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Andrew Fletcher

Andrew Fletcher rivela: “Nel 2015 inizieremo a pensare al nostro prossimo album”

A pochi mesi dalla conclusione del Delta Machine Tour, Andrew Fletcher incontra sitgesinfoguia.com e rivela: “Probabilmente ci incontreremo il prossimo anno (2015, n.d.t.) per pensare a un nuovo album e pianificare il nostro prossimo tour.”

«Sitges è un posto dove si può passeggiare la domenica sera sul lungomare o lungo la splendida spiaggia e si ha la sensazione di essere in un piccolo posto cosmopolita dove si possono vedere due uomini che si tengono per mano e famiglie, bambini che giocano e belle ragazze.» Andrew Fletcher.

Ci sono pochi momenti della vita in cui senti di essere in presenza di qualcuno di speciale che, con la sua attività, ha contribuito e influenzato la vita di tante persone in tutto il mondo. Andrew Fletcher è uno di loro e il suo gruppo Depeche Mode è stato e continua a essere uno dei gruppi più amati e influenti di tutti i tempi.

Abbiamo il privilegio di essere qui con lui a Sitges, nel suo locale preferito, il Trocadero.

INFOGUIA: Andrew, innanzitutto vorrei ringraziarti per l’opportunità che ci stai dando di intervistarti. Sappiamo che hai una casa a Sitges e che ci passi molto tempo quando non sei occupato con il gruppo. Dicci, come hai conosciuto Sitges e perché l’hai scelta come seconda residenza tra tutte le città del Mediterraneo?

ANDY: Beh, negli anni Ottanta, quando ci esibimmo a Barcellona, il giorno dopo facemmo una festa e venimmo a Sitges a bere un paio di drink… Allora non c’era l’autostrada, guidammo lungo una strada fatta di curve e ricordo che fu un pessimo viaggio di ritorno. Sono stato a Sitges un paio di volte. In quegli anni i miei figli erano piccoli e volevamo un posto per l’estate o per tutto l’anno, o se avevo una pausa durante un tour e così via. Abbiamo anche un amico, Gary Lineker, un calciatore, che ci parlò di questo posto meraviglioso e che amava passare del tempo qui quando si allenava per il Barcellona. Così, per diverse ragioni, veniamo qui da dodici anni e piace alla nostra famiglia e ai nostri amici.

I: Cosa rende speciale Sitges per te?

A: Molte ragioni. Innanzitutto per me è molto importante stare vicino all’aeroporto, che è un grande vantaggio ed è facile andare e venire quando sono occupato col gruppo o altri affari. Inoltre, vivo in fondo al lungomare (Passeig de la Ribera), in una zona tranquilla e quando passeggi la domenica sera lungo la bellissima spiaggia si ha la sensazione di essere in un piccolo posto cosmopolita dove si possono vedere degli uomini che si tengono per mano, famiglie, bambini che giocano e belle ragazze.

I:Parliamo dei Depeche Mode. Trentaquattro anni…

A: Oh no, ti prego, non me lo ricordare! (Risate)

I: …con oltre centoquindici milioni di copie vendute, tredici album, svariati live, innumerevoli compilation e siete ancora in attività. Durante tutti questi anni, come avete fatto a sostenere questa pressione e il successo? Cosa vi tiene ancora insieme?

A: Beh, come vedi, uno dei successi dei Depeche Mode è che tutti manteniamo una vita privata, e ciò è stato importante per noi affinché stessimo insieme tutti questi anni. Guardando indietro, da quando abbiamo cominciato, mi sento una persona che ha vissuto i propri sogni; immagina quando sei giovane e hai una passione che è il tuo hobby e diventa improvvisamente molto grande e ti senti bene perché questo sogno si è avverato.

I: Guardando al passato, c’è qualcosa che cambieresti? Qualche pentimento?

A: Sì, alcuni dei nostri primi video! (Risate) Purtroppo, quando cominciammo, ne facemmo alcuni davvero imbarazzanti! No, seriamente, guardando indietro nel tempo non c’è nulla che cambierei nella mia vita… Sono felice per tutto ciò che ho fatto! A volte quando si passano brutti momenti e si superano, se ne esce più forti e si impara qualcosa. Guardando indietro, si pensa a questi momenti come qualcosa di necessario per andare avanti e crescere.

I: Si dice che nel 1984 tu abbia prodotto un album solista. È vero? Puoi dirci qualcosa a riguardo?

A: Sì, quando stavamo registrando a Berlino, per gioco facemmo un album intitolato “Toast Hawaii” con me che cantavo, Dave alla batteria, Alan alla tastiera e Martin alla chitarra. Ce ne sono soltanto due copie: una ce l’ho io, l’altra, sfortunatamente, ce l’ha il mio migliore amico Martin! Devo comportarmi bene con lui perché a volte mi minaccia di metterla su internet! (Risate)

I: So anche che sei un bravo DJ e che ti piace farlo quando non sei in tour. Tre anni fa hai aperto Space Ibiza…

A: Sì, è stato uno dei migliori momenti della mia carriera da DJ. È qualcosa che mi piace e la verità è che faccio il DJ in tutto il mondo. Sono stato in Cina, Australia… Mi piace perché è diverso dall’essere in tour con i Depeche Mode, che è una gran “macchina” in movimento; quando faccio il DJ in altri paesi, ho più tempo per visitare le città ed è più facile da gestire come attività.

I: Andrew, dopo tanti anni, con tutti i successi e i riconoscimenti come uno dei gruppi più importanti di tutti i tempi, cosa vi mantiene ancora motivati? Per quanto tempo continueranno i Depeche Mode? Come i Rolling Stones?

A: Senti, posso dirti che non voglio stare sul palco a sessantacinque anni, ma la musica è un po’ come una droga. Quando sperimenti il palco e sai che sei fatto per starci, vuoi continuare a farlo ancora e ancora, ed è difficile dire di no. È una sensazione fantastica e, come hai detto, è quello che abbiamo fatto in questi ultimi trentaquattro anni: facciamo musica, la suoniamo e amiamo ancora farlo.

I: È fantastico! Ti prego, dicci qualcosa sui piani e i progetti futuri.

A: Beh, come sai abbiamo concluso il tour pochi mesi fa e adesso ci stiamo prendendo del tempo libero, il che significa che passerò tanto tempo qui a Sitges e questo è un bene! Probabilmente ci incontreremo il prossimo anno (2015, n.d.t.) per pensare a un nuovo album e pianificare il nostro prossimo tour.

I: Notizia eccellente per tutti i fan dei Depeche Mode! Beh, grazie mille, Andrew! È stato un piacere immenso!

A: Sì, anche per me. Piacere mio!

