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Dave Gahan sul nuovo disco dei Depeche Mode: “Abbiamo parlato con Anton Corbijn di alcune idee…”

Recentemente la CNN ha intervistato Dave Gahan che ha parlato del suo ultimo lavoro con i Soulsavers, del nuovo disco dei Depeche Mode e di come “Ziggy Stardust” abbia cambito la sua vita.

CNN: Come puoi paragonare il lavoro fatto con i Soulsavers rispetto ad un album solista o con i Depeche Mode? Sembra un compito abbastanza impegnativo che richiede grandi idee.
DG: «E’ interessante ciò che hai detto. “Presence of God“, per esempio, e il modo in cui la interpreto, puo farla apparire come una semplice frase o qualcosa di più. Le note che scelgo e la mia interpretazione rendono tutto molto emozionante.
Quello con Rich è stato un processo differente dal solito, per me. Non ho programmato nulla, ho scritto ciò che mi veniva, liberamente e senza pressioni. Ho lasciato che il processo scorresse in modo puro e naturale, e questo penso si avverta nei brani.
I Can’t Stay” è stato il primo brano sul quale ho lavorato e che ha acceso poi tutto il processo lavorativo. Quando l’ho inviato a Rich è rimasto sbalordito da ciò che avevo fatto su quegli accordi di chitarra che mi aveva precedentemente inviato, ed è iniziato tutto.
Queste canzoni sono un modo per descrivere se stessi… non avrei potuto farlo in modo migliore.»

CNN: Parlando di benedizione, in questo album hai esplorato la spiritualità, in particolare con “Presence of God”, e hai detto che queste tematiche posso imbarazzare le persone. E’ certamente molto più diretto, rispetto a ciò che fai solitamente con i Depeche Mode… c’è stato un allontanamento?
DG: «Niente affato. Perchè sia io che Martin andiamo nella stessa direzione. In passato, specialmente nel periodo “Violator” e “Songs of Faith and Devotion“, sentivo come se Martin scrivesse canzoni su di me o per me, cosa che in realtà non era. Avevamo le stesse incertezze e spesso sembrava che stessimo vivendo lo stesso strano oscuro senso dell’umorismo.   
Presence of God” ti fa capire che basta aprire le orecchie e ascoltare ciò che ci accade intorno, per trovare tutte le risposte alle nostre domande. Anche il titolo dell’album, “The Light the Dead See“, ha un effetto positivo… le cose accadono quando meno te lo aspetti, magicamente. Questa è una cosa che sto provando anche sulla mia pelle, quando mi ritrovo immerso in pensieri di ogni tipo.»

CNN: E’ un equilibrio molto delicato, esplorare queste tematiche nei tuoi testi, stando attendo a non alienare il pubblico dal senso di angoscia o di predicozzo. Come sei riuscito a gestire questa cosa?
DG: «Mi fa piacere che tu abbia avvertito questa cosa. E’ venuto fuori tutto molto facilmente. Per me la fede e il dubbio sono molto vicini. E’ impossibile negare l’evidenza delle cose che accadono intorno a noi, anche quando cerchi di controllarle. Non sto cercando di dire cosa sia giusto fare. E’ la mia pura esperienza, quella che in alcuni momenti ti fa sentire parte di qualcosa, mentre in altri ti fa pensare “che cavolo sto facendo?”
Questa accade a tutti. Ho cercato di mantere la cosa aperta il più possibile, senza orientamento. Non voglio orientarvi. Voglio che ascoltiate e siate liberi di evocare i vostri sentimenti.»

CNN: L’album è bellissimo. Malinconico ed esaltante allo stesso tempo. Come sei riuscito a colpire i nervi emotivi?
DG: «Credo che, in alcuni casi, sia stato il modo in cui ho usato la mia voce. Quando canto mi lascio trasportare completamente. In adolescenza ascoltavo spesso David Bowie. Il posto in cui lui cantava, ero lo stesso in cui volevo andare io. Non sapevo se quel posto fosse reale, ma ho creduto che lo fosse.
Ho cercato di ricreare la stessa magia in questo disco.»

CNN: C’è qualcosa in particolare di Bowie che ti ha trasportato più delle altre?
DG: «Molti dei suoi dischi sono stati fondamentali per me. Se dovessi citarne uno sarebbe “Ziggy Stardust“. Ha cambiato la mia vita. Accadde la stessa cosa quando esplose il periodo punk rock, vidi per la prima volta i Clash, avevo 16 o 17 anni. Sentivo di appartenere a qualcosa, la musica ha sempre avuto questo effetto su di me, e continua tuttora. Ultimamente ho acquistato e sto ascoltando molto spesso l’album dei SpiritualizedSweet Heart Sweet Light“.
C’è una sorta di senso dell’umorismo nella combinazione delle sue parole e il suo stile musicale. Non tutti hanno le stesse sensazioni ascoltado quel disco, ma è un gran bel disco.»

CNN: Stai registrando il tuo 13° album con i Depeche Mode. Puoi accennarci qualcosa?
DG: «Martin è stato molto prolifico, lo sono stato anche io. Mentre scrivevo demo per i Depeche Mode, nello stesso tempo ero impegnato con i Soulsavers. Martin ha scritto dei pezzi grandiosi. Di solito iniziamo un disco con sei o sette canzoni, questa volta invece ne abbiamo circa 20.
In studio cerchiamo di non sovra-produrre il suono e non esagerare. Stiamo cercando di ottenere maggior rendimento di prestazione, quindi se c’è una cosa che funziona, la registriamo e basta. Abbiamo già parlato con Anton Corbijn di alcune idee su come vorremmo che fosse l’impatto visivo del disco, lui di solito ha un’ampia visione.
Le canzoni hanno un influenza blues. Ovviamente non è un disco blues, ma ci sono sicuramente alcune di quelle influenze in esso. Da la sensazione di avere anche un certo approccio soul, ma siamo solo all’inizio ed è ancora presto per parlarne.
Lavoriamo insieme da così tanto tempo, ma c’è sempre un elemento che sorprende noi e il nostro lavoro.»

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“The Light The Dead See” Dave Gahan/Soulsavers video intervista parte4

Nella quarta parte dell’intevista diretta da Cameron Fertitta e a cura di Robert Simpkins, Dave Gahan dice che la sua collaborazione con i Soulsavers potrebbe non essere finita qui. «Mi rattrista dovermi fermare. Ci stiamo conoscendo creativamente. Penso che sia l’inizio di qualcosa. Entrambi speriamo di proseguire, non credo finirà qui. Ora sono molto impegnato con i Depeche Mode, ma ho vissuto molto intensamente questo disco con i Soulsavers, è stata un esperienza molto bella… per questo vorrei proseguire.»

Dave ha anche detto che sente i Soulsavers molto adatti al suo stile: «Negli ultimi dieci anni ho perfezionato il mio strumento, la voce. Mi sono sentito libero e a mio agio con lo stile dei Soulsavers, è un habitat naturale per la mia voce.»

“The Light The Dead See” su iTunes

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“Il nuovo disco dei Depeche Mode sarà molto incisivo” rivela Dave Gahan

In questo periodo, Dave Gahan e soci si trovano a New York per proseguire la sessione di registrazione del nuovo album dei Depeche Mode. Dopo aver portato a termine «una parte del lavoro in California», Gahan rivela che «l’album è a un quarto di strada dal termine».

«Abbiamo molti brani, per essere a questo punto dell’opera» dice Gahan «Martin è stato molto prolifico, alcune sue canzoni sono davvero grandiose. Ho alcuni miei brani sui quali stiamo lavorando e che stanno prendendo un ottima forma. Sono davvero entusiasta di come stanno andando le cose. Penso sarà un disco molto diretto e incisivo. Non posso dire altro per il momento; con i Depeche Mode tutto può cambiare nel corso della lavorazione di un disco.»

Quindi stabilire una data per la pubblicazione è irrilevante. «E’ un processo lungo» riconosce Gahan «Probabilmente non termineremo prima della fine dell’anno, stiamo anche progettando un tour per l’anno prossimo. Al momento sembra più un laboratorio di scienze. Attualmente stiamo lavorando in due stanze, un sacco di chitarre ed elettronica e sono tutti molto creativi… è come un laboratorio.»

Riguardo i Soulsavers, Gahan dice che  «c’era una grande chimica tra noi, sarebbe stato davvero un peccato non approfittarne per fare un disco.» Improbabile un tour promozionale per “The Light the Dead See“, ma entrambi intendono proseguire insieme e Machin in proposito dice: «Abbiamo già iniziato a scrivere un paio di canzoni che potrebbero rivelarsi grandiose. Sono sicuro che ci sarà un secondo disco» e Gahan sarà a bordo molto probabilmente.

«Avrò da fare per almeno un paio d’anni» dice Gahan «Sono aperto all’idea di fare molte altre cose insieme. Sarebbe un peccato fermarsi proprio ora, visto l’ottimo risultato che abbiamo ottenuto con questo disco».

si ringrazia Billboard


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Dave Gahan su WNYC Radio nel programma Soundcheck

Il 22 maggio scorso, Dave Gahan, è stato ospite del programma radiofonico Soundcheck, condotto da John Schaefer, in onda su WNYC Radio. Dave ha parlato del progetto Soulsavers e di quanto “The Light The Dead See“, uscito proprio il 22 maggio, lo abbia sorpreso come artista, donandogli maggiore entusiasmo per affrontare il nuovo album dei Depeche Mode.  Di seguito il video e la traduzione dell’intervista. Per scaricare “The Light The Dead See” clicca qui.

JS: Benvenuto
DG: «Ciao, grazie!»

JS: Prima di tutto consentimi di dire che i Soulsavers sono due ragazzi che, a quanto sembra, sono partiti dall’elettronica.
DG: «Penso che siano contrassegnati da questo, perché il primo disco che hanno prodotto, è stato realizzato prevalentemente in maniera elettronica. Penso che il loro modo veloce di muoversi in differenti aree, gli ha permesso di avere a che fare con diverse cose.»

JS: Hai detto che sono stati molto veloci nel muoversi tra un genere e un altro. Avverto una certa tendenza Phil Spectorish nel brano “In The Morning” che cresce fino a sfociare un potente suono orchestrale. Dave, quando i Soulsavers ti hanno inviato questo brano, era già così grandioso?
DG: «No, questo in particolar modo, credo… non vorrei sbagliare, ci fosse solo il suono della chitarra acustica di Rich [ride] Mi ha inviato i pezzi sui quali stava lavorando in modo molto approssimativo, erano davvero approssimativi. Ho avuto subito una forte ispirazione. Ho iniziato a scrivere e ho rispedito a Rich, che ha iniziato a costruire il brano attorno a ciò che avevo scritto… l’aggiunta degli archi, degli strumenti a corda… il modo in cui è avvenuto il tutto è stata come una sorta di magia.»

– Poi Gahan ha detto che per lui è stato molto importante ricevere la benedizione da Mark Lanegan, il quale ha molto apprezzato i brani. Ha detto che Rich è stato tormentato da Mark, che voleva a tutti i costi ascoltare alcune tracce. E Mark alla fine ha detto «dovrei odiarlo e invece lo trovo ottimo!  –

JS: Da dove proviene il titolo dell’album?
DG: «In realtà è una poesia di Frank Stanford (poeta americano). Abbiamo vagliato diversi titoli, ma questo era il più indicato, perchè si adattava molto bene con i sentimenti che questo disco evoca. E’ molto cinematografico e visivo.»

JS: Forse tocca anche sentimenti tipo il dramma, la speranza e la tragedia.
DG: «Si, la speranza certamente.»

JS: Alcuni testi sembrano essere lontani dalle ciò che hai scritto 10-20 anni fà.
DG: «Penso che alcuni di questi provengono dall’esprienza e dalla sensazione di libertà, il lasciarsi andare a ciò che la musica avoca. Ed è proprio ciò che è accaduto in questo disco. Ho messo su carta ciò che provavo durante l’ascolto delle tracce che Rich mi inviava.»

