimi giorni si recheranno in Louisiana per raggiungere il maestro Anton Corbijn per alcune riprese fotografiche «C’è un bel progetto dietro, ma ancora non ne so moltissimo, non so a cosa assomiglierà» dice Gore.

«Con l’Italia abbiamo una sorta di affinità, così come con Francia e Germania, perchè per esempio, abbiamo registrato uno dei nostri album a Milano e credo si crei una sorta di legame con un luogo in cui hai trascorso più tempo.» Gore parlando del feeling con i fans e i luoghi a loro particolarmente cari
«Il pubblico italiano è sempre stato grande, molto passionale! E’ bello venire e suonare in Italia.»

Preparatevi alle novità in arrivo nei prossimi giorni!

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