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L’intervista esclusiva di Live Nation a Martin Gore dei Depeche Mode

L'intervista esclusiva di Live Nation a Martin Gore

Questa mattina il sito onenation.livenation.com ha pubblicato una video intervista a Martin Gore risalente a qualche settimana fa.  Di seguito la traduzione con URL diretto al video.

Parte 1: I Depeche Mode prendono il controllo. Il suono vivo e schietto di Martin Gore. (guarda il video)

«Il pubblico è già con noi a partire dalle prime note, ancor prima di vederci salire sul palco, perfino nell’introduzione.»

«Adesso ci esibiamo in modo diverso, perché suoniamo insieme da molti anni. Il suono è molto più puro, più live e a volte si distacca parecchio dai dischi.»

«Già nel 1998 abbiamo fatto una scelta coraggiosa per The Singles Tour, quando per la prima volta abbiamo usato la batteria dal vivo per tutti i pezzi, con Christian Eigner.»

«Finora il pubblico non ci ha mai deluso. È soprattutto grazie a Dave, perché è un frontman talmente bravo che riesce a far partecipare proprio tutti: dalle persone in prima fila a quelle in fondo.»

«È bravo a coinvolgere il pubblico con gesti e movimenti delle mani, ha un carisma eccezionale. Riesce a estendersi in qualsiasi punto del palcoscenico.»

«Anche la gente, vedi tutti che si guardano intorno increduli, non riescono a credere ai propri occhi. E questo capita sempre.»

Parte 2: La magia sul palco dei Depeche Mode. Una chiacchierata intima ed esclusiva con Martin Gore (guarda il video)

«Da parecchio tempo, già a partire da Violator, ci dilettiamo di ritmi e atmosfere blues. Stavolta volevamo che fosse più evidente, per questo abbiamo scelto il titolo Delta Machine

«Questa volta abbiamo dato una lista interminabile al nostro programmatore e gli abbiamo detto: “Vorremmo suonare queste canzoni“. Ci ha messo talmente tanto tempo a fare la programmazione che all’inizio del tour gli è quasi venuto un esaurimento nervoso. Ma adesso sta bene.»

«La maggior parte dei pezzi è la stessa tutte le sere. Trovo sia interessante fare una versione acustica di un brano che in origine canta Dave. Arriviamo a un punto che diciamo: “Questo l’abbiamo suonato abbastanza, facciamone un altro“. Oppure: “È da un po’ che non suoniamo ‘Shake the Disease‘, potremmo farlo stasera“. Possiamo deciderlo anche solo un’ora e mezza prima di salire sul palco.»

«Ci sono almeno tre canzoni che dobbiamo suonare, non possiamo escludere “Enjoy the Silence” o “Personal Jesus“, perché molti fan tornerebbero a casa insoddisfatti se non le suonassimo.»

«Il fatto di suonare nuove canzoni durante il tour non ci preoccupa particolarmente. In questo album ci sono parecchi brani forti, che dal vivo possono rendere benissimo. Se non fosse così, non riscuoterebbero successo tutte le sere.»

Traduzione a cura di Barbara Salardi in esclusiva per Depeche Mode e Dintorni

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I Depeche Mode all’asta per ‘Rock for Kids’

Rock for Kids” è un’organizzazione nonprofit con sede a Chicago. Da anni questa associazione si occupa dei giovani meno abbienti di Chiacago coinvolgendoli in attività musicali di vario tipo che oltre ad arricchirli culturalmente, stimola la loro creatività e passione per la musica, permettendo a questi giovani ragazzi di sentirsi meno emarginati dal resto della società.

L’annuale asta di beneficenza, giunta alla 25a edizione, si svolgerà sabato 9 novembre presso il Park West Theater di Chicago, dove verranno battuti articoli autografati da musicisti famosi, oltre a biglietti per vari eventi.

Chitarre, poster, dischi autografati e molto altro donati da: Paul McCartney & Ringo Starr, Patti Smith, Neil Young, the Cure, Björk, Public Enemy, Vampire Weekend, Wilco, Dinosaur Jr., Yo La Tengo, Guided by Voices, Belle and Sebastian, Superchunk, Depeche Mode, Fleetwood Mac, the Postal Service, the Breeders, Phoenix, Neko Case, the National, M83, My Morning Jacket, Sufjan Stevens, Sigur Rós e altri.

Inoltre pacchetti ticket per assistere ai seguenti eventi: i Grammy del prossimo anno, Rock & Roll Hall of Fame Induction Ceremony, Lollapalooza, Austin City Limits, New Orleans Jazz Fest e pass vip per il backstage di Pitchfork Music Festival, Bonnaroo, Huichica, Riot Fest, e Hideout Block Party.

Qui per la registrazione e l’offerta.

Se non siete di Chiacago è possibile fare un offerta mediante questo link.

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Video Intervista: 2013 ACL Fest Interviews – Depeche Mode (Extended Version)

 

Com’è suonare nei festival?

«E’ diverso fare la propria esibizione. Mi piacciono alcuni festival però preferisco suonare per il mio pubblico. E’ sempre più difficile suonare nei festival, ma dipende dove ti trovi. In Belgio abbiamo suonato a un festival nell’ultima serata, dove c’era gente lì da tre o quattro giorni, erano 80 mila persone e non reagivano come il pubblico normale, sembravano zombie.»

A quale album precedente si avvicina Delta Machine?

«Alcune canzoni mi ricordano Violator e alcune SOFAD, come Heaven e Angel, che mi ricordano SOFAD. My Little Universe e The Child Inside mi ricordano un po’ Violator

Come fate a essere sempre innovativi dopo 33 anni?

«Abbiamo cominciato nel 1980, abbiamo pubblicato il nostro primo singolo nel febbraio 1981. Se hai la musica nel sangue, è difficile smettere di farla. Siamo fortunati ad avere una grande fanbase che ci ha sempre sostenuto. A quanto pare il successo non fa che aumentare e questo è il tour di maggior successo che abbiamo mai fatto. In questo tour suoniamo per un sacco di persone, come non abbiamo mai fatto, in europa abbiamo suonato in quasi tutti i grandi stadi da calcio, nella prima parte del tour, e ritorneremo a suonare nelle arene al chiuso fino a marzo. E anche in America tutte le date sono andate molto bene.»

Cosa ci vuole per diventare una band leggendaria?

