Italian Blog

Dave Gahan

Dave Gahan: «La gente tirava sacchetti di droga sul palco»

Il frontman dei Depeche Mode parla di Jeremy Corbyn, di consigli spirituali, del suo lavoro coi Soulsavers, della passione per Lana Del Rey e del potere di Judge Judy

Ciao Dave. Negli anni ’80, una volta hai finito un concerto con quaranta scarpe del pubblico sul palco. Quando è stata l’ultima volta che ti hanno tirato una scarpa?

«Sì, c’è stata una fase, e un luogo in particolare a Los Angeles, il Palladium, nel quale la gente tirava scarpe sul palco. Non so per quale motivo. Ricordo soprattutto un concerto nei primi anni ’90 dei Jane’s Addiction, nel quale Perry Farrell ha beccato una scarpa, gli è arrivata dritta in faccia. Ci sono arrivate un sacco di cose strane sul palco nel corso degli anni. Spesso dipende da quello che dici alla stampa: c’è stato un periodo orribile negli anni ’90 nel quale la gente tirava sacchetti di droga sul palco.»

Che spreco.

«Non era una buona idea, ma probabilmente era spazzatura (1). Non so cosa fosse, i roadie si davano da fare e raccoglievano tutto.»

Mi pare anche logico.

[Ride] «Sì, appunto.»

Chi sceglieresti per dirigere il tuo prossimo video: Anton Corbijn o Jeremy Corbyn?

«Ho letto qualcosa su Jeremy Corbyn. Sinceramente mi piace quello che dice, ma non penso che sarebbe bravo a dirigere un video, per cui scelgo Anton. So che farà un buon lavoro.»

Hai ancora un consigliere spirituale (2)?

«Senti, devo dire che cerco costantemente consigli spirituali. Dovremmo farlo tutti. Non importa cosa sia, dove lo cerco, ma sono sempre alla ricerca di risposte alle domande: “Perché sono qui?”, “Che sto facendo?”, “Cosa dovrei fare e perché non lo sto facendo?”.»

Be’, ora sei qui perché hai finito il secondo album come cantante dei Soulsavers (3) e vorresti promuoverlo.

«Non abbiamo mai smesso di scrivere dopo il primo album dei Soulsavers. Perfino quando ero in tour con i Depeche Mode, avevo idee in mente. Alla fine di quel tour coi Depeche Mode, sono rimasto a fissare le pareti a lungo, come capita sempre, ma quella volta sembrava più grave. Avevo una sensazione tremenda di smarrimento. “È finita”, ho pensato. Mi ha colpito duramente. Mi sono avvilito per un po’, e quando Rich dei Soulsavers mi ha mandato la musica, lavorarci sopra mi è sembrato molto terapeutico. Ho cominciato a scrivere fino a tirarmi fuori dalla voragine nella quale ero caduto.»

Non ti mette un po’ a disagio lavorare coi Soulsavers facendo parte dei Depeche Mode? Per dire, sei in tour e ti suona il telefono, ti chiedono: “Chi era?”, e tu: “Nessuno!”.

«Forse un pochino. Ho visto Martin [Gore] (4) di recente a Los Angeles, ci siamo divertiti e abbiamo chiacchierato. Mi ha fatto qualche domanda. Sembrava volesse dire: “Ci stai un po’ tradendo” (5). Ma credo ci sia spazio per tutto. Per gli altri è difficile capirlo, ma io so soltanto che ho bisogno di farlo.»

Qual è la canzone più bella che tu abbia mai registrato?

«Con i Depeche Mode, la prima che mi viene in mente è “Condemnation” da Songs of Faith and Devotion (6), perché è stata un vero punto di svolta nel capire che avevo una voce. Ho trovato la mia voce in quella canzone.»

Qual è la tua canzone preferita nelle classifiche attuali?

«Oh, cavolo. Non ho idea di cosa ci sia in classifica, ma ascolto brani indirettamente attraverso mia figlia sedicenne. Ha ascoltato l’ultimo album di Lana Del Rey fino allo sfinimento, ed è piaciuto anche a me.»

Pare tu sia entrato in un ciclo di quattro anni: album e tour dei Depeche Mode, progetto collaterale, album e tour dei Depeche Mode, progetto collaterale. Dopo 25 anni, non hai voglia di rilassarti e guardare Judge Judy?

«Be’, lo faccio. Guardo Judge Judy o quel che capita, ma posso farlo fino a un certo punto. Cerco disperatamente di non fare nulla, lì per lì sembra una buona idea. Poi, se non faccio qualcosa, entro in una situazione strana. Mia moglie mi asseconda per un po’, poi mi dice di andare a fare qualcosa. A volte è un bene perché la scrittura mi consente di venirne fuori.»

Che sound avrà il prossimo album dei Depeche Mode?

«Questa è una domanda da un milione di dollari, amico mio. Il fatto che non ne abbia minimamente idea lo rende emozionante. Ed è sempre così. Io e Martin ci vedremo più avanti quest’anno e ne parleremo. Ma possiamo fare quello che vogliamo, e sarebbe un peccato non esplorare ogni possibilità.»

Hai un maglione natalizio?

«Non l’avevo

Non l’avevi?

«Be’, ho passato lo scorso Natale con mia madre, i miei fratelli e mia sorella e le rispettive famiglie sull’Isola di Wight. Mia sorella ha insistito che tutti indossassimo un maglione natalizio.»

Incredibile.

«C’è una fotografia da qualche parte di tutta la famiglia, siamo allineati davanti alla casa di mia madre, con questi maglioni. Il mio, l’avevano comprato per me, era un maglione che sembrava un completo in giacca e cravatta. Era ridicolo.»

Puoi dare a The Guardian la fotografia per accompagnare quest’articolo?

«Ho minacciato tutta la famiglia: se quella foto dovesse saltare fuori, io non parlerò più con loro. Però è una bella fotografia, a dire il vero.»

Note a piè di pagina

(1) Nell’originale garbage, termine americano per “spazzatura”. Dave vive a New York, in un appartamento che dà sul fiume Hudson. A volte si siede a guardare le navi passare.

(2) Il manager dei Depeche Mode, Jonathan Kessler, è stato accreditato come consigliere spirituale dell’album live di Songs of Faith and Devotion. Oggi Dave dice che era una cosa «leggermente ironica».

(3) Duo di produzione britannico. Angels & Ghosts è il loro quinto album, hanno anche registrato con Mark Lanegan, Mike Patton e Jason Pierce.

(4) Nel 2013 Gahan ha rivelato che Gore aveva registrato un brano con Frank Ocean. La canzone non si è ancora materializzata, ma dev’essere solo questione di tempo.

(5) Questo è alquanto bizzarro, visto che nel 2012 Martin si è ritrovato con Vince Clarke e ha registrato un album intero con lui.

(6) Sbagliato. È “Enjoy the Silence”.

theguardian.com

Traduzione a cura di ©Barbara Salardi per Depeche Mode e Dintorni 

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.


A pranzo con Dave Gahan

A pranzo con Dave Gahan

Il frontman dei Depeche Mode racconta del suo inferno con la droga davanti a un piatto di pesce grigliato e acqua minerale nel suo ristorante di fiducia a New York.

Dave Gahan è nove minuti in ritardo. Non si può farne una colpa al frontman di uno dei più grandi gruppi degli ultimi trent’anni. «Scusami! Spero di non essere troppo in ritardo», rivolge le sue scuse a Q mentre saluta cordialmente il cameriere come se fosse un vecchio amico. A quanto pare qui lo conoscono. Il cantante dei Depeche Mode viene in questo ristorante italiano di vecchio stampo a Greenwich Village da quasi due decadi, la scuola dei suoi figli è a poche vie di distanza.

Non consulta il menu, si siede e mette il tovagliolo in grembo. «Portaci quel piatto di carne e formaggio», gesticola elettrizzato dopo avere chiesto se Q mangia il formaggio e la carne. Questa è New York, dopotutto.

In seguito, ordiniamo il pesce da un vassoio ghiacciato messo orgogliosamente in mostra dal cameriere: Gahan sceglie un intero filetto di spigola e ci dividiamo patate e spinaci. «Fanno bene al cuore», sottolinea con una risata. È una considerazione giudiziosa per un uomo che nel 1993 ha avuto un attacco di cuore sul palcoscenico, al culmine della sua dipendenza da droga.

Quando ordina una bottiglia di acqua minerale gassata, diventa chiaro quante cose siano cambiate da allora e in particolare da quando è arrivato a New York nel 1996, scappando da Los Angeles, la città che lo aveva accolto come un tossicodipendente alle prime armi e l’ha allevato fino a diventare un professionista. «Non potevo restare là», dice. «Tutto era finalizzato allo sballarsi. Non potevo vivere da quelle parti senza farlo». Gahan è un newyorkese da allora, abbraccia l’anonimato e la possibilità di «fare parte di nuovo della razza umana».

