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40° Depeche Mode Party Milano – Foto e Recensione

Depeche Mode Party - Milano 16|05|2015 Fabrique

Depeche Mode Party – Milano 16|05|2015 Fabrique

 

Di Manuela Murdaca

40° Depeche Mode Party
Sabato 16 Maggio 2015
Fabrique – Via Fantoli, 9 – Milano

L’evento che dal 1993 e’ ormai un appuntamento fisso per i Devoti di Milano e zone limitrofe e’ tornato alla grande in una bella location, il Fabrique di Milano.

Locale pensato per ospitare concerti, eventi, dj set ed altro ancora in una modernissima struttura di oltre 2000 mq con suono ed illuministica di ultima generazione.

La serata si apre con il concerto degli Xelios Project che presentano il loro nuovo album frutto della collaborazione con Schmitz dei Kraftwerk.

Al termine del Live, ovvero passata mezzanotte, inizia la maratona interamente dedicata ai Depeche con un accenno del Video di Clean, si perche’ e’ solo un accenno, la prima canzone con lo sfondo del relativo video e’ It’s called a heart. Nick Rosa e’ il DJ che aveva preannunciato su Facebook della scelta, mantenuta, di usare Vinile e CD, no MP3. Giravano voci che sarebbe stata presente ONE TV NBC per riprendere la serata, ma ci ho fatto caso? Ero cosi’ presa dal ballo….

Le canzoni Depeche si susseguono dando grande spazio ai loro anni ’80: Everything Counts, Master and Servant, People and People, Shake the disease ed altre ancora. Per la gioia della sottoscritta, e non solo, Blasphemous Rumours. Il tutto sempre accompagnato dal video di pertinenza oppure come nel caso di Personal Jesus, In your room, I feel you, Walking in my shoes, World in my eyes da un estratto dei loro live: TTA Milano, Devotional Tour, 101 Pasadena etc alternadosi ad altri video come Suffer well, Dream On, Strange Love etc

Sulla parete di uno dei corridoi direzione bar, diversi mini schermi che mostravano interviste singole a Martin, Dave e Alan Wilder intervallato dal mitico “One night in Paris” e dal leggendario 101 Rose Bowl Pasadena.

Per rafforzare la messa laica tra noi Devoti ed i Depeche Mode, tre le canzoni estratte da Black Celebration: Black Celebration, Fly on the windscreen, World full of nothing.

Unica nota stonata della serata avere dato pochissimo spazio agli ultimi lavori dei Depeche, ovvero Delta Machine, PTA e SOTU. Ottima la scelta, secondo me, di alternare i video originali ad estratti dai concerti per non creare l’effetto Cinema, e bravo Nick Rosa che, quando c’erano i ritornelli, abbassava il volume della musica per farci sentire quello che noi Devoti cantavamo.

Al prossimo Depeche Mode Party, reach and touch Faith!!

 

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Gallery completa www.facebook.com/FabriqueMilano

www.fabriquemilano.it

www.depechemodeparty.com


Recensione: Il Live In Berlin di Alexia Gahan

Quella che segue è la recensione scritta da una delle nostre lettrici più affezionate, Alexia Gahan.

