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Recensione: Il Live In Berlin di Alexia Gahan

Quella che segue è la recensione scritta da una delle nostre lettrici più affezionate, Alexia Gahan.

Si accende la notte di Berlino, il suo urlo “Good evening Berlin” impatta con il pubblico fragoroso.
Welcome to my world – Benvenuti” nel mondo dei Depeche Mode, un mondo fatto di fede e devozione, di legami, di passione, di forza, di un amore lungo trent’anni.
The angel of love was upon me” l’angelo Dave Gahan vola sopra i fan berlinesi, carismatico, sensuale, per nulla toccato dagli anni, regala piroette e movimenti pelvici degni di un ballerino. La sua voce profonda e sensuale si carica di significato nella possente “Walking in my shoes”.
Che dire di “Mr. Martin Lee Gore” che arriva silenzioso, quasi in punta di piedi con la sua “The child inside” e “But not tonight” (accompagnato al piano da Peter Gordeno) a suscitare nei cuori e negli occhi dei fan lacrime di commozione, prende il posto di Gahan… è lui la stella nel cielo di Berlino.
Ma la notte è ancora lunga e arrivano “Black Celebration” “A question of time” a far saltare i fan. I giorni neri dei Depeche Mode sono ormai lontani, Gahan carica il suo pubblico, lo incita. Berlino si lascia andare sotto le luci e le proiezioni sugli schermi, l’adrenalina sale sempre di piu.
I sorrisi di Gahan e Gore che saltellano divertiti sulle note di “A pain that I’m used to” (proposta nella versione remix di Jacques Lu Cont’s) da l’idea di quanto siano uniti da tanta passione per cio che creano.
Di nuovo indietro con il tempo cavalcando sulle note di “Enjoy the silence” e “Personal Jesus” e’ tutto qui “tutto quello che abbiamo sempre desiderato e voluto è qui tra le nostra braccia” ed il pubblico lo sa ma Gahan porge il microfono ai fan e glielo ricorda.
La chitarra di Gore si infiamma sempre di piu. Si prosegue verso il finale con un Dave Gahan instancabile nella voce e nei movimenti, il suo “Ladies and Gentlemen Mr. Martin L. Gore” è un rituale a cui non vorremmo mai rinunciare.
Cosa dire di Andrew Fletcher, l’uomo dei synth, presenza silenziosa ma indispensabile del gruppo. Quando si arriva inevitabilmente a “Never let me down again” un brivido percorre la schiena a ricordare che il viaggio è ormai giunto al termine. Arriva il momento: mani in alto e via con il campo di grano, Gahan sembra guardarli uno per uno negli occhi, si sofferma quasi a voler rendere omaggio a quel momento intenso, profondo, vissuto con i propri fan. Un legame speciale lungo oltre trent’anni.
Arriva il saluto finale “Goodbye” Dave, Martin, Andrew, Peter e Christian si abbracciano ed abbracciano il loro pubblico. The moon is shining in the sky reminding me of so many other nights but they’re not like tonight.

iTunes:
Depeche Mode Alive In Berlin HD
https://itunes.apple.com/it/movie/depeche-mode-alive-in-berlin/id939096560

Depeche Mode Live In Berlin Soundtrack
https://itunes.apple.com/it/album/live-in-berlin-soundtrack/id937911189

Amazon:
Depeche Mode Live In Berlin Cofanetto
http://amzn.to/1tIfKrr

Live In Berlin Soundtrack [2 CD]
http://amzn.to/1yc1B5q


Depeche Mode Live in Berlin – In arrivo il 17 novembre su Columbia Records

Di seguito il comunicato stampa apparso sul sito ufficiale dei Depeche Mode – www.depechemode.com

I Depeche Mode pubblicheranno il DVD del concerto diretto da Anton Corbijn

Depeche Mode Live in Berlin sarà pubblicato da Columbia Records il 17 novembre

I Depeche Mode annunciano la pubblicazione mondiale del CD/DVD Depeche Mode Live in Berlin, prevista per il 17 novembre su Columbia Records. Diretto da Anton Corbijn, collaboratore creativo di vecchia data della band, il Depeche Mode Live in Berlin comprende due ore di filmati live inediti.

Il Depeche Mode Live in Berlin è stato girato al O2 World di Berlino il 25 e 27 novembre 2013 durante il Delta Machine Tour, che ha riscosso un enorme successo e ha visto la band suonare per oltre 2,4 milioni di persone in 32 paesi. I Depeche Mode hanno portato in tour il tredicesimo album in studio, l’acclamato Delta Machine, che nel marzo 2013 ha debuttato al primo posto in 12 paesi. Il CD/DVD non solo conterrà brani di Delta Machine, ma anche alcuni dei più grandi e memorabili successi del gruppo come “Personal Jesus” e “Policy of Truth”.

La versione deluxe offrirà però ai fan un’immersione totale: il DVD Live in Berlin, il CD Live in Berlin con l’audio completo del concerto suddiviso in due dischi, e un secondo DVD, Alive in Berlin. Diretto da Corbijn, Alive in Berlin comprende l’intero show alternato da filmati dietro le quinte, svariate interviste alla band e ai fan, nonché una sessione acustica di due canzoni girata al Salon Bel Ami, il più vecchio bordello esistente a Berlino.

Il pacchetto comprenderà inoltre il mix 5.1 in CD Blu ray di Delta Machine. Tutto questo sarà appositamente confezionato in un bellissimo cofanetto con cinque custodie contenenti i dischi suddetti e un libretto di 16 pagine.

«Alive in Berlin documenta la visita dei Depeche Mode a Berlino per i due concerti e l’impatto sui fan che seguono il gruppo. Berlino è un luogo importante per i Depeche Mode. Allo stesso modo, i Depeche Mode hanno un forte seguito nella capitale tedesca e il documentario cerca di cogliere non solo i momenti salienti dei concerti, ma anche questo legame speciale attraverso interviste ai fan e alla band», dichiara il regista Anton Corbijn.

Sarà inoltre disponibile il doppio CD con l’audio completo del Live in Berlin.

La lista dei brani di Depeche Mode Live in Berlin è la seguente:

DVD Live In Berlin

Intro
Welcome To My World
Angel
Walking In My Shoes
Precious
Black Celebration
Should Be Higher
Policy Of Truth
The Child Inside
But Not Tonight
Heaven
Soothe My Soul
A Pain That I’m Used To
A Question Of Time
Enjoy The Silence
Personal Jesus
Shake The Disease
Halo
Just Can’t Get Enough
I Feel You
Never Let Me Down Again
Goodbye
Credits

DVD Alive In Berlin

Concerto completo + 15 interviste
Sessione acustica al Salon Bel Ami: “Condemnation” e “Judas”

Live In Berlin Soundtrack (2 CD)

CD1

1. Welcome To My World
2. Angel
3. Walking In My Shoes
4. Precious
5. Black Celebration
6. Should Be Higher
7. Policy Of Truth
8. The Child Inside
9. But Not Tonight
10. Heaven
11. Soothe My Soul

CD2

1. A Pain That I’m Used To
2. Question Of Time
3. Enjoy The Silence
4. Personal Jesus
5. Shake The Disease
6. Halo
7. Just Can’t Get Enough
8. I Feel You
9. Never Let Me Down Again
10. Goodbye

Delta Machine Audio 5.1 (CD Blu ray – Solo edizione deluxe)

1. Welcome To My World
2. Angel
3. Heaven
4. Secret To The End
5. My Little Universe
6. Slow
7. Broken
8. The Child Inside
9. Soft Touch/Raw Nerve
10. Should Be Higher
11. Alone
12. Soothe My Soul
13. Goodbye
14. Long Time Lie
15. Happens All The Time
16. Always
17. All That’s Mine

Traduzione a cura di Barbara Salardi per Depeche Mode e Dintorni

E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.


Pubblicazione posticipata per il DVD live del Delta Machine Tour

La pubblicazione del DVD del Delta Machine Tour è stata posticipata a fine novembre. L’agenzia che si sta occupando della post-produzione, la Smoke & Mirrors di Londra, pare sia ancora nel pieno della lavorazione.

Inizialmente la release del DVD era prevista a settembre. Potete leggere alcuni dettagli che abbiamo raccolto in queste ultime settimane qui https://depechedarkmode.wordpress.com/2014/07/21/delta-machine-tour-live-dvd-probabile-pubblicazione-settembre-2014/


 

AGGIORNAMENTO DEL 16.08.2014: Anche secondo il sito getreadytorock.me.uk l’uscita del DVD sarebbe prevista a Novembre (TBA – data da confermare). Rimaniamo in attesa dell’annuncio ufficiale su depechemode.com.


 

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Delta Machine Tour Live DVD: probabile pubblicazione settembre 2014

Secondo http://www.rollingstone.de e http://www.depechemode.de la pubblicazione del DVD live del Delta Machine Tour potrebbe avvenire nel mese di settembre.
Il live filmato alla O2 World di Berlino il 25 e 27 novembre 2013, come molti di voi sapranno, porta la firma di Anton Corbijn.
Versioni previste: DVD e Blu-ray.
Al momento non si hanno notizie certe sul titolo del DVD, che potrebbe contenere del materiale aggiuntivo (versione deluxe) tipo CD audio e altro materiale fotografico e/o video.

La probabile scaletta

01. Welcome To My World
02. Angel
03. Walking In My Shoes
04. Precious
05. Black Celebration
06. Should Be Higher
07. Policy Of Truth
08. The Child Inside (Martin Gore)
09. But Not Tonight (Martin Gore)
10. Heaven
11. Behind The Wheel
12. Soothe My Soul
13. A Pain That I’m Used To
14. A Question Of Time
15. Enjoy The Silence
16. Personal Jesus

— Encore —

17. Shake The Disease (Martin Gore)
18. Halo
19. Just Can’t Get Enough
20. Feel You
21. Never Let Me Down Again
22. Goodbye

 

AGGIORNAMENTO DEL 27.07.2014

Una sessione acustica di Martin Gore, registrata durante gli show di Berlino, sarà inclusa come bonus nel DVD live del Delta Machine Tour.

