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Personal Jesus dei Depeche Mode nello spot televisivo di Assassin’s Creed Syndicate

Personal Jesus dei Depeche Mode nello spot televisivo di Assassin’s Creed Syndicate

Ubisoft ha pubblicato lo spot per la campagna promozionale televisiva di Assassin’s Creed Syndicate accompagnato da una soundtrack d’eccezione, Personal Jesus dei Depeche Mode nella versione di Boys Noize che trovate per intero qui

L’ultimo episodio della saga Ubisoft è approdato persino alla Statale di Milano, diventando lo spunto per una lezione aperta tra filologia, miti e mondi virtuali.

Assassin’s Creed Syndicate uscirà il prossimo 23 ottobre su PlayStation 4, PC e Xbox One.

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Dave Gahan: tra Depeche Mode e Soulsavers

Dave Gahan: tra Depeche Mode e Soulsavers

L’intervista telefonica di Dave Gahan andata in onda qualche giorno fa su BBC Radio 6 Music

BBC6: Qual è la differenza fra lavorare da solo e con i Depeche Mode, una delle più grandi band del mondo, che ha un seguito appassionato, che ha fatto la storia della musica e ha un suono immediatamente riconoscibile?

DG: Con i Depeche Mode è una collaborazione piena. Quando si fa un disco con una band in quel modo e con un gruppo di persone, il produttore, l’ingegnere, i programmatori, si collabora e si mettono sul piatto tutte le idee. Sicuramente si scende a compromessi, e così deve essere. Alla fine, si spera di raggiungere un punto comune, ma certamente io e Martin, quando facciamo un disco per i Depeche  Mode, sappiamo di voler fare un disco completo, dall’inizio alla fine. Non devono esserci incertezze, siamo molto critici. Con i Soulsavers è diverso, perché penso io al quadro generale, a come inizierà, a come finirà. Questo però non si presenta immediatamente, di solito ci vogliono alcune canzoni.

BBC6: Perciò questa è una rappresentazione più accurata di chi è Dave artisticamente rispetto ai Depeche Mode?

DG: Non devo correggermi in alcun modo, ma quando si scrive non si può comunque farlo. Per me è molto spesso un suono, una nota in particolare, il modo in cui è suonata o come mi si presenta in una sequenza di note che forma una frase musicale, che mi ispira le parole. Non correggo, mi lascio trasportare ed è soltanto quando la canzone è quasi finita che mi rendo conto di dove volevo andare a parare. Per me è tutta una questione di sensazioni, emozioni, e se una parola si presenta, la metto lì e in seguito cerco di capire perché si è presentata.

 

Per l’ascolto vai su www.bbc.co.uk/radio (dal minuto 49.31 al 56.35)
Traduzione a cura di ©Barbara Salardi per Depeche Mode e Dintorni 

 

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Andrew Fletcher rivela: “Nel 2015 inizieremo a pensare al nostro prossimo album”

A pochi mesi dalla conclusione del Delta Machine Tour, Andrew Fletcher incontra sitgesinfoguia.com e rivela: “Probabilmente ci incontreremo il prossimo anno (2015, n.d.t.) per pensare a un nuovo album e pianificare il nostro prossimo tour.”

«Sitges è un posto dove si può passeggiare la domenica sera sul lungomare o lungo la splendida spiaggia e si ha la sensazione di essere in un piccolo posto cosmopolita dove si possono vedere due uomini che si tengono per mano e famiglie, bambini che giocano e belle ragazze.» Andrew Fletcher.

Ci sono pochi momenti della vita in cui senti di essere in presenza di qualcuno di speciale che, con la sua attività, ha contribuito e influenzato la vita di tante persone in tutto il mondo. Andrew Fletcher è uno di loro e il suo gruppo Depeche Mode è stato e continua a essere uno dei gruppi più amati e influenti di tutti i tempi.

Abbiamo il privilegio di essere qui con lui a Sitges, nel suo locale preferito, il Trocadero.

INFOGUIA: Andrew, innanzitutto vorrei ringraziarti per l’opportunità che ci stai dando di intervistarti. Sappiamo che hai una casa a Sitges e che ci passi molto tempo quando non sei occupato con il gruppo. Dicci, come hai conosciuto Sitges e perché l’hai scelta come seconda residenza tra tutte le città del Mediterraneo?

ANDY: Beh, negli anni Ottanta, quando ci esibimmo a Barcellona, il giorno dopo facemmo una festa e venimmo a Sitges a bere un paio di drink… Allora non c’era l’autostrada, guidammo lungo una strada fatta di curve e ricordo che fu un pessimo viaggio di ritorno. Sono stato a Sitges un paio di volte. In quegli anni i miei figli erano piccoli e volevamo un posto per l’estate o per tutto l’anno, o se avevo una pausa durante un tour e così via. Abbiamo anche un amico, Gary Lineker, un calciatore, che ci parlò di questo posto meraviglioso e che amava passare del tempo qui quando si allenava per il Barcellona. Così, per diverse ragioni, veniamo qui da dodici anni e piace alla nostra famiglia e ai nostri amici.

I: Cosa rende speciale Sitges per te?

A: Molte ragioni. Innanzitutto per me è molto importante stare vicino all’aeroporto, che è un grande vantaggio ed è facile andare e venire quando sono occupato col gruppo o altri affari. Inoltre, vivo in fondo al lungomare (Passeig de la Ribera), in una zona tranquilla e quando passeggi la domenica sera lungo la bellissima spiaggia si ha la sensazione di essere in un piccolo posto cosmopolita dove si possono vedere degli uomini che si tengono per mano, famiglie, bambini che giocano e belle ragazze.

I:Parliamo dei Depeche Mode. Trentaquattro anni…

A: Oh no, ti prego, non me lo ricordare! (Risate)

I: …con oltre centoquindici milioni di copie vendute, tredici album, svariati live, innumerevoli compilation e siete ancora in attività. Durante tutti questi anni, come avete fatto a sostenere questa pressione e il successo? Cosa vi tiene ancora insieme?

A: Beh, come vedi, uno dei successi dei Depeche Mode è che tutti manteniamo una vita privata, e ciò è stato importante per noi affinché stessimo insieme tutti questi anni. Guardando indietro, da quando abbiamo cominciato, mi sento una persona che ha vissuto i propri sogni; immagina quando sei giovane e hai una passione che è il tuo hobby e diventa improvvisamente molto grande e ti senti bene perché questo sogno si è avverato.

I: Guardando al passato, c’è qualcosa che cambieresti? Qualche pentimento?

A: Sì, alcuni dei nostri primi video! (Risate) Purtroppo, quando cominciammo, ne facemmo alcuni davvero imbarazzanti! No, seriamente, guardando indietro nel tempo non c’è nulla che cambierei nella mia vita… Sono felice per tutto ciò che ho fatto! A volte quando si passano brutti momenti e si superano, se ne esce più forti e si impara qualcosa. Guardando indietro, si pensa a questi momenti come qualcosa di necessario per andare avanti e crescere.

I: Si dice che nel 1984 tu abbia prodotto un album solista. È vero? Puoi dirci qualcosa a riguardo?

A: Sì, quando stavamo registrando a Berlino, per gioco facemmo un album intitolato “Toast Hawaii” con me che cantavo, Dave alla batteria, Alan alla tastiera e Martin alla chitarra. Ce ne sono soltanto due copie: una ce l’ho io, l’altra, sfortunatamente, ce l’ha il mio migliore amico Martin! Devo comportarmi bene con lui perché a volte mi minaccia di metterla su internet! (Risate)

I: So anche che sei un bravo DJ e che ti piace farlo quando non sei in tour. Tre anni fa hai aperto Space Ibiza…

A: Sì, è stato uno dei migliori momenti della mia carriera da DJ. È qualcosa che mi piace e la verità è che faccio il DJ in tutto il mondo. Sono stato in Cina, Australia… Mi piace perché è diverso dall’essere in tour con i Depeche Mode, che è una gran “macchina” in movimento; quando faccio il DJ in altri paesi, ho più tempo per visitare le città ed è più facile da gestire come attività.

I: Andrew, dopo tanti anni, con tutti i successi e i riconoscimenti come uno dei gruppi più importanti di tutti i tempi, cosa vi mantiene ancora motivati? Per quanto tempo continueranno i Depeche Mode? Come i Rolling Stones?

A: Senti, posso dirti che non voglio stare sul palco a sessantacinque anni, ma la musica è un po’ come una droga. Quando sperimenti il palco e sai che sei fatto per starci, vuoi continuare a farlo ancora e ancora, ed è difficile dire di no. È una sensazione fantastica e, come hai detto, è quello che abbiamo fatto in questi ultimi trentaquattro anni: facciamo musica, la suoniamo e amiamo ancora farlo.

I: È fantastico! Ti prego, dicci qualcosa sui piani e i progetti futuri.

