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Dave Gahan: «La gente tirava sacchetti di droga sul palco»

Il frontman dei Depeche Mode parla di Jeremy Corbyn, di consigli spirituali, del suo lavoro coi Soulsavers, della passione per Lana Del Rey e del potere di Judge Judy

Ciao Dave. Negli anni ’80, una volta hai finito un concerto con quaranta scarpe del pubblico sul palco. Quando è stata l’ultima volta che ti hanno tirato una scarpa?

«Sì, c’è stata una fase, e un luogo in particolare a Los Angeles, il Palladium, nel quale la gente tirava scarpe sul palco. Non so per quale motivo. Ricordo soprattutto un concerto nei primi anni ’90 dei Jane’s Addiction, nel quale Perry Farrell ha beccato una scarpa, gli è arrivata dritta in faccia. Ci sono arrivate un sacco di cose strane sul palco nel corso degli anni. Spesso dipende da quello che dici alla stampa: c’è stato un periodo orribile negli anni ’90 nel quale la gente tirava sacchetti di droga sul palco.»

Che spreco.

«Non era una buona idea, ma probabilmente era spazzatura (1). Non so cosa fosse, i roadie si davano da fare e raccoglievano tutto.»

Mi pare anche logico.

[Ride] «Sì, appunto.»

Chi sceglieresti per dirigere il tuo prossimo video: Anton Corbijn o Jeremy Corbyn?

«Ho letto qualcosa su Jeremy Corbyn. Sinceramente mi piace quello che dice, ma non penso che sarebbe bravo a dirigere un video, per cui scelgo Anton. So che farà un buon lavoro.»

Hai ancora un consigliere spirituale (2)?

«Senti, devo dire che cerco costantemente consigli spirituali. Dovremmo farlo tutti. Non importa cosa sia, dove lo cerco, ma sono sempre alla ricerca di risposte alle domande: “Perché sono qui?”, “Che sto facendo?”, “Cosa dovrei fare e perché non lo sto facendo?”.»

Be’, ora sei qui perché hai finito il secondo album come cantante dei Soulsavers (3) e vorresti promuoverlo.

«Non abbiamo mai smesso di scrivere dopo il primo album dei Soulsavers. Perfino quando ero in tour con i Depeche Mode, avevo idee in mente. Alla fine di quel tour coi Depeche Mode, sono rimasto a fissare le pareti a lungo, come capita sempre, ma quella volta sembrava più grave. Avevo una sensazione tremenda di smarrimento. “È finita”, ho pensato. Mi ha colpito duramente. Mi sono avvilito per un po’, e quando Rich dei Soulsavers mi ha mandato la musica, lavorarci sopra mi è sembrato molto terapeutico. Ho cominciato a scrivere fino a tirarmi fuori dalla voragine nella quale ero caduto.»

Non ti mette un po’ a disagio lavorare coi Soulsavers facendo parte dei Depeche Mode? Per dire, sei in tour e ti suona il telefono, ti chiedono: “Chi era?”, e tu: “Nessuno!”.

«Forse un pochino. Ho visto Martin [Gore] (4) di recente a Los Angeles, ci siamo divertiti e abbiamo chiacchierato. Mi ha fatto qualche domanda. Sembrava volesse dire: “Ci stai un po’ tradendo” (5). Ma credo ci sia spazio per tutto. Per gli altri è difficile capirlo, ma io so soltanto che ho bisogno di farlo.»

Qual è la canzone più bella che tu abbia mai registrato?

«Con i Depeche Mode, la prima che mi viene in mente è “Condemnation” da Songs of Faith and Devotion (6), perché è stata un vero punto di svolta nel capire che avevo una voce. Ho trovato la mia voce in quella canzone.»

Qual è la tua canzone preferita nelle classifiche attuali?

«Oh, cavolo. Non ho idea di cosa ci sia in classifica, ma ascolto brani indirettamente attraverso mia figlia sedicenne. Ha ascoltato l’ultimo album di Lana Del Rey fino allo sfinimento, ed è piaciuto anche a me.»

Pare tu sia entrato in un ciclo di quattro anni: album e tour dei Depeche Mode, progetto collaterale, album e tour dei Depeche Mode, progetto collaterale. Dopo 25 anni, non hai voglia di rilassarti e guardare Judge Judy?

«Be’, lo faccio. Guardo Judge Judy o quel che capita, ma posso farlo fino a un certo punto. Cerco disperatamente di non fare nulla, lì per lì sembra una buona idea. Poi, se non faccio qualcosa, entro in una situazione strana. Mia moglie mi asseconda per un po’, poi mi dice di andare a fare qualcosa. A volte è un bene perché la scrittura mi consente di venirne fuori.»

Che sound avrà il prossimo album dei Depeche Mode?

«Questa è una domanda da un milione di dollari, amico mio. Il fatto che non ne abbia minimamente idea lo rende emozionante. Ed è sempre così. Io e Martin ci vedremo più avanti quest’anno e ne parleremo. Ma possiamo fare quello che vogliamo, e sarebbe un peccato non esplorare ogni possibilità.»

Hai un maglione natalizio?

«Non l’avevo

Non l’avevi?

«Be’, ho passato lo scorso Natale con mia madre, i miei fratelli e mia sorella e le rispettive famiglie sull’Isola di Wight. Mia sorella ha insistito che tutti indossassimo un maglione natalizio.»

Incredibile.

«C’è una fotografia da qualche parte di tutta la famiglia, siamo allineati davanti alla casa di mia madre, con questi maglioni. Il mio, l’avevano comprato per me, era un maglione che sembrava un completo in giacca e cravatta. Era ridicolo.»

Puoi dare a The Guardian la fotografia per accompagnare quest’articolo?

«Ho minacciato tutta la famiglia: se quella foto dovesse saltare fuori, io non parlerò più con loro. Però è una bella fotografia, a dire il vero.»

Note a piè di pagina

(1) Nell’originale garbage, termine americano per “spazzatura”. Dave vive a New York, in un appartamento che dà sul fiume Hudson. A volte si siede a guardare le navi passare.

(2) Il manager dei Depeche Mode, Jonathan Kessler, è stato accreditato come consigliere spirituale dell’album live di Songs of Faith and Devotion. Oggi Dave dice che era una cosa «leggermente ironica».

(3) Duo di produzione britannico. Angels & Ghosts è il loro quinto album, hanno anche registrato con Mark Lanegan, Mike Patton e Jason Pierce.

(4) Nel 2013 Gahan ha rivelato che Gore aveva registrato un brano con Frank Ocean. La canzone non si è ancora materializzata, ma dev’essere solo questione di tempo.

(5) Questo è alquanto bizzarro, visto che nel 2012 Martin si è ritrovato con Vince Clarke e ha registrato un album intero con lui.

(6) Sbagliato. È “Enjoy the Silence”.

theguardian.com

Traduzione a cura di ©Barbara Salardi per Depeche Mode e Dintorni 

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Dave Gahan: tra Depeche Mode e Soulsavers

Dave Gahan: tra Depeche Mode e Soulsavers

L’intervista telefonica di Dave Gahan andata in onda qualche giorno fa su BBC Radio 6 Music

BBC6: Qual è la differenza fra lavorare da solo e con i Depeche Mode, una delle più grandi band del mondo, che ha un seguito appassionato, che ha fatto la storia della musica e ha un suono immediatamente riconoscibile?

DG: Con i Depeche Mode è una collaborazione piena. Quando si fa un disco con una band in quel modo e con un gruppo di persone, il produttore, l’ingegnere, i programmatori, si collabora e si mettono sul piatto tutte le idee. Sicuramente si scende a compromessi, e così deve essere. Alla fine, si spera di raggiungere un punto comune, ma certamente io e Martin, quando facciamo un disco per i Depeche  Mode, sappiamo di voler fare un disco completo, dall’inizio alla fine. Non devono esserci incertezze, siamo molto critici. Con i Soulsavers è diverso, perché penso io al quadro generale, a come inizierà, a come finirà. Questo però non si presenta immediatamente, di solito ci vogliono alcune canzoni.