 

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Martin Gore dei Depeche Mode parla di Paco Larrañaga

 

LOS ANGELES – Martin Gore, membro fondatore dei Depeche Mode (citati dalla rivista britannica Q come “il gruppo elettronico più popolare che il mondo abbia mai conosciuto”), sostiene la richiesta di scarcerazione di Paco Larrañaga, che sta scontando l’ergastolo in Spagna per lo stupro e l’uccisione delle sorelle Jacqueline e Marijoy Chiong avvenuto a Cebu nel 1997.

Martin, che ha scritto la maggior parte delle canzoni più famose del gruppo, ha indossato una t-shirt col messaggio “Free Paco Now” (Paco libero subito) in una serie di show, fra cui Madrid e Barcellona.

Marty Syjuco, che ha prodotto il documentario Give Up Tomorrow sul processo e l’incarcerazione di Larrañaga, ha dichiarato: «Il manager dei Depeche Mode si è messo in contatto con noi dicendo che Martin aveva visto il documentario ed era indignato. Ha chiesto come avrebbero potuto aiutarlo. Gli abbiamo indicato il sito web della campagna “Free Paco Now”. La prima cosa che Martin ha fatto è stata pubblicare una propria foto con la maglietta “Free Paco Now” sulla pagina Facebook del gruppo, che ha 7,1 milioni di seguaci».

Give Up Tomorrow, ben accolto ai festival cinematografici di tutto il mondo, ha vinto due premi nell’edizione 2011 del Tribeca Film Festival: Premio del pubblico e Miglior nuovo regista di documentari (nomina speciale per Micheal Collins).

«Siamo emozionati e sorpresi che Martin stia facendo questo», ha aggiunto Marty. «A livello personale, essendo cresciuto ascoltando la musica dei Depeche Mode, sono sbalordito».

Martin – cantante, chitarrista e tastierista – ha composto molte hit del gruppo, tra cui “People Are People”, “Personal Jesus”, “Everything Counts” e “Enjoy The Silence”. Il gruppo ha venduto oltre 100 milioni di album in tutto il mondo.

Marty, il cui fratello è sposato con la sorella di Paco, ha scritto il documentario con Michael ed Eric Daniel Metzgar. Paco, cittadino filippino e spagnolo, è stato trasferito in una prigione in Spagna, secondo il trattato che prevede lo scambio di detenuti tra i due paesi.

Altre sei persone, accusate con Paco, sono in prigione nelle Filippine. Il dipartimento di giustizia ha respinto l’appello di grazia per Paco. Anche il governo spagnolo ha fatto appello alle Filippine per concedere la grazia a Paco, ma senza successo.

Estratto dell’intervista con Martin

Come sei arrivato a guardare Give Up Tomorrow?

«Ho visto Give Up Tomorrow sulla PBS negli Stati Uniti, dov’è stato disponibile per un po’. Ero sconcertato dal sistema giudiziario. Giustamente, ci fu lo sdegno pubblico al tempo del processo e la conseguente foga dei media. Non ho avuto la sensazione che Paco non fosse colpevole, sapevo che era innocente. Dal film non conosciamo i retroscena o gli alibi degli altri accusati insieme a Paco, ma immagino che siano ugualmente innocenti o come minimo meritino un altro processo.»

Quale parte del documentario ha trovato il tuo favore a livello personale?

«L’idea che qualcuno passi buona parte della propria vita in galera per qualcosa che non ha fatto non va, o non dovrebbe, andare a genio, né a me né a chiunque altro. Amnesty International, Fair Trial International, anche il Comitato dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, hanno cercato di correggere le ingiustizie, ma invano. L’unica persona che adesso può aiutare è il presidente Aquino. Spero che legga tutto questo e cerchi di tenere almeno un altro processo, lontano dai media.»

Devi essere bombardato di richieste di sostegno per molte cause. Perché hai scelto la campagna “Free Paco Now”?

«Sono più che sicuro che ci siano migliaia, se non decine di migliaia, di persone nel mondo che sono ingiustamente incarcerate. Ho sentito di dover fare ciò che potevo per richiamare l’attenzione su questo, nella speranza che si possa fare qualcosa.»

Come ti è venuta in mente la t-shirt “Free Paco Now” che hai indossato durante i concerti? Qual è stata la reazione dei vostri spettatori, in particolare quelli degli show a Madrid e a Barcellona?

«La mia ragazza sapeva quanto mi ero appassionato, così come regalo di Natale ha fatto realizzare per me centinaia di t-shirt. Le ho distribuite a tutti i membri del nostro staff (che ovviamente non sono stati costretti a indossarle) e ad amici e conoscenti. Ne sono rimaste alcune che sto ancora dando via. All’inizio ho indossato la maglietta ai concerti di Madrid e di Barcellona, i primi due show dopo Natale. Dopo il concerto, molti spagnoli mi hanno chiesto della t-shirt e su che cosa era. Quando ho cominciato a spiegarglielo mi hanno interrotto dicendo che si ricordavano di aver sentito dello scambio di prigionieri, ma credevano che Paco fosse stato rilasciato e adesso fosse libero. Questo dimostra come sia facile essere dimenticati e perché sento di dover continuare a ricordarlo alla gente.»

Qual è il tuo messaggio per Paco e per le altre persone nella stessa situazione in tutto il mondo?

«Non sento di essere nella posizione di dare consigli a chi si trova nella situazione di Paco. Le parole di Paco (e il titolo del film) sono stoiche e dignitose, e dicono più di quanto io possa dire: “Give up Tomorrow” (Rinunciare al domani).»

E qual è il tuo messaggio alle persone in Ucraina, dove il gruppo ha dovuto cancellare lo spettacolo a causa dei disordini civili, e alle persone in Venezuela, che protestano contro l’oppressione?

«È stata una sfortuna dover annullare lo show a Kiev, in Ucraina. Doveva svolgersi qualche giorno dopo l’uccisione di decine di manifestanti da parte dei cecchini del governo e dopo la fuga dalla capitale del presidente Viktor Yanukovych. Nessuno sapeva ancora cosa sarebbe successo. E infatti, non lo sappiamo ancora. La Russia ora ha annesso la Crimea e potrebbe continuare a occupare l’Ucraina. È una situazione complicata perché anche se ci sono nel paese molte persone a favore dell’Unione Europea, ci sono anche molti sostenitori della Russia, soprattutto in Crimea.

Non sono un analista politico, non so cosa stia per succedere. Speriamo che il presidente russo Vladimir Putin stia fuori dal resto dell’Ucraina. Ha più carte in mano di quante ne abbia l’Occidente, quindi non so quanto efficaci possano essere le sanzioni imposte alla Russia.

La situazione in Venezuela è spaventosa. Mi ricorda il Myanmar qualche anno fa, l’Egitto… La lista potrebbe andare avanti all’infinito. Quando una dittatura o un governo apre il fuoco sulla popolazione che protesta in modo pacifico, è un segno di paura e debolezza da parte di chi detiene il potere. In un mondo ideale, tutti i governi dovrebbero essere eletti in modo democratico e portare a compimento i desideri del popolo. Può volerci del tempo, ma alla fine sono le masse che devono vincere.»

Avete appena concluso uno show a Mosca. Ci saranno date aggiuntive al Delta Machine Tour? Com’è stato questo tour?

«L’ultimo show è stato a Mosca (ironia della sorte). È stato un tour abbastanza lungo e ora non abbiamo in mente di estenderlo. Siamo veramente fortunati ad avere questi fan pazzi e fedeli. Ogni show è stato una gioia, una vera celebrazione della musica che abbiamo creato. La folla ama cantare e partecipare. Certe volte puoi fermarti a guardare, ascoltare e sorridere.»

A cosa attribuite la continua attrattiva e la longevità della band che l’anno prossimo festeggerà il suo trentacinquesimo anniversario?

«Spesso ci viene chiesto qual è il segreto del nostro successo. La nostra risposta è che non lo sappiamo davvero. Se ci fosse una formula vincente definitiva, sarei già manager di qualche band.»

Quali sono stati i momenti salienti dello stare con la band?

«Stare insieme per così tanto tempo e fare musica che mi appassiona sono delle buone ricompense. Questi sono i momenti salienti.»

La musica elettronica è più popolare che mai. Come immagini si evolverà la musica dei Depeche Mode nei prossimi anni?

«Non abbiamo mai fatto progetti, soprattutto a lungo termine. Mi piace pensare che ciò che facciamo succeda naturalmente. Abbiamo appena concluso un tour, quindi staccheremo per un po’. Al momento giusto, ci ritroveremo e parleremo del futuro. Cerchiamo di tenerci al passo con le moderne tecnologie più che possiamo, quindi ci sarà sempre un elemento di tecnologia elettronica nella nostra musica, ma il modo in cui la musica viene fatta è secondario alla canzone. Non dobbiamo dimenticarlo. La strumentazione è il mezzo per un fine.»

Di Ruben V. Nepales – Fonte entertainment.inquirer.net

Traduzione a cura di Salvatore Matteo Baiamonte
Editing a cura di Barbara Salardi

 Per info su Paco Larrañaga e petizione visita freepaconow.com

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Recensione: Depeche Mode Bologna 22.02.14

Foto © Everwake Rangel

Foto © Everwake Rangel

A differenza della data romana dello scorso luglio, per il live in Bologna del Delta Machine Tour ho deciso di scrivere un piccolo resoconto della serata e di altri momenti indimenticabili.