Mentre mangiamo di gusto, si avvicina il proprietario anziano con la coda di cavallo. «Non si capisce una parola di quello che dice», sussurra Gahan. Non ha torto. Eppure, in qualche modo, decifra una parola su tre del signore che parla italiano.

Gahan è appena tornato dalla California, per la quale oggi si percepisce un certo affetto soprattutto perché è anche la dimora del membro fondatore e autore di canzoni dei Depeche Mode, Martin Gore. Sebbene il duo abbia notoriamente avuto dinamiche tumultuose nel corso degli anni, Gahan ammette felicemente che il loro rapporto è «davvero cambiato».

«Ci siamo messi a chiacchierare ed è stato molto bello. Non necessariamente di musica, di qualsiasi cosa, anche della vita. Probabilmente lo abbiamo fatto di più negli ultimi anni che per tutto il tempo passato [insieme nel gruppo]».

Mentre taglia il pesce, medita su un possibile trasferimento futuro in California, anche se un luogo nel quale non vorrebbe certamente più vivere è la sua vera casa: l’Inghilterra.

Gahan racconta una storia particolarmente dolorosa di quando ha lasciato l’Inghilterra intorno ai venticinque anni. Cresciuto a Basildon, nell’Essex, dall’età di due anni, viveva con la sua prima moglie e suo figlio Jack in una villa nel Sussex, ma Gahan era segretamente terrorizzato. Quando era arrivato il momento di partire per il World Violation Tour nel 1990 aveva già deciso: «Ricordo di essermi voltato, mi salutavano con la mano e mi sono detto: “Non tornerò più qui”. E così è stato». Durante il tour ha chiamato sua moglie dicendole che voleva trasferirsi a Los Angeles.

Ha scoperto immediatamente il lato più sordido di Los Angeles e si è trovato subito a suo agio. L’abuso di droga è peggiorato fino a quando non l’hanno arrestato e, rischiando due anni di carcere (grazie a un buon avvocato), ha scelto la riabilitazione. Era un’epoca nella quale i tossicodipendenti morivano, compreso Kurt Cobain che andò nella stessa clinica di Gahan: «Avevo la sensazione che se avessi continuato sarei stato il prossimo».

Vent’anni dopo, Gahan ha trovato la salvezza nella sobrietà. Con Martin Gore parla del prossimo disco dei Depeche Mode (il quattordicesimo), sta per pubblicare un lavoro in collaborazione con i Soulsavers e ha una vita familiare stabile con sua moglie e i suoi figli. Attribuisce tutto questo, in gran parte, a due cose: il bicchiere di acqua gassata che tiene in mano e la città fuori dalla finestra.

Mentre si allontana nelle strade torride, Q ricorda quello che Gahan ha detto di New York durante il pranzo. «È come una droga. È merdosa e schifosa… ma quando sono via, mi manca tantissimo». La California non dovrebbe aspettare un suo ritorno permanente a breve.

Posso prendere la sua ordinazione, signor Gahan?

– Ristorante preferito? L’Odeon. È vicino a dove viviamo, sono un animale abitudinario.

– Salsa bruna o ketchup? Dipende da cosa mangi. Se è la Shepherd’s Pie, la salsa bruna.

– Specialità culinaria? Purè, fagioli cotti al forno sui lati e un vulcano in mezzo con un uovo, più due salsicce sopra. I miei figli lo adorano.

– Compagnia ideale per una cena? La mia signora. Mia moglie.

– Cibo più detestato: le ostriche, per come vanno giù…

– Cena nel braccio della morte? Fish & chips.

Traduzione a cura di ©Barbara Salardi per Depeche Mode e Dintorni 

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.


Dave Gahan e Soulsavers: “Angels and Ghosts” biografia

Dave Gahan e Soulsavers:

Il sito depeche-mode.com ha pubblicato la traduzione (dal tedesco all’inglese) della biografia “Angels and Ghosts”, apparsa sul sito tedesco Another-Dimension.net circa undici giorni fa.

Se siete in grado di comprendere il tedesco, potete scaricare la versione originale cliccando qui.

Vi ricordiamo che l’album uscirà il prossimo 23 ottobre su etichetta Columbia e in preordine in versione digitale su iTunes e Amazon.

La traduzione che segue (Inglese – Italiano) è a cura di ©Barbara Salardi per Depeche Mode e Dintorni 

È l’inizio del secondo capitolo di una delle collaborazioni più ambiziose del genere rock del nuovo millennio: dopo avere pubblicato nel 2012 un album incredibilmente emozionante intitolato The Light the Dead See, Rich Machin, la mente dei Soulsavers, e Dave Gahan, il frontman dei Depeche Mode, presentano l’attesissimo seguito Angels & Ghosts. Tre anni fa, The Light the Dead See ha entusiasmato i fan e la critica con splendidi archi, arrangiamenti gospel ed esecuzioni canore incredibili, raggiungendo il dodicesimo posto nelle classifiche tedesche. Con Angels & Ghosts, Gahan e Machin presentano un album più forte e incisivo, che contiene un approccio narrativo di vecchio stampo e un ottimismo rassicurante di fronte alla disperazione. Dave Gahan e i Soulsavers hanno scritto tutte le nove canzoni dell’album.

In qualità di membro fondatore dei Depeche Mode, Dave Gahan è stato un elemento fondamentale nell’opera creativa della leggendaria band britannica per oltre trent’anni. In aggiunta ai suoi pregi come frontman e cantante dal vivo, l’artista cinquantatreenne ha inoltre messo in luce negli ultimi anni le sue capacità affinate di autore di canzoni: oltre ad alcuni brani negli ultimi tre album dei Depeche Mode, Playing the Angel, Sounds of the Universe e Delta Machine, Gahan ha pubblicato Paper Monsters e Hourglass nel 2003 e 2007, due album solisti di grande successo.

I Soulsavers nascono dalla cultura del remix britannica e finora hanno pubblicato tre album. Prima di incontrare Dave Gahan, Machin, di Stoke-on-Trent in Inghilterra, ha lavorato con Mark Lanegan, leggenda degli Screaming Trees, che ha dato voce alle canzoni dei Soulsavers col suo baritono caratteristico. Il legame con Lanegan è stato in origine il motivo per cui Gahan si è interessato alla musica dei Soulsavers. Quando i due si sono incontrati nello studio di Los Angeles, Gahan ammirava già da tempo le composizioni e le produzioni artistiche di Machin. «L’album It’s Not How Far You Fall, It’s the Way You Land è stato il disco di cui avevo bisogno», ricorda Dave, «proprio come quando ascoltai “London Calling” dei Clash da adolescente, o i Sigur Rós per la prima volta. Non ne ero consapevole, ma stavo cercando proprio quello e la musica mi ha toccato l’anima».

Machin, invece, è cresciuto con la musica dei Depeche Mode, la sua passione per questa band è cominciata nel 1990 con l’album Violator, quando era ancora adolescente. «I loro album avevano tinte dark», ricorda. «Oltre all’elettronica, c’erano anche elementi gospel e blues, che erano gli stili musicali che mi piacevano, e i Depeche Mode, naturalmente, mi hanno fatto conoscere nuove vie». Nel loro primo incontro, Machin ha consigliato audacemente a Gahan di permettere ai Soulsavers di fare da supporter per i Depeche Mode. Un’affermazione fatta con disinvoltura, che poi li avrebbe portati a viaggiare il mondo per sei mesi nel 2009 e ad aprire i concerti del Tour of the Universe. Alla fine della tournée, la possibilità di collaborare si è offerta spontaneamente a entrambi.

«È cominciato tutto naturalmente», dice Rich. «Non serviva un genio per capire che funzionava. Era interessante l’idea di utilizzare una persona famosa per la musica elettronica e inserirla in un ambiente di strumenti suonati dal vivo. Mi piace dare una nuova prospettiva alle cose, e tutto è successo senza particolare sforzo. Ho lavorato con molte persone, ma questo tipo di feeling naturale, un’affinità istantanea, è rarissimo. E quando capita, allora non bisogna fare altro che lasciarsi trasportare». Finita la lavorazione di The Light the Dead See, Machin e Gahan non hanno preso strade diverse, ma hanno continuato la propria collaborazione. Perfino prima della pubblicazione del primo album, Dave ha mandato un messaggio vocale a Rich dal suo iPhone con un’idea di base per una canzone, che adesso è “Shine” e apre il nuovo LP. Nel periodo successivo, il duo ha continuato a inviarsi registrazioni da una parte all’altra dell’Atlantico, finché le composizioni ultimate non sono passate in studio per la registrazione.