Si accende la notte di Berlino, il suo urlo “Good evening Berlin” impatta con il pubblico fragoroso.
Welcome to my world – Benvenuti” nel mondo dei Depeche Mode, un mondo fatto di fede e devozione, di legami, di passione, di forza, di un amore lungo trent’anni.
The angel of love was upon me” l’angelo Dave Gahan vola sopra i fan berlinesi, carismatico, sensuale, per nulla toccato dagli anni, regala piroette e movimenti pelvici degni di un ballerino. La sua voce profonda e sensuale si carica di significato nella possente “Walking in my shoes”.
Che dire di “Mr. Martin Lee Gore” che arriva silenzioso, quasi in punta di piedi con la sua “The child inside” e “But not tonight” (accompagnato al piano da Peter Gordeno) a suscitare nei cuori e negli occhi dei fan lacrime di commozione, prende il posto di Gahan… è lui la stella nel cielo di Berlino.
Ma la notte è ancora lunga e arrivano “Black Celebration” “A question of time” a far saltare i fan. I giorni neri dei Depeche Mode sono ormai lontani, Gahan carica il suo pubblico, lo incita. Berlino si lascia andare sotto le luci e le proiezioni sugli schermi, l’adrenalina sale sempre di piu.
I sorrisi di Gahan e Gore che saltellano divertiti sulle note di “A pain that I’m used to” (proposta nella versione remix di Jacques Lu Cont’s) da l’idea di quanto siano uniti da tanta passione per cio che creano.
Di nuovo indietro con il tempo cavalcando sulle note di “Enjoy the silence” e “Personal Jesus” e’ tutto qui “tutto quello che abbiamo sempre desiderato e voluto è qui tra le nostra braccia” ed il pubblico lo sa ma Gahan porge il microfono ai fan e glielo ricorda.
La chitarra di Gore si infiamma sempre di piu. Si prosegue verso il finale con un Dave Gahan instancabile nella voce e nei movimenti, il suo “Ladies and Gentlemen Mr. Martin L. Gore” è un rituale a cui non vorremmo mai rinunciare.
Cosa dire di Andrew Fletcher, l’uomo dei synth, presenza silenziosa ma indispensabile del gruppo. Quando si arriva inevitabilmente a “Never let me down again” un brivido percorre la schiena a ricordare che il viaggio è ormai giunto al termine. Arriva il momento: mani in alto e via con il campo di grano, Gahan sembra guardarli uno per uno negli occhi, si sofferma quasi a voler rendere omaggio a quel momento intenso, profondo, vissuto con i propri fan. Un legame speciale lungo oltre trent’anni.
Arriva il saluto finale “Goodbye” Dave, Martin, Andrew, Peter e Christian si abbracciano ed abbracciano il loro pubblico. The moon is shining in the sky reminding me of so many other nights but they’re not like tonight.

iTunes:
Depeche Mode Alive In Berlin HD
https://itunes.apple.com/it/movie/depeche-mode-alive-in-berlin/id939096560

Depeche Mode Live In Berlin Soundtrack
https://itunes.apple.com/it/album/live-in-berlin-soundtrack/id937911189

Amazon:
Depeche Mode Live In Berlin Cofanetto
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Live In Berlin Soundtrack [2 CD]
http://amzn.to/1yc1B5q


“Night/Day” secondo Diseases Of The South

“NightDay” secondo Diseases Of The South

Dopo aver pubblicato quattro EP durante il 2013, Ryan Holiday, nome d’arte Diseases Of The South, esce, nel mese di febbraio, con un doppio album dal titolo “Night/Day”, un’istantanea di 24 ore della vita moderna di periferia.
“Night/Day” parla delle scelte stressanti della vita, l’insonnia, il dubbio di sé e la depressione che ruota attorno a una famiglia di periferia.
Il lato “Night” dell’album, una raccolta di otto pezzi, si presenta come un’unica track della durata di 35 minuti. I pezzi sono brevi, ambient e a volte un po’ inquietanti.

“Night” è sicuramente l’antitesi di “Day”. Dalla sveglia straziante di “Good Morning”, alla ripetitiva routine quotidiana di “Oddly Meditative”, “Day” esplora la tensione nel cercare di mantenere il controllo di sé.
Ci sono progressioni di accordi che si replicano in “Night” come in “Day”, legando gli album in un concetto, in modo non diverso dai movimenti in un’opera classica.

“Night” segue la scia di artisti come Brian Eno, Tim Hecker e “Laughing Stock” dei Talk Talk.
“Day” ha un suono più vivace, più simile all’art-rock di David Bowie, Peter Gabriel e St Vincent, integrando inebriante musica elettronica simile a Moderat, Underworld e Radiohead.

Chi è Ryan Holiday in arte Diseases Of The South: Città natale e posizione attuale Philadelphia. Musician-dj hybrid: prerecorded loops, live vocal layering, live sound manipulation, live remixing.
Influenze musciali: Bowie, Kraftwerk, Radiohead epoca “Kid A”, Neu!, Neubauten, LCD Soundsystem, Gorillaz, Massive Attack.

