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Recensione: Depeche Mode Bologna 22.02.14

Foto © Everwake Rangel

Foto © Everwake Rangel

A differenza della data romana dello scorso luglio, per il live in Bologna del Delta Machine Tour ho deciso di scrivere un piccolo resoconto della serata e di altri momenti indimenticabili.

Sono tornata martedì sera da un viaggio con la devota Sonia in modalità Thelma & Louise. Roma Bologna – Bologna Roma. Ho avuto l’onore di trascorrere un’ora con i Depeche Mode, la sera prima del concerto, in una saletta blindatissima del Baglioni di Bologna. Loro  avevano appena cenato ed erano in fase relax, eccetto Kessler che stava ancora gustando un piatto di pasta. Tutti molto carini, gentili e per nulla infastiditi della mia presenza e da quella di altre quattro persone, era palese che eravamo li per loro. Dave era barricato in palestra, Martin passato velocemente, ha scambiato due parole con Andy e  ha detto: “ci vediamo dopo” ma non è più tornato.

BhXaR9dCMAAyyuu.jpg largeA un certo punto sento il bisogno impellente di dover fumare una sigaretta, scendo con un’altra ragazza in saletta fumatori e dopo pochi secondi ci raggiunge Fletch e… WOW io e Andy stavamo ciccando nello stesso posacenere! Surreale! Ci ritroviamo così a scambiare quattro chiacchiere “di dove siete” “come state” etc e ci lascia dopo aver spento la sua Marlboro a metà, nel frattempo ci ha raggiunti anche Eigner.

Risaliamo le scale e torniamo al nostro tavolo con molta calma e disinvoltura, anche se dentro di me ero tipo Bella in Breaking Dawn I, la scena in cui lotta tra la vita e la morte prima della trasformazione per intenderci meglio. Peter era andato via e anche Christian stava andando. Dave ormai in camera, la porta della palestra era spalancata.

Prima di andare mi fermo ancora qualche minuto nella hall dell’albergo con una mia cara amica ed ecco di nuovo lo zio con le sue adidas rosse che, quasi saltellando e scuotendo le braccione, viene verso di noi, farfuglia qualcosa, ci guarda, sorride e, mentre si dirige verso l’ascensore, “see you!” e noi come ‘Alice in Wonderland’ “bye!”. Beh non mi era mai capitato prima d’ora un incontro così… sempre di sfuggita e in varie occasioni.

Torno nel mio albergo con Francesca e Sonia, puntiamo la sveglia alle 04:00. Finalmente riesco a prendere sonno dopo un’ora di tarantella sul letto e la pioggia incessante contro la finestra. Ore 04:00 suona la sveglia ma noi ci giriamo simultaneamente dall’altra parte e riprendiamo a ronfare come se non ci fosse un domani. Per fortuna che la strategica Sonia aveva puntato una seconda sveglia alle ore 05:00 così ci alziamo, doccione, ciambella di cartone acquistata la sera prima sotto ‘La torre degli Asinelli’ e partiamo verso Casalecchio di Reno. Arriviamo alle 07:47, OLYMPUS DIGITAL CAMERApiccola sosta per foto di rito agli Stage Truck, parcheggio macchina all’IKEA, tocchiamo finalmente la meta ossia il gate n° 6, prima di noi solo 11 persone, un paio li dal giorno prima, il gate 7 un deserto. Pomeriggio volato via quasi in un attimo, insieme a tanta gente carinissima, alcuni incontrati anche a Roma, con altri già in contatto sui vari social networks.

Ore 18:30 mi ritrovo magicamente in posizione numero 2, inizio a correre: 1a sosta controllo biglietto, 2a sosta controllo borsa e poi “corri Forrest corri!”.  Sono dentro: lato Martin troppa gente, io nana e mezza cecata. Lato Fletch perfetto, transenna EVVAI!! Dietro di me c’erano alcuni Early Entrance.

Mi siedo a terra e qualcuno dietro di me “… si, le ho scritto un commento su Depeche Mode e Dintorni…” così, felicemente incuriosita, mi volto e vedo una graziosa fanciulla che mi lancia uno sguardo del tipo “azzo hai da guardare?”.  Poco dopo, chiacchierando, scopro che la fanciulla si chiama Sofia Bruni 13 anni, nostra fan su facebook con una cultura Depeche che lascerebbe a bocca aperta persino i Depeche stessi e svezzata a pane e Strangelove, al suo primo concerto in compagnia di sua madre Giulia e suo padre Giuseppe, devoti di vecchia data. A fine concerto ho chiesto a Sofia cosa avesse provato durante NLMDA e mi ha confessato “Un’emozione unica e ho pensato che volevo che il tempo si fermasse, e per la prima volta ( insieme Angel, Heaven e a Enjoy The Silence) ho avuto i brividi e ho pianto. E poi ovviamente l’emozione massima e avvenuta durante Policy Of Truth, che rimarrà per sempre la mia canzone preferita”.