Fonte: sitgesinfoguia.com

Ricerca e traduzione a cura di Salvatore Matteo Baiamonte per Depeche Mode e Dintorni

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Ice Bucket Challenge: fan nomina i Depeche Mode – guarda il video –

Ice Bucket Challenge per alcuni solo un tormentone estivo, per altri un ipocrisia a scopo pubblicitario e per altri ancora un modo molto carino di far sentire meno soli i malati di SLA.
L’Ice Bucket Challenge, in italiano “la sfida della secchiata di ghiaccio”, è l’anima di una iniziativa nata al fine di raccogliere fondi per finanziare la ricerca contro la SLA. Chi vuole puo fare una donazione alla ALS Association – organizzazione non profit americana che promuove campagne di sensibilizzazione sulla malattia, oltre a raccogliere fondi per finanziarne la ricerca –

L’ispiratore di questa iniziativa sarebbe Pete Frates, giovane atleta ed ex capitano della squadra di baseball del Boston College colpito dalla SLA, al quale si è aggiunto successivamente l’amico 27enne Corey Griffin, morto annegato al largo della costa di Nantucket, Massachusetts, lo scorso 16 agosto in seguito ad un incidente subacqueo. Era uno dei più attivi promotori dell’Ice Bucket Challenge.

Tra i personaggi noti che si son incastonati cubetti di ghiaccio nel cranio, spicca Vince Clarke, fondatore, primo leader e primo autore delle canzoni dei Depeche Mode, nonchè ex membro della band. Vince, nominato da sua moglie Tracy Hurley Martin, risponde così – guarda il video

Anche Grainne Fletcher, moglie di Andrew, ha accettato la sfida – guarda il video

Ora, lo scopo di questo articolo è quello di spiegare brevemente, per chi non sapesse ancora, cos’è questa cosa delle secchiate di ghiaccio e per rendere noto ai nostri lettori che questa “epidemia” sta colpendo anche i fan della band.

Proprio ieri, infatti, ci è stato segnalato il video del devoto (e nostro amico) Riccardo Depeche Romaldetti che, in modo molto coraggioso, si è lasciato affogare in una potente secchiata d’acqua gelata, passando successivamente il testimone nientemeno che a Dave Gahan, Martin Gore e Andrew Fletcher!

Secondo voi i Depeche accetteranno la sfida?

 

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AGGIORNAMENTO DEL 24.08.2014: dalla pagina facebook di Andrew FletcherAndrew accepted The ALS Association #IceBucketChallenge from Grainne. His nominations: Martin L Gore, Mark Crossingham and Matt Cyzer.” – guarda il video


Lo show dei Depeche Mode a Birmingham – Recensione –

foto nativemonster.com

I Depeche Mode, le leggende dell’elettronica, hanno fatto tappa alla LG Arena di Birmingham con un’unica data nel Regno Unito del loro tour europeo invernale.

Con una carriera di oltre tre decenni, i Depeche Mode hanno pubblicato quello che da molti è considerato uno dei loro lavori migliori, il magnifico Delta Machine del 2013, e la band ha scelto i primi due brani di quest’album per aprire il concerto di ieri sera.

“Welcome To My World” e “Angel” incarnano la maestosità oscura al cuore della musica dei Depeche Mode: pulsante, minacciosa e seducente e al contempo permeata di una vena di malinconia paradossalmente confortante.

Davanti alle proiezioni sugli schermi giganti, il cantante Dave Gahan ha interpretato la parte di dio del rock dai fianchi snelli e sinuosi, saltellando sul palcoscenico, un po’ Freddie Mercury, un po’ Bono e un po’ Jim Morrison.

Sostenuto sul palco da un’altra tastiera e dalla batteria, il tastierista e chitarrista Martin Gore e il tastierista Andy Fletcher l’hanno affiancato in un viaggio di due ore fra brani vecchi e nuovi.

Martin Gore ha avuto il suo momento sotto i riflettori in un paio d’occasioni, con un’interpretazione vocale poderosa di “Slow” tratta dal nuovo album, trasformandola in una torch song intrisa di blues e jazz, con il solo accompagnamento di Peter Gordeno al pianoforte.

Il suono della band si è ampliato enormemente con la presenza di Christian Eigner alla batteria, la cui esecuzione fa da complemento ai ritmi taglienti delle linee di basso sintetiche.

Naturalmente ci sono stati anche i brani di successo, il pubblico ha ballato con “Policy of Truth”, “Behind The Wheel”, “A Question of Time” e “Just Can’t Get Enough”.

Ma il pezzo forte della serata è stato senza dubbio un’interpretazione stupefacente di “Personal Jesus”, la canzone che rappresenta fra tutte le altre il percorso che la band ha intrapreso dall’electropop verso un genere più profondo e concreto.

Una partenza lenta e stravagante, che ricordava la cover prestigiosa di Johnny Cash, prima di scatenarsi a tutta forza mandando il pubblico in visibilio.

Reach out and touch faith, “tendi la mano e tocca la fede”, cantava Gahan. Quindicimila credenti hanno fatto proprio questo.

Fonte nativemonster.com

Traduzione a cura di Barbara Salardi per Depeche Mode e Dintorni

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Ultima leg per i Depeche Mode e il loro Delta Machine Tour – 26 show in 23 città europee

La Palau Sant Jordi è pronta ad ospitare la prima data della quarta leg del Delta Machine Tour questa sera a Barcellona.
La quarta fase del tour riguarderà ancora una volta l’europa (come nella prima e terza) e toccherà: Spagna, Francia, Belgio, Regno Unito, Germania, Austria, Slovacchia, Repubblica Ceca, Svizzera, Italia, Polonia, Ucraina, Bielorussia, Lettonia e Russia con l’ultima data prevista il 07/03/14 alla Olimpiyskiy  di Mosca.
Un totale di 26 show in 23 città europee (due date a Zurigo, Parigi e Madrid) chiuderanno il tour mondiale dei Depeche Mode partito da Nizza il 4 maggio 2013.

Cinque le date complessive del Delta Machine Tour che hanno interessato il nostro Paese
I Depeche Mode hanno fatto tappa in Italia nel mese di luglio durante la prima leg del tour con due date sold out: 18/07/13 Milano Stadio San Siro e 20/07/13 Roma Stadio Olimpico.
Le prossime tre: 18/02/14 Torino Palaolimpico, 20/02/14 Milano Mediolanum Forum e 22/02/14 Bologna Unipol Arena

www.depechemode.com/tour

E proprio nel pomeriggio di ieri Martin, Andy e Peter hanno fatto visita al FC Barcelona durante l’allenamento tenutosi alla Ciutat Esportiva Joan Gamper. Video 1Video 2

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2013 in review – Annual Depeche Mode e Dintorni Report from WordPress.com

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2013 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

The Louvre Museum has 8.5 million visitors per year. This blog was viewed about 130,000 times in 2013. If it were an exhibit at the Louvre Museum, it would take about 6 days for that many people to see it.

Click here to see the complete report.