Da qualche parte nel movimentato avanti e indietro fra Lower Manhattan (Dave) e Stoke (Rich) si sono materializzate queste canzoni che oggi fanno parte della tracklist di Angels & Ghosts. Rich inviava le registrazioni demo strumentali, Dave rispondeva coi suoi commenti spontanei. «La musica mi dà le parole e le melodie», dice, brevemente. Per registrare le tracce di base, Machin ha messo insieme una band di colleghi musicisti provenienti da tutto il mondo. «Questi non sono musicisti da studio, ma persone con le quali ho lavorato molto a lungo e che capiscono qual è la posta in gioco», spiega. «Fanno parte del progetto, ma vivono un po’ dappertutto: sulla costa occidentale, sulla costa orientale, nell’Inghilterra settentrionale, nell’Inghilterra meridionale…»

E come se l’incubo logistico di avere tutti i musicisti non fosse sufficiente, Dave e Rich si erano riproposti che l’album dovesse dare la sensazione di essere stato registrato “dal vivo in una stanza”. «Abbiamo ascoltato molti vecchi dischi di Ray Charles», spiega Rich, «volevamo un suono organico, “spaziale”, e stavolta potevamo servirci di splendide stanze». Fra gli altri luoghi, il duo si è stabilito al Sunset Sound Studio di Los Angeles, dove le parti dei fiati e degli archi, magnifiche e mai esagerate, sono state realizzate sotto la direzione magistrale dell’arrangiatore/direttore d’orchestra Daniele Luppi. «Ho lavorato con lui per sei o sette anni», dice Rich. «Mi appoggia il braccio sulla spalla e mi fa entrare nel suo mondo. È pieno di una passione che è davvero contagiosa».

Perfino col coro di cantanti gospel, diretto da Wendi Rose, Machin lavora da più di dieci anni. Il contributo di Wendi Rose alle nove tracce è stato registrato in una sola giornata frenetica agli studi Electric Lady di New York. «Ho lasciato che queste persone facessero quello che meglio gli veniva naturale», dice Rich. «In particolare mi piace quando riesco a far lavorare insieme le persone». Machin è la classica persona che lavora dietro le quinte, che preferisce tirare le fila sullo sfondo. Forse minimizza un po’ il progetto ambizioso di unire tutti i vari musicisti nel sound dei Soulsavers.  Ma questo non è abbastanza: è riuscito anche a tirare fuori alcune delle migliori performance canore di Gahan.

«La canzone “You Owe Me” parla dell’amore come via di fuga», spiega Dave. «Lo si può vedere in tante cose, ma il suo scopo è in definitiva quello di farlo entrare nella tua vita. Ma non è una via a senso unico. Questo testo mostra un lato più oscuro di me, quello che mi tormenta – come essere lacerato in due».

Ottenere una tale complessità emotiva e rivelatrice non è solitamente un’impresa facile per una canzone di quattro o cinque minuti, ma Gahan dimostra ancora una volta di essere un maestro in quest’arte. Quando spiega che eroi come Johnny Cash, Joe Strummer e Nick Cave gli parlano così profondamente poiché cantano le loro canzoni con convinzione e fiducia, diventa sempre più chiaro che lui stesso è entrato in questa categoria: un cantante di presenza e maturità colossali.

L’album si apre con la già citata “Shine”, una combinazione di gospel e Chain Gang Blues, che è il punto di partenza di un viaggio che l’ascoltatore non dimenticherà molto presto. L’album è realizzato come un disco di vinile con due lati, il cui “primo lato” unisce elementi elettronici, il canto armonico, le parti d’orchestra e le riflessioni esistenziali di Gahan nel loro complesso, la cui estensione è troppo ampia per essere definita come semplice “musica rock”. Subito dopo l’inizio del “secondo lato”, si entra nella canzone “One Thing”, la quale, accompagnata da un mood opprimente dominato dal pianoforte, rivela preoccupazioni più profonde. Soltanto alla fine dell’album l’atmosfera torna a salire, e trova in “My Sun” un finale veramente epico. «Puntavo a realizzare un album che fosse un flusso continuo dall’inizio alla fine», dice Machin.

Con Angels & Ghosts, Rich Machin e Dave Gahan presentano un concorrente tardivo per il “Miglior Album del 2015”. Attualmente, i due stanno progettando di portare in tournée l’album. Sono già confermati alcuni concerti in palcoscenici esclusivi e prestigiosi nel mondo. Una perfomance assolutamente da non perdere.

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.


Dave Gahan: tra Depeche Mode e Soulsavers

Dave Gahan: tra Depeche Mode e Soulsavers

L’intervista telefonica di Dave Gahan andata in onda qualche giorno fa su BBC Radio 6 Music

BBC6: Qual è la differenza fra lavorare da solo e con i Depeche Mode, una delle più grandi band del mondo, che ha un seguito appassionato, che ha fatto la storia della musica e ha un suono immediatamente riconoscibile?

DG: Con i Depeche Mode è una collaborazione piena. Quando si fa un disco con una band in quel modo e con un gruppo di persone, il produttore, l’ingegnere, i programmatori, si collabora e si mettono sul piatto tutte le idee. Sicuramente si scende a compromessi, e così deve essere. Alla fine, si spera di raggiungere un punto comune, ma certamente io e Martin, quando facciamo un disco per i Depeche  Mode, sappiamo di voler fare un disco completo, dall’inizio alla fine. Non devono esserci incertezze, siamo molto critici. Con i Soulsavers è diverso, perché penso io al quadro generale, a come inizierà, a come finirà. Questo però non si presenta immediatamente, di solito ci vogliono alcune canzoni.

BBC6: Perciò questa è una rappresentazione più accurata di chi è Dave artisticamente rispetto ai Depeche Mode?

DG: Non devo correggermi in alcun modo, ma quando si scrive non si può comunque farlo. Per me è molto spesso un suono, una nota in particolare, il modo in cui è suonata o come mi si presenta in una sequenza di note che forma una frase musicale, che mi ispira le parole. Non correggo, mi lascio trasportare ed è soltanto quando la canzone è quasi finita che mi rendo conto di dove volevo andare a parare. Per me è tutta una questione di sensazioni, emozioni, e se una parola si presenta, la metto lì e in seguito cerco di capire perché si è presentata.

 

Per l’ascolto vai su www.bbc.co.uk/radio (dal minuto 49.31 al 56.35)
Traduzione a cura di ©Barbara Salardi per Depeche Mode e Dintorni 

 

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.


Dave Gahan & Soulsavers in Italia a Novembre per il lancio di “Angels & Ghosts”

Dave Gahan & Soulsavers - Angels & Ghosts

Uscirà il prossimo 23 ottobre il secondo album di Dave Gahan e Soulsavers dal titolo “Angels & Ghosts“. In preordine su iTunes https://itunes.apple.com/it/album/angels-ghosts/id1037278178

Sul sito ufficiale davegahan.com anche le date (confermate) del tour che toccherà USA ed Europa (4 novembre al Fabrique di Milano). Biglietti in vendita dal 18 settembre su ticketone.it

Tracklist
1. Shine
2. You Owe Me
3. Tempted
4. All Of This And Nothing
5. One Thing
6. Don’t Cry
7. Lately
8. The Last Time
9. My Sun

Intanto gustiamoci il singolo “All Of This And Nothing

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.


I Soulsavers e Dave Gahan hanno cominciato a lavorare al secondo album

Photo by Steve Gullick

La collaborazione tra Dave Gahan e i Soulsavers trova una continuazione: il cantante dei Depeche Mode tornerà in studio, per occuparsi insieme al duo di produttori del secondo album insieme. Anche una data di rilascio è già pronta.

Dave Gahan aveva sempre parlato molto bene di quanto la collaborazione con i Soulsavers lo avesse ispirato musicalmente. In “The Light The Dead See”, il primo lavoro che emerse nel 2012 dalla collaborazione, Gahan cantava e in parte superava i suoi limiti. Il punto più alto è stato un intimo concerto per una cerchia ristretta di persone – le dodici canzoni dell’album non erano abbastanza per un breve tour.

Che con “The Light The Dead See” non fosse stata detta l’ultima parola, si era già capito al momento della pubblicazione dell’album. Dave Gahan espresse lo scorso anno il suo desiderio di registrare un altro album come continuazione delle collaborazione.

Nei prossimi giorni Dave Gahan, Rich Machin ed Ian Glover affronteranno la realizzazione dell’album successivo. Dovrebbe essere pubblicato a fine 2015.

Fonte: www.depechemode.de (via @Ultra_depeche)

Ricerca e traduzione a cura di Salvatore Matteo Baiamonte per Depeche Mode e Dintorni


Quasi esattamente un anno dopo che NOTHING BUT HOPE AND PASSION aveva riferito di un possibile secondo album collaborativo, il gruppo alternativo britannico SOULSAVERS e il cantante dei DEPECHE MODE Dave Gahan sono ufficialmente tornati in studio. Guarda il post dei SOULSAVERS su Instagram come ulteriore prova.

La seconda collaborazione tra le due parti non è una sorpresa. Da quando Dave Gahan ha contribuito con le parti vocali per la registrazione dell’album del 2012 “The Light The Dead See” era ansioso di registrare nuovo materiale una volta terminato il tour promozionale di “Delta Machine”, l’ultimo album dei DEPECHE MODE pubblicato nel 2013. Si prevede che il secondo album in collaborazione verrà pubblicato a fine anno, a cui seguirà, molto probabilmente, un tour.

