Italian Blog

Articoli con tag “andrew fletcher

Andrew Fletcher rivela: “Nel 2015 inizieremo a pensare al nostro prossimo album”

A pochi mesi dalla conclusione del Delta Machine Tour, Andrew Fletcher incontra sitgesinfoguia.com e rivela: “Probabilmente ci incontreremo il prossimo anno (2015, n.d.t.) per pensare a un nuovo album e pianificare il nostro prossimo tour.”

«Sitges è un posto dove si può passeggiare la domenica sera sul lungomare o lungo la splendida spiaggia e si ha la sensazione di essere in un piccolo posto cosmopolita dove si possono vedere due uomini che si tengono per mano e famiglie, bambini che giocano e belle ragazze.» Andrew Fletcher.

Ci sono pochi momenti della vita in cui senti di essere in presenza di qualcuno di speciale che, con la sua attività, ha contribuito e influenzato la vita di tante persone in tutto il mondo. Andrew Fletcher è uno di loro e il suo gruppo Depeche Mode è stato e continua a essere uno dei gruppi più amati e influenti di tutti i tempi.

Abbiamo il privilegio di essere qui con lui a Sitges, nel suo locale preferito, il Trocadero.

INFOGUIA: Andrew, innanzitutto vorrei ringraziarti per l’opportunità che ci stai dando di intervistarti. Sappiamo che hai una casa a Sitges e che ci passi molto tempo quando non sei occupato con il gruppo. Dicci, come hai conosciuto Sitges e perché l’hai scelta come seconda residenza tra tutte le città del Mediterraneo?

ANDY: Beh, negli anni Ottanta, quando ci esibimmo a Barcellona, il giorno dopo facemmo una festa e venimmo a Sitges a bere un paio di drink… Allora non c’era l’autostrada, guidammo lungo una strada fatta di curve e ricordo che fu un pessimo viaggio di ritorno. Sono stato a Sitges un paio di volte. In quegli anni i miei figli erano piccoli e volevamo un posto per l’estate o per tutto l’anno, o se avevo una pausa durante un tour e così via. Abbiamo anche un amico, Gary Lineker, un calciatore, che ci parlò di questo posto meraviglioso e che amava passare del tempo qui quando si allenava per il Barcellona. Così, per diverse ragioni, veniamo qui da dodici anni e piace alla nostra famiglia e ai nostri amici.

I: Cosa rende speciale Sitges per te?

A: Molte ragioni. Innanzitutto per me è molto importante stare vicino all’aeroporto, che è un grande vantaggio ed è facile andare e venire quando sono occupato col gruppo o altri affari. Inoltre, vivo in fondo al lungomare (Passeig de la Ribera), in una zona tranquilla e quando passeggi la domenica sera lungo la bellissima spiaggia si ha la sensazione di essere in un piccolo posto cosmopolita dove si possono vedere degli uomini che si tengono per mano, famiglie, bambini che giocano e belle ragazze.

I:Parliamo dei Depeche Mode. Trentaquattro anni…

A: Oh no, ti prego, non me lo ricordare! (Risate)

I: …con oltre centoquindici milioni di copie vendute, tredici album, svariati live, innumerevoli compilation e siete ancora in attività. Durante tutti questi anni, come avete fatto a sostenere questa pressione e il successo? Cosa vi tiene ancora insieme?

A: Beh, come vedi, uno dei successi dei Depeche Mode è che tutti manteniamo una vita privata, e ciò è stato importante per noi affinché stessimo insieme tutti questi anni. Guardando indietro, da quando abbiamo cominciato, mi sento una persona che ha vissuto i propri sogni; immagina quando sei giovane e hai una passione che è il tuo hobby e diventa improvvisamente molto grande e ti senti bene perché questo sogno si è avverato.

I: Guardando al passato, c’è qualcosa che cambieresti? Qualche pentimento?

A: Sì, alcuni dei nostri primi video! (Risate) Purtroppo, quando cominciammo, ne facemmo alcuni davvero imbarazzanti! No, seriamente, guardando indietro nel tempo non c’è nulla che cambierei nella mia vita… Sono felice per tutto ciò che ho fatto! A volte quando si passano brutti momenti e si superano, se ne esce più forti e si impara qualcosa. Guardando indietro, si pensa a questi momenti come qualcosa di necessario per andare avanti e crescere.

I: Si dice che nel 1984 tu abbia prodotto un album solista. È vero? Puoi dirci qualcosa a riguardo?

A: Sì, quando stavamo registrando a Berlino, per gioco facemmo un album intitolato “Toast Hawaii” con me che cantavo, Dave alla batteria, Alan alla tastiera e Martin alla chitarra. Ce ne sono soltanto due copie: una ce l’ho io, l’altra, sfortunatamente, ce l’ha il mio migliore amico Martin! Devo comportarmi bene con lui perché a volte mi minaccia di metterla su internet! (Risate)

I: So anche che sei un bravo DJ e che ti piace farlo quando non sei in tour. Tre anni fa hai aperto Space Ibiza…

A: Sì, è stato uno dei migliori momenti della mia carriera da DJ. È qualcosa che mi piace e la verità è che faccio il DJ in tutto il mondo. Sono stato in Cina, Australia… Mi piace perché è diverso dall’essere in tour con i Depeche Mode, che è una gran “macchina” in movimento; quando faccio il DJ in altri paesi, ho più tempo per visitare le città ed è più facile da gestire come attività.

I: Andrew, dopo tanti anni, con tutti i successi e i riconoscimenti come uno dei gruppi più importanti di tutti i tempi, cosa vi mantiene ancora motivati? Per quanto tempo continueranno i Depeche Mode? Come i Rolling Stones?

A: Senti, posso dirti che non voglio stare sul palco a sessantacinque anni, ma la musica è un po’ come una droga. Quando sperimenti il palco e sai che sei fatto per starci, vuoi continuare a farlo ancora e ancora, ed è difficile dire di no. È una sensazione fantastica e, come hai detto, è quello che abbiamo fatto in questi ultimi trentaquattro anni: facciamo musica, la suoniamo e amiamo ancora farlo.

I: È fantastico! Ti prego, dicci qualcosa sui piani e i progetti futuri.

A: Beh, come sai abbiamo concluso il tour pochi mesi fa e adesso ci stiamo prendendo del tempo libero, il che significa che passerò tanto tempo qui a Sitges e questo è un bene! Probabilmente ci incontreremo il prossimo anno (2015, n.d.t.) per pensare a un nuovo album e pianificare il nostro prossimo tour.

I: Notizia eccellente per tutti i fan dei Depeche Mode! Beh, grazie mille, Andrew! È stato un piacere immenso!

A: Sì, anche per me. Piacere mio!

Fonte: sitgesinfoguia.com

Ricerca e traduzione a cura di Salvatore Matteo Baiamonte per Depeche Mode e Dintorni

© E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.


Recensione: Il Live In Berlin di Alexia Gahan

Quella che segue è la recensione scritta da una delle nostre lettrici più affezionate, Alexia Gahan.

Si accende la notte di Berlino, il suo urlo “Good evening Berlin” impatta con il pubblico fragoroso.
Welcome to my world – Benvenuti” nel mondo dei Depeche Mode, un mondo fatto di fede e devozione, di legami, di passione, di forza, di un amore lungo trent’anni.
The angel of love was upon me” l’angelo Dave Gahan vola sopra i fan berlinesi, carismatico, sensuale, per nulla toccato dagli anni, regala piroette e movimenti pelvici degni di un ballerino. La sua voce profonda e sensuale si carica di significato nella possente “Walking in my shoes”.
Che dire di “Mr. Martin Lee Gore” che arriva silenzioso, quasi in punta di piedi con la sua “The child inside” e “But not tonight” (accompagnato al piano da Peter Gordeno) a suscitare nei cuori e negli occhi dei fan lacrime di commozione, prende il posto di Gahan… è lui la stella nel cielo di Berlino.
Ma la notte è ancora lunga e arrivano “Black Celebration” “A question of time” a far saltare i fan. I giorni neri dei Depeche Mode sono ormai lontani, Gahan carica il suo pubblico, lo incita. Berlino si lascia andare sotto le luci e le proiezioni sugli schermi, l’adrenalina sale sempre di piu.
I sorrisi di Gahan e Gore che saltellano divertiti sulle note di “A pain that I’m used to” (proposta nella versione remix di Jacques Lu Cont’s) da l’idea di quanto siano uniti da tanta passione per cio che creano.
Di nuovo indietro con il tempo cavalcando sulle note di “Enjoy the silence” e “Personal Jesus” e’ tutto qui “tutto quello che abbiamo sempre desiderato e voluto è qui tra le nostra braccia” ed il pubblico lo sa ma Gahan porge il microfono ai fan e glielo ricorda.
La chitarra di Gore si infiamma sempre di piu. Si prosegue verso il finale con un Dave Gahan instancabile nella voce e nei movimenti, il suo “Ladies and Gentlemen Mr. Martin L. Gore” è un rituale a cui non vorremmo mai rinunciare.
Cosa dire di Andrew Fletcher, l’uomo dei synth, presenza silenziosa ma indispensabile del gruppo. Quando si arriva inevitabilmente a “Never let me down again” un brivido percorre la schiena a ricordare che il viaggio è ormai giunto al termine. Arriva il momento: mani in alto e via con il campo di grano, Gahan sembra guardarli uno per uno negli occhi, si sofferma quasi a voler rendere omaggio a quel momento intenso, profondo, vissuto con i propri fan. Un legame speciale lungo oltre trent’anni.
Arriva il saluto finale “Goodbye” Dave, Martin, Andrew, Peter e Christian si abbracciano ed abbracciano il loro pubblico. The moon is shining in the sky reminding me of so many other nights but they’re not like tonight.