JS: Sei rimasto sorpreso da quello che stavi scrivendo?
DG: «Questo accadde in seguito, all’inizio lo sentivo naturale e ho cercato di rimanere conscio per non strafare. Quando ascolto un brano, devo crederci. Voglio credere alla persona che sta cantando, voglio credere che ci sia davvero conoscenza, esperienza, sia nell’esecuzione che nel resto. Questa è stata una delle cose alle quali sono rimasto ancorato. »

JS: La canzone “I Can’t Stay” sembra scritta da qualcuno che ha vissuto le sofferenze della guerra. Hai avuto un anno molto difficile, entrando in questo progetto. Un tumore maligno, un infortunio alla gamba e alle corde vocali.
DG: «Oh si, avevo dimenticato la gamba…
Si, questa è la vita, e va bene così. Dicono che certe cose ti rendono più forte, e mi sento così. Ma queste cose mi fanno anche ricordare che siamo umani e abbiamo degli ostacoli che dobbiamo superare. Ci sono cose che accadono nella nostra vita sulle quali non abbiamo controllo, ma ti danno modo di riflettere cosa sia importante e cosa no. Forse sarà per via dell’età, forse perchè sono più vecchio e quindi più saggio… ma ora sono in grado di riflettre di più su queste cose, che sono venute fuori anche nella scrittura questo disco.»

JS: Ora come ti senti?
DG: «Mi sento bene, non ho nulla di cui lamentarmi. Ho un lavoro straordinario, un famiglia fantastica, mia moglie sta ascoltando la trasmissione in questo momento. Questo disco è un dono per me, e il modo in cui sono scritte le canzoni, mi ha insegnato ad uscire fuori dalla mia strada… c’è sempre qualcosa, se riesci a scorgerla.»

JS: Hai detto che la musica è un processo di apprendimento. Sembra che l’ultima cosa che le persone imparano, è come uscire dalla propria strada.
DG: «Si. La musica è come un dono, ma questo non vuol dire che non necessita di cure o di lavoro. Quando Rich mi ha inviato i brani, sia io che lui non abbiamo mai avuto incertezze sul lavoro che le tracce richiedevano.»

JS: Album o raccolta di canzoni?
DG: «Ora è un album, ma è partito come una raccolta di canzoni. Non abbiamo programmato di fare un disco… dopo circa 5-6 canzoni, abbiamo notato che si stava trasformando in un disco e ne siamo rimasti entusiasti.»

– Dave ha spiegato che questo disco ha molte influenze tra cui blues e gospel, loro sono grandi appassionati di questi due generi. Loro sono amanti di quei dischi che quando li ascolti ti permettono di viaggiare con la mente, di riflettere, di sentirti parte di qualcosa. Lui provava queste cose, quando da ragazzino ascoltava i dischi di David Bowie. –

JS: Il tuo progetto con i Soulsavers, e quello di Martin Gore con VCMG, che significato ha per i Depeche Mode… entrambi vi state occupando di altre cose.
DG: «E’ stato bello, credo che Martin si sia molto divertito a fare quel disco con Vince. In quel periodo eravamo entrambi impegnati in due progetti differenti e simultaneamente scrivevamo per il nuovo disco dei Depeche Mode, ora in processo di registrazione e in pianificazione tour per il prossimo anno. Ho la sensazione che questo disco sarà grandioso, perchè entrambi i progetti ai quali abbiamo lavorato, al di fuori della band, sono stati fonte di grnade ispirazione.»

– Dave sostiene che c’è sempre da imparare, che se un artista pensa di non aver più nulla da imparare, vuol dire che è arrivata la sua fine. Tutte queste cose che gli stanno accadendo come artista, lo rendono molto entusiasta e lo stimolano a fare altre cose con persone diverse. E’ molto eccitato di tornare a registrare con i Depeche Mode, sente che avrà un approccio differente in questo nuovo disco. E’  molto felice di sentirsi così e dice che 15-20 anni fà l’avrebbe vista in modo totalmente differente. –

JS: A cosa è dovuto questo tuo cambiamento?
DG: «Le circostanze mi hanno fatto cambiare, circostanze che sono state ben documentate. Sentivo che dovevo provare qualcosa di differente, qualcosa che mi portasse fuori dalla mia zona-confort per affrontare nuove sfide, fare qualcosa di diverso.»

JS: Penso che i fan dei Depeche Mode saranno molto felici nel sapere che ci sarà nuovo disco, sul quale stavate lavorando fino alla notte scorsa, a quanto pare.
DG: «Si. Stavo provando alcune parti vocali, nella tarda notte di ieri. Stà diventando un disco carico di emozioni e sono molto entusiasta di andare i tour l’anno prossimo.»

JS: Dave è stato un vero piacere averti qui con noi su Soundceck. Grazie tante.
DG: «Grazie mille per avermi accolto.»

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NYC: Vince Clarke e Depeche Mode a cena insieme. Cosa bolle in pentola?

Chi l’avrebbe mai detto? Vince Clarke e i Depeche Mode di nuovo insieme!

Ieri sera Vince Clarke ha twittato “sono a cena con i Modes… Fletch cucina…chi lo sapeva?
Dopo quasi 30 anni possiamo godere di questa reunion, che ci fa pensare “cosa bolle in pentola?”. Loro amano stupirci 🙂
Vince Clarke, Martin Gore, Dave Gahan e Andy Fletcher, hanno cenato e hanno parlato di lavoro, da quanto si capisce dalla foto che ritrae il quartetto affaccendato con fogli e quaderni.
Forse il nuovo album dei Depeche Mode vedrà la collaborazione di Clarke? e chi lo sa?! Non ci resta che attendere pazientosi la prossima puntata 🙂
Per le foto si ringrazia la preziosissima Tonya Hurley.


Dave Gahan e Rich Machin parlano con Sam Spokony del nuovo album ‘The Light the Dead See’

Il front man dei Depeche Mode, Dave Gahan, e il partner degli agnostici spirituali Soulsavers, Rich Machin, parlano con Sam Spokony del loro nuovo album.

Il brano di apertura di “The Light the Dead See“, il nuovo album dei Soulsavers in cui Dave Gahan ne è l’ospite vocale, è una breve introduzione musicale che somiglia a qualcosa di epico alla Spaghetti Western. Una distorta e solitaria chitarra stile Morricone, ci conduce, con elevata intensità strumentale, al punto di rendere viva l’immagine di Gahan mentre aspetta in silenzio la resa dei conti (stile mezzogiorno di fuoco per intenderci). Il brano è appassionato e un pò triste, ma con una resistenza pura ed incisiva, come il resto dell’album.

Gahan, che di recente ha compiuto 50 anni, si adatta piuttosto bene alle sfide. Dopo oltre 30 anni e 12 album con i Depeche Mode (e un imminente 13°), con una carriera segnata dalla tensione artistica, la tossicodipendenza che lo ha portato quasi alla morte, Gahan ha avuto modo di affrontare la vita sotto diverse prospettive. Dopo un attacco di gastrointerite durante il tour del 2009, che ha portato alla rimozine chirurgica di un tumore, innescando non pochi dubbi da parte dei fans su un suo impotetico ritorno, possiamo giustamente dire che Gahan si è guadagnato il diritto di essere definito un performer resiliente.

Come Martin Gore, collega e membro dei Depeche Mode, ha detto di essere rinvigorito dopo il suo recente progetto (VCMG, in partnership con Vince Clarke ex DM), anche Gahan sembra abbia guadagnato molto dopo la collaborazione con l’eclettico duo dei Soulsavers. “The Light the Dead See“, pubblicato dalla Cooperative Music il prossimo 21 maggio, rappresenta una nuova direzione di esplorazione per Gahan in seguito a due precedenti lavori da solista, Paper Monsters nel 2003 e Hourglass nel 2007. Va diritto alle emozioni, è di grande portata, riesce ad incorporare influenze condivise e punti di forza individuali in 12 potenti tracce.

Essenzialmente nulla di nuovo per i Soulsavers, composti da Rich Machin e Ian Glover, che hanno lavorato con un organico di alto profilo negli ultimi 10 anni, ospitando cantanti come: Mark Lanegan, Gibby Hanes e Jason Pierce. I loro arrangiamenti complessi, che impiegano strati di strumentazione inaspettata e un ampia gamma dinamica, hanno permesso ai Soulsavers di adattarsi con successo in entrambi i casi, compreso il loro ultimo lavoro. Ma “The Light the Dead See” potrebbe aver avuto un nuovo e differente effetto catartico su Machin e Glover come su Gahan, data l’apparente connessione creativa tra loro, che gli ha permesso di lavorare a questo album.

Abbiamo avuto la possibilità di sederci con Gahan e Machin in un hotel sulla Lower East Side di Manhattan, e il legame artistico sviluppato tra i due era palpabile. Anche se provengono da due ambienti diversi (Gahan vive a New York dal 1997 mentre Machin proviene dal Regno Unito), i due si guardavano a colloquiavano come buoni amici, piuttosto che come una coppia di artisti di livello. Sembravano a loro agio, e quella sensazione di libertà, da parte di Gahan, con la capacità di rilassarsi ed esprimere se stesso, sembrava davvero fare la differenza.

Forse le origini di questo progetto hanno a che fare con il tempo trascorso insieme, quando i Depeche Mode hanno avuto i Soulsavers come spalla nelle date europee di TOTU nel 2009?
RM: «Si, non riesco ad immaginare un altra occasione in cui sarebbe potuto accadere.»
DG: «Esattamente, non avremmo mai avuto quella conversazione altrimenti. Voglio dire, io sono fan dei Soulsavers, seguo loro e Mark Lanegan e fu lui inizialmente ad introdurmi nella loro musica. E poi l’occasione di parlarne avvenne proprio durante il tour con la mia band.»

C’è un senso di fandom recipro?
RM: «C’è stato un periodo molto particolare della mia vita in cui i Depeche Mode hanno avuto una certa influenza. Quando uscì “Violator“, avevo 14 anni. Mentre quando uscì “Songs of Faith and Devotion” lavoravo in un negozio di dischi durante il fine settimana. Quel periodo fu il momento in cui i miei gusti musicali presero forma e ancora oggi sono due dei miei dischi preferiti.»

Ai tempi in cui tu e Ian Glover avete iniziato ad esibirvi come Soulsavers, hai mai immaginato una collaborazione del genere o era uno dei tuoi obbiettivi?
RM: [ride] «Forse questo non gioca a mio favore, ma non ho mai avuto un obiettivo. Purtroppo è stato sempre così e per questo motivo i miei insegnanti scolastici mi hanno sempre criticato. Non ho mai avuto obiettivi nella vita.»

Una volta consolidamenta la vostra relationship, c’è stato qualcosa di simile ad un obiettivo da realizzare con questo progetto?
RM: «E ‘stata un’esperienza molto naturale. Non abbiamo deciso sin da subito di fare un disco, abbiamo pensato che sarebbe stato bello provare alcune cose e vedere il risultato. Ed è accaduto qualcosa di molto positivo. Abbiamo avuto una sintonia immediata.»
DG: «Probabilmente uno dei motivi più importanti è stato il fatto di non aver stabilito un piano, questo ha funzionato. Percepivamo le stesse sensazioni. Questo è il tipo di chimica difficile da creare.»

Martin Gore e Vince Clarke hanno recentemente collaborato al loro progetto VCMG, ma Gore ha detto che non c’era stato alcun contatto reale durante questo processo. Qual è stato il vostro processo giornaliero?
DG: «Beh, conoscendoli entrambi, è stato molto diverso [ride]. Con questo non voglio parlarne in modo negativo, in più il loro era un progetto elettronico. Ho ascoltato un paio di brani dal loro lavoro, ma credo sia un settore completamente diverso.
Probabilmente Vince stava inizialmente lavorando su alcune cose, voleva determinate melodie etc… così ha contattato Martin che in quel periodo non aveva impegni, così ha contribuito a questo progetto. Negli ultimi cinque anni, o giù di lì, ho notato un grande cambiamento in Martin. E’ molto più aperto a provare cose diverse non necessariamente legate al percorso abituale. In realtà ne sono rimasto sorpreso. Ma per me e Rich è stata una cosa totalmente diversa.»

Dopo la registrazione dell’album, ci hai detto che è stato molto appagante per te perchè non hai dovuto rispettare nessun tipo di pianificazione rigida, rispetto a ciò che è con i Depeche Mode.
DG: «Qui è necessario. E’ necessario soprattutto in una band con la quale si lavora da molto tempo. Bisogna creare un ambiente interessante per lavorare al meglio. Non sai mai quale sarà il risultato anche se ci sono elementi già collocati e abitudini difficili da rompere. Ogniuno ha il suo ruolo.»

Per quanto riguarda i Soulsavers, mi chiedo se ci si sente più vicini a qualcosa in continua evoluzione, nel senso che ogni disco si presenta con una nuova dinamica.
RM: «Beh, questo è quello che mi serve [ride]. Ho bisogno di emozioni e cambiamenti, per tenermi interessato. Per me, impegnarsi in un nuovo disco, è un progetto che richiede molto tempo, è così drenante! Per farlo devi rinunciare a gran parte della tua vita.»
DG: «E alcune parti della tua vita molto spesso ne risentono [ride] Credo di non aver mai scritto canzoni migliori di queste, ne interpretato un brano che permettesse di estendermi sia come cantante che come musicista. Ogni aspetto delle cose che faccio, è frutto delle scelte prese seguendo il cuore anzichè la testa, anche se esse comportano dei rischi.»

