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“Il nuovo album dei Depeche Mode potrebbe essere pubblicato nel 2017” L’intervista esclusiva del The Sun a Martin Gore

Abbiamo bisogno di una pausa gli uni dagli altri

Martin Gore dei Depeche Mode parla di MG, il suo nuovo album solista

Intervista esclusiva di JACQUI SWIFT

«Non avrei mai scommesso sulla possibilità di realizzare un album elettronico strumentale», Martin Gore ride.

Faccio una chiacchierata con l’autore di canzoni dei Depeche Mode nella sua casa di Santa Barbara, in California, riguardo a MG, il suo primo album solista originale di brani elettronici strumentali strepitosi.

La composizione di MG è cominciata durante le sessioni di realizzazione di Delta Machine, il tredicesimo album dei Depeche Mode.

Gore spiega: «Può sembrare strano, ma nel corso degli anni abbiamo registrato e creato molti pezzi strumentali come gruppo. È solo che questa volta Dave (Gahan, il cantante del gruppo) ha scritto canzoni anche lui, quindi fra le sue e le mie ci siamo ritrovati con troppo materiale. Per cui mi sono rimasti questi brani strumentali. È stato bello riunirli in un album completo, perché non li avrei mai pubblicati come un’opera a sé, magari soltanto qualche frammento qua e là.»

Un’altra sorpresa per Gore è che MG sarà una nuova entrata che si posizionerà in alto nella classifica di domenica.

«Non avevo pensato di fare un album che infiammasse le classifiche», afferma. «Dopotutto, è un disco strumentale d’atmosfera. Non è un album dance o altro. Se andasse discretamente bene, sarebbe inaspettato.»

Gore spiega che i 16 pezzi futuristici hanno tutti un tema fantascientifico e che la musica è «molto filmica». Comporre la colonna sonora di un film sarebbe un’idea che prenderebbe in considerazione, se arrivasse il film giusto.

«Un buon film di fantascienza sarebbe in cima alla lista. Però dovrebbe arrivare al momento giusto, perché finché c’è il gruppo pubblicheremo materiale e andremo in tournée, e quindi saremo molto impegnati. Anche se realizziamo un album ogni quattro anni circa, c’è la fase di scrittura, di registrazione e il tour, quindi non avremo molto tempo libero. Perciò dovrebbe essere il regista giusto, col film giusto che arriva al momento giusto.»

La raccolta incredibile cambia atmosfera da brano a brano, e Gore afferma che era fondamentale che ciascuno dei pezzi avesse «una sua, distinta atmosfera». Continua dicendo: «Volevo che fosse molto diverso dal progetto VCMG (l’album del 2012 che Gore ha realizzato con Vince Clarke, ex componente originario dei Depeche Mode). Non volevo che fosse un album techno, anche se scommetto che molti fan si aspettavano proprio questo. Volevo che fosse completamente diverso, ed è per questo che si passa da estremi come “Exalt”, che non ha una vera struttura ed è molto ossessivo, a “Elk”, che è un brano di pace e tranquillità.»

A differenza dei tour mondiali che fa insieme ai Depeche Mode, Gore afferma che non ci saranno spettacoli dal vivo per MG.

«Ho scherzato dicendo che avrei fatto uno show al planetario», ride. «Però no, non ce lo vedo come album da eseguire dal vivo. Sarebbe una noia inimmaginabile!»

Visto che non c’è nessun tour solista all’orizzonte, quali sono le prospettive di Gore ora che questo progetto è terminato?

«Adesso sono tornato a scrivere canzoni», risponde. «Ho ricominciato da poco e credo che l’obiettivo fondamentale sia buttare giù dei brani per il gruppo. Non ci sono progetti concreti per ora. Nulla è immutabile e non abbiamo programmi. Se dovessimo lavorare col ritmo che abbiamo seguito per Dio sa quanti anni, penso che dovremmo tornare in studio il prossimo anno e pubblicare un nuovo album nel 2017. È solo una mia ipotesi, al momento, senza averne parlato con gli altri.»

E quanto di frequente parla con gli altri del gruppo quando sono in pausa?

«Ci parliamo, ma non sempre», ammette Gore. «Forse con Dave ci parlo due o tre volte l’anno, non tantissimo, e con Andy (Fletcher) un pochino di più. Siamo tutti presi dalle cose più disparate e viviamo in luoghi diversi del mondo. Quando ci ritroviamo per lavorare, viviamo uno addosso all’altro di solito per un paio d’anni. Perciò, quando finiamo, abbiamo bisogno di una pausa gli uni dagli altri.»

Ci pensa mai che potrebbe essere l’ultimo album insieme come gruppo?

«Sì, ma ci penso da Black Celebration (il quinto album del gruppo, pubblicato nel 1986). È il mio modo di ragionare. Non do niente per scontato. Chissà che può succedere in futuro?», ma aggiunge: «Allo stesso tempo, non vorrei che fosse l’ultimo. Secondo me abbiamo ancora molto da dare. Riguardo ai progetti solisti, continuano a chiedermi di Counterfeit 3 (un secondo album di cover successivo a Counterfeit 2 del 2003, a sua volta preceduto dall’EP Counterfeit del 1989). Potrebbe arrivare durante la prossima pausa oppure nel 2030 quando avrò non so quanti anni. Voglio continuare a sorprendere la gente perché questo mi tiene attivo.»

Fonte thesun.co.uk

Traduzione a cura di Barbara Salardi per Depeche Mode e Dintorni

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