Fonte: nbhap.com

Traduzione a cura di Salvatore Matteo Baiamonte per Depeche Mode e Dintorni

 

  • © E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.


Vinci il CD/DVD Live in Berlin dei Depeche Mode + i pantaloni originali usati da Dave Gahan in concerto!

virgin

efan

Virgin Radio chiama all’appello i fantastici fan italiani dei Depeche Mode per un’iniziativa unica nel suo genere.
La band di Dave Gahan, Martin Gore e Andrew Fletcher ha appena pubblicato il nuovo CD/DVD Live In Berlin diretto dal regista Anton Corbijn.
Un documento fenomenale registrato durante le date del Delta Machine Tour del 25 e 27 novembre 2013 alla O2 World di Berlino con tutto il meglio della storia della band in quello che è stato considerato uno dei più belli e intensi tour della loro storia.

Per celebrare questo straordinario evento i Depeche Mode hanno scelto Virgin Radio per cercare chi si aggiudicherà, oltre al prezioso Live In Berlin, anche i pantaloni usati da Dve Gahan in concerto.
Un premio dal valore unico. Un vero e proprio oggetto di memorabilia del rock di una delle più amate band della storia.

Per vincere i pantaloni originali di Dave Gahan e il CD/DVD Live in Berlin bisogna fare log-in alla community di Virgin Radio, caricare una vostra immagine (meglio con voi protagonisti) che mostri quanto siete fan della band (foto con i dischi, tatuaggi, poster, travestimenti, concerti, disegni…).
A quel punto dovete raggiungere 100 voti per partecipare alle selezioni della giuria composta da Virgin Radio e Sony Music Italia e aggiudicarvi i pantaloni usati da Dave Gahan in concerto e il CD/DVD Live In Berlin! Stay Rock

Carica e vota la tua foto su virginradioitaly.it/concorso-depeche-mode

 


Ice Bucket Challenge: fan nomina i Depeche Mode – guarda il video –

Ice Bucket Challenge per alcuni solo un tormentone estivo, per altri un ipocrisia a scopo pubblicitario e per altri ancora un modo molto carino di far sentire meno soli i malati di SLA.
L’Ice Bucket Challenge, in italiano “la sfida della secchiata di ghiaccio”, è l’anima di una iniziativa nata al fine di raccogliere fondi per finanziare la ricerca contro la SLA. Chi vuole puo fare una donazione alla ALS Association – organizzazione non profit americana che promuove campagne di sensibilizzazione sulla malattia, oltre a raccogliere fondi per finanziarne la ricerca –

L’ispiratore di questa iniziativa sarebbe Pete Frates, giovane atleta ed ex capitano della squadra di baseball del Boston College colpito dalla SLA, al quale si è aggiunto successivamente l’amico 27enne Corey Griffin, morto annegato al largo della costa di Nantucket, Massachusetts, lo scorso 16 agosto in seguito ad un incidente subacqueo. Era uno dei più attivi promotori dell’Ice Bucket Challenge.

Tra i personaggi noti che si son incastonati cubetti di ghiaccio nel cranio, spicca Vince Clarke, fondatore, primo leader e primo autore delle canzoni dei Depeche Mode, nonchè ex membro della band. Vince, nominato da sua moglie Tracy Hurley Martin, risponde così – guarda il video

Anche Grainne Fletcher, moglie di Andrew, ha accettato la sfida – guarda il video

Ora, lo scopo di questo articolo è quello di spiegare brevemente, per chi non sapesse ancora, cos’è questa cosa delle secchiate di ghiaccio e per rendere noto ai nostri lettori che questa “epidemia” sta colpendo anche i fan della band.

Proprio ieri, infatti, ci è stato segnalato il video del devoto (e nostro amico) Riccardo Depeche Romaldetti che, in modo molto coraggioso, si è lasciato affogare in una potente secchiata d’acqua gelata, passando successivamente il testimone nientemeno che a Dave Gahan, Martin Gore e Andrew Fletcher!

Secondo voi i Depeche accetteranno la sfida?

 

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.

AGGIORNAMENTO DEL 24.08.2014: dalla pagina facebook di Andrew FletcherAndrew accepted The ALS Association #IceBucketChallenge from Grainne. His nominations: Martin L Gore, Mark Crossingham and Matt Cyzer.” – guarda il video


Foto: Dave Gahan alla prima del film di Anton Corbijn “A Most Wanted Man”

New York 22 luglio 2014 – Dave Gahan alla prima del film di Anton Corbijn “A Most Wanted Man”, basato sul romanzo “Yssa Il Buono” di John le Carré e prodotto e distribuito da Lions Gate Entertainment e Roadside Attractions.
Il film è stato presentato il 19 gennaio 2014 al “Sundance Film Festival”. Nelle sale statunitensi uscirà il 25 luglio, in quelle italiane il 30 ottobre.

Tra le star presenti alla premiere, ospitata da Cinema Society & Montblanc presso il “Museum of Modern Art” di New York, Dave Gahan con sua moglie Jennifer e i figli Stella Rose e Jimmy Gahan, Mick Jagger, l’attore Dane DeHaan, l’attrice Anna Wood e parte del cast come Rachel McAdams (che nel film interpreta il ruolo di Annabel Richter) e Robin Wright (che nel film interpreta il ruolo di Martha Sullivan).

Guarda tutte le foto su www.facebook.com/media

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.


Lo show dei Depeche Mode a Birmingham – Recensione –

foto nativemonster.com

I Depeche Mode, le leggende dell’elettronica, hanno fatto tappa alla LG Arena di Birmingham con un’unica data nel Regno Unito del loro tour europeo invernale.

Con una carriera di oltre tre decenni, i Depeche Mode hanno pubblicato quello che da molti è considerato uno dei loro lavori migliori, il magnifico Delta Machine del 2013, e la band ha scelto i primi due brani di quest’album per aprire il concerto di ieri sera.

“Welcome To My World” e “Angel” incarnano la maestosità oscura al cuore della musica dei Depeche Mode: pulsante, minacciosa e seducente e al contempo permeata di una vena di malinconia paradossalmente confortante.

Davanti alle proiezioni sugli schermi giganti, il cantante Dave Gahan ha interpretato la parte di dio del rock dai fianchi snelli e sinuosi, saltellando sul palcoscenico, un po’ Freddie Mercury, un po’ Bono e un po’ Jim Morrison.

Sostenuto sul palco da un’altra tastiera e dalla batteria, il tastierista e chitarrista Martin Gore e il tastierista Andy Fletcher l’hanno affiancato in un viaggio di due ore fra brani vecchi e nuovi.

Martin Gore ha avuto il suo momento sotto i riflettori in un paio d’occasioni, con un’interpretazione vocale poderosa di “Slow” tratta dal nuovo album, trasformandola in una torch song intrisa di blues e jazz, con il solo accompagnamento di Peter Gordeno al pianoforte.

Il suono della band si è ampliato enormemente con la presenza di Christian Eigner alla batteria, la cui esecuzione fa da complemento ai ritmi taglienti delle linee di basso sintetiche.

Naturalmente ci sono stati anche i brani di successo, il pubblico ha ballato con “Policy of Truth”, “Behind The Wheel”, “A Question of Time” e “Just Can’t Get Enough”.

Ma il pezzo forte della serata è stato senza dubbio un’interpretazione stupefacente di “Personal Jesus”, la canzone che rappresenta fra tutte le altre il percorso che la band ha intrapreso dall’electropop verso un genere più profondo e concreto.

Una partenza lenta e stravagante, che ricordava la cover prestigiosa di Johnny Cash, prima di scatenarsi a tutta forza mandando il pubblico in visibilio.

Reach out and touch faith, “tendi la mano e tocca la fede”, cantava Gahan. Quindicimila credenti hanno fatto proprio questo.

Fonte nativemonster.com

Traduzione a cura di Barbara Salardi per Depeche Mode e Dintorni

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.


Dave Gahan:«Se tutto va bene nella primavera del 2015 un nuovo album con i Soulsavers»

Come un anno e mezzo fa, Dave Gahan e Rich Machin parlano nuovamente della loro intenzione di collaborare per un secondo album dei Soulsavers.
Nell’intervista apparsa nel nuovo numero della rivista tedesca Sonic Seducer (qui scannerizzata), rilasciata ad ottobre in occasione del lancio della deluxe edition di “The Light The Dead See” (del 2012), Rich afferma che gli piacerebbe andare in tour con Dave ma: «È molto meglio avere più di dieci brani live. E lo faremo presto, perché abbiamo già preso in considerazione il prossimo disco insieme a Dave».