Su “The Light the Dead See” c’è un brano che mi ha davvero colpito, “Presence of God” e il modo in cui mette il risalto un profondo senso di religiosità e spiritualità immaginaria. E’ una passione che condividete per questa tipologia di concetti? Perchè, anche se pesante, è una canzone semplice e chiara.
DG: «Beh, è molto semplice e diretto ma al tempo stesso di ispirazione, per via della complessita musicale. L’intensità visiva che ho sentito, l’emozione che ho preso dalla musica, è ciò che l’ha ispirata. Gli accordi che Rich ha suonato mi hanno portato a scrivere quelle parole. Quando questo accade, non puoi far altro che lasciarti andare e aprirti totalmente. Non c’è nessun motivo razionale per questo accadimento.»

Detto questo, avverti un qualche cambiamento in te stesso, come caratterizzato da un senso di spiritualità nella tua scrittura?
DG: «Si, assolutamente. Tutto ciò che accadeva mentre scrivevamo insieme, era come aggiungere un altro pezzo al puzzle, e tutto questo è accaduto durante l’anno e mezzo in cui abbiamo lavorato. Per me è difficle ammettere che qualcosa mi fa star bene, perchè mi preoccupo che questa possa scomparire molto rapidamente [ride] e sento di aver sempre lottato per questa cosa.»

Quindi la ricerca di soddisfazione spirituale ha caratterizzato la vostra unione.
DG: «Mi piace che questo ti mette a disagio [ride], mette a disagio anche me.»

La spiritualità mette le persone a disagio.
DG: Beh, quando qualcuno ne parla, si, quando fai circolare la parola di Dio da ogni parte… è per questo che lo faccio.»

Quindi è perchè questo mette le persone a disagio?
DG: «Beh, non perchè mette le persone a disagio, ma perchè mette me a disagio. Mi sento a disagio quando provo ad accettare che c’è qualcosa di più grande di me. Non sto dicendo che sia Dio, o qualcosiasi altra cosa, ma i poteri che sono dell’universo.»

Rich, come descriveresti il potere dell’universo?
RM: «Non saprei [ride]. Le persone non vedono la linea che divide spiritualità e religione. Sono cose completamente differenti.»

Andate in chiesa ogni Domenica
DG: «Non mi troverai mai in nessuna chiesa [ride]»
RM: «Ho un sacco di problemi con queste cose, anche se mi pongo molte domande che non credo avranno mai risposta.»

Dave, come residente in America, sono sicuro che avrai riso molto riguardo le candidature repubblicane presidenziali di quest’anno, quando hanno iniziato a parlare di Dio.
DG: «Trovo che sia molto divertente [ride]. Voglio dire, è comico, se lo vediamo come una sorta di South Park. Sono come i personaggi di South Park, o no!? Ammettiamolo. Jon Stewart non avrebbe potuto avere materiale migliore, per il suo show. Sai, viviamo in un mondo strano, non trovi? Tutti sappiamo che si tratta solo di un mucchio di stronzate. L’unica cosa che mi motiva da sempre è la musica. In tutta la mia vita è l’unica cosa alla quale mi sono potuto aggrappare. Ha il potere di trascinarmi fuori da quei luoghi da cui molte persone non sono in grado di strisciare fuori. Tutte queste canzoni, provengono da un luogo profondo.»

Parlando di strisciar fuori, pensi ancora al tuo passato, non solo agli stupefacenti, ma alla malattia che hai avuto un paio di anni fa?
DG: «Beh, è la natura della vita. Sono cose che succedono, a volte sono autoinflitte e a volte non hai nessun potere su di loro.»

Avverti un senso di vulnerabilità che prima non avevi?
DG: «Sento un forte senso di gratitudine per ciò che ho, e per ciò che non ho. E’ qualcosa che a 30 anni non avevo.»

Rich, c’è un comune denominatore tra i diversi cantanti ospiti con i quali avete lavorato in passato – Mark Lanegan, Gibby Haynes, Jason Pierce, e ora Dave – hanno avuto problemi di droga. C’è una ragione per cui, questi ragazzi, usciti dalle stesse epserienze, avrebbero gravitato verso i Soulsavers?
RM: «No, non credo sia una cosa cosciente per loro.»
DG: «Non va così, oh, domani penso che diventerò un drogato. Non si inizia così dall’oggi al domani. E’ un senso di disagio nei confronti della vita e di se stessi. Tutti abbiamo dei problemi e siamo sempre alla ricerca di soluzioni.»

Riguardo “The Light The Dead See”, insieme al senso di spiritualità, ho avvertito una sorta di resilienza emotiva e di sfida.
DG: «Questa è un ottima descrizione. L’ho descritto nel modo migliore che ho potuto. C’è sempre una sfida, e questo è il suo lato rock & roll. Le regole sono queste e non dovresti mai infrangerle. Questa è una cosa per la quale ho sempre lottato. So cosa è bene per me, cosa che ho troppo ignorato [ride]»

Quei sentimenti di sfida sono stati la continuazione del tuo lavoro in passato come solista, o trattasi di nuova esperienza?
DG: «Entrambe le cose. E’ stata senza dubbio una nuova esperienza, l’ho sentita come l’opera più esaltante a cui abbia mai preso parte. So che molte canzoni vengono da un percorso buio e lunatico, ma è stata un esperienza davvero esaltante. Sono me stesso nelle canzoni e, alla fine della giornata, mi sentivo onesto verso ciò che stavo facendo, nelle melodie e in tutto l’insieme. Non c’è nulla che non mi piace a questo proposito.»

Rich, riguardo al lavoro fatto in passato con i Soulsavers, ti sei sentito allo stesso modo?
RM: «Si, completamente, anche se stò ancora imparando. Ho imparato molto dalle persone che hanno lavorato con noi in passato.»

Non puoi far altro che godertela finchè dura.
DG: «Esatto. E’ tutto quello che puoi fare. Siamo qui adesso, questo mi fa star bene e a volte è necessario rendersi conto di quale grande privilegio sia. Quando sei un musicista, è facile perdere la gioia delle piccole cose. Nessuno lo capisce. Le case discografice, i manager, e tutti coloro che lavorano per curare l’aspetto commerciale, non possono capirti, non possono entrarci con la testa. Non importa che si tratti dei Metallica o dei Soulsavers, loro hanno la stessa idea su tutto.»

Possiamo aspettarci un altro lavoro da voi in futuro?
DG: «Non vedo perchè no!»

Sempre nella massima libertà, nessun piano, nessun progetto.
DG: «Forse un giorno di questi, Rich potrebbe inviarmi qualcosa. Ma non so come reagirò, non si può mai dire, non vedo perchè no. Prima di questo progetto, ero in un periodo di estrema stanchezza, la band, il disco, il tour. Ho pensato che non ero pronto a intraprendere nulla. Ho pensato anche che, data la mia vulnerabilità, causa stanchezza, non fossi in grado di scrivere nulla di grandioso. Non mi sentivo pronto, ma alla fine ho trovato l’ispirazione e ho scritto.»

Una delle cose che mi colpì di Martin, riguardo il suo lavoro con Vince Clarke, fu il vigore che parte del progetto gli aveva donato.
DG: «Non ho mai sentito Martin parlare in questo modo, ma è bello che si senta così e me ne sono accorto anche di recente, quando ci siamo visti. C’è stato sicuramente un cambiamento in Martin che lo porta ad affrontare il lavoro con maggiore entusiasmo. Per questo non vedeva l’ora di tornare in studio a scrivere, solitamente non è così [ride] Nessuno di noi lo dimostra, solitamente. Siamo molto inglesi [ride] E’ difficile da spiegare, viene sicuramente dalla nostra educazione.»

Questo progetto, che ti ha dato una certa libertà artistica, è stata una sorta di valvola di sfogo a livello personale?
DG: «Sicuramente. Forse non avrei avuto la voglia di correre in atudio così immediatamente, se non avessi avuto questa eseprienza. Negli ultimi 10-12 anni, considerando tutti i dischi fatti con la band, mi sono sempre tenuto impegnato facendo altre cose. Anche se non facevano parte del piano.»

Quindi Rich, Dave ti ha fatto fare un bel tour della città?
DG: «E’ stato qui tante di quelle volte… probabilmente lo fa meglio di me [ride] Non mi allontano molto spesso dal mio quartiere.»
RM: «Sono stato qui molte volte, non in questo quartiere che mi è sempre piaciuto molto.»

Ci sei abituato.
RM: «Non alloggio in questo hotel. E’ un quartiere molto grande, ma in realtà non esco più la notte. Cinque anni fà avrei amato questo posto.»
DG: «Si, è denso di party qui [ride]»
RM: «Ora trovo fastidiose le persone che mi tengono sveglio la notte [ride] Trovo più interessante uscire per una bella cena. Ma io amo New York!»

L’album è stato resgistrato a New York?
RM: «Ho perso traccia di tutti i luoghi nei quali abbiamo registrato questo disco… New York, Los Angeles, London, Berlin, Sydney…»

Si può dire che eravate praticamente in tour, mentre registravate questo album. Non hai bisogno neanche di un tour promozionale.
RM: «Questa è la cosa ironica, il processo era talmente grande che abbiamo finito per registrare i vari posti.»

Che effetto hanno cose del genere sul prodotto finale?
RM: «Cerchiamo di seguire il suono migliore. Sai, quando un suono non è perfetto, si cerca sempre di renderlo migliore. Bisogna cogliere l’attimo e il tipo di attegiamento giusto per certe cose, ed è stato un processo davvero incredibile.»

Qual’è il ricordo più bello legato al processo di registrazione?
RM: «Gli strumenti a corda. Li ho registrati al Sunset Sound (a Los Angeles), nella sala live. Ho avuto un momento molto bello mentre ero lì, perchè proprio in quella sala fu registrato “Pet Sounds» (dei Beach Boys).
DG: «Aspetto sempre qualcuno che bussi sulla mia spalla dicendo “Hey il concerto è iniziato!” [ride] e devo darmi dei pizzicotti. Ho avuto questa esperienza in alcuni concerti, quando ti ritrovi sullo stesso palco, a Philadelphia, dove David Bowie ha registrato un album live, o al Madison Square Garden.»

Ci saranno live show che vi vedranno protagonisti insieme?
DG: «Guarda, come ho già detto, credo che questo sia l’inizio di qualcosa, e sono piuttosto sicuro che in futuro faremo altre cose insieme.»

I fan di “The Light the Dead Sea” non resteranno delusi.
DG: «Non lo penso affatto. Penso che sarà un album che farà molto parlare.»

a cura di Sam Spokony per The Quietus


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Ascolta in inteprima la versione integrale di “The Light The Dead See” dei Soulsavers con Dave Gahan

Qualche giorno fà, sul canale ufficiale YouTube dei Soulsavers, è apparso il primo trailer per il lancio del nuovo album “The Light The Dead See” con Dave Gahan voce e testi.

 

L’album, in uscita il 21 maggio, è da oggi disponibile per l’alscolto integrale qui.


Happy 50th Birthday Dave Gahan!

Oggi uno dei più grandi frontman di tutti i tempi festeggia 50 primavere!

Dave Gahan, voce dei Depeche Mode, spegne 50 candeline e noi di Depeche Mode e Dintorni non possiamo che fargli i nostri più cari auguri di buon compleanno.  Che Dio ti benedica Dave!

Vi ricordiamo inoltre che i Depeche Mode riprenderanno la sessione di registrazione a giugno. Il nuovo album sarà probabilmente disponibile entro la fine del 2012 e, come Gahan ha rivelato recentemente, il tour partirà nel 2013.
Un altro pregetto molto importante è il nuovo album dei Soulsavers in cui Gahan ha collaborato nella scrittura e l’interpretazione dei brani . L’album “The Light The Dead See” uscira il prossimo 21 maggio.