Diseases Of The South ha anche inciso una versione molto personale dell’album Music For The Masses dei Depeche Mode. Pensate che Ryan ha decostruito tutti i pezzi e li ha rielaborati con arrangiamenti che si rifanno all’elettronica e a quello che è poi la natura dei Depeche Mode ma in chiave DOTS.
Attualmente M4TM versione Diseases Of The South non è online ma lo sarà a breve. Noi lo abbiamo ascoltato in anteprima e… beh ci ha davvero colpiti!

diseasesofthesouth.bandcamp.com
facebook.com/Diseasesofthesouth
diseasesofthesouth.tumblr.com
twitter.com/MrRyanHoliday



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Recensione: Depeche Mode Bologna 22.02.14

Foto © Everwake Rangel

Foto © Everwake Rangel

A differenza della data romana dello scorso luglio, per il live in Bologna del Delta Machine Tour ho deciso di scrivere un piccolo resoconto della serata e di altri momenti indimenticabili.

Sono tornata martedì sera da un viaggio con la devota Sonia in modalità Thelma & Louise. Roma Bologna – Bologna Roma. Ho avuto l’onore di trascorrere un’ora con i Depeche Mode, la sera prima del concerto, in una saletta blindatissima del Baglioni di Bologna. Loro  avevano appena cenato ed erano in fase relax, eccetto Kessler che stava ancora gustando un piatto di pasta. Tutti molto carini, gentili e per nulla infastiditi della mia presenza e da quella di altre quattro persone, era palese che eravamo li per loro. Dave era barricato in palestra, Martin passato velocemente, ha scambiato due parole con Andy e  ha detto: “ci vediamo dopo” ma non è più tornato.

BhXaR9dCMAAyyuu.jpg largeA un certo punto sento il bisogno impellente di dover fumare una sigaretta, scendo con un’altra ragazza in saletta fumatori e dopo pochi secondi ci raggiunge Fletch e… WOW io e Andy stavamo ciccando nello stesso posacenere! Surreale! Ci ritroviamo così a scambiare quattro chiacchiere “di dove siete” “come state” etc e ci lascia dopo aver spento la sua Marlboro a metà, nel frattempo ci ha raggiunti anche Eigner.

Risaliamo le scale e torniamo al nostro tavolo con molta calma e disinvoltura, anche se dentro di me ero tipo Bella in Breaking Dawn I, la scena in cui lotta tra la vita e la morte prima della trasformazione per intenderci meglio. Peter era andato via e anche Christian stava andando. Dave ormai in camera, la porta della palestra era spalancata.

Prima di andare mi fermo ancora qualche minuto nella hall dell’albergo con una mia cara amica ed ecco di nuovo lo zio con le sue adidas rosse che, quasi saltellando e scuotendo le braccione, viene verso di noi, farfuglia qualcosa, ci guarda, sorride e, mentre si dirige verso l’ascensore, “see you!” e noi come ‘Alice in Wonderland’ “bye!”. Beh non mi era mai capitato prima d’ora un incontro così… sempre di sfuggita e in varie occasioni.

Torno nel mio albergo con Francesca e Sonia, puntiamo la sveglia alle 04:00. Finalmente riesco a prendere sonno dopo un’ora di tarantella sul letto e la pioggia incessante contro la finestra. Ore 04:00 suona la sveglia ma noi ci giriamo simultaneamente dall’altra parte e riprendiamo a ronfare come se non ci fosse un domani. Per fortuna che la strategica Sonia aveva puntato una seconda sveglia alle ore 05:00 così ci alziamo, doccione, ciambella di cartone acquistata la sera prima sotto ‘La torre degli Asinelli’ e partiamo verso Casalecchio di Reno. Arriviamo alle 07:47, OLYMPUS DIGITAL CAMERApiccola sosta per foto di rito agli Stage Truck, parcheggio macchina all’IKEA, tocchiamo finalmente la meta ossia il gate n° 6, prima di noi solo 11 persone, un paio li dal giorno prima, il gate 7 un deserto. Pomeriggio volato via quasi in un attimo, insieme a tanta gente carinissima, alcuni incontrati anche a Roma, con altri già in contatto sui vari social networks.