A: Beh, come sai abbiamo concluso il tour pochi mesi fa e adesso ci stiamo prendendo del tempo libero, il che significa che passerò tanto tempo qui a Sitges e questo è un bene! Probabilmente ci incontreremo il prossimo anno (2015, n.d.t.) per pensare a un nuovo album e pianificare il nostro prossimo tour.

I: Notizia eccellente per tutti i fan dei Depeche Mode! Beh, grazie mille, Andrew! È stato un piacere immenso!

A: Sì, anche per me. Piacere mio!

Fonte: sitgesinfoguia.com

Ricerca e traduzione a cura di Salvatore Matteo Baiamonte per Depeche Mode e Dintorni

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Depeche Mode hanno i testi più sofisticati di tutte le band britanniche di maggior successo

Il data unit di The Mirror ha analizzato diversi testi di canzoni e ha calcolato quanti anni d’istruzione sarebbero necessari per comprenderli.
I Depeche Mode hanno i testi più sofisticati di tutte le band di maggior successo britanniche.

Dopo avere analizzato i loro testi e calcolato quanti anni d’istruzione i fan avessero bisogno per comprenderli, il data unit di The Mirror ha messo la band elettronica anni ’80 in cima alla lista.

Una canzone media dei Depeche Mode richiederebbe 10,3 anni d’istruzione, l’equivalente di un quindicenne.

Un risultato molto più alto rispetto ad artisti britannici leggendari come i Beatles, David Bowie e i Queen.

Una delle canzoni più sofisticate dei Depeche Mode è “Macro”, questi sono i versi iniziali: “Overflowing senses, heightened awareness, I hear my blood flow, I feel its caress. Whispering cosmos talking right to me, unlimited, endless, God breathing through me”.

Elton John è arrivato al secondo posto, seguito da Dire Straits, Pet Shop Boys e David Bowie. Robbie Williams si è posizionato a sorpresa al settimo posto.

L’analisi ha confrontato i testi di oltre 6.000 canzoni di artisti britannici.

Ogni pezzo ha ricevuto un punteggio di leggibilità dei testi con l’indice Coleman-Liau e l’indice SMOG, due algoritmi utilizzati per determinare la difficoltà dei testi scolastici.

Per stabilire il risultato finale si è calcolato la media del punteggio di ogni canzone in entrambi i test, poi ogni artista ha ottenuto un punteggio medio in base a tutti i suoi testi.

Il testo meno complesso fra tutti i 6.093 brani è quello di “ABC (Freeform)” degli Eurythmics, composto soltanto dalle 26 lettere dell’alfabeto pronunciate una dopo l’altra.

Le dieci band con i testi più sofisticati sono:
Band // Anni d’istruzione necessari per comprendere una canzone media // Lettere per parola
Depeche Mode // 10.3 // 3.8
Elton John // 9.3 // 3.7
Dire Straits // 9.2 // 3.7
Pet Shop Boys // 9.1 // 3.7
David Bowie // 8.7 // 3.7
Rod Stewart // 8.7 // 3.7
Robbie Williams // 8.6 // 3.6
Ub40 // 8.5 // 3.7
Queen // 8.5 // 3.7
Def Leppard // 8.5 // 3.6

Le dieci band con i testi meno sofisticati sono:
Band // Punteggio di leggibilità media // Lettere per parola
Led Zeppelin // 4.4 // 3.5
The Who // 5.3 // 3.8
Smiths // 5.5 // 3.6
Beatles // 5.7 // 3.5
Jethro Tull // 6.1 // 4
Joy Division // 6.5 // 3.9
Fleetwood Mac // 6.5 // 3.6
The XX // 6.7 // 3.5
Paul McCartney (solista) // 6.7 // 3.6
Coldplay // 6.9 // 3.6

Le dieci canzoni con in media le parole più lunghe sono:
Band // Canzone // Lettere per parola
U2 // Ito Okashi // 6.8
Oasis // Manuk Dadali // 6.1
Coldplay // Chinese Sleep Chant // 5.9
Robbie Williams // Minnie The Moocher // 5.9
Depeche Mode // Macro // 5.6
Genesis // The Dance Of The Giant Hogweed // 5.5
David Bowie // Band Intro // 5.4
David Bowie // Law // 5.3
Spice Girls // My Strongest Suit // 5.3
Eurythmics // Jennifer // 5.2

 

Fonte: www.mirror.co.uk

Traduzione a cura di Barbara Salardi per Depeche Mode e Dintorni

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«Mi piace vedere i concerti alla vecchia maniera» Sonic Seducer intervista Anton Corbijn

La rivista tedesca Sonic Seducer ha pubblicato questo venerdì il numero di dicembre, che contiene un’intervista al regista olandese Anton Corbijn riguardo al suo lavoro per “Live In Berlin”, il nuovo DVD dei Depeche Mode. Come saprete già, tra i fan si è discusso molto del formato e della qualità del DVD, e Anton non evita questo argomento. Sonic Seducer ha gentilmente pubblicato un’anteprima dell’intervista su Issuu.com, e l’abbiamo tradotta per voi. Se sapete il tedesco vi consigliamo di acquistare una copia dell’ultimo numero.

Sonic Seducer: Nel film del concerto ci sono pochissime inquadrature del pubblico, relativamente parlando. Perché?

Anton Corbijn: Per me era importante mostrare il concerto dal punto di vista del pubblico, come se guardaste direttamente verso il palco. Queste persone sono qui per vedere la band, e questa è la visuale che volevo cogliere. Nel film vedete il pubblico soltanto quando la band interagisce coi fan, per esempio durante “Behind The Wheel” o “Never Let Me Down Again”.

Sonic Seducer: Cosa fai precisamente durante i concerti? Filmi oppure dai semplicemente indicazioni?

Anton Corbijn: Cerco di fare entrambe le cose. Sono il regista, e al contempo posiziono le telecamere. Questa domanda si ricollega al fatto che alcuni ritengono che il concerto dovesse essere assolutamente pubblicato in BluRay. Mi piace vedere i concerti alla vecchia maniera. Non mi fanno impazzire tutte queste telecamere moderne sparse ovunque. Mi piace l’idea che ogni cosa si veda da un singolo punto di vista, come una persona che si trova in mezzo al pubblico. Perciò non ho utilizzato molta tecnologia moderna. Forse è anche per il fatto che sono cresciuto negli anni ’70, mi piacciono i concerti ripresi in quel periodo. Mi piace quando le mie registrazioni live hanno un che di non rifinito e lo stesso vale per le mie fotografie molto sgranate. A me sta bene così.

Sonic Seducer: Il DVD “Live In Berlin” è una compilation dei due concerti alla O2 Arena. In che proporzione sono inseriti i due show?

Anton Corbijn: Chiaramente sono stati mescolati, sebbene la band indossi gli stessi abiti. Sono sicuro che ci sia qualche piccolo oggetto qua e là che permetterà allo zoccolo duro dei fan di riconoscere da quale data proviene la sequenza. La band ha suonato “Goodbye” solo nella seconda data. Volevo assolutamente che la suonassero, perché dopo la prima parte di questo tour l’avevano tolta dalla scaletta. Ma io l’adoro. I Depeche Mode hanno uno schema consolidato nei concerti: ci sono le classiche canzoni, poi il bis. Non suonano altro. Perciò ho chiesto a Dave se potessero suonare ugualmente “Goodbye”, sarebbe stato un bonus per il pubblico e una splendida canzone finale. Avevo anche creato un video speciale per questo pezzo, che è stato proiettato sugli schermi nello sfondo. Sarebbe stato un peccato non utilizzarlo per il DVD. In ogni caso, buona parte delle sequenze proviene dalla seconda serata. Questa era la base, poi ho aggiunto alcune parti dal primo concerto.

Fonte: www.depeche-mode.com

Traduzione a cura di Barbara Salardi per Depeche Mode e Dintorni

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Recensione: Il Live In Berlin di Alexia Gahan

Quella che segue è la recensione scritta da una delle nostre lettrici più affezionate, Alexia Gahan.