Soulsavers Dave Gahan: “come compositore, sto iniziando a sentire un senso di libertà”

“Soulsavers” Rich Machin e Dave Gahan foto di Steve Gulllick

Sin dal 2000, il duo inglese ‘Soulsavers‘ ha riunito diversi stili musicali fondendo l’elettronica con il country e il rock. Negli anni, Rich Machin e Ian Glover, si sono avvalsi della collaborazione vocale di professionisti come Mark Lanegan, Jason Pierce e Will Oldham, ospiti d’eccezione negli album dei Soulsavers.
Questa combinazione nelle scelte, prosegue e si estende tutt’ora nel quarto album della band. Il blues e le tinte gospel di “The Light the Dead See” hanno come protagonista il cantante dei Depeche Mode, Dave Gahan, ricoprendo il ruolo di cantante e compositore.
Di recente, SPIN Magazine ha incontrato Gahan e Machin a Manhattan per discutere del nuovo album, di come fare musica pur non avendo un ordine del giorno e gli inaspettati benefici ottenuti lavorando in luoghi separati.

Soulsavers come band di supporto ai Depeche Mode nel tour del 2009. E’ in questa occasione che avete iniziato a parlare di collaborazione?
Gahan: «Molto spesso, quando sei in tour con altre band, ci si ritrova a parlare di progetti insieme e cose di questo genere. A prescindere nelle notti di festa. Non ne viene mai fuori nulla. Questa volta invece è successo, non c’era fretta.»
Machin: «Penso che questo sia un modo positivo per entrambi. Mi trovavo nella situazione in cui non ero del tutto sicuro di voler fare un altro disco. Ma, quasi subito, Dave mi dato l’ispirazione. Mi sono focalizzato su un paio di brani ai quali stavamo lavorando.»

Pensi che questa libertà vi sia stata di aiuto? Vi siete sentiti in grado di esplorare determinate aree?
Gahan: «A volte, quando hai un progetto, sei nella posizione in cui devi soddisfare determinate aspettative. Noi non lo abbiamo fatto. Quando le cose hanno iniziato a prendere forma, ho capito che molte di esse venivano fuori dal mio passato. Odio dirlo, ma quando si invecchia le priorità cambiano. La gioia di fare musica è molto più evidente adesso di allora, quando la band era al culmine delle vendite e dei tour mondiali. E’ stato fantastico, ma non sono sicuro di essere stato realmente in contatto con ciò che stava accadendo musicalmente.»

State già mettendo in commercio idee musicali. Perchè pensate di essere pronti a tornare così in fretta?
Machin: «Questa è una situazione piuttosto insolita. Normalmente, appena ho finito un disco, non faccio nulla per un pò. Non mi era mai capitato prima d’ora… più facevamo le cose più esse andavano bene.»
Gahan: «Abbiamo fatto un grande album insieme, potremmo ripetere l’esperienza? Chi lo sa? Ma quando guardo indietro mi rendo conto che ho suonato questo album più di qualsiasi altra cosa fatta in precedenza. Non so il motivo… penso sia perchè sono sorpreso.»

Cosa intendi?
Gahan: «Penso che lavorare con Rich mi ha portato fuori dalla mia “zona confort”. Per me è facile dire: ‘No, non voglio farlo. Questo è quello che sono, questo è quello che faccio, questo è il mio modo di cantare, questo è il genere di canzoni che scrivo’. Non potevo farlo. Questa è una cosa positiva.»

Questo album è stilisticamente un punto di partenza per entrambi. Pensate che lo sia?
Machin: «A questo punto credo sia stata una progessione naturale maturata dagli album precedenti. Ho imparato il mio mestiere e, in questo disco, ho avuto la possibilità di fare un sacco di cose che avrei voluto fare in passato, ma non potevo.»
Gahan: «Potrei ripetere esattamente quanto Rich ha appena detto. Nel mio caso, come compositore, sto iniziando a sentire un senso di libertà. Questa musica mi ha permesso di scrivere istintivamente.»

Avete registrato questo album in locations completamente differenti. Come si è svolto il processo?
Machin: «Quello che ho fatto è stato inviare una demo molto semplice, tutto fatto su un computer portatile. Giusto per dare struttura.»
Gahan: «Tutto ciò che Rich mi ha inviato, una parola o qualsiasi altra cosa, è rimasta nella mia mente. Ho scritto come se stessi impostando una scena. Poi ho rispedito il materiale a Rich e mi ha detto ‘Okay, ho capito quello che stai facendo, ma devo cambiare alcune cose… devo fare questo, devo fare quello’ Questo è stata la nostra modalità lavorativa.»
Machin: «Mi piace questo modo di fare, è come se stessi ascoltando il disco di qualcun altro.»
Gahan: «Chissà se trovandoci nella stessa stanza saremo stati in grado si mostrare alcune vulnerabilità. Non c’era alcuna pressione.»

Cosa accadrà in seguito?
Gahan: «Penso che ciò che avverrà dopo sarà come il processo precedente. Penso che se abbiamo lo stesso approccio, le cose accadranno da sole, come dovrebbe essere.»
Machin: «Non posso lamentarmi dei risultati.»

a cura di Bryan Hood

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Cosa preferisce, cosa non ama e in che modo si commuove Dave Gahan? In questa intervista tutte le risposte

Ironizza sulla morte, si commuove guardando un film e non ama i parchi divertimento.

Per trascorrere il tempo libero Dave Gahan preferisce leggere sdraiato al sole. E poi ci sono le attività ricreative che sua figlia Stella apprezza molto più di lui, ad esempio una gita a Disney World in Florida, dove Dave ha trascorso un lungo weekend prima di rilasciare questa intervista agli inizi di marzo.
«Non è il mio genere» dice con una risata «Sono tutti troppo felici per i miei gusti. Trovo veramente triste il fatto di dover essere forzatamente felici tutto il tempo. Tutte queste persone in costume, sapete bene che loro in realtà odiano i loro costumi. Danno l’impressione di ricorrere all’uso del Botox per poter sorridere in quel modo tutto il giorno. Penso in continuazione a qualcosa di poco carino da fare pur di togliere quel sorriso dai loro volti. Ma per nostra figlia è stato tutto fantastico. Compirà 13 anni a luglio, essendo abbastanza giovane riesce ancora a divertirsi in un luogo come quello»

Dave Gahan diventa sospettoso quando le persone sono troppo felici.
«Mia moglie mi ha fatto notare, in un paio di occasioni, che abbiamo fatto questo viaggio non per me ma per i bambini e quindi dovevo smetterla di lamentarmi in continuazione. Naturalmente aveva ragione, come al solito»

Dave Gahan, che compirà 50 anni il prossimo 9 maggio con l’intenzione di non festeggiare, appare di ottimo umore mentre incontra i giornalisti abbigliato in jeans e t-shirt al Rivington Hotel situato nel Lower East Side quartiere alla moda di Manhattan. Così l’incontro con Dave in questo Hotel nasce con lo scopo di promuovere il nuovo album dei SoulsaversThe Light The Dead See” dove Rich Machin ha scritto la musica e Dave i testi.
Ciò che spicca in modo molto positivo da questo album è la particolare atmosfera che gli stessi autori non riescono ad esprimere a parole. Può essere descritto orchestrale per la sua intensità, ma anche malinconico.

Come sempre, quando Dave scrive, è coinvolto dal suo buon umore, dai lati oscuri e dal desiderio di pace che ha dentro di se. In brani come “Take Me Back Home” o “Just Try”, parla molto chiaramente del suo luogo di appartenenza.
«Quando mi relaziono così tanto mi sento quasi a disagio perchè è tutto così vero e reale. Sapendo di avere una “casa”, avendo un forte senso di apparteneza e il fatto che tu sei importante per gli altri, ci si sente incredibilmente bene. Vogliamo comunicare con gli altri, vogliamo vivere a contatto con le persone e fare cose che abbiano un significato. Per me è importante ora che la mia vita è un successo, e per la maggior parte della mia vita questo non era possibile»

Come tutti sappiamo, il front man dei Depeche Mode ha avuto dei periodi molto difficili. Droga, alcol e una forte insicurezza. Oggi è pulito, sobrio e abbastanza in pace con se stesso.
«Le tentazioni probabilmente non scompariranno mai definitivamente ma si indeboliscono. Presumibilmente è stata mia moglie Jennifer a trattenere la mia follia. Sono molto fortunato ad essere circondato da queste persone e mi rendo conto di come avrei potuto facilmente distruggere tutto. Ricordo che alcuni giorni fà stavamo discutendo per delle banalità e per un attimo ho pensato ‘cosa accadrebbe se non rispondessi, se lasciassi la stanza?’ è stata una tentazione molto forte. Lei odia quando smetto di parlare, tutte le donne odiano una attegiamento così. Per fortuna alla fine della serata tutto è tornato alla normalità»

Dopo il tour del 2010, Gahan si è goduto un pò di relax e di privacy sfidato dal “do-nothing” (non far nulla).
«Torni a casa e chiedi a tua moglie ‘Tesoro cosa faccio oggi? qual’è il piano?’ Questo perchè si è abituati ad avere un pezzo di carta con il programma della giornata che ogni mattina ti ritrovi sotto la porta della tua camera in hotel. Quindi lei mi dice ‘Come faccio a saperlo?’ Poi mi guarda in modo brusco e dice ‘Puoi andare a fare shopping e dopo potresti andare a prendere nostra figlia a danza’.  Questo è il mio mondo reale che, anche se amo il palcoscenico al punto di non volermo mai abbandonare per molto tempo, è molto importante per me»

Ma poi ha telefonato Rich Machin (si erano già incontrati in occasione di TOTU dove i Soulsavers fecero da apertura in diverse date europee dei Depeche Mode) e ha convinto Dave a collaborare. Tra l’altro Martin aveva appena iniziato la sua collaborazione con Vince Clarke nel progetto VCMG.
«Siamo partiti con un programma molto semplice… lavoriamo e vediamo cosa ne viene fuori. Quando abbiamo raggiunto i 4/5 brani, ci siamo resi conto che le cose man mano andavano sempre meglio e allo stesso tempo il nostro rapporto lavorativo diventava sempre più stretto e fiducioso»

Cosa ha spinto Dave a questa cooperazione?
«La motivazione che mi ha spinto a questa collaborazione» dice Dave «era il desiderio di lasciarmi sorprendere. Con i Depeche Mode conosciamo già tutte le procedure, anche se cerchiamo sempre di rompere la routine. Il lavoro con i Soulsavers era un nuovo territorio»

Parlando del nuovo album dei Depeche Mode Dave dice
«Martin ha scritto diversi brani alcuni veramente eccezionali» spesso si lavora su anche durante l’estate «sfidiamo il tempo e ci rifiutiamo di ristagnare. Martin colleziona molti strumenti, alcuni dei quali userà certamente per la prima volta. Cambiamo continuamente, lavoriamo con persone nuove e nuove idee. Quando un giorno tutto questo non sarà più possibile allora vorrà dire che non ci saranno più i Depeche Mode. Il torpore creativo sarebbe la nostra morte»

Vale la pena accennare il fatto che, già clinicamente morto dopo un overdose anni fà, a Dave è stato diagnosticato un tumore alla vescica nel 2009.
«Il tumore» dice «mi è stato riscontrato presto e non ha più un ruolo nella mia vita. Ho sempre avuto molta fortuna quando si trattava di non morire»
Vuoi dire che, vista la tua esperienza, non ti lasci spaventare dal cancro?
«Questa è una bella osservazione. Potresti dirmi ‘Dave stai per morire’ e io probabilmente risponderei ‘Va bene, aspetterò fino a domani quando sarà il momento stabilito’ (sorride) Ma credimi ho avuto un momento in cui tardivamente mi sono fatto prendere dal panico… soprattutto quando mi capita di guardare un film dove c’è qualcuno che muore… i film stile Lassie mi portano regolarmente alle lacrime»

Intervista a cura di Sonic Seducer

Per ascoltare in anteprima i 12 brani contenuti in “The Light The Dead Seequi

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Dave Gahan parla del prossimo album dei Depeche Mode “siamo pronti a rientrare in studio” – guarda la video intervista

Nella seconda parte della video intervista pubblicata da Rolling Stone, Dave Gahan afferma che i Depeche Mode sono pronti a registrare il nuovo album. La produzione è stata affidata a Ben Hillier ma Dave dice anche che il nuovo album avrà una responsabilità di produzione maggiore e molto più intensificata, rispetto ai loro precedenti LP, e che di questo potrebbe benissimo occuparsene Martin. «Abbiamo circa 20 demo e inizieremo a registrare a fine mese» dice Gahan «E’ un processo molto diverso a quello del passato. Si è circondarti da persone interessanti, si è ispirati da persone che ti invogliano a trasformare le tue canzoni in qualcosa di differente, perchè non c’è nulla di più noioso che andare in studio e, prevedibilmente, sapere già cosa accadrà».