BBC6: Perciò questa è una rappresentazione più accurata di chi è Dave artisticamente rispetto ai Depeche Mode?

DG: Non devo correggermi in alcun modo, ma quando si scrive non si può comunque farlo. Per me è molto spesso un suono, una nota in particolare, il modo in cui è suonata o come mi si presenta in una sequenza di note che forma una frase musicale, che mi ispira le parole. Non correggo, mi lascio trasportare ed è soltanto quando la canzone è quasi finita che mi rendo conto di dove volevo andare a parare. Per me è tutta una questione di sensazioni, emozioni, e se una parola si presenta, la metto lì e in seguito cerco di capire perché si è presentata.

 

Per l’ascolto vai su www.bbc.co.uk/radio (dal minuto 49.31 al 56.35)
Traduzione a cura di ©Barbara Salardi per Depeche Mode e Dintorni 

 

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Dave Gahan & Soulsavers in Italia a Novembre per il lancio di “Angels & Ghosts”

Dave Gahan & Soulsavers - Angels & Ghosts

Uscirà il prossimo 23 ottobre il secondo album di Dave Gahan e Soulsavers dal titolo “Angels & Ghosts“. In preordine su iTunes https://itunes.apple.com/it/album/angels-ghosts/id1037278178

Sul sito ufficiale davegahan.com anche le date (confermate) del tour che toccherà USA ed Europa (4 novembre al Fabrique di Milano). Biglietti in vendita dal 18 settembre su ticketone.it

Tracklist
1. Shine
2. You Owe Me
3. Tempted
4. All Of This And Nothing
5. One Thing
6. Don’t Cry
7. Lately
8. The Last Time
9. My Sun

Intanto gustiamoci il singolo “All Of This And Nothing

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I Soulsavers e Dave Gahan hanno cominciato a lavorare al secondo album

Photo by Steve Gullick

La collaborazione tra Dave Gahan e i Soulsavers trova una continuazione: il cantante dei Depeche Mode tornerà in studio, per occuparsi insieme al duo di produttori del secondo album insieme. Anche una data di rilascio è già pronta.

Dave Gahan aveva sempre parlato molto bene di quanto la collaborazione con i Soulsavers lo avesse ispirato musicalmente. In “The Light The Dead See”, il primo lavoro che emerse nel 2012 dalla collaborazione, Gahan cantava e in parte superava i suoi limiti. Il punto più alto è stato un intimo concerto per una cerchia ristretta di persone – le dodici canzoni dell’album non erano abbastanza per un breve tour.

Che con “The Light The Dead See” non fosse stata detta l’ultima parola, si era già capito al momento della pubblicazione dell’album. Dave Gahan espresse lo scorso anno il suo desiderio di registrare un altro album come continuazione delle collaborazione.

Nei prossimi giorni Dave Gahan, Rich Machin ed Ian Glover affronteranno la realizzazione dell’album successivo. Dovrebbe essere pubblicato a fine 2015.

Fonte: www.depechemode.de (via @Ultra_depeche)

Ricerca e traduzione a cura di Salvatore Matteo Baiamonte per Depeche Mode e Dintorni


Quasi esattamente un anno dopo che NOTHING BUT HOPE AND PASSION aveva riferito di un possibile secondo album collaborativo, il gruppo alternativo britannico SOULSAVERS e il cantante dei DEPECHE MODE Dave Gahan sono ufficialmente tornati in studio. Guarda il post dei SOULSAVERS su Instagram come ulteriore prova.

La seconda collaborazione tra le due parti non è una sorpresa. Da quando Dave Gahan ha contribuito con le parti vocali per la registrazione dell’album del 2012 “The Light The Dead See” era ansioso di registrare nuovo materiale una volta terminato il tour promozionale di “Delta Machine”, l’ultimo album dei DEPECHE MODE pubblicato nel 2013. Si prevede che il secondo album in collaborazione verrà pubblicato a fine anno, a cui seguirà, molto probabilmente, un tour.

Fonte: nbhap.com

Traduzione a cura di Salvatore Matteo Baiamonte per Depeche Mode e Dintorni

 

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Vinci il CD/DVD Live in Berlin dei Depeche Mode + i pantaloni originali usati da Dave Gahan in concerto!

virgin

efan

Virgin Radio chiama all’appello i fantastici fan italiani dei Depeche Mode per un’iniziativa unica nel suo genere.
La band di Dave Gahan, Martin Gore e Andrew Fletcher ha appena pubblicato il nuovo CD/DVD Live In Berlin diretto dal regista Anton Corbijn.
Un documento fenomenale registrato durante le date del Delta Machine Tour del 25 e 27 novembre 2013 alla O2 World di Berlino con tutto il meglio della storia della band in quello che è stato considerato uno dei più belli e intensi tour della loro storia.

Per celebrare questo straordinario evento i Depeche Mode hanno scelto Virgin Radio per cercare chi si aggiudicherà, oltre al prezioso Live In Berlin, anche i pantaloni usati da Dve Gahan in concerto.
Un premio dal valore unico. Un vero e proprio oggetto di memorabilia del rock di una delle più amate band della storia.

Per vincere i pantaloni originali di Dave Gahan e il CD/DVD Live in Berlin bisogna fare log-in alla community di Virgin Radio, caricare una vostra immagine (meglio con voi protagonisti) che mostri quanto siete fan della band (foto con i dischi, tatuaggi, poster, travestimenti, concerti, disegni…).
A quel punto dovete raggiungere 100 voti per partecipare alle selezioni della giuria composta da Virgin Radio e Sony Music Italia e aggiudicarvi i pantaloni usati da Dave Gahan in concerto e il CD/DVD Live In Berlin! Stay Rock

Carica e vota la tua foto su virginradioitaly.it/concorso-depeche-mode

 


Recensione: Il Live In Berlin di Alexia Gahan

Quella che segue è la recensione scritta da una delle nostre lettrici più affezionate, Alexia Gahan.

Si accende la notte di Berlino, il suo urlo “Good evening Berlin” impatta con il pubblico fragoroso.
Welcome to my world – Benvenuti” nel mondo dei Depeche Mode, un mondo fatto di fede e devozione, di legami, di passione, di forza, di un amore lungo trent’anni.
The angel of love was upon me” l’angelo Dave Gahan vola sopra i fan berlinesi, carismatico, sensuale, per nulla toccato dagli anni, regala piroette e movimenti pelvici degni di un ballerino. La sua voce profonda e sensuale si carica di significato nella possente “Walking in my shoes”.
Che dire di “Mr. Martin Lee Gore” che arriva silenzioso, quasi in punta di piedi con la sua “The child inside” e “But not tonight” (accompagnato al piano da Peter Gordeno) a suscitare nei cuori e negli occhi dei fan lacrime di commozione, prende il posto di Gahan… è lui la stella nel cielo di Berlino.
Ma la notte è ancora lunga e arrivano “Black Celebration” “A question of time” a far saltare i fan. I giorni neri dei Depeche Mode sono ormai lontani, Gahan carica il suo pubblico, lo incita. Berlino si lascia andare sotto le luci e le proiezioni sugli schermi, l’adrenalina sale sempre di piu.
I sorrisi di Gahan e Gore che saltellano divertiti sulle note di “A pain that I’m used to” (proposta nella versione remix di Jacques Lu Cont’s) da l’idea di quanto siano uniti da tanta passione per cio che creano.
Di nuovo indietro con il tempo cavalcando sulle note di “Enjoy the silence” e “Personal Jesus” e’ tutto qui “tutto quello che abbiamo sempre desiderato e voluto è qui tra le nostra braccia” ed il pubblico lo sa ma Gahan porge il microfono ai fan e glielo ricorda.
La chitarra di Gore si infiamma sempre di piu. Si prosegue verso il finale con un Dave Gahan instancabile nella voce e nei movimenti, il suo “Ladies and Gentlemen Mr. Martin L. Gore” è un rituale a cui non vorremmo mai rinunciare.
Cosa dire di Andrew Fletcher, l’uomo dei synth, presenza silenziosa ma indispensabile del gruppo. Quando si arriva inevitabilmente a “Never let me down again” un brivido percorre la schiena a ricordare che il viaggio è ormai giunto al termine. Arriva il momento: mani in alto e via con il campo di grano, Gahan sembra guardarli uno per uno negli occhi, si sofferma quasi a voler rendere omaggio a quel momento intenso, profondo, vissuto con i propri fan. Un legame speciale lungo oltre trent’anni.
Arriva il saluto finale “Goodbye” Dave, Martin, Andrew, Peter e Christian si abbracciano ed abbracciano il loro pubblico. The moon is shining in the sky reminding me of so many other nights but they’re not like tonight.