Si accende la notte di Berlino, il suo urlo “Good evening Berlin” impatta con il pubblico fragoroso.
Welcome to my world – Benvenuti” nel mondo dei Depeche Mode, un mondo fatto di fede e devozione, di legami, di passione, di forza, di un amore lungo trent’anni.
The angel of love was upon me” l’angelo Dave Gahan vola sopra i fan berlinesi, carismatico, sensuale, per nulla toccato dagli anni, regala piroette e movimenti pelvici degni di un ballerino. La sua voce profonda e sensuale si carica di significato nella possente “Walking in my shoes”.
Che dire di “Mr. Martin Lee Gore” che arriva silenzioso, quasi in punta di piedi con la sua “The child inside” e “But not tonight” (accompagnato al piano da Peter Gordeno) a suscitare nei cuori e negli occhi dei fan lacrime di commozione, prende il posto di Gahan… è lui la stella nel cielo di Berlino.
Ma la notte è ancora lunga e arrivano “Black Celebration” “A question of time” a far saltare i fan. I giorni neri dei Depeche Mode sono ormai lontani, Gahan carica il suo pubblico, lo incita. Berlino si lascia andare sotto le luci e le proiezioni sugli schermi, l’adrenalina sale sempre di piu.
I sorrisi di Gahan e Gore che saltellano divertiti sulle note di “A pain that I’m used to” (proposta nella versione remix di Jacques Lu Cont’s) da l’idea di quanto siano uniti da tanta passione per cio che creano.
Di nuovo indietro con il tempo cavalcando sulle note di “Enjoy the silence” e “Personal Jesus” e’ tutto qui “tutto quello che abbiamo sempre desiderato e voluto è qui tra le nostra braccia” ed il pubblico lo sa ma Gahan porge il microfono ai fan e glielo ricorda.
La chitarra di Gore si infiamma sempre di piu. Si prosegue verso il finale con un Dave Gahan instancabile nella voce e nei movimenti, il suo “Ladies and Gentlemen Mr. Martin L. Gore” è un rituale a cui non vorremmo mai rinunciare.
Cosa dire di Andrew Fletcher, l’uomo dei synth, presenza silenziosa ma indispensabile del gruppo. Quando si arriva inevitabilmente a “Never let me down again” un brivido percorre la schiena a ricordare che il viaggio è ormai giunto al termine. Arriva il momento: mani in alto e via con il campo di grano, Gahan sembra guardarli uno per uno negli occhi, si sofferma quasi a voler rendere omaggio a quel momento intenso, profondo, vissuto con i propri fan. Un legame speciale lungo oltre trent’anni.
Arriva il saluto finale “Goodbye” Dave, Martin, Andrew, Peter e Christian si abbracciano ed abbracciano il loro pubblico. The moon is shining in the sky reminding me of so many other nights but they’re not like tonight.

iTunes:
Depeche Mode Alive In Berlin HD
https://itunes.apple.com/it/movie/depeche-mode-alive-in-berlin/id939096560

Depeche Mode Live In Berlin Soundtrack
https://itunes.apple.com/it/album/live-in-berlin-soundtrack/id937911189

Amazon:
Depeche Mode Live In Berlin Cofanetto
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Live In Berlin Soundtrack [2 CD]
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Depeche Mode nella colonna sonora del film “White Bird in a Blizzard”

Il brano in questione è Behind The Wheel (Beatmasters Mix) del 1987
Il film è diretto dal regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense Gregg Araki ed è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Laura Kasischke.

Trama:
Kat Connors ha 17 anni quando la madre Eva, una donna bellissima ed enigmatica, scompare. Avendo vissuto per tanto tempo in un clima di soffocamento e repressione emotiva, Kat considera quasi un sollievo la sua assenza e il padre Brock, un uomo di poco polso, non può certo biasimarla. Con il trascorrere del tempo, però, Kat inizia a fare i conti con quanto la scomparsa pesi invece sulla sua esistenza e un giorno, rientrando a casa dal college, è costretta a confrontarsi con la verità che si cela dietro quell’improvvisa partenza.

White Bird in a Blizzard è stato mostrato in anteprima al Sundance Film Festival il 20 gennaio scorso.
Il film è On Demand negli USA dal 25 settembre e sul grande schermo dal 24 ottobre.
Non è ancora prevista una distribuzione in Italia.

Tracklist
01. Sea, Swallow Me – Cocteau Twins e Harold Budd
02. Heartbreak Beat – The Psychedelic Furs
03. Temptation – New Order
04. Behind The Wheel (Beatmasters Mix) – Depeche Mode (US)
05. Living In Another World – Talk Talk
06. Everybody Wants To Rule The World – Tears For Fears
07. Bring On The Dancing Horses – Echo and The Bunnyman
08. A Private Future – Love and Rockets
09. These Early Days – Everything But The Girl
10. It’s a Mugs Game – Soft Cell
11. Being Boring – Pet Shop Boys
12. Darklands – The Jesus and Mary Chain
13. Gone Forever – Ulrich Schnauss

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Depeche Mode Live in Berlin – In arrivo il 17 novembre su Columbia Records

Di seguito il comunicato stampa apparso sul sito ufficiale dei Depeche Mode – www.depechemode.com

I Depeche Mode pubblicheranno il DVD del concerto diretto da Anton Corbijn

Depeche Mode Live in Berlin sarà pubblicato da Columbia Records il 17 novembre

I Depeche Mode annunciano la pubblicazione mondiale del CD/DVD Depeche Mode Live in Berlin, prevista per il 17 novembre su Columbia Records. Diretto da Anton Corbijn, collaboratore creativo di vecchia data della band, il Depeche Mode Live in Berlin comprende due ore di filmati live inediti.

Il Depeche Mode Live in Berlin è stato girato al O2 World di Berlino il 25 e 27 novembre 2013 durante il Delta Machine Tour, che ha riscosso un enorme successo e ha visto la band suonare per oltre 2,4 milioni di persone in 32 paesi. I Depeche Mode hanno portato in tour il tredicesimo album in studio, l’acclamato Delta Machine, che nel marzo 2013 ha debuttato al primo posto in 12 paesi. Il CD/DVD non solo conterrà brani di Delta Machine, ma anche alcuni dei più grandi e memorabili successi del gruppo come “Personal Jesus” e “Policy of Truth”.

La versione deluxe offrirà però ai fan un’immersione totale: il DVD Live in Berlin, il CD Live in Berlin con l’audio completo del concerto suddiviso in due dischi, e un secondo DVD, Alive in Berlin. Diretto da Corbijn, Alive in Berlin comprende l’intero show alternato da filmati dietro le quinte, svariate interviste alla band e ai fan, nonché una sessione acustica di due canzoni girata al Salon Bel Ami, il più vecchio bordello esistente a Berlino.

Il pacchetto comprenderà inoltre il mix 5.1 in CD Blu ray di Delta Machine. Tutto questo sarà appositamente confezionato in un bellissimo cofanetto con cinque custodie contenenti i dischi suddetti e un libretto di 16 pagine.

«Alive in Berlin documenta la visita dei Depeche Mode a Berlino per i due concerti e l’impatto sui fan che seguono il gruppo. Berlino è un luogo importante per i Depeche Mode. Allo stesso modo, i Depeche Mode hanno un forte seguito nella capitale tedesca e il documentario cerca di cogliere non solo i momenti salienti dei concerti, ma anche questo legame speciale attraverso interviste ai fan e alla band», dichiara il regista Anton Corbijn.

Sarà inoltre disponibile il doppio CD con l’audio completo del Live in Berlin.

La lista dei brani di Depeche Mode Live in Berlin è la seguente:

DVD Live In Berlin

Intro
Welcome To My World
Angel
Walking In My Shoes
Precious
Black Celebration
Should Be Higher
Policy Of Truth
The Child Inside
But Not Tonight
Heaven
Soothe My Soul
A Pain That I’m Used To
A Question Of Time
Enjoy The Silence
Personal Jesus
Shake The Disease
Halo
Just Can’t Get Enough
I Feel You
Never Let Me Down Again
Goodbye
Credits

DVD Alive In Berlin

Concerto completo + 15 interviste
Sessione acustica al Salon Bel Ami: “Condemnation” e “Judas”

Live In Berlin Soundtrack (2 CD)

CD1

1. Welcome To My World
2. Angel
3. Walking In My Shoes
4. Precious
5. Black Celebration
6. Should Be Higher
7. Policy Of Truth
8. The Child Inside
9. But Not Tonight
10. Heaven
11. Soothe My Soul

CD2

1. A Pain That I’m Used To
2. Question Of Time
3. Enjoy The Silence
4. Personal Jesus
5. Shake The Disease
6. Halo
7. Just Can’t Get Enough
8. I Feel You
9. Never Let Me Down Again
10. Goodbye

Delta Machine Audio 5.1 (CD Blu ray – Solo edizione deluxe)

1. Welcome To My World
2. Angel
3. Heaven
4. Secret To The End
5. My Little Universe
6. Slow
7. Broken
8. The Child Inside
9. Soft Touch/Raw Nerve
10. Should Be Higher
11. Alone
12. Soothe My Soul
13. Goodbye
14. Long Time Lie
15. Happens All The Time
16. Always
17. All That’s Mine

Traduzione a cura di Barbara Salardi per Depeche Mode e Dintorni

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Cos’è il progetto “Devotional On Air”

Tre giovani fan dei Depeche Mode hanno avuto un’idea davvero molto interessante, che coinvolgerà molti di voi.
Oggi abbiamo deciso di parlarvene e di spiegarvi cos’è il #DevotionalOnAir. Il nostro collaboratore, Salvatore Matteo Baiamonte, ci racconta come è nato e in cosa consiste questo progetto.