iTunes:
Depeche Mode Alive In Berlin HD
https://itunes.apple.com/it/movie/depeche-mode-alive-in-berlin/id939096560

Depeche Mode Live In Berlin Soundtrack
https://itunes.apple.com/it/album/live-in-berlin-soundtrack/id937911189

Amazon:
Depeche Mode Live In Berlin Cofanetto
http://amzn.to/1tIfKrr

Live In Berlin Soundtrack [2 CD]
http://amzn.to/1yc1B5q


Ultima leg per i Depeche Mode e il loro Delta Machine Tour – 26 show in 23 città europee

La Palau Sant Jordi è pronta ad ospitare la prima data della quarta leg del Delta Machine Tour questa sera a Barcellona.
La quarta fase del tour riguarderà ancora una volta l’europa (come nella prima e terza) e toccherà: Spagna, Francia, Belgio, Regno Unito, Germania, Austria, Slovacchia, Repubblica Ceca, Svizzera, Italia, Polonia, Ucraina, Bielorussia, Lettonia e Russia con l’ultima data prevista il 07/03/14 alla Olimpiyskiy  di Mosca.
Un totale di 26 show in 23 città europee (due date a Zurigo, Parigi e Madrid) chiuderanno il tour mondiale dei Depeche Mode partito da Nizza il 4 maggio 2013.

Cinque le date complessive del Delta Machine Tour che hanno interessato il nostro Paese
I Depeche Mode hanno fatto tappa in Italia nel mese di luglio durante la prima leg del tour con due date sold out: 18/07/13 Milano Stadio San Siro e 20/07/13 Roma Stadio Olimpico.
Le prossime tre: 18/02/14 Torino Palaolimpico, 20/02/14 Milano Mediolanum Forum e 22/02/14 Bologna Unipol Arena

www.depechemode.com/tour

E proprio nel pomeriggio di ieri Martin, Andy e Peter hanno fatto visita al FC Barcelona durante l’allenamento tenutosi alla Ciutat Esportiva Joan Gamper. Video 1Video 2

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.


2013 in review – Annual Depeche Mode e Dintorni Report from WordPress.com

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2013 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

The Louvre Museum has 8.5 million visitors per year. This blog was viewed about 130,000 times in 2013. If it were an exhibit at the Louvre Museum, it would take about 6 days for that many people to see it.

Click here to see the complete report.


Il 2013 di ‘Depeche Mode e Dintorni’ – calendario 2014

Grazie a tutti voi che ci avete seguito con fede e devozione in questo 2013 che è stato un anno ricco di novità, un anno che ci ha regalato Delta Machine e il Delta Machine Tour con due date italiane da cardiopalmo!

4.561 volte grazie agli inscritti che ci leggono sul blog (a fine 2012 eravate 465!)
15.523 volte grazie ai fan che ci seguono su facebook
1.461 volte grazie ai followers di twitter

Grazie a tutti quelli che ci hanno inviato video, foto e recensioni del Delta Machine Tour, a quelli che ci hanno tenuto compagnia con commenti, a volte critici a volte divertenti e a chi crede in noi!

Per tutti voi abbiamo preparato un regalo molto speciale, il calendario 2014 che questa volta (a differenza del calendario 2013) raccoglie le immagini più belle dei nostri Depeche on stage! E’ stato davvero difficile scegliere tra le migliaia di foto presenti nel nostro archivio, difficile a tal punto che abbiamo deciso di realizzare ben due calendari!
Clicca qui per scaricare (in alternativa nowdownload o rapidshare)

Pronti per il 2014? Pronti per le nuove date italiane del Delta Machine Tour?
Noi scenderemo in campo con voi a Bologna e anche questa volta, dopo il successo di Roma, prepareremo una coreografia… ma di questo ne parleremo più avanti.
Vi ricordiamo che abbiamo circa 20 biglietti disponibili per lo show del 22 febbraio, Parterre in Piedi (no Early Entrance) e Gradinata Est – L. Per info QUI.

E ora ripercorriamo il nostro 2013

Gennaio 2013

Febbraio 2013

Marzo 2013

Aprile 2013

Maggio 2013

Giugno 2013

Luglio 2013

Agosto 2013

Peter Gordeno e Christian Eigner impegnati nel progetto ‘OPIEN’ “L’album si chiama ‘Atlanta‘ e vede la collaborazione di Christian Eigner (turnista dei Depeche Mode dal 1997) insieme al produttore, compositore e polistrumentista Niko Stoessl (che ha lavorato anche in Hourglass di Dave Gahan). ‘Atlanta‘ nasce dal progetto ideato da Niko Stoessl, ‘OPIEN‘, gestito dal team di Daryl Bamonte.
Nel video che vi proponiamo, ‘Let Me Down‘, noterete anche la presenza di Peter Gordeno (turnista dei Depeche Mode dal 1998).” Altri articoli che potrebbero interessarti

Settembre 2013

  • Una chiacchierata con Andrew Fletcher dei Depeche ModeAbbiamo fatto show strepitosi. Forse è stata la migliore serie di concerti della nostra carriera. Dave è sempre stato fenomenale, il pubblico si è dimostrato fantastico e molto partecipe, perfino nelle zone d’Europa che sono in recessione. La nostra è una carriera da sogno, dagli inizi fino a oggi. Non avremmo mai immaginato di essere ancora qui, di andare in certi paesi, di essere sempre più famosi. È meraviglioso. In tutta sincerità, credevamo che sarebbe durato solo un paio d’anni.Altri articoli che potrebbero interessarti

Ottobre 2013

Novembre 2013

  • Dave Gahan: “La musica mi ha salvato”È cominciato tutto con il glam rock, con gli Slade, T Rex, David Bowie e Roxy Music. Poi sono arrivati i Damned e i Clash. Ma la mia vera illuminazione è stata Ziggy Stardust, l’uomo che viene da altrove.
  • Jayce Lewis annuncia la data di pubblicazione del nuovo album “La scorsa settimana JL ha firmato con la Caroline International (Universal Music Group), accordo che gli permetterà di pubblicare il nuovo album dal titolo “Nemesis” tra marzo e aprile 2014, anticipato dalla release di un primo singolo nel mese di gennaio.
    Successivamente, Jayce registra un nuovo nome per il suo progetto, che porta avanti alla grande già da qualche anno, e dice: «andava fatto, qualcosa che doveva essere fatta qualche tempo fa» da ora in poi tutto ciò che Lewis produrrà, dai live ai lavori in studio, porterà il nome di PROTAFIELD.” Altri articoli che potrebbero interessarti

Dicembre 2013

BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO A TUTTI!!!


I Depeche Mode tornano a esibirsi in Florida

Tappa al BB&T Center di Sunrise questa domenica con un mix di classici e nuove canzoni da Delta Machine

Come molti gruppi che hanno ottenuto un incredibile successo internazionale, i Depeche Mode hanno affrontato anche una buona dose di avversità, in particolare la dipendenza dalla droga che è costata temporaneamente la vita al cantante Dave Gahan. Ma il gruppo britannico synth pop – la band di musica elettronica più famosa della storia – ha tenuto duro grazie alla forza di successi come “Personal Jesus”, “Enjoy the Silence”, “Walking in My Shoes”, “People are People”, “Strangelove”, “Policy of Truth” e “Just Can’t Get Enough”.

Oggi i Depeche Mode sono tornati con Delta Machine, il loro tredicesimo album, che è stato paragonato ai loro migliori lavori passati per la sua forza ed energia. Successivamente, la voce profonda e baritona di Gahan ha visto una rinascita, e oggi è più calda e intensa che mai.