Sono tornata martedì sera da un viaggio con la devota Sonia in modalità Thelma & Louise. Roma Bologna – Bologna Roma. Ho avuto l’onore di trascorrere un’ora con i Depeche Mode, la sera prima del concerto, in una saletta blindatissima del Baglioni di Bologna. Loro  avevano appena cenato ed erano in fase relax, eccetto Kessler che stava ancora gustando un piatto di pasta. Tutti molto carini, gentili e per nulla infastiditi della mia presenza e da quella di altre quattro persone, era palese che eravamo li per loro. Dave era barricato in palestra, Martin passato velocemente, ha scambiato due parole con Andy e  ha detto: “ci vediamo dopo” ma non è più tornato.

BhXaR9dCMAAyyuu.jpg largeA un certo punto sento il bisogno impellente di dover fumare una sigaretta, scendo con un’altra ragazza in saletta fumatori e dopo pochi secondi ci raggiunge Fletch e… WOW io e Andy stavamo ciccando nello stesso posacenere! Surreale! Ci ritroviamo così a scambiare quattro chiacchiere “di dove siete” “come state” etc e ci lascia dopo aver spento la sua Marlboro a metà, nel frattempo ci ha raggiunti anche Eigner.

Risaliamo le scale e torniamo al nostro tavolo con molta calma e disinvoltura, anche se dentro di me ero tipo Bella in Breaking Dawn I, la scena in cui lotta tra la vita e la morte prima della trasformazione per intenderci meglio. Peter era andato via e anche Christian stava andando. Dave ormai in camera, la porta della palestra era spalancata.

Prima di andare mi fermo ancora qualche minuto nella hall dell’albergo con una mia cara amica ed ecco di nuovo lo zio con le sue adidas rosse che, quasi saltellando e scuotendo le braccione, viene verso di noi, farfuglia qualcosa, ci guarda, sorride e, mentre si dirige verso l’ascensore, “see you!” e noi come ‘Alice in Wonderland’ “bye!”. Beh non mi era mai capitato prima d’ora un incontro così… sempre di sfuggita e in varie occasioni.

Torno nel mio albergo con Francesca e Sonia, puntiamo la sveglia alle 04:00. Finalmente riesco a prendere sonno dopo un’ora di tarantella sul letto e la pioggia incessante contro la finestra. Ore 04:00 suona la sveglia ma noi ci giriamo simultaneamente dall’altra parte e riprendiamo a ronfare come se non ci fosse un domani. Per fortuna che la strategica Sonia aveva puntato una seconda sveglia alle ore 05:00 così ci alziamo, doccione, ciambella di cartone acquistata la sera prima sotto ‘La torre degli Asinelli’ e partiamo verso Casalecchio di Reno. Arriviamo alle 07:47, OLYMPUS DIGITAL CAMERApiccola sosta per foto di rito agli Stage Truck, parcheggio macchina all’IKEA, tocchiamo finalmente la meta ossia il gate n° 6, prima di noi solo 11 persone, un paio li dal giorno prima, il gate 7 un deserto. Pomeriggio volato via quasi in un attimo, insieme a tanta gente carinissima, alcuni incontrati anche a Roma, con altri già in contatto sui vari social networks.

Ore 18:30 mi ritrovo magicamente in posizione numero 2, inizio a correre: 1a sosta controllo biglietto, 2a sosta controllo borsa e poi “corri Forrest corri!”.  Sono dentro: lato Martin troppa gente, io nana e mezza cecata. Lato Fletch perfetto, transenna EVVAI!! Dietro di me c’erano alcuni Early Entrance.

Mi siedo a terra e qualcuno dietro di me “… si, le ho scritto un commento su Depeche Mode e Dintorni…” così, felicemente incuriosita, mi volto e vedo una graziosa fanciulla che mi lancia uno sguardo del tipo “azzo hai da guardare?”.  Poco dopo, chiacchierando, scopro che la fanciulla si chiama Sofia Bruni 13 anni, nostra fan su facebook con una cultura Depeche che lascerebbe a bocca aperta persino i Depeche stessi e svezzata a pane e Strangelove, al suo primo concerto in compagnia di sua madre Giulia e suo padre Giuseppe, devoti di vecchia data. A fine concerto ho chiesto a Sofia cosa avesse provato durante NLMDA e mi ha confessato “Un’emozione unica e ho pensato che volevo che il tempo si fermasse, e per la prima volta ( insieme Angel, Heaven e a Enjoy The Silence) ho avuto i brividi e ho pianto. E poi ovviamente l’emozione massima e avvenuta durante Policy Of Truth, che rimarrà per sempre la mia canzone preferita”.

Soprassediamo sul gruppo spalla. Inizio a distribuire i fogli per la coreografia, mollo mazzette da 20 a destra, altre mazzette a sinistra. 200 fogli distribuiti in pochi minuti e grazie alla collaborazione di Sonia, Sofia e di altri gentilissimi devoti.

Ecco, si spengono le luci OMG ci siamo parte la intro, Welcome to My World e poi Angel, cuore a mille e salivazione azzerata.  Walking in My Shoes, Precious, Black Celebration e sto già grondando di sudore, non riesco a star ferma ma sopratutto a star zitta.  Arriva finalmente In Your Room 200 cartelli in alto e sparsi per tutta l’arena, un bel blocco nel lato Fletch, altri sulla punta della passerella, alcuni addirittura lato Martin.  Momento magico! Anche questa volta la coreografia ha catturato l’attenzione di Dave che, dopo aver letto i cartelli, sorride e viene in passerella per ringraziare (nel video qui sotto dal minuto 3:59). La voce di Dave, l’effetto visivo dei cartelli, le note di IYR mi mandano completamente in estasi.

Dopo Policy of Truth, Dave cede lo scettro a Martin per una breve pausa che dura giusto il tempo di una morbida Slow e una sognante Blue Dress. Torna Dave e si riparte con Heaven , Behind the Wheel, A Pain That I’m Used To e l’Arena si infiamma.

A Question of Time, Enjoy The Silence, Personal Jesus tutti in delirio con Dave che è un Dio sceso in terra! Pausa e poi encore: riparte Martin con Judas, che ogni volta mi riporta al lontano 93, il mio primo concerto dei Depeche Mode al Palaeur di Roma. Perfetto Martin, inginocchiato in passerella ci regala vibrazioni infinite “So open yourself for me, risk your health for me, if you want my love…”. Halo il mio viaggio mentale e il remix di Goldfrapp è uno dei pochi che ascolto volentieri. Just Can’t Get Enough, I Feel You e il gran finale Never Let Me Down Again per chiudere la serata e il tour, perchè per noi italiani il Delta Machine Tour si è concluso Sabato scorso con il magone e la domanda “e adesso, fra quanto li rivedremo?”

Ho avuto l’impressione che Dave fosse un tantino stanco (comprensibile dopo quasi un anno di tour in giro per il mondo) tuttavia non ci ha fatto mancare nulla, dalla sua impeccabile performance canora, alle sue piroette, al suo “giocare” allo strip man. Gahan è arrivato in arena, è sceso dal mini van ed è salito di corsa sul palco; la stessa scena si è ripetuta a fine spettacolo, quando tutto sudato e a petto nudo, ci ha salutati e di corsa in macchina, direzione albergo.
Brani come Heaven, In Your Room, I Feel You, Never Let Me Down Again hanno fatto tremare la Unipol Arena, e noi occhi e orecchie spalancati, braccia in alto e cuori impazziti, abbiamo toccato la fede con mano.
The King ha fatto centro ancora una volta. Uno dei più grandi frontman di tutti i tempi, che non ha bisogno di un palcoscenico stile astronave per fare spettacolo, ha lasciato un altro segno sulla mia pelle, come una scarificazione indelebile.

Martin è il raggio di sole in una rigida giornata invernale.
Ricordo i primi live dei Depeche quando Gore stentava movimenti di bacino, timido e impacciato. Ora una delle cose che ammiro e che caratterizza quell’uomo è proprio questa sua timidezza che, unita a 30 anni di carriera e al successo mondiale, fanno di Martin una persona unica, di quelle che “han gettato via lo stampo”.
Sabato sera, durante Slow, Blue Dress ma in particolare Judas, Gore ha diretto e purificato le nostre anime, almeno fino ai prossimi 4 anni e non di più!

Fletcher è quello che tutti criticano perchè “non fa nulla, è inutile” ma alla fine tutti osservano incuriositi e anche un po’ inteneriti da quei 2 metri (circa) di anima che si scuote, a suo modo, per incitare il pubblico. Dietro quegli occhiali scuri si nasconde un autentico gentiluomo, un professionista, un uomo che ha lottato, nel periodo più difficile della carriera dei Depeche, per tenere unito il gruppo. Un applauso quindi allo zio Fletch!

La festa devota si è conclusa Domenica, dopo aver augurato buon viaggio ai Depeche Mode e tutti con la stessa speranza nel cuore.
Ringrazio “piedibagnati” per le t-shirt #touchfaith (bellissima idea) e per i video girati Domenica scorsa al Baglioni, li pubblicheremo nei prossimi giorni sulla nostra pagina facebook e YouTube. Ringrazio Sonia D’Atri per aver contribuito alla realizzazione del flash mob, oltre che per la spendida ospitalità e l’indimenticabile viaggio in macchina.

Thank you Depeche Mode and see you next time!!


Vuoi incontrare di persona i Depeche Mode a Bologna? Stai sintonizzato

E’ un’occasione rara, anzi rarissima, quella che Rockol offre a tutti i fan italiani dei Depeche Mode, in questi giorni impegnati sui palchi italiani: incontrare di persona Dave Gahan e soci. Grazie a Live Nation Italia, la band ha acconsentito ad organizzare un meet and greet con una selezionatissima porzione di spettatori che interverrà a loro concerto previsto a Bologna per il prossimo sabato, 22 febbraio. Avvicinarli, stringere loro la mano: grazie a Rockol, due ammiratori della band britannica verranno ammessi nel backstage dello show nel capoluogo emiliano.