Ciao, siamo tre giovani devoti, ci chiamiamo Salvatore, Alessandro e Andrea: tre studenti rispettivamente di 18, 17 e 16 anni, ma nonostante ciò ci poniamo sullo stesso piano per importanza. Ognuno di noi, per conto proprio, aveva in mente questo progetto, e quando abbiamo casualmente scoperto di avere quest’idea in comune abbiamo deciso di realizzarla insieme: un programma in diretta su YouTube – arrivato alla sua settima puntata – in cui i fan dei Depeche Mode sono i diretti interessati. Durante questa prima stagione stiamo passando in rassegna gli album registrati in studio, da “Speak & Spell” a “Delta Machine”, e stiamo cercando di coinvolgere il maggior numero di devoti possibile perché crediamo di poter unirci tutti un po’ di più. Le nostre puntate vanno in onda all’incirca ogni settimana, tuttavia potete rimanere aggiornati e sostenere questo meraviglioso progetto sulla nostra pagina Facebook (all’indirizzo https://www.facebook.com/DevotionalOnAir). Avete anche l’opportunità di scriverci recensioni (che leggiamo sempre in diretta), opinioni o richieste di partecipazione alle puntate, all’indirizzo e-mail devotional.onair@gmail.com. Vi aspettiamo tutti e vi ringraziamo!

Le videochat in diretta su Youtube, sono in grado di ospitare fino a una massimo di 5 membri per puntata.
Per partecipare, è sufficiente disporre di un account GMAIL con relativo profilo GOOGLE+.
Se vuoi partecipare come membro alla videochat, è sufficiente scrivere una mail a: devotional.onair@gmail.com, scrivendo: “voglio partecipare come membro alla diretta live” e indicando nome, cognome ed età.

Coloro che non parteciperanno come membri alla diretta, potranno assistere al LIVE cliccando sul link che la pagina facebook facebook.com/DevotionalOnAir pubblicherà poco prima della diretta.
Potrete inoltre, tramite apposita chat, inviare commenti, opinioni, pareri e/o richieste di saluti che verranno letti in diretta.

Durante il Devotional On Air di questa settimana si parlerà di “Violator“.  facebook.com/events/978229045536710.

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Ice Bucket Challenge: fan nomina i Depeche Mode – guarda il video –

Ice Bucket Challenge per alcuni solo un tormentone estivo, per altri un ipocrisia a scopo pubblicitario e per altri ancora un modo molto carino di far sentire meno soli i malati di SLA.
L’Ice Bucket Challenge, in italiano “la sfida della secchiata di ghiaccio”, è l’anima di una iniziativa nata al fine di raccogliere fondi per finanziare la ricerca contro la SLA. Chi vuole puo fare una donazione alla ALS Association – organizzazione non profit americana che promuove campagne di sensibilizzazione sulla malattia, oltre a raccogliere fondi per finanziarne la ricerca –

L’ispiratore di questa iniziativa sarebbe Pete Frates, giovane atleta ed ex capitano della squadra di baseball del Boston College colpito dalla SLA, al quale si è aggiunto successivamente l’amico 27enne Corey Griffin, morto annegato al largo della costa di Nantucket, Massachusetts, lo scorso 16 agosto in seguito ad un incidente subacqueo. Era uno dei più attivi promotori dell’Ice Bucket Challenge.

Tra i personaggi noti che si son incastonati cubetti di ghiaccio nel cranio, spicca Vince Clarke, fondatore, primo leader e primo autore delle canzoni dei Depeche Mode, nonchè ex membro della band. Vince, nominato da sua moglie Tracy Hurley Martin, risponde così – guarda il video

Anche Grainne Fletcher, moglie di Andrew, ha accettato la sfida – guarda il video

Ora, lo scopo di questo articolo è quello di spiegare brevemente, per chi non sapesse ancora, cos’è questa cosa delle secchiate di ghiaccio e per rendere noto ai nostri lettori che questa “epidemia” sta colpendo anche i fan della band.

Proprio ieri, infatti, ci è stato segnalato il video del devoto (e nostro amico) Riccardo Depeche Romaldetti che, in modo molto coraggioso, si è lasciato affogare in una potente secchiata d’acqua gelata, passando successivamente il testimone nientemeno che a Dave Gahan, Martin Gore e Andrew Fletcher!

Secondo voi i Depeche accetteranno la sfida?

 

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AGGIORNAMENTO DEL 24.08.2014: dalla pagina facebook di Andrew FletcherAndrew accepted The ALS Association #IceBucketChallenge from Grainne. His nominations: Martin L Gore, Mark Crossingham and Matt Cyzer.” – guarda il video


Personal Jesus dei Depeche Mode nella colonna sonora del nuovo NBA 2K15

Personal Jesus dei Depeche Mode nella colonna sonora del nuovo NBA 2K15

Il sito di giochi gamersyde ha appena postato qualche video off-screen di NBA 2K di quest’anno, direttamente da gamescom. Ecco una piccola azione dei Miami Heat e dei San Antonio Spurs.

Insieme al video abbiamo anche la lista completa della colonna sonora, che è stata caricata su Spotify da 2K per il vostro piacere di ascolto. Le canzoni, selezionate da Pharrel Williams, includono gli apprezzamenti di A Tribe Called Quest, Depeche Mode, e ovviamente lo stesso Williams. Leggi la lista sotto:

A Tribe Called Quest “Scenario”
Afrika Bambaataa &Soulsonic Force “Planet Rock”
Basement Jaxx “Hot ‘n Cold”
Black Rebel Motorcycle Club “River Styx”
Busta Rhymes “Dangerous”
Clipse “Grindin'”
Death from Above 1979 “Romantic Rights”
Depeche Mode “Personal Jesus”
Junior “Mama Used to Say”
Lauryn Hill “Doo Wop (That Thing)”
Lorde “Team”
Major Lazer ft. Pharrell Williams “Aerosol Can”
Missy Elliott “On & On”
No Doubt “Spiderwebs”
OneRepublic “Love Runs Out”
Pharrell Williams “Hunter”
Can I Have It Like That”
“How Does It Feel?”
Public Enemy Shut Em Down (Pete Rock Remix)”
Ratatat Seventeen Years”
Red Hot Chili Peppers “Suck My Kiss”
Santigold Creator”
Snoop Dogg Drop It Like It’s Hot”
Strafe “Set It Off”
The Black Keys Everlasting Light”
The Rapture House of Jealous Lovers”
The Strokes Under Cover of Darkness

NBA 2K15 sarà disponibile per PC, PS4, PS3, Xbox One e Xbox 360 dal 7 ottobre (il 10 in Italia). Coloro i quali acquisteranno la versione per PS3 o Xbox 360 potranno godersi il ritorno della modalità crew.

Fonte: www.gameranx.com
Traduzione a cura di Salvatore Matteo Baiamonte per Depeche Mode e Dintorni

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Gary Numan: Il mio album preferito? “Songs of Faith and Devotion”

My Favourite Record è un nuovo servizio settimanale nel quale chiediamo ai musicisti di scegliere l’album a loro più caro – un ampliamento del nostro On Record, e un’opportunità per dare un’occhiata agli album che formano un artista.

Lo spunto di oggi:

 

DEPECHE MODE
Songs of Faith and Devotion
(Mute, 1993)

Scelto da: Gary Numan il pionere del synth-pop. 

 

 

 

«Questo album arrivò nel momento in cui la mia carriera era quasi morta e sepolta.

Avevo perso la mia direzione musicale ed ero in cattive acque. Non sapevo come sistemare le cose, come ritrovare l’ispirazione, e poi, nel 1993, ho ascoltato Songs of Faith and Devotion.

Aveva un’oscurità che mi ha condotto verso luoghi che trovai affascinanti ed esaltanti, ma anche un po’ inquietanti. Le melodie erano costruite in maniera eccellente, i testi provocanti e affascinanti e le esecuzioni, a ogni livello, mi fanno ancora venire i brividi.

La produzione stessa è un lavoro geniale, è talmente stratificata che perfino dopo centinaia di ascolti si scoprono cose che prima non avevi sentito.

A lungo ho creduto che l’epica “Walking In My Shoes” – sbagliandomi, come poi ho capito – parlasse di un uomo la cui luce fosse sbiadita, qualcuno che stesse vivendo la mia situazione nel ‘93. Ho sentito quella canzone in modo profondo e mi ha attratto verso il resto dell’album che, insieme ad altri, mi ha aiutato a dare nuova forma al tipo di musica che stavo facendo e mi ha guidato verso la musica che ho prodotto negli ultimi vent’anni.»

