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40° Depeche Mode Party Milano – Foto e Recensione

Depeche Mode Party - Milano 16|05|2015 Fabrique

Depeche Mode Party – Milano 16|05|2015 Fabrique

 

Di Manuela Murdaca

40° Depeche Mode Party
Sabato 16 Maggio 2015
Fabrique – Via Fantoli, 9 – Milano

L’evento che dal 1993 e’ ormai un appuntamento fisso per i Devoti di Milano e zone limitrofe e’ tornato alla grande in una bella location, il Fabrique di Milano.

Locale pensato per ospitare concerti, eventi, dj set ed altro ancora in una modernissima struttura di oltre 2000 mq con suono ed illuministica di ultima generazione.

La serata si apre con il concerto degli Xelios Project che presentano il loro nuovo album frutto della collaborazione con Schmitz dei Kraftwerk.

Al termine del Live, ovvero passata mezzanotte, inizia la maratona interamente dedicata ai Depeche con un accenno del Video di Clean, si perche’ e’ solo un accenno, la prima canzone con lo sfondo del relativo video e’ It’s called a heart. Nick Rosa e’ il DJ che aveva preannunciato su Facebook della scelta, mantenuta, di usare Vinile e CD, no MP3. Giravano voci che sarebbe stata presente ONE TV NBC per riprendere la serata, ma ci ho fatto caso? Ero cosi’ presa dal ballo….

Le canzoni Depeche si susseguono dando grande spazio ai loro anni ’80: Everything Counts, Master and Servant, People and People, Shake the disease ed altre ancora. Per la gioia della sottoscritta, e non solo, Blasphemous Rumours. Il tutto sempre accompagnato dal video di pertinenza oppure come nel caso di Personal Jesus, In your room, I feel you, Walking in my shoes, World in my eyes da un estratto dei loro live: TTA Milano, Devotional Tour, 101 Pasadena etc alternadosi ad altri video come Suffer well, Dream On, Strange Love etc

Sulla parete di uno dei corridoi direzione bar, diversi mini schermi che mostravano interviste singole a Martin, Dave e Alan Wilder intervallato dal mitico “One night in Paris” e dal leggendario 101 Rose Bowl Pasadena.

Per rafforzare la messa laica tra noi Devoti ed i Depeche Mode, tre le canzoni estratte da Black Celebration: Black Celebration, Fly on the windscreen, World full of nothing.

Unica nota stonata della serata avere dato pochissimo spazio agli ultimi lavori dei Depeche, ovvero Delta Machine, PTA e SOTU. Ottima la scelta, secondo me, di alternare i video originali ad estratti dai concerti per non creare l’effetto Cinema, e bravo Nick Rosa che, quando c’erano i ritornelli, abbassava il volume della musica per farci sentire quello che noi Devoti cantavamo.

Al prossimo Depeche Mode Party, reach and touch Faith!!

 

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Gallery completa www.facebook.com/FabriqueMilano

www.fabriquemilano.it

www.depechemodeparty.com

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Recensione: Il Live In Berlin di Alexia Gahan

Quella che segue è la recensione scritta da una delle nostre lettrici più affezionate, Alexia Gahan.