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Dave Gahan e Depeche Mode: le 100 migliori copertine di Rolling Stone Italia!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I primi 100 numeri di Rolling Stone – Vota la copertina migliore! Dave Gahan e Depeche Mode in due numeri di Rolling Stone Italia.

 

Dave Gahan N.48 – Ottobre 2007 VOTATE QUESTA COPERTINA
Rolling Stone Italia dedica a Dave Gahan la copertina del numero di ottobre 2007. In questa occasione, Dave rilascia un intervista in cui parla della realizzazione del suo secondo album solista “Hourglass“.
Qui trovate l’intervista completa.

 

Depeche Mode n.68 – Giugno 2009 VOTATE QUESTA COPERTINA
In questa occasione, Rolling Stone Italia annuncia le prime due date italiane del  “Tour Of The Universe” tenutesi a Roma – 16 giugno e Milano – 18 giugno. Lo scatto che poi regnerà sulla copertina N. 68, fu un esclusiva mondiale per Rolling Stone Italia che raggiunse la band a Londra per immortalarla in tutto il suo spendore… unico come  Martin Gore, Dave Gahan e Andrew Fletcher.

 

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L’immenso cuore benefico chiamato Depeche Mode!

L’immenso cuore benefico dei Depeche Mode con “Vintners Foundation” in occasione dell’American Riviera Wine asta benefica a supporto di “Direct Relief International”.

Lo scorso 11 febbraio 2012, al Coral Casino Beach Club del Four Seasons Biltmore Resort di Montecito –  CA, la Vintners Foundation di Santa Barbara, ha ospitato la settima biennale dell’asta benefica “American Riviera Wine” a supporto della “Direct Relief International” un organizzazione non-profit con sede a Santa Barbara, in California, che si concentra sul miglioramento della qualità della vita, portando medicine e forniture per quelle strutture sanitarie locali (in tutto il mondo) che necessitano di aiuto.

Prodotti eccellenti e di gran lusso messi a disposizione del miglior offerente.

In passato l’asta del vino è stato un evento firmato dalla comunità vinicola di Santa Barbara, che costituisce la più grande industria della regione.
Negli ultimi 10 anni Vintners Foundation, ha donato più di $1,2 milioni alla Direct Relief che ha sfruttato più di $34 milioni in assistenza medica.

Questa piccola parentesi introduttiva era inevitabile al fine di farvi conoscere questo evento di beneficenza molto importante.
I Depeche Mode non sono nuovi nel fronte beneficenza, ricorderete sicuramente uno dei loro contributi più recenti al Royal Albert Hall di Londra il 17 febbraio 2010 dove, in occasione del Teenage Cancer Trust, si esibirono in uno show spettacolare.
Anche in questa occasione sono presenti… i nostri Depeche Mode, Dave Gahan, Martin Gore ed Andrew Fletcher, hanno dato il loro contributo fornendo un pacchetto davvero allettante per tutti i fans.
A presenziare la serata Martin Gore in un giacca e cravatta davvero inconsueto ma d’effetto, come vedete dalla foto qui sopra.


Il pacchetto Depeche Mode darà la possibilità di vivere un esperienza davvero irripetibile, il sogno di tutta una vita si realizzerà per un fortunato fan della band che ha ispirato generazioni di band in tutto il mondo. Vivrete la loro musica come non avete mai fatto. Dietro le quinte. Da vicino e in prima persona. In studio e in viaggio.
Questo è il gruppo noto come la band più popolare e di successo nella storia della musica elettronica. Hanno venduto oltre 100 milioni di album e singoli in tutto il mondo e hanno avuto dodici-Top 10 album nel Regno Unito. Con una storia iniziata oltre 30 anni fa in Essex, in Inghilterra, i Depeche Mode, oggi, continuano ad influenzare il mondo. Ora avete l’occasione di poter andare dietro le quinte e scoprire il perché.
Voi e il vostro ospite potrete unirvi ai Depeche Mode nel loro studio di Santa Barbara per un giorno intero (nel 2012) e assistere così alla fase di registrazione del loro prossimo album che diventerà certamente leggendario.
Potrete, inoltre, vivere un esperienza d’alto livello unendovi, per una tappa, alla band durante il loro prossimo tour in un viaggio da vere rock star. Voi e il vostro ospite potrete infatti salire sul jet privato dei Depeche Mode e viaggiare con loro.
Chiuderete questa esperienza incredibile con due posti a sedere davvero particolari in una delle tappe del loro prossimo tour.

  Il vincitore e (1) ospite si unirà ai Depeche Mode nel loro studio di Santa Barbara per assistere alla registrazione del loro prossimo album.
  Il vincitore e (1) ospite potranno viaggiare con la band a bordo del loro jet privato durante il tour
  Due (2) posti incredibili al concerto nelle città selezionate.
Due (2) passes backstage del concerto nelle città selezionate.

Non saranno inclusi voli privati e tappe differenti da quelle sopra elencate. Il pernottamento e la sistemazione negli alberghi non è inclusa. La data per la visita degli studi di registrazione dovrà attenersi a quella accordata. Le date del concerto non dovranno avere una finalità di stampa.
Per gentile concessione di Martin Gore e Depeche Mode

Qui  la presentazione ufficiale dell’evento

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Dave Gahan e Jennifer Sklias-Gahan alla prima di W.E.

La prima di “Edward e Wallis” in origine W.E., secondo lavoro da regista di Madonna, ha visto la partecipazioni di molti volti noti accorsi al Museum of Modern Art di New York City lo scorso 4 Dicembre.
A grande sorpresa spicca il nostro Dave in gran forma accanto a sua moglie Jennifer Sklias.
Godetevi le immagini! 🙂

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Dave Gahan su BBC6

Venerdì 7 ottobre 2011 alle 4.00 (3.00 am-BST) Dave Gahan ai microfoni della BBC6 music nel programma “My Top Ten” condotto da Andy Peebles.
Dave parlerà della sua vita, del suo lavoro e delle sue preferenze musicali.

Qui per la diretta radio


Una cover-version dei Depeche Mode, Patti Smith, Jack White e altri per il 20esimo anniversario di “Achtung Baby” degli U2

Il caro zio Fletch lo aveva accennato con un velo di mistero… Ed ecco che finalmente la notizia balza sui siti/blog di musica – anni 80 e non – più cliccati. Solo 3 parole – Depeche ModecoverU2 –  Fatto il mio solito balzo dalla sedia dopo aver letto queste tre parole, bevo il mio solito tè pomeridiano e mi precipito a far visita al mio fedele amico e ricercatore infallibile “Google”. Ebbene si, i Depeche Mode in una cover degli U2. Si tratta di “So Cruel” brano presente nell’album “Achtung Baby” 7° lavoro in studio della band irlandese. Prodotto da Daniel Lanois e Brian Eno, l’album fu pubblicato il 19 novembre 1991 su etichetta Island Records.
Pensate che, e lo dico a chi non sa questi particolari, gli U2 iniziarono a lavorare “Achtung Baby” negli Hansa Studios di Berlino nell’ottobre del 90 completando il loro lavoro a Dublino nel 1991. “Achtung Baby” ha venduto la bellezza di 18 milioni di copie in tutto il mondo!
Ma tornando al caro zio Fletcher-one (se non fosse per la sua santa boccuccia british…) durante una recente conferenza stampa in Biellorussia dice “abbiamo appena finito di lavorare ad una cover degli U2 che uscirà a novembre“. Di seguito parte dell’intervista.

«Jack White per “Love Is Blindness“, Depeche Mode per “So Cruel“, Patti Smith per “Until the End of the World” e Damien Rice per “One“» svela Bono Vox, frontman degli U2, durante la conferenza stampa per la presentazione di “From the Sky Down” al Toronto International Film Festival. “Ogni volta che suono questo album mi accorgo solo delle cose che non vanno, ma quando sono altri artisti a suonarlo penso «è ottimo!!».
“So Cruel” verrà prodotto da Martin Gore, progettato da Sie Medway Smith e con il nostro Re di Cuori (il mio è tachicardico solo al pensiero) Dave Gahan alla voce.
Questo cover-album, commissionato dalla rivistra Inglese “Q“, onorerà il 20esimo anniversario di “Achtung Baby” e uscirà a Novembre in vari formati tra cui una “ueber deluxe edition” al costo di $660,19 (€297,99), una “Super Deluxe Edition”, “Vinyl Box Set”, “Deluxe Edition” e “Standard CD”.
Di seguito la versione originale di “So Cruel”.

Beh sono veramente curiosa di ascoltare la versione dei DM!


Just Can’t Get Enough: The Making Of Depeche Mode – un libro di Simon Spence

Questa che segue è l’intervista a Simon Spence autore del libro “Just Can’t Get Enough: The Making Of Depeche Mode” apparsa su www.echo-news.co.uk

Durante la sua adolescenza, negli anni 80, il giornalista musicale Simon Spence nutrì dentro di se un segreto imbarazzante.
C’era una band di Basildon tra le sue preferite, ma lui non ne parlava molto perchè a quei tempi, i Depeche Mode, non andavano molto di moda.
Decenni più tardi, Simon, non si fa scrupoli nell’essere fan dei Depeche Mode e come lui altre decine di milioni di persone al mondo. Non è necessario preoccuparsi di ciò che è cool quando si stà parlando di una delle band di maggior successo nella storia.
Con oltre 100 milioni di vendite, sono, sottolinea Simon, una tra le dieci band con più vendite di tutti i tempi. Il loro posto è saldo nella classifica degli “immortali della musica”. I loro concerti hanno attirato oltre 30 milioni di fans. Sono i più venduti nella storia delle band di musica elettronica.
Simon, reporter del NME (New Musical Express) e autore di libri narranti le scene musicali, si è ispirato alla storia dei Depeche Mode per il suo ultimo grande successo.
Esistono già altri libri che raccontano la vita dei Depeche Mode, tendendo a scremare la storia della band, riportando la solita cronologia di base.
Simon, a differenza, chiede e gradualmente risponde alle grandi domande.
Perchè proprio dall’Essex, negli anni settanta, emerge questa tipologia di suono così particolare? Quali sono state realmente le loro personalità? E come, questi personaggi, sono arrivati a fondersi fino a creare questa unità? Come hanno fatto ad emergere dal sud dell’Essex conquistando il mondo?
I metodi di Simon sono abbastanza esaustivi. Dirige delle importanti interviste intensive a dozzine di persone.
Simon ha avuto modo di poter parlare con alcune persone, dagli insegnanti alle ex fidanzate fino al produttore discografico statunitense Seymour Stein (con Richard Gottehrer fondano la Sire Records)
Gli unici a non voler rilasciare questa intervista furono gli stessi DM Dave Gahan, Martin Gore e Andrew Fletcher. Questo perchè le loro versioni erano già state rilasciate per altri precedenti libri legati alla band.
Mi è sembrato come se non fosse necessario parlare con loro” dice Simon “Ho affrontato la storia da altre angolazioni, e con mente aperta. Questa non è una biografia ufficiale“.
Durante la ricerca di Simon, è emerso un tema comune;  “la storia dei Depeche Mode è per il 70% una storia di Basildon” dice Simon.  “E’ stata un influenza fondamentale il fatto che siano cresciuti in una città a sua volta nuova e in evoluzione“.
Un altra presenza molto forte nella storia dei Depeche Mode è stato il ruolo della chiesa Metodista di San Paolo (St Paul’s Methodist Church) a Basildon, e il modo in cui è stato mescolato alla loro angoscia adolescenziale. I fans dela band riconoscono l’influenza della religione in canzoni come Personal Jesus.
Alcuni abitanti del sud dell’Essex hanno avuto la fortuna di poter “approcciare” con i componenti della band, apparentemente ancora dei semplici ragazzi di Basildon, senza rendersi conto che il futuro degli stessi si potesse rivelare di notevole importanza.
Persone come il fruttivendolo, alla stazione degli autobus di Basildon, che impiegò Dave Gahan al carrello della frutta e verdura, come fece tra l’altro anche con altri studenti del Southend College dove Dave si qualificò come vetrinista.
Più preoccupante l’approccio che ci fu con i magistrati che si occuparono di lui presso il tribunale dei minori dopo alcune incursioni di microcriminalità.
Gli insegnanti della Barstable e della St Nicholas schools, frequentate da Dave Gahan e Martin Gore.
Non da ultimo, i primi fans che seguirono i primi concerti della band nei vari pub e club dell’Essex, quando si chiamavano ancora  “No Romance in China”.
Simon è riuscito persino a scovare alcune copie di una fanzine locale sopravvissute a tutti questi anni.
Sono rimasto impressionato dal rispetto che molti artisti sperimentali moderni nutrono nei confronti della musica dei Depeche Mode” dice Simon
Simon Spence, in precedenza, ha scritto, grazie alla collaborazione di Andrew Loog Oldham (manager e produttore dei Rolling Stones negli anni 60) , due libri di grande successo “Stoned” e “2Stoned” che forniscono una folle panoramica del legendario periodo pop degli anni settanta.
Nel caso del libro dei Depeche Mode “c’è più musica e meno pazzie e buffonate” dice Simon “La cosa grandiosa dei Depeche Mode è che sono riusciti ad avere successo, in modo molto silenzioso, grazie alla qualità del loro lavoro“.
Non hanno mai fatto realmente parte della scena Londinese. Erano sempre sull’ultimo treno per tornare a Basildon“.
Nessuno è mai stato in grado di svelare il mistero: da dove è partito tutto? Simon pensa alla genialità di tre persone, tra cui Vince Clarke che impostò la band agli inizi della loro carriera.
I Depeche Mode e la loro celebrità decollarono nel 1981. “Hanno trovato un modo per rendere più popolare la musica sperimentale” dice Simon.
E’ insolito trovare due cantautori (Dave e Martin) convivere nello stesso contesto, per non parlare del fatto che entrambi siano cresciuti praticamente nella stessa strada della stessa città“.
Una delle immagini che rimarrano per sempre impresse nella mia mente risale ai tempi degli albori, quando facevano le prove in una stanza di fronte casa a Basildon“.
Non avevo ancora un pubblico…così disposero una fila di orsacchiotti di peluches e  suonarono per loro“.