Il nuovo singolo di Numan “I Am Dust”, dall’album dello scorso anno Splinter, è già disponibile. Per maggiori informazioni e per le prossime date del tour di Numan, clicca qui

Fonte: www.factmag.com

Segnalato da facebook.com/GaryNumanOfficial

Traduzione a cura di Marcella Picciano per Depeche Mode e Dintorni

 

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“Delta Machine Remixes” EP dal 23 giugno su Beatport

Il 23 giugno arriva l’EP “Delta Machine Remixes” su etichetta Boysnoize Records e in esclusiva per gli utenti di Beatport.
Nel progetto sono coinvolti Boys Noize con il remix di “My Little Universe” e Djedjotronic con “Alone”.


Le artwork degli album leggendari viste da una nuova prospettiva

Il sito gigwise.com pubblica una serie di copertine di album leggendari scovate sul profilo flickr di Harvezt, un utente a quanto pare… molto talentuoso! Nella serie compare anche la copertina di Personal Jesus, primo singolo estratto da Violator (1989)

Stanchi di cercare le emblematiche copertine dei vostri album preferiti? Siete fortunati, dal momento che un utente di Flickr molto talentuoso ha riprodotto, in una nuova prospettiva, una serie di copertine di album leggendari.  Avete mai avuto voglia di sapere come Origin of Simmetry dei Muse, Nevermind dei Nirvana, Personal Jesus dei Depeche Mode e Master of Puppets dei Metallica sarebbero sembrati visti da dietro? Ebbene, non c’è da meravigliarsi, poiché l’artista di Flickr Harvezt, le ha reimmaginate per voi.
Alcune sono molto ingegnose, alcune sono riferimenti di altri lavori delle bands, altre sono molto ordinarie, e altre ancora sono soltanto bizzarre e deformate. In ogni caso, potete vederle tutte e con le loro spiegazioni visitando la pagina Flickr di Harvezt.

Fonte: gigwise.com

Traduzione a cura di Marcella Picciano per Depeche Mode e dintorni

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I Depeche Mode in nomination agli ECHO Awards 2014

depeche mode echo awards 2014

Depeche Mode nominati nella categoria “Album dell’Anno” con Delta Machine e “Miglior Gruppo Rock/Pop Internazionale” agli ECHO Awards 2014. La cerimonia si svolgerà questa sera a Berlino. L’evento sarà trasmesso in diretta sul canale televisivo tedesco “Arbeitsgemeinschaft der Rundfunkanstalten Deutschlands” meglio conosciuto come ARD. Diretta streaming dalle ore 20:15 (italiane) su http://live.daserste.de/int/index.html#programm

I Depeche Mode si sono esibiti agli ECHO Awards il 21 marzo 2013 con il brano Heaven.

 

 

Aggiornamento del 27.03.14 ore: 23:12

E “Miglior Gruppo Rock/Pop Internazionale” sia!!
I Depeche Mode vincono agli ECHO Awards 2014 come migliore band internazionale! Complimenti!!
http://www.echopop.de/pop-gewinner

 


“Night/Day” secondo Diseases Of The South

“NightDay” secondo Diseases Of The South

Dopo aver pubblicato quattro EP durante il 2013, Ryan Holiday, nome d’arte Diseases Of The South, esce, nel mese di febbraio, con un doppio album dal titolo “Night/Day”, un’istantanea di 24 ore della vita moderna di periferia.
“Night/Day” parla delle scelte stressanti della vita, l’insonnia, il dubbio di sé e la depressione che ruota attorno a una famiglia di periferia.
Il lato “Night” dell’album, una raccolta di otto pezzi, si presenta come un’unica track della durata di 35 minuti. I pezzi sono brevi, ambient e a volte un po’ inquietanti.

“Night” è sicuramente l’antitesi di “Day”. Dalla sveglia straziante di “Good Morning”, alla ripetitiva routine quotidiana di “Oddly Meditative”, “Day” esplora la tensione nel cercare di mantenere il controllo di sé.
Ci sono progressioni di accordi che si replicano in “Night” come in “Day”, legando gli album in un concetto, in modo non diverso dai movimenti in un’opera classica.

“Night” segue la scia di artisti come Brian Eno, Tim Hecker e “Laughing Stock” dei Talk Talk.
“Day” ha un suono più vivace, più simile all’art-rock di David Bowie, Peter Gabriel e St Vincent, integrando inebriante musica elettronica simile a Moderat, Underworld e Radiohead.

Chi è Ryan Holiday in arte Diseases Of The South: Città natale e posizione attuale Philadelphia. Musician-dj hybrid: prerecorded loops, live vocal layering, live sound manipulation, live remixing.
Influenze musciali: Bowie, Kraftwerk, Radiohead epoca “Kid A”, Neu!, Neubauten, LCD Soundsystem, Gorillaz, Massive Attack.

Diseases Of The South ha anche inciso una versione molto personale dell’album Music For The Masses dei Depeche Mode. Pensate che Ryan ha decostruito tutti i pezzi e li ha rielaborati con arrangiamenti che si rifanno all’elettronica e a quello che è poi la natura dei Depeche Mode ma in chiave DOTS.
Attualmente M4TM versione Diseases Of The South non è online ma lo sarà a breve. Noi lo abbiamo ascoltato in anteprima e… beh ci ha davvero colpiti!

diseasesofthesouth.bandcamp.com
facebook.com/Diseasesofthesouth
diseasesofthesouth.tumblr.com
twitter.com/MrRyanHoliday



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Hublot Time Out Depeche Mode Part 2

hublot timeout depeche mode

Uno dei gruppi più influenti degli ultimi trent’anni, i Depeche Mode continuano a fare sold out negli stadi e nelle arene di tutto il mondo.

Hublot ha seguito la band in tour per qualche giorno nell’ambito della collaborazione fra Hublot e Depeche Mode per charity: water.

L’esperienza di charity: water

Martin Gore: «Un giorno sono andato alla festa di compleanno di un mio amico e ho conosciuto una persona che lavorava per charity: water. Era in procinto di partire per un viaggio di ricerca sul campo in Etiopia con Scott. Devo confessare che in quel periodo non avevo mai sentito parlare di charity: water, ma il modo in cui questa persona ha descritto la loro attività mi ha affascinato molto e mi è sembrato fantastico.»

Scott Harrison: «800 milioni di persone non hanno acqua pulita. Non riesco neppure a immaginarmi questo numero, figuriamoci tutte le persone che non hanno acqua. Perciò ho voluto dare un volto e un nome a questa gente e capire davvero cosa significhi vivere senza acqua pulita. Io sono nato a Philadelphia, non ho mai dovuto pensare di bere acqua sporca. Per i miei amici la crisi idrica era dover pagare dieci dollari una bottiglia d’acqua San Pellegrino in un club. Questa è la situazione nel mondo. Un ragazzo di quindici anni, Jean Bosco, beve da una palude nel suo villaggio. Esistono molti modi per portare acqua pulita. Può essere un pozzo scavato a mano, come in Liberia, oppure un pozzo trivellato, la raccolta dell’acqua piovana, o convogliando acqua dalle sorgenti, dagli stagni o tramite filtri a sabbia. Il modo più economico per contribuire può essere un filtro da 65 dollari. Nel nostro programma in Cambogia le falde acquifere contengono molto arsenico, ma possiamo prendere l’acqua di superficie e pulirla.»

Martin Gore: «Dopo la festa sono andato subito a casa e ho cercato charity: water su Google. Ho sentito di dover partecipare in qualche modo, li ho contattati e da allora collaboro con loro.»

Jonathan Kessler: «Siamo qui nel backstage e ci troviamo nell’ufficio che si chiama JK, è la direzione. E qui abbiamo Alex, non so bene cosa stia facendo ma forse lavora. Ora vi accompagno e vi passo a Ginny, che si occupa della stampa e delle pubbliche relazioni e vi porterà di sotto al palcoscenico, vi farà vedere il backstage e vi presenterà alcune persone che lavorano per noi.»

Ginny Song: «Salve, sono Ginny. Mi occupo della stampa e della pubblicità durante il tour e lavoro per Kessler. Seguitemi, vi porto al palcoscenico.»

«Siamo dentro alla Ziggo Dome di Amsterdam. Questo è Shawn Saucier, lo stage manager dei Depeche Mode.»

Shawn Saucier: «Benvenuti nel lato sinistro del backstage dei Depeche Mode. Questa è l’area per il cambio veloce. Qui abbiamo Pro Tools, è la zona dove il nostro programmatore si occupa degli effetti sonori extra che non vedete o sentite eseguire sul palco. Dopo Pro Tools, abbiamo la zona monitor. Questa console è una Midas XL8. Poi arriviamo sul lato destro, abbiamo la zona chitarre e batteria. Qui accordiamo e cambiamo le corde alle chitarre. Questa è la zona luci. Durante il concerto si vede la griglia delle luci che si alza e si abbassa, ed è tutto azionato da questo sistema che si chiama Kinesys. Qui controlliamo le luci, lo chiamiamo “demo world”. Questo invece è il “video village”, il regista e il suo staff creano gli effetti visivi del concerto. In pratica è tutto fatto dal vivo, a parte alcuni materiali che ci ha dato Anton Corbijn. Questo è Antony King, il nostro responsabile del mixaggio per il pubblico, ed è grazie a lui se tutto è perfetto.»

