Italian Blog

Articoli con tag “martin gore

Martin Gore pubblicherà un album strumentale “MG” uscirà il 27 aprile 2015 su etichetta Mute

photo by Travis Shinn

Martin Gore ci sorprende pubblicando un album solista composto da 16 brani strumentali. Quello che segue è il comunicato ufficiale dal sito www.martingore.com

Martin Gore, autore di canzoni e fondatore dei Depeche Mode, annuncia la pubblicazione di MG, un evocativo album strumentale elettronico di 16 pezzi che uscirà il 27 aprile 2015 per Mute.

Scritto e prodotto da Martin Gore, la lavorazione di MG è cominciata subito dopo le date finali del Delta Machine Tour dei Depeche Mode a marzo 2014 nello studio di Gore a Santa Barbara. Da molto tempo aveva in mente un album interamente strumentale, soprattutto da quando scrive parti strumentali per i Depeche Mode dal 1981.

«Volevo che la musica rimanesse molto elettronica, filmica, che fosse quasi fantascientifica», spiega Martin. «La musica per me è una necessità. Vado sempre in studio almeno cinque volte la settimana, perciò una volta elaborata l’idea e il modello, la lavorazione è stata veloce e divertente.»

MG è la colonna sonora di un film appassionante e misterioso che immaginate voi stessi. Dalle atmosfere di “Elk”, in stile Angelo Badalamenti, all’eleganza elettronica e industriale di “Brink”, dipinge una visione unica e sensazionale.

Finita la registrazione di MG, Martin ha chiesto a Q di occuparsi del mixaggio, una scelta perfettamente naturale poiché aveva già mixato “Ssss” degli VCMG, l’album di Martin Gore e Vince Clarke del 2012.

Gore spiega la decisione di pubblicare l’album con l’acronimo “MG”: «Dal momento che l’album è elettronico e non ci sono parti cantate, ho pensato che meritasse un altro personaggio e quindi ho deciso di portare avanti l’idea di MG dall’album degli VCMG».

MG presenta un altro lato di questo musicista eclettico. «Come autore di canzoni, sono consapevole del potere delle parole», ammette Martin, «soprattutto quando si accostano nel modo giusto ad accordi e melodia. Sono anche consapevole del potere della musica pura e delle emozioni che le atmosfere musicali possono creare, e questo è ciò che volevo rappresentare con questo progetto».

LISTA DEI BRANI DI “MG”

Pinking
Swanning
Exalt
Elk
Brink
Europa Hymn
Creeper
Spiral
Stealth
Hum
Islet
Crowly
Trysting
Southerly
Featherlight
Blade

Traduzione a cura di Barbara Salardi per Depeche Mode e Dintorni

  • © E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.


Recensione: Il Live In Berlin di Alexia Gahan

Quella che segue è la recensione scritta da una delle nostre lettrici più affezionate, Alexia Gahan.

Si accende la notte di Berlino, il suo urlo “Good evening Berlin” impatta con il pubblico fragoroso.
Welcome to my world – Benvenuti” nel mondo dei Depeche Mode, un mondo fatto di fede e devozione, di legami, di passione, di forza, di un amore lungo trent’anni.
The angel of love was upon me” l’angelo Dave Gahan vola sopra i fan berlinesi, carismatico, sensuale, per nulla toccato dagli anni, regala piroette e movimenti pelvici degni di un ballerino. La sua voce profonda e sensuale si carica di significato nella possente “Walking in my shoes”.
Che dire di “Mr. Martin Lee Gore” che arriva silenzioso, quasi in punta di piedi con la sua “The child inside” e “But not tonight” (accompagnato al piano da Peter Gordeno) a suscitare nei cuori e negli occhi dei fan lacrime di commozione, prende il posto di Gahan… è lui la stella nel cielo di Berlino.
Ma la notte è ancora lunga e arrivano “Black Celebration” “A question of time” a far saltare i fan. I giorni neri dei Depeche Mode sono ormai lontani, Gahan carica il suo pubblico, lo incita. Berlino si lascia andare sotto le luci e le proiezioni sugli schermi, l’adrenalina sale sempre di piu.
I sorrisi di Gahan e Gore che saltellano divertiti sulle note di “A pain that I’m used to” (proposta nella versione remix di Jacques Lu Cont’s) da l’idea di quanto siano uniti da tanta passione per cio che creano.
Di nuovo indietro con il tempo cavalcando sulle note di “Enjoy the silence” e “Personal Jesus” e’ tutto qui “tutto quello che abbiamo sempre desiderato e voluto è qui tra le nostra braccia” ed il pubblico lo sa ma Gahan porge il microfono ai fan e glielo ricorda.
La chitarra di Gore si infiamma sempre di piu. Si prosegue verso il finale con un Dave Gahan instancabile nella voce e nei movimenti, il suo “Ladies and Gentlemen Mr. Martin L. Gore” è un rituale a cui non vorremmo mai rinunciare.
Cosa dire di Andrew Fletcher, l’uomo dei synth, presenza silenziosa ma indispensabile del gruppo. Quando si arriva inevitabilmente a “Never let me down again” un brivido percorre la schiena a ricordare che il viaggio è ormai giunto al termine. Arriva il momento: mani in alto e via con il campo di grano, Gahan sembra guardarli uno per uno negli occhi, si sofferma quasi a voler rendere omaggio a quel momento intenso, profondo, vissuto con i propri fan. Un legame speciale lungo oltre trent’anni.
Arriva il saluto finale “Goodbye” Dave, Martin, Andrew, Peter e Christian si abbracciano ed abbracciano il loro pubblico. The moon is shining in the sky reminding me of so many other nights but they’re not like tonight.