Il gruppo fa tappa al BB&T Center di Sunrise dopo un tour europeo di successo, e il tastierista e membro fondatore Andy Fletcher ha parlato con Miami.com del tour, del nuovo album, e di chi ha influenzato la band agli inizi.

Com’è stato il tour europeo?

«È strano dirlo, ma è stato proprio esaltante. La partecipazione è stata fantastica, la performance del gruppo strepitosa e il morale di tutti era ottimo, per cui non potremmo essere più contenti e non vediamo l’ora di andare in Nord America. Siamo pieni di entusiasmo.»

Ci sarà qualche variazione nel tour del Nord America rispetto a quello europeo?

«Faremo qualche modifica, ma in sostanza lo spettacolo resterà lo stesso. Cambieremo un po’ le canzoni.»

Avete un repertorio vastissimo, come fate a scegliere le canzoni da suonare e quelle da escludere?

«È molto difficile. Se potessimo suonare quattro ore – so che forse Bruce Springsteen lo fa, ma non possiamo competere con lui – probabilmente riusciremmo a inserire le preferite di ognuno, ma per Dave in particolare è un enorme sforzo fisico. Perciò è difficile, ma pensiamo di aver inserito un buon mix dei primi anni, degli anni di mezzo, e di oggi. Credo che il pubblico sarà soddisfatto.»

Quante canzoni di Delta Machine sentiremo?

«Ne sentirete molte. Per fortuna le canzoni di Delta Machine rendono benissimo dal vivo. Sono semplici, ci sono pochi elementi. Credo che ne sentirete sei o sette.»

Il nuovo album è stato paragonato sia a Violator, sia a Songs of Faith and Devotion: che ne pensi di questi paragoni?

«Beh, noi diciamo sempre che ogni album è diverso, ma forse in Delta Machine c’è qualche legame in più, perché ha sonorità elettroniche con un che di blues, e per questo motivo è facile ripensare a “Personal Jesus”, tratto da Violator

Pur essendo una band elettronica, secondo te da dove arriva questo lato blues?

«Ottima domanda. Martin [Gore], l’autore della maggior parte dei brani, ha sempre amato il blues, ed è stata una continua fonte d’ispirazione. Ma non saprei dire da dove arrivi realmente.»

Il titolo Delta Machine rappresenta in qualche modo il paradosso dell’elettronica che incontra il blues?

«Sì, è questo il bello del titolo, riesce a spiegare la musica che contiene il disco. Altrimenti il titolo non significherebbe niente.»

I Depeche Mode sono stati d’ispirazione per molti, chi ha influenzato voi agli inizi?

«In realtà diverse cose. Siamo stati molto fortunati ad avere quindici anni quando il punk è esploso con i Clash e i Sex Pistols. Prima di allora avevamo David Bowie, i T. Rex e altri artisti simili, poi negli anni ’70 sono arrivati i Kraftwerk e la gente ha cominciato ad ascoltarli anche negli anni ’80. E per noi sono stati una fonte d’ispirazione grandissima per gli strumenti. Quindi parecchie cose. E a volte è la musica che non ti piace a influenzarti. Per esempio, non vuoi fare un certo tipo di musica, ma poi la fai [ride].»

Dave ha scritto molti pezzi del nuovo album, contribuendo più del solito. Le dinamiche del gruppo sono cambiate molto?

«Sì, Dave contribuisce già da diversi dischi con le sue canzoni. Sta diventando sempre più bravo, e questo dà molta più varietà all’album.»

La sua voce è più calda e potente che mai.

«Beh, ora si prende più cura di se stesso. Anche nelle esibizioni dal vivo è più in forma che mai.»

Altri grandi artisti – Elton John, Paul McCartney, i Rolling Stones – hanno smesso di produrre lavori di grande impatto. Come fate a mantenere la vostra grandezza?

«È difficile, perché normalmente i media cercano sempre band giovani e originali. Gli artisti che hai citato sono più anziani di noi, ma anche noi non siamo da meno [ride]. Dicevamo sempre che se non avessimo ritenuto di fare grande musica, allora avremmo dovuto smettere. Ma per nostra fortuna crediamo di fare ancora grande musica e di avere degli album interessanti ancora da realizzare. Perciò siamo felici di essere qui dopo trent’anni, è un sogno divenuto realtà. Non ci aspettavamo di avere una grande popolarità, di fare sold out, di vendere dischi. Pensavamo di durare solo un paio d’anni.»

Poiché siete una band elettronica, avete mai partecipato alla Winter Music Conference a Miami?

«No, però so benissimo di che si tratta e cosa succede. Più che altro è un problema di tempi, quando la fanno noi abbiamo altri impegni oppure siamo in pausa, o cose del genere.»

Avete preso in considerazione l’idea di partecipare in futuro?

«Certo, ci farebbe molto piacere.»

Di Michael Hamersly

fonte miami.com

traduzione a cura di Barbara Salardi esclusivamente per Depeche Mode e Dintorni

 

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.


Una chiacchierata con Andy Fletcher dei Depeche Mode

Dave Gahan, Martin Gore e Andy Fletcher sono considerati da molti i padri della new wave.

Fin dal 1981 i Depeche Mode hanno prodotto decine di brani pop dance sintetici nel Regno Unito – ricevendo dalla nota rivista britannica Q il titolo di “band elettronica più famosa che il mondo abbia mai conosciuto” – mantenendo al contempo il successo negli Stati Uniti.

Pezzi come “People are People”, “Enjoy the Silence” e “Policy of Truth” sono ricordi immutabili di un’epoca che li ha visti come pionieri. Ma i Depeche Mode non restano con le mani in mano.

All’inizio di quest’anno hanno pubblicato il tredicesimo album in studio, Delta Machine, dal quale sono stati estratti due successi che hanno scalato le classifiche dance degli Stati Uniti: “Heaven” ha raggiunto il primo posto e “Soothe My Soul” il settimo.

Da poco terminate le tappe di successo in Europa, i Depeche Mode sono al momento impegnati a portare il Delta Machine tour negli Stati Uniti, che questa settimana arriverà a Lakewood.

In una recente chiacchierata, il tastierista Fletcher ha accennato a quello che i fan potranno aspettarsi dai concerti e a come si tengono in forma adesso i Depeche Mode.

D: A quanto pare quest’estate avete fatto ottimi show in Europa.

R: Abbiamo fatto show strepitosi. Forse è stata la migliore serie di concerti della nostra carriera. Dave è sempre stato fenomenale, il pubblico si è dimostrato fantastico e molto partecipe, perfino nelle zone d’Europa che sono in recessione. La nostra è una carriera da sogno, dagli inizi fino a oggi. Non avremmo mai immaginato di essere ancora qui, di andare in certi paesi, di essere sempre più famosi. È meraviglioso. In tutta sincerità, credevamo che sarebbe durato solo un paio d’anni.

D: La produzione e la scaletta saranno diverse nel tour americano rispetto a quello europeo?

R: La scaletta potrebbe variare. Lo show dovrebbe rimanere sempre lo stesso. È una produzione intelligente, molto semplice. Abbiamo video fantastici, oggi la qualità è straordinaria. Il palcoscenico è molto scarno, l’esibizione spetta tutta a noi.

D: Manterrete l’intermezzo acustico?

R: Sì, serve a far respirare un po’ Dave, e inoltre Martin canterà diversi pezzi. È utile anche per il pubblico. Noi ci scherziamo sempre sopra dicendo che è il momento in cui tutti vanno in bagno!

D: È stato difficile inserire canzoni di Delta Machine avendo l’invidiabile problema di dover scegliere da un repertorio vastissimo?

R: Per noi è un’impresa impossibile mettere insieme la scaletta. Abbiamo più di duecento canzoni e ognuno ha le sue preferite. Alla fine ne abbiamo creata una con brani degli inizi fino a oggi. Abbraccia tutti i nostri album ed è andata alla grande in Europa. Le nuove canzoni sono molto facili da suonare e rendono benissimo dal vivo. Il nostro precedente album [Sounds of the Universe, 2009] era molto più difficile da suonare live.

D: Come pensi si sia evoluta la band nelle esibizioni dal vivo, anche dopo più di trent’anni?

R: Ci sembra di avere gli stessi fan di un tempo, perfino di più. Al momento ci sentiamo pieni di energia e secondo me abbiamo ancora qualcosa da offrire. Non so fino a quando andremo avanti, speriamo che questo non sia l’ultimo tour. I Rolling Stones mi spaventano e mi auguro di non continuare a fare concerti come loro fino a settant’anni! Ma il rock ‘n’ roll è una droga, e l’emozione di salire sul palcoscenico non se ne va facilmente.