Antony King: «Ho la fantastica Midas XL8, la console con la quale creiamo i suoni. In sostanza, i suoni che sentite quando venite al concerto, provengono da qui.»

www.charitywater.org
www.hublot.com
Traduzione a cura di Barbara Salardi per Depeche Mode e Dintorni

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Hublot Time Out Depeche Mode Part 1

hublot timeout depeche mode

Uno dei gruppi più influenti degli ultimi trent’anni, i Depeche Mode continuano a fare sold out negli stadi e nelle arene di tutto il mondo.

Hublot ha seguito la band in tour per qualche giorno nell’ambito della collaborazione fra Hublot e Depeche Mode per charity: water.

Martin Gore: «Siamo un band molto fortunata, ovunque andiamo il pubblico è strepitoso. Abbiamo un’affinità con il pubblico tedesco e questo vale anche per i paesi dell’ex blocco orientale. Non so cosa sia, ma c’è qualcosa nella nostra musica che attrae queste persone in modo particolare. Ma anche quando andiamo nei paesi mediterranei, in Spagna o in Italia, o nei paesi del Sudamerica, il pubblico è ugualmente favoloso.»

Jonathan Kessler: «Le previsioni per il concerto di stasera sono fantastiche. Siamo a Oberhausen, per noi la Germania è speciale. Abbiamo fatto parecchi concerti durante l’estate, otto stadi. Adesso faremo circa dieci arene. Per noi la Germania è certamente un luogo speciale ed è un piacere trovarci qui.»

Martin Gore: «Un giorno io e Peter siamo andati a fare shopping a Praga e abbiamo visto un negozio di Hublot. Dato che ci piace Hublot siamo andati a vedere. C’era la porta principale aperta, siamo entrati e tutti sono stati molto cordiali con noi. In realtà il negozio non era neppure aperto, era prevista l’apertura entro qualche giorno. Monsieur Biver era sul retro a rilasciare interviste e quando il personale ha capito chi eravamo ci ha presentato al signor Biver e lui mi ha dato un biglietto da visita.»

Jean-Claude Biver: «Teenage Cancer Trust è stato fenomenale, un’esperienza emozionante. Quando Martin e Jonathan mi hanno detto che avremmo aiutato questo ente di beneficenza abbiamo accettato subito e abbiamo profuso molte energie per raccogliere fondi a sufficienza. Insieme abbiamo raccolto circa 620.000 dollari.»

«Credo che il lusso comporti la responsabilità di dare qualcosa in cambio. È per questo che negli ultimi sei-sette anni abbiamo costantemente dato il nostro contributo a iniziative di beneficenza in diversi programmi.»

«L’acqua è vita. Se non c’è acqua, non c’è vita. È così. Ci sono tante persone e tanti bambini nel mondo che non hanno acqua o non hanno acqua pulita. Perciò, quando a Martin è venuta l’idea di aiutare charity: water abbiamo accettato subito perché, ancora una volta, ci siamo chiesti chi stiamo aiutando. Aiutiamo soprattutto i bambini. Chi soffre di più per la mancanza d’acqua? Gli adulti, naturalmente, ma in particolar modo i bambini.»

www.charitywater.org
www.hublot.com
Traduzione a cura di Barbara Salardi per Depeche Mode e Dintorni

 

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Recensione: Depeche Mode Bologna 22.02.14

Foto © Everwake Rangel

Foto © Everwake Rangel

A differenza della data romana dello scorso luglio, per il live in Bologna del Delta Machine Tour ho deciso di scrivere un piccolo resoconto della serata e di altri momenti indimenticabili.

Sono tornata martedì sera da un viaggio con la devota Sonia in modalità Thelma & Louise. Roma Bologna – Bologna Roma. Ho avuto l’onore di trascorrere un’ora con i Depeche Mode, la sera prima del concerto, in una saletta blindatissima del Baglioni di Bologna. Loro  avevano appena cenato ed erano in fase relax, eccetto Kessler che stava ancora gustando un piatto di pasta. Tutti molto carini, gentili e per nulla infastiditi della mia presenza e da quella di altre quattro persone, era palese che eravamo li per loro. Dave era barricato in palestra, Martin passato velocemente, ha scambiato due parole con Andy e  ha detto: “ci vediamo dopo” ma non è più tornato.

BhXaR9dCMAAyyuu.jpg largeA un certo punto sento il bisogno impellente di dover fumare una sigaretta, scendo con un’altra ragazza in saletta fumatori e dopo pochi secondi ci raggiunge Fletch e… WOW io e Andy stavamo ciccando nello stesso posacenere! Surreale! Ci ritroviamo così a scambiare quattro chiacchiere “di dove siete” “come state” etc e ci lascia dopo aver spento la sua Marlboro a metà, nel frattempo ci ha raggiunti anche Eigner.

Risaliamo le scale e torniamo al nostro tavolo con molta calma e disinvoltura, anche se dentro di me ero tipo Bella in Breaking Dawn I, la scena in cui lotta tra la vita e la morte prima della trasformazione per intenderci meglio. Peter era andato via e anche Christian stava andando. Dave ormai in camera, la porta della palestra era spalancata.

Prima di andare mi fermo ancora qualche minuto nella hall dell’albergo con una mia cara amica ed ecco di nuovo lo zio con le sue adidas rosse che, quasi saltellando e scuotendo le braccione, viene verso di noi, farfuglia qualcosa, ci guarda, sorride e, mentre si dirige verso l’ascensore, “see you!” e noi come ‘Alice in Wonderland’ “bye!”. Beh non mi era mai capitato prima d’ora un incontro così… sempre di sfuggita e in varie occasioni.

Torno nel mio albergo con Francesca e Sonia, puntiamo la sveglia alle 04:00. Finalmente riesco a prendere sonno dopo un’ora di tarantella sul letto e la pioggia incessante contro la finestra. Ore 04:00 suona la sveglia ma noi ci giriamo simultaneamente dall’altra parte e riprendiamo a ronfare come se non ci fosse un domani. Per fortuna che la strategica Sonia aveva puntato una seconda sveglia alle ore 05:00 così ci alziamo, doccione, ciambella di cartone acquistata la sera prima sotto ‘La torre degli Asinelli’ e partiamo verso Casalecchio di Reno. Arriviamo alle 07:47, OLYMPUS DIGITAL CAMERApiccola sosta per foto di rito agli Stage Truck, parcheggio macchina all’IKEA, tocchiamo finalmente la meta ossia il gate n° 6, prima di noi solo 11 persone, un paio li dal giorno prima, il gate 7 un deserto. Pomeriggio volato via quasi in un attimo, insieme a tanta gente carinissima, alcuni incontrati anche a Roma, con altri già in contatto sui vari social networks.

Ore 18:30 mi ritrovo magicamente in posizione numero 2, inizio a correre: 1a sosta controllo biglietto, 2a sosta controllo borsa e poi “corri Forrest corri!”.  Sono dentro: lato Martin troppa gente, io nana e mezza cecata. Lato Fletch perfetto, transenna EVVAI!! Dietro di me c’erano alcuni Early Entrance.

Mi siedo a terra e qualcuno dietro di me “… si, le ho scritto un commento su Depeche Mode e Dintorni…” così, felicemente incuriosita, mi volto e vedo una graziosa fanciulla che mi lancia uno sguardo del tipo “azzo hai da guardare?”.  Poco dopo, chiacchierando, scopro che la fanciulla si chiama Sofia Bruni 13 anni, nostra fan su facebook con una cultura Depeche che lascerebbe a bocca aperta persino i Depeche stessi e svezzata a pane e Strangelove, al suo primo concerto in compagnia di sua madre Giulia e suo padre Giuseppe, devoti di vecchia data. A fine concerto ho chiesto a Sofia cosa avesse provato durante NLMDA e mi ha confessato “Un’emozione unica e ho pensato che volevo che il tempo si fermasse, e per la prima volta ( insieme Angel, Heaven e a Enjoy The Silence) ho avuto i brividi e ho pianto. E poi ovviamente l’emozione massima e avvenuta durante Policy Of Truth, che rimarrà per sempre la mia canzone preferita”.

Soprassediamo sul gruppo spalla. Inizio a distribuire i fogli per la coreografia, mollo mazzette da 20 a destra, altre mazzette a sinistra. 200 fogli distribuiti in pochi minuti e grazie alla collaborazione di Sonia, Sofia e di altri gentilissimi devoti.