Come riuscirci? E’ molto semplice: nel corso dei prossimi giorni Rockol, senza preavviso, pubblicherà una notizia con le modalità per aderire all’iniziativa. Verrà premiata la tempestività: l’accesso al meet and greet verrà infatti concesso ai due fan più veloci nel rispondere. Attenzione: in sede di adesione sarà necessario allegare una foto o scansione del vostro biglietto per il concerto (o del voucher rilasciato dall’agenzia di prevendita) – quindi teneteli pronti. Si vince solo l’incontro con la band, non il biglietto del concerto. I più veloci a rispondere, in ordine di arrivo della segnalazione, saranno contattati per un esclusivissimo rendez-vous dietro le quinte con le leggende del synth-pop.

http://www.rockol.it

http://www.facebook.com/rockol

http://www.livenation.it

http://www.facebook.com/livenationit


Depeche Mode in Italia: ecco le nostre coreografie/flash mob!

Mancano pochissimi giorni al ritorno dei Depeche Mode in Italia!
Tre le date in agenda: Torino (18/02/14), Milano (20/02/14) e Bologna (22/02/14).

Come per i due live di Milano e Roma, abbiamo pensato a due coreografie/flash mob che richiederanno la partecipazione di tutti voi. Sarà l’occasione per manifestare, di persona, tutta la vostra devozione e ringraziare i Depeche Mode per queste 5 date italiane a dir poco stupefacenti! Quindi impegnatevi al massimo, se volete che la cosa riesca bene 🙂

PRIMA COREOGRAFIA/FLASH MOB:
La prima coreografie/flash mob consiste nell’uso delle luci led dei vostri cellulari o, meglio ancora, di mini torce che potete acquistare online o presso i negozi cinesi a poco prezzo. Vi segnaliamo due link: mini torcia lampada con moschettone e Torcia a dinamo portatile con 3 Led decidete voi come meglio credete.
Questa coreografia va fatta durante il PRIMO ENCORE (BIS), solitamente eseguito da Martin nelle date di:

TORINO PALAOLIMPICO (PARTERRE EARLY ENTRANCE – PARTERRE IN PIEDI – I ANELLO NUMERATO – SECONDO ANELLO FRONTALE NUMERATO – SECONDO ANELLO NON NUMERATO – I ANELLO NUMERATO VISIONE LATERALE – I ANELLO NUMERATO RETRO PALCO)

MILANO MEDIOLANUM FORUM (TRIBUNA GOLD NUMERATA – PARTERRE EARLY ENTRANCE – PARTERRE IN PIEDI – ANELLO B NUMERATO – ANELLO C NUMERATO – ANELLO C NUMERATO VISIONE LIMITATA – ANELLO B NUMERATO VISIONE LIMITATA LATO PALCO – ANELLO C NUMERATO VISIONE LIMITATA LATO PALCO)

BOLOGNA UNIPOL ARENA (PARTERRE EARLY ENTRANCE – PARTERRE POSTO IN PIEDI – GRADINATA NUMERATA – GRADINATA NUMERATA VISTA LATERALE)

È ASSOLUTAMENTE NECESSARIO SPARGERE LA VOCE quanto più potete a partire DA ORA! Fate ‘passa parola’ anche la sera del concerto!!

SECONDA COREOGRAFIA/FLASH MOB:
La seconda coreografie/flash mob riguarda l’utilizzo di cartelli in A4 che abbiamo già stampato (200 copie pronte). I cartelli verranno distribuiti all’interno dell’arena in zona parterre. e dovranno essere esposti DURANTE “SHOULD BE HIGHER”.  Non vi possiamo svelare cosa c’è scritto sui cartelli, lo scoprirete quando vi verranno consegnati.
Questa coreografie/flash mob INTERESSERÀ SOLO LA DATA DI BOLOGNA.

Ma non finisce qui!

Da un’idea di piedibagnati, nostro fan su facebook,  mettiamo a disposizione un file immagine, da lui elaborato,  che potrete stampare sulle vostre t-shirt, felpe o canottiere (fate voi insomma 🙂 ). La stampa dovrà essere frontale e bianca, mentre la base (quindi la maglietta) rigorosamente nera! Clicca QUI per scaricare il file. 

Seguite l’evento su facebook www.facebook.com/events/206264302915156

Vi ricordiamo il nostro sondaggio Quali brani vorresti nella prossima setlist italiana del Delta Machine Tour?


Info utili e Info Navetta per Depeche Mode 22.02.14 Bologna

INFO UTILI e INFO NAVETTE per il concerto dei DEPECHE MODE
22 febbraio Unipol Arena Bologna.

INFO UTILI:
Apertura biglietteria ore 17:00 circa
Apertura Cancelli ore 18:30
Gruppo spalla Choir Of Young Believers ore: 19:45
Inizio concerto Depeche Mode : 21:00

INFO NAVETTA:
per assistere al concerto di Depeche Mode sarà attivo il servizio di navette bus in partenza dalla Stazione Centrale FS (fermata Fs di Viale Pietramellara) dalle ore 17 alle ore 20 (ultima partenza) ogni 15’.
Il servizio di ritorno sarà effettato al termine del concerto per la stazione Fs. i bus sosteranno in via Gino Cervi (lato opposto al parcheggio) vicino agli ingressi 8 – 10Il biglietto è speciale a/r con impressa la data specifica del concerto e costa 4€ nella biglietteria Tper della Stazione Fs e costa 5€ a bordo del bus.


Gli inossidabili Depeche Mode – Recensione Strasbourgo –

Photo DNA – Michel Frison

Il Papa eterno di una new wave ipnotizzante e incisiva. Dave Gahan fa il suo ingresso sotto un diluvio di techno pulsante, come un sexy Messia gotico del culto oscuro.

Avvolto nel mistero e da quell’aura magnetica che lo rendono, ancora una volta, uno degli araldi più carismatici e affascinanti della scena attuale, il cantante dei Depeche Mode elettrizza lo ‘Zénith de Strasbourg‘ prima ancora di intonare le prime parole di Welcome to my World, pezzo di apertura del nuovo album Delta Machine.

Nel pieno dei suoi 51 anni, il twirling e seducente Gahan lascia cadere velocemente la sua giacca di paillettes per raggiungere la perfetta condizione estatica, mentre i suoi due complici, Martin Gore e Andy Fletcher, gli reggono il gioco distillando, con chitarra e tastiere, quelle incredibili e sbalorditive sonorità incendiarie che hanno caratterizzato la band per oltre 30 anni, portandola ad alti livelli.

Enjoy the Silence , A Question of Time , Policy of Truth e Personal Jesus sono state come uno tsunami che ha spazzato via qualsiasi cosa al suo passaggio, mentre il pubblico si è levato in alto per la celebrazione di massa.

Di Alexis Fricker per www.dna.fr

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Lo show dei Depeche Mode a Birmingham – Recensione –

foto nativemonster.com

I Depeche Mode, le leggende dell’elettronica, hanno fatto tappa alla LG Arena di Birmingham con un’unica data nel Regno Unito del loro tour europeo invernale.

Con una carriera di oltre tre decenni, i Depeche Mode hanno pubblicato quello che da molti è considerato uno dei loro lavori migliori, il magnifico Delta Machine del 2013, e la band ha scelto i primi due brani di quest’album per aprire il concerto di ieri sera.

“Welcome To My World” e “Angel” incarnano la maestosità oscura al cuore della musica dei Depeche Mode: pulsante, minacciosa e seducente e al contempo permeata di una vena di malinconia paradossalmente confortante.

Davanti alle proiezioni sugli schermi giganti, il cantante Dave Gahan ha interpretato la parte di dio del rock dai fianchi snelli e sinuosi, saltellando sul palcoscenico, un po’ Freddie Mercury, un po’ Bono e un po’ Jim Morrison.

Sostenuto sul palco da un’altra tastiera e dalla batteria, il tastierista e chitarrista Martin Gore e il tastierista Andy Fletcher l’hanno affiancato in un viaggio di due ore fra brani vecchi e nuovi.

Martin Gore ha avuto il suo momento sotto i riflettori in un paio d’occasioni, con un’interpretazione vocale poderosa di “Slow” tratta dal nuovo album, trasformandola in una torch song intrisa di blues e jazz, con il solo accompagnamento di Peter Gordeno al pianoforte.

Il suono della band si è ampliato enormemente con la presenza di Christian Eigner alla batteria, la cui esecuzione fa da complemento ai ritmi taglienti delle linee di basso sintetiche.

Naturalmente ci sono stati anche i brani di successo, il pubblico ha ballato con “Policy of Truth”, “Behind The Wheel”, “A Question of Time” e “Just Can’t Get Enough”.

Ma il pezzo forte della serata è stato senza dubbio un’interpretazione stupefacente di “Personal Jesus”, la canzone che rappresenta fra tutte le altre il percorso che la band ha intrapreso dall’electropop verso un genere più profondo e concreto.

Una partenza lenta e stravagante, che ricordava la cover prestigiosa di Johnny Cash, prima di scatenarsi a tutta forza mandando il pubblico in visibilio.

Reach out and touch faith, “tendi la mano e tocca la fede”, cantava Gahan. Quindicimila credenti hanno fatto proprio questo.

Fonte nativemonster.com

Traduzione a cura di Barbara Salardi per Depeche Mode e Dintorni

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Due show in Italia per il dj Trentemøller

Dopo gli opening act per il tour dei Depeche Mode del 2013, il producer danese torna a confrontarsi con il suo pubblico.