iTunes:
Depeche Mode Alive In Berlin HD
https://itunes.apple.com/it/movie/depeche-mode-alive-in-berlin/id939096560

Depeche Mode Live In Berlin Soundtrack
https://itunes.apple.com/it/album/live-in-berlin-soundtrack/id937911189

Amazon:
Depeche Mode Live In Berlin Cofanetto
http://amzn.to/1tIfKrr

Live In Berlin Soundtrack [2 CD]
http://amzn.to/1yc1B5q


Unitevi a Martin Gore dei Depeche Mode per sostenere Direct Relief contro l’ebola

Stiamo assistendo a una catastrofe umanitaria in Africa occidentale con la crisi di ebola. Direct Relief ha bisogno del vostro aiuto per aerotrasportare medicine e rifornimenti agli operatori sanitari in grave emergenza.

Unitevi a Martin Gore dei Depeche Mode a sostegno degli sforzi di Direct Relief in Africa occidentale.

Per ogni dollaro donato a Direct Relief su questa pagina, Martin corrisponderà la donazione dollaro per dollaro, fino a un totale di 50.000 dollari. Donate subito: https://secure2.convio.net

 

Traduzione a cura di Barbara Salardi per Depeche Mode e Dintorni

E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.

 


Martin Gore combatte contro la mortalità materna

Martin Gore non è mai stanco di sostenere le organizzazioni umanitarie. Questa settimana è stato ospite di “Direct Relief” nella sua città di adozione Santa Barbara, la fondazione non-profit specializzata in forniture mediche in aree di crisi in tutto il mondo.

Attiva dal 1948, uno degli scopi della Fondazione è combattere la mortalità materna. Questo comprende tutti i decessi di donne dovuti sia alla gravidanza sia al parto. Per il quarto anno consecutivo l’associazione “Direct Relief” ha organizzato per il giorno della mamma un open day. Come ha riferito il giornale locale online Noozhawk, anche Martin Gore si è presentato all’evento. Martin sostiene l’organizzazione fin da quando si è stabilito nella soleggiata California, come scrive il giornale.

L’obiettivo principale dell’evento è stato di focalizzare l’attenzione sul programma per il sostegno della salute materna e infantile, in particolare delle donne in gravidanza e dei loro bambini fino alla nascita. L’assistenza medica si svolge in tutto il mondo, in paesi che sono stati vittime di disastri naturali ( ad es. le Filippine nel novembre 2013) o in paesi che soffrono di disordini politici e povertà.

L’organizzazione si preoccupa anche di migliorare la qualità dei servizi sanitari. A questo scopo, fornisce attrezzature mediche, farmaci d’emergenza, antibiotici e speciali “kit di ostetricia”.

Martin afferma in Noozhawk: «C’è sempre tanta sfortuna nel mondo. Avere accesso alle cure mediche e il fatto che ci siano persone in questi luoghi, che possono occuparsi così velocemente delle persone bisognose, è fantastico».

La foto mostra Martin con un membro del comitato del “Direct Reliefwww.directrelief.org

 

Fonte www.depechemode.de

Traduzione a cura di Vale Gore

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.