D: Fate per caso qualche rito prima del concerto?

R: Abbiamo tutti le nostre routine, come gli attori o i calciatori. Noi ci stringiamo in un abbraccio di gruppo, una specie di “tutti per uno, uno per tutti”, ed è una cosa che facciamo da qualche anno. Tutto il tour è una routine. Ogni giorno si ricomincia da capo. Soltanto in questo modo si può fare un tour, con la routine, solo così si può sopravvivere. In passato avevamo una routine molto malsana.

D: Su YouTube ho visto il video dietro le quinte nel quale lo chef del gruppo diceva di preparare molti piatti biologici. Col passare degli anni avete scelto consapevolmente di mangiare in modo diverso o di fare più esercizio fisico oppure il vostro regime di vita è sempre stato questo?

R: Questo non ha nulla a che vedere con me! Sì, mangio cibi biologici. Ho perso qualche chilo, quindi forse ne vale la pena. Soltanto bistecche biologiche e altro, niente dieta vegetariana. Sembrerà incredibile, ma ci prendiamo cura di noi stessi molto più che in passato. A suo tempo l’esercizio fisico non era contemplato. Adesso abbiamo qualche anno in più e vogliamo esibirci ai massimi livelli, perciò ce la prendiamo con calma e cerchiamo di restare in forma.

D: Fai ancora il DJ?

R: Dopo lo scorso tour ho fatto una tournée mondiale e sono andato in Australia, Cina, India, Giappone e Dubai. È una cosa strana, ma molto interessante.

D: Secondo te il pubblico generale è più propenso ad accettare l’EDM? Presto avremo il TomorrowWorld e a quanto sembra attira moltissime persone.

R: So che in Europa vengono un sacco di ragazzi ai concerti, soprattutto in Italia, di circa 17-18 anni. Non ho fatto spesso il DJ negli Stati Uniti, perché è Martin a fare i concerti americani.

D: Avete fatto parecchi remix. Qual è il tuo preferito?

R: Mi piace il mix “Behind the Wheel/Route 66”.

D: Riesci ancora a essere una persona come le altre pur facendo parte dei Depeche Mode?

R: Il gruppo è famosissimo, ma noi riusciamo a fare una vita tutto sommato normale. Non occupiamo la cronaca scandalistica, e viviamo normalmente. Dave è il dio del rock, io sono l’uomo comune che incontri per strada.

Di Melissa Ruggieri

fonte accessatlanta.com

traduzione a cura di Barbara Salardi esclusivamente per Depeche Mode e Dintorni

 

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.


Deludente Brit Awards, nessun riconoscimento alla carriera per i Depeche Mode

Deludente Brit Awards, - nessun riconoscimento alla carriera per i Depeche Mode

I Brit Awards o Brits, sono dei premi musicali che ogni anno nel Regno Unito vengono conferiti dalla British Phonographic Industry.

Quest’anno delusione per la band e per noi fans perchè ancora una volta i Depeche Mode non riceveranno  il riconoscimento “Outstanding Contribution“, premio ormai assegnato un pò a tutti: Blur, Robbie Williams, Pet Shop Boys, Paul McCartney, Oasis, Paul Weller, Bob Geldof, Duran Duran, Tom Jones, Sting, U2, Spice Girls, Eurythmics e molti altri.
L’unico premio conferito ai Depeche risale al 1991 nella categoria “Best British Single” per “Enjoy the Silence“.
Andrew Fletcher al Daily Star dice: «Certo che ci piacerebbe se ci offrissero il premio, anche se poi non so proprio se lo accetteremmo» e aggiunge: «Parecchi artisti che l’hanno già vinto mi hanno detto che dovrebbero darlo anche a noi. Non riesco a capire come mai noi non veniamo presi in considerazione. Però non possiamo lamentarci, abbiamo ancora un sacco di fan».

La cerimonia di assegnazione di quest’anno si svolgerà il 20 febbraio a Londra, mentre le nomination questo giovedì.
Nel 2011 non ci fu nessuna assegnazione nella categoria “Outstanding Contribution“, lo stesso sembra per l’edizione di quest’anno, visto che la categoria non è stata stabilita e quindi non sarà assegnato nessun premio alla carriera.


Depeche Mode e dintorni intervista Kris Martano degli Exciter’s

Oggi, per voi di Depeche Mode e dintorni, una interessantissima intervista con Kris Martano, voce e synth degli Exciter’s. Kris ci racconterà della sua vita, del futuro della band e del nuovo album “Human Contradictions“.

Gli Exciter’s nascono nel 2001 come tribute band dei leggendari Depeche Mode.
Nell’arco di 10 anni riescono a conquistare fama e pubblico a tal punto che nel 2010 decidono di incidere il loro primo album di inediti “Checkmate“.
Questa strepitosa tribute band romana vanta all’attuale un considerevole numero di live in tutta Italia, seguitissimi dai loro supporter più appassionati.
Non posso non citare l’ Opening al DJ-set di Andrew Fletcher in Italia, Viterbo e Forte dei Marmi.

Gli Exciter’s sono:

Vince: Voice, Keyboards, Programming
Kris: Voice, Synth
Anton: Guitars
Pierre: Drum

DMeD: Ciao Kris! Benvenuta su Depeche Mode e dintorni!
DMeD: Molti musicisti fin da bambini hanno avuto una certa precocità nell’approccio con la musica. Prendi ad esempio Trent Reznor, fondatore dei Nine Inch Nails, piuttosto che Thom Yorke, voce solista dei Radiohead, o David Bowie. Com’era Kris da bambina e il tuo primo approccio con la musica?
KM: Sicuramente Kris da bambina era timida e non sfacciata come adesso!!..Ahahhahah!!…Il mio primo approccio con la musica e’stato a 5 anni, quando ad una tavolata di famiglia, mia zia mi prese in braccio e mi mise sul tavolo dicendomi di cantare per tutti i parenti un classico napoletano. Io stando tutto il tempo a testa bassa cantai REGINELLA scatenando gli applausi di tutti i presenti che gridarono in dialetto napoletano: “Chest farra’ a cantant”!!..Effettivamente non si sbagliarono, anche se il genere non e’ proprio lo stesso!!…
DMeD: La musica condiziona positivamente le nostre vite. Non riesco ad immaginare un vita senza musica! Spesso riusciamo ad amare vari generi, anche diversi tra loro, tipo indie rock, elettronica, glam, new wave, techno etc..o le alterniamo semplicemente in base alle tendenze del momento o ai nostri gusti musicali, che possono mutare negli anni. Quali sono le tue prefenze attuali e quali quelle del passato?
KM: Da adolescente ascoltavo sicuramente musica piu’ leggera, seguendo le mode del momento. Poi arrivata alla maggiore eta’, mi trovavo nel pieno degli anni 80 ed e’ li’ che ho conosciuto il mio primo vero e proprio amore musicale, ovvero i DM. Nel corso degli anni ho imparato anche ad apprezzare tutta la buona musica che ha fatto la storia del Rock, come i Pink Floyd, David Bowie e tanti altri. Negli anni 90 invece ho conosciuto la musica dei RADIOHEAD, che definirei il mio secondo amore musicale.
DMeD: Come è avvenuto il tuo primo incontro con il resto della band?