Il confronto faccia a faccia con il grande pubblico, a livello internazionale, di certo non spaventa il dj Andres Trentemøller, che nel corso del 2013 ha avuto il privilegio di aprire i concerti dei Depeche Mode e di preparare per loro l’atmosfera sotto i palchi di tutto il mondo. Per il dj è tempo di tornare alla consolle, con una serie di live show che lo vedranno assoluto protagonista. Il tour annunciato prevede anche due date in Italia: Trentemøller si esibirà lunedì 24 febbraio all’Estragon di Bologna e martedì 25 febbraio all’Atlantico di Roma, facendo ballare il pubblico grazie ad ormai un decennio di esperienza nella musica elettronica più d’avanguardia e grazie al suo stile reinterpretativo ricco di tratti personalissimi e inconfondibili. Immancabili, nel corso dei due live show, i riferimenti alla più recente produzione discografica del producer danese, l’album “Lost“, pubblicato nel corso del 2013. I biglietti per assistere ad entrambi gli show sono già disponibili in prevendita al costo di 15 euro più diritti ed eventuali commissioni addizionali.

fonte concertionline.com

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Dave Gahan:«Se tutto va bene nella primavera del 2015 un nuovo album con i Soulsavers»

Come un anno e mezzo fa, Dave Gahan e Rich Machin parlano nuovamente della loro intenzione di collaborare per un secondo album dei Soulsavers.
Nell’intervista apparsa nel nuovo numero della rivista tedesca Sonic Seducer (qui scannerizzata), rilasciata ad ottobre in occasione del lancio della deluxe edition di “The Light The Dead See” (del 2012), Rich afferma che gli piacerebbe andare in tour con Dave ma: «È molto meglio avere più di dieci brani live. E lo faremo presto, perché abbiamo già preso in considerazione il prossimo disco insieme a Dave».

Dave aggiunge: «Sono in contatto costante con Rich. Mi tiene informato su canzoni nuove e idee per le quali potrei dare il mio contributo. Certo, Rich collabora con tanti altri artisti come Mark Lanegan, e la mia voce non sempre è adatta a tutti i suoi pezzi. Però mette sempre da parte dei brani nei quali ritiene potremmo collaborare. (…) Ma “The Light The Dead See” non è stato certamente un lavoro unico: se tutto va come immaginiamo, intorno alla primavera del 2015 dovrebbe uscire un nuovo album nel quale canterò con i Soulsavers».

Ora, considerando che i Soulsavers hanno in programma un album + un EP per il 2014 (leggi qui), non aspettiamoci il ritorno fulmineo di Dave in studio al termine di questo tour.
Gahan infatti sottolinea che: «Credo sia comprensibile che voglia stare con la mia famiglia. Però, conoscendomi, dopo un po’ mi tornerà il desiderio di fare nuova musica e quindi continuerò».

Gli estratti dell’intervista tradotti da Barbara Salardi provengono da depeche-mode.com

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Ultima leg per i Depeche Mode e il loro Delta Machine Tour – 26 show in 23 città europee

La Palau Sant Jordi è pronta ad ospitare la prima data della quarta leg del Delta Machine Tour questa sera a Barcellona.
La quarta fase del tour riguarderà ancora una volta l’europa (come nella prima e terza) e toccherà: Spagna, Francia, Belgio, Regno Unito, Germania, Austria, Slovacchia, Repubblica Ceca, Svizzera, Italia, Polonia, Ucraina, Bielorussia, Lettonia e Russia con l’ultima data prevista il 07/03/14 alla Olimpiyskiy  di Mosca.
Un totale di 26 show in 23 città europee (due date a Zurigo, Parigi e Madrid) chiuderanno il tour mondiale dei Depeche Mode partito da Nizza il 4 maggio 2013.

Cinque le date complessive del Delta Machine Tour che hanno interessato il nostro Paese
I Depeche Mode hanno fatto tappa in Italia nel mese di luglio durante la prima leg del tour con due date sold out: 18/07/13 Milano Stadio San Siro e 20/07/13 Roma Stadio Olimpico.
Le prossime tre: 18/02/14 Torino Palaolimpico, 20/02/14 Milano Mediolanum Forum e 22/02/14 Bologna Unipol Arena

www.depechemode.com/tour

E proprio nel pomeriggio di ieri Martin, Andy e Peter hanno fatto visita al FC Barcelona durante l’allenamento tenutosi alla Ciutat Esportiva Joan Gamper. Video 1Video 2

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Depeche Mode donano una Gretsch + Jan-Al Case per aiutare le Filippine

I Depeche Mode di nuovo impegnati in un’asta benefica questa volta per aiutare la popolazione delle Filippine colpita dal devastate tifone Haiyan.
L’oggetto autografato e messo all’asta è una chitarra Gretsch + Jan-Al Case.
Poco tempo fa, per la stessa iniziativa, i Depeche Mode donarono un microfono + asta autografati.
Tutti gli strumenti sono stati utilizzati durante la leg europea 2013 del Delta Machine Tour. L’asta si concluderà il 28 gennaio 2014.

Per fare una donazione:
Depeche Mode Autographed Concert Microphone
Depeche Mode Signed Stage Microphone Stand and Jan-Al Road Case from the 2013 European Tour
Depeche Mode Signed Gretsch Electric Solid Body Guitar & Jan-Al Road Case from the 2013 European Tour

Visita “Habitat for Humanity Philippines” per visionare tutti gli oggetti donati dalle varie celebrità.

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Il 2013 di ‘Depeche Mode e Dintorni’ – calendario 2014

Grazie a tutti voi che ci avete seguito con fede e devozione in questo 2013 che è stato un anno ricco di novità, un anno che ci ha regalato Delta Machine e il Delta Machine Tour con due date italiane da cardiopalmo!

4.561 volte grazie agli inscritti che ci leggono sul blog (a fine 2012 eravate 465!)
15.523 volte grazie ai fan che ci seguono su facebook
1.461 volte grazie ai followers di twitter

Grazie a tutti quelli che ci hanno inviato video, foto e recensioni del Delta Machine Tour, a quelli che ci hanno tenuto compagnia con commenti, a volte critici a volte divertenti e a chi crede in noi!

Per tutti voi abbiamo preparato un regalo molto speciale, il calendario 2014 che questa volta (a differenza del calendario 2013) raccoglie le immagini più belle dei nostri Depeche on stage! E’ stato davvero difficile scegliere tra le migliaia di foto presenti nel nostro archivio, difficile a tal punto che abbiamo deciso di realizzare ben due calendari!
Clicca qui per scaricare (in alternativa nowdownload o rapidshare)

Pronti per il 2014? Pronti per le nuove date italiane del Delta Machine Tour?
Noi scenderemo in campo con voi a Bologna e anche questa volta, dopo il successo di Roma, prepareremo una coreografia… ma di questo ne parleremo più avanti.
Vi ricordiamo che abbiamo circa 20 biglietti disponibili per lo show del 22 febbraio, Parterre in Piedi (no Early Entrance) e Gradinata Est – L. Per info QUI.

E ora ripercorriamo il nostro 2013

Gennaio 2013

Febbraio 2013

Marzo 2013

Aprile 2013

Maggio 2013

Giugno 2013

Luglio 2013

Agosto 2013

Peter Gordeno e Christian Eigner impegnati nel progetto ‘OPIEN’ “L’album si chiama ‘Atlanta‘ e vede la collaborazione di Christian Eigner (turnista dei Depeche Mode dal 1997) insieme al produttore, compositore e polistrumentista Niko Stoessl (che ha lavorato anche in Hourglass di Dave Gahan). ‘Atlanta‘ nasce dal progetto ideato da Niko Stoessl, ‘OPIEN‘, gestito dal team di Daryl Bamonte.
Nel video che vi proponiamo, ‘Let Me Down‘, noterete anche la presenza di Peter Gordeno (turnista dei Depeche Mode dal 1998).” Altri articoli che potrebbero interessarti

Settembre 2013

  • Una chiacchierata con Andrew Fletcher dei Depeche ModeAbbiamo fatto show strepitosi. Forse è stata la migliore serie di concerti della nostra carriera. Dave è sempre stato fenomenale, il pubblico si è dimostrato fantastico e molto partecipe, perfino nelle zone d’Europa che sono in recessione. La nostra è una carriera da sogno, dagli inizi fino a oggi. Non avremmo mai immaginato di essere ancora qui, di andare in certi paesi, di essere sempre più famosi. È meraviglioso. In tutta sincerità, credevamo che sarebbe durato solo un paio d’anni.Altri articoli che potrebbero interessarti

Ottobre 2013

Novembre 2013

  • Dave Gahan: “La musica mi ha salvato”È cominciato tutto con il glam rock, con gli Slade, T Rex, David Bowie e Roxy Music. Poi sono arrivati i Damned e i Clash. Ma la mia vera illuminazione è stata Ziggy Stardust, l’uomo che viene da altrove.
  • Jayce Lewis annuncia la data di pubblicazione del nuovo album “La scorsa settimana JL ha firmato con la Caroline International (Universal Music Group), accordo che gli permetterà di pubblicare il nuovo album dal titolo “Nemesis” tra marzo e aprile 2014, anticipato dalla release di un primo singolo nel mese di gennaio.
    Successivamente, Jayce registra un nuovo nome per il suo progetto, che porta avanti alla grande già da qualche anno, e dice: «andava fatto, qualcosa che doveva essere fatta qualche tempo fa» da ora in poi tutto ciò che Lewis produrrà, dai live ai lavori in studio, porterà il nome di PROTAFIELD.” Altri articoli che potrebbero interessarti

Dicembre 2013

BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO A TUTTI!!!


Depeche Mode in Italia “ticket + viaggio” per i devotissimi che ci seguono!

Depeche Mode e Dintorni, in collaborazione con Eventinbus (partner di Live Nation) offre a tutti i devoti iscritti al nostro blog, pagina facebook e twitter, pacchetti comprensivi di ticket concerto + posto autobus per lo spettacolo del 22/02/14 alla Unipol Arena di Casalecchio Di Reno (BO)
I biglietti di cui disponiamo e che vi offriamo a prezzo di costo, riguardano i settori: Parterre in Piedi (no Early Entrance) e Gradinata Est – L.