Martin Gore dei Depeche Mode parla di Paco Larrañaga

 

LOS ANGELES – Martin Gore, membro fondatore dei Depeche Mode (citati dalla rivista britannica Q come “il gruppo elettronico più popolare che il mondo abbia mai conosciuto”), sostiene la richiesta di scarcerazione di Paco Larrañaga, che sta scontando l’ergastolo in Spagna per lo stupro e l’uccisione delle sorelle Jacqueline e Marijoy Chiong avvenuto a Cebu nel 1997.

Martin, che ha scritto la maggior parte delle canzoni più famose del gruppo, ha indossato una t-shirt col messaggio “Free Paco Now” (Paco libero subito) in una serie di show, fra cui Madrid e Barcellona.

Marty Syjuco, che ha prodotto il documentario Give Up Tomorrow sul processo e l’incarcerazione di Larrañaga, ha dichiarato: «Il manager dei Depeche Mode si è messo in contatto con noi dicendo che Martin aveva visto il documentario ed era indignato. Ha chiesto come avrebbero potuto aiutarlo. Gli abbiamo indicato il sito web della campagna “Free Paco Now”. La prima cosa che Martin ha fatto è stata pubblicare una propria foto con la maglietta “Free Paco Now” sulla pagina Facebook del gruppo, che ha 7,1 milioni di seguaci».

Give Up Tomorrow, ben accolto ai festival cinematografici di tutto il mondo, ha vinto due premi nell’edizione 2011 del Tribeca Film Festival: Premio del pubblico e Miglior nuovo regista di documentari (nomina speciale per Micheal Collins).

«Siamo emozionati e sorpresi che Martin stia facendo questo», ha aggiunto Marty. «A livello personale, essendo cresciuto ascoltando la musica dei Depeche Mode, sono sbalordito».

Martin – cantante, chitarrista e tastierista – ha composto molte hit del gruppo, tra cui “People Are People”, “Personal Jesus”, “Everything Counts” e “Enjoy The Silence”. Il gruppo ha venduto oltre 100 milioni di album in tutto il mondo.

Marty, il cui fratello è sposato con la sorella di Paco, ha scritto il documentario con Michael ed Eric Daniel Metzgar. Paco, cittadino filippino e spagnolo, è stato trasferito in una prigione in Spagna, secondo il trattato che prevede lo scambio di detenuti tra i due paesi.

Altre sei persone, accusate con Paco, sono in prigione nelle Filippine. Il dipartimento di giustizia ha respinto l’appello di grazia per Paco. Anche il governo spagnolo ha fatto appello alle Filippine per concedere la grazia a Paco, ma senza successo.

Estratto dell’intervista con Martin

Come sei arrivato a guardare Give Up Tomorrow?

«Ho visto Give Up Tomorrow sulla PBS negli Stati Uniti, dov’è stato disponibile per un po’. Ero sconcertato dal sistema giudiziario. Giustamente, ci fu lo sdegno pubblico al tempo del processo e la conseguente foga dei media. Non ho avuto la sensazione che Paco non fosse colpevole, sapevo che era innocente. Dal film non conosciamo i retroscena o gli alibi degli altri accusati insieme a Paco, ma immagino che siano ugualmente innocenti o come minimo meritino un altro processo.»

Quale parte del documentario ha trovato il tuo favore a livello personale?

«L’idea che qualcuno passi buona parte della propria vita in galera per qualcosa che non ha fatto non va, o non dovrebbe, andare a genio, né a me né a chiunque altro. Amnesty International, Fair Trial International, anche il Comitato dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, hanno cercato di correggere le ingiustizie, ma invano. L’unica persona che adesso può aiutare è il presidente Aquino. Spero che legga tutto questo e cerchi di tenere almeno un altro processo, lontano dai media.»

Devi essere bombardato di richieste di sostegno per molte cause. Perché hai scelto la campagna “Free Paco Now”?

«Sono più che sicuro che ci siano migliaia, se non decine di migliaia, di persone nel mondo che sono ingiustamente incarcerate. Ho sentito di dover fare ciò che potevo per richiamare l’attenzione su questo, nella speranza che si possa fare qualcosa.»

Come ti è venuta in mente la t-shirt “Free Paco Now” che hai indossato durante i concerti? Qual è stata la reazione dei vostri spettatori, in particolare quelli degli show a Madrid e a Barcellona?