KM: Nel 2000 mi trovavo in un locale a suonare con Vince, attuale cantante degli EXCITER’S e degli americani si alzarono impiedi indicandolo con il dito mentre gridavano DAVE…DEPECHE MODE!!!…Noi ci guardammo e continuammo a suonare, ma la sera stessa ebbi l’idea di formare una Band Tributo ai DEPECHE MODE e visto che il cantante me lo avevano gia’indicato, mi basto’ contattare un chitarrista e un batterista e nel 2001 nacquero gli EXCITER’S.
DMeD: La scelta del nome della band, Exciter’s, non è una scelta a caso… c’è un evidente collegamento con i Depeche Mode. Ci puoi dire come nascono gli Exciter’s e perchè?
KM: Essendoci formati nel 2001 e’ chiaro che ci siamo ispirati all’Album DM uscito proprio quell’anno. Ma sinceramente non e’ questo il motivo per cui ci chiamiamo cosi’. Noi eravamo talmente ECCITATI da questa esperienza che abbiamo voluto chiamarci EXCITER, proprio per il significato della parola. Abbiamo poi aggiunto il genitivo sassone in onore del GERONIMO’S, il primo locale che ci ingaggio’ all’epoca e dove facemmo il nostro primo fortunatissimo live.
DMeD: Gli Exciter’s hanno condiviso il palco con varie Bands di spicco tra cui gli Eveline e A Toys Orchestra. Recentemente, inoltre, siete stati selezionati per gli Opening al Dj Set Italiano di Andrew Fletcher dei Depeche Mode per ben due volte! Ci puoi raccontare come si è svolto il tutto e che impressione avete avuto di Mr Fletch? (siete stati a stretto contatto con lui?)
KM: Andy e’ una persona molto disponibile. Abbiamo avuto il privilegio di fargli da Opening sia al THEATRO di Viterbo che alla CAPANNINA di Forte dei Marmi. A Viterbo essendo arrivato tardi, non era di buon umore. Ma il nostro FAN CLUB, gli preparo’uno striscione che gli fece tornare il sorriso. Quando mi avvicinai per darglielo a nome di tutti, lui disse al Bodyguard di accompagnarmi nel suo camerino, di portare lo striscione e di aspettarlo li’. Purtroppo alle 04 del mattino ancora non arrivava e io stanca morta andai via, lasciandogli lo striscione e mangiandomi una buona parte del suo buffet per consolazione!!…Ahahhaha
La seconda volta ando’ meglio. Infatti alla Capannina ci ricevette nel suo camerino con tutta la Band, facendosi fotografare e chiaccherando un po’con noi. Prima di salutarci, ci firmo’un bell’autografo sul nostro primo Album CHECKMATE e agganciando un sonoro cinque al nostro Vince gli grido’ GREAT!!….
DMeD: CHECKMATE è il vostro primo lavoro di inediti che risale al 2010. Ora sappiamo che è disponibile il vostro secondo attesissimo album “Human Contradictions”! Parlaci di questo vostro ultimo lavoro.
KM: Questo secondo lavoro e’sicuramente piu’ “Maturo” e “Sofferto” rispetto a CHECKMATE. Siamo cresciuti musicalmente e questo si sente nell’Album. Stavolta i testi sono per lo piu’autobiografici, raccontano le nostre crisi, perplessita,le domande a cui non sappiamo dare una risposta e anche le nostre gioie, dando un quadro completo delle contraddizioni umane. Anche qui’ci alterniamo vocalmente e come nell’altro Album ci saranno due brani completamente musicali.
Inoltre HUMAN CONTRADICTIONS e’ stampato su Etichetta MAFI che lo distribuisce in tutto il mondo su  iTunes e su tutti gli Stores digitali a soli 6.99.
DMeD: Tour in vista?
KM: Abbiamo molte date in giro per L’Italia. Le trovate tutte sul nostro sito. www.exciters.it
DMeD: Che rapporto avete con i vostri fans?
KM: Sicuramente un rapporto molto forte. Con alcuni, sono nate delle amicizie molto profonde. Cerchiamo sempre di stabilire un rapporto umano con loro, fin dove e’ possibile. Sono FANTASTICI, Ci sostengono e ci supportano in tanti modi. Ci fanno regali a fine live e hanno aperto anche un FAN CLUB molto attivo. Molte Band di colleghi e amici ce li invidiano addirittura!!…Ahahahaha!!..Senza di loro non saremmo niente.
DMeD: Se dovessi definira la tua vita con la frase del testo di una canzone, quale sarebbe e perchè?
KM: La mia vita e’ stata e forse continuera’ad esserlo per sempre, talmente “Eclettica” e in continua evoluzione, che non riuscirei a racchiuderla in una frase di una canzone.
DMeD: Smessi i panni della Synth-Voice degli Exciter’s, com’è Kris nella vita di tutti i giorni?
KM: Sono una normalissima donna impegnata e assorbita dal suo lavoro, che si prende cura della propria casa e che nel tempo libero si circonda degli amici piu’ cari.
DMeD: Come immagini il tuo futuro e quello della Band?
KM: Finora gli Exciter’s mi hanno dato grandi soddisfazioni. Immagino che nel futuro la Band possa continuare a crescere artisticamente e non smettere mai di dare il proprio contributo nel panorama musicale.
DMeD: Grazie mille per la tua disponibilità! In bocca al lupo per tutto!
Nel video che segue Relaxed/Eclipsed (Part One) dall’album “Human Contradictions” disponibile su iTunes

 

Facebook    MySpace    Web Site

 

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/intervista, sia in formato cartaceo sia telematico, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.

Dave Gahan e Depeche Mode: le 100 migliori copertine di Rolling Stone Italia!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I primi 100 numeri di Rolling Stone – Vota la copertina migliore! Dave Gahan e Depeche Mode in due numeri di Rolling Stone Italia.

 

Dave Gahan N.48 – Ottobre 2007 VOTATE QUESTA COPERTINA
Rolling Stone Italia dedica a Dave Gahan la copertina del numero di ottobre 2007. In questa occasione, Dave rilascia un intervista in cui parla della realizzazione del suo secondo album solista “Hourglass“.
Qui trovate l’intervista completa.

 

Depeche Mode n.68 – Giugno 2009 VOTATE QUESTA COPERTINA
In questa occasione, Rolling Stone Italia annuncia le prime due date italiane del  “Tour Of The Universe” tenutesi a Roma – 16 giugno e Milano – 18 giugno. Lo scatto che poi regnerà sulla copertina N. 68, fu un esclusiva mondiale per Rolling Stone Italia che raggiunse la band a Londra per immortalarla in tutto il suo spendore… unico come  Martin Gore, Dave Gahan e Andrew Fletcher.

 

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo, sia in formato cartaceo sia telematico, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.

L’immenso cuore benefico chiamato Depeche Mode!

L’immenso cuore benefico dei Depeche Mode con “Vintners Foundation” in occasione dell’American Riviera Wine asta benefica a supporto di “Direct Relief International”.

Lo scorso 11 febbraio 2012, al Coral Casino Beach Club del Four Seasons Biltmore Resort di Montecito –  CA, la Vintners Foundation di Santa Barbara, ha ospitato la settima biennale dell’asta benefica “American Riviera Wine” a supporto della “Direct Relief International” un organizzazione non-profit con sede a Santa Barbara, in California, che si concentra sul miglioramento della qualità della vita, portando medicine e forniture per quelle strutture sanitarie locali (in tutto il mondo) che necessitano di aiuto.

Prodotti eccellenti e di gran lusso messi a disposizione del miglior offerente.

In passato l’asta del vino è stato un evento firmato dalla comunità vinicola di Santa Barbara, che costituisce la più grande industria della regione.
Negli ultimi 10 anni Vintners Foundation, ha donato più di $1,2 milioni alla Direct Relief che ha sfruttato più di $34 milioni in assistenza medica.

Questa piccola parentesi introduttiva era inevitabile al fine di farvi conoscere questo evento di beneficenza molto importante.
I Depeche Mode non sono nuovi nel fronte beneficenza, ricorderete sicuramente uno dei loro contributi più recenti al Royal Albert Hall di Londra il 17 febbraio 2010 dove, in occasione del Teenage Cancer Trust, si esibirono in uno show spettacolare.
Anche in questa occasione sono presenti… i nostri Depeche Mode, Dave Gahan, Martin Gore ed Andrew Fletcher, hanno dato il loro contributo fornendo un pacchetto davvero allettante per tutti i fans.
A presenziare la serata Martin Gore in un giacca e cravatta davvero inconsueto ma d’effetto, come vedete dalla foto qui sopra.


Il pacchetto Depeche Mode darà la possibilità di vivere un esperienza davvero irripetibile, il sogno di tutta una vita si realizzerà per un fortunato fan della band che ha ispirato generazioni di band in tutto il mondo. Vivrete la loro musica come non avete mai fatto. Dietro le quinte. Da vicino e in prima persona. In studio e in viaggio.
Questo è il gruppo noto come la band più popolare e di successo nella storia della musica elettronica. Hanno venduto oltre 100 milioni di album e singoli in tutto il mondo e hanno avuto dodici-Top 10 album nel Regno Unito. Con una storia iniziata oltre 30 anni fa in Essex, in Inghilterra, i Depeche Mode, oggi, continuano ad influenzare il mondo. Ora avete l’occasione di poter andare dietro le quinte e scoprire il perché.
Voi e il vostro ospite potrete unirvi ai Depeche Mode nel loro studio di Santa Barbara per un giorno intero (nel 2012) e assistere così alla fase di registrazione del loro prossimo album che diventerà certamente leggendario.
Potrete, inoltre, vivere un esperienza d’alto livello unendovi, per una tappa, alla band durante il loro prossimo tour in un viaggio da vere rock star. Voi e il vostro ospite potrete infatti salire sul jet privato dei Depeche Mode e viaggiare con loro.
Chiuderete questa esperienza incredibile con due posti a sedere davvero particolari in una delle tappe del loro prossimo tour.