iTunes:
Depeche Mode Alive In Berlin HD
https://itunes.apple.com/it/movie/depeche-mode-alive-in-berlin/id939096560

Depeche Mode Live In Berlin Soundtrack
https://itunes.apple.com/it/album/live-in-berlin-soundtrack/id937911189

Amazon:
Depeche Mode Live In Berlin Cofanetto
http://amzn.to/1tIfKrr

Live In Berlin Soundtrack [2 CD]
http://amzn.to/1yc1B5q


Foto: Dave Gahan alla prima del film di Anton Corbijn “A Most Wanted Man”

New York 22 luglio 2014 – Dave Gahan alla prima del film di Anton Corbijn “A Most Wanted Man”, basato sul romanzo “Yssa Il Buono” di John le Carré e prodotto e distribuito da Lions Gate Entertainment e Roadside Attractions.
Il film è stato presentato il 19 gennaio 2014 al “Sundance Film Festival”. Nelle sale statunitensi uscirà il 25 luglio, in quelle italiane il 30 ottobre.

Tra le star presenti alla premiere, ospitata da Cinema Society & Montblanc presso il “Museum of Modern Art” di New York, Dave Gahan con sua moglie Jennifer e i figli Stella Rose e Jimmy Gahan, Mick Jagger, l’attore Dane DeHaan, l’attrice Anna Wood e parte del cast come Rachel McAdams (che nel film interpreta il ruolo di Annabel Richter) e Robin Wright (che nel film interpreta il ruolo di Martha Sullivan).

Guarda tutte le foto su www.facebook.com/media

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Dave Gahan:«Se tutto va bene nella primavera del 2015 un nuovo album con i Soulsavers»

Come un anno e mezzo fa, Dave Gahan e Rich Machin parlano nuovamente della loro intenzione di collaborare per un secondo album dei Soulsavers.
Nell’intervista apparsa nel nuovo numero della rivista tedesca Sonic Seducer (qui scannerizzata), rilasciata ad ottobre in occasione del lancio della deluxe edition di “The Light The Dead See” (del 2012), Rich afferma che gli piacerebbe andare in tour con Dave ma: «È molto meglio avere più di dieci brani live. E lo faremo presto, perché abbiamo già preso in considerazione il prossimo disco insieme a Dave».

Dave aggiunge: «Sono in contatto costante con Rich. Mi tiene informato su canzoni nuove e idee per le quali potrei dare il mio contributo. Certo, Rich collabora con tanti altri artisti come Mark Lanegan, e la mia voce non sempre è adatta a tutti i suoi pezzi. Però mette sempre da parte dei brani nei quali ritiene potremmo collaborare. (…) Ma “The Light The Dead See” non è stato certamente un lavoro unico: se tutto va come immaginiamo, intorno alla primavera del 2015 dovrebbe uscire un nuovo album nel quale canterò con i Soulsavers».

Ora, considerando che i Soulsavers hanno in programma un album + un EP per il 2014 (leggi qui), non aspettiamoci il ritorno fulmineo di Dave in studio al termine di questo tour.
Gahan infatti sottolinea che: «Credo sia comprensibile che voglia stare con la mia famiglia. Però, conoscendomi, dopo un po’ mi tornerà il desiderio di fare nuova musica e quindi continuerò».

Gli estratti dell’intervista tradotti da Barbara Salardi provengono da depeche-mode.com

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2013 in review – Annual Depeche Mode e Dintorni Report from WordPress.com

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2013 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

The Louvre Museum has 8.5 million visitors per year. This blog was viewed about 130,000 times in 2013. If it were an exhibit at the Louvre Museum, it would take about 6 days for that many people to see it.

Click here to see the complete report.


Il 2013 di ‘Depeche Mode e Dintorni’ – calendario 2014

Grazie a tutti voi che ci avete seguito con fede e devozione in questo 2013 che è stato un anno ricco di novità, un anno che ci ha regalato Delta Machine e il Delta Machine Tour con due date italiane da cardiopalmo!

4.561 volte grazie agli inscritti che ci leggono sul blog (a fine 2012 eravate 465!)
15.523 volte grazie ai fan che ci seguono su facebook
1.461 volte grazie ai followers di twitter

Grazie a tutti quelli che ci hanno inviato video, foto e recensioni del Delta Machine Tour, a quelli che ci hanno tenuto compagnia con commenti, a volte critici a volte divertenti e a chi crede in noi!

Per tutti voi abbiamo preparato un regalo molto speciale, il calendario 2014 che questa volta (a differenza del calendario 2013) raccoglie le immagini più belle dei nostri Depeche on stage! E’ stato davvero difficile scegliere tra le migliaia di foto presenti nel nostro archivio, difficile a tal punto che abbiamo deciso di realizzare ben due calendari!
Clicca qui per scaricare (in alternativa nowdownload o rapidshare)

Pronti per il 2014? Pronti per le nuove date italiane del Delta Machine Tour?
Noi scenderemo in campo con voi a Bologna e anche questa volta, dopo il successo di Roma, prepareremo una coreografia… ma di questo ne parleremo più avanti.
Vi ricordiamo che abbiamo circa 20 biglietti disponibili per lo show del 22 febbraio, Parterre in Piedi (no Early Entrance) e Gradinata Est – L. Per info QUI.

E ora ripercorriamo il nostro 2013

Gennaio 2013

Febbraio 2013

Marzo 2013

Aprile 2013

Maggio 2013

Giugno 2013

Luglio 2013

Agosto 2013

Peter Gordeno e Christian Eigner impegnati nel progetto ‘OPIEN’ “L’album si chiama ‘Atlanta‘ e vede la collaborazione di Christian Eigner (turnista dei Depeche Mode dal 1997) insieme al produttore, compositore e polistrumentista Niko Stoessl (che ha lavorato anche in Hourglass di Dave Gahan). ‘Atlanta‘ nasce dal progetto ideato da Niko Stoessl, ‘OPIEN‘, gestito dal team di Daryl Bamonte.
Nel video che vi proponiamo, ‘Let Me Down‘, noterete anche la presenza di Peter Gordeno (turnista dei Depeche Mode dal 1998).” Altri articoli che potrebbero interessarti

Settembre 2013

  • Una chiacchierata con Andrew Fletcher dei Depeche ModeAbbiamo fatto show strepitosi. Forse è stata la migliore serie di concerti della nostra carriera. Dave è sempre stato fenomenale, il pubblico si è dimostrato fantastico e molto partecipe, perfino nelle zone d’Europa che sono in recessione. La nostra è una carriera da sogno, dagli inizi fino a oggi. Non avremmo mai immaginato di essere ancora qui, di andare in certi paesi, di essere sempre più famosi. È meraviglioso. In tutta sincerità, credevamo che sarebbe durato solo un paio d’anni.Altri articoli che potrebbero interessarti

Ottobre 2013

Novembre 2013

  • Dave Gahan: “La musica mi ha salvato”È cominciato tutto con il glam rock, con gli Slade, T Rex, David Bowie e Roxy Music. Poi sono arrivati i Damned e i Clash. Ma la mia vera illuminazione è stata Ziggy Stardust, l’uomo che viene da altrove.
  • Jayce Lewis annuncia la data di pubblicazione del nuovo album “La scorsa settimana JL ha firmato con la Caroline International (Universal Music Group), accordo che gli permetterà di pubblicare il nuovo album dal titolo “Nemesis” tra marzo e aprile 2014, anticipato dalla release di un primo singolo nel mese di gennaio.
    Successivamente, Jayce registra un nuovo nome per il suo progetto, che porta avanti alla grande già da qualche anno, e dice: «andava fatto, qualcosa che doveva essere fatta qualche tempo fa» da ora in poi tutto ciò che Lewis produrrà, dai live ai lavori in studio, porterà il nome di PROTAFIELD.” Altri articoli che potrebbero interessarti

Dicembre 2013

BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO A TUTTI!!!