Dave aggiunge: «Sono in contatto costante con Rich. Mi tiene informato su canzoni nuove e idee per le quali potrei dare il mio contributo. Certo, Rich collabora con tanti altri artisti come Mark Lanegan, e la mia voce non sempre è adatta a tutti i suoi pezzi. Però mette sempre da parte dei brani nei quali ritiene potremmo collaborare. (…) Ma “The Light The Dead See” non è stato certamente un lavoro unico: se tutto va come immaginiamo, intorno alla primavera del 2015 dovrebbe uscire un nuovo album nel quale canterò con i Soulsavers».

Ora, considerando che i Soulsavers hanno in programma un album + un EP per il 2014 (leggi qui), non aspettiamoci il ritorno fulmineo di Dave in studio al termine di questo tour.
Gahan infatti sottolinea che: «Credo sia comprensibile che voglia stare con la mia famiglia. Però, conoscendomi, dopo un po’ mi tornerà il desiderio di fare nuova musica e quindi continuerò».

Gli estratti dell’intervista tradotti da Barbara Salardi provengono da depeche-mode.com

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.


2013 in review – Annual Depeche Mode e Dintorni Report from WordPress.com

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2013 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

The Louvre Museum has 8.5 million visitors per year. This blog was viewed about 130,000 times in 2013. If it were an exhibit at the Louvre Museum, it would take about 6 days for that many people to see it.

Click here to see the complete report.


Il 2013 di ‘Depeche Mode e Dintorni’ – calendario 2014

Grazie a tutti voi che ci avete seguito con fede e devozione in questo 2013 che è stato un anno ricco di novità, un anno che ci ha regalato Delta Machine e il Delta Machine Tour con due date italiane da cardiopalmo!

4.561 volte grazie agli inscritti che ci leggono sul blog (a fine 2012 eravate 465!)
15.523 volte grazie ai fan che ci seguono su facebook
1.461 volte grazie ai followers di twitter

Grazie a tutti quelli che ci hanno inviato video, foto e recensioni del Delta Machine Tour, a quelli che ci hanno tenuto compagnia con commenti, a volte critici a volte divertenti e a chi crede in noi!

Per tutti voi abbiamo preparato un regalo molto speciale, il calendario 2014 che questa volta (a differenza del calendario 2013) raccoglie le immagini più belle dei nostri Depeche on stage! E’ stato davvero difficile scegliere tra le migliaia di foto presenti nel nostro archivio, difficile a tal punto che abbiamo deciso di realizzare ben due calendari!
Clicca qui per scaricare (in alternativa nowdownload o rapidshare)

Pronti per il 2014? Pronti per le nuove date italiane del Delta Machine Tour?
Noi scenderemo in campo con voi a Bologna e anche questa volta, dopo il successo di Roma, prepareremo una coreografia… ma di questo ne parleremo più avanti.
Vi ricordiamo che abbiamo circa 20 biglietti disponibili per lo show del 22 febbraio, Parterre in Piedi (no Early Entrance) e Gradinata Est – L. Per info QUI.

E ora ripercorriamo il nostro 2013

Gennaio 2013

Febbraio 2013

Marzo 2013

Aprile 2013

Maggio 2013

Giugno 2013

Luglio 2013

Agosto 2013

Peter Gordeno e Christian Eigner impegnati nel progetto ‘OPIEN’ “L’album si chiama ‘Atlanta‘ e vede la collaborazione di Christian Eigner (turnista dei Depeche Mode dal 1997) insieme al produttore, compositore e polistrumentista Niko Stoessl (che ha lavorato anche in Hourglass di Dave Gahan). ‘Atlanta‘ nasce dal progetto ideato da Niko Stoessl, ‘OPIEN‘, gestito dal team di Daryl Bamonte.
Nel video che vi proponiamo, ‘Let Me Down‘, noterete anche la presenza di Peter Gordeno (turnista dei Depeche Mode dal 1998).” Altri articoli che potrebbero interessarti

Settembre 2013

  • Una chiacchierata con Andrew Fletcher dei Depeche ModeAbbiamo fatto show strepitosi. Forse è stata la migliore serie di concerti della nostra carriera. Dave è sempre stato fenomenale, il pubblico si è dimostrato fantastico e molto partecipe, perfino nelle zone d’Europa che sono in recessione. La nostra è una carriera da sogno, dagli inizi fino a oggi. Non avremmo mai immaginato di essere ancora qui, di andare in certi paesi, di essere sempre più famosi. È meraviglioso. In tutta sincerità, credevamo che sarebbe durato solo un paio d’anni.Altri articoli che potrebbero interessarti

Ottobre 2013

Novembre 2013

  • Dave Gahan: “La musica mi ha salvato”È cominciato tutto con il glam rock, con gli Slade, T Rex, David Bowie e Roxy Music. Poi sono arrivati i Damned e i Clash. Ma la mia vera illuminazione è stata Ziggy Stardust, l’uomo che viene da altrove.
  • Jayce Lewis annuncia la data di pubblicazione del nuovo album “La scorsa settimana JL ha firmato con la Caroline International (Universal Music Group), accordo che gli permetterà di pubblicare il nuovo album dal titolo “Nemesis” tra marzo e aprile 2014, anticipato dalla release di un primo singolo nel mese di gennaio.
    Successivamente, Jayce registra un nuovo nome per il suo progetto, che porta avanti alla grande già da qualche anno, e dice: «andava fatto, qualcosa che doveva essere fatta qualche tempo fa» da ora in poi tutto ciò che Lewis produrrà, dai live ai lavori in studio, porterà il nome di PROTAFIELD.” Altri articoli che potrebbero interessarti

Dicembre 2013

BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO A TUTTI!!!


Video

Dave Gahan: “Durante il periodo SOFAD mi appassionava più dipingere che fare musica” guarda la video intervista

L’intervista di svt.se del marzo scorso, registrata in un hotel di Austin prima dello show al SXSW festival.

Traduzione a cura di Barbara Salardi per Depeche Mode e Dintorni

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.


Le scarpe dei Depeche Mode per un’asta benefica

Le scarpe dei Depeche Mode per un'asta benefica1Martin, Andy e Dave donano le proprie scarpe a un ente di beneficenza che da tre anni organizza aste benefiche per aiutare le persone disagiate. Molti i nomi delle star che hanno aderito a questa iniziativa: Natalie Portman, Michael Douglas, Kevin Spacey, Sigourney Weaver, Ben Stiller, Chris Martin, Madonna, Kate Winslet, Ewan McGregor, Elton John, Vivienne Westwood e altri. Le offerte partiranno dal 5 fino al 15 dicembre. Per info visita stores.ebay.com/Auction-Cause/Small-Steps.html

La Small Steps Celebrity Shoe Auction è la più grande asta di scarpe di celebrità al mondo, dove grandi personaggi famosi fanno un passo avanti per aiutare i bambini che vivono nelle discariche. Lo Small Steps Project è un ente di beneficenza registrato nel Regno Unito e l’unico a concentrarsi in particolare sulle comunità che vivono nelle discariche. Facendo un’offerta per queste scarpe, non solo potrete aggiudicarvi un pezzo di storia della cultura pop, ma farete anche voi un piccolo passo per aiutare i bambini in povertà. Grazie a eBay Giving Works, il 100% dei fondi raccolti andrà direttamente all’ente di beneficenza.

Dave Gahan ha indossato gli stivaletti di Jean-Michel Cazabat per tutto il periodo di registrazione dell’album “Delta Machine”, sia a New York che a Santa Barbara. La taglia è 43.

Le Terry de Havilland di Martin Gore sono state realizzate su misura per l’attuale tour mondiale di “Delta Machine”. La taglia è 42.

Andy Fletcher ha indossato sul palco le sue Y3 nell’ultimo tour mondiale di “Delta Machine”. La taglia è 44.

www.smallstepsproject.org/shoedonors

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.

 

Aggionamento del 06.12.13

Al via l’asta benefica di Small Steps Project!
Le scarpe dei Depeche Mode battute all’asta per la modica cifra di:
550.01 sterline (euro 785.90) per le Terry de Havilland di Martin
1,100.00 sterline (euro 1571.77) per gli stivaletti Jean-Michel Cazabat di Dave
211.00 sterline (euro 301.49) per le Y3 di Fletch


Dave Gahan: “La musica mi ha salvato”

I Depeche Mode, che la rivista Q ha definito “la più famosa band di musica elettronica che il mondo abbia mai conosciuto”, arriveranno domenica ad Abu Dhabi. Il cantante Dave Gahan ci rivela le dinamiche del gruppo e in che modo la musica l’ha salvato.

Cosa ti ha spinto a entrare nei Depeche Mode?

«Non avevo alternative. Frequentavo l’istituto d’arte perché non volevo lavorare, e mi avevano detto di andarmene. Poi Vince [Clarke] mi ha sentito cantare “Heroes” di David Bowie nella sala prove accanto alla loro, e mi ha chiesto di entrare nel gruppo.»

All’inizio che impressione ti hanno fatto gli altri del gruppo?

«Erano tutti molto simpatici. Un po’ strani. Martin [Gore] diceva che gli piaceva la chiesa perché si cantava. Ero diffidente, ma in realtà diffidavo di chiunque.»