INOLTRE: usufruendo del nostro codice speciale, potrete avere uno sconto del 10% per ogni posto autobus che prenoterete/acquisterete per le date di:
Torino Palaolimpico 18/02/14
Assago (MI) Mediolanum Forum 20/02/14
Casalecchio Di Reno (BO) Unipol Arena 22/02/14 (con o senza ticket concerto)

Recatevi su www.eventinbus.com/artisti/depeche-mode consultate gli orari, i prezzi e le mete da raggiungere.
Una volta scelta la vostra destinazione, e compilato il form per l’iscrizione, potrete procedere con l’ordine.
Nell’apposito spazio che troverete al momento della prenotazione/acquisto (dove c’è “Attiva Il Buono“), inserite questo codice sconto: “DEPECHE-MODE” attiverete così il bonus sconto offerto da Eventinbus esclusivamente per noi di Depeche Mode e Dintorni.

Non è previsto alcuno sconto sul costo del biglietto per lo show.

Il biglietto per il concerto è incluso nel pacchetto ‘ticket + posto autobus’ e non può essere acquistato separatamente.

Autobus con partenze da tutta Italia.

Chi prenota per più persone deve OBBLIGATORIAMENTE segnalare anche il nome degli altri partecipanti e non solo il loro numero. Nel caso successivamente all’ordine ci fossero delle variazioni, sarà possibile modificare i dati inseriti senza problemi.
Nomi e numeri telefonici servono all’accompagnatore per comunicare con i partecipanti in caso di necessità prima, durante e dopo l’evento.


Video

Dave Gahan: “Durante il periodo SOFAD mi appassionava più dipingere che fare musica” guarda la video intervista

L’intervista di svt.se del marzo scorso, registrata in un hotel di Austin prima dello show al SXSW festival.

Traduzione a cura di Barbara Salardi per Depeche Mode e Dintorni

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Recensione: Depeche Mode live alla O2 Arena di Londra

© Andy Sturmey

© Andy Sturmey

Da grandi successi derivano grandi aspettative. I Depeche Mode hanno superato il trentesimo anniversario, decisamente vecchi se paragonati agli standard giovanili della Electronic Dance Music di oggi, ma si può dire che siano ancora la più grande band elettronica del mondo, rimanendo una costante dark attraverso innumerevoli revival e trasformazioni synth-pop dai loro inizi nel 1980.

Il terzo spettacolo sold out del 2013 alla O2 Arena, parte da “Delta Machine”, album accolto tiepidamente dalla recensione di Clash, ma quando si ha un repertorio come quello dei Depeche Mode, l’imponente discografia può agire a sfavore nella promozione di materiale nuovo. Quando si arriva a questi livelli, ogni serata è un concerto da greatest hits.

Tuttavia i Depeche Mode non si lasciano intimorire da tutto questo e cominciano fermamente con due pezzi tratti da “Delta Machine”. È una partenza moderata, con la cadenza pulsante e l’introduzione disarmonica di “Welcome To My World”, che incombe sul pubblico, muscoli che si flettono minacciosamente, seguita da una “Angel” alla Nick Cave, che s’insinua e si fa strada verso un ritornello blues sintetico. Nessuno dei due brani scatena la folla, ma è ammirevole la riluttanza del gruppo di adagiarsi sugli allori.

Naturalmente, trovare successi nella setlist dei Depeche Mode è un gioco da ragazzi. Ben presto “Walking In My Shoes” si fa strada con fragore, molto meno cupa e decisamente più palpitante rispetto alla versione presente sul disco, e il frontman Dave Gahan sorride in un modo che tradisce la sua reputazione di capo assoluto dell’elettronica oscura.

Poco dopo, una “Precious” dai toni tipicamente noir vede sugli schermi un montaggio curiosamente toccante di diversi cani, mentre Martin Gore e Andy Fletcher si dispongono su trame vivaci, motivi al pianoforte malinconici e guizzi di chitarra che richiamano i New Order. Quindi, “Black Celebration” e “Policy of Truth” ardono di un’essenza robotica e goth-metal.

Gore avrà anche scritto la maggioranza delle canzoni più note dei Depeche Mode, ma è indubbiamente Gahan che le trasmette. Quando Gore rimane solo sul palco con un pianoforte ad accompagnarlo durante i suoi spazi minimalisti da solista, “The Child Inside” e “But Not Tonight”, offre una fragilità eccezionale, sebbene nervosa, ma nulla batte l’emozione di vedere Gahan incedere e piroettare sul palcoscenico, afferrandosi le parti basse e roteando con l’asta del microfono, coi suoi pantaloni stretti, il gilè nero e gli stivaletti da cowboy.

La serata continua e ci sono altre interpretazioni da Delta Machine, ma alla fine il pubblico ottiene ciò per cui ha pagato: un’energica e sensuale “I Feel You”, una sordida e incalzante “Personal Jesus”, un’intensa e seducente “Enjoy The Silence”, mentre la briosa “Just Can’t Get Enough”, probabilmente il brano che meno li rappresenta come gruppo, ottiene il più caloroso apprezzamento della serata.

Queste sono fra le canzoni pop più belle e più amate degli ultimi quattro decenni, e sebbene il nucleo pulsante dei Depeche Mode sia colorato di nero e molto costruito, chi dice che l’euforia sintetica non riesca a far traboccare di gioia il cuore umano?

Di Dannii Leivers per clashmusic.com
Foto © Andy Sturmey

Traduzione a cura di Barbara Salardi in esclusiva per Depeche Mode e Dintorni

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Martin Gore dei Depeche Mode parla del successo del gruppo

Nell’ottobre scorso, i Depeche Mode, i pionieri britannici del pop elettronico, hanno annunciato un tour mondiale cinque mesi prima di pubblicare il nuovo album. Quando a marzo è arrivato Delta Machine, la maggioranza di date in arene e stadi è andata sold out: un’impresa non da poco per un gruppo i cui singoli non conquistano le classifiche da più di dieci anni.

Dire che i Depeche Mode riguardano solo i fan significherebbe minimizzare. I loro ferventi seguaci battono di gran lunga i pazienti Duranies dei Duran Duran e gli artificiosi Monsters di Lady Gaga.

Martin Gore, chitarrista, tastierista e autore principale del gruppo, ritiene che ci sia del vero nell’affermare che i Depeche Mode sono la più grande band di culto del mondo. I “Depechies” non sono gente normale, dice.

«Secondo me non attiriamo spontaneamente le persone nella norma», dice Gore. «Siamo disadattati, degli outsider, e attiriamo quelli come noi, e al momento ce ne sono parecchi in giro».

 

Tematiche dark

L’alienazione è il tema prevalente nella discografia dei Depeche Mode.

Il gruppo si è formato nel 1981, dopo aver capito di non avere un punto di riferimento nella scena musicale.

«Pensavamo che il rock fosse arrivato a un punto morto e che l’elettronica fosse la soluzione migliore. Abbiamo cominciato come band elettronica pura perché credevamo fosse l’unico modo per farsi avanti nella musica», dice Gore.

«Siamo al contempo molto tradizionali, ma cerchiamo di presentare le canzoni in maniera molto moderna.»

Speak and Spell, l’album di debutto dei Depeche Mode del 1981, è stato il biglietto da visita guidato dal singolo di debutto d’atmosfera “New Life” e il pezzo ballabile “Just Can’t Get Enough”.

Le sonorità e l’immagine del gruppo si sono spinte sempre più verso il dark a ogni nuovo album.

Alla pubblicazione dei due capolavori del gruppo, Violator del 1990 e Songs of Faith and Devotion del 1993, il cantante Dave Gahan si era trasformato da icona pop da poster a frontman irrequieto con un velo di mascara.

Ritmi terra terra

Sul fronte musicale, i freddi suoni sintetici dei primi album lasciarono spazio a elementi blues e rock più intensi.

A dispetto delle sonorità paranoiche, il gruppo è riuscito a creare brani che fanno impazzire il pubblico, come la sfolgorante “Enjoy the Silence”, l’inquieta “Personal Jesus” e la rockeggiante “I Feel You”.

Pur ammettendo che il gruppo ha sempre guardato al futuro, Gore afferma che le canzoni dei Depeche Mode sono sempre terra terra.

«Cerco sempre di descriverlo dicendo che nella musica vogliamo rappresentare l’emozione e la passione», spiega. «Se riteniamo che sia reale per noi stessi, in qualche modo si trasmetterà anche agli altri. Con la nostra musica vogliamo essere concreti e sinceri, e non creare un mondo fasullo».

 

Nuove proposte

Il gruppo è inoltre sincero sulle proprie tensioni interne.

Fra queste, la battaglia di Gore e Gahan contro l’abuso di sostanze pesanti e l’allontanamento del fondatore Vince Clarke, che ha lasciato il gruppo dopo l’album di debutto per trovare successo con gli Erasure.

Poiché molti album sono stati registrati in situazioni tese, Gore è felice che per Delta Machine si sia lavorato con relativa tranquillità.

Sebbene sia permeato di una buona dose di oscurità, il tredicesimo album ha sprazzi di luce e di speranza.

Il primo singolo, “Heaven”, somiglia moltissimo a un brano gospel.

Anche se la ballata a ritmo lento è una scelta insolita per presentare l’album, Gore spiega che riassume il ritrovato equilibrio all’interno del gruppo.

Far parte dei Depeche Mode non è più un tormento, dice.

«Abbiamo un’ottima formula ben consolidata», spiega Gore. «Dave dedica un sacco di tempo ed energie a lavorare sulla voce, e questo facilita parecchio le registrazioni. Ogni giorno fa esercizi di riscaldamento vocale e quando dobbiamo incidere, nel giro di tre o quattro registrazioni abbiamo quello che ci serve».

Da bravo outsider, a Gore non interessa particolarmente seguire la corsa di Formula 1 prima del concerto ad Abu Dhabi.