Il 2013 di ‘Depeche Mode e Dintorni’ – calendario 2014

Grazie a tutti voi che ci avete seguito con fede e devozione in questo 2013 che è stato un anno ricco di novità, un anno che ci ha regalato Delta Machine e il Delta Machine Tour con due date italiane da cardiopalmo!

4.561 volte grazie agli inscritti che ci leggono sul blog (a fine 2012 eravate 465!)
15.523 volte grazie ai fan che ci seguono su facebook
1.461 volte grazie ai followers di twitter

Grazie a tutti quelli che ci hanno inviato video, foto e recensioni del Delta Machine Tour, a quelli che ci hanno tenuto compagnia con commenti, a volte critici a volte divertenti e a chi crede in noi!

Per tutti voi abbiamo preparato un regalo molto speciale, il calendario 2014 che questa volta (a differenza del calendario 2013) raccoglie le immagini più belle dei nostri Depeche on stage! E’ stato davvero difficile scegliere tra le migliaia di foto presenti nel nostro archivio, difficile a tal punto che abbiamo deciso di realizzare ben due calendari!
Clicca qui per scaricare (in alternativa nowdownload o rapidshare)

Pronti per il 2014? Pronti per le nuove date italiane del Delta Machine Tour?
Noi scenderemo in campo con voi a Bologna e anche questa volta, dopo il successo di Roma, prepareremo una coreografia… ma di questo ne parleremo più avanti.
Vi ricordiamo che abbiamo circa 20 biglietti disponibili per lo show del 22 febbraio, Parterre in Piedi (no Early Entrance) e Gradinata Est – L. Per info QUI.

E ora ripercorriamo il nostro 2013

Gennaio 2013

Febbraio 2013

Marzo 2013

Aprile 2013

Maggio 2013

Giugno 2013

Luglio 2013

Agosto 2013

Peter Gordeno e Christian Eigner impegnati nel progetto ‘OPIEN’ “L’album si chiama ‘Atlanta‘ e vede la collaborazione di Christian Eigner (turnista dei Depeche Mode dal 1997) insieme al produttore, compositore e polistrumentista Niko Stoessl (che ha lavorato anche in Hourglass di Dave Gahan). ‘Atlanta‘ nasce dal progetto ideato da Niko Stoessl, ‘OPIEN‘, gestito dal team di Daryl Bamonte.
Nel video che vi proponiamo, ‘Let Me Down‘, noterete anche la presenza di Peter Gordeno (turnista dei Depeche Mode dal 1998).” Altri articoli che potrebbero interessarti

Settembre 2013

  • Una chiacchierata con Andrew Fletcher dei Depeche ModeAbbiamo fatto show strepitosi. Forse è stata la migliore serie di concerti della nostra carriera. Dave è sempre stato fenomenale, il pubblico si è dimostrato fantastico e molto partecipe, perfino nelle zone d’Europa che sono in recessione. La nostra è una carriera da sogno, dagli inizi fino a oggi. Non avremmo mai immaginato di essere ancora qui, di andare in certi paesi, di essere sempre più famosi. È meraviglioso. In tutta sincerità, credevamo che sarebbe durato solo un paio d’anni.Altri articoli che potrebbero interessarti

Ottobre 2013

Novembre 2013

  • Dave Gahan: “La musica mi ha salvato”È cominciato tutto con il glam rock, con gli Slade, T Rex, David Bowie e Roxy Music. Poi sono arrivati i Damned e i Clash. Ma la mia vera illuminazione è stata Ziggy Stardust, l’uomo che viene da altrove.
  • Jayce Lewis annuncia la data di pubblicazione del nuovo album “La scorsa settimana JL ha firmato con la Caroline International (Universal Music Group), accordo che gli permetterà di pubblicare il nuovo album dal titolo “Nemesis” tra marzo e aprile 2014, anticipato dalla release di un primo singolo nel mese di gennaio.
    Successivamente, Jayce registra un nuovo nome per il suo progetto, che porta avanti alla grande già da qualche anno, e dice: «andava fatto, qualcosa che doveva essere fatta qualche tempo fa» da ora in poi tutto ciò che Lewis produrrà, dai live ai lavori in studio, porterà il nome di PROTAFIELD.” Altri articoli che potrebbero interessarti

Dicembre 2013

BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO A TUTTI!!!


Le scarpe dei Depeche Mode per un’asta benefica

Le scarpe dei Depeche Mode per un'asta benefica1Martin, Andy e Dave donano le proprie scarpe a un ente di beneficenza che da tre anni organizza aste benefiche per aiutare le persone disagiate. Molti i nomi delle star che hanno aderito a questa iniziativa: Natalie Portman, Michael Douglas, Kevin Spacey, Sigourney Weaver, Ben Stiller, Chris Martin, Madonna, Kate Winslet, Ewan McGregor, Elton John, Vivienne Westwood e altri. Le offerte partiranno dal 5 fino al 15 dicembre. Per info visita stores.ebay.com/Auction-Cause/Small-Steps.html

La Small Steps Celebrity Shoe Auction è la più grande asta di scarpe di celebrità al mondo, dove grandi personaggi famosi fanno un passo avanti per aiutare i bambini che vivono nelle discariche. Lo Small Steps Project è un ente di beneficenza registrato nel Regno Unito e l’unico a concentrarsi in particolare sulle comunità che vivono nelle discariche. Facendo un’offerta per queste scarpe, non solo potrete aggiudicarvi un pezzo di storia della cultura pop, ma farete anche voi un piccolo passo per aiutare i bambini in povertà. Grazie a eBay Giving Works, il 100% dei fondi raccolti andrà direttamente all’ente di beneficenza.

Dave Gahan ha indossato gli stivaletti di Jean-Michel Cazabat per tutto il periodo di registrazione dell’album “Delta Machine”, sia a New York che a Santa Barbara. La taglia è 43.

Le Terry de Havilland di Martin Gore sono state realizzate su misura per l’attuale tour mondiale di “Delta Machine”. La taglia è 42.

Andy Fletcher ha indossato sul palco le sue Y3 nell’ultimo tour mondiale di “Delta Machine”. La taglia è 44.

www.smallstepsproject.org/shoedonors

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.

 

Aggionamento del 06.12.13

Al via l’asta benefica di Small Steps Project!
Le scarpe dei Depeche Mode battute all’asta per la modica cifra di:
550.01 sterline (euro 785.90) per le Terry de Havilland di Martin
1,100.00 sterline (euro 1571.77) per gli stivaletti Jean-Michel Cazabat di Dave
211.00 sterline (euro 301.49) per le Y3 di Fletch


I Depeche Mode tornano a esibirsi in Florida

Tappa al BB&T Center di Sunrise questa domenica con un mix di classici e nuove canzoni da Delta Machine

Come molti gruppi che hanno ottenuto un incredibile successo internazionale, i Depeche Mode hanno affrontato anche una buona dose di avversità, in particolare la dipendenza dalla droga che è costata temporaneamente la vita al cantante Dave Gahan. Ma il gruppo britannico synth pop – la band di musica elettronica più famosa della storia – ha tenuto duro grazie alla forza di successi come “Personal Jesus”, “Enjoy the Silence”, “Walking in My Shoes”, “People are People”, “Strangelove”, “Policy of Truth” e “Just Can’t Get Enough”.