Video

Dave Gahan: “Durante il periodo SOFAD mi appassionava più dipingere che fare musica” guarda la video intervista

L’intervista di svt.se del marzo scorso, registrata in un hotel di Austin prima dello show al SXSW festival.

Traduzione a cura di Barbara Salardi per Depeche Mode e Dintorni

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Jayce Lewis annuncia la data di pubblicazione del nuovo album

Image by: Scott Chalmers (Woolhouse Studios)

Image by: Scott Chalmers (Woolhouse Studios)

È dal 2009 che ci stiamo appassionando a questo grande talento, praticamente da quando è nato questo blog. Vogliamo continuare ad occuparci di lui perchè è una grande persona con una grande umiltà, un amico, un artista eccellente che merita il successo più di chiunque altro. Ma prima di passare alle ultimissime novità, vogliamo ripercorrere velocemente la sua “storia”.

Nato a Bridgend, nel sud del Galles (Regno Unito), Jayce Lewis è un fenomeno sin da bambino, quando a soli 6 anni impugna la sua prima chitarra e inizia ad emulare i grandi del rock. Nel corso degli anni Jayce inizia a suonare altri strumenti come i sintetizzatori e la batteria diventando così un polistrumentista autodidatta. Fu nell’estate del 2009 che JL spiccò il volo  con il primo singolo “Icon”, che anticipò l’uscita dell’album omonimo “Jayce Lewis” (2010 etichetta EMI), dove tutto è composto (testi e musica) ed eseguito (sintetizzatori, batteria, chitarra e voce) da lui. Un album tenace, incisivo e pieno di sfumature sorprendenti. Di recente Jayce ha svolto l’opening act di artisti come Combichrist, Gary NumanKorn, Black Light Burns (di Wes Borland chitarrista dei Limp Bizkit) e Killing Joke. Dovete anche sapere che Jayce ha un debole per i Depeche Mode e non perde un loro show (quando la band fa tappa a Londra) e infatti l’ultima volta è stata alla O2 lo scorso maggio, in compagnia del suo grande amico Gary Numan e di sua moglie Gemma. In un’intervista del 2012 Jayce confessa che l’avventura solista di Dave Gahan (in particolare il periodo Hourglass – trova Kingdom assolutamente strabiliante) gli è stata di grande ispirazione che lo ha portato a prendere una decisione molto importante, quella di lasciare la band in cui suonava per intraprendere la carriera da solista.

Queste le novità: La scorsa settimana JL ha firmato con la Caroline International (Universal Music Group), accordo che gli permetterà di pubblicare il nuovo album dal titolo “Nemesis” tra marzo e aprile 2014, anticipato dalla release di un primo singolo nel mese di gennaio.
Successivamente Jayce registra un nuovo nome per il suo progetto, che porta avanti alla grande già da qualche anno, e dice: «andava fatto, qualcosa che doveva essere fatta qualche tempo fa» da ora in poi tutto ciò che Lewis produrrà, dai live ai lavori in studio, porterà il nome di PROTAFIELD.

Membri:
Jayce Lewis (Protafield)
Jack Slade (Batteria)
Martin Thompson (Basso)
Marc James (Chitarra)

www.protafield.com
www.facebook.com/Protafield
twitter.com/Protafield

jaycelewisitalia.bandpage.com
www.facebook.com/JayceLewisItalia
twitter.com/JayceLewis_it

Jayce Lewis annuncia la data di pubblicazione del suo secondo album2

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Dave Gahan: “La musica mi ha salvato”

I Depeche Mode, che la rivista Q ha definito “la più famosa band di musica elettronica che il mondo abbia mai conosciuto”, arriveranno domenica ad Abu Dhabi. Il cantante Dave Gahan ci rivela le dinamiche del gruppo e in che modo la musica l’ha salvato.

Cosa ti ha spinto a entrare nei Depeche Mode?

«Non avevo alternative. Frequentavo l’istituto d’arte perché non volevo lavorare, e mi avevano detto di andarmene. Poi Vince [Clarke] mi ha sentito cantare “Heroes” di David Bowie nella sala prove accanto alla loro, e mi ha chiesto di entrare nel gruppo.»

All’inizio che impressione ti hanno fatto gli altri del gruppo?

«Erano tutti molto simpatici. Un po’ strani. Martin [Gore] diceva che gli piaceva la chiesa perché si cantava. Ero diffidente, ma in realtà diffidavo di chiunque.»

 

 

In che modo lavorate insieme come gruppo?

«Non siamo una band di tipo tradizionale. Non siamo come i Rolling Stones che improvvisano insieme in studio. C’è un rapporto ben costituito fra me e Martin. Fletch [Andy Fletcher] offre le sue idee, il suo aiuto, è quello che dice: «Ma che stai facendo? Ci stai lavorando da tre giorni, fa schifo». È l’acqua tiepida fra il ghiaccio e il fuoco. Fa le parole crociate, e finché riesce ad andare a pranzo entro l’una, sta bene così.»

Hai mai avuto un’illuminazione musicale in gioventù?

«È cominciato tutto con il glam rock, con gli Slade, T Rex, David Bowie e Roxy Music. Poi sono arrivati i Damned e i Clash. Ma la mia vera illuminazione è stata Ziggy Stardust, l’uomo che viene da altrove.»

 

Che ricordi hai della scuola?

«La odiavo. Il mio più bel ricordo è quando l’insegnante mi ha detto: “Gahan, che c’è di tanto interessante fuori dalla finestra?“. C’era soltanto un campo, ma se fossi stato più coraggioso avrei risposto: “C’è più vita là fuori che qui dentro“, e mi avrebbe mandato dal preside. Ero un sognatore.»

Ci sono stati momenti bui nella tua vita. Adesso sei più felice?

«Sono ancora ipersensibile riguardo alle critiche, ma sono molto contento di me stesso. Mi perdo nelle canzoni, sul palco, quando faccio musica, e anche nella musica degli altri, se sono fortunato.»

Hai qualcosa di cui lamentarti?

«Di me stesso. Non sono in grado di vivere come un normale essere umano. Tendo a essere troppo aggressivo oppure troppo entusiasta. Litigo con mia moglie, e mi dice: “Non parlarmi in quel modo, non sono né un membro del tuo gruppo né un tuo amicone“».

Il tuo patrigno è morto quando avevi dieci anni. Che effetti ha avuto su di te?

«Avevo due fratelli più piccoli, e mi sono detto: «Ci penserò io, so cosa fare». Ma in realtà andavo a fondo. Secondo mia madre ero molto testardo, io preferisco credere che andassi contro corrente. Per questo il punk faceva al caso mio. Mia mamma dice che ho cominciato a frequentare la gente sbagliata. Mi piaceva vedere le reazioni che suscitavo nel comportarmi male, nel fare cose da adolescente. Ma la musica mi ha salvato.»

Nel 2009 ti hanno diagnosticato un tumore alla vescica. Qual è stata la tua reazione?

«Per fortuna l’hanno trovato in fase iniziale. È come se fossi finito contro un muro, e meno male che è successo, perché mi ha fatto ripensare a mia moglie, ai miei figli e a tutto quello che ho.»

 

Intervista inclusa nel n° 13 di Hype Magazine in DL gratuito nell’app store iTunes qui

traduzione a cura di Barbara Salardi in esclusiva per Depeche Mode e Dintorni

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Soulsavers feat Dave Gahan: una Deluxe Edition per ‘The Light The Dead See’

Il 18 novembre nel Regno Unito e il 6 dicembre in Germania, verrà pubblicata una nuova edizione (in tiratura limitata) di ‘The Light The Dead Seeil nuovo album dei Soulsavers con la collaborazione speciale di Dave Gahan.