«La mia ragazza sapeva quanto mi ero appassionato, così come regalo di Natale ha fatto realizzare per me centinaia di t-shirt. Le ho distribuite a tutti i membri del nostro staff (che ovviamente non sono stati costretti a indossarle) e ad amici e conoscenti. Ne sono rimaste alcune che sto ancora dando via. All’inizio ho indossato la maglietta ai concerti di Madrid e di Barcellona, i primi due show dopo Natale. Dopo il concerto, molti spagnoli mi hanno chiesto della t-shirt e su che cosa era. Quando ho cominciato a spiegarglielo mi hanno interrotto dicendo che si ricordavano di aver sentito dello scambio di prigionieri, ma credevano che Paco fosse stato rilasciato e adesso fosse libero. Questo dimostra come sia facile essere dimenticati e perché sento di dover continuare a ricordarlo alla gente.»

Qual è il tuo messaggio per Paco e per le altre persone nella stessa situazione in tutto il mondo?

«Non sento di essere nella posizione di dare consigli a chi si trova nella situazione di Paco. Le parole di Paco (e il titolo del film) sono stoiche e dignitose, e dicono più di quanto io possa dire: “Give up Tomorrow” (Rinunciare al domani).»

E qual è il tuo messaggio alle persone in Ucraina, dove il gruppo ha dovuto cancellare lo spettacolo a causa dei disordini civili, e alle persone in Venezuela, che protestano contro l’oppressione?

«È stata una sfortuna dover annullare lo show a Kiev, in Ucraina. Doveva svolgersi qualche giorno dopo l’uccisione di decine di manifestanti da parte dei cecchini del governo e dopo la fuga dalla capitale del presidente Viktor Yanukovych. Nessuno sapeva ancora cosa sarebbe successo. E infatti, non lo sappiamo ancora. La Russia ora ha annesso la Crimea e potrebbe continuare a occupare l’Ucraina. È una situazione complicata perché anche se ci sono nel paese molte persone a favore dell’Unione Europea, ci sono anche molti sostenitori della Russia, soprattutto in Crimea.

Non sono un analista politico, non so cosa stia per succedere. Speriamo che il presidente russo Vladimir Putin stia fuori dal resto dell’Ucraina. Ha più carte in mano di quante ne abbia l’Occidente, quindi non so quanto efficaci possano essere le sanzioni imposte alla Russia.

La situazione in Venezuela è spaventosa. Mi ricorda il Myanmar qualche anno fa, l’Egitto… La lista potrebbe andare avanti all’infinito. Quando una dittatura o un governo apre il fuoco sulla popolazione che protesta in modo pacifico, è un segno di paura e debolezza da parte di chi detiene il potere. In un mondo ideale, tutti i governi dovrebbero essere eletti in modo democratico e portare a compimento i desideri del popolo. Può volerci del tempo, ma alla fine sono le masse che devono vincere.»

Avete appena concluso uno show a Mosca. Ci saranno date aggiuntive al Delta Machine Tour? Com’è stato questo tour?

«L’ultimo show è stato a Mosca (ironia della sorte). È stato un tour abbastanza lungo e ora non abbiamo in mente di estenderlo. Siamo veramente fortunati ad avere questi fan pazzi e fedeli. Ogni show è stato una gioia, una vera celebrazione della musica che abbiamo creato. La folla ama cantare e partecipare. Certe volte puoi fermarti a guardare, ascoltare e sorridere.»

A cosa attribuite la continua attrattiva e la longevità della band che l’anno prossimo festeggerà il suo trentacinquesimo anniversario?

«Spesso ci viene chiesto qual è il segreto del nostro successo. La nostra risposta è che non lo sappiamo davvero. Se ci fosse una formula vincente definitiva, sarei già manager di qualche band.»

Quali sono stati i momenti salienti dello stare con la band?

«Stare insieme per così tanto tempo e fare musica che mi appassiona sono delle buone ricompense. Questi sono i momenti salienti.»

La musica elettronica è più popolare che mai. Come immagini si evolverà la musica dei Depeche Mode nei prossimi anni?

«Non abbiamo mai fatto progetti, soprattutto a lungo termine. Mi piace pensare che ciò che facciamo succeda naturalmente. Abbiamo appena concluso un tour, quindi staccheremo per un po’. Al momento giusto, ci ritroveremo e parleremo del futuro. Cerchiamo di tenerci al passo con le moderne tecnologie più che possiamo, quindi ci sarà sempre un elemento di tecnologia elettronica nella nostra musica, ma il modo in cui la musica viene fatta è secondario alla canzone. Non dobbiamo dimenticarlo. La strumentazione è il mezzo per un fine.»

Di Ruben V. Nepales – Fonte entertainment.inquirer.net

Traduzione a cura di Salvatore Matteo Baiamonte
Editing a cura di Barbara Salardi

 Per info su Paco Larrañaga e petizione visita freepaconow.com

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.