«Io non guido», dice, e poi ride. «Non ho la patente e non ho mai preso lezioni di guida, forse mi sentirò un po’ strano da quelle parti».

Nonostante il successo, lo status di outsider della band continua.

Fonte: thenational.ae

Traduzione a cura di Barbara Salardi in esclusiva per Depeche Mode e Dintorni

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Video Intervista: 2013 ACL Fest Interviews – Depeche Mode (Extended Version)

 

Com’è suonare nei festival?

«E’ diverso fare la propria esibizione. Mi piacciono alcuni festival però preferisco suonare per il mio pubblico. E’ sempre più difficile suonare nei festival, ma dipende dove ti trovi. In Belgio abbiamo suonato a un festival nell’ultima serata, dove c’era gente lì da tre o quattro giorni, erano 80 mila persone e non reagivano come il pubblico normale, sembravano zombie.»

A quale album precedente si avvicina Delta Machine?

«Alcune canzoni mi ricordano Violator e alcune SOFAD, come Heaven e Angel, che mi ricordano SOFAD. My Little Universe e The Child Inside mi ricordano un po’ Violator

Come fate a essere sempre innovativi dopo 33 anni?

«Abbiamo cominciato nel 1980, abbiamo pubblicato il nostro primo singolo nel febbraio 1981. Se hai la musica nel sangue, è difficile smettere di farla. Siamo fortunati ad avere una grande fanbase che ci ha sempre sostenuto. A quanto pare il successo non fa che aumentare e questo è il tour di maggior successo che abbiamo mai fatto. In questo tour suoniamo per un sacco di persone, come non abbiamo mai fatto, in europa abbiamo suonato in quasi tutti i grandi stadi da calcio, nella prima parte del tour, e ritorneremo a suonare nelle arene al chiuso fino a marzo. E anche in America tutte le date sono andate molto bene.»

Cosa ci vuole per diventare una band leggendaria?

«Mi chiedono spesso consigli per le giovani band emergenti, come cominciare. Le cose sono cambiate così tanto che non ne ho la più pallida idea. rispetto a quando abbiamo cominciato noi, adesso è più difficile avere un contratto o essere ingaggiati. Dico sempre che è molto importante essere originali e avere un sound unico, personale.»

Qual è la canzone che resiste al tempo?

«La canzone più vecchia che suoniamo live è Just Can’t Get Enough, è molto diversa da tutte le altre, ma il pubblico va sempre in delirio quando la suoniamo. La contraddistingue la sua diversità, ma fa impazzire il pubblico, al pubblico piace da morire.»

Parlami dei tuoi strumenti

«Io vado pazzo per tutto ciò che può fare musica, sono sempre alla ricerca di cose di questo tipo. Qualche anno fa stavo sempre su ebay a comprare vecchi sintetizzatori, sono arrivato al punto che questi strumenti si stanno quasi impadronendo dello spazio vitale in casa mia.»

Cosa porti con te in tour?

«Per fortuna abbiamo un allestimento molto diverso, perché gli strumenti vintage non ce la farebbero assolutamente. Nello scorso disco abbiamo usato molti sintetizzatori modulari, ed è difficile rendere questi suoni dal vivo, è un lavoro di composizione (patching), ci sarebbero molti buchi fra le canzoni. Non sarebbe gestibile, abbiamo dovuto campionare delle parti e usare suoni diversi e trigger samples.»

Come sono i rapporti con gli altri della band?

«Non sempre lavoriamo come amici, quando il tour finisce a volte non ci vediamo per qualche anno. E’ più simile a una famiglia, siamo come fratelli.»

Avete un qualche rituale prima di salire sul palco?

«Sì, ne abbiamo uno che facciamo sempre prima di ogni concerto, ci abbracciamo in cerchio e facciamo un verso da macho. Ok, non è proprio da macho, ma un po’ sì dai.»

traduzione a cura di Barbara Salardi in esclusiva per Depeche Mode e Dintorni

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Dopo ACL Fest di Austin i Depeche Mode in pausa fino a Novembre con Delta Machine Tour

Si chiama Heaven ed è il nuovo single dei Depeche Mode

La seconda e ultima data dei Depeche Mode all’Austin City Limits Music Festival è la n° 23 e chiude la seconda leg del tour (Nord America) che si fermerà fino al 03.11.13, data in cui i Depeche Mode saliranno sul palco del du Arena di Abu Dhabi per la terza parte del Delta Machine Tour.
Il festival di Austin sarà interamente trasmesso in diretta streaming (per info visita www.aclfestival.com/webcast) a partire dalle 13:30 ora locale.
L’esibizione dei Depeche è prevista per le 20:30 ora locale (le 3:30 in Italia) e terminerà alle 22:00 ora locale (le 5:00 in Italia)

Secondo Pollstar, il tour nordamericano ha incassato $1,122,120 per un costo medio di $71.39 a biglietto, classificando i Depeche al 6° posto della Top 20 Concert Tours.

Tutti impazienti (noi europei) per la terza parte del tour che interesserà ancora una volta l’Europa e che al momento vede in calendario ben 46 spettacoli. I Depeche Mode torneranno anche in Italia per 3 show:
18.02.14 Palaolimpico (Isozaki)Torino
20.02.14 Mediolanum ForumAssago (MI)
22.02.14 Unipol ArenaCasalecchio di Reno (BO)

Per info e tickets visita www.ticketone.it

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L’intervista di Steve Masters di Live 105 a Martin Gore dei Depeche Mode

Prima dello spettacolo allo Shoreline Amphitheatre lo scorso 26 settembre, Steve Masters, di Live 105, ha incontrato Martin Gore nel backstage per una breve intervista.

D: L’ultima tappa dei Depeche Mode a San Francisco risale a cinque anni fa, come vi sentite a essere di nuovo qui?
R: Non vediamo l’ora di esibirci stasera, nella scorsa tournée non abbiamo suonato qui perché abbiamo avuto problemi con la voce di Dave. Perciò stavolta sarà molto bello esibirci qui a San Francisco.

D: Parliamo del vostro nuovo album, “Delta Machine”, che è fantastico. Avete lavorato con Ben Hillier, che ha prodotto i vostri tre ultimi album, mentre prima avete lavorato molto con Daniel Miller. Continuerete a lavorare con Ben?
R: Ben Hillier, come hai detto, ha lavorato agli ultimi tre album. Dopo Daniel, abbiamo collaborato con molte persone. Daniel ha smesso di lavorare con noi a livello di produzione nel 1986 con “Black Celebration”. Però, credo sia un po’ presto parlare di un nuovo album. Perché abbiamo ancora molta strada da fare in questa tournée.

D: Sul palco suonate molti classici e tutte le canzoni famose dei Depeche Mode, ce ne sono alcune fra queste che tu ami particolarmente?
R: È sempre una domanda difficile, ma penso che sia per la partecipazione del pubblico, e mi sorprende ogni sera, direi “Never Let Me Down Again”, quando tutti agitano le braccia. È uno spettacolo ed è fantastico vederlo tutte le sere.

D: Quindi diresti che è la preferita del pubblico?
R: Direi di sì. Secondo me il pubblico non riesce a credere che lo facciano tutti e che sia così bello.

D: Ecco una domanda che trovo interessante. Se dovessi scegliere uno solo dei vostri album, se fossi sperduto su un’isola deserta, e questo fosse l’unico album che vi rappresenterà per l’eternità, quale sceglieresti?
R: È un’altra domanda molto difficile, ma vista la sua popolarità, sceglierei “Violator”. Si arrabbierebbero tutti se non lo scegliessi. In quell’album ci sono quattro singoli classici.

D: Sì, quel disco si colloca più o meno al centro della vostra discografia, quindi concordo.
Album dal vivo. L’ultimo che avete fatto è stato “101” nel 1989. Pensate di realizzarne un altro?
R: Non abbiamo ancora pensato di farlo. Nelle ultime tournée, ma per quasi tutte le tournée, abbiamo pubblicato un DVD live, e penso che ne faremo un altro anche stavolta.

D: Alan Wilder ha messo all’asta di recente molti dei suoi cimeli dei Depeche Mode su internet, pensi anche tu di fare una cosa simile, di vendere alcuni dei tuoi cimeli ai fan, ti è mai passato per la mente?
R: No. A un certo punto, può darsi. Colleziono attrezzature, ho un sacco di cose, ma prima o poi dovrò dare via certi oggetti. Perché comincio a non avere più spazio, ormai si stanno impadronendo di casa mia.

D: Quindi ti riferisci a vecchie tastiere, chitarre, strumenti musicali, registratori MIDI e altri vecchi oggetti simili, tu ne hai ancora?
R: Sì, qualsiasi cosa si possa usare per fare musica. Ho qualche oggetto che rientra in questa categoria.

D: Voi siete sulla scena da trentatré anni ed è pazzesco. Pensate di continuare coi Depeche Mode per sempre come i Rolling Stones?
R: Non facciamo progetti di questo tipo. Al momento sappiamo di avere sei mesi nei quali siamo impegnati con la tournée. Non abbiamo pensato a cosa faremo dopo. Non abbiamo pensato né di tornare in studio, né ad altro. Prendiamo tutto come viene.

D: Andrete avanti finché la gente continuerà a venire ai concerti?
R: È difficile rispondere, non saprei. Forse arriverà il giorno in cui qualcuno non vorrà più farlo. Potrebbe capitare. Personalmente non credo che accada. Ma potrebbe benissimo capitare.

D: Dunque, gira una voce secondo la quale voi adorate giocare a biliardino. Chi è il più bravo fra voi del gruppo,chi vince sempre a biliardino?
R: Beh, purtroppo giocano con noi anche dei membri dello staff e abbiamo dovuto ammettere che sono molto più bravi di noi. Il mio bodyguard è molto bravo. Ma tolto lui, sono io quello che vince più spesso.