La versione deluxe dell’album (CD+DVD) conterrà, oltre a un libretto con testi e immagini, un DVD con il video ufficiale di ‘Take Me Back Home’ diretto da High 5 Collective, un’intervista dietro le quinte con Dave Gahan e Rich Machin dei Soulsavers e il ‘Live In Hollywood‘ (organizzato da Mute per il lancio dell’album) tenutosi il 21.07.2012 nel leggendario Capitol Records di Los Angeles e diretto da Cameron Fertitta.

Il CD/DVD è disponibile per l’ordine su Amazon.de, recordstore.co.uk e amazon.co.uk

CD
1. La Ribera
2. In The Morning
3. Longest Day
4. Presence Of God
5. Just Try
6. Gone Too Far
7. Point Sur Pt.1
8. Take Me Back Home
9. Bitterman
10. I Can’t Stay
11. Take
12. Tonight

DVD
Live In Hollywood
Interview
Take Me Back Home (Video)

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Peter Gordeno e Christian Eigner impegnati nel progetto ‘OPIEN’

Photo © by Julia Weigand

L’album si chiama ‘Atlanta‘ e vede la collaborazione di Christian Eigner (turnista dei Depeche Mode dal 1997) insieme al produttore, compositore e polistrumentista Niko Stoessl (che ha lavorato anche in Hourglass di Dave Gahan).
Sonorità dallo stile unico danno vita ad un’atmosfera pura e distinta, senza l’aggiunta di componenti digitali o tracce pre-registrate fanno di questo album un tributo a quegli artisti maggiormente influenti rievocando brillantemente gli anni 80  e nello stesso tempo uno sguardo sulla musica del futuro “conducendo l’ascoltatore in un universo in cui gli idoli del passato e gli eroi del futuro si scontrano in perfetta armonia“.
Atlanta‘ nasce dal progetto ideato da Niko Stoessl, ‘OPIEN‘, gestito dal team di Daryl Bamonte.
Nel video che vi proponiamo, ‘Let Me Down‘, noterete anche la presenza di Peter Gordeno (turnista dei Depeche Mode dal 1998).

www.opien.com
www.facebook.com/OpienAtlanta


La video intervista di Telerama.fr a Dave Gahan

Intervista a cura di Télérama.fr

Quali sono i testi di Delta Machine che ti vengono in mente?
DG: «’Welcome to my world’, ‘Broken (from the start)’ e ‘Goodbye’»

Una canzone che ti emoziona a tal punto da farti piangere?
DG: «Tutte le canzoni dell’album ‘After The Gold Rush’ di Neil Young.»
Perchè?
DG: «La sua voce, le parole che usa per esprimere i suoi sentimenti, la sua onestà, e il modo che ha di narrare le storie.»

Depeche Mode è una dipendenza?
DG: «Non per me. Amo la musica che componiamo, è un viaggio non una dipendenza. E’ una storia che dura da più di venti anni, abbiamo fatto musica per gran parte della nostra vita.»

Blues VS Synth-pop
DG: «Sai, il titolo dell’album, ‘Delta Machine’, testimonia le radici blues del disco. Credo sia un bel connubio quello tra synth e blues. Molti degli artisti che si ispirano al blues oggi, da Mark Lanegan, Nick Cave, Led Zeppelin ai Rolling Stones, prendono influenze come il blues o il gospel, per creare qualcosa di personale. Noi facciamo un pezzo in modo tradizionale, pop per esempio, e la personalizziamo con il blues.»

Esibirsi negli stadi
DG: «Si. E quindi?»
Ti piace?
DG: «Si, mi piace! Recentemente ci siamo esibiti in posti più piccoli per presentare il nuovo album. Abbiamo suonato i nuovi brani e i vecchi più apprezzati. E’ stato interessante tornare ad esibirsi nei club, è differente perchè più intimo ma anche spaventoso. Esibirsi negli stadi si adatta molto bene alla nostra musica, perchè la nostra musica ha bisogno di spazio, è cinematografica e spesso richiede la partecipazione del pubblico. E’ come una grande festa. Amiamo il fatto che i nostri concerti tocchino vari posti, è come un grande viaggio.»

Il tuo primo ricordo legato alla musica?
DG: «Facile. Il mio primo ricordo musicale è legato al mio patrigno, che era un musicista jazz e suonava il sassofono, il clarinetto e il trombone. Ricordo che mi sedevo sulle scale e lo ascoltavo suonare.
Lui faceva parte di una band di musica jazz, credo abbia inciso anche un paio di dischi. Ascoltavo la musica dei grandi del jazz, quella che a mio avviso era il jazz più oscuro di quel periodo. Ascoltavo il mio patrigno suonare, l’ho visto esibirsi dal vivo, un paio di volte ho assistito alle prove della sua band e… questo è il mio ricordo.»

La tua voce
DG: «Qualcosa che ho ancora?»

Far parte di una band
DG: «Far parte di una band è una sfida. A volte devi saper accettare le differenze. Spesso ti fa scoprire un apsetto della tua personalità che ancora non conoscevi. A volte ci sono differenze insormontabili… ma sai, dobbiamo provarci comunque.»

La band è come una squadra unita
DG: «Se qualcuno è a terra siamo tutti un pò a terra, è così che funziona.»

Malinconia e felicità
DG: «Sono molto vicini, non credi? L’uno nutre l’altro.»

Il mio errore più grande
DG: «Non saprei. A volte apro la bocca troppo in fretta, invece di star calmo e ascoltare. Nella vita si dovrebbe ascoltare di più, invece di parlare.»

Rallentare o accellerare?
DG: «Questa è una bella domanda. Beh, si dovrebbe accellerare prima di poter rallentare, e, a volte, rallentare per poter accellerare più velocemente. Uno alimenta l’altro, ma rallentare permette di far emergere cose incredibili, cose che non immagineresti mai, e lavorando in una band ho imparato che è meglio dare spazio agli altri di esprimere le proprie idee, perchè si può rimanere piacevolmente sorpresi, soprattutto se stai scrivendo una canzone e pensi di averla finita, loro riescono a darti un giudizio secondo il loro punto di vista. »

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La sinergia sincretica di Heaven

La sinergia sincretica di Heaven

Allo scoccare della mezzanotte di giovedì scorso,  su vevo.com c’è stata la prima dell’attessissimo video di Heaven che segna il grande ritorno dei Depeche Mode.

Nelle ore successive la premiere (in 24 ore ha superato 1 milione di visualizzazioni su YT) c’è stato un susseguirsi di commenti positivi sia per il brano, che avevamo ascoltato con qualche giorno di anticipo perchè sgattaiolato fuori da non si sa dove, e sia per il video. Heaven è un pezzo davvero incredibile, la voce di Dave sposa quella di Martin in modo encomiabile. Musica e parole trovano un perfetto stato di beatitudine.
Un brano che non ha nulla a che fare con il precedente Wrong (SOTU), perchè Heaven si presenta come una ballad elettronica che trascina l’anima up to Heaven. Quindi, munitevi di paracadute e caschetto di protezione, perchè a fine ascolto sarete catapultati nuovamente sulla terra ferma.

Detto questo parliamo del video, e che video gente! Chi se lo sarebbe mai immaginato!?
Perfettamente incastonato in un’atmosfera gotica e con riferimenti che toccano esoterismo ed entità celesti, spaziando fra realtà e soprannaturale, video e brano assumono un aspetto sincretico, misterioso e accattivante. Una sinergia che introduce molto bene l’album, mix innovativo di suoni.
E poi ci sono loro Dave, Martin e Fletch, finalmente! Perchè diciamolo pure che Wrong, Peace, Fragile Tension e Hole To Feed ci avevano lasciati un pò a bocca asciutta.

Non a caso invece quello che riguarda la scelta della location del video. Infatti la Holy Trinity Church, al 725 di St.Ferdinand Street New Orleans, è una vecchia chiesa abbandonata la cui costruzione risale al 1853. Attualmente, conosciuta come Marigny Opera House, la chiesa ospita interessanti eventi musicali, spettacoli di danza e teatro. Il Marigny Opera House è finanziato e gestito dalla Marigny Opera House Foundation che mira al restauro dell’edificio al fine di donare al quartiere e alla città di New Orleans una risorsa spirituale e artistica.