 


Video intervista Martin Gore: “amo la musica grazie a mia madre”

18Parigi, 30 gennaio 2014 – Nella boutique Hublot nel cuore di Place Vendôme a Parigi, Martin Gore dei Depeche Mode e il CEO di Hublot Ricardo Guadalupe si sono riuniti per lanciare un grande progetto di raccolta fondi congiunto a favore di charity: water, un’associazione senza scopo di lucro la cui missione è quella di garantire acqua pulita e sicura nei paesi in via di sviluppo. Per tutti i dettagli leggi “Nuova iniziativa benefica tra Hublot e Depeche Mode a sostegno di charity: water

Proprio in questa occasione Martin Gore ha rilasciato una video intervista per Revue des Montres.

«E’ bello essere coinvolti al fianco di Hublot in un progetto di beneficenza come charity: water.»

«Come ho sempre detto, mi sento fortunato ad aver speso il mio tempo a fare ciò che amo. La band è stata fondata negli anni 80, sono 34 anni che facciamo musica, mi sento davvero fortunato e privilegiato ed è incredibile arrivare a fare qualcosa che ami appassionatamente.»

«Mi sono innamorato della musica quando avevo 10 anni, quando scoprii la collezione di vinili di mia madre, per la maggior parte musica rock. E ora mi ritrovo a fare proprio questo, e lo farò per il resto della mia vita.»

«Ero già un appassionato Hublot prima di incontrarli personalmente e di lavorare in un progetto di beneficenza con loro.
Abbiamo incontrato Jean-Claude Biver in uno store Hublot, quando andammo il negozio era ancora chiuso al pubblico, ma tutti si stavano preparando alla grande apertura che avenne il giorno successivo. Così, appena le porte dello store furono aperte, entrammo e incontrammo Jean-Claude Biver.»

«Il design di questa serie di orologi rappresenta il nostro ultimo lavoro, alcuni dettagli come i triangoli formano la D e la M di Delta Machine.»

«Il nostro manager si è recato nello stabilimento Hublot per incontrare Ricardo e Sylvie che gli hanno mostrato le loro idee che abbiamo poi approvato.»

«Ero già un fan e ho avuto orologi Hublot prima di questa collaborazione. Ma per il Teenage Cancer Trust nel 2010 e per charity: water oggi, posso dire che la carità è il cuore della nostra collaborazione.»

«La gente parlava di quanto fosse Rock’n Roll l’aspetto di questi orologi che Hublot ha progettato in occasione della nostra partnership, ma penso che generalmente Hoblot, oltre ad un design industriale molto cool, abbia una natura rock’n roll in tutte le sue realizzazioni.»
[…]«Non mi piacciono i dettagli troppo raffinati.»

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.


Ultima leg per i Depeche Mode e il loro Delta Machine Tour – 26 show in 23 città europee

La Palau Sant Jordi è pronta ad ospitare la prima data della quarta leg del Delta Machine Tour questa sera a Barcellona.
La quarta fase del tour riguarderà ancora una volta l’europa (come nella prima e terza) e toccherà: Spagna, Francia, Belgio, Regno Unito, Germania, Austria, Slovacchia, Repubblica Ceca, Svizzera, Italia, Polonia, Ucraina, Bielorussia, Lettonia e Russia con l’ultima data prevista il 07/03/14 alla Olimpiyskiy  di Mosca.
Un totale di 26 show in 23 città europee (due date a Zurigo, Parigi e Madrid) chiuderanno il tour mondiale dei Depeche Mode partito da Nizza il 4 maggio 2013.

Cinque le date complessive del Delta Machine Tour che hanno interessato il nostro Paese
I Depeche Mode hanno fatto tappa in Italia nel mese di luglio durante la prima leg del tour con due date sold out: 18/07/13 Milano Stadio San Siro e 20/07/13 Roma Stadio Olimpico.
Le prossime tre: 18/02/14 Torino Palaolimpico, 20/02/14 Milano Mediolanum Forum e 22/02/14 Bologna Unipol Arena

www.depechemode.com/tour

E proprio nel pomeriggio di ieri Martin, Andy e Peter hanno fatto visita al FC Barcelona durante l’allenamento tenutosi alla Ciutat Esportiva Joan Gamper. Video 1Video 2

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.


2013 in review – Annual Depeche Mode e Dintorni Report from WordPress.com

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2013 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

The Louvre Museum has 8.5 million visitors per year. This blog was viewed about 130,000 times in 2013. If it were an exhibit at the Louvre Museum, it would take about 6 days for that many people to see it.