Soprassediamo sul gruppo spalla. Inizio a distribuire i fogli per la coreografia, mollo mazzette da 20 a destra, altre mazzette a sinistra. 200 fogli distribuiti in pochi minuti e grazie alla collaborazione di Sonia, Sofia e di altri gentilissimi devoti.

Ecco, si spengono le luci OMG ci siamo parte la intro, Welcome to My World e poi Angel, cuore a mille e salivazione azzerata.  Walking in My Shoes, Precious, Black Celebration e sto già grondando di sudore, non riesco a star ferma ma sopratutto a star zitta.  Arriva finalmente In Your Room 200 cartelli in alto e sparsi per tutta l’arena, un bel blocco nel lato Fletch, altri sulla punta della passerella, alcuni addirittura lato Martin.  Momento magico! Anche questa volta la coreografia ha catturato l’attenzione di Dave che, dopo aver letto i cartelli, sorride e viene in passerella per ringraziare (nel video qui sotto dal minuto 3:59). La voce di Dave, l’effetto visivo dei cartelli, le note di IYR mi mandano completamente in estasi.

Dopo Policy of Truth, Dave cede lo scettro a Martin per una breve pausa che dura giusto il tempo di una morbida Slow e una sognante Blue Dress. Torna Dave e si riparte con Heaven , Behind the Wheel, A Pain That I’m Used To e l’Arena si infiamma.

A Question of Time, Enjoy The Silence, Personal Jesus tutti in delirio con Dave che è un Dio sceso in terra! Pausa e poi encore: riparte Martin con Judas, che ogni volta mi riporta al lontano 93, il mio primo concerto dei Depeche Mode al Palaeur di Roma. Perfetto Martin, inginocchiato in passerella ci regala vibrazioni infinite “So open yourself for me, risk your health for me, if you want my love…”. Halo il mio viaggio mentale e il remix di Goldfrapp è uno dei pochi che ascolto volentieri. Just Can’t Get Enough, I Feel You e il gran finale Never Let Me Down Again per chiudere la serata e il tour, perchè per noi italiani il Delta Machine Tour si è concluso Sabato scorso con il magone e la domanda “e adesso, fra quanto li rivedremo?”

Ho avuto l’impressione che Dave fosse un tantino stanco (comprensibile dopo quasi un anno di tour in giro per il mondo) tuttavia non ci ha fatto mancare nulla, dalla sua impeccabile performance canora, alle sue piroette, al suo “giocare” allo strip man. Gahan è arrivato in arena, è sceso dal mini van ed è salito di corsa sul palco; la stessa scena si è ripetuta a fine spettacolo, quando tutto sudato e a petto nudo, ci ha salutati e di corsa in macchina, direzione albergo.
Brani come Heaven, In Your Room, I Feel You, Never Let Me Down Again hanno fatto tremare la Unipol Arena, e noi occhi e orecchie spalancati, braccia in alto e cuori impazziti, abbiamo toccato la fede con mano.
The King ha fatto centro ancora una volta. Uno dei più grandi frontman di tutti i tempi, che non ha bisogno di un palcoscenico stile astronave per fare spettacolo, ha lasciato un altro segno sulla mia pelle, come una scarificazione indelebile.

Martin è il raggio di sole in una rigida giornata invernale.
Ricordo i primi live dei Depeche quando Gore stentava movimenti di bacino, timido e impacciato. Ora una delle cose che ammiro e che caratterizza quell’uomo è proprio questa sua timidezza che, unita a 30 anni di carriera e al successo mondiale, fanno di Martin una persona unica, di quelle che “han gettato via lo stampo”.
Sabato sera, durante Slow, Blue Dress ma in particolare Judas, Gore ha diretto e purificato le nostre anime, almeno fino ai prossimi 4 anni e non di più!

Fletcher è quello che tutti criticano perchè “non fa nulla, è inutile” ma alla fine tutti osservano incuriositi e anche un po’ inteneriti da quei 2 metri (circa) di anima che si scuote, a suo modo, per incitare il pubblico. Dietro quegli occhiali scuri si nasconde un autentico gentiluomo, un professionista, un uomo che ha lottato, nel periodo più difficile della carriera dei Depeche, per tenere unito il gruppo. Un applauso quindi allo zio Fletch!

La festa devota si è conclusa Domenica, dopo aver augurato buon viaggio ai Depeche Mode e tutti con la stessa speranza nel cuore.
Ringrazio “piedibagnati” per le t-shirt #touchfaith (bellissima idea) e per i video girati Domenica scorsa al Baglioni, li pubblicheremo nei prossimi giorni sulla nostra pagina facebook e YouTube. Ringrazio Sonia D’Atri per aver contribuito alla realizzazione del flash mob, oltre che per la spendida ospitalità e l’indimenticabile viaggio in macchina.

Thank you Depeche Mode and see you next time!!

2 Risposte

  1. lunga vita ai depeche e a te che mi fai rivivere le emozioni con i tuoi scritti graz by ange

    Mi piace

    02/03/2014 alle 5:26 PM

    • @ange Grazie a te🙂

      Mi piace

      02/03/2014 alle 6:30 PM

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