Il punto di partenza concettuale del regista Timothy Saccenti (direttore tra l’altro del video “Man Made MachineMOTOR feat Martin Gore) è stato proprio lo stile dell’album, un mix di blues ed elettronica.
Ed è proprio in merito alle influenze blues, che l’album prende poi il nome di Delta Machine.

A dare ulteriore conferma di ciò, è stato Dave Gahan in un’intervista su KROQ-FM nel programma radiofonico “Kevin And Bean“, dove viene chiesto a Dave se la parola “Delta” abbia qualcosa a che fare con New Orleans o il blues. «C’è sicuramente una forte influenza blues, si avvicina un pò ai tempi di Songs of Faith & Devotion, musicalmente. Martin ha tirato fuori un sacco di riff blues» dice Dave, precisando che per quanto riguarda i testi ricorda più l’era Violator.
Dave ritiene Martin un ottimo chitarrista, anche se lui fondamentalmente si sottovaluta come tale.
Per quanto riguarda Heaven, dice che hanno deciso di pubblicare il singolo un giorno prima del previsto, causa sgattaiolamento anticipato del brano in rete. Spiega poi che il brano lo ha colpito sin da subito «Ero come ‘Ahhh non vedo l’ora di cantare questo pezzo!’»
Accenna poi al tour, dicendo che le date Statunitensi partiranno dalla costa occidentale a fine estate/inizio autunno, più o meno.
Gli viene poi chiesto in che modo la band riesca a conservare la stessa grinta da 32 anni
«Sono continuamente sorpreso da questa band, accadono sempre molte cose interessanti.» Spiega che ogni volta che un tour arriva alla sua conclusione, loro si chiedono se sia il caso di continuare o fermarsi, ma alla fine sentono di avere ancora un sacco da dare: «Quello che voglio dire è, che non è ancora finita» ed è proprio questo che li spinge a tornare nuovamente in studio.
Dave poi ironizza scherzosamente guardando al passato, ai loro 32 anni di storia: «Siamo stati la band che nessuno capiva, poi la band che tutti cercavano di imitare, e improvvisamente siamo diventati la band che tutti dicono ‘oh, siamo stati influenzati da!’» e conclude «me la tirerò un pò ma, siamo ancora la più grande band alternativa, in un modo o nell’altro.»

Altre dichiarazioni di Dave provengono invece da una video intervista di recente pubblicazione dove annuncia che: «Ci sarà una seconda versione del disco che comprende tutto ciò che abbiamo registrato durante la lavorazione di Delta Machine.»
(Box Edition come SOTU?)

Spiega poi quanto sia importante affidarsi alla moderna tecnologia (Dave usa il suo Iphone per registrare idee e fa ampio uso della fotocamera) e dell’interessante e ricca partnership con Deutsche Telekom.
«E’ sempre stato importante per noi sfruttare le tecnologie innovative, al fine di rendere ogni tour più grande e migliore di quello precedente. Con il sostegno di Deutsche Telekom (partner della band in 16 delle date europee del world tour che partirà a maggio) saremo in grado di coinvolgere, come mai prima d’ora, un maggior numero di fans al nostro prossimo tour europeo, in qualsiasi posto essi si trovino.» (video intervista qui e qui)

Ora mi chiedo, sarà mica la volta che vedremo un live dei Depeche in diretta web?

Sempre la Deutsche Telekom, sta organizzando una mostra d’arte che vedrà protagonisti i fans dei Depeche Mode. La versione virtuale della mostra sarà a cura del sito electronicbeats.net, mentre nelle città di  Berlino, Varsavia, Budapest, Zagabria e Praga verranno esposte le opere più importanti. Tutti possono partecipare a prescindere dal luogo in cui si trovano.
Non abbiamo altre notizie riguardo questa mostra, gli organizzatori ci hanno comunicato che avremo presto tutti i dettagli.

E ancora la Deutsche Telekom ha messo sù un contest che permetterà di vincere un meet and greet con i Depeche. Cosa bisogna fare: se avete in programma una delle 16 date sponsorizzate da questa grande azienda di telecomunicazioni tedesca (Atene, Sofia, Bukarest, Budapest, Zagabria, Bratislava, Monaco, Stoccarda, Francoforte, Berlino, Lipsia, Amburgo, Dusseldorf, Dusseldorf, Praga, Varsavia) basterà acquistare il vostro ticket su telekom-streetgigs.de e parteciperete così al contest.

Timothy Saccenti, director | Jason Baum, producer | Radical Media, production co. | Ivan Abel, DP | Dayn Williams, editor | Sherri Korhonen, Andrea Huelse, production designers | symbols + rituals, mask designer | Ivan Safrin, projection designer | Russel Mack, VFX lead | Dan Giraldo, VFX | | Alvin Cruz, flame artist/colorist Ram Bhat, matte painter | Mark Holmes, stylist | Andrea Helgadottir, make-up | Jennifer Heath, exec. producer | Saul Levitz, commissioner

Screencaps e gif animate di Heaven qui

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2013 l’anno dei Depeche Mode

2013 l'anno dei Depeche Mode - Dave Gahan

L’intervista a Dave Gahan è a cura di François Lestavel per Paris Match

Paris Match: Il vostro è un gruppo di grande ispirazione. Pensi che i Depeche Mode abbiano ridisegnato le sonorità della musica pop?
Dave Gahan: «In qualche verso nel corso degli anni si, per il nostro modo di concepire la musica pop con strumenti elettronici. All’epoca era considerato un modo anomalo, mentre ora lavorare su un computer in studio è diventato naturale per molti artisti. Ma noi siamo sempre alla ricerca di modi interessanti per la realizzazioni delle nostre canzoni, creare nuovi suoni, atmosfere.»

PM: Hai realizzato due album solista. Queste esperienze hanno unfluenzato le sonorità del nuovo album?
DG: «Penso di si. Sto imparando e migliorando stando a contatto con altri,  fuori della bolla confortevole dei Depeche Mode. Questo permette di aprirmi verso nuovi orizzonti musicali che trasmetto successivamente al gruppo. Ciò che mi motiva come artista è il fatto di vivere nuove esperienze, cogliere qualsiasi opportunità, come con i Soulsavers un progetto parallelo e sorprendente che mi ha dato tanto.»

PM: Quindi il vostro nuovo disco è il migliore che abbiate mai fatto?
DG: «Certo! Scherzi a parte, so che questo è un ottimo album e rappresenta ciò che siamo ora. E’ più energico che mai, abbiamo provato cose nuove molto eccitanti. In studio, lo svedese Chris Berg, che ha lavorato con The Knife, ha portato la sua electro minimalist. Ha creato qualcosa di unico.»

PM: Perché continuate ad esibirvi sempre negli stessi stadi anche per questo tour? Lo avete già fatto…
DG: «Sì, ma ci si sente molto fortunati a suonare di nuovo allo Stade de France. L’ultima volta fu un concerto incredibile, spero che sarà altrettanto la prossima estate e che andrà tutto bene. Nel 2009 lo spettacolo fu particolarmente memorabile per me perché mi avevano da poco dimesso dall’ospedale di New York, dove ero stato sottoposto ad un trattamento contro il cancro. Parigi fu la mia prima volta, dopo la convalescenza.»

PM: Qual’è il tuo rapporto con gli altri membri del gruppo?
DG: «Andiamo molto daccordo, considerando che ci frequentiamo da più di trent’anni. Abbiamo imparato a comunicare. Martin ha lavorato molto bene i brani ai quali ho contribuito. Il nuovo disco è stato un vero e proprio lavoro di squadra, più degli ultimi due album… e degli ultimi dieci anni.»

PM: Quando avete iniziato, nel 1979, avreste mai potuto immaginare di essere ancora qui, come band, nel 2012?
DG: «Non proprio. Non avevamo idea di cosa seremmo potuti diventare da lì a dieci anni, figuriamoci dopo trent’anni… era praticamente inimmaginabile! Gli anni passano ma noi continueremo fino a quando funzionerà e fino a quando rimarremo creativi. Non smetteremo fino al momento in cui sentiremo di non avere più nulla di innovativo da offrire. Non vorrei mai che la band si riducesse a produrre pessimi album…»

PM: Potreste avere la stessa longevità dei Rolling Stones…
DG: «Oh no, spero di no!»