 

 

In che modo lavorate insieme come gruppo?

«Non siamo una band di tipo tradizionale. Non siamo come i Rolling Stones che improvvisano insieme in studio. C’è un rapporto ben costituito fra me e Martin. Fletch [Andy Fletcher] offre le sue idee, il suo aiuto, è quello che dice: «Ma che stai facendo? Ci stai lavorando da tre giorni, fa schifo». È l’acqua tiepida fra il ghiaccio e il fuoco. Fa le parole crociate, e finché riesce ad andare a pranzo entro l’una, sta bene così.»

Hai mai avuto un’illuminazione musicale in gioventù?

«È cominciato tutto con il glam rock, con gli Slade, T Rex, David Bowie e Roxy Music. Poi sono arrivati i Damned e i Clash. Ma la mia vera illuminazione è stata Ziggy Stardust, l’uomo che viene da altrove.»

 

Che ricordi hai della scuola?

«La odiavo. Il mio più bel ricordo è quando l’insegnante mi ha detto: “Gahan, che c’è di tanto interessante fuori dalla finestra?“. C’era soltanto un campo, ma se fossi stato più coraggioso avrei risposto: “C’è più vita là fuori che qui dentro“, e mi avrebbe mandato dal preside. Ero un sognatore.»

Ci sono stati momenti bui nella tua vita. Adesso sei più felice?

«Sono ancora ipersensibile riguardo alle critiche, ma sono molto contento di me stesso. Mi perdo nelle canzoni, sul palco, quando faccio musica, e anche nella musica degli altri, se sono fortunato.»

Hai qualcosa di cui lamentarti?

«Di me stesso. Non sono in grado di vivere come un normale essere umano. Tendo a essere troppo aggressivo oppure troppo entusiasta. Litigo con mia moglie, e mi dice: “Non parlarmi in quel modo, non sono né un membro del tuo gruppo né un tuo amicone“».

Il tuo patrigno è morto quando avevi dieci anni. Che effetti ha avuto su di te?

«Avevo due fratelli più piccoli, e mi sono detto: «Ci penserò io, so cosa fare». Ma in realtà andavo a fondo. Secondo mia madre ero molto testardo, io preferisco credere che andassi contro corrente. Per questo il punk faceva al caso mio. Mia mamma dice che ho cominciato a frequentare la gente sbagliata. Mi piaceva vedere le reazioni che suscitavo nel comportarmi male, nel fare cose da adolescente. Ma la musica mi ha salvato.»

Nel 2009 ti hanno diagnosticato un tumore alla vescica. Qual è stata la tua reazione?

«Per fortuna l’hanno trovato in fase iniziale. È come se fossi finito contro un muro, e meno male che è successo, perché mi ha fatto ripensare a mia moglie, ai miei figli e a tutto quello che ho.»

 

Intervista inclusa nel n° 13 di Hype Magazine in DL gratuito nell’app store iTunes qui

traduzione a cura di Barbara Salardi in esclusiva per Depeche Mode e Dintorni

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.


Soulsavers feat Dave Gahan: una Deluxe Edition per ‘The Light The Dead See’

Il 18 novembre nel Regno Unito e il 6 dicembre in Germania, verrà pubblicata una nuova edizione (in tiratura limitata) di ‘The Light The Dead Seeil nuovo album dei Soulsavers con la collaborazione speciale di Dave Gahan.

La versione deluxe dell’album (CD+DVD) conterrà, oltre a un libretto con testi e immagini, un DVD con il video ufficiale di ‘Take Me Back Home’ diretto da High 5 Collective, un’intervista dietro le quinte con Dave Gahan e Rich Machin dei Soulsavers e il ‘Live In Hollywood‘ (organizzato da Mute per il lancio dell’album) tenutosi il 21.07.2012 nel leggendario Capitol Records di Los Angeles e diretto da Cameron Fertitta.

Il CD/DVD è disponibile per l’ordine su Amazon.de, recordstore.co.uk e amazon.co.uk

CD
1. La Ribera
2. In The Morning
3. Longest Day
4. Presence Of God
5. Just Try
6. Gone Too Far
7. Point Sur Pt.1
8. Take Me Back Home
9. Bitterman
10. I Can’t Stay
11. Take
12. Tonight

DVD
Live In Hollywood
Interview
Take Me Back Home (Video)

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.

 


Dave Gahan: «Mi è sempre piaciuta l’arte moderna e l’ho studiata molto all’istituto d’arte»

Dave Gahan è il cantante e uno degli autori dei Depeche Mode. Porta inoltre avanti una carriera di successo da solista.

D: Quando hai cominciato a interessarti all’arte contemporanea?

R: Mi è sempre piaciuta l’arte moderna e l’ho studiata molto all’istituto d’arte.

D: Collezioni un certo tipo d’arte o opere di determinati artisti?

R: Colleziono e compro quello che mi piace. Per esempio, quindici anni fa, ho comprato un’opera di Marilyn Minter perché mi piaceva la sua arte. Da allora è diventata molto famosa.

D: Hai qualche progetto in cantiere di cui vuoi parlarci?

R: Al momento sono in tournée mondiale con i Depeche Mode.

D: C’è qualche mostra che sei impaziente di vedere?

R: Purtroppo in questi mesi viaggio molto per la tournée, e mi sono perso parecchie cose. Mi sarebbe piaciuto andare a quella di James Turrell e prima o poi vorrei vedere la mostra di Hieronymus Bosch.

D: Un libro d’arte che consigli a tutti?

R: Inwards and Onwards di Anton Corbijn.

D: Una citazione o un motto d’artista secondo cui vivere?

R: Se le tue labbra si muovono, stai mentendo.

 

Fonte: exhibitiona.com

traduzione a cura di Barbara Salardi in esclusiva per Depeche Mode e Dintorni

 

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.


Peter Gordeno e Christian Eigner impegnati nel progetto ‘OPIEN’

Photo © by Julia Weigand

L’album si chiama ‘Atlanta‘ e vede la collaborazione di Christian Eigner (turnista dei Depeche Mode dal 1997) insieme al produttore, compositore e polistrumentista Niko Stoessl (che ha lavorato anche in Hourglass di Dave Gahan).
Sonorità dallo stile unico danno vita ad un’atmosfera pura e distinta, senza l’aggiunta di componenti digitali o tracce pre-registrate fanno di questo album un tributo a quegli artisti maggiormente influenti rievocando brillantemente gli anni 80  e nello stesso tempo uno sguardo sulla musica del futuro “conducendo l’ascoltatore in un universo in cui gli idoli del passato e gli eroi del futuro si scontrano in perfetta armonia“.
Atlanta‘ nasce dal progetto ideato da Niko Stoessl, ‘OPIEN‘, gestito dal team di Daryl Bamonte.
Nel video che vi proponiamo, ‘Let Me Down‘, noterete anche la presenza di Peter Gordeno (turnista dei Depeche Mode dal 1998).

www.opien.com
www.facebook.com/OpienAtlanta


La video intervista di Telerama.fr a Dave Gahan

Intervista a cura di Télérama.fr

Quali sono i testi di Delta Machine che ti vengono in mente?
DG: «’Welcome to my world’, ‘Broken (from the start)’ e ‘Goodbye’»

Una canzone che ti emoziona a tal punto da farti piangere?
DG: «Tutte le canzoni dell’album ‘After The Gold Rush’ di Neil Young.»
Perchè?
DG: «La sua voce, le parole che usa per esprimere i suoi sentimenti, la sua onestà, e il modo che ha di narrare le storie.»

Depeche Mode è una dipendenza?
DG: «Non per me. Amo la musica che componiamo, è un viaggio non una dipendenza. E’ una storia che dura da più di venti anni, abbiamo fatto musica per gran parte della nostra vita.»

Blues VS Synth-pop
DG: «Sai, il titolo dell’album, ‘Delta Machine’, testimonia le radici blues del disco. Credo sia un bel connubio quello tra synth e blues. Molti degli artisti che si ispirano al blues oggi, da Mark Lanegan, Nick Cave, Led Zeppelin ai Rolling Stones, prendono influenze come il blues o il gospel, per creare qualcosa di personale. Noi facciamo un pezzo in modo tradizionale, pop per esempio, e la personalizziamo con il blues.»

Esibirsi negli stadi
DG: «Si. E quindi?»
Ti piace?
DG: «Si, mi piace! Recentemente ci siamo esibiti in posti più piccoli per presentare il nuovo album. Abbiamo suonato i nuovi brani e i vecchi più apprezzati. E’ stato interessante tornare ad esibirsi nei club, è differente perchè più intimo ma anche spaventoso. Esibirsi negli stadi si adatta molto bene alla nostra musica, perchè la nostra musica ha bisogno di spazio, è cinematografica e spesso richiede la partecipazione del pubblico. E’ come una grande festa. Amiamo il fatto che i nostri concerti tocchino vari posti, è come un grande viaggio.»