Oggi i Depeche Mode sono tornati con Delta Machine, il loro tredicesimo album, che è stato paragonato ai loro migliori lavori passati per la sua forza ed energia. Successivamente, la voce profonda e baritona di Gahan ha visto una rinascita, e oggi è più calda e intensa che mai.

Il gruppo fa tappa al BB&T Center di Sunrise dopo un tour europeo di successo, e il tastierista e membro fondatore Andy Fletcher ha parlato con Miami.com del tour, del nuovo album, e di chi ha influenzato la band agli inizi.

Com’è stato il tour europeo?

«È strano dirlo, ma è stato proprio esaltante. La partecipazione è stata fantastica, la performance del gruppo strepitosa e il morale di tutti era ottimo, per cui non potremmo essere più contenti e non vediamo l’ora di andare in Nord America. Siamo pieni di entusiasmo.»

Ci sarà qualche variazione nel tour del Nord America rispetto a quello europeo?

«Faremo qualche modifica, ma in sostanza lo spettacolo resterà lo stesso. Cambieremo un po’ le canzoni.»

Avete un repertorio vastissimo, come fate a scegliere le canzoni da suonare e quelle da escludere?

«È molto difficile. Se potessimo suonare quattro ore – so che forse Bruce Springsteen lo fa, ma non possiamo competere con lui – probabilmente riusciremmo a inserire le preferite di ognuno, ma per Dave in particolare è un enorme sforzo fisico. Perciò è difficile, ma pensiamo di aver inserito un buon mix dei primi anni, degli anni di mezzo, e di oggi. Credo che il pubblico sarà soddisfatto.»

Quante canzoni di Delta Machine sentiremo?

«Ne sentirete molte. Per fortuna le canzoni di Delta Machine rendono benissimo dal vivo. Sono semplici, ci sono pochi elementi. Credo che ne sentirete sei o sette.»

Il nuovo album è stato paragonato sia a Violator, sia a Songs of Faith and Devotion: che ne pensi di questi paragoni?

«Beh, noi diciamo sempre che ogni album è diverso, ma forse in Delta Machine c’è qualche legame in più, perché ha sonorità elettroniche con un che di blues, e per questo motivo è facile ripensare a “Personal Jesus”, tratto da Violator

Pur essendo una band elettronica, secondo te da dove arriva questo lato blues?

«Ottima domanda. Martin [Gore], l’autore della maggior parte dei brani, ha sempre amato il blues, ed è stata una continua fonte d’ispirazione. Ma non saprei dire da dove arrivi realmente.»

Il titolo Delta Machine rappresenta in qualche modo il paradosso dell’elettronica che incontra il blues?

«Sì, è questo il bello del titolo, riesce a spiegare la musica che contiene il disco. Altrimenti il titolo non significherebbe niente.»

I Depeche Mode sono stati d’ispirazione per molti, chi ha influenzato voi agli inizi?

«In realtà diverse cose. Siamo stati molto fortunati ad avere quindici anni quando il punk è esploso con i Clash e i Sex Pistols. Prima di allora avevamo David Bowie, i T. Rex e altri artisti simili, poi negli anni ’70 sono arrivati i Kraftwerk e la gente ha cominciato ad ascoltarli anche negli anni ’80. E per noi sono stati una fonte d’ispirazione grandissima per gli strumenti. Quindi parecchie cose. E a volte è la musica che non ti piace a influenzarti. Per esempio, non vuoi fare un certo tipo di musica, ma poi la fai [ride].»

Dave ha scritto molti pezzi del nuovo album, contribuendo più del solito. Le dinamiche del gruppo sono cambiate molto?

«Sì, Dave contribuisce già da diversi dischi con le sue canzoni. Sta diventando sempre più bravo, e questo dà molta più varietà all’album.»

La sua voce è più calda e potente che mai.

«Beh, ora si prende più cura di se stesso. Anche nelle esibizioni dal vivo è più in forma che mai.»

Altri grandi artisti – Elton John, Paul McCartney, i Rolling Stones – hanno smesso di produrre lavori di grande impatto. Come fate a mantenere la vostra grandezza?

«È difficile, perché normalmente i media cercano sempre band giovani e originali. Gli artisti che hai citato sono più anziani di noi, ma anche noi non siamo da meno [ride]. Dicevamo sempre che se non avessimo ritenuto di fare grande musica, allora avremmo dovuto smettere. Ma per nostra fortuna crediamo di fare ancora grande musica e di avere degli album interessanti ancora da realizzare. Perciò siamo felici di essere qui dopo trent’anni, è un sogno divenuto realtà. Non ci aspettavamo di avere una grande popolarità, di fare sold out, di vendere dischi. Pensavamo di durare solo un paio d’anni.»

Poiché siete una band elettronica, avete mai partecipato alla Winter Music Conference a Miami?

«No, però so benissimo di che si tratta e cosa succede. Più che altro è un problema di tempi, quando la fanno noi abbiamo altri impegni oppure siamo in pausa, o cose del genere.»

Avete preso in considerazione l’idea di partecipare in futuro?

«Certo, ci farebbe molto piacere.»

Di Michael Hamersly

fonte miami.com

traduzione a cura di Barbara Salardi esclusivamente per Depeche Mode e Dintorni

 

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Una chiacchierata con Andy Fletcher dei Depeche Mode

Dave Gahan, Martin Gore e Andy Fletcher sono considerati da molti i padri della new wave.

Fin dal 1981 i Depeche Mode hanno prodotto decine di brani pop dance sintetici nel Regno Unito – ricevendo dalla nota rivista britannica Q il titolo di “band elettronica più famosa che il mondo abbia mai conosciuto” – mantenendo al contempo il successo negli Stati Uniti.

Pezzi come “People are People”, “Enjoy the Silence” e “Policy of Truth” sono ricordi immutabili di un’epoca che li ha visti come pionieri. Ma i Depeche Mode non restano con le mani in mano.

All’inizio di quest’anno hanno pubblicato il tredicesimo album in studio, Delta Machine, dal quale sono stati estratti due successi che hanno scalato le classifiche dance degli Stati Uniti: “Heaven” ha raggiunto il primo posto e “Soothe My Soul” il settimo.

Da poco terminate le tappe di successo in Europa, i Depeche Mode sono al momento impegnati a portare il Delta Machine tour negli Stati Uniti, che questa settimana arriverà a Lakewood.