PM: Quale è stato il periodo più difficile che avete vissuto all’interno del gruppo?
DG: «Ci sono stati molti momenti difficili a causa dell’abuso di alcol, droghe e tutte le insidie che minano i rapporti personali, matrimoni… Ma questa è la vita! Alla fin fine è la sorte di tutti, e noi non siamo diversi dagli altri.»

La PlayList

PM: La canzone che ti ha cambiato la vita?
DG: «“Moonage Daydream” di David Bowie.» (Ziggy Stardust)

PM: La canzone che ti commuove di più?
DG: «Qualsiasi brano dei Sigur Ros.»

PM: La canzone che ti fa star bene?
DG: «Qualsiasi brano dei Sigur Ros.»

PM: La canzone che faresti ascoltare ai tuoi figli?
DG: «”What’s Going On” di Marvin Gaye, “Imagine” di John Lennon, “London Calling” di The Clash.»

PM: Una canzone che avresti voluto scrivere?
DG: «”Hallelujah” di Leonard Cohen.»

PM: Una delle canzoni del tuo repertori che detesti?
DG: «Non ne detesto nessuna. Forse non amo molto interpretare ”Shake The Disease” live.»

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La performance live di Dave Gahan e Soulsavers finalmente online

La performance live di Dave Gahan e Soulsavers finalmente online

Il 27 luglio 2012 al Capitol Records di Los Angeles, si esibivano Dave Gahan, Rich Machin, Ian Glover, Martyn Lenoble e sua figlia.
Il concerto privato organizzato da Mute, ebbe come scopo principale il lancio del nuovo album dei SoulsaversThe Light The Dead See” con la collaborazione speciale di Dave Gahan.
Ora, dopo 5 mesi, possiamo finalmente ascoltare e guardare questo live strepitoso diretto da Cameron Fertitta.


Dave Gahan: «questo album riflette quello che siamo oggi, non chi eravamo o ciò che saremo»

Parigi, un hotel di lusso in viale George V. Dave Gahan, cantante e compositore dei Depeche Mode, nella camera 132 attende di essere intervistato dai vari media.
Adagiato elegantemente su una sedia dorata che gli conferisce una certa aria monarchica, il leader della band britannica appare in forma smagliante, avvolto in un impeccabile completo nero.
Saggezza, filosofia, predizione…
Ladies and Gentlemen, Mesdames et Messieurs, Mr Dave Gahan!

Quale stile possiamo aspettarci dal nuovo album?
«L’album ha sicuramente una fortissima influenza blues. Abbiamo cercato di mantenere una tecnica di registrazione abbastanza minimalista.
Con questo voglio dire che se ce una melodia specifica o qualche elemento di unione, questo diventa il filo conduttore: la costruzione della canzone avviene intorno ad un suono unico.
Questo non vuol dire che è tutto up-tempo [un ritmo veloce, vivace e in aumento].
La canzone Angel, che è ancora in fase di sviluppo, è fortemente influenzata dal blues ma allo stesso tempo è minimalista. Senza dubbio è un riferimento a un certo stile.
La chitarra imposta il ritmo ma allo stesso tempo l’elettronica fa da padrona, sia dal punto di vista della produzione che dell’interpretazione.
Sebbene vi sia la presenza della chitarra, questa è stata a sua volta incorporata ad un amplificatore per chitarre e modificata utilizzando i sintetizzatori modulari.
Anche dal punto di vista dei testi, alcuni possono essere molto personali in certi casi, almeno dal mio punto di vista, ma allo stesso tempo volgono gli occhi verso l’esterno per riflettere ciò che sta accadendo intorno a noi.
Nel mio caso mostra il modo in cui vengo colpito, in qualsiasi moneto, da ciò che accade nel mondo

Ci si sente proprio così?
«Per me, questo processo è contradditorio. E’ un mescolare. Perdi qualcosa ma ne guadagni un’altra. E’ una presa di posizione. Puoi ottenere un risultato positivo da tutto questo.
Talvolta, una porta chiusa rivela un’altra grande porta in attesa di essere aperta. Ma il coraggio che ci vuole per oltrepassarla è un’altra storia.
Questo è quello che intendevo dire riguardo la presenza del blues nei testi e nell’interpretazione. Ad esempio, Angel è una sorta di protesta, di rammarico costante, è un cumulo di emozioni.
Penso che questo sia un suono più maturo per la band. In termini di musica e parole penso che questo album riflette quello che siamo oggi, non chi eravamo o ciò che saremo.»

«In una delle canzoni che ho scritto per questo album, canto questa frase: ‘Le tue menzogne sono più attraenti della verità’. Riassume il modo in cui non riesco a gestire la mia vita. Forse ne traggo piacere in questo momento, però le conseguenze alla fine del tunnel sono grandi.
La frase continua: ‘Quello che voglio è amore’. Questa può essere considerata una forma di egoismo, ma anche chi sono realmente o chi sto cercando di essere.
Un’altra frase di questa canzone dice: ‘Le tue braccia sono infette/occultano la verità’. Per me, questa frase è una riflessione su tutto ciò che può indurci ad una dipendenza. Che si tratti di droga, alcol, amore, il sesso o qualsiasi altra cosa. Veniamo infettati da queste trappole che prendono il controllo su noi stessi e che a lungo termine si trasformano in un problema. Quindi, per me, essere in grado di trasformare quelle parole in musica e vederle poi interpretare, mi permette di capire molte cose di me.
E’ qualcosa di magico che accade con la musica. Ti permette di identificarti con le contraddizioni.
Ci sono altre canzoni dell’album, per esempio una ballata dallo stile molto blues/gospel. Penso che sia una delle migliori che Martin abbia mai scritto in vita sua. Cantarla significa per me una sorta di esorcismo. Credo di essermi sentito come un fan quando ascolta una canzone per la prima volta.
Ho imparato molto da Martin. Lui scrive con grande onestà. Questo è l’importante, la miglior composizione è descrivere una situazione. Puoi avere un componente fittizio, ma in ogni canzone di Johnny Cash ho sempre pensato che stesse parlando della sua vita. Non si tratta di una bufala

Quali riferimenti o esperienze ti hanno influenzato in particolar modo durante la composizione delle tue ultime canzoni?
«Molte cose. Ho un influenza costante dei miei amici, la mia famiglia, i film… una semplice frase o una canzone che ascolti.
Una delle persone che mi hanno maggiormente ispirato in questi ultimi anni è Mark Lanegan [compositore e musicista dei Soulsavers, con il quale Dave ha collaborato di recente in un disco]. Mi piace la costanza e la tranquillità della sua voce.»

Negli ultimi anni, la collaborazione di Dave Gaha con i Soulsavers e quella di Martin Gore con Vince Clarke (VCMG), indica una continua ricerca di sperimentazione.
Come ben sappiamo, i Depeche Mode hanno rappresentato la nascita di un nuovo genere musicale, il synth pop, che ha trasformato la scena musicale e ha permesso una comunione con il pubblico non necessariamente predisposto alla musica elettronica.
Ultimamente, la parola synth pop sembra essere stata relegata in elettronica.
Gahan è chiaro: «Purtroppo, una delle cose che ha portato ad un ulteriore sviluppo della musica elettronica sono stati i musicisti pigri. Tecnologia utilizzata in modo abusivo.
Sono consapevole del fatto che si potrebbe dire la stessa cosa delle chitarre o dei tamburi nella musica tradizionale… c’è musica e cattiva musica.
Il fatto è che c’è pessima musica elettronica in giro, prodotta esclusivamente per generare una gratificazione momentanea.
Molto spesso, tornando al disco che abbiamo fatto, il modo più semplice non è il migliore. Bisogna guadagnarsi il rispetto.
Si può ascoltare i nostri album e sentire l’amore che comunichiamo, la crescita e la maturazione che c’è in questo percorso»

Nell’ultima parte dell’intervista, Dave esprime il suo sostegno dei confronti di Obama, le Pussy Riot e la forte crisi economica che, come la Spagna, ha colpito pesantemente la Grecia, secondo Paese che i Depeche Mode visiteranno durante il prossimo tour mondiale in partenza il 7 maggio 2013 da Tel Aviv, Israele.