Ore 18:30 mi ritrovo magicamente in posizione numero 2, inizio a correre: 1a sosta controllo biglietto, 2a sosta controllo borsa e poi “corri Forrest corri!”.  Sono dentro: lato Martin troppa gente, io nana e mezza cecata. Lato Fletch perfetto, transenna EVVAI!! Dietro di me c’erano alcuni Early Entrance.

Mi siedo a terra e qualcuno dietro di me “… si, le ho scritto un commento su Depeche Mode e Dintorni…” così, felicemente incuriosita, mi volto e vedo una graziosa fanciulla che mi lancia uno sguardo del tipo “azzo hai da guardare?”.  Poco dopo, chiacchierando, scopro che la fanciulla si chiama Sofia Bruni 13 anni, nostra fan su facebook con una cultura Depeche che lascerebbe a bocca aperta persino i Depeche stessi e svezzata a pane e Strangelove, al suo primo concerto in compagnia di sua madre Giulia e suo padre Giuseppe, devoti di vecchia data. A fine concerto ho chiesto a Sofia cosa avesse provato durante NLMDA e mi ha confessato “Un’emozione unica e ho pensato che volevo che il tempo si fermasse, e per la prima volta ( insieme Angel, Heaven e a Enjoy The Silence) ho avuto i brividi e ho pianto. E poi ovviamente l’emozione massima e avvenuta durante Policy Of Truth, che rimarrà per sempre la mia canzone preferita”.

Soprassediamo sul gruppo spalla. Inizio a distribuire i fogli per la coreografia, mollo mazzette da 20 a destra, altre mazzette a sinistra. 200 fogli distribuiti in pochi minuti e grazie alla collaborazione di Sonia, Sofia e di altri gentilissimi devoti.

Ecco, si spengono le luci OMG ci siamo parte la intro, Welcome to My World e poi Angel, cuore a mille e salivazione azzerata.  Walking in My Shoes, Precious, Black Celebration e sto già grondando di sudore, non riesco a star ferma ma sopratutto a star zitta.  Arriva finalmente In Your Room 200 cartelli in alto e sparsi per tutta l’arena, un bel blocco nel lato Fletch, altri sulla punta della passerella, alcuni addirittura lato Martin.  Momento magico! Anche questa volta la coreografia ha catturato l’attenzione di Dave che, dopo aver letto i cartelli, sorride e viene in passerella per ringraziare (nel video qui sotto dal minuto 3:59). La voce di Dave, l’effetto visivo dei cartelli, le note di IYR mi mandano completamente in estasi.

Dopo Policy of Truth, Dave cede lo scettro a Martin per una breve pausa che dura giusto il tempo di una morbida Slow e una sognante Blue Dress. Torna Dave e si riparte con Heaven , Behind the Wheel, A Pain That I’m Used To e l’Arena si infiamma.

A Question of Time, Enjoy The Silence, Personal Jesus tutti in delirio con Dave che è un Dio sceso in terra! Pausa e poi encore: riparte Martin con Judas, che ogni volta mi riporta al lontano 93, il mio primo concerto dei Depeche Mode al Palaeur di Roma. Perfetto Martin, inginocchiato in passerella ci regala vibrazioni infinite “So open yourself for me, risk your health for me, if you want my love…”. Halo il mio viaggio mentale e il remix di Goldfrapp è uno dei pochi che ascolto volentieri. Just Can’t Get Enough, I Feel You e il gran finale Never Let Me Down Again per chiudere la serata e il tour, perchè per noi italiani il Delta Machine Tour si è concluso Sabato scorso con il magone e la domanda “e adesso, fra quanto li rivedremo?”