Paperback: 320 pages
Publisher: Jawbone Press (September 1, 2011)
Language: English
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Dave Gahan ospite della WNYC Radio 02.06.2011

LA GIORNALISTA ANNUNCIA CHE L’ARGOMENTO DELLA TRASMISSIONE VERTE SUI GUSTI MUSICALI ALL’ETA’ DI QUATTORDICI ANNI E DICE CHE, SE GLI ASCOLTATORI AVEVANO QUATTORDICI ANNI NEGLI ANNI OTTANTA O ALL’INIZIO DELGLI ANNI NOVANTA E SE ALL’EPOCA PRIVILEGAVANO LA MUSICA ELETTRONICA, ERANO QUASI SICURAMENTE FANS DEI DEPECHE MODE.

GIORNALISTA: I DEPECHE MODE SONO UN GRUPPO INGLESE CHE HA VENDUTO 95.000.000 DI DISCHI IN TUTTO IL MONDO, DURANTE UNA CARRIERA DI TRENT’ANNI CHE HA VISTO LA PRODUZIONE DI DODICI ALBUN INEDITI. IN SOTTOFONDO, STATE ASCOLTANDO LA HIT DELLA BAND NEL 1987, OVVERO PERSONAL JESUS, UNO DEI TANTI SINGOLI DA LORO REALIZZATI, RACCOLTI ANCHE IN UNA NUOVA COLLECTION, CHIAMATA “ REMIXES 91-2011 “. MI HA RAGGIUNTO PER PARLARE DI QUESTA NUOVA RACCOLTA IL FRONT MAN DELLA BAND, DAVE GAHAN.

DAVE BENVENUTO NELLA TRASMISSIONE SOUNDCHECK

DAVE: CIAO

GIORNALISTA: DAVE LA PRIMA DOMANDA OVVIA E’ QUESTA: COSA ASCOLTAVI QUANDO AVEVI QUATTORDICI ANNI?

DAVE: HO AVUTO MODO DI PARLARNE RECENTEMENTE….QUELLO FU UN PERIODO PROBLEMATICO PER ME…..LASCIAI LA SCUOLA L’ANNO SUCCESSIVO, A QUINDICI ANNI….FORSE, ASCOLTAVO MOLTA MUSCIA “ ALLA MODA “….T-REX, DAVID BOWIE….C’ERA UNA TRASMISSIONE IN INGHILTERRA, CHIAMATA “ TOP OF THE POPS “, CHE ANDAVA IN ONDA UNA SERA A SETTIMANA. ERA UNO SPETTACOLO CHE DURAVA MEZZ’ORA ED ERA L’UNICA POSSIBILITA’ CHE AVEVI DI VEDERE TUTTE LE BANDS IN TV, OLTRE ALLA RADIO, CON TRASMISSIONI COME QUELLA DI JOHN PEALL, CHE SEGUIVO MOLTO ASCOLTANDOLA NEL LETTO CON LA MIA RADIO A TRANSISTOR…FACEVA PASSARE MOLTA BUONA MUSICA. AD ESSERE SINCERO, LUI MI PRESENTO’ COSE CHE NON AVREI MAI POTUTO ASCOLTARE SU ALTRE RADIO ORDINARIE. CIO’ CHE FU REALMENTE IMPORTANTE NELLA MIA FORMAZIONE MUSICALE ACCADDE INTORNO AL 1967, QUANDO RIMASI DAVVERO COLPITO DAI DAMED, MI ERO ANCHE ISCRITTO AL LORO FANS CLUB.

GIORNALISTA: NELLA TUA MUSICA, E’ POSSIBILE SENTIRE LE INFLUENZE DI QUESTE BANDS….

DAVE: SI…..COME VEDI ERA TUTTA MUSICA MOLTO IN VOGA ALL’EPOCA,,,,IN PARTICOLARE, DAVID BOWIE…PER ME ERA COME SE FOSSE IN UN ALTRO LUOGO, IN UN ALTRO MONDO NEL QUALE VOLEVO ENTRARE ANCH’IO E DEL QUALE VOLEVO FARE PARTE PER FUGGIRE DA QUELLA CHE MI SEMBRAVA UNA VITA TRISTE E NOIOSA. SENSAZIONE TIPICA PER UN ADOLESCENTE….ORA HO UN FIGLIO CHE FARA’ PRESTO DICIANNOVE ANNI ED UN ALTRO PIU’ GRANDE CHE NE COMPIRA’ VENTIQUATTRO QUEST’ANNO E MI RENDO CONTO CHE QUELL’ETA’ E’  MOLTO DIFFICILE ANCHE PER LORO.

GIORNALISTA: BENE. ORA PARLIAMO DEL NUOVO CD IN PROSSIMA USCITA. MOLTI ARTISTI SONO STATI COINVOLTI IN QUESTO LAVOTO…PETER, JOHN, IL TEAM DI PRODUZIONE DELLA STAR GATE ED ANCHE I FONDATORI DELLA VOSTRA BAND, COME VINCENT CLARK ED ALAN WILDER, CHE SENSAZIONE TI DA SENTIRE IL VOSTRO LAVORO RIMANEGGIATO?

DAVE: E’ UNA COSA CHE TROVO INTERESSANTE, E’ QUELLO CHE ACCADE QUASI SEMPRE, QUANDO TERMINIAMO DI LAVORARE AD UN ALBUM: PASSIAMO IL MATERIALE AD ALTRI  PER ESSERE COMPLETAMENTE RIMANEGGIATO E RIMANIAMO OGNI VOLTA MOLTO SORPRESI DAL RISULTATO.   C’E’ UNA BAND IN INGHILTERRA CHE SI CHIAMA SIX TOES CHE HA LAVORATO AI REMIXES DI ALCUNI BRANI DEI NOSTRI ULTIMI DUE ALBUM E CHE HA PARTECIPATO ANCHE ALLA REALIZZAZIONE DI QUESTA ULTIMA COLLECTION CON UN PEZZO, SE NON MI SBAGLIO. LORO HANNO COMPLETAMENTE RISCRITTO I NOSTRI BRANI! NON E’ QUALCOSA CHE SI SENTE SOLITAMENTE NELLE DISCOTECHE….QUESTO, PER ME, DA LA POSSIBILITA’ DI ASCOLTARE SVILUPPI NELLA MELODIA AI QUALI NON AVEVI PENSATO IN STUDIO, O INTERPRETAZIONI COMPLETAMENTE DIFFERENTI. TROVO TUTTO QUESTO MOLTO INTERESSANTE ED UTILE PER AVERE ALCUNI PRIMI SCAMPOLI DI ISPIRAZIONE PER NUOVI PROGETTI.

GIORNALISTA: QUINDI SIETE STATI VOI INSIEME, COME GRUPPO, A DECIDERE CHI AVREBBE RIMASTERIZZATO I VOSTRI PEZZI, O GLI ARTISTI SI SONO PROPOSTI A VOI? COME E’ NATO QUESTO PROGETTO?

DAVE: NON CREDO DI POTER VANTARE ALCUN MERITO IN QUESTE DECISIONI…DANIEL MILLER HA AVUTO UN GRANDE PESO IN QUESTO PROGETTO. LUI, CON LA MUTE, HA SEMPRE MOLTA INFLUENZA SU TUTTO CIO’ CHE FACCIAMO. ANCHE MARTIN AVEVA GIA’ MOLTI NOMI DI ARTISTI AI QUALI GLI SAREBBE PIACIUTO COMMISSIONARE ALCUNI NOSTRI REMIXES…..

 
DOPODICHE’, VIENE FATTO ASCOLTARE IL REMIXES DI PERSONAL JESUS, AD OPERA DI STAR GATE.

 
GIORNALISTA: QUESTA RACCOLTA USCIRA’ IN TRE VERSIONI DISTINTE: IL CD SINGOLO, IL COFANETTO CON TRE CD ED IL COFANETTO CON SEI VINILI…..CE N’E’ ABBASTANZA PER ACCONTENTARE TUTTI! TUTTO CIO’ VERRA’ MESSO IN COMMERGIO IL PROSSIMO SEI GIUGNO. VORREI TORNARE UN ATTIMO A PARLARE DELLA VERSIONE REMIXES DI PERSONAL JESUS. IN QUESTO MOMENTO, SU TUTTI I SITI DEDICATI AI DM E SUL VOSTRO SITO UFFICIALE, COMPARE UN NUOVO VIDEO, FATTO PER IL BRANO. E’ UNA DI QUELLE CLASSICHE COSE CHE TI SCIOCCANO! MOSTRA UNA DONNA, ACCUSATA DI STREGONERIA, CHE VIENE SOTTOPOSTA A TORTURA PER ESTORCERLE UNA PIENA CONFESSIONE. COME E’ VENUTA FUORI UNA SIMILE IDEA DAVE?

DAVE: L’IDEA E’ DI PATRIK DAUGHTER, CHE HA REALIZZATO PER NOI IL VIDEO DI UNO DEI BRANI DEL NOSTRO ULTIMO ALBUM, INTITOLATO WRONG. DESIDERAVAMO MOLTO LAVORARE DI NUOVO CON LUI ED ERAVAMO CERTI DEL FATTO CHE LUI SI FOSSE TROVATO BENE NELLA NOSTRA PRECEDENTE COLLABORAZIONE, TANTO DA AVERE PIACERE NEL LAVORARE ANCORA CON NOI, QUINDI ERA IL PRIMO NOME DELLA MIA LISTA. L’IDEA CHE LUI HA SVILUPPATO PER QUESTO VIDEO, IN REALTA’, ERA QUELLA CHE CI AVEVA PROPOSTO PER UN ALTRO VIDEO DI UN BRANO DEL NOSTRO ULTIMO ALBUM, INTITOLATO PEACE. LUI HA RITENUTO CHE POTESSE CALZARE A PENNELLO ANCHE PER QUESTA CANZONE. PUOI RICAVARE QUALSIASI TIPO DI SENSO E DI SIGNIFICATO DA QUESTO VIDEO, MA IO CREDO CHE L’IMMAGINARIO, CHE SUSCITA, SIA DAVVERO FORTE.

GIORNALISTA: CREDO CHE LA COSA INTERESSANTE DI QUESTO VIDEO SIA IL COLLEGAMENTO CHE HA CON LA VISIONE MUSICALE CHE LA GENTE HA DI QUESTO BRANO. SI TRATTA DELLA RISURREZIONE DI UNA RAGAZZA, CHE SI RICOLLEGA CON LA RESSURREZIONE DI CRISTO…..

DAVE: SI, CERTO.! IN PRESENZA DI TUTTE QUELLE PERSONE CHE VOGLIONO CONDANNARLA…..CREDO CHE SIA UNA DI QUELLE CLASSICHE COSE CHE FANNO RIFLETTERE SU COSA SIA GIUSTO O SBAGLIATO, SU COSA SIA BELLO O BRUTTO. RIGUARDO ALLA CANZONE, CREDO SIA UNO DI QUEI BRANI CHE, MUSICALMENTE, FUNZIONA ANCORA E CHE, COME SIGNIFICATO, VUOLE RIFERIRSI A CIO’ CHE NOI TUTTI CERCHIAMO E CHE E’ LA RAGIONE PER LA QUALE SIAMO QUI SU QUESTA TERRA.