«Credo che la musica ci unisce, mentre la politica e la religione ci separano. Ne sono dispiaciuto. Dico questo perchè sto invecchiando e vedo i miei figli crescere in un mondo che continua a optare per la separazione.
Stiamo arrivando a un punto in cui avverrà un cambiamento. Non sarà facile. Ci vorrà tempo e impegno da parte di tutti, come ha detto Obama. Agli americani non piace sentire questa cosa perchè pensano che se lavoreranno duramente alla fine saranno premiati. Ma questo non funziona più!
Molte cose stanno cambiando in tutto il mondo. Sono molto fortunato, e, a volte mi vergogno di questo. Ho molti amici nel mio Paese e a New York che stanno vivendo un periodo molto difficile. Alla fine, per aiutare te stesso, devi aiutare gli altri.»

«La musica è stata l’insegnante più importante che abbia mai avuto nella vita. Mi ha risollevato quando ne avevo bisogno. Questo mi succede anche con i film e le colonne sonore. Possono cambiare la tua vita.»

fonte: elpais.com

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Dave Gahan nel promo della nuova Golf Volkswagen

Photo: Miguel Medina/AFP

Lo spot per la nuova Golf Volkswagen, in onda sulle emittenti francesi, ha un testimonial davvero speciale.
Oltre alla colonna sonora, People are People dei Depeche Mode, c’è anche Dave Gahan alla guida del nuovo autoveicolo della famosa casa automobilistica tedesca.
Insolito vederlo in uno spot pubblicitario.

updates 07.11.12: Quella che segue, invece, è un altra versione dello spot pubblicitario in onda sulle emittenti televisive americane. Avremo anche noi la fortuna di vedere questo promo sui nostri schermi?

updates 13.01.2013: Finalmente anche sui nostri schermi televisivi! Ecco la versione italiana dell’ormai famoso spot che vede protagonista (mica la Golf!? nooo!!) Dave Gahan dei Depeche Mode. Alcuni di voi l’avranno vista già al cinema, proiettata con qualche giorno di anticipo.

Backstage Spot Volkswagen Nuova Golf “People are People” – 2013

“Devi conoscere le persone per realizzare lo spot di Nuova Golf. Con questo making of del nuovo spot TV “People Are People”, Volkswagen ci fa scoprire un interessante dietro le quinte dei cinque giorni di produzione tra Barcellona e Madrid. L’edificante e divertente spot per il lancio di Volkswagen Nuova Golf è ispirato dalla tipica, brillante narrazione di Volkswagen ed è diretto da Sebastian Strasser per Radical Media Berlin.Wolrd premiere: nello spot di Nuova Golf appare Dave Gahan, leggenda dei Depeche Mode, finora mai apparso in una pubblicità.”

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Dave Gahan e Rich Machin la video intervista di Amoeba Music

Nel mese di luglio, Dave Gahan dei Depeche Mode e Rich Machin dei Soulsavers, sono andati a fare shopping all’Amoeba Music di Hollywood, dove hanno realizzato questa video intervista.
What’s In My Bag? è una serie di video ambientati nello store Amoeba Music che mettono in luce i gusti musicali di artisti e gente comune.

L’episodio 511 della serie, ha come protagonisti Dave e Rich che ci mostrano quali LP hanno messo nel loro “carrello della spesa”.

Per Dave:
“Sweet Heart, Sweet Light” di Spiritualized: «Questo ce l’ho già, ma non ho la versione in vinile. Ci avevo preso gusto ad ascoltarlo, per un certo periodo. Mi piace molto l’artwork, per questo ho pensato che fosse fantastico. In realtà questo disco è per Martin, ultimamente mi ha comprato diversi dischi, così ora io ne compro alcuni a lui. Sono sicuro che questo non lo ha ancora mai ascoltato.»

“WIXIW” di Liars: «Mi piace questo disco, ce l’ho anche su CD… qui dice che pesa 180 grammi, non ne sono totalmente convinto ma… hehehe» […] «Si, ho pensato che fosse qualcosa di astratto e lunatico, ma mi piacciono cose di questo genere e mi piace il fatto che ci sia una sorta di mix tra chitarre e cose tradizionali con l’elettronica.»

Poi Dave si interroga su un cd che si è ritrovato casualmente tra le mani e rivolgendosi a Rich dice: «E questa è… una soundtrack?» Rich gli spiega che non si tratta di una colonna sonora ma di Daniele Luppi, che in passato ha collaborato in un disco dei Soulsavers.
Dave: «Oh si, gli strumenti a corda del disco dei Soulsavers.» Rich continua dicendo che Luppi ha collaborato anche con artisti come Jack White e Norah Jones nel disco “Rome“, infatti Dave ha in mano proprio quel disco.
«Oh, ho sentito parlare di questo e ho letto una recensione che diceva chiaramente che il nostro disco è molto meglio hahaha» […] «Ci darò un occhiata e il voto lo avremo in seguito. Ehm si… nessuna mancanza di rispetto, ammiro tutti. Sono sicuro che è meraviglioso.»

“New York Dolls” di New York Dolls: «The Dolls! Gran disco. E’ tutto semplicemente eccezionale. Considerando il periodo in cui questo disco è uscito e la New York di quel tempo, hanno avuto le palle di andare in giro per strada! Sono quasi sicuro che la gente fondamentalmente li abbia scambiati per dei travestiti. Ma wow, che caos meraviglioso. Mi piace!»

“Blunderbuss” di Jack White: «Questo disco ce l’ho, Jack White. Mi piace molto il suo artwork, ho anche il CD» […] «Sembra che prenda con facilità il modo di fare musica, con questo non voglio dire che non sia un professionista esperto ma solo che fa sembrare facile ciò che in realtà non è e lo fa molto bene. Mi piacevano anche le cose che facevano i Dead Weather, in particolare il primo disco.»

Conclude: «Ecco cosa c’è nella mia borsa»

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Dave Gahan e Soulsavers in concerto – foto e video –

Si, avete capito bene e da qualche giorno le voci correvano su twitter. Dave Gahan, Rich Machin, Ian Glover e altri musicisti si sono esibiti Sabato (21-07-2012) in un concerto segreto aperto solo a pochi e organizzato dalla Mute.

Circa 75 persone hanno avuto la fortuna di poter ascoltare dal vivo, al Capitol Records di Los Angeles, i brani del nuovo album dei SoulsaversThe Light The Dead See“, con la collaborazione speciale di Dave Gahan.

Tra i musicisti presenti alla serata figura Martyn Lenoble, bassista, e sua figlia Marlon al violoncello. Proprio Lenoble nei giorni scorsi aveva twittato la notizia, dichiarando tra l’altro che non erano disponibili biglietti per il live ma  che comunque era dedicato a tutti i fans.

Set List:
Presence of God
In The Morning
Bitterman
Just Try
Take Me Back Home
Tonight
Gone Too Far

Di seguito alcune immagini della serata.

Thanks to:
mxdown 1
mxdown 2
Martyn LeNoble
Leah
Laura
ellen31curtis 1
ellen31curtis 2

more pics here

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Take Me Back Home primo video ufficiale dei Soulsavers / Dave Gahan

The Light the Dead See, nato dalla collaborazione tra Soulsavers e Dave Gahan, ci regala immagini degne di una ballata gospel come Take Me Back Home, primo video ufficiale.

Nessuna traccia di Gahan o Soulsavers nel video, ma le immagini raggiungono senza indugio testo e musica, per unirsi in un unico e ineguagliabile vortice di emozioni.

L’album, pubblicato il 22 maggio 2012, è disponibile in versione CD audio e vinile su Amazon.it.

Directed By: High 5 Collective
Produced By: Partizan Entertainment
Executive Producer: Jeff Pantaleo
Partizan Rep: Nicole O’Connell
Commissioner: John Mule
Starring: Peter S. Williams

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