Ho avuto l’impressione che Dave fosse un tantino stanco (comprensibile dopo quasi un anno di tour in giro per il mondo) tuttavia non ci ha fatto mancare nulla, dalla sua impeccabile performance canora, alle sue piroette, al suo “giocare” allo strip man. Gahan è arrivato in arena, è sceso dal mini van ed è salito di corsa sul palco; la stessa scena si è ripetuta a fine spettacolo, quando tutto sudato e a petto nudo, ci ha salutati e di corsa in macchina, direzione albergo.
Brani come Heaven, In Your Room, I Feel You, Never Let Me Down Again hanno fatto tremare la Unipol Arena, e noi occhi e orecchie spalancati, braccia in alto e cuori impazziti, abbiamo toccato la fede con mano.
The King ha fatto centro ancora una volta. Uno dei più grandi frontman di tutti i tempi, che non ha bisogno di un palcoscenico stile astronave per fare spettacolo, ha lasciato un altro segno sulla mia pelle, come una scarificazione indelebile.

Martin è il raggio di sole in una rigida giornata invernale.
Ricordo i primi live dei Depeche quando Gore stentava movimenti di bacino, timido e impacciato. Ora una delle cose che ammiro e che caratterizza quell’uomo è proprio questa sua timidezza che, unita a 30 anni di carriera e al successo mondiale, fanno di Martin una persona unica, di quelle che “han gettato via lo stampo”.
Sabato sera, durante Slow, Blue Dress ma in particolare Judas, Gore ha diretto e purificato le nostre anime, almeno fino ai prossimi 4 anni e non di più!

Fletcher è quello che tutti criticano perchè “non fa nulla, è inutile” ma alla fine tutti osservano incuriositi e anche un po’ inteneriti da quei 2 metri (circa) di anima che si scuote, a suo modo, per incitare il pubblico. Dietro quegli occhiali scuri si nasconde un autentico gentiluomo, un professionista, un uomo che ha lottato, nel periodo più difficile della carriera dei Depeche, per tenere unito il gruppo. Un applauso quindi allo zio Fletch!

La festa devota si è conclusa Domenica, dopo aver augurato buon viaggio ai Depeche Mode e tutti con la stessa speranza nel cuore.
Ringrazio “piedibagnati” per le t-shirt #touchfaith (bellissima idea) e per i video girati Domenica scorsa al Baglioni, li pubblicheremo nei prossimi giorni sulla nostra pagina facebook e YouTube. Ringrazio Sonia D’Atri per aver contribuito alla realizzazione del flash mob, oltre che per la spendida ospitalità e l’indimenticabile viaggio in macchina.

Thank you Depeche Mode and see you next time!!


Gli inossidabili Depeche Mode – Recensione Strasbourgo –

Photo DNA – Michel Frison

Il Papa eterno di una new wave ipnotizzante e incisiva. Dave Gahan fa il suo ingresso sotto un diluvio di techno pulsante, come un sexy Messia gotico del culto oscuro.

Avvolto nel mistero e da quell’aura magnetica che lo rendono, ancora una volta, uno degli araldi più carismatici e affascinanti della scena attuale, il cantante dei Depeche Mode elettrizza lo ‘Zénith de Strasbourg‘ prima ancora di intonare le prime parole di Welcome to my World, pezzo di apertura del nuovo album Delta Machine.

Nel pieno dei suoi 51 anni, il twirling e seducente Gahan lascia cadere velocemente la sua giacca di paillettes per raggiungere la perfetta condizione estatica, mentre i suoi due complici, Martin Gore e Andy Fletcher, gli reggono il gioco distillando, con chitarra e tastiere, quelle incredibili e sbalorditive sonorità incendiarie che hanno caratterizzato la band per oltre 30 anni, portandola ad alti livelli.

Enjoy the Silence , A Question of Time , Policy of Truth e Personal Jesus sono state come uno tsunami che ha spazzato via qualsiasi cosa al suo passaggio, mentre il pubblico si è levato in alto per la celebrazione di massa.

Di Alexis Fricker per www.dna.fr

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2013 in review – Annual Depeche Mode e Dintorni Report from WordPress.com

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2013 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

The Louvre Museum has 8.5 million visitors per year. This blog was viewed about 130,000 times in 2013. If it were an exhibit at the Louvre Museum, it would take about 6 days for that many people to see it.