Il tuo primo ricordo legato alla musica?
DG: «Facile. Il mio primo ricordo musicale è legato al mio patrigno, che era un musicista jazz e suonava il sassofono, il clarinetto e il trombone. Ricordo che mi sedevo sulle scale e lo ascoltavo suonare.
Lui faceva parte di una band di musica jazz, credo abbia inciso anche un paio di dischi. Ascoltavo la musica dei grandi del jazz, quella che a mio avviso era il jazz più oscuro di quel periodo. Ascoltavo il mio patrigno suonare, l’ho visto esibirsi dal vivo, un paio di volte ho assistito alle prove della sua band e… questo è il mio ricordo.»

La tua voce
DG: «Qualcosa che ho ancora?»

Far parte di una band
DG: «Far parte di una band è una sfida. A volte devi saper accettare le differenze. Spesso ti fa scoprire un apsetto della tua personalità che ancora non conoscevi. A volte ci sono differenze insormontabili… ma sai, dobbiamo provarci comunque.»

La band è come una squadra unita
DG: «Se qualcuno è a terra siamo tutti un pò a terra, è così che funziona.»

Malinconia e felicità
DG: «Sono molto vicini, non credi? L’uno nutre l’altro.»

Il mio errore più grande
DG: «Non saprei. A volte apro la bocca troppo in fretta, invece di star calmo e ascoltare. Nella vita si dovrebbe ascoltare di più, invece di parlare.»

Rallentare o accellerare?
DG: «Questa è una bella domanda. Beh, si dovrebbe accellerare prima di poter rallentare, e, a volte, rallentare per poter accellerare più velocemente. Uno alimenta l’altro, ma rallentare permette di far emergere cose incredibili, cose che non immagineresti mai, e lavorando in una band ho imparato che è meglio dare spazio agli altri di esprimere le proprie idee, perchè si può rimanere piacevolmente sorpresi, soprattutto se stai scrivendo una canzone e pensi di averla finita, loro riescono a darti un giudizio secondo il loro punto di vista. »

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.

video intervista ai Depeche Mode: «Heaven è uno dei motivi per cui continuo a fare musica» rivela Dave Gahan

video intervista ai Depeche Mode «Heaven è uno dei motivi per cui continuo a fare musica»

Depeche Mode – The Making Of Heaven – Delta Machine

Nuova video intervista in parte girata a New Orleans. La band parla della realizzazione del single Heaven e l’importanza di questo brano.

Dave: «In tutti questi anni, Martin ha scritto un sacco di canzoni incredibili che ho avuto la fortuna di cantare. E’ come se mettessi i miei stivali preferiti, quelli che indosso da tanti anni. Questo brano mi calza a pennello. Appena ho ascoltato la demo sapevo esattamente come volevo interpretare la canzone.  Non ci sono altri brani come questo nel disco.»

Martin: «E’ bello fare qualcosa di diverso ogni volta, qualsiasi cosa. Magari qualcosa di semplice purchè non ci si ripeta. Heaven è stata composta al piano. Avevo scritto gli accordi, la linea vocale e il testo prima ancora di avvicinarmi ad un computer.»

Andrew: «Non siamo una band come tutte le altre. Non c’è quello che suona la batteria o quello che suona il basso. Il nostro è un lavoro di squadra e con i Depeche Mode la fortuna è che scriviamo sempre fuori dallo studio di registrazione. Come ha fatto Martin con Heaven.»

Dave: «Ho capito subito che questa canzone sarebbe stata l’asse portante del disco. Il resto dell’album doveva essere allo stesso livello. Heaven è uno dei motivi per cui continuo a fare musica.»

Qui trovate alcune screencaps dell’intervista.

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.

La sinergia sincretica di Heaven

La sinergia sincretica di Heaven

Allo scoccare della mezzanotte di giovedì scorso,  su vevo.com c’è stata la prima dell’attessissimo video di Heaven che segna il grande ritorno dei Depeche Mode.

Nelle ore successive la premiere (in 24 ore ha superato 1 milione di visualizzazioni su YT) c’è stato un susseguirsi di commenti positivi sia per il brano, che avevamo ascoltato con qualche giorno di anticipo perchè sgattaiolato fuori da non si sa dove, e sia per il video. Heaven è un pezzo davvero incredibile, la voce di Dave sposa quella di Martin in modo encomiabile. Musica e parole trovano un perfetto stato di beatitudine.
Un brano che non ha nulla a che fare con il precedente Wrong (SOTU), perchè Heaven si presenta come una ballad elettronica che trascina l’anima up to Heaven. Quindi, munitevi di paracadute e caschetto di protezione, perchè a fine ascolto sarete catapultati nuovamente sulla terra ferma.

Detto questo parliamo del video, e che video gente! Chi se lo sarebbe mai immaginato!?
Perfettamente incastonato in un’atmosfera gotica e con riferimenti che toccano esoterismo ed entità celesti, spaziando fra realtà e soprannaturale, video e brano assumono un aspetto sincretico, misterioso e accattivante. Una sinergia che introduce molto bene l’album, mix innovativo di suoni.
E poi ci sono loro Dave, Martin e Fletch, finalmente! Perchè diciamolo pure che Wrong, Peace, Fragile Tension e Hole To Feed ci avevano lasciati un pò a bocca asciutta.

Non a caso invece quello che riguarda la scelta della location del video. Infatti la Holy Trinity Church, al 725 di St.Ferdinand Street New Orleans, è una vecchia chiesa abbandonata la cui costruzione risale al 1853. Attualmente, conosciuta come Marigny Opera House, la chiesa ospita interessanti eventi musicali, spettacoli di danza e teatro. Il Marigny Opera House è finanziato e gestito dalla Marigny Opera House Foundation che mira al restauro dell’edificio al fine di donare al quartiere e alla città di New Orleans una risorsa spirituale e artistica.

Il punto di partenza concettuale del regista Timothy Saccenti (direttore tra l’altro del video “Man Made MachineMOTOR feat Martin Gore) è stato proprio lo stile dell’album, un mix di blues ed elettronica.
Ed è proprio in merito alle influenze blues, che l’album prende poi il nome di Delta Machine.

A dare ulteriore conferma di ciò, è stato Dave Gahan in un’intervista su KROQ-FM nel programma radiofonico “Kevin And Bean“, dove viene chiesto a Dave se la parola “Delta” abbia qualcosa a che fare con New Orleans o il blues. «C’è sicuramente una forte influenza blues, si avvicina un pò ai tempi di Songs of Faith & Devotion, musicalmente. Martin ha tirato fuori un sacco di riff blues» dice Dave, precisando che per quanto riguarda i testi ricorda più l’era Violator.
Dave ritiene Martin un ottimo chitarrista, anche se lui fondamentalmente si sottovaluta come tale.
Per quanto riguarda Heaven, dice che hanno deciso di pubblicare il singolo un giorno prima del previsto, causa sgattaiolamento anticipato del brano in rete. Spiega poi che il brano lo ha colpito sin da subito «Ero come ‘Ahhh non vedo l’ora di cantare questo pezzo!’»
Accenna poi al tour, dicendo che le date Statunitensi partiranno dalla costa occidentale a fine estate/inizio autunno, più o meno.
Gli viene poi chiesto in che modo la band riesca a conservare la stessa grinta da 32 anni
«Sono continuamente sorpreso da questa band, accadono sempre molte cose interessanti.» Spiega che ogni volta che un tour arriva alla sua conclusione, loro si chiedono se sia il caso di continuare o fermarsi, ma alla fine sentono di avere ancora un sacco da dare: «Quello che voglio dire è, che non è ancora finita» ed è proprio questo che li spinge a tornare nuovamente in studio.
Dave poi ironizza scherzosamente guardando al passato, ai loro 32 anni di storia: «Siamo stati la band che nessuno capiva, poi la band che tutti cercavano di imitare, e improvvisamente siamo diventati la band che tutti dicono ‘oh, siamo stati influenzati da!’» e conclude «me la tirerò un pò ma, siamo ancora la più grande band alternativa, in un modo o nell’altro.»

Altre dichiarazioni di Dave provengono invece da una video intervista di recente pubblicazione dove annuncia che: «Ci sarà una seconda versione del disco che comprende tutto ciò che abbiamo registrato durante la lavorazione di Delta Machine.»
(Box Edition come SOTU?)

Spiega poi quanto sia importante affidarsi alla moderna tecnologia (Dave usa il suo Iphone per registrare idee e fa ampio uso della fotocamera) e dell’interessante e ricca partnership con Deutsche Telekom.
«E’ sempre stato importante per noi sfruttare le tecnologie innovative, al fine di rendere ogni tour più grande e migliore di quello precedente. Con il sostegno di Deutsche Telekom (partner della band in 16 delle date europee del world tour che partirà a maggio) saremo in grado di coinvolgere, come mai prima d’ora, un maggior numero di fans al nostro prossimo tour europeo, in qualsiasi posto essi si trovino.» (video intervista qui e qui)

Ora mi chiedo, sarà mica la volta che vedremo un live dei Depeche in diretta web?