D: Quindi ti prendi tutto il merito, mi piace.
Hai un profilo su Twitter?
R: Ho un account Twitter, ma non twitto mai.

D: Quindi non twitti, ma segui altra gente. Chi segui?
R: Ho una risposta divertente a questa domanda. Dopo aver visto… Credo si chiami “Never Sorry”, il film su Ai Weiwei, ho pensato di seguire Ai Weiwei. Quindi ho creato un account Twitter e ho trovato tutti i tweet di Ai Weiwei in cinese.

D: E invece chi gestisce il profilo Twitter dei Depeche Mode?
R: Ci sono persone addette alla gestione, non scriviamo noi i tweet.

D: Ho capito, quindi se i fan vogliono contattarvi, mandarvi dei messaggi, il modo migliore è scrivervi con carta e penna? Come funziona?
R: No, se sono messaggi importanti ci arrivano, ma se invece non sono messaggi poi così importanti non ce li comunicano.

D: Ricevete ancora posta cartacea dai fan, lettere scritte con carta e penna?
R: Sì, certo.

D: Rispondete?
R: No, perché buona parte delle persone che si preoccupa di contattare una band di solito è un po’ fuori di testa.

D: Di recente hai inciso un disco con Vince Clarke, come sta Vince?
R: Se la passa bene, ci siamo visti a Brooklyn poco tempo fa, è venuto a vedere il concerto.

D: A quelli che sognano il periodo dei Depeche Mode con Vince Clarke, e sperano di rivederlo ancora, dici che è una cosa possibile?
R: Sì, è possibile. Non abbiamo pensato a un progetto a lungo termine. Doveva essere un evento straordinario. Ma se lui avrà tempo e anch’io ne avrò, forse collaboreremo ancora. Non ne abbiamo parlato.

D: Hai qualche riflessione da fare sulla situazione mondiale in generale con Twitter, Facebook e Instagram, e il passo rapido della tecnologia che ci fa correre? Hai qualcosa da dire su questo? Com’è cambiato tutto, da quando si compravano i dischi dei Depeche Mode in vinile a oggi, con tutti i nuovi modi di ascoltare e distribuire la musica e sulla tecnologia in generale? Qual è la tua opinione?
R: Devo dire che mi dispiace molto per i gruppi e gli artisti del momento che emergono e sono giovanissimi. Ricevono subito un’esposizione mondiale, praticamente immediata. A suo tempo non era tutto così rapido, si aveva l’opportunità di crescere, di accettare la notorietà più lentamente. Dev’essere molto difficile da affrontare.

D: Nel corso della tua carriera fantastica di leader, o quasi, dei Depeche Mode, qual è l’auto più bella e costosa che tu abbia mai comprato? Raccontaci.
R: Stavolta è facile rispondere. Io non guido.

D: Non hai mai guidato un’auto in vita tua?
R: Non ho mai guidato un’auto, non ho mai preso lezioni e non ho mai fatto l’esame.

D: È un cosa che vorresti fare?
R: Adesso non ne vedo più l’utilità. Una volta mi dicevo che forse un giorno avrei imparato a guidare, ora non ne vedo più l’utilità.

D: A dire il vero, è divertente. In particolar modo, visto che so che tu abiti sulla costa californiana, puoi prenderti una bella decappottabile e sfrecciare sulle strade panoramiche.
R: A me non è mai interessato. Forse ho un po’ di sangue Amish.

D: Hai dei figli?
R: Si, ne ho tre

D: Loro hanno dei figli?
R: No

D: Gli piacciono i Depeche Mode?
R: Penso di sì. Mio figlio ha solo undici anni, ma gli piacciamo. Anche a mia figlia piacciamo, la più grande ha ventidue anni. Piacciamo anche a mia figlia di diciotto anni.

D: Il tuo luogo di vacanza preferito?
R: Costa Rica.

D: Inghilterra o Stati Uniti?
R: Stati Uniti.

Fonte: live105

traduzione a cura di Barbara Salardi in esclusiva per Depeche Mode e Dintorni

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I Depeche Mode tornano a esibirsi in Florida

Tappa al BB&T Center di Sunrise questa domenica con un mix di classici e nuove canzoni da Delta Machine

Come molti gruppi che hanno ottenuto un incredibile successo internazionale, i Depeche Mode hanno affrontato anche una buona dose di avversità, in particolare la dipendenza dalla droga che è costata temporaneamente la vita al cantante Dave Gahan. Ma il gruppo britannico synth pop – la band di musica elettronica più famosa della storia – ha tenuto duro grazie alla forza di successi come “Personal Jesus”, “Enjoy the Silence”, “Walking in My Shoes”, “People are People”, “Strangelove”, “Policy of Truth” e “Just Can’t Get Enough”.

Oggi i Depeche Mode sono tornati con Delta Machine, il loro tredicesimo album, che è stato paragonato ai loro migliori lavori passati per la sua forza ed energia. Successivamente, la voce profonda e baritona di Gahan ha visto una rinascita, e oggi è più calda e intensa che mai.

Il gruppo fa tappa al BB&T Center di Sunrise dopo un tour europeo di successo, e il tastierista e membro fondatore Andy Fletcher ha parlato con Miami.com del tour, del nuovo album, e di chi ha influenzato la band agli inizi.

Com’è stato il tour europeo?

«È strano dirlo, ma è stato proprio esaltante. La partecipazione è stata fantastica, la performance del gruppo strepitosa e il morale di tutti era ottimo, per cui non potremmo essere più contenti e non vediamo l’ora di andare in Nord America. Siamo pieni di entusiasmo.»

Ci sarà qualche variazione nel tour del Nord America rispetto a quello europeo?

«Faremo qualche modifica, ma in sostanza lo spettacolo resterà lo stesso. Cambieremo un po’ le canzoni.»

Avete un repertorio vastissimo, come fate a scegliere le canzoni da suonare e quelle da escludere?

«È molto difficile. Se potessimo suonare quattro ore – so che forse Bruce Springsteen lo fa, ma non possiamo competere con lui – probabilmente riusciremmo a inserire le preferite di ognuno, ma per Dave in particolare è un enorme sforzo fisico. Perciò è difficile, ma pensiamo di aver inserito un buon mix dei primi anni, degli anni di mezzo, e di oggi. Credo che il pubblico sarà soddisfatto.»

Quante canzoni di Delta Machine sentiremo?

«Ne sentirete molte. Per fortuna le canzoni di Delta Machine rendono benissimo dal vivo. Sono semplici, ci sono pochi elementi. Credo che ne sentirete sei o sette.»

Il nuovo album è stato paragonato sia a Violator, sia a Songs of Faith and Devotion: che ne pensi di questi paragoni?

«Beh, noi diciamo sempre che ogni album è diverso, ma forse in Delta Machine c’è qualche legame in più, perché ha sonorità elettroniche con un che di blues, e per questo motivo è facile ripensare a “Personal Jesus”, tratto da Violator

Pur essendo una band elettronica, secondo te da dove arriva questo lato blues?

«Ottima domanda. Martin [Gore], l’autore della maggior parte dei brani, ha sempre amato il blues, ed è stata una continua fonte d’ispirazione. Ma non saprei dire da dove arrivi realmente.»

Il titolo Delta Machine rappresenta in qualche modo il paradosso dell’elettronica che incontra il blues?

«Sì, è questo il bello del titolo, riesce a spiegare la musica che contiene il disco. Altrimenti il titolo non significherebbe niente.»

I Depeche Mode sono stati d’ispirazione per molti, chi ha influenzato voi agli inizi?

«In realtà diverse cose. Siamo stati molto fortunati ad avere quindici anni quando il punk è esploso con i Clash e i Sex Pistols. Prima di allora avevamo David Bowie, i T. Rex e altri artisti simili, poi negli anni ’70 sono arrivati i Kraftwerk e la gente ha cominciato ad ascoltarli anche negli anni ’80. E per noi sono stati una fonte d’ispirazione grandissima per gli strumenti. Quindi parecchie cose. E a volte è la musica che non ti piace a influenzarti. Per esempio, non vuoi fare un certo tipo di musica, ma poi la fai [ride].»

Dave ha scritto molti pezzi del nuovo album, contribuendo più del solito. Le dinamiche del gruppo sono cambiate molto?

«Sì, Dave contribuisce già da diversi dischi con le sue canzoni. Sta diventando sempre più bravo, e questo dà molta più varietà all’album.»

La sua voce è più calda e potente che mai.

«Beh, ora si prende più cura di se stesso. Anche nelle esibizioni dal vivo è più in forma che mai.»

Altri grandi artisti – Elton John, Paul McCartney, i Rolling Stones – hanno smesso di produrre lavori di grande impatto. Come fate a mantenere la vostra grandezza?

«È difficile, perché normalmente i media cercano sempre band giovani e originali. Gli artisti che hai citato sono più anziani di noi, ma anche noi non siamo da meno [ride]. Dicevamo sempre che se non avessimo ritenuto di fare grande musica, allora avremmo dovuto smettere. Ma per nostra fortuna crediamo di fare ancora grande musica e di avere degli album interessanti ancora da realizzare. Perciò siamo felici di essere qui dopo trent’anni, è un sogno divenuto realtà. Non ci aspettavamo di avere una grande popolarità, di fare sold out, di vendere dischi. Pensavamo di durare solo un paio d’anni.»

Poiché siete una band elettronica, avete mai partecipato alla Winter Music Conference a Miami?

«No, però so benissimo di che si tratta e cosa succede. Più che altro è un problema di tempi, quando la fanno noi abbiamo altri impegni oppure siamo in pausa, o cose del genere.»

Avete preso in considerazione l’idea di partecipare in futuro?

«Certo, ci farebbe molto piacere.»

Di Michael Hamersly

fonte miami.com

traduzione a cura di Barbara Salardi esclusivamente per Depeche Mode e Dintorni

 

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