«Mi chiedono spesso consigli per le giovani band emergenti, come cominciare. Le cose sono cambiate così tanto che non ne ho la più pallida idea. rispetto a quando abbiamo cominciato noi, adesso è più difficile avere un contratto o essere ingaggiati. Dico sempre che è molto importante essere originali e avere un sound unico, personale.»

Qual è la canzone che resiste al tempo?

«La canzone più vecchia che suoniamo live è Just Can’t Get Enough, è molto diversa da tutte le altre, ma il pubblico va sempre in delirio quando la suoniamo. La contraddistingue la sua diversità, ma fa impazzire il pubblico, al pubblico piace da morire.»

Parlami dei tuoi strumenti

«Io vado pazzo per tutto ciò che può fare musica, sono sempre alla ricerca di cose di questo tipo. Qualche anno fa stavo sempre su ebay a comprare vecchi sintetizzatori, sono arrivato al punto che questi strumenti si stanno quasi impadronendo dello spazio vitale in casa mia.»

Cosa porti con te in tour?

«Per fortuna abbiamo un allestimento molto diverso, perché gli strumenti vintage non ce la farebbero assolutamente. Nello scorso disco abbiamo usato molti sintetizzatori modulari, ed è difficile rendere questi suoni dal vivo, è un lavoro di composizione (patching), ci sarebbero molti buchi fra le canzoni. Non sarebbe gestibile, abbiamo dovuto campionare delle parti e usare suoni diversi e trigger samples.»

Come sono i rapporti con gli altri della band?

«Non sempre lavoriamo come amici, quando il tour finisce a volte non ci vediamo per qualche anno. E’ più simile a una famiglia, siamo come fratelli.»

Avete un qualche rituale prima di salire sul palco?

«Sì, ne abbiamo uno che facciamo sempre prima di ogni concerto, ci abbracciamo in cerchio e facciamo un verso da macho. Ok, non è proprio da macho, ma un po’ sì dai.»

traduzione a cura di Barbara Salardi in esclusiva per Depeche Mode e Dintorni

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L’intervista di Steve Masters di Live 105 a Martin Gore dei Depeche Mode

Prima dello spettacolo allo Shoreline Amphitheatre lo scorso 26 settembre, Steve Masters, di Live 105, ha incontrato Martin Gore nel backstage per una breve intervista.

D: L’ultima tappa dei Depeche Mode a San Francisco risale a cinque anni fa, come vi sentite a essere di nuovo qui?
R: Non vediamo l’ora di esibirci stasera, nella scorsa tournée non abbiamo suonato qui perché abbiamo avuto problemi con la voce di Dave. Perciò stavolta sarà molto bello esibirci qui a San Francisco.

D: Parliamo del vostro nuovo album, “Delta Machine”, che è fantastico. Avete lavorato con Ben Hillier, che ha prodotto i vostri tre ultimi album, mentre prima avete lavorato molto con Daniel Miller. Continuerete a lavorare con Ben?
R: Ben Hillier, come hai detto, ha lavorato agli ultimi tre album. Dopo Daniel, abbiamo collaborato con molte persone. Daniel ha smesso di lavorare con noi a livello di produzione nel 1986 con “Black Celebration”. Però, credo sia un po’ presto parlare di un nuovo album. Perché abbiamo ancora molta strada da fare in questa tournée.

D: Sul palco suonate molti classici e tutte le canzoni famose dei Depeche Mode, ce ne sono alcune fra queste che tu ami particolarmente?
R: È sempre una domanda difficile, ma penso che sia per la partecipazione del pubblico, e mi sorprende ogni sera, direi “Never Let Me Down Again”, quando tutti agitano le braccia. È uno spettacolo ed è fantastico vederlo tutte le sere.

D: Quindi diresti che è la preferita del pubblico?
R: Direi di sì. Secondo me il pubblico non riesce a credere che lo facciano tutti e che sia così bello.

D: Ecco una domanda che trovo interessante. Se dovessi scegliere uno solo dei vostri album, se fossi sperduto su un’isola deserta, e questo fosse l’unico album che vi rappresenterà per l’eternità, quale sceglieresti?
R: È un’altra domanda molto difficile, ma vista la sua popolarità, sceglierei “Violator”. Si arrabbierebbero tutti se non lo scegliessi. In quell’album ci sono quattro singoli classici.

D: Sì, quel disco si colloca più o meno al centro della vostra discografia, quindi concordo.
Album dal vivo. L’ultimo che avete fatto è stato “101” nel 1989. Pensate di realizzarne un altro?
R: Non abbiamo ancora pensato di farlo. Nelle ultime tournée, ma per quasi tutte le tournée, abbiamo pubblicato un DVD live, e penso che ne faremo un altro anche stavolta.

D: Alan Wilder ha messo all’asta di recente molti dei suoi cimeli dei Depeche Mode su internet, pensi anche tu di fare una cosa simile, di vendere alcuni dei tuoi cimeli ai fan, ti è mai passato per la mente?
R: No. A un certo punto, può darsi. Colleziono attrezzature, ho un sacco di cose, ma prima o poi dovrò dare via certi oggetti. Perché comincio a non avere più spazio, ormai si stanno impadronendo di casa mia.

D: Quindi ti riferisci a vecchie tastiere, chitarre, strumenti musicali, registratori MIDI e altri vecchi oggetti simili, tu ne hai ancora?
R: Sì, qualsiasi cosa si possa usare per fare musica. Ho qualche oggetto che rientra in questa categoria.

D: Voi siete sulla scena da trentatré anni ed è pazzesco. Pensate di continuare coi Depeche Mode per sempre come i Rolling Stones?
R: Non facciamo progetti di questo tipo. Al momento sappiamo di avere sei mesi nei quali siamo impegnati con la tournée. Non abbiamo pensato a cosa faremo dopo. Non abbiamo pensato né di tornare in studio, né ad altro. Prendiamo tutto come viene.

D: Andrete avanti finché la gente continuerà a venire ai concerti?
R: È difficile rispondere, non saprei. Forse arriverà il giorno in cui qualcuno non vorrà più farlo. Potrebbe capitare. Personalmente non credo che accada. Ma potrebbe benissimo capitare.

D: Dunque, gira una voce secondo la quale voi adorate giocare a biliardino. Chi è il più bravo fra voi del gruppo,chi vince sempre a biliardino?
R: Beh, purtroppo giocano con noi anche dei membri dello staff e abbiamo dovuto ammettere che sono molto più bravi di noi. Il mio bodyguard è molto bravo. Ma tolto lui, sono io quello che vince più spesso.