Sempre la Deutsche Telekom, sta organizzando una mostra d’arte che vedrà protagonisti i fans dei Depeche Mode. La versione virtuale della mostra sarà a cura del sito electronicbeats.net, mentre nelle città di  Berlino, Varsavia, Budapest, Zagabria e Praga verranno esposte le opere più importanti. Tutti possono partecipare a prescindere dal luogo in cui si trovano.
Non abbiamo altre notizie riguardo questa mostra, gli organizzatori ci hanno comunicato che avremo presto tutti i dettagli.

E ancora la Deutsche Telekom ha messo sù un contest che permetterà di vincere un meet and greet con i Depeche. Cosa bisogna fare: se avete in programma una delle 16 date sponsorizzate da questa grande azienda di telecomunicazioni tedesca (Atene, Sofia, Bukarest, Budapest, Zagabria, Bratislava, Monaco, Stoccarda, Francoforte, Berlino, Lipsia, Amburgo, Dusseldorf, Dusseldorf, Praga, Varsavia) basterà acquistare il vostro ticket su telekom-streetgigs.de e parteciperete così al contest.

Timothy Saccenti, director | Jason Baum, producer | Radical Media, production co. | Ivan Abel, DP | Dayn Williams, editor | Sherri Korhonen, Andrea Huelse, production designers | symbols + rituals, mask designer | Ivan Safrin, projection designer | Russel Mack, VFX lead | Dan Giraldo, VFX | | Alvin Cruz, flame artist/colorist Ram Bhat, matte painter | Mark Holmes, stylist | Andrea Helgadottir, make-up | Jennifer Heath, exec. producer | Saul Levitz, commissioner

Screencaps e gif animate di Heaven qui

Per tutte le short news, foto e video seguiteci su Facebook e Twitter!

Heaven
(CD-Maxi)

Amazon.it
Direct

Heaven
(CD)

Amazon.it
Direct

Heaven
(MP3)

Amazon.it
iTunes
Direct

Delta Machine
(Edizione Deluxe)

prossimamente su Amazon.it
Direct

Delta Machine
(Standard CD)

prossimamente su Amazon.it
Direct

Delta Machine
(Versione Digitale)

ordina su iTunes
Direct

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.

Un anno con Depeche Mode e Dintorni – Calendario 2►13

Ringraziamo i lettori che ci hanno seguito per tutto il 2012.  Abbiamo superato 100.000 visite con 465 iscritti. Per ringraziarvi vi mettiamo a disposizione, gratuitamente, il calendario 2013 che abbiamo realizzato per voi e per celebrare quello che sarà un anno pieno di Depeche Mode.  Potete scaricarlo qui

Gennaio 2012:

  • La splendida macchina DM inizia a scaldare i motori! Qualcosa inizia a muoversi in quel di Santa Barbara, CA. Come già anticipato prima delle feste natalizie, la prossima settimana Dave, Martin e Andy si incontreranno a casa di Mr Gore a Santa Barbara per la fase organizzativa del nuovo album dei Depeche Mode…

Febbraio 2012:

Marzo 2012:

Aprile 2012:

Maggio 2012:

  • “I Dream of Wires” un film che racconta la storia dei sintetizzatori modulari I Dream Of Wires, è un film documentario sulla storia e la rinascita dei sintetizzatori modulari. Il film, sponsorizzato da MATRIXSYNTH e attualmente in produzione, darà la possibilità di conoscere o approfondire la storia e lo sviluppo iniziale dei sintetizzatori modulari, tutto questo raccontato da chi li ha vissuti in prima persona: seminal modular designers come Don Buchla, i primi pionieri della musica elettronica come Morton Subotnick e Bernie Krause

Giugno 2012:

Luglio 2012:

Agosto 2012:

Settembre 2012:

Ottobre 2012:

  • Daniel Miller riceve il premio Pioneer al AIM Awards 2012 Il capo dell’etichetta Mute, Daniel Miller, è stato onorato con il premio Pioneer al AIM Awards 2012. Con il premio Pioneer, AIM vuole riconoscere lo stile visionario dei fondatori delle etichette indipendenti, e a chi meglio di Miller, una delle figure più influenti della storia della musica elettronica?!…

Novembre 2012:

Dicembre 2012:

Lo spettacolo pirotecnico di Londra con Depeche Mode dal minuto 2:23 reach out and touch faith!
Buon anno a tutti 🙂


2013 l’anno dei Depeche Mode

2013 l'anno dei Depeche Mode - Dave Gahan

L’intervista a Dave Gahan è a cura di François Lestavel per Paris Match

Paris Match: Il vostro è un gruppo di grande ispirazione. Pensi che i Depeche Mode abbiano ridisegnato le sonorità della musica pop?
Dave Gahan: «In qualche verso nel corso degli anni si, per il nostro modo di concepire la musica pop con strumenti elettronici. All’epoca era considerato un modo anomalo, mentre ora lavorare su un computer in studio è diventato naturale per molti artisti. Ma noi siamo sempre alla ricerca di modi interessanti per la realizzazioni delle nostre canzoni, creare nuovi suoni, atmosfere.»

PM: Hai realizzato due album solista. Queste esperienze hanno unfluenzato le sonorità del nuovo album?
DG: «Penso di si. Sto imparando e migliorando stando a contatto con altri,  fuori della bolla confortevole dei Depeche Mode. Questo permette di aprirmi verso nuovi orizzonti musicali che trasmetto successivamente al gruppo. Ciò che mi motiva come artista è il fatto di vivere nuove esperienze, cogliere qualsiasi opportunità, come con i Soulsavers un progetto parallelo e sorprendente che mi ha dato tanto.»

PM: Quindi il vostro nuovo disco è il migliore che abbiate mai fatto?
DG: «Certo! Scherzi a parte, so che questo è un ottimo album e rappresenta ciò che siamo ora. E’ più energico che mai, abbiamo provato cose nuove molto eccitanti. In studio, lo svedese Chris Berg, che ha lavorato con The Knife, ha portato la sua electro minimalist. Ha creato qualcosa di unico.»

PM: Perché continuate ad esibirvi sempre negli stessi stadi anche per questo tour? Lo avete già fatto…
DG: «Sì, ma ci si sente molto fortunati a suonare di nuovo allo Stade de France. L’ultima volta fu un concerto incredibile, spero che sarà altrettanto la prossima estate e che andrà tutto bene. Nel 2009 lo spettacolo fu particolarmente memorabile per me perché mi avevano da poco dimesso dall’ospedale di New York, dove ero stato sottoposto ad un trattamento contro il cancro. Parigi fu la mia prima volta, dopo la convalescenza.»

PM: Qual’è il tuo rapporto con gli altri membri del gruppo?
DG: «Andiamo molto daccordo, considerando che ci frequentiamo da più di trent’anni. Abbiamo imparato a comunicare. Martin ha lavorato molto bene i brani ai quali ho contribuito. Il nuovo disco è stato un vero e proprio lavoro di squadra, più degli ultimi due album… e degli ultimi dieci anni.»

PM: Quando avete iniziato, nel 1979, avreste mai potuto immaginare di essere ancora qui, come band, nel 2012?
DG: «Non proprio. Non avevamo idea di cosa seremmo potuti diventare da lì a dieci anni, figuriamoci dopo trent’anni… era praticamente inimmaginabile! Gli anni passano ma noi continueremo fino a quando funzionerà e fino a quando rimarremo creativi. Non smetteremo fino al momento in cui sentiremo di non avere più nulla di innovativo da offrire. Non vorrei mai che la band si riducesse a produrre pessimi album…»

PM: Potreste avere la stessa longevità dei Rolling Stones…
DG: «Oh no, spero di no!»

PM: Quale è stato il periodo più difficile che avete vissuto all’interno del gruppo?
DG: «Ci sono stati molti momenti difficili a causa dell’abuso di alcol, droghe e tutte le insidie che minano i rapporti personali, matrimoni… Ma questa è la vita! Alla fin fine è la sorte di tutti, e noi non siamo diversi dagli altri.»

La PlayList

PM: La canzone che ti ha cambiato la vita?
DG: «“Moonage Daydream” di David Bowie.» (Ziggy Stardust)

PM: La canzone che ti commuove di più?
DG: «Qualsiasi brano dei Sigur Ros.»

PM: La canzone che ti fa star bene?
DG: «Qualsiasi brano dei Sigur Ros.»

PM: La canzone che faresti ascoltare ai tuoi figli?
DG: «”What’s Going On” di Marvin Gaye, “Imagine” di John Lennon, “London Calling” di The Clash.»

PM: Una canzone che avresti voluto scrivere?
DG: «”Hallelujah” di Leonard Cohen.»

PM: Una delle canzoni del tuo repertori che detesti?
DG: «Non ne detesto nessuna. Forse non amo molto interpretare ”Shake The Disease” live.»

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.