Click here to see the complete report.


Il 2013 di ‘Depeche Mode e Dintorni’ – calendario 2014

Grazie a tutti voi che ci avete seguito con fede e devozione in questo 2013 che è stato un anno ricco di novità, un anno che ci ha regalato Delta Machine e il Delta Machine Tour con due date italiane da cardiopalmo!

4.561 volte grazie agli inscritti che ci leggono sul blog (a fine 2012 eravate 465!)
15.523 volte grazie ai fan che ci seguono su facebook
1.461 volte grazie ai followers di twitter

Grazie a tutti quelli che ci hanno inviato video, foto e recensioni del Delta Machine Tour, a quelli che ci hanno tenuto compagnia con commenti, a volte critici a volte divertenti e a chi crede in noi!

Per tutti voi abbiamo preparato un regalo molto speciale, il calendario 2014 che questa volta (a differenza del calendario 2013) raccoglie le immagini più belle dei nostri Depeche on stage! E’ stato davvero difficile scegliere tra le migliaia di foto presenti nel nostro archivio, difficile a tal punto che abbiamo deciso di realizzare ben due calendari!
Clicca qui per scaricare (in alternativa nowdownload o rapidshare)

Pronti per il 2014? Pronti per le nuove date italiane del Delta Machine Tour?
Noi scenderemo in campo con voi a Bologna e anche questa volta, dopo il successo di Roma, prepareremo una coreografia… ma di questo ne parleremo più avanti.
Vi ricordiamo che abbiamo circa 20 biglietti disponibili per lo show del 22 febbraio, Parterre in Piedi (no Early Entrance) e Gradinata Est – L. Per info QUI.

E ora ripercorriamo il nostro 2013

Gennaio 2013

Febbraio 2013

Marzo 2013

Aprile 2013

Maggio 2013

Giugno 2013

Luglio 2013

Agosto 2013

Peter Gordeno e Christian Eigner impegnati nel progetto ‘OPIEN’ “L’album si chiama ‘Atlanta‘ e vede la collaborazione di Christian Eigner (turnista dei Depeche Mode dal 1997) insieme al produttore, compositore e polistrumentista Niko Stoessl (che ha lavorato anche in Hourglass di Dave Gahan). ‘Atlanta‘ nasce dal progetto ideato da Niko Stoessl, ‘OPIEN‘, gestito dal team di Daryl Bamonte.
Nel video che vi proponiamo, ‘Let Me Down‘, noterete anche la presenza di Peter Gordeno (turnista dei Depeche Mode dal 1998).” Altri articoli che potrebbero interessarti

Settembre 2013

  • Una chiacchierata con Andrew Fletcher dei Depeche ModeAbbiamo fatto show strepitosi. Forse è stata la migliore serie di concerti della nostra carriera. Dave è sempre stato fenomenale, il pubblico si è dimostrato fantastico e molto partecipe, perfino nelle zone d’Europa che sono in recessione. La nostra è una carriera da sogno, dagli inizi fino a oggi. Non avremmo mai immaginato di essere ancora qui, di andare in certi paesi, di essere sempre più famosi. È meraviglioso. In tutta sincerità, credevamo che sarebbe durato solo un paio d’anni.Altri articoli che potrebbero interessarti

Ottobre 2013

Novembre 2013

  • Dave Gahan: “La musica mi ha salvato”È cominciato tutto con il glam rock, con gli Slade, T Rex, David Bowie e Roxy Music. Poi sono arrivati i Damned e i Clash. Ma la mia vera illuminazione è stata Ziggy Stardust, l’uomo che viene da altrove.
  • Jayce Lewis annuncia la data di pubblicazione del nuovo album “La scorsa settimana JL ha firmato con la Caroline International (Universal Music Group), accordo che gli permetterà di pubblicare il nuovo album dal titolo “Nemesis” tra marzo e aprile 2014, anticipato dalla release di un primo singolo nel mese di gennaio.
    Successivamente, Jayce registra un nuovo nome per il suo progetto, che porta avanti alla grande già da qualche anno, e dice: «andava fatto, qualcosa che doveva essere fatta qualche tempo fa» da ora in poi tutto ciò che Lewis produrrà, dai live ai lavori in studio, porterà il nome di PROTAFIELD.” Altri articoli che potrebbero interessarti

Dicembre 2013

BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO A TUTTI!!!


Video

Dave Gahan: “Durante il periodo SOFAD mi appassionava più dipingere che fare musica” guarda la video intervista

L’intervista di svt.se del marzo scorso, registrata in un hotel di Austin prima dello show al SXSW festival.