D: Quindi ti prendi tutto il merito, mi piace.
Hai un profilo su Twitter?
R: Ho un account Twitter, ma non twitto mai.

D: Quindi non twitti, ma segui altra gente. Chi segui?
R: Ho una risposta divertente a questa domanda. Dopo aver visto… Credo si chiami “Never Sorry”, il film su Ai Weiwei, ho pensato di seguire Ai Weiwei. Quindi ho creato un account Twitter e ho trovato tutti i tweet di Ai Weiwei in cinese.

D: E invece chi gestisce il profilo Twitter dei Depeche Mode?
R: Ci sono persone addette alla gestione, non scriviamo noi i tweet.

D: Ho capito, quindi se i fan vogliono contattarvi, mandarvi dei messaggi, il modo migliore è scrivervi con carta e penna? Come funziona?
R: No, se sono messaggi importanti ci arrivano, ma se invece non sono messaggi poi così importanti non ce li comunicano.

D: Ricevete ancora posta cartacea dai fan, lettere scritte con carta e penna?
R: Sì, certo.

D: Rispondete?
R: No, perché buona parte delle persone che si preoccupa di contattare una band di solito è un po’ fuori di testa.

D: Di recente hai inciso un disco con Vince Clarke, come sta Vince?
R: Se la passa bene, ci siamo visti a Brooklyn poco tempo fa, è venuto a vedere il concerto.

D: A quelli che sognano il periodo dei Depeche Mode con Vince Clarke, e sperano di rivederlo ancora, dici che è una cosa possibile?
R: Sì, è possibile. Non abbiamo pensato a un progetto a lungo termine. Doveva essere un evento straordinario. Ma se lui avrà tempo e anch’io ne avrò, forse collaboreremo ancora. Non ne abbiamo parlato.

D: Hai qualche riflessione da fare sulla situazione mondiale in generale con Twitter, Facebook e Instagram, e il passo rapido della tecnologia che ci fa correre? Hai qualcosa da dire su questo? Com’è cambiato tutto, da quando si compravano i dischi dei Depeche Mode in vinile a oggi, con tutti i nuovi modi di ascoltare e distribuire la musica e sulla tecnologia in generale? Qual è la tua opinione?
R: Devo dire che mi dispiace molto per i gruppi e gli artisti del momento che emergono e sono giovanissimi. Ricevono subito un’esposizione mondiale, praticamente immediata. A suo tempo non era tutto così rapido, si aveva l’opportunità di crescere, di accettare la notorietà più lentamente. Dev’essere molto difficile da affrontare.

D: Nel corso della tua carriera fantastica di leader, o quasi, dei Depeche Mode, qual è l’auto più bella e costosa che tu abbia mai comprato? Raccontaci.
R: Stavolta è facile rispondere. Io non guido.

D: Non hai mai guidato un’auto in vita tua?
R: Non ho mai guidato un’auto, non ho mai preso lezioni e non ho mai fatto l’esame.

D: È un cosa che vorresti fare?
R: Adesso non ne vedo più l’utilità. Una volta mi dicevo che forse un giorno avrei imparato a guidare, ora non ne vedo più l’utilità.

D: A dire il vero, è divertente. In particolar modo, visto che so che tu abiti sulla costa californiana, puoi prenderti una bella decappottabile e sfrecciare sulle strade panoramiche.
R: A me non è mai interessato. Forse ho un po’ di sangue Amish.

D: Hai dei figli?
R: Si, ne ho tre

D: Loro hanno dei figli?
R: No

D: Gli piacciono i Depeche Mode?
R: Penso di sì. Mio figlio ha solo undici anni, ma gli piacciamo. Anche a mia figlia piacciamo, la più grande ha ventidue anni. Piacciamo anche a mia figlia di diciotto anni.

D: Il tuo luogo di vacanza preferito?
R: Costa Rica.

D: Inghilterra o Stati Uniti?
R: Stati Uniti.

Fonte: live105

traduzione a cura di Barbara Salardi in esclusiva per Depeche Mode e Dintorni

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Peter Gordeno e Christian Eigner impegnati nel progetto ‘OPIEN’

Photo © by Julia Weigand

L’album si chiama ‘Atlanta‘ e vede la collaborazione di Christian Eigner (turnista dei Depeche Mode dal 1997) insieme al produttore, compositore e polistrumentista Niko Stoessl (che ha lavorato anche in Hourglass di Dave Gahan).
Sonorità dallo stile unico danno vita ad un’atmosfera pura e distinta, senza l’aggiunta di componenti digitali o tracce pre-registrate fanno di questo album un tributo a quegli artisti maggiormente influenti rievocando brillantemente gli anni 80  e nello stesso tempo uno sguardo sulla musica del futuro “conducendo l’ascoltatore in un universo in cui gli idoli del passato e gli eroi del futuro si scontrano in perfetta armonia“.
Atlanta‘ nasce dal progetto ideato da Niko Stoessl, ‘OPIEN‘, gestito dal team di Daryl Bamonte.
Nel video che vi proponiamo, ‘Let Me Down‘, noterete anche la presenza di Peter Gordeno (turnista dei Depeche Mode dal 1998).

www.opien.com
www.facebook.com/OpienAtlanta


Depeche Mode in pausa fino al 22 agosto con Delta Machine Tour

DMSi conclude oggi in Bielorussia la prima parte del Delta Machine Tour che ha visto i Depeche Mode esibirsi in 38 show tutti (o quasi) sold out.
La prima data (la zero) a Nizza (il 4 maggio 2013) a seguire Israele, Gecia, Bulgaria, Romania, Turchia, Serbia, Ungheria, Croazia, Slovacchia, Regno Unito, Germania, Svizzera, Francia, Russia, Svezia, Ucraina, Belgio, Spagna, Portogallo, Italia, Repubblica Ceca, Polonia, Lituania e Bielorussia.
Il tour ripartirà il 22.08.13 da Detroit, US, per la “North American Leg” con un totale di 23 date, la conclusiva venerdì 11 ottobre 2013 ad Austin, TX poi altra pausa fino al 3 novembre giorno in cui partirà la “European Winter Leg“. www.depechemode.com/tour

Vogliamo chiudere la prima fase del tour con un video che è per noi il simbolo di questa straordinaria carrellata di show europei.
In queste immagini potete notare la reazione di Dave alla vista della nostra coreografia (150 fogli in A4 con su scritto “we’re coming for you!“) durante il concerto allo stadio Olimpico di Roma lo scorso 20 luglio.