Ecco, si spengono le luci OMG ci siamo parte la intro, Welcome to My World e poi Angel, cuore a mille e salivazione azzerata.  Walking in My Shoes, Precious, Black Celebration e sto già grondando di sudore, non riesco a star ferma ma sopratutto a star zitta.  Arriva finalmente In Your Room 200 cartelli in alto e sparsi per tutta l’arena, un bel blocco nel lato Fletch, altri sulla punta della passerella, alcuni addirittura lato Martin.  Momento magico! Anche questa volta la coreografia ha catturato l’attenzione di Dave che, dopo aver letto i cartelli, sorride e viene in passerella per ringraziare (nel video qui sotto dal minuto 3:59). La voce di Dave, l’effetto visivo dei cartelli, le note di IYR mi mandano completamente in estasi.

Dopo Policy of Truth, Dave cede lo scettro a Martin per una breve pausa che dura giusto il tempo di una morbida Slow e una sognante Blue Dress. Torna Dave e si riparte con Heaven , Behind the Wheel, A Pain That I’m Used To e l’Arena si infiamma.

A Question of Time, Enjoy The Silence, Personal Jesus tutti in delirio con Dave che è un Dio sceso in terra! Pausa e poi encore: riparte Martin con Judas, che ogni volta mi riporta al lontano 93, il mio primo concerto dei Depeche Mode al Palaeur di Roma. Perfetto Martin, inginocchiato in passerella ci regala vibrazioni infinite “So open yourself for me, risk your health for me, if you want my love…”. Halo il mio viaggio mentale e il remix di Goldfrapp è uno dei pochi che ascolto volentieri. Just Can’t Get Enough, I Feel You e il gran finale Never Let Me Down Again per chiudere la serata e il tour, perchè per noi italiani il Delta Machine Tour si è concluso Sabato scorso con il magone e la domanda “e adesso, fra quanto li rivedremo?”

Ho avuto l’impressione che Dave fosse un tantino stanco (comprensibile dopo quasi un anno di tour in giro per il mondo) tuttavia non ci ha fatto mancare nulla, dalla sua impeccabile performance canora, alle sue piroette, al suo “giocare” allo strip man. Gahan è arrivato in arena, è sceso dal mini van ed è salito di corsa sul palco; la stessa scena si è ripetuta a fine spettacolo, quando tutto sudato e a petto nudo, ci ha salutati e di corsa in macchina, direzione albergo.
Brani come Heaven, In Your Room, I Feel You, Never Let Me Down Again hanno fatto tremare la Unipol Arena, e noi occhi e orecchie spalancati, braccia in alto e cuori impazziti, abbiamo toccato la fede con mano.
The King ha fatto centro ancora una volta. Uno dei più grandi frontman di tutti i tempi, che non ha bisogno di un palcoscenico stile astronave per fare spettacolo, ha lasciato un altro segno sulla mia pelle, come una scarificazione indelebile.

Martin è il raggio di sole in una rigida giornata invernale.
Ricordo i primi live dei Depeche quando Gore stentava movimenti di bacino, timido e impacciato. Ora una delle cose che ammiro e che caratterizza quell’uomo è proprio questa sua timidezza che, unita a 30 anni di carriera e al successo mondiale, fanno di Martin una persona unica, di quelle che “han gettato via lo stampo”.
Sabato sera, durante Slow, Blue Dress ma in particolare Judas, Gore ha diretto e purificato le nostre anime, almeno fino ai prossimi 4 anni e non di più!

Fletcher è quello che tutti criticano perchè “non fa nulla, è inutile” ma alla fine tutti osservano incuriositi e anche un po’ inteneriti da quei 2 metri (circa) di anima che si scuote, a suo modo, per incitare il pubblico. Dietro quegli occhiali scuri si nasconde un autentico gentiluomo, un professionista, un uomo che ha lottato, nel periodo più difficile della carriera dei Depeche, per tenere unito il gruppo. Un applauso quindi allo zio Fletch!

La festa devota si è conclusa Domenica, dopo aver augurato buon viaggio ai Depeche Mode e tutti con la stessa speranza nel cuore.
Ringrazio “piedibagnati” per le t-shirt #touchfaith (bellissima idea) e per i video girati Domenica scorsa al Baglioni, li pubblicheremo nei prossimi giorni sulla nostra pagina facebook e YouTube. Ringrazio Sonia D’Atri per aver contribuito alla realizzazione del flash mob, oltre che per la spendida ospitalità e l’indimenticabile viaggio in macchina.

Thank you Depeche Mode and see you next time!!


Vuoi incontrare di persona i Depeche Mode a Bologna? Stai sintonizzato

E’ un’occasione rara, anzi rarissima, quella che Rockol offre a tutti i fan italiani dei Depeche Mode, in questi giorni impegnati sui palchi italiani: incontrare di persona Dave Gahan e soci. Grazie a Live Nation Italia, la band ha acconsentito ad organizzare un meet and greet con una selezionatissima porzione di spettatori che interverrà a loro concerto previsto a Bologna per il prossimo sabato, 22 febbraio. Avvicinarli, stringere loro la mano: grazie a Rockol, due ammiratori della band britannica verranno ammessi nel backstage dello show nel capoluogo emiliano.

Come riuscirci? E’ molto semplice: nel corso dei prossimi giorni Rockol, senza preavviso, pubblicherà una notizia con le modalità per aderire all’iniziativa. Verrà premiata la tempestività: l’accesso al meet and greet verrà infatti concesso ai due fan più veloci nel rispondere. Attenzione: in sede di adesione sarà necessario allegare una foto o scansione del vostro biglietto per il concerto (o del voucher rilasciato dall’agenzia di prevendita) – quindi teneteli pronti. Si vince solo l’incontro con la band, non il biglietto del concerto. I più veloci a rispondere, in ordine di arrivo della segnalazione, saranno contattati per un esclusivissimo rendez-vous dietro le quinte con le leggende del synth-pop.

http://www.rockol.it

http://www.facebook.com/rockol

http://www.livenation.it

http://www.facebook.com/livenationit


Depeche Mode in Italia: ecco le nostre coreografie/flash mob!

Mancano pochissimi giorni al ritorno dei Depeche Mode in Italia!
Tre le date in agenda: Torino (18/02/14), Milano (20/02/14) e Bologna (22/02/14).

Come per i due live di Milano e Roma, abbiamo pensato a due coreografie/flash mob che richiederanno la partecipazione di tutti voi. Sarà l’occasione per manifestare, di persona, tutta la vostra devozione e ringraziare i Depeche Mode per queste 5 date italiane a dir poco stupefacenti! Quindi impegnatevi al massimo, se volete che la cosa riesca bene 🙂

PRIMA COREOGRAFIA/FLASH MOB:
La prima coreografie/flash mob consiste nell’uso delle luci led dei vostri cellulari o, meglio ancora, di mini torce che potete acquistare online o presso i negozi cinesi a poco prezzo. Vi segnaliamo due link: mini torcia lampada con moschettone e Torcia a dinamo portatile con 3 Led decidete voi come meglio credete.
Questa coreografia va fatta durante il PRIMO ENCORE (BIS), solitamente eseguito da Martin nelle date di:

TORINO PALAOLIMPICO (PARTERRE EARLY ENTRANCE – PARTERRE IN PIEDI – I ANELLO NUMERATO – SECONDO ANELLO FRONTALE NUMERATO – SECONDO ANELLO NON NUMERATO – I ANELLO NUMERATO VISIONE LATERALE – I ANELLO NUMERATO RETRO PALCO)

MILANO MEDIOLANUM FORUM (TRIBUNA GOLD NUMERATA – PARTERRE EARLY ENTRANCE – PARTERRE IN PIEDI – ANELLO B NUMERATO – ANELLO C NUMERATO – ANELLO C NUMERATO VISIONE LIMITATA – ANELLO B NUMERATO VISIONE LIMITATA LATO PALCO – ANELLO C NUMERATO VISIONE LIMITATA LATO PALCO)

BOLOGNA UNIPOL ARENA (PARTERRE EARLY ENTRANCE – PARTERRE POSTO IN PIEDI – GRADINATA NUMERATA – GRADINATA NUMERATA VISTA LATERALE)

È ASSOLUTAMENTE NECESSARIO SPARGERE LA VOCE quanto più potete a partire DA ORA! Fate ‘passa parola’ anche la sera del concerto!!

SECONDA COREOGRAFIA/FLASH MOB:
La seconda coreografie/flash mob riguarda l’utilizzo di cartelli in A4 che abbiamo già stampato (200 copie pronte). I cartelli verranno distribuiti all’interno dell’arena in zona parterre. e dovranno essere esposti DURANTE “SHOULD BE HIGHER”.  Non vi possiamo svelare cosa c’è scritto sui cartelli, lo scoprirete quando vi verranno consegnati.
Questa coreografie/flash mob INTERESSERÀ SOLO LA DATA DI BOLOGNA.

Ma non finisce qui!