  Il vincitore e (1) ospite si unirà ai Depeche Mode nel loro studio di Santa Barbara per assistere alla registrazione del loro prossimo album.
  Il vincitore e (1) ospite potranno viaggiare con la band a bordo del loro jet privato durante il tour
  Due (2) posti incredibili al concerto nelle città selezionate.
Due (2) passes backstage del concerto nelle città selezionate.

Non saranno inclusi voli privati e tappe differenti da quelle sopra elencate. Il pernottamento e la sistemazione negli alberghi non è inclusa. La data per la visita degli studi di registrazione dovrà attenersi a quella accordata. Le date del concerto non dovranno avere una finalità di stampa.
Per gentile concessione di Martin Gore e Depeche Mode

Qui  la presentazione ufficiale dell’evento

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo, sia in formato cartaceo sia telematico, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.

Martin Gore per Vanity Fair: “il nostro periodo con la EMI giunge al termine”

In un intervista di Marc Spitz per Vanity Fair magazine,  Martin Gore parla del nuovo album di remix e dichiara che non lavoreranno più con EMI.

Marc Spitz:  Sei il compositore principale dei Depeche Mode, questo richiede da parte tua un quantitativo di tempo non indifferente in studio, cercando di perfezionare ogni pezzo musicale. Non trovi che una versione remix dei brani possa essere antitetica sconvolgendo così tutto il lavoro fatto?
Martin Gore: E’ stato talmente parte di noi sin dal primo giorno che ora non ci penso neanche più. L’unico single che abbiamo tirato fuori e che non ha avuto alcun tipo di remix è stato il primo (1981 Dreaming of Me). Se non mi piace ciò che è stato fatto o ciò che trasmette  siamo in grado di porre un veto, abbiamo comunque il controllo totale. Ma molte volte rimaniamo piacevolmente sorpresi.
Marc Spitz: Sono le persone a farsi avanti proponendoti dei remix o sei tu a richiederli a musicisti che ammiri in particolar modo?
Martin Gore: Sono le persone a proporre canzoni specifiche. Ma, sia noi che la Mute abbiamo una lista a disposizione dove poter scegliere i musicisti più interessanti. Otteniamo sempre un discreto numero di persone scegliendo i migliori.
Marc Spitz: Hai assistito alla crescita culturale dei remix al punto che nell’hip-hop è diventato quasi necessario. A volte un remix diventa un single di successo. Secondo te un remix può cambiare il modo percettivo di una canzone?
Martin Gore: Durante i nostri live spesso utiliziamo parti dei remix che ci piacciono, diventa come una nuova versione dal vivo.
Marc Spitz: Alcuni fans dei Depeche Mode non amano in particolar modo i remix, come poter accontentare tutti? Quando cambi canzoni importanti tipo “Blasphemous Rumours” o “Enjoy the Silence”, i fans hanno mai protestato?
Martin Gore: [sorride] Non penso questo, perchè chi è ossessionato vorrebbe poter ascoltare diverse versioni di una canzone. Nel mondo vengono organizzati molti Depeche Mode Parties dove le persone ascoltano la nostra musica tutta la notte e i remix danno un motivo in più per rendere interessanti questi eventi.
Marc Spitz: In questa raccolta di remix c’è anche una versione in vinile. Sei un appassionato di vinile?
Martin Gore: Penso sia importante avere a disposizione un prodotto in vinile. Da sempre una buona impressione. Io vengo da quella generazione. I ragazzi di oggi hanno poco a che fare con il vinile, ne sanno poco. E’ così eccitante andare in un negozio di disci e acquistare un pezzo in vinile e collezionarlo…anche l’odore del vinile…
Marc Spitz: Quei fans ossessionati devono essere davvero eccitati dall’idea della reunions con Vince Clarke e Alan Wilder, che hanno contribuito ad alcuni remix di questa nuova collezione (rispettivamente (“Behind the Wheel” e “In Chains”). Come è andata?
Martin Gore: Non ci siamo sentiti solo in questa occasione. Verso la fine del tour scorso chiesi ad Alan di venire sul palco del Royal Albert Hall a Londra, e ha accettato. Poi venne in tour in America. Mi è sembrato naturale rivolgermi a lui. Con Vince, di punto in bianco mi invio una e-mail, circa nove mesi fà… e  diceva: “Stò pensando di preparare un album techno. Saresti interessato a collaborare?“. Ora è finito, ma abbiamo bisogno di mixarlo. Anche con lui è stato naturale chiedergli di preparare un remix per la nostra collection.
Marc Spitz: Parlando di Vince, il prossimo autunno Speak and Spell compirà 30 anni. Questa collezione comprende l’intero periodo (81-11). Questo aiuta a chiudere quel periodo e a dedicarsi alla scrittura di qualcosa di nuovo? Possiamo aspettarci presto un nuovo album dei Depeche Mode?
Martin Gore: Suppongo di si. E’ la fine del nostro periodo con la EMI. Abbiamo firmato per un album, Sounds of the Universe, e per una collezione di remix. Dopo ciò non abbiamo un etichetta.
Marc Spitz: Pubblicherete musica indipendente?
Martin Gore: Non lo so. Ne abbiamo parlato ma non so quanti anni ci impiegheremo (per finire l’album). Nessuno sà come andrà fino ad allora, come verrà distribuita la nostra musica.
Marc Spitz:  Potreste essere in grado di pubblicare direttamente nel cervello delle persone…
Martin Gore: Penso si chiami lavaggio del cervello…


Just Can’t Get Enough: The Making Of Depeche Mode – un libro di Simon Spence

Questa che segue è l’intervista a Simon Spence autore del libro “Just Can’t Get Enough: The Making Of Depeche Mode” apparsa su www.echo-news.co.uk

Durante la sua adolescenza, negli anni 80, il giornalista musicale Simon Spence nutrì dentro di se un segreto imbarazzante.
C’era una band di Basildon tra le sue preferite, ma lui non ne parlava molto perchè a quei tempi, i Depeche Mode, non andavano molto di moda.
Decenni più tardi, Simon, non si fa scrupoli nell’essere fan dei Depeche Mode e come lui altre decine di milioni di persone al mondo. Non è necessario preoccuparsi di ciò che è cool quando si stà parlando di una delle band di maggior successo nella storia.
Con oltre 100 milioni di vendite, sono, sottolinea Simon, una tra le dieci band con più vendite di tutti i tempi. Il loro posto è saldo nella classifica degli “immortali della musica”. I loro concerti hanno attirato oltre 30 milioni di fans. Sono i più venduti nella storia delle band di musica elettronica.
Simon, reporter del NME (New Musical Express) e autore di libri narranti le scene musicali, si è ispirato alla storia dei Depeche Mode per il suo ultimo grande successo.
Esistono già altri libri che raccontano la vita dei Depeche Mode, tendendo a scremare la storia della band, riportando la solita cronologia di base.
Simon, a differenza, chiede e gradualmente risponde alle grandi domande.
Perchè proprio dall’Essex, negli anni settanta, emerge questa tipologia di suono così particolare? Quali sono state realmente le loro personalità? E come, questi personaggi, sono arrivati a fondersi fino a creare questa unità? Come hanno fatto ad emergere dal sud dell’Essex conquistando il mondo?
I metodi di Simon sono abbastanza esaustivi. Dirige delle importanti interviste intensive a dozzine di persone.
Simon ha avuto modo di poter parlare con alcune persone, dagli insegnanti alle ex fidanzate fino al produttore discografico statunitense Seymour Stein (con Richard Gottehrer fondano la Sire Records)
Gli unici a non voler rilasciare questa intervista furono gli stessi DM Dave Gahan, Martin Gore e Andrew Fletcher. Questo perchè le loro versioni erano già state rilasciate per altri precedenti libri legati alla band.
Mi è sembrato come se non fosse necessario parlare con loro” dice Simon “Ho affrontato la storia da altre angolazioni, e con mente aperta. Questa non è una biografia ufficiale“.
Durante la ricerca di Simon, è emerso un tema comune;  “la storia dei Depeche Mode è per il 70% una storia di Basildon” dice Simon.  “E’ stata un influenza fondamentale il fatto che siano cresciuti in una città a sua volta nuova e in evoluzione“.
Un altra presenza molto forte nella storia dei Depeche Mode è stato il ruolo della chiesa Metodista di San Paolo (St Paul’s Methodist Church) a Basildon, e il modo in cui è stato mescolato alla loro angoscia adolescenziale. I fans dela band riconoscono l’influenza della religione in canzoni come Personal Jesus.
Alcuni abitanti del sud dell’Essex hanno avuto la fortuna di poter “approcciare” con i componenti della band, apparentemente ancora dei semplici ragazzi di Basildon, senza rendersi conto che il futuro degli stessi si potesse rivelare di notevole importanza.
Persone come il fruttivendolo, alla stazione degli autobus di Basildon, che impiegò Dave Gahan al carrello della frutta e verdura, come fece tra l’altro anche con altri studenti del Southend College dove Dave si qualificò come vetrinista.
Più preoccupante l’approccio che ci fu con i magistrati che si occuparono di lui presso il tribunale dei minori dopo alcune incursioni di microcriminalità.
Gli insegnanti della Barstable e della St Nicholas schools, frequentate da Dave Gahan e Martin Gore.
Non da ultimo, i primi fans che seguirono i primi concerti della band nei vari pub e club dell’Essex, quando si chiamavano ancora  “No Romance in China”.
Simon è riuscito persino a scovare alcune copie di una fanzine locale sopravvissute a tutti questi anni.
Sono rimasto impressionato dal rispetto che molti artisti sperimentali moderni nutrono nei confronti della musica dei Depeche Mode” dice Simon
Simon Spence, in precedenza, ha scritto, grazie alla collaborazione di Andrew Loog Oldham (manager e produttore dei Rolling Stones negli anni 60) , due libri di grande successo “Stoned” e “2Stoned” che forniscono una folle panoramica del legendario periodo pop degli anni settanta.
Nel caso del libro dei Depeche Mode “c’è più musica e meno pazzie e buffonate” dice Simon “La cosa grandiosa dei Depeche Mode è che sono riusciti ad avere successo, in modo molto silenzioso, grazie alla qualità del loro lavoro“.
Non hanno mai fatto realmente parte della scena Londinese. Erano sempre sull’ultimo treno per tornare a Basildon“.
Nessuno è mai stato in grado di svelare il mistero: da dove è partito tutto? Simon pensa alla genialità di tre persone, tra cui Vince Clarke che impostò la band agli inizi della loro carriera.
I Depeche Mode e la loro celebrità decollarono nel 1981. “Hanno trovato un modo per rendere più popolare la musica sperimentale” dice Simon.
E’ insolito trovare due cantautori (Dave e Martin) convivere nello stesso contesto, per non parlare del fatto che entrambi siano cresciuti praticamente nella stessa strada della stessa città“.
Una delle immagini che rimarrano per sempre impresse nella mia mente risale ai tempi degli albori, quando facevano le prove in una stanza di fronte casa a Basildon“.
Non avevo ancora un pubblico…così disposero una fila di orsacchiotti di peluches e  suonarono per loro“.