Grazie Depeche Mode!!


Soothe My Soul dei Depeche Mode nel trailer della serie tv Dracula

La serie televisiva statunitense e inglese ‘Dracula‘, basata sull’omonimo libro di Bram Stoker, debutterà il prossimo 25 ottobre, per 10 serate, sul network NBC.

Sarà l’affascinante Jonathan Rhys Meyers (The Tudors, Shelter, Velvet Goldmine, Alexander) a vestire i panni del protagonista Dracula, che con il nome di Alexander Grayson, imprenditore americano, decide di recarsi nella Londra vittoriana per vendicarsi delle persone che lo hanno tradito secoli prima.

La serie spazia tra il genere fantasy, drammatico e sentimentale – Dracula nutrirà una profonda ossessione per Mina Murray (Jessica De Gouw della serie televisiva ‘Arrow‘) che ha un’incredibile somiglianza con la moglie defunta.

Quello che vi proponiamo è il secondo trailer che la NBC ha messo in circolazione e che contiene il brano Soothe My Soul secondo singolo estratto da Delta Machine, ultimo lavoro dei Depeche Mode.


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The Carrie Diaries – Just Can’t Get Enough (Depeche Mode)

The Carrie Diaries” narra la storia della giovane Carrie Bradshaw, prima ancora di Sex and the City.
La serie è un tuffo nei cotonatissimi anni 80: vestiti, capelli, accessori e musica tutto curato nei minimi particolari.
Ovviamente quando parliamo degli anni 80 e della musica che li ha caratterizzati non possiamo fare a meno di includere i nostri Depeche Mode, immancabili in questa serie televisiva che ha debuttato in Italia lo scorso 20 giugno su Mya di Mediaset Premium.
Dopo aver visto  il primo episodio me ne sono pazzamente innamorata, senza tralasciare il fatto che questa serie suscita in me molti ricordi del passato… la mia infanzia/preadolescenza… ahh senza dubbio il miglior periodo della mia vita 🙂
Guardando questa serie mi sono resa conto di quante cose sono cambiate da allora, quando i cellulari non sfioravano neanche l’anticamera del nostro cervello, internet non intorpidiva i rapporti umani e i mangiacassette (con le loro cuffiette scomodissime) erano grandi quasi quanto un iPad.


Collezione PE 2014 Costume National: un Personal Jesus in passerella

“Personal Jesus” dei Depeche Mode è la canzone che apre lo show di Costume National, canzone  alla quale Ennio Capasa, direttore creativo del brand, si ispira per disegnare la nuova collezione maschile Primavera/Estate 2014.
«I Depeche Mode mi hanno chiesto di collaborare qualche mese fa, e mi è venuta l’idea di questo progetto che si chiama I-Cowboy, perché il cowboy è un uomo di frontiera, è un uomo libero che cerca una nuova dimensione e credo che questo sia un momento di ricerca e di grandi cambiamenti», così lo stilista spiega il mood della nuova collezione.
Partendo dalla consueta sartorialità tradizionale, l’uomo di Costume National gioca a fare il cowboy, con dettagli iconici quali il cappello, le frange e ancora pantaloni skinny e biker in pelle taglio vivo per creare un outfit completo.
Le scarpe sono invece morbide e destrutturate in pelle bottalata, crosta scamosciata o laminate oro.
«Un punto importante sono gli accessori – aggiunge Capasa-, dove noi italiani siamo maestri indiscussi a livello mondiale. Dobbiamo essere fieri di queste eccellenze perché il Made in Italy riesce ad interpretare la qualità come nessun altro paese al mondo e io quando parlo di questi accessori un po’ mi commuovo perché c’è un lavoro e una conoscenza e una storia tramandata che non bisogna perdere».

Peccato solo che la scelta sia ricaduta su una cover, seppur di Johnny Cash, al posto dell’originale Personal Jesus.

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Goodbye dei Depeche Mode nella terza stagione di Luther

Luther è una serie televisiva britannica, di genere drammatico e poliziesco.
La prima stagione, composta da sei episodi della durata di sessanta minuti ciascuno, è andata in onda su BBC One dal 4 maggio all’8 giugno 2010, seguita da una seconda stagione, composta di quattro episodi, in onda sullo stesso canale dal 14 giugno al 5 luglio 2011.
In Italia, è stata trasmessa la prima serie, dal 6 gennaio al 10 febbraio 2011, su Fox Crime.

La serie è stata rinnovata per una terza stagione, in onda quest’anno sempre su BBC One.
A rendere ancora più speciale la terza stagione è senza dubbio la colonna sonora, Goodbye dei Depeche Mode.
Goodbye (testo e musica di Martin Gore) è la 13a traccia dell’ultimo lavoro dei Depeche Mode, Delta Machine (13° album in studio della band) pubblicato a marzo 2013.

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Video: Dior è “Behind The Wheel” in Secret Garden 2

Dior pubblica la seconda parte della campagna “Secret Garden” e anche questa volta la regia è affidata a Inez van Lamsweerde e Vinoodh Matadin coppia che collabora con grandi nomi della moda e con lavori esposti nelle più importanti gallerie del mondo e pubblicati su influenti riviste di settore.

La location della prima parte di Secret Garden (per la presentazione della collezione autunno inverno 2012/2013 della maison francese VIDEO) fu la Reggia di Versailles che Inez e Vinoodh coronarono con una soundtrack d’eccellenza come Enjoy the Silence dei nostri Depeche Mode.

Ora la magia si ripete, e per la collezione Dior autunno inverno 2013/2014, Inez e Vinoodh scelgono l’incantevole Petit Trianon, i suoi giardini, una foresta “incantata” e Behind The Wheel (LP Mix) dei Depeche Mode, scoprendo così il lato più noir della villa (Petit Trianon situato nei giardini della Reggia di Versailles).

La protagonista è ancora una volta la modella Daria Strokous che interpreta una Maria Antonietta contemporanea, un quadro vivente in una trasposizione surreale.