Traduzione a cura di Barbara Salardi per Depeche Mode e Dintorni

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.


L’intervista esclusiva di Live Nation a Martin Gore dei Depeche Mode

L'intervista esclusiva di Live Nation a Martin Gore

Questa mattina il sito onenation.livenation.com ha pubblicato una video intervista a Martin Gore risalente a qualche settimana fa.  Di seguito la traduzione con URL diretto al video.

Parte 1: I Depeche Mode prendono il controllo. Il suono vivo e schietto di Martin Gore. (guarda il video)

«Il pubblico è già con noi a partire dalle prime note, ancor prima di vederci salire sul palco, perfino nell’introduzione.»

«Adesso ci esibiamo in modo diverso, perché suoniamo insieme da molti anni. Il suono è molto più puro, più live e a volte si distacca parecchio dai dischi.»

«Già nel 1998 abbiamo fatto una scelta coraggiosa per The Singles Tour, quando per la prima volta abbiamo usato la batteria dal vivo per tutti i pezzi, con Christian Eigner.»

«Finora il pubblico non ci ha mai deluso. È soprattutto grazie a Dave, perché è un frontman talmente bravo che riesce a far partecipare proprio tutti: dalle persone in prima fila a quelle in fondo.»

«È bravo a coinvolgere il pubblico con gesti e movimenti delle mani, ha un carisma eccezionale. Riesce a estendersi in qualsiasi punto del palcoscenico.»

«Anche la gente, vedi tutti che si guardano intorno increduli, non riescono a credere ai propri occhi. E questo capita sempre.»

Parte 2: La magia sul palco dei Depeche Mode. Una chiacchierata intima ed esclusiva con Martin Gore (guarda il video)

«Da parecchio tempo, già a partire da Violator, ci dilettiamo di ritmi e atmosfere blues. Stavolta volevamo che fosse più evidente, per questo abbiamo scelto il titolo Delta Machine

«Questa volta abbiamo dato una lista interminabile al nostro programmatore e gli abbiamo detto: “Vorremmo suonare queste canzoni“. Ci ha messo talmente tanto tempo a fare la programmazione che all’inizio del tour gli è quasi venuto un esaurimento nervoso. Ma adesso sta bene.»

«La maggior parte dei pezzi è la stessa tutte le sere. Trovo sia interessante fare una versione acustica di un brano che in origine canta Dave. Arriviamo a un punto che diciamo: “Questo l’abbiamo suonato abbastanza, facciamone un altro“. Oppure: “È da un po’ che non suoniamo ‘Shake the Disease‘, potremmo farlo stasera“. Possiamo deciderlo anche solo un’ora e mezza prima di salire sul palco.»

«Ci sono almeno tre canzoni che dobbiamo suonare, non possiamo escludere “Enjoy the Silence” o “Personal Jesus“, perché molti fan tornerebbero a casa insoddisfatti se non le suonassimo.»

«Il fatto di suonare nuove canzoni durante il tour non ci preoccupa particolarmente. In questo album ci sono parecchi brani forti, che dal vivo possono rendere benissimo. Se non fosse così, non riscuoterebbero successo tutte le sere.»

Traduzione a cura di Barbara Salardi in esclusiva per Depeche Mode e Dintorni

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.


Video Intervista: 2013 ACL Fest Interviews – Depeche Mode (Extended Version)

 

Com’è suonare nei festival?

«E’ diverso fare la propria esibizione. Mi piacciono alcuni festival però preferisco suonare per il mio pubblico. E’ sempre più difficile suonare nei festival, ma dipende dove ti trovi. In Belgio abbiamo suonato a un festival nell’ultima serata, dove c’era gente lì da tre o quattro giorni, erano 80 mila persone e non reagivano come il pubblico normale, sembravano zombie.»

A quale album precedente si avvicina Delta Machine?

«Alcune canzoni mi ricordano Violator e alcune SOFAD, come Heaven e Angel, che mi ricordano SOFAD. My Little Universe e The Child Inside mi ricordano un po’ Violator

Come fate a essere sempre innovativi dopo 33 anni?

«Abbiamo cominciato nel 1980, abbiamo pubblicato il nostro primo singolo nel febbraio 1981. Se hai la musica nel sangue, è difficile smettere di farla. Siamo fortunati ad avere una grande fanbase che ci ha sempre sostenuto. A quanto pare il successo non fa che aumentare e questo è il tour di maggior successo che abbiamo mai fatto. In questo tour suoniamo per un sacco di persone, come non abbiamo mai fatto, in europa abbiamo suonato in quasi tutti i grandi stadi da calcio, nella prima parte del tour, e ritorneremo a suonare nelle arene al chiuso fino a marzo. E anche in America tutte le date sono andate molto bene.»