GIORNALISTA: VORREI FARVI ASCOLTARE ALTRI FRAMMENTI DI QUESTA NUOVA RACCOLTA. HO TROVATO MOLTO INTERESSANTE IL FATTO CHE VINCENT CLARK, CHE FU UNO DEI COMPONENTI ORIGINARI DEI DEPECHE MODE, POI MEMBRO DEGLI ERASURE, ED ALAN WILDER ABBIANO COMPOSTO DEI REMIXES. COM’E’ STATO LAVORARE CON I VOSTRI VECCHI COMPAGNI? QUESTA E’ LA PRIMA VOLTA NELLA QUALE COLLABORATE NUOVAMENTE INSIEME…..

DAVE: LA VERIONE DI VINCE DI BEHIND THE WHEEL TROVO CHE SIA PARTICOLARMENTE BUONA. ABBIAMO AVUTO MODO DI PARLARNE INSIEME RECENTEMENTE. LUI HA APPORTATO NUOVE MELODIE E NUOVE IDEE ALLA CANZONE CHE FORSE NON COMPARIVANO NELLA VERSIONE ORIGINARIA……ALAN HA LAVORATO SU QUESTO PEZZO COME SE FOSSE UN BRANO PER RECOIL ED HA TRASPOSTO IN ESSO TUTTE LE SUE QUALITA’ VISIONARIE, COSA CHE FACEVA ANCHE QUANDO ERA NELLA BAND. NON ABBIAMO PARLATO CON LORO SUL COME FARE, ABBIAMO SOLO SUGGERITO LORO LA POSSIBILITA’ DI LAVORARE A QUESTI REMIXES E LORO HANNO POI LIBERAMENTE SVILUPPATO LE IDEE.

GIORNALISTA: DAVE LO SCORSO MESE TU HAI RICEVUTO UN BELLISSIMO RICONOSCIMENTO DALL’ASSOCIAZIONE MUSIC CARES. SO CHE TU COLLABORI CON LORO E COMPLIMENTI PER ESSERE PULITO DA PIU’ DI DIECI ANNI! QUAL’E’ IL TUO REALE COINVOLGIMENTO IN QUESTA REALTA’?

DAVE: DURANTE TUTTI QUESTI ANNI, MI SONO ESIBITO PER LORO. IL LORO PRIMO SCOPO E’ QUELLO DI GARANTIRE ASSISTENZA AI MUSICISTI CHE VOGLIONO ENTRARE ALL’INTERNO DI UN PROGRAMMA DI DISINTOSSICAZIONE. AIUTANO GLI ARTISTI AD ENTRARE UN UNA STRUTTURA DI RICOVERO, SE E’ QUESTO CIO’ CHE VOGLIONO. ENTRARE IN UN CENTRO DI DISINTOSSICAZIONE E’ UNA COSA MOLTO COSTOSA…SOLITAMENTE, IN QUESTI POSTI NON ACCETTANO L’ASSICURAZIONE SANITARIA, CHE HAI….CONOSCO MOLTE PERSONE CHE HANNO ACCETTATO L’AIUTO DI QUEST’ASSOCAZIONE. MI SONO ESIBITO PER LORO QUALCHE SETTIMANA FA E LORO HANNO RACCOLTO MOLTI SOLDI PER AIUTARE TUTTI COLORO CHE VORRANNO ESSERE AIUTATI.

GIORNALISTA: DAVE COM’E’ PER TE PARLARE DI QUESTO GENERE DI COSE PUBBLICAMENTE? SO CHE TU HAI ADDIRITTURA TENTATO IL SUICIDIO, AD UN CERTO PUNTO…E’ DIFFICILE PER TE PARLARNE O E’ QUALCOSA CHE RAFFORZA IL TUO PROPOSITO DI RIMANERE SULLA RETTA VIA?

DAVE: TORNARE INDIETO CON LA MEMORIA A QUEGLI ANNI, DURANTE I QUALI AVEVO QUESTO PROBLEMA E PENSAVO A COSE COME QUESTE…SAI IO NE HO PARLATO MOLTO, MOLTE PERSONE NE HANNO PARLATO MOLTO,…ANCHE DEL MIO TENTATIVO DI SUICISIO…CREDO CHE QUELLO SIA STATO UNA SORTA DI GRIDO PER CHIEDERE AIUTO. IN QUEL PERIODO, NON ERO NELLA CONDIZIONE MENTALE GIUSTA PER PRENDER ALCUNA DECISIONE CHE POTESSE RIGUARDARE LA MIA VITA. FORTUNATAMENTE, AVEVO INTORNO A ME MOLTE PERSONE, CHE CERCAVANO DI AIUTARMI ED ALLA FINE CE L’HO FATTA! SAI E’ COME PER OGNI COSA! IO SONO UNA PERSONA MOLTO DETERMINATA E NON FACCIO NULLA SE NON SONO PRONTO A FARLA! ED E’ STATO COSI’ ANCHE QUANDO HO DECISO DI RICOVERAMI! MI ERO RESO CONTO CHE DOVEVO FINALMENTE TROVARE UN ALTRO MODO PER VIVERE, PERCHE’ QUELLO CHE STAVO METTENDO IN PRATICA NON FUNZIONAVA PIU’.

GIORNALISTA: QUESTO E’ IL CLASSICO TIPO DI RIVELAZIONE CHE HAI QUANDO CI SONO MOLTE PERSONE CHE VOGLIONO AIUTARTI…

DAVE: E’ VERO! IN MOLTI HANNO VOLUTO DARMI UNA MANO E LE COSE HANNO INIZIATO A CAMBIARE QUANDO HO DECISO DI INIZIARE A DAR LORO RETTA, AD ASCOLTARE. IO NON DAVO RETTA A NESSUNO E NON VOLEVO FARLO. I CAMBIAMENTI CHE SONO AVVENUTI NELLA MIA VITA, SONO STATI DOVUTI AL FATTO CHE MI SONO RESO CONTO, ANCHE GRAZIE ALL’AIUTO ALTRUI, CHE IL MIO STILE DI VITA NON FUNZIONAVA PIU’.

GIORNALISTA: E COSA MI DICI DEI SORPRENDENTI CAMBIAMENTI CHE HANNO RIGUARDATO IL TUO APPROCCIO ALLA MUSICA?

DAVE: HANNO SUPERATO OGNI MIA PIU’ FERVIDA IMMAGINAZIONE! NON AVREI MAI POTUTO IMMAGINARE QUINDICI ANNI FA CHE AVREI AVUTO LA POSSIBILITA’ DI FARE LE COSE CHE FACCIO OGGI! OGGI SCRIVO CANZONI CON PERSONE DIVERSE, ALCUNE DELLE QUALI SONO ENTRATE A FAR PARTE DELLO STUFF DEI DEPECHE MODE. IN QUESTO MOMENTO, STO SCRIVENDO CON UN MIO AMICO, CHE VIVE A NEW YORK E CHE SI CHIAMA KIRK. STIAMO SCRIVENDO CANZONI CHE MOLTO PROBABILEMENTE DIVENTERANNO CANZONI DEI DM E STIAMO ANCHE CREANDO MATERIALE PER UN MIO PROGETTO SOLISTA. SIAMO ARRIVATI AD UN PUNTO DEL NOSTRO LAVORO, CHE MI FA SPERARE DI POTER PUBBLICARE UN MIO ALBUM ALLA FINE DI QUESTO ANNO.

GIORNALISTA: MI SEMBRA DI AVER CAPITO CHE TU HAI INIZIATO A SCRIVERE BRANI CON IL TUO PRIMO ALBUM SOLISTA “ PAPER MONSTER “ NEL 2003…

DAVE: SI! ERA GIA’ DA MOLTI ANNI CHE DESIDERAVO POTER SCRIVERE, MA NON ERA ANCORA ACCADUTO. ERO ALL’OMBRA DI MARTIN E NON SENTIVO DI AVERE L’EFFETTIVA POSSIBILITA’ DI POTER ESPRIMERE LE MIE IDEE…QUESTO, NON PERCHE’ MARTIN NON VOLESSE LASCIARMI SPAZIO, MA PERCHE’ IO ERO INTIMIDITO DAL FATTO CHE LUI AVESSE SCRITTO E STESSE SCRIVENDO CANZONI MERAVIGLIOSE ED IO ERO LI, SOLO CON LE MIE DUE CANZONCINE….QUINDI HO DOVUTO TIRARE FUORI UNA BUONA DOSE DI CORAGGIO PER REALIZZARE QUESTO MIO DESIDERIO E SONO STATO FORTUNATO AD INCROCIARE A NEW YORK CHI, COME NOX CHANDLER, MI HA DETTO “ VIENI NEL MIO STUDIO E FAMMI SENTIRE LE TUE IDEE “. A QUEL PUNTO, E’ NATO PAPER MONSTER.

GIORNALISTA: ED ORA STAI LAVORANDO CONTEMPORANEMENTE AL TUO TERZO ALBUM SOLISTA ED AI BRANI PER IL NUOVO ALBUM DEI DM!

DAVE: ESATTAMENTE!

GIORNALISTA: BENE! VOGLIO RINGRAZIARE DAVE GAHAN. LEADER DEI DEPECHE MODE, PER ESSERE VENUTO QUI A SOUND CHACK A CHIACCHERARE CON NOI. VOGLIO SOLTANTO AGGIUNGERE CHE HAI UN ASPETTO MERAVIGLIOSO! SO CHE SEI APPARSO SU UN NUMERO DI MARZO DEL NEW YOURK TIMES COME “Godfathers Of Glam”…POSSO TESTIMONIARE IL FATTO CHE HANNO AVUTO PIENAMENTE RAGIONE NEL DEFINIRTI IN QUESTO MODO!

DAVE, DI FRONTE A QUESTA DICHIARAZIONE DI ASSOLUTA AMMIRAZIONE, RIDE INTIMIDITO…..
traduzione a cura di Sonia
 

In una recente intervista Andrew Fletcher parla del nuovo DVD e del futuro dei Depeche Mode

I Depeche Mode hanno una tradizione, quella di rilasciare un DVD dopo ogni tour e Tour Of The Universe dello scorso anno non fa eccezione. Per questo tipo di realizzazioni solitamente i Depeche Mode si avvalgono del lavoro di Anton Corbijn ma questa volta si sono affidati alla professionalità di Russell Thomas noto per le sue collaborazioni con U2, Coldpaly, Placebo, Muse e molti altri. In questa occasione Andrew Fletcher ci ha concesso pochi minuti del suo tempo per discutere della versione del DVD e del futuro della band.

Perchè un DVD per il Tour Of The Universe?
Dopo ogni tour abbiamo l’abitudine di rilasciare un DVD. Noi non vogliamo che i ricordi dei nostri tour si riducano solo a dei semplici video amatoriali che troviamo su YouTube (ride). Ci piace dare una nostra versione dello show, ecco perchè questo DVD.

Che differenza c’è tra questo DVD e i precedenti?
In realtà non è poi così diverso dagli altri. Naturalmente la qualità video e audio aumenta negli anni, ma la differenza è che non ci sono le stesse canzoni perche lo show è differente. Non è una rottura completa con ciò che abbiamo visto in passato, anche se il modo di ripresa è un pò differente.

Avete già lavorato con Anton Corbijn, ma questo DVD è stato finalmente diretto da Russell Thomas. Perchè?
Anton è stato coinvolto in questo lavoro creando la fase di progettazione. Ma la questione riprese per lui era impossibile perchè troppo impegnato. Ecco perchè abbiamo dovuto scegliere qualcun’altro. Russell ci è stato fortemente raccomandato ma Anton avrebbe voluto farlo se fosse stato disponibile. Lui è un perfezionista.

Conoscevate Russell Thomas prima di lavorare con lui?
No, affatto. Non lo avevamo mai incontrato. Abbiamo guardato i video dei suoi precedenti lavori e poi abbiamo organizzato un incontro con lui e ne abbiamo parlato, tutto qui. E’ accaduto tutto in modo molto naturale, mentre noi eravamo sul palco, lui cercava di cogliere le scene più belle (ride). Non ha mai chiesto cose fuori dall’ordinario.