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Il video di ‘Broken’ studio session e l’arrivo di ‘Soothe My Soul’ a maggio

Dopo ‘Heaven’ e ‘Soft Touch/Raw Nerve’ arriva la versione in studio di ‘Broken’. Il brano è leggermente differente da quello contenuto nel CD.
Video diretto da Timothy Saccenti.

by Anton Corbijn

by Anton Corbijn

Altra novità riguarda ‘Soothe My Soul’ che uscirà nel mese di maggio come secondo singolo di Delta Machine. Tra i vari remix di ‘Soothe My Soul’, figura anche quello di Black Asteroid.
Questo è quanto riportato sul sito ufficiale depechemode.com:

6 track maxi single – worldwide physical and DSP release on May 13th (May 14th in North America)
Soothe My Soul (Steve Angello vs Jacques Lu Cont Remix)
Soothe My Soul (Tom Furse – The Horrors Remix)
Soothe My Soul (Billy F Gibbons and Joe Hardy Remix)
Soothe My Soul (Joris Delacroix Remix)
Soothe My Soul (Black Asteroid Remix)
Soothe My Soul (Gregor Tresher Soothed Remix)

2 track CD single – worldwide physical and DSP release on May 13th (May 14th in North America)
Soothe My Soul (Radio Edit)
Goodbye (Gesaffelstein Remix)

Soothe 12 inch Vinyl single – worldwide physical release on June 10th (June 11th in North America)
Side A
Soothe My Soul (Steve Angello vs Jacques Lu Cont Remix)
Soothe My Soul (Matador Remix)
Side B
Soothe My Soul (Destructo Remix)
Soothe My Soul (Gregor Tresher Remix)

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In anteprima ‘Soothe My Soul’ il nuovo video dei Depeche Mode

Soothe My Soul videoDal secondo singolo di “Delta Machine” arriva il video di ‘Soothe My Soul

La regia del video è di Warren J. Fu, che ha lavorato (per la Industrial Light & Magic, o ILM) nei tre prequel della trilogia di Star Wars, ha diretto anche il video di “Derezzed” (soundtrack di Tron Legacy) dei Daft Punk, “You Only Live Once” dei The Strokes, “Runaways” e “Miss Atomic Bomb” di The Killers. Ha svolto il ruolo di concept artist nel film Star Trek (2009), “Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo” e  “La maledizione della prima luna” (2003). J. Fu ha svolto il ruolo di visual effects art director nel film “Terminator Salvation” (2009) ed è stato lead concept designer: ILM nel film “A.I. – Intelligenza artificiale” (2001). Il suo nome compare anche nel video game “The Lord of the Rings: The Battle for Middle-Earth” I e II.

Per quanto riguarda il video di “Soothe My Soul” possiamo notare due particolarità: video realizzato in 4:3 e il “bianco e nero”. Questi due fattori determinano lo stile visionario di J. Fu. Nel video compare la band, un serpente e un elegante nudo femminile. Anche questo video nasconde dei simbolismi.

Personalmente posso dire che “Heaven” di Timothy Saccenti e “Soothe My Soul” di Warren J. Fu sono entrambi sui generis, e rappresentano in modo dignitoso lo stile anticonvenzionale dei Depeche Mode.

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La video intervista di Telerama.fr a Dave Gahan

Intervista a cura di Télérama.fr

Quali sono i testi di Delta Machine che ti vengono in mente?
DG: «’Welcome to my world’, ‘Broken (from the start)’ e ‘Goodbye’»

Una canzone che ti emoziona a tal punto da farti piangere?
DG: «Tutte le canzoni dell’album ‘After The Gold Rush’ di Neil Young.»
Perchè?
DG: «La sua voce, le parole che usa per esprimere i suoi sentimenti, la sua onestà, e il modo che ha di narrare le storie.»

Depeche Mode è una dipendenza?
DG: «Non per me. Amo la musica che componiamo, è un viaggio non una dipendenza. E’ una storia che dura da più di venti anni, abbiamo fatto musica per gran parte della nostra vita.»

Blues VS Synth-pop
DG: «Sai, il titolo dell’album, ‘Delta Machine’, testimonia le radici blues del disco. Credo sia un bel connubio quello tra synth e blues. Molti degli artisti che si ispirano al blues oggi, da Mark Lanegan, Nick Cave, Led Zeppelin ai Rolling Stones, prendono influenze come il blues o il gospel, per creare qualcosa di personale. Noi facciamo un pezzo in modo tradizionale, pop per esempio, e la personalizziamo con il blues.»

Esibirsi negli stadi
DG: «Si. E quindi?»
Ti piace?
DG: «Si, mi piace! Recentemente ci siamo esibiti in posti più piccoli per presentare il nuovo album. Abbiamo suonato i nuovi brani e i vecchi più apprezzati. E’ stato interessante tornare ad esibirsi nei club, è differente perchè più intimo ma anche spaventoso. Esibirsi negli stadi si adatta molto bene alla nostra musica, perchè la nostra musica ha bisogno di spazio, è cinematografica e spesso richiede la partecipazione del pubblico. E’ come una grande festa. Amiamo il fatto che i nostri concerti tocchino vari posti, è come un grande viaggio.»

Il tuo primo ricordo legato alla musica?
DG: «Facile. Il mio primo ricordo musicale è legato al mio patrigno, che era un musicista jazz e suonava il sassofono, il clarinetto e il trombone. Ricordo che mi sedevo sulle scale e lo ascoltavo suonare.
Lui faceva parte di una band di musica jazz, credo abbia inciso anche un paio di dischi. Ascoltavo la musica dei grandi del jazz, quella che a mio avviso era il jazz più oscuro di quel periodo. Ascoltavo il mio patrigno suonare, l’ho visto esibirsi dal vivo, un paio di volte ho assistito alle prove della sua band e… questo è il mio ricordo.»

La tua voce
DG: «Qualcosa che ho ancora?»

Far parte di una band
DG: «Far parte di una band è una sfida. A volte devi saper accettare le differenze. Spesso ti fa scoprire un apsetto della tua personalità che ancora non conoscevi. A volte ci sono differenze insormontabili… ma sai, dobbiamo provarci comunque.»

La band è come una squadra unita
DG: «Se qualcuno è a terra siamo tutti un pò a terra, è così che funziona.»

Malinconia e felicità
DG: «Sono molto vicini, non credi? L’uno nutre l’altro.»

Il mio errore più grande
DG: «Non saprei. A volte apro la bocca troppo in fretta, invece di star calmo e ascoltare. Nella vita si dovrebbe ascoltare di più, invece di parlare.»