Paperback: 320 pages
Publisher: Jawbone Press (September 1, 2011)
Language: English
Acquista su amazon


In una recente intervista Andrew Fletcher parla del nuovo DVD e del futuro dei Depeche Mode

I Depeche Mode hanno una tradizione, quella di rilasciare un DVD dopo ogni tour e Tour Of The Universe dello scorso anno non fa eccezione. Per questo tipo di realizzazioni solitamente i Depeche Mode si avvalgono del lavoro di Anton Corbijn ma questa volta si sono affidati alla professionalità di Russell Thomas noto per le sue collaborazioni con U2, Coldpaly, Placebo, Muse e molti altri. In questa occasione Andrew Fletcher ci ha concesso pochi minuti del suo tempo per discutere della versione del DVD e del futuro della band.

Perchè un DVD per il Tour Of The Universe?
Dopo ogni tour abbiamo l’abitudine di rilasciare un DVD. Noi non vogliamo che i ricordi dei nostri tour si riducano solo a dei semplici video amatoriali che troviamo su YouTube (ride). Ci piace dare una nostra versione dello show, ecco perchè questo DVD.

Che differenza c’è tra questo DVD e i precedenti?
In realtà non è poi così diverso dagli altri. Naturalmente la qualità video e audio aumenta negli anni, ma la differenza è che non ci sono le stesse canzoni perche lo show è differente. Non è una rottura completa con ciò che abbiamo visto in passato, anche se il modo di ripresa è un pò differente.

Avete già lavorato con Anton Corbijn, ma questo DVD è stato finalmente diretto da Russell Thomas. Perchè?
Anton è stato coinvolto in questo lavoro creando la fase di progettazione. Ma la questione riprese per lui era impossibile perchè troppo impegnato. Ecco perchè abbiamo dovuto scegliere qualcun’altro. Russell ci è stato fortemente raccomandato ma Anton avrebbe voluto farlo se fosse stato disponibile. Lui è un perfezionista.

Conoscevate Russell Thomas prima di lavorare con lui?
No, affatto. Non lo avevamo mai incontrato. Abbiamo guardato i video dei suoi precedenti lavori e poi abbiamo organizzato un incontro con lui e ne abbiamo parlato, tutto qui. E’ accaduto tutto in modo molto naturale, mentre noi eravamo sul palco, lui cercava di cogliere le scene più belle (ride). Non ha mai chiesto cose fuori dall’ordinario.

I Depeche Mode è una di quelle band che suona negli stadi di tutto il mondo. Che impressione fa esibirsi davanti a così tante persone?
Sai, abbiamo iniziato come tutti gli altri, suonando nei pub del nostro quartiere, poi nei piccoli locali, poi in quelli medi fino ad arrivare negli stadi. Per noi esibirsi in uno stadio è come esibirsi in una piccola stanza. Siamo fortunati ad avere un frontman eccezionale nella persona di Dave Gahan. Lui sa come galvanizzare la folla sia di 400 o di 40.000 spettatori! Nei nostri spettacoli cerchiamo sempre di coinvolgere il pubblico, è per questo che funziona. Per essere onesti, a nessuno piace davvero andare a vedere un concerto in un grande stadio. Ciò che lo fa funzionare è proprio il coinvolgimento del pubblico nello spettacolo. Siamo fortunati ad avere un così straordinario sostegno da parte del pubblico. Siamo entusiasti in qualsiasi luogo suoniamo.

Il concerto contenuto del DVD è stato registrato a Barcellona. Perchè la scelta è ricaduta proprio su Barcellona?
Cerchiamo sempre di scegliere città differenti. Avevamo già preso Parigi, ed è stato magnifico. A Barcellona il pubblico è sempre eccezionale. Ci eravamo già esibiti in questa località diverse volte, amiamo questo posto. Non correvamo nessun rischio scegliendo questa città, sapevamo in anticipo che sarebbe stato bello. Ma ad essere onesto avremmo potuto scegliere una delle date in Sud America, sono stati concerti semplicemente incredibili! Ma in Sud America tutto è molto più rischioso dal punto di vista organizzativo. Sarebbe stato fantastico poter filmare il concerto in Messico o in Argentina. Spero ci siano meno rischi la prossima volta.

Ci sarà una prossima volta? Ci sono state voci che dicevano che questo tour sarebbe stato l’ultimo…
I Depeche Mode non lavorano come gli U2. Non c’è un piano prestabilito per conquistare l’universo (ride). L’altro giorno ho parlato con Adam Clayton e a quanto pare hanno già pianificato il loro programma per i prossimi dieci anni! Con noi non succede così. Facciamo le cose che ci sentiamo di fare. Ci sono grandi possibilità di fare altri tour. Il problema è che Dave ha purtroppo avuto problemi di salute più tosto recenti. Per lui è ancora un ricordo molto brutto, ma sta molto meglio, è molto felice. Quindi sono sicuro che ci sarà un nuovo album e un nuovo tour.

Voi avete un pubblico sempre in crescita dopo trenta anni dalla formazione della band. Molti giovani vengono ai vostri concerti. Come spieghi questa cosa?
Ah! Se avessimo una ricetta per il successo l’avremmo venduta già da tempo (ride)! A volte vedo ragazzini di 17 o 18 anni avvicinarsi a noi e alla nostra musica, è incredibile. Nel corso del tempo sembra che siamo in grado di mantenere al nostro fianco i fan più anziani e di arrivare ad ottenere l’avvicinamento di quelli più giovani. Ricordo di quando sono stato a suonare al Razzmatazz un club di Barcellona. Nel locale c’erano 400 ragazzi avranno avuto 18 anni e sono letteralmente impazziti sentendo Depeche Mode. Alcuni non mi hanno riconosciuto, ma la musica si (ride). Non mi spiego il perchè di questo, probabilmente stiamo facendo del tutto per far si che la nostra musica non risulti troppo datata.

Non riesci a spiegarti perchè i giovani di oggi ascoltano la musica che voi suonavate ancor prima che loro nascessero…
Quando scriviamo, non pensiamo mai che possa essere gradita anche alle nuove generazioni. Quindi no, non me lo spiego affatto. Tutto quello che so è che è un fenomeno affascinante. Vedo i miei coetanei apprezzare la nostra musica e nello stesso tempo anche mia figlia l’apprezza. Potresti essere tu, come giornalista, a spiegarlo a me (ride)! La nostra musica è universale, ma non so per quanto tempo potrà durare.