In una recente chiacchierata, il tastierista Fletcher ha accennato a quello che i fan potranno aspettarsi dai concerti e a come si tengono in forma adesso i Depeche Mode.

D: A quanto pare quest’estate avete fatto ottimi show in Europa.

R: Abbiamo fatto show strepitosi. Forse è stata la migliore serie di concerti della nostra carriera. Dave è sempre stato fenomenale, il pubblico si è dimostrato fantastico e molto partecipe, perfino nelle zone d’Europa che sono in recessione. La nostra è una carriera da sogno, dagli inizi fino a oggi. Non avremmo mai immaginato di essere ancora qui, di andare in certi paesi, di essere sempre più famosi. È meraviglioso. In tutta sincerità, credevamo che sarebbe durato solo un paio d’anni.

D: La produzione e la scaletta saranno diverse nel tour americano rispetto a quello europeo?

R: La scaletta potrebbe variare. Lo show dovrebbe rimanere sempre lo stesso. È una produzione intelligente, molto semplice. Abbiamo video fantastici, oggi la qualità è straordinaria. Il palcoscenico è molto scarno, l’esibizione spetta tutta a noi.

D: Manterrete l’intermezzo acustico?

R: Sì, serve a far respirare un po’ Dave, e inoltre Martin canterà diversi pezzi. È utile anche per il pubblico. Noi ci scherziamo sempre sopra dicendo che è il momento in cui tutti vanno in bagno!

D: È stato difficile inserire canzoni di Delta Machine avendo l’invidiabile problema di dover scegliere da un repertorio vastissimo?

R: Per noi è un’impresa impossibile mettere insieme la scaletta. Abbiamo più di duecento canzoni e ognuno ha le sue preferite. Alla fine ne abbiamo creata una con brani degli inizi fino a oggi. Abbraccia tutti i nostri album ed è andata alla grande in Europa. Le nuove canzoni sono molto facili da suonare e rendono benissimo dal vivo. Il nostro precedente album [Sounds of the Universe, 2009] era molto più difficile da suonare live.

D: Come pensi si sia evoluta la band nelle esibizioni dal vivo, anche dopo più di trent’anni?

R: Ci sembra di avere gli stessi fan di un tempo, perfino di più. Al momento ci sentiamo pieni di energia e secondo me abbiamo ancora qualcosa da offrire. Non so fino a quando andremo avanti, speriamo che questo non sia l’ultimo tour. I Rolling Stones mi spaventano e mi auguro di non continuare a fare concerti come loro fino a settant’anni! Ma il rock ‘n’ roll è una droga, e l’emozione di salire sul palcoscenico non se ne va facilmente.

D: Fate per caso qualche rito prima del concerto?

R: Abbiamo tutti le nostre routine, come gli attori o i calciatori. Noi ci stringiamo in un abbraccio di gruppo, una specie di “tutti per uno, uno per tutti”, ed è una cosa che facciamo da qualche anno. Tutto il tour è una routine. Ogni giorno si ricomincia da capo. Soltanto in questo modo si può fare un tour, con la routine, solo così si può sopravvivere. In passato avevamo una routine molto malsana.

D: Su YouTube ho visto il video dietro le quinte nel quale lo chef del gruppo diceva di preparare molti piatti biologici. Col passare degli anni avete scelto consapevolmente di mangiare in modo diverso o di fare più esercizio fisico oppure il vostro regime di vita è sempre stato questo?

R: Questo non ha nulla a che vedere con me! Sì, mangio cibi biologici. Ho perso qualche chilo, quindi forse ne vale la pena. Soltanto bistecche biologiche e altro, niente dieta vegetariana. Sembrerà incredibile, ma ci prendiamo cura di noi stessi molto più che in passato. A suo tempo l’esercizio fisico non era contemplato. Adesso abbiamo qualche anno in più e vogliamo esibirci ai massimi livelli, perciò ce la prendiamo con calma e cerchiamo di restare in forma.

D: Fai ancora il DJ?

R: Dopo lo scorso tour ho fatto una tournée mondiale e sono andato in Australia, Cina, India, Giappone e Dubai. È una cosa strana, ma molto interessante.

D: Secondo te il pubblico generale è più propenso ad accettare l’EDM? Presto avremo il TomorrowWorld e a quanto sembra attira moltissime persone.

R: So che in Europa vengono un sacco di ragazzi ai concerti, soprattutto in Italia, di circa 17-18 anni. Non ho fatto spesso il DJ negli Stati Uniti, perché è Martin a fare i concerti americani.

D: Avete fatto parecchi remix. Qual è il tuo preferito?

R: Mi piace il mix “Behind the Wheel/Route 66”.

D: Riesci ancora a essere una persona come le altre pur facendo parte dei Depeche Mode?

R: Il gruppo è famosissimo, ma noi riusciamo a fare una vita tutto sommato normale. Non occupiamo la cronaca scandalistica, e viviamo normalmente. Dave è il dio del rock, io sono l’uomo comune che incontri per strada.

Di Melissa Ruggieri

fonte accessatlanta.com

traduzione a cura di Barbara Salardi esclusivamente per Depeche Mode e Dintorni

 

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video intervista ai Depeche Mode: «Heaven è uno dei motivi per cui continuo a fare musica» rivela Dave Gahan

video intervista ai Depeche Mode «Heaven è uno dei motivi per cui continuo a fare musica»

Depeche Mode – The Making Of Heaven – Delta Machine

Nuova video intervista in parte girata a New Orleans. La band parla della realizzazione del single Heaven e l’importanza di questo brano.

Dave: «In tutti questi anni, Martin ha scritto un sacco di canzoni incredibili che ho avuto la fortuna di cantare. E’ come se mettessi i miei stivali preferiti, quelli che indosso da tanti anni. Questo brano mi calza a pennello. Appena ho ascoltato la demo sapevo esattamente come volevo interpretare la canzone.  Non ci sono altri brani come questo nel disco.»

Martin: «E’ bello fare qualcosa di diverso ogni volta, qualsiasi cosa. Magari qualcosa di semplice purchè non ci si ripeta. Heaven è stata composta al piano. Avevo scritto gli accordi, la linea vocale e il testo prima ancora di avvicinarmi ad un computer.»

Andrew: «Non siamo una band come tutte le altre. Non c’è quello che suona la batteria o quello che suona il basso. Il nostro è un lavoro di squadra e con i Depeche Mode la fortuna è che scriviamo sempre fuori dallo studio di registrazione. Come ha fatto Martin con Heaven.»

Dave: «Ho capito subito che questa canzone sarebbe stata l’asse portante del disco. Il resto dell’album doveva essere allo stesso livello. Heaven è uno dei motivi per cui continuo a fare musica.»

Qui trovate alcune screencaps dell’intervista.