Rallentare o accellerare?
DG: «Questa è una bella domanda. Beh, si dovrebbe accellerare prima di poter rallentare, e, a volte, rallentare per poter accellerare più velocemente. Uno alimenta l’altro, ma rallentare permette di far emergere cose incredibili, cose che non immagineresti mai, e lavorando in una band ho imparato che è meglio dare spazio agli altri di esprimere le proprie idee, perchè si può rimanere piacevolmente sorpresi, soprattutto se stai scrivendo una canzone e pensi di averla finita, loro riescono a darti un giudizio secondo il loro punto di vista. »

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video intervista ai Depeche Mode: «Heaven è uno dei motivi per cui continuo a fare musica» rivela Dave Gahan

video intervista ai Depeche Mode «Heaven è uno dei motivi per cui continuo a fare musica»

Depeche Mode – The Making Of Heaven – Delta Machine

Nuova video intervista in parte girata a New Orleans. La band parla della realizzazione del single Heaven e l’importanza di questo brano.

Dave: «In tutti questi anni, Martin ha scritto un sacco di canzoni incredibili che ho avuto la fortuna di cantare. E’ come se mettessi i miei stivali preferiti, quelli che indosso da tanti anni. Questo brano mi calza a pennello. Appena ho ascoltato la demo sapevo esattamente come volevo interpretare la canzone.  Non ci sono altri brani come questo nel disco.»

Martin: «E’ bello fare qualcosa di diverso ogni volta, qualsiasi cosa. Magari qualcosa di semplice purchè non ci si ripeta. Heaven è stata composta al piano. Avevo scritto gli accordi, la linea vocale e il testo prima ancora di avvicinarmi ad un computer.»

Andrew: «Non siamo una band come tutte le altre. Non c’è quello che suona la batteria o quello che suona il basso. Il nostro è un lavoro di squadra e con i Depeche Mode la fortuna è che scriviamo sempre fuori dallo studio di registrazione. Come ha fatto Martin con Heaven.»

Dave: «Ho capito subito che questa canzone sarebbe stata l’asse portante del disco. Il resto dell’album doveva essere allo stesso livello. Heaven è uno dei motivi per cui continuo a fare musica.»

Qui trovate alcune screencaps dell’intervista.

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Depeche Mode al David Letterman Show 11 marzo 2013

Depeche Mode al David Letterman Show 11 marzo 2013

Lunedì 11 marzo 2013 i Depeche Mode saranno all’Ed Sullivan Theater di New York, ospiti del Letterman Show per un’esibizione live preceduta da un’intervista con il mitico David Letterman.
Show in diretta webcast su CBS.com e VEVO.com.
In Italia verrà trasmesso su Rai5 il giorno successivo.
Per altre info visita m.bwwtvworld.com

Depeche Mode al David Letterman Show 11 marzo 2013

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Nuovo video per David Bowie “The Stars (Are Out Tonight)” diretto dall’italiana Floria Sigismondi

Nuovo video per David Bowie The Stars (Are Out Tonight) diretto dall'italiana Floria Sigismondi

David Bowie ci fa una seconda sorpresa, dopo “Where Are We Now?” (singolo + video) dello scorso mese, nelle prime ore di questa mattina il cantante pubblica un secondo brano estratto dal nuovo album “The Next Day” che uscirà l’11 marzo e che potete ordinare qui.

Il brano si intitola “The Stars (Are Out Tonight)” e debutta con un eccellente short film diretto dall’italiana Floria Sigismondi, abruzzese di nascita (Pescara) ma cresciuta ad Hamilton, Ontario, Canada dove si trasferì con la sua famiglia all’età di due anni.

Il video è ambientato in un sobborgo californiano e vede protagonisti lo stesso Bowie e l’attrice britannica Tilda Swinton (The Beach, Vanilla Sky, Constantine, Le cronache di Narnia) che interpretano una coppia (non più giovanissima) dalla vita tranquilla che viene improvvisamente stravolta dall’arrivo di un nuovo vicino di casa alquanto bizzarro.

Godetevi il video e i chiari riferimenti che a molti non sfuggiranno.

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Video: Heaven Studio Session

Video - Heaven Studio Version

Come da tradizione ecco la versione live studio session di Heaven, con tanto di video! npr.org.  Screencaps qui.


La sinergia sincretica di Heaven

La sinergia sincretica di Heaven

Allo scoccare della mezzanotte di giovedì scorso,  su vevo.com c’è stata la prima dell’attessissimo video di Heaven che segna il grande ritorno dei Depeche Mode.

Nelle ore successive la premiere (in 24 ore ha superato 1 milione di visualizzazioni su YT) c’è stato un susseguirsi di commenti positivi sia per il brano, che avevamo ascoltato con qualche giorno di anticipo perchè sgattaiolato fuori da non si sa dove, e sia per il video. Heaven è un pezzo davvero incredibile, la voce di Dave sposa quella di Martin in modo encomiabile. Musica e parole trovano un perfetto stato di beatitudine.
Un brano che non ha nulla a che fare con il precedente Wrong (SOTU), perchè Heaven si presenta come una ballad elettronica che trascina l’anima up to Heaven. Quindi, munitevi di paracadute e caschetto di protezione, perchè a fine ascolto sarete catapultati nuovamente sulla terra ferma.

Detto questo parliamo del video, e che video gente! Chi se lo sarebbe mai immaginato!?
Perfettamente incastonato in un’atmosfera gotica e con riferimenti che toccano esoterismo ed entità celesti, spaziando fra realtà e soprannaturale, video e brano assumono un aspetto sincretico, misterioso e accattivante. Una sinergia che introduce molto bene l’album, mix innovativo di suoni.
E poi ci sono loro Dave, Martin e Fletch, finalmente! Perchè diciamolo pure che Wrong, Peace, Fragile Tension e Hole To Feed ci avevano lasciati un pò a bocca asciutta.

Non a caso invece quello che riguarda la scelta della location del video. Infatti la Holy Trinity Church, al 725 di St.Ferdinand Street New Orleans, è una vecchia chiesa abbandonata la cui costruzione risale al 1853. Attualmente, conosciuta come Marigny Opera House, la chiesa ospita interessanti eventi musicali, spettacoli di danza e teatro. Il Marigny Opera House è finanziato e gestito dalla Marigny Opera House Foundation che mira al restauro dell’edificio al fine di donare al quartiere e alla città di New Orleans una risorsa spirituale e artistica.