I Depeche Mode è una di quelle band che suona negli stadi di tutto il mondo. Che impressione fa esibirsi davanti a così tante persone?
Sai, abbiamo iniziato come tutti gli altri, suonando nei pub del nostro quartiere, poi nei piccoli locali, poi in quelli medi fino ad arrivare negli stadi. Per noi esibirsi in uno stadio è come esibirsi in una piccola stanza. Siamo fortunati ad avere un frontman eccezionale nella persona di Dave Gahan. Lui sa come galvanizzare la folla sia di 400 o di 40.000 spettatori! Nei nostri spettacoli cerchiamo sempre di coinvolgere il pubblico, è per questo che funziona. Per essere onesti, a nessuno piace davvero andare a vedere un concerto in un grande stadio. Ciò che lo fa funzionare è proprio il coinvolgimento del pubblico nello spettacolo. Siamo fortunati ad avere un così straordinario sostegno da parte del pubblico. Siamo entusiasti in qualsiasi luogo suoniamo.

Il concerto contenuto del DVD è stato registrato a Barcellona. Perchè la scelta è ricaduta proprio su Barcellona?
Cerchiamo sempre di scegliere città differenti. Avevamo già preso Parigi, ed è stato magnifico. A Barcellona il pubblico è sempre eccezionale. Ci eravamo già esibiti in questa località diverse volte, amiamo questo posto. Non correvamo nessun rischio scegliendo questa città, sapevamo in anticipo che sarebbe stato bello. Ma ad essere onesto avremmo potuto scegliere una delle date in Sud America, sono stati concerti semplicemente incredibili! Ma in Sud America tutto è molto più rischioso dal punto di vista organizzativo. Sarebbe stato fantastico poter filmare il concerto in Messico o in Argentina. Spero ci siano meno rischi la prossima volta.

Ci sarà una prossima volta? Ci sono state voci che dicevano che questo tour sarebbe stato l’ultimo…
I Depeche Mode non lavorano come gli U2. Non c’è un piano prestabilito per conquistare l’universo (ride). L’altro giorno ho parlato con Adam Clayton e a quanto pare hanno già pianificato il loro programma per i prossimi dieci anni! Con noi non succede così. Facciamo le cose che ci sentiamo di fare. Ci sono grandi possibilità di fare altri tour. Il problema è che Dave ha purtroppo avuto problemi di salute più tosto recenti. Per lui è ancora un ricordo molto brutto, ma sta molto meglio, è molto felice. Quindi sono sicuro che ci sarà un nuovo album e un nuovo tour.

Voi avete un pubblico sempre in crescita dopo trenta anni dalla formazione della band. Molti giovani vengono ai vostri concerti. Come spieghi questa cosa?
Ah! Se avessimo una ricetta per il successo l’avremmo venduta già da tempo (ride)! A volte vedo ragazzini di 17 o 18 anni avvicinarsi a noi e alla nostra musica, è incredibile. Nel corso del tempo sembra che siamo in grado di mantenere al nostro fianco i fan più anziani e di arrivare ad ottenere l’avvicinamento di quelli più giovani. Ricordo di quando sono stato a suonare al Razzmatazz un club di Barcellona. Nel locale c’erano 400 ragazzi avranno avuto 18 anni e sono letteralmente impazziti sentendo Depeche Mode. Alcuni non mi hanno riconosciuto, ma la musica si (ride). Non mi spiego il perchè di questo, probabilmente stiamo facendo del tutto per far si che la nostra musica non risulti troppo datata.

Non riesci a spiegarti perchè i giovani di oggi ascoltano la musica che voi suonavate ancor prima che loro nascessero…
Quando scriviamo, non pensiamo mai che possa essere gradita anche alle nuove generazioni. Quindi no, non me lo spiego affatto. Tutto quello che so è che è un fenomeno affascinante. Vedo i miei coetanei apprezzare la nostra musica e nello stesso tempo anche mia figlia l’apprezza. Potresti essere tu, come giornalista, a spiegarlo a me (ride)! La nostra musica è universale, ma non so per quanto tempo potrà durare.

Hai suonato di nuovo con Alan Wilder all’inizio di quest’anno. Pensi di lavorare ancora con lui?
E’ stato piuttosto strano come concerto perchè era uno spettacolo di beneficenza. Non credo ci possa essere un sequel. Ma lui ha fatto un remix per noi quest’anno. Sta lavorando ad un progetto con Martin Gore. Così in qualche modo possiamo dire di lavorare di nuovo con lui (ride)! Ma in verità non credo che accadrà. Ciò che è certo è che siamo ancora amici.

Puoi dirci quali sono i tuoi progetti futuri?
Faccio un sacco di dj set al momento. Presto, nel mese di febbraio, andrò anche in Cina, Australia, Tasmania, Singapore… Tutti luoghi dove non sono mai stato con i Depeche Mode. Sono particolarmente impaziente di suonare in Cina. Per quanto riguarda la Toast Hawaii (l’etichetta discografica da lui fondata), c’è un progetto a cui sto pensando, ma non c’è nulla di concreto ancora. Non posso parlarne perchè non sò se accadrà realmente.

 Intervista a cura di Anne Line per Sound Of Violence


Alan Wilder e Vince Clarke nel nuovo album di remix dei Depeche Mode

Siamo tutti eccitatissimi dalla notiza che i Depeche Mode, Dave Gahan, Martin Gore e Andrew Fletcher si riuniranno di nuovo con gli ex Vince Clarke e Alan Wilder per un nuovo album di remix nel 2011.
Anche se i Depeche Mode non hanno annunciato formalmente questa notizia, lo scorso mese proprio Mr Clarke aveva annunciato su twitter di essere impegnato in un nuovo lavoro, un remix del brano “Behind the Wheel” e scrive ancora: “Credo sarà rilasciato un nuovo album di remix”.
Qualche giorno fa si è venuto a conoscenza della notizia del contributo di Wilder su un remix di “In Chains” brano estratto dall’album dei Depeche Mode “Sounds of the Universe.” del 2009. 
Inoltre nel nuovo album di remix il contributo di New Order’s Bernard Sumner, Mark Ronson,  Nick Rhodes  The Arcade Fire e Yeah Yeah Yeahs.  Emozionante questa riunione per lungo attesa da tutti noi fan! Un assaggio lo abbiamo avuto in occasione del concerto dei DM al Royal Albert Hall quando Wilder salì sul palco con Gore per “Somebody” e ancora lo stesso Martin Gore per Recoil in California e infine Vince Clarke ancora con Gore per un album dance. Tutto questo ci fa riflettere e sperare…chissà quali altre sorprese ci attendono dietro l’angolo.  I Depeche Mode non hanno mai deluso le nostre aspettative e noi li amiamo anche per questo!!

Titolo album: Da confermare
Data di uscita: Da confermare

artisti/remix
Vince Clarke | Behind The Wheel
Alex Metric | Personal Jesus
Alan Wilder | In Chains
Nick Rhodes (dei Duran Duran), Andrew Whyat (dei Miike Snow) e Mark Ronson | Personal Jesus
Kidkanevil | Black Celebration
Yeah Yeah Yeahs | Da confermare
Arcade Fire | Da confermare
Eric Prydz | Da confermare
Stargate | Da confermare
Da confermare | I Want You Now
Da confermare | Tora! Tora! Tora!

L’album sarà preceduto dal single “Personal Jesus ’11” (Bong 43)


“Tour of the Universe – Live In Barcelona” in arrivo l’8 novembre il nuovo DVD live dei Depeche Mode

Ha toccato ben 40 Paesi per un complessivo di 102 show. Quello che per molti di noi è stato il tour per eccellenza che, per qualche verso, ci ha riportato al Devotional Tour. Le loro esibizioni hanno raccolto 2.7 milioni di persone. Partito il 6 Maggio 2009 da Lussemburgo e terminato in Germania il 27 Febbraio 2010, questo tour è stato per certi versi funestato da spiacevoli eventi legati ad alcuni dei componenti della band. Ma loro non mollano mai e lo hanno dimostrato, lo dimostrano giorno per giorno, anno per anno. Dio solo sa quanto il loro esempio sia importante per tutti i Devoti sparsi nel mondo.

Dopo mesi e mesi di attesa finalmente è ufficiale: il nuovo DVD Live dei Depeche ModeTour Of The Universe sarà distribuito in Europa l’8 Novembre 2010 e il 9 Novembre in Nord America.
Dave Gahan, Martin Gore e Andrew Fletcher dopo 30 anni di storia hanno saputo raccogliere un invidiabile successo nel mondo.

Tour Of The Universe – Live In Barcelona
contiene 21 brani registrati durante le due date sold out al Palau St Jordi di Barcelona il 20 e 21 Novembre 2009.
Pubblicato dalla Mute, il DVD è fornito di una serie di contenuti speciali tra cui quattro bonus track registrate nelle due serate di Barcellona, un documentario del tour dal titolo “Inside The Universe” due tracce filmate durante le prove del tour a New York e uno speciale ‘screen film’ creato dal grande Anton Corbijn per sette tracce plus ulteriori montaggi creati dagli schermi sul palco.
Inoltre saranno inclusi quattro video promozionali del 2009 di Sounds Of The Universe e la nomination di Wrong ai Grammy, diretto da Patrick Daughters.

 
‘Tour of the Universe – Live In Barcelona’ disponibile in tre formati:
Super deluxe 4-disc version (2xDVD, 2xCD):
DVD1 (21 track live performance plus four alternate/bonus tracks)
DVD2 (extra bonus contiene un documentario più video promo)
2 x CD (audio of the 21 tracks from DVD1)
Deluxe version (1 x DVD, 2 x CD):
Contiene DVD1 e due tracce CD audio
Blu-ray (2x Blu-ray discs)
Depeche Mode – Tour Of The Universe Barcelona 20/21-11-2009
DVD1
1. In Chains
2. Wrong
3. Hole To Feed
4. Walking In My Shoes
5. It’s No Good
6. A Question Of Time
7. Precious
8. Fly On The Windscreen
9. Jezebel
10. Home
11. Come Back
12. Policy Of Truth
13. In Your Room
14. I Feel You
15. Enjoy The Silence
16. Never Let Me Down Again
17. Dressed In Black
18. Stripped
19. Behind The Wheel
20. Personal Jesus
21. Waiting For The Night
Bonus tracks
World In My Eyes (20th)
Sister Of Night (21st)
Miles Away / The Truth Is (20th)
One Caress (20th)
DVD2
-Inside The Universe
Tour documentario sottotitolato in: Inglese, tedesco, francese, italiano, spagnolo, portoghese, giapponese, ungherese e ceco.
Tour Of The Universe / Screens
In Chains
Walking In My Shoes
Precious
Come Back
Policy Of Truth
Enjoy The Silence
Personal Jesus
Tour Of The Universe / Prove
Wrong
Walking In My Shoes
Bonus tracks
Insight
Hole To Feed
Behind The Wheel
Never Let Me Down Again
Sounds Of The Universe – Video
Wrong
Peace
Hole To Feed
Fragile Tension

“Jayce Lewis” disponibile il suo primo album solista!!

Ci siamo!!!

Verrà presentato Sabato 30 Ottobre in occasione del suo show a Cardiff, Sud Galles, il primo album solista di Jayce Lewis, sin da oggi potete ordinarlo qui
Ho già parlato in uno dei miei precedenti post di questo grande talento che a mio parere è destinato ad avere un grande successo.
Jayce è nato a Bridgend paese situato nel sud del Galles (Regno Unito). Autodidatta. A 6 anni suonava già la chitarra passione nata ascoltando artisti come Brian May dei Queen e Max Cavalera dei Sepultura.
In una recente intervista pubblicata su deccanherald.com, Jayce dice: “Uso la musica come strumento per liberare tutta la mia aggressività. Mi calma moltissimo, stabilizza le mie emozioni. La musica è come una droga per me, ma devo consumarla in varie dosi per tenere sotto controllo la mia energia!”
Gestito dalla Union Entertainment Group che vede anche la presenza di artisti del calibro di Nickelback, Steven Tyler, Richard Marx e molti altri. Iscritto alla EMI Music. Promotore d’eccellenza Dave Prowse “Darth Vader” (Dart Fener in Italia) che i pubblico appassionato di Star Wars ricorderà sicuramente,
Il suo singolo di debutto è Icon pubblicato nell’estate del 2009 su etichettaEMI copyright Devfire Entertainment attualmente disponibile su iTunes il video postato mostra Jayce in tutte le sue molteplici performance, infatti nel suo album di debutto è Jayce stesso a suonare tutti gli strumenti e a scrivere tutti i testi.
                                                    
Tracklist
I-Equinox
Solitaire
Passes
Electric Medicine
Icon
Eratone
Astral Halo
24/7
Semper Fidelis
The Switch
Paradox
Icon (Remix)