Click here to see the complete report.


Il 2013 di ‘Depeche Mode e Dintorni’ – calendario 2014

Grazie a tutti voi che ci avete seguito con fede e devozione in questo 2013 che è stato un anno ricco di novità, un anno che ci ha regalato Delta Machine e il Delta Machine Tour con due date italiane da cardiopalmo!

4.561 volte grazie agli inscritti che ci leggono sul blog (a fine 2012 eravate 465!)
15.523 volte grazie ai fan che ci seguono su facebook
1.461 volte grazie ai followers di twitter

Grazie a tutti quelli che ci hanno inviato video, foto e recensioni del Delta Machine Tour, a quelli che ci hanno tenuto compagnia con commenti, a volte critici a volte divertenti e a chi crede in noi!

Per tutti voi abbiamo preparato un regalo molto speciale, il calendario 2014 che questa volta (a differenza del calendario 2013) raccoglie le immagini più belle dei nostri Depeche on stage! E’ stato davvero difficile scegliere tra le migliaia di foto presenti nel nostro archivio, difficile a tal punto che abbiamo deciso di realizzare ben due calendari!
Clicca qui per scaricare (in alternativa nowdownload o rapidshare)

Pronti per il 2014? Pronti per le nuove date italiane del Delta Machine Tour?
Noi scenderemo in campo con voi a Bologna e anche questa volta, dopo il successo di Roma, prepareremo una coreografia… ma di questo ne parleremo più avanti.
Vi ricordiamo che abbiamo circa 20 biglietti disponibili per lo show del 22 febbraio, Parterre in Piedi (no Early Entrance) e Gradinata Est – L. Per info QUI.

E ora ripercorriamo il nostro 2013

Gennaio 2013

Febbraio 2013

Marzo 2013

Aprile 2013

Maggio 2013

Giugno 2013

Luglio 2013

Agosto 2013

Peter Gordeno e Christian Eigner impegnati nel progetto ‘OPIEN’ “L’album si chiama ‘Atlanta‘ e vede la collaborazione di Christian Eigner (turnista dei Depeche Mode dal 1997) insieme al produttore, compositore e polistrumentista Niko Stoessl (che ha lavorato anche in Hourglass di Dave Gahan). ‘Atlanta‘ nasce dal progetto ideato da Niko Stoessl, ‘OPIEN‘, gestito dal team di Daryl Bamonte.
Nel video che vi proponiamo, ‘Let Me Down‘, noterete anche la presenza di Peter Gordeno (turnista dei Depeche Mode dal 1998).” Altri articoli che potrebbero interessarti

Settembre 2013

  • Una chiacchierata con Andrew Fletcher dei Depeche ModeAbbiamo fatto show strepitosi. Forse è stata la migliore serie di concerti della nostra carriera. Dave è sempre stato fenomenale, il pubblico si è dimostrato fantastico e molto partecipe, perfino nelle zone d’Europa che sono in recessione. La nostra è una carriera da sogno, dagli inizi fino a oggi. Non avremmo mai immaginato di essere ancora qui, di andare in certi paesi, di essere sempre più famosi. È meraviglioso. In tutta sincerità, credevamo che sarebbe durato solo un paio d’anni.Altri articoli che potrebbero interessarti

Ottobre 2013

Novembre 2013

  • Dave Gahan: “La musica mi ha salvato”È cominciato tutto con il glam rock, con gli Slade, T Rex, David Bowie e Roxy Music. Poi sono arrivati i Damned e i Clash. Ma la mia vera illuminazione è stata Ziggy Stardust, l’uomo che viene da altrove.
  • Jayce Lewis annuncia la data di pubblicazione del nuovo album “La scorsa settimana JL ha firmato con la Caroline International (Universal Music Group), accordo che gli permetterà di pubblicare il nuovo album dal titolo “Nemesis” tra marzo e aprile 2014, anticipato dalla release di un primo singolo nel mese di gennaio.
    Successivamente, Jayce registra un nuovo nome per il suo progetto, che porta avanti alla grande già da qualche anno, e dice: «andava fatto, qualcosa che doveva essere fatta qualche tempo fa» da ora in poi tutto ciò che Lewis produrrà, dai live ai lavori in studio, porterà il nome di PROTAFIELD.” Altri articoli che potrebbero interessarti

Dicembre 2013

BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO A TUTTI!!!