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Deludente Brit Awards, nessun riconoscimento alla carriera per i Depeche Mode

Deludente Brit Awards, - nessun riconoscimento alla carriera per i Depeche Mode

I Brit Awards o Brits, sono dei premi musicali che ogni anno nel Regno Unito vengono conferiti dalla British Phonographic Industry.

Quest’anno delusione per la band e per noi fans perchè ancora una volta i Depeche Mode non riceveranno  il riconoscimento “Outstanding Contribution“, premio ormai assegnato un pò a tutti: Blur, Robbie Williams, Pet Shop Boys, Paul McCartney, Oasis, Paul Weller, Bob Geldof, Duran Duran, Tom Jones, Sting, U2, Spice Girls, Eurythmics e molti altri.
L’unico premio conferito ai Depeche risale al 1991 nella categoria “Best British Single” per “Enjoy the Silence“.
Andrew Fletcher al Daily Star dice: «Certo che ci piacerebbe se ci offrissero il premio, anche se poi non so proprio se lo accetteremmo» e aggiunge: «Parecchi artisti che l’hanno già vinto mi hanno detto che dovrebbero darlo anche a noi. Non riesco a capire come mai noi non veniamo presi in considerazione. Però non possiamo lamentarci, abbiamo ancora un sacco di fan».

La cerimonia di assegnazione di quest’anno si svolgerà il 20 febbraio a Londra, mentre le nomination questo giovedì.
Nel 2011 non ci fu nessuna assegnazione nella categoria “Outstanding Contribution“, lo stesso sembra per l’edizione di quest’anno, visto che la categoria non è stata stabilita e quindi non sarà assegnato nessun premio alla carriera.


Depeche Mode: intervista a Gore e Fletch – il nuovo album? introspettivo!

La conferenza stampa parigina dei Depeche Mode, lo scorso 23 ottobre, è stata un vero a proprio successo in rete.
La diretta, andata in onda su YouTube, sin dai primi minuti ha registrato un numero considerevole di visualizzazioni. Non abbiamo un numero esatto ma credo si sia toccata la soglia dei 2milioni.

Per quanto riguarda i media italiani, erano presenti Rai 1, Radio RDS (che, come nel 2009, sarà media partner delle tappe italiane del tour), il Corriere Della Sera e Mediaset TGCOM24.
Grazie a loro ci siamo sentiti ancora più vicini al trio di Basildon, che proprio in occasione della press conference, ha rilasciato alcune interviste.
Quella che segue è a cura del TGCOM24.

Allora, partiamo con alcune curiosità che riguardo l’album appena terminato e ancora senza titolo. Per quanto riguarda le tematiche, Martin conferma che ancora una volta ha preferito guardarsi dentro.
Martin: «Trovo molto più facile e realistico scrivere in una prospettiva intimistica. Cerco sempre di essere vero con me stesso.
C’è una maniera per me di scrivere canzoni che è un pò particolare, non credo che molti lo facciano. Io mi metto semplicemente allo strumento, suono degli accordi, comincio a cantare le parole che sento, che mi vengono in mente in quel momento.
E in qualche modo le canzoni si scrivono da sole. E’ un processo strano
Andy: «Vengono direttamente dagli Dei!»

Dopo tutto questo tempo, i Depeche Mode riescono ancora a dare uno sguardo al loro passato lavorativo.
Martin: «Nel primo album eravamo una band molto differente. C’era Vince Clarke, era lui il principale songwriter, la forza trainante del gruppo.
Quando l’ascolto sento qualcosa di completamente diverso. Solo dopo siamo cambiati quasi automaticamente direi dal terzo disco. Ma già dal secondo quando mi sono gettato completamente nella scrittura delle canzoni, le cose erano cambiate.
Magari con canzoni tipo Leave in Silence mi fanno intuire che stavamo già prendendo la strada che ci ha fatto arrivare qui oggi
Andy: «Personalmente penso che quando si ascolta oggi Speak & Spell, il primo disco, bisogna ricordarsi che eravamo davvero giovani allora.
In tutto questo la musica ha progredito e noi siamo diventati adulti, maturi.
E’ stato un processo naturale e bello.»

Il futuro invece è un ipotesi con una sola grande certezza, la musica ci sarà sempre.
Martin: «Cerchiamo sempre di ascoltare la musica di oggi. Non è che se sentiamo un artista cerchiamo poi di emularlo, ma certamente assorbiamo quello che c’è in giro. Così come la storia della musica. Penso che tutto quanto esca naturalmente in quello che poi facciamo. Io non riesco proprio ad immaginarmi senza fare musica.
Posso immaginarmi che un giorno i Depeche Mode non esistano. Ma questo è quello che faccio da quando ho 13 anni, prendere una chitarra, suonare. Mi vedrò sempre entrare nel mio studio e produrre qualcosa.»

L’Italia ispira ai Depeche Mode voglie sensazioni e ricordi davvero piacevoli.
Martin: «Ci siamo divertiti un sacco quando siamo venuti a lavorare per Violator, che molti considerano l’apice della nostra carriera. Probabilmente il miglior album che abbiamo mai prodotto.
Eppure la mia domanda è questa: come abbiamo fatto a registrarlo questo disco?
Mi ricordo un party continuo, con un sacco di drink! Davvero non lo so!
Ce la siamo davvero spassata a Milano» [ride]

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Depeche Mode e dintorni intervista Kris Martano degli Exciter’s

Oggi, per voi di Depeche Mode e dintorni, una interessantissima intervista con Kris Martano, voce e synth degli Exciter’s. Kris ci racconterà della sua vita, del futuro della band e del nuovo album “Human Contradictions“.

Gli Exciter’s nascono nel 2001 come tribute band dei leggendari Depeche Mode.
Nell’arco di 10 anni riescono a conquistare fama e pubblico a tal punto che nel 2010 decidono di incidere il loro primo album di inediti “Checkmate“.
Questa strepitosa tribute band romana vanta all’attuale un considerevole numero di live in tutta Italia, seguitissimi dai loro supporter più appassionati.
Non posso non citare l’ Opening al DJ-set di Andrew Fletcher in Italia, Viterbo e Forte dei Marmi.