Il punto di partenza concettuale del regista Timothy Saccenti (direttore tra l’altro del video “Man Made MachineMOTOR feat Martin Gore) è stato proprio lo stile dell’album, un mix di blues ed elettronica.
Ed è proprio in merito alle influenze blues, che l’album prende poi il nome di Delta Machine.

A dare ulteriore conferma di ciò, è stato Dave Gahan in un’intervista su KROQ-FM nel programma radiofonico “Kevin And Bean“, dove viene chiesto a Dave se la parola “Delta” abbia qualcosa a che fare con New Orleans o il blues. «C’è sicuramente una forte influenza blues, si avvicina un pò ai tempi di Songs of Faith & Devotion, musicalmente. Martin ha tirato fuori un sacco di riff blues» dice Dave, precisando che per quanto riguarda i testi ricorda più l’era Violator.
Dave ritiene Martin un ottimo chitarrista, anche se lui fondamentalmente si sottovaluta come tale.
Per quanto riguarda Heaven, dice che hanno deciso di pubblicare il singolo un giorno prima del previsto, causa sgattaiolamento anticipato del brano in rete. Spiega poi che il brano lo ha colpito sin da subito «Ero come ‘Ahhh non vedo l’ora di cantare questo pezzo!’»
Accenna poi al tour, dicendo che le date Statunitensi partiranno dalla costa occidentale a fine estate/inizio autunno, più o meno.
Gli viene poi chiesto in che modo la band riesca a conservare la stessa grinta da 32 anni
«Sono continuamente sorpreso da questa band, accadono sempre molte cose interessanti.» Spiega che ogni volta che un tour arriva alla sua conclusione, loro si chiedono se sia il caso di continuare o fermarsi, ma alla fine sentono di avere ancora un sacco da dare: «Quello che voglio dire è, che non è ancora finita» ed è proprio questo che li spinge a tornare nuovamente in studio.
Dave poi ironizza scherzosamente guardando al passato, ai loro 32 anni di storia: «Siamo stati la band che nessuno capiva, poi la band che tutti cercavano di imitare, e improvvisamente siamo diventati la band che tutti dicono ‘oh, siamo stati influenzati da!’» e conclude «me la tirerò un pò ma, siamo ancora la più grande band alternativa, in un modo o nell’altro.»

Altre dichiarazioni di Dave provengono invece da una video intervista di recente pubblicazione dove annuncia che: «Ci sarà una seconda versione del disco che comprende tutto ciò che abbiamo registrato durante la lavorazione di Delta Machine.»
(Box Edition come SOTU?)

Spiega poi quanto sia importante affidarsi alla moderna tecnologia (Dave usa il suo Iphone per registrare idee e fa ampio uso della fotocamera) e dell’interessante e ricca partnership con Deutsche Telekom.
«E’ sempre stato importante per noi sfruttare le tecnologie innovative, al fine di rendere ogni tour più grande e migliore di quello precedente. Con il sostegno di Deutsche Telekom (partner della band in 16 delle date europee del world tour che partirà a maggio) saremo in grado di coinvolgere, come mai prima d’ora, un maggior numero di fans al nostro prossimo tour europeo, in qualsiasi posto essi si trovino.» (video intervista qui e qui)

Ora mi chiedo, sarà mica la volta che vedremo un live dei Depeche in diretta web?

Sempre la Deutsche Telekom, sta organizzando una mostra d’arte che vedrà protagonisti i fans dei Depeche Mode. La versione virtuale della mostra sarà a cura del sito electronicbeats.net, mentre nelle città di  Berlino, Varsavia, Budapest, Zagabria e Praga verranno esposte le opere più importanti. Tutti possono partecipare a prescindere dal luogo in cui si trovano.
Non abbiamo altre notizie riguardo questa mostra, gli organizzatori ci hanno comunicato che avremo presto tutti i dettagli.

E ancora la Deutsche Telekom ha messo sù un contest che permetterà di vincere un meet and greet con i Depeche. Cosa bisogna fare: se avete in programma una delle 16 date sponsorizzate da questa grande azienda di telecomunicazioni tedesca (Atene, Sofia, Bukarest, Budapest, Zagabria, Bratislava, Monaco, Stoccarda, Francoforte, Berlino, Lipsia, Amburgo, Dusseldorf, Dusseldorf, Praga, Varsavia) basterà acquistare il vostro ticket su telekom-streetgigs.de e parteciperete così al contest.

Timothy Saccenti, director | Jason Baum, producer | Radical Media, production co. | Ivan Abel, DP | Dayn Williams, editor | Sherri Korhonen, Andrea Huelse, production designers | symbols + rituals, mask designer | Ivan Safrin, projection designer | Russel Mack, VFX lead | Dan Giraldo, VFX | | Alvin Cruz, flame artist/colorist Ram Bhat, matte painter | Mark Holmes, stylist | Andrea Helgadottir, make-up | Jennifer Heath, exec. producer | Saul Levitz, commissioner

Screencaps e gif animate di Heaven qui

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Video: Of All The Things We’ve Made dei Babylonia in esclusiva su Virgin Radio Italy

Of All The Things We've Made dei Babylonia in esclusiva su Virgin Radio Italy-2

“Of All The Things We’ve Made” il nuovo video dei BABYLONIA in esclusiva su Virgin Radio Italy

Of All The Things We’ve Made” è una delle tracce presenti in “Tales Of Loving Heart” il nuovo album della band  che contiene brani nuovi e brani rimasterizzati, un progetto pieno di emozione dedicato al ricordo di Robbie Rox, membro dei Babylonia scomparso più di un anno fà.
In memoria del grande amore che Robbie aveva per gli animali, tutti i proventi dalle vendite di “Tales Of Loving Hearts” andranno al rifugio per animali “Cane Amico” di Misilmeri, in provincia di Palermo.
Potete ordinare una copia del CD sul sito ufficiale dei Babylonia. Clicca qui.

Album tracklist :
1. Io Sono Il Deserto (acoustic)
2. Of All The Things We’ve Made
3. Dias De Lluvia
4. The Remains Of The Day
5. Fortissimo
6. Beautiful Losers (acoustic)
7. Souvenir De Margot
8. La Sua Figura

Of All The Things We've Made dei Babylonia in esclusiva su Virgin Radio Italy


David Bowie torna dopo un’assordante assenza durata dieci anni “Where Are We Now?”