Si accende la notte di Berlino, il suo urlo “Good evening Berlin” impatta con il pubblico fragoroso.
Welcome to my world – Benvenuti” nel mondo dei Depeche Mode, un mondo fatto di fede e devozione, di legami, di passione, di forza, di un amore lungo trent’anni.
The angel of love was upon me” l’angelo Dave Gahan vola sopra i fan berlinesi, carismatico, sensuale, per nulla toccato dagli anni, regala piroette e movimenti pelvici degni di un ballerino. La sua voce profonda e sensuale si carica di significato nella possente “Walking in my shoes”.
Che dire di “Mr. Martin Lee Gore” che arriva silenzioso, quasi in punta di piedi con la sua “The child inside” e “But not tonight” (accompagnato al piano da Peter Gordeno) a suscitare nei cuori e negli occhi dei fan lacrime di commozione, prende il posto di Gahan… è lui la stella nel cielo di Berlino.
Ma la notte è ancora lunga e arrivano “Black Celebration” “A question of time” a far saltare i fan. I giorni neri dei Depeche Mode sono ormai lontani, Gahan carica il suo pubblico, lo incita. Berlino si lascia andare sotto le luci e le proiezioni sugli schermi, l’adrenalina sale sempre di piu.
I sorrisi di Gahan e Gore che saltellano divertiti sulle note di “A pain that I’m used to” (proposta nella versione remix di Jacques Lu Cont’s) da l’idea di quanto siano uniti da tanta passione per cio che creano.
Di nuovo indietro con il tempo cavalcando sulle note di “Enjoy the silence” e “Personal Jesus” e’ tutto qui “tutto quello che abbiamo sempre desiderato e voluto è qui tra le nostra braccia” ed il pubblico lo sa ma Gahan porge il microfono ai fan e glielo ricorda.
La chitarra di Gore si infiamma sempre di piu. Si prosegue verso il finale con un Dave Gahan instancabile nella voce e nei movimenti, il suo “Ladies and Gentlemen Mr. Martin L. Gore” è un rituale a cui non vorremmo mai rinunciare.
Cosa dire di Andrew Fletcher, l’uomo dei synth, presenza silenziosa ma indispensabile del gruppo. Quando si arriva inevitabilmente a “Never let me down again” un brivido percorre la schiena a ricordare che il viaggio è ormai giunto al termine. Arriva il momento: mani in alto e via con il campo di grano, Gahan sembra guardarli uno per uno negli occhi, si sofferma quasi a voler rendere omaggio a quel momento intenso, profondo, vissuto con i propri fan. Un legame speciale lungo oltre trent’anni.
Arriva il saluto finale “Goodbye” Dave, Martin, Andrew, Peter e Christian si abbracciano ed abbracciano il loro pubblico. The moon is shining in the sky reminding me of so many other nights but they’re not like tonight.

iTunes:
Depeche Mode Alive In Berlin HD
https://itunes.apple.com/it/movie/depeche-mode-alive-in-berlin/id939096560

Depeche Mode Live In Berlin Soundtrack
https://itunes.apple.com/it/album/live-in-berlin-soundtrack/id937911189

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“Night/Day” secondo Diseases Of The South

“NightDay” secondo Diseases Of The South

Dopo aver pubblicato quattro EP durante il 2013, Ryan Holiday, nome d’arte Diseases Of The South, esce, nel mese di febbraio, con un doppio album dal titolo “Night/Day”, un’istantanea di 24 ore della vita moderna di periferia.
“Night/Day” parla delle scelte stressanti della vita, l’insonnia, il dubbio di sé e la depressione che ruota attorno a una famiglia di periferia.
Il lato “Night” dell’album, una raccolta di otto pezzi, si presenta come un’unica track della durata di 35 minuti. I pezzi sono brevi, ambient e a volte un po’ inquietanti.

“Night” è sicuramente l’antitesi di “Day”. Dalla sveglia straziante di “Good Morning”, alla ripetitiva routine quotidiana di “Oddly Meditative”, “Day” esplora la tensione nel cercare di mantenere il controllo di sé.
Ci sono progressioni di accordi che si replicano in “Night” come in “Day”, legando gli album in un concetto, in modo non diverso dai movimenti in un’opera classica.

“Night” segue la scia di artisti come Brian Eno, Tim Hecker e “Laughing Stock” dei Talk Talk.
“Day” ha un suono più vivace, più simile all’art-rock di David Bowie, Peter Gabriel e St Vincent, integrando inebriante musica elettronica simile a Moderat, Underworld e Radiohead.

Chi è Ryan Holiday in arte Diseases Of The South: Città natale e posizione attuale Philadelphia. Musician-dj hybrid: prerecorded loops, live vocal layering, live sound manipulation, live remixing.
Influenze musciali: Bowie, Kraftwerk, Radiohead epoca “Kid A”, Neu!, Neubauten, LCD Soundsystem, Gorillaz, Massive Attack.

Diseases Of The South ha anche inciso una versione molto personale dell’album Music For The Masses dei Depeche Mode. Pensate che Ryan ha decostruito tutti i pezzi e li ha rielaborati con arrangiamenti che si rifanno all’elettronica e a quello che è poi la natura dei Depeche Mode ma in chiave DOTS.
Attualmente M4TM versione Diseases Of The South non è online ma lo sarà a breve. Noi lo abbiamo ascoltato in anteprima e… beh ci ha davvero colpiti!

diseasesofthesouth.bandcamp.com
facebook.com/Diseasesofthesouth
diseasesofthesouth.tumblr.com
twitter.com/MrRyanHoliday



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