Hai suonato di nuovo con Alan Wilder all’inizio di quest’anno. Pensi di lavorare ancora con lui?
E’ stato piuttosto strano come concerto perchè era uno spettacolo di beneficenza. Non credo ci possa essere un sequel. Ma lui ha fatto un remix per noi quest’anno. Sta lavorando ad un progetto con Martin Gore. Così in qualche modo possiamo dire di lavorare di nuovo con lui (ride)! Ma in verità non credo che accadrà. Ciò che è certo è che siamo ancora amici.

Puoi dirci quali sono i tuoi progetti futuri?
Faccio un sacco di dj set al momento. Presto, nel mese di febbraio, andrò anche in Cina, Australia, Tasmania, Singapore… Tutti luoghi dove non sono mai stato con i Depeche Mode. Sono particolarmente impaziente di suonare in Cina. Per quanto riguarda la Toast Hawaii (l’etichetta discografica da lui fondata), c’è un progetto a cui sto pensando, ma non c’è nulla di concreto ancora. Non posso parlarne perchè non sò se accadrà realmente.

 Intervista a cura di Anne Line per Sound Of Violence


Andrew Fletcher alla fine di gennaio parte il DJ Tour

Nel 2011 partirà il DJ tour di Andrew Fletcher che dice: “sono molto entusiasta di poter suonare in molti paesi dove non sono stato con i Depeche Mode nell’ultimo tour (Tour Of The Universe). Suonerò molti dei miei vecchi remix preferiti e ce ne saranno anche di nuovi. Non vedo l’ora di vedervi tutti presto!”

A breve maggiori dettagli e informazioni sui ticket.
Questa che segue è la lista delle date e dei luoghi del DJ tour di Andrew Fletcher:

Sabato 29 gennaio, 2011 – Ark Club, Bucharest, Romania
Sabato 5 febbraio, 2011 – Crystal Hall, Kiev, Ucraina
Mercoledì 16 febbraio 2011 – City Hotel, Sydney, Australia
Venerdì 18 febbraio 2011 – Playground Weekender, Sydney, Australia
Domenica 20 febbraio 2011 – Syrup, Hobart, Tasmania
Giovedi 24 Febbraio 2011 – Republiq, Philippines, Manila
Venerdì 25 Febbraio 2011 – Kudeta, Singapore
Sabato 26 febbraio 2011 – X2, Jakarta, Indonesia

Venerdì 4 marzo 2011 – Star Live / DJ Mag Tour, Beijing, Cina
Sabato 5 marzo 2011 – Eden, Seoul, Corea
Sabato 19 Marzo 2011 – Belzik Festival, Herve, Belgio


Alan Wilder e Vince Clarke nel nuovo album di remix dei Depeche Mode

Siamo tutti eccitatissimi dalla notiza che i Depeche Mode, Dave Gahan, Martin Gore e Andrew Fletcher si riuniranno di nuovo con gli ex Vince Clarke e Alan Wilder per un nuovo album di remix nel 2011.
Anche se i Depeche Mode non hanno annunciato formalmente questa notizia, lo scorso mese proprio Mr Clarke aveva annunciato su twitter di essere impegnato in un nuovo lavoro, un remix del brano “Behind the Wheel” e scrive ancora: “Credo sarà rilasciato un nuovo album di remix”.
Qualche giorno fa si è venuto a conoscenza della notizia del contributo di Wilder su un remix di “In Chains” brano estratto dall’album dei Depeche Mode “Sounds of the Universe.” del 2009. 
Inoltre nel nuovo album di remix il contributo di New Order’s Bernard Sumner, Mark Ronson,  Nick Rhodes  The Arcade Fire e Yeah Yeah Yeahs.  Emozionante questa riunione per lungo attesa da tutti noi fan! Un assaggio lo abbiamo avuto in occasione del concerto dei DM al Royal Albert Hall quando Wilder salì sul palco con Gore per “Somebody” e ancora lo stesso Martin Gore per Recoil in California e infine Vince Clarke ancora con Gore per un album dance. Tutto questo ci fa riflettere e sperare…chissà quali altre sorprese ci attendono dietro l’angolo.  I Depeche Mode non hanno mai deluso le nostre aspettative e noi li amiamo anche per questo!!

Titolo album: Da confermare
Data di uscita: Da confermare

artisti/remix
Vince Clarke | Behind The Wheel
Alex Metric | Personal Jesus
Alan Wilder | In Chains
Nick Rhodes (dei Duran Duran), Andrew Whyat (dei Miike Snow) e Mark Ronson | Personal Jesus
Kidkanevil | Black Celebration
Yeah Yeah Yeahs | Da confermare
Arcade Fire | Da confermare
Eric Prydz | Da confermare
Stargate | Da confermare
Da confermare | I Want You Now
Da confermare | Tora! Tora! Tora!

L’album sarà preceduto dal single “Personal Jesus ’11” (Bong 43)


“Tour of the Universe – Live In Barcelona” in arrivo l’8 novembre il nuovo DVD live dei Depeche Mode

Ha toccato ben 40 Paesi per un complessivo di 102 show. Quello che per molti di noi è stato il tour per eccellenza che, per qualche verso, ci ha riportato al Devotional Tour. Le loro esibizioni hanno raccolto 2.7 milioni di persone. Partito il 6 Maggio 2009 da Lussemburgo e terminato in Germania il 27 Febbraio 2010, questo tour è stato per certi versi funestato da spiacevoli eventi legati ad alcuni dei componenti della band. Ma loro non mollano mai e lo hanno dimostrato, lo dimostrano giorno per giorno, anno per anno. Dio solo sa quanto il loro esempio sia importante per tutti i Devoti sparsi nel mondo.

Dopo mesi e mesi di attesa finalmente è ufficiale: il nuovo DVD Live dei Depeche ModeTour Of The Universe sarà distribuito in Europa l’8 Novembre 2010 e il 9 Novembre in Nord America.
Dave Gahan, Martin Gore e Andrew Fletcher dopo 30 anni di storia hanno saputo raccogliere un invidiabile successo nel mondo.

Tour Of The Universe – Live In Barcelona
contiene 21 brani registrati durante le due date sold out al Palau St Jordi di Barcelona il 20 e 21 Novembre 2009.
Pubblicato dalla Mute, il DVD è fornito di una serie di contenuti speciali tra cui quattro bonus track registrate nelle due serate di Barcellona, un documentario del tour dal titolo “Inside The Universe” due tracce filmate durante le prove del tour a New York e uno speciale ‘screen film’ creato dal grande Anton Corbijn per sette tracce plus ulteriori montaggi creati dagli schermi sul palco.
Inoltre saranno inclusi quattro video promozionali del 2009 di Sounds Of The Universe e la nomination di Wrong ai Grammy, diretto da Patrick Daughters.

 
‘Tour of the Universe – Live In Barcelona’ disponibile in tre formati:
Super deluxe 4-disc version (2xDVD, 2xCD):
DVD1 (21 track live performance plus four alternate/bonus tracks)
DVD2 (extra bonus contiene un documentario più video promo)
2 x CD (audio of the 21 tracks from DVD1)
Deluxe version (1 x DVD, 2 x CD):
Contiene DVD1 e due tracce CD audio
Blu-ray (2x Blu-ray discs)
Depeche Mode – Tour Of The Universe Barcelona 20/21-11-2009
DVD1
1. In Chains
2. Wrong
3. Hole To Feed
4. Walking In My Shoes
5. It’s No Good
6. A Question Of Time
7. Precious
8. Fly On The Windscreen
9. Jezebel
10. Home
11. Come Back
12. Policy Of Truth
13. In Your Room
14. I Feel You
15. Enjoy The Silence
16. Never Let Me Down Again
17. Dressed In Black
18. Stripped
19. Behind The Wheel
20. Personal Jesus
21. Waiting For The Night
Bonus tracks
World In My Eyes (20th)
Sister Of Night (21st)
Miles Away / The Truth Is (20th)
One Caress (20th)
DVD2
-Inside The Universe
Tour documentario sottotitolato in: Inglese, tedesco, francese, italiano, spagnolo, portoghese, giapponese, ungherese e ceco.
Tour Of The Universe / Screens
In Chains
Walking In My Shoes
Precious
Come Back
Policy Of Truth
Enjoy The Silence
Personal Jesus
Tour Of The Universe / Prove
Wrong
Walking In My Shoes
Bonus tracks
Insight
Hole To Feed
Behind The Wheel
Never Let Me Down Again
Sounds Of The Universe – Video
Wrong
Peace
Hole To Feed
Fragile Tension