Gli Exciter’s sono:

Vince: Voice, Keyboards, Programming
Kris: Voice, Synth
Anton: Guitars
Pierre: Drum

DMeD: Ciao Kris! Benvenuta su Depeche Mode e dintorni!
DMeD: Molti musicisti fin da bambini hanno avuto una certa precocità nell’approccio con la musica. Prendi ad esempio Trent Reznor, fondatore dei Nine Inch Nails, piuttosto che Thom Yorke, voce solista dei Radiohead, o David Bowie. Com’era Kris da bambina e il tuo primo approccio con la musica?
KM: Sicuramente Kris da bambina era timida e non sfacciata come adesso!!..Ahahhahah!!…Il mio primo approccio con la musica e’stato a 5 anni, quando ad una tavolata di famiglia, mia zia mi prese in braccio e mi mise sul tavolo dicendomi di cantare per tutti i parenti un classico napoletano. Io stando tutto il tempo a testa bassa cantai REGINELLA scatenando gli applausi di tutti i presenti che gridarono in dialetto napoletano: “Chest farra’ a cantant”!!..Effettivamente non si sbagliarono, anche se il genere non e’ proprio lo stesso!!…
DMeD: La musica condiziona positivamente le nostre vite. Non riesco ad immaginare un vita senza musica! Spesso riusciamo ad amare vari generi, anche diversi tra loro, tipo indie rock, elettronica, glam, new wave, techno etc..o le alterniamo semplicemente in base alle tendenze del momento o ai nostri gusti musicali, che possono mutare negli anni. Quali sono le tue prefenze attuali e quali quelle del passato?
KM: Da adolescente ascoltavo sicuramente musica piu’ leggera, seguendo le mode del momento. Poi arrivata alla maggiore eta’, mi trovavo nel pieno degli anni 80 ed e’ li’ che ho conosciuto il mio primo vero e proprio amore musicale, ovvero i DM. Nel corso degli anni ho imparato anche ad apprezzare tutta la buona musica che ha fatto la storia del Rock, come i Pink Floyd, David Bowie e tanti altri. Negli anni 90 invece ho conosciuto la musica dei RADIOHEAD, che definirei il mio secondo amore musicale.
DMeD: Come è avvenuto il tuo primo incontro con il resto della band?

KM: Nel 2000 mi trovavo in un locale a suonare con Vince, attuale cantante degli EXCITER’S e degli americani si alzarono impiedi indicandolo con il dito mentre gridavano DAVE…DEPECHE MODE!!!…Noi ci guardammo e continuammo a suonare, ma la sera stessa ebbi l’idea di formare una Band Tributo ai DEPECHE MODE e visto che il cantante me lo avevano gia’indicato, mi basto’ contattare un chitarrista e un batterista e nel 2001 nacquero gli EXCITER’S.
DMeD: La scelta del nome della band, Exciter’s, non è una scelta a caso… c’è un evidente collegamento con i Depeche Mode. Ci puoi dire come nascono gli Exciter’s e perchè?
KM: Essendoci formati nel 2001 e’ chiaro che ci siamo ispirati all’Album DM uscito proprio quell’anno. Ma sinceramente non e’ questo il motivo per cui ci chiamiamo cosi’. Noi eravamo talmente ECCITATI da questa esperienza che abbiamo voluto chiamarci EXCITER, proprio per il significato della parola. Abbiamo poi aggiunto il genitivo sassone in onore del GERONIMO’S, il primo locale che ci ingaggio’ all’epoca e dove facemmo il nostro primo fortunatissimo live.
DMeD: Gli Exciter’s hanno condiviso il palco con varie Bands di spicco tra cui gli Eveline e A Toys Orchestra. Recentemente, inoltre, siete stati selezionati per gli Opening al Dj Set Italiano di Andrew Fletcher dei Depeche Mode per ben due volte! Ci puoi raccontare come si è svolto il tutto e che impressione avete avuto di Mr Fletch? (siete stati a stretto contatto con lui?)
KM: Andy e’ una persona molto disponibile. Abbiamo avuto il privilegio di fargli da Opening sia al THEATRO di Viterbo che alla CAPANNINA di Forte dei Marmi. A Viterbo essendo arrivato tardi, non era di buon umore. Ma il nostro FAN CLUB, gli preparo’uno striscione che gli fece tornare il sorriso. Quando mi avvicinai per darglielo a nome di tutti, lui disse al Bodyguard di accompagnarmi nel suo camerino, di portare lo striscione e di aspettarlo li’. Purtroppo alle 04 del mattino ancora non arrivava e io stanca morta andai via, lasciandogli lo striscione e mangiandomi una buona parte del suo buffet per consolazione!!…Ahahhaha
La seconda volta ando’ meglio. Infatti alla Capannina ci ricevette nel suo camerino con tutta la Band, facendosi fotografare e chiaccherando un po’con noi. Prima di salutarci, ci firmo’un bell’autografo sul nostro primo Album CHECKMATE e agganciando un sonoro cinque al nostro Vince gli grido’ GREAT!!….
DMeD: CHECKMATE è il vostro primo lavoro di inediti che risale al 2010. Ora sappiamo che è disponibile il vostro secondo attesissimo album “Human Contradictions”! Parlaci di questo vostro ultimo lavoro.
KM: Questo secondo lavoro e’sicuramente piu’ “Maturo” e “Sofferto” rispetto a CHECKMATE. Siamo cresciuti musicalmente e questo si sente nell’Album. Stavolta i testi sono per lo piu’autobiografici, raccontano le nostre crisi, perplessita,le domande a cui non sappiamo dare una risposta e anche le nostre gioie, dando un quadro completo delle contraddizioni umane. Anche qui’ci alterniamo vocalmente e come nell’altro Album ci saranno due brani completamente musicali.
Inoltre HUMAN CONTRADICTIONS e’ stampato su Etichetta MAFI che lo distribuisce in tutto il mondo su  iTunes e su tutti gli Stores digitali a soli 6.99.
DMeD: Tour in vista?
KM: Abbiamo molte date in giro per L’Italia. Le trovate tutte sul nostro sito. www.exciters.it
DMeD: Che rapporto avete con i vostri fans?
KM: Sicuramente un rapporto molto forte. Con alcuni, sono nate delle amicizie molto profonde. Cerchiamo sempre di stabilire un rapporto umano con loro, fin dove e’ possibile. Sono FANTASTICI, Ci sostengono e ci supportano in tanti modi. Ci fanno regali a fine live e hanno aperto anche un FAN CLUB molto attivo. Molte Band di colleghi e amici ce li invidiano addirittura!!…Ahahahaha!!..Senza di loro non saremmo niente.
DMeD: Se dovessi definira la tua vita con la frase del testo di una canzone, quale sarebbe e perchè?
KM: La mia vita e’ stata e forse continuera’ad esserlo per sempre, talmente “Eclettica” e in continua evoluzione, che non riuscirei a racchiuderla in una frase di una canzone.
DMeD: Smessi i panni della Synth-Voice degli Exciter’s, com’è Kris nella vita di tutti i giorni?
KM: Sono una normalissima donna impegnata e assorbita dal suo lavoro, che si prende cura della propria casa e che nel tempo libero si circonda degli amici piu’ cari.
DMeD: Come immagini il tuo futuro e quello della Band?
KM: Finora gli Exciter’s mi hanno dato grandi soddisfazioni. Immagino che nel futuro la Band possa continuare a crescere artisticamente e non smettere mai di dare il proprio contributo nel panorama musicale.
DMeD: Grazie mille per la tua disponibilità! In bocca al lupo per tutto!
Nel video che segue Relaxed/Eclipsed (Part One) dall’album “Human Contradictions” disponibile su iTunes

 

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L’immenso cuore benefico chiamato Depeche Mode!