Recensione: Depeche Mode live alla O2 Arena di Londra

© Andy Sturmey

© Andy Sturmey

Da grandi successi derivano grandi aspettative. I Depeche Mode hanno superato il trentesimo anniversario, decisamente vecchi se paragonati agli standard giovanili della Electronic Dance Music di oggi, ma si può dire che siano ancora la più grande band elettronica del mondo, rimanendo una costante dark attraverso innumerevoli revival e trasformazioni synth-pop dai loro inizi nel 1980.

Il terzo spettacolo sold out del 2013 alla O2 Arena, parte da “Delta Machine”, album accolto tiepidamente dalla recensione di Clash, ma quando si ha un repertorio come quello dei Depeche Mode, l’imponente discografia può agire a sfavore nella promozione di materiale nuovo. Quando si arriva a questi livelli, ogni serata è un concerto da greatest hits.

Tuttavia i Depeche Mode non si lasciano intimorire da tutto questo e cominciano fermamente con due pezzi tratti da “Delta Machine”. È una partenza moderata, con la cadenza pulsante e l’introduzione disarmonica di “Welcome To My World”, che incombe sul pubblico, muscoli che si flettono minacciosamente, seguita da una “Angel” alla Nick Cave, che s’insinua e si fa strada verso un ritornello blues sintetico. Nessuno dei due brani scatena la folla, ma è ammirevole la riluttanza del gruppo di adagiarsi sugli allori.

Naturalmente, trovare successi nella setlist dei Depeche Mode è un gioco da ragazzi. Ben presto “Walking In My Shoes” si fa strada con fragore, molto meno cupa e decisamente più palpitante rispetto alla versione presente sul disco, e il frontman Dave Gahan sorride in un modo che tradisce la sua reputazione di capo assoluto dell’elettronica oscura.

Poco dopo, una “Precious” dai toni tipicamente noir vede sugli schermi un montaggio curiosamente toccante di diversi cani, mentre Martin Gore e Andy Fletcher si dispongono su trame vivaci, motivi al pianoforte malinconici e guizzi di chitarra che richiamano i New Order. Quindi, “Black Celebration” e “Policy of Truth” ardono di un’essenza robotica e goth-metal.

Gore avrà anche scritto la maggioranza delle canzoni più note dei Depeche Mode, ma è indubbiamente Gahan che le trasmette. Quando Gore rimane solo sul palco con un pianoforte ad accompagnarlo durante i suoi spazi minimalisti da solista, “The Child Inside” e “But Not Tonight”, offre una fragilità eccezionale, sebbene nervosa, ma nulla batte l’emozione di vedere Gahan incedere e piroettare sul palcoscenico, afferrandosi le parti basse e roteando con l’asta del microfono, coi suoi pantaloni stretti, il gilè nero e gli stivaletti da cowboy.

La serata continua e ci sono altre interpretazioni da Delta Machine, ma alla fine il pubblico ottiene ciò per cui ha pagato: un’energica e sensuale “I Feel You”, una sordida e incalzante “Personal Jesus”, un’intensa e seducente “Enjoy The Silence”, mentre la briosa “Just Can’t Get Enough”, probabilmente il brano che meno li rappresenta come gruppo, ottiene il più caloroso apprezzamento della serata.

Queste sono fra le canzoni pop più belle e più amate degli ultimi quattro decenni, e sebbene il nucleo pulsante dei Depeche Mode sia colorato di nero e molto costruito, chi dice che l’euforia sintetica non riesca a far traboccare di gioia il cuore umano?

Di Dannii Leivers per clashmusic.com
Foto © Andy Sturmey

Traduzione a cura di Barbara Salardi in esclusiva per Depeche Mode e Dintorni

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