Da un’idea di piedibagnati, nostro fan su facebook,  mettiamo a disposizione un file immagine, da lui elaborato,  che potrete stampare sulle vostre t-shirt, felpe o canottiere (fate voi insomma 🙂 ). La stampa dovrà essere frontale e bianca, mentre la base (quindi la maglietta) rigorosamente nera! Clicca QUI per scaricare il file. 

Seguite l’evento su facebook www.facebook.com/events/206264302915156

Vi ricordiamo il nostro sondaggio Quali brani vorresti nella prossima setlist italiana del Delta Machine Tour?


Dai Crosses ai Muse e i Killers: 10 gruppi ispirati dai Depeche Mode

Coldplay, Hurts e perfino i Rammstein

Muse. Nel periodo di Black Holes And Revelations, in molti hanno notato la somiglianza fra “Map of the Problematique” ed “Enjoy the Silence”. Quando gli hanno chiesto dei Depeche Mode, Matt Bellamy ha risposto: «Posso capire l’accostamento, perché sono una band che non si è mai inserita perfettamente nella musica del proprio tempo. Erano particolari, avevano uno stile e un sound unici. Li rispetto moltissimo.»

 


Hurts. Con la fusione di elettropop e parecchi elementi drammatici, il parallelo fra i Depeche Mode e gli Hurts è evidente. Adam Anderson una volta ha dichiarato a MTV: «Credo che siano stati i Depeche Mode a influenzare maggiormente la nostra musica. Le sonorità in un determinato periodo della loro carriera ci hanno dato grandissima ispirazione.»

Killers. Entrambi i gruppi hanno un amore inesauribile per i palesi ritornelli elettropop. Brandon Flowers ha perfino dichiarato a Entertainment Weekly che Songs of Faith and Devotion è stato il primo album da lui comprato, commentando: «Ero un fan della primissima ora dei Depeche Mode, non sapevo fino a che livelli di oscurità potessero spingersi, e non sapevo se mi sarebbe piaciuto. Però comprai l’album in cassetta per 5 dollari, credo, da Flying J, ed è ancora uno dei miei preferiti. In seguito abbiamo anche lavorato con Flood, che ha prodotto Songs, per il nostro album Sam’s Town

 

Crosses. Un fan inaspettato del pop anni ’80, Chino Moreno, il cantante dei Deftones, di recente ha rivelato che il brano “1987” del side-project Crosses riguarda l’anno in cui sua sorella gli diede una cassetta dei Depeche Mode, aggiungendo: «Mi piaceva tanta musica come quella dei Depeche Mode, poi la mia concezione della musica è cambiata. Per me i Depeche Mode erano fantastici. Avevano tante drum-machine, tanti suoni simili all’hip-hop, però c’erano anche molte melodie, atmosfere e tonalità dark.»

 

Arcade Fire. Gli eroi indie canadesi amano i Depeche Mode. In un’intervista a Time Out dell’anno scorso, il cantante Win Butler ha dichiarato: «Alle superiori, quando sentivo i New Order, i Depeche Mode o un gruppo che mi piaceva, saltavo in piedi. L’idea di ballare su musica house scadente è una cosa che non ho mai potuto sopportare.»

 

Coldplay. Esiste un video alternativo di “Viva La Vida” dei Coldplay girato nei Paesi Bassi dal leggendario Anton Corbijn come tributo al suo video di “Enjoy the Silence” dei Depeche Mode.

 


Nine Inch Nails: Trent Reznor ammette che è stato il goth-pop meccanico dei Depeche Mode e degli Human League a ispirarlo inizialmente a fare musica.

Linkin Park. Mike Shinoda e Chester Bennington hanno parlato spesso del loro amore per i Depeche Mode, ma una volta Bennington ha dichiarato: «Seguendo l’istinto direi che sono stati i Beatles e poi i Depeche Mode a influenzarmi costantemente su come credo debba essere la qualità della musica.»

 

Rammstein. Sì, davvero. Il perverso gruppo metal tedesco, piromane e amante del porno, adora i Depeche Mode, come il resto d’Europa. Il chitarrista Richard Kruspe ha dichiarato che da giovane è stato influenzato da «il metal da un lato e il pop dall’altro. Avevo paura di dire ai miei amici che ascoltavo i Depeche Mode. Amavo quel gruppo, le loro melodie. È per questo che nella musica dei Rammstein si sentono tante melodie. Personalmente, credo siano i Depeche Mode la band che è riuscita al meglio a rinnovarsi. Se seguite la loro carriera, è fantastica.»

 

Lady Gaga. Anche se è una fan dell’ultima ora dei Depeche Mode, nel 2010 Lady Gaga ha dichiarato a QMS Radio: «Passavo letteralmente delle ore tutti i giorni a guardare su YouTube cosa scriveva la gente su di me, a leggere i commenti e così via. E sono rimasta molto stupita nel notare che molti fan dei Depeche Mode erano anche fan di Lady Gaga. Non sapevo dell’esistenza di questo gruppo finché non ho visto un mash-up di “Paparazzi” e “Just Can’t Get Enough”. Consiglio a tutti di ascoltare i Depeche Mode, sono davvero sottovalutati.» Grazie della dritta, Gaga.

Fonte: www.gigwise.com
Traduzione a cura di Barbara Salardi per Depeche Mode e Dintorni

 

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Info utili e Info Navetta per Depeche Mode 22.02.14 Bologna

INFO UTILI e INFO NAVETTE per il concerto dei DEPECHE MODE
22 febbraio Unipol Arena Bologna.

INFO UTILI:
Apertura biglietteria ore 17:00 circa
Apertura Cancelli ore 18:30
Gruppo spalla Choir Of Young Believers ore: 19:45
Inizio concerto Depeche Mode : 21:00

INFO NAVETTA:
per assistere al concerto di Depeche Mode sarà attivo il servizio di navette bus in partenza dalla Stazione Centrale FS (fermata Fs di Viale Pietramellara) dalle ore 17 alle ore 20 (ultima partenza) ogni 15’.
Il servizio di ritorno sarà effettato al termine del concerto per la stazione Fs. i bus sosteranno in via Gino Cervi (lato opposto al parcheggio) vicino agli ingressi 8 – 10Il biglietto è speciale a/r con impressa la data specifica del concerto e costa 4€ nella biglietteria Tper della Stazione Fs e costa 5€ a bordo del bus.


Video intervista Martin Gore: “amo la musica grazie a mia madre”

18Parigi, 30 gennaio 2014 – Nella boutique Hublot nel cuore di Place Vendôme a Parigi, Martin Gore dei Depeche Mode e il CEO di Hublot Ricardo Guadalupe si sono riuniti per lanciare un grande progetto di raccolta fondi congiunto a favore di charity: water, un’associazione senza scopo di lucro la cui missione è quella di garantire acqua pulita e sicura nei paesi in via di sviluppo. Per tutti i dettagli leggi “Nuova iniziativa benefica tra Hublot e Depeche Mode a sostegno di charity: water

Proprio in questa occasione Martin Gore ha rilasciato una video intervista per Revue des Montres.

«E’ bello essere coinvolti al fianco di Hublot in un progetto di beneficenza come charity: water.»

«Come ho sempre detto, mi sento fortunato ad aver speso il mio tempo a fare ciò che amo. La band è stata fondata negli anni 80, sono 34 anni che facciamo musica, mi sento davvero fortunato e privilegiato ed è incredibile arrivare a fare qualcosa che ami appassionatamente.»

«Mi sono innamorato della musica quando avevo 10 anni, quando scoprii la collezione di vinili di mia madre, per la maggior parte musica rock. E ora mi ritrovo a fare proprio questo, e lo farò per il resto della mia vita.»

«Ero già un appassionato Hublot prima di incontrarli personalmente e di lavorare in un progetto di beneficenza con loro.
Abbiamo incontrato Jean-Claude Biver in uno store Hublot, quando andammo il negozio era ancora chiuso al pubblico, ma tutti si stavano preparando alla grande apertura che avenne il giorno successivo. Così, appena le porte dello store furono aperte, entrammo e incontrammo Jean-Claude Biver.»

«Il design di questa serie di orologi rappresenta il nostro ultimo lavoro, alcuni dettagli come i triangoli formano la D e la M di Delta Machine.»

«Il nostro manager si è recato nello stabilimento Hublot per incontrare Ricardo e Sylvie che gli hanno mostrato le loro idee che abbiamo poi approvato.»

«Ero già un fan e ho avuto orologi Hublot prima di questa collaborazione. Ma per il Teenage Cancer Trust nel 2010 e per charity: water oggi, posso dire che la carità è il cuore della nostra collaborazione.»

«La gente parlava di quanto fosse Rock’n Roll l’aspetto di questi orologi che Hublot ha progettato in occasione della nostra partnership, ma penso che generalmente Hoblot, oltre ad un design industriale molto cool, abbia una natura rock’n roll in tutte le sue realizzazioni.»
[…]«Non mi piacciono i dettagli troppo raffinati.»

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