David Bowie celebra il suo 66esimo compleanno pubblicando il primo singolo tratto dall’album “The Next Day” in uscita l’11 marzo.

Il suo ultimo lavoro, “Reality” pubblicato nel 2003 dalla Iso Records in collaborazione con la Columbia Records, fu presentato da Bowie con un live andato in diretta sul grande schermo.

Ora, dopo dieci anni, il Duca Bianco torna in grande stile pubblicando, sul suo sito ufficiale,  il singolo registrato a New York “Where Are We Now?” che trovate su iTunes.
Il video di “Where Are We Now?“, diretto da Tony Oursler, si rifà al periodo berlinese di Bowie con chiari riferimenti alla Berlino del Muro.

The Next Day tracklisting

Standard Version:

01. The Next Day 3:51
02. Dirty Boys 2:58
03. The Stars (Are Out Tonight) 3:56
04. Love Is Lost 3:57
05. Where Are We Now? 4:08
06. Valentine’s Day 3:01
07. If You Can See Me 3:16
08. I’d Rather Be High 3:53
09. Boss Of Me 4:09
10. Dancing Out In Space 3:24
11. How Does The Grass Grow 4:33
12. (You Will) Set The World On Fire 3:30
13. You Feel So Lonely You Could Die 4:41
14. Heat 4:25

Deluxe Version

01. The Next Day 3:51
02. Dirty Boys 2:58
03. The Stars (Are Out Tonight) 3:56
04. Love Is Lost 3:57
05. Where Are We Now? 4:08
06. Valentine’s Day 3:01
07. If You Can See Me 3:16
08. I’d Rather Be High 3:53
09. Boss Of Me 4:09
10. Dancing Out In Space 3:24
11. How Does The Grass Grow 4:33
12. (You Will) Set The World On Fire 3:30
13. You Feel So Lonely You Could Die 4:41
14. Heat 4:25

Bonus tracks:
15. So She 2:31
16. I’ll Take You There 2:44
17. Plan 2:34

Ben tornato Mr Bowie e buon compleanno!


Il cover album tributo agli U2 AHK-toong BAY-bi Covered a sostegno dell’Africa

AHK-toong-BAY-bi-Covered

Il ricavato delle vendite di “AHK-toong BAY-bi Covered” (album tributo agli U2, pubblicato il 26 ottobre 2011) è stato devoluto al Concern Worldwide per l’Africa orientale.
In questo album hanno contribuito con le loro cover: Nine Inch Nails, Patti Smith, Depeche Mode, Jack White, the Killers e altri.

Il Concern Worldwide è un’organizzazione umanitaria nata 40 anni fà in Irlanda. Concern svolge un attività di sostegno alle popolazioni che si trovano nei Paesi più poveri del mondo, al fine di migliorare la loro qualità della vita.
Impegnato in attività di sviluppo, oltre che ad aiuti di emergenza in Africa, Asia e Caraibi, il Concern fin dalla sua fondazione ha lavorato in ben 50 Paesi e impiega attualmente oltre 3.200 addetti in 25 Paesi di tutto il mondo. Il nucleo di lavoro del Concern è focalizzato sulla salute la fame e le emergenze umanitarie.


Un anno con Depeche Mode e Dintorni – Calendario 2►13

Ringraziamo i lettori che ci hanno seguito per tutto il 2012.  Abbiamo superato 100.000 visite con 465 iscritti. Per ringraziarvi vi mettiamo a disposizione, gratuitamente, il calendario 2013 che abbiamo realizzato per voi e per celebrare quello che sarà un anno pieno di Depeche Mode.  Potete scaricarlo qui

Gennaio 2012:

  • La splendida macchina DM inizia a scaldare i motori! Qualcosa inizia a muoversi in quel di Santa Barbara, CA. Come già anticipato prima delle feste natalizie, la prossima settimana Dave, Martin e Andy si incontreranno a casa di Mr Gore a Santa Barbara per la fase organizzativa del nuovo album dei Depeche Mode…

Febbraio 2012:

Marzo 2012:

Aprile 2012:

Maggio 2012:

  • “I Dream of Wires” un film che racconta la storia dei sintetizzatori modulari I Dream Of Wires, è un film documentario sulla storia e la rinascita dei sintetizzatori modulari. Il film, sponsorizzato da MATRIXSYNTH e attualmente in produzione, darà la possibilità di conoscere o approfondire la storia e lo sviluppo iniziale dei sintetizzatori modulari, tutto questo raccontato da chi li ha vissuti in prima persona: seminal modular designers come Don Buchla, i primi pionieri della musica elettronica come Morton Subotnick e Bernie Krause

Giugno 2012:

Luglio 2012:

Agosto 2012:

Settembre 2012:

Ottobre 2012:

  • Daniel Miller riceve il premio Pioneer al AIM Awards 2012 Il capo dell’etichetta Mute, Daniel Miller, è stato onorato con il premio Pioneer al AIM Awards 2012. Con il premio Pioneer, AIM vuole riconoscere lo stile visionario dei fondatori delle etichette indipendenti, e a chi meglio di Miller, una delle figure più influenti della storia della musica elettronica?!…

Novembre 2012:

Dicembre 2012:

Lo spettacolo pirotecnico di Londra con Depeche Mode dal minuto 2:23 reach out and touch faith!
Buon anno a tutti 🙂


Video: World Violation Tour 1990 – il ritrovamento del Santo Graal

Martin Gore - Video World Violation Tour 1990 - il ritrovamento del Santo Graal

30 minuti di World Violation Tour, il doppio concerto al Dodger Stadium di Los Angeles del 4 agosto 1990.

Il Santo Graal, custodito dalla band per anni, vede la luce prima sul sito ufficiale depechemode.com e da qualche giorno anche su Vimeo.
Come sappiamo, la band non filmò questo concerto ma la crew dello stadio si, su VHS e successivamente impacchettato e spedito alla band.
A scoprire questo tesoro il webmaster dei Depeche Mode che durante una vacanza in Inghilterra nel 2002, si è recato nella sede della band a Londra e tra le altre cose ha scovato questo VHS completamente impolverato e con un etichetta scritta a mano “Dodgers 080490”.
Lo storico documento, il più ricercato dai fans, presenta però alcuni difetti, ma sono certa che nulla distrarrà la vostra attenzione.

Video Recorded: August 4th, 1990
Video Director: Dodger Stadium crew
Video Source: NTSC VHS tape