L’immenso cuore benefico dei Depeche Mode con “Vintners Foundation” in occasione dell’American Riviera Wine asta benefica a supporto di “Direct Relief International”.

Lo scorso 11 febbraio 2012, al Coral Casino Beach Club del Four Seasons Biltmore Resort di Montecito –  CA, la Vintners Foundation di Santa Barbara, ha ospitato la settima biennale dell’asta benefica “American Riviera Wine” a supporto della “Direct Relief International” un organizzazione non-profit con sede a Santa Barbara, in California, che si concentra sul miglioramento della qualità della vita, portando medicine e forniture per quelle strutture sanitarie locali (in tutto il mondo) che necessitano di aiuto.

Prodotti eccellenti e di gran lusso messi a disposizione del miglior offerente.

In passato l’asta del vino è stato un evento firmato dalla comunità vinicola di Santa Barbara, che costituisce la più grande industria della regione.
Negli ultimi 10 anni Vintners Foundation, ha donato più di $1,2 milioni alla Direct Relief che ha sfruttato più di $34 milioni in assistenza medica.

Questa piccola parentesi introduttiva era inevitabile al fine di farvi conoscere questo evento di beneficenza molto importante.
I Depeche Mode non sono nuovi nel fronte beneficenza, ricorderete sicuramente uno dei loro contributi più recenti al Royal Albert Hall di Londra il 17 febbraio 2010 dove, in occasione del Teenage Cancer Trust, si esibirono in uno show spettacolare.
Anche in questa occasione sono presenti… i nostri Depeche Mode, Dave Gahan, Martin Gore ed Andrew Fletcher, hanno dato il loro contributo fornendo un pacchetto davvero allettante per tutti i fans.
A presenziare la serata Martin Gore in un giacca e cravatta davvero inconsueto ma d’effetto, come vedete dalla foto qui sopra.


Il pacchetto Depeche Mode darà la possibilità di vivere un esperienza davvero irripetibile, il sogno di tutta una vita si realizzerà per un fortunato fan della band che ha ispirato generazioni di band in tutto il mondo. Vivrete la loro musica come non avete mai fatto. Dietro le quinte. Da vicino e in prima persona. In studio e in viaggio.
Questo è il gruppo noto come la band più popolare e di successo nella storia della musica elettronica. Hanno venduto oltre 100 milioni di album e singoli in tutto il mondo e hanno avuto dodici-Top 10 album nel Regno Unito. Con una storia iniziata oltre 30 anni fa in Essex, in Inghilterra, i Depeche Mode, oggi, continuano ad influenzare il mondo. Ora avete l’occasione di poter andare dietro le quinte e scoprire il perché.
Voi e il vostro ospite potrete unirvi ai Depeche Mode nel loro studio di Santa Barbara per un giorno intero (nel 2012) e assistere così alla fase di registrazione del loro prossimo album che diventerà certamente leggendario.
Potrete, inoltre, vivere un esperienza d’alto livello unendovi, per una tappa, alla band durante il loro prossimo tour in un viaggio da vere rock star. Voi e il vostro ospite potrete infatti salire sul jet privato dei Depeche Mode e viaggiare con loro.
Chiuderete questa esperienza incredibile con due posti a sedere davvero particolari in una delle tappe del loro prossimo tour.

  Il vincitore e (1) ospite si unirà ai Depeche Mode nel loro studio di Santa Barbara per assistere alla registrazione del loro prossimo album.
  Il vincitore e (1) ospite potranno viaggiare con la band a bordo del loro jet privato durante il tour
  Due (2) posti incredibili al concerto nelle città selezionate.
Due (2) passes backstage del concerto nelle città selezionate.

Non saranno inclusi voli privati e tappe differenti da quelle sopra elencate. Il pernottamento e la sistemazione negli alberghi non è inclusa. La data per la visita degli studi di registrazione dovrà attenersi a quella accordata. Le date del concerto non dovranno avere una finalità di stampa.
Per gentile concessione di Martin Gore e Depeche Mode

Qui  la presentazione ufficiale dell’evento

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Andrew Fletcher rivela: Depeche Mode in studio di registrazione da marzo 2012

Ebbene si cari devoti vicini e lontani

il buon caro saggio Fletch ci svela  la data approssimativa del ritorno in studio della band. Anche questa volta Andy non ci ha delusi, i segreti di “Depeche Peaks” non sono proprio al sicuro con lui ma devo ammettere che la goduria che provo in questo momento è indescrivibile.  Scommetto starete saltellando sulle vostre scrivanie in balia di una travolgente euforia devota.

Alla faccia di chi diceva che TOTU sarebbe stato l’ultimo tour, perchè se 2 + 2 fa 4 i Depeche Mode saranno in tour nel 2013.

L’intervista che state per leggere è a cura di “Mystery Tour Radioshow”  in occasione del DJ set di Andrew Fletcher allo Spazio Mad di Castenedolo (BS) lo scorso 25 novembre.

Domanda: Cosa ci racconti della tua attività di DJ?
Andy: Lo sto facendo perchè è il mio anno di pausa dai Depeche Mode. Sai, mi diverto…è qualcosa di più piccolo rispetto ai tour con i Depeche. Si tratta solo di me e del manager, incontriamo più gente ed è molto diverso.
Domanda: Qual è il futuro immediato dei Depeche Mode?
Andy: Beh abbiamo in programma una riunione a gennaio e proveremo a registrare il nuovo album a marzo.
Domanda: Hai altri progetti paralleli a parte essere DJ?
Andy: Beh…essere padre…di due figli. Sono concentrato sull’attività di DJ, la porterò a termine tra circa tre settimane. I prossimi due anni saranno dedicati ai Depeche, faremo un buon lavoro.
Domanda: Cosa c’è da aspettarsi da una serata con Andy Fletcher in consolle?
Andy: Penso che metterò della buona musica, molto melodica, commerciale. Ci si diverte e si balla. Lo scopo è quello di far divertire la gente.
Domanda: Che musica stai ascoltando per lo più al momento?
Andy: Davvero non saprei…migliaia di brani dance. E’ davvero un lavoro difficile scegliere, perchè per lo più è merda!
Domanda: Quindi…cosa puoi dire ai fans italiani di Andy e dei Depeche Mode?
Andy: Parlando in generale, l’Italia è sempre stato un grande posto per noi. Abbiamo fatto dei concerti fantastici e siamo molto fieri dei fans italiani. Sono stato parecchie volte in Italia come DJ e la risposta è stata davvero fantastica. Non vediamo l’ora di tornare a fare dei concerti!

Si ringrazia Mystery Tour Radioshow


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