Cosa ci vuole per diventare una band leggendaria?

«Mi chiedono spesso consigli per le giovani band emergenti, come cominciare. Le cose sono cambiate così tanto che non ne ho la più pallida idea. rispetto a quando abbiamo cominciato noi, adesso è più difficile avere un contratto o essere ingaggiati. Dico sempre che è molto importante essere originali e avere un sound unico, personale.»

Qual è la canzone che resiste al tempo?

«La canzone più vecchia che suoniamo live è Just Can’t Get Enough, è molto diversa da tutte le altre, ma il pubblico va sempre in delirio quando la suoniamo. La contraddistingue la sua diversità, ma fa impazzire il pubblico, al pubblico piace da morire.»

Parlami dei tuoi strumenti

«Io vado pazzo per tutto ciò che può fare musica, sono sempre alla ricerca di cose di questo tipo. Qualche anno fa stavo sempre su ebay a comprare vecchi sintetizzatori, sono arrivato al punto che questi strumenti si stanno quasi impadronendo dello spazio vitale in casa mia.»

Cosa porti con te in tour?

«Per fortuna abbiamo un allestimento molto diverso, perché gli strumenti vintage non ce la farebbero assolutamente. Nello scorso disco abbiamo usato molti sintetizzatori modulari, ed è difficile rendere questi suoni dal vivo, è un lavoro di composizione (patching), ci sarebbero molti buchi fra le canzoni. Non sarebbe gestibile, abbiamo dovuto campionare delle parti e usare suoni diversi e trigger samples.»

Come sono i rapporti con gli altri della band?

«Non sempre lavoriamo come amici, quando il tour finisce a volte non ci vediamo per qualche anno. E’ più simile a una famiglia, siamo come fratelli.»

Avete un qualche rituale prima di salire sul palco?

«Sì, ne abbiamo uno che facciamo sempre prima di ogni concerto, ci abbracciamo in cerchio e facciamo un verso da macho. Ok, non è proprio da macho, ma un po’ sì dai.»

traduzione a cura di Barbara Salardi in esclusiva per Depeche Mode e Dintorni

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.


Un anno con Depeche Mode e Dintorni – Calendario 2►13

Ringraziamo i lettori che ci hanno seguito per tutto il 2012.  Abbiamo superato 100.000 visite con 465 iscritti. Per ringraziarvi vi mettiamo a disposizione, gratuitamente, il calendario 2013 che abbiamo realizzato per voi e per celebrare quello che sarà un anno pieno di Depeche Mode.  Potete scaricarlo qui

Gennaio 2012:

  • La splendida macchina DM inizia a scaldare i motori! Qualcosa inizia a muoversi in quel di Santa Barbara, CA. Come già anticipato prima delle feste natalizie, la prossima settimana Dave, Martin e Andy si incontreranno a casa di Mr Gore a Santa Barbara per la fase organizzativa del nuovo album dei Depeche Mode…

Febbraio 2012:

Marzo 2012:

Aprile 2012:

Maggio 2012:

  • “I Dream of Wires” un film che racconta la storia dei sintetizzatori modulari I Dream Of Wires, è un film documentario sulla storia e la rinascita dei sintetizzatori modulari. Il film, sponsorizzato da MATRIXSYNTH e attualmente in produzione, darà la possibilità di conoscere o approfondire la storia e lo sviluppo iniziale dei sintetizzatori modulari, tutto questo raccontato da chi li ha vissuti in prima persona: seminal modular designers come Don Buchla, i primi pionieri della musica elettronica come Morton Subotnick e Bernie Krause

Giugno 2012:

Luglio 2012:

Agosto 2012:

Settembre 2012:

Ottobre 2012:

  • Daniel Miller riceve il premio Pioneer al AIM Awards 2012 Il capo dell’etichetta Mute, Daniel Miller, è stato onorato con il premio Pioneer al AIM Awards 2012. Con il premio Pioneer, AIM vuole riconoscere lo stile visionario dei fondatori delle etichette indipendenti, e a chi meglio di Miller, una delle figure più influenti della storia della musica elettronica?!…

Novembre 2012:

Dicembre 2012:

Lo spettacolo pirotecnico di Londra con Depeche Mode dal minuto 2:23 reach out and touch faith!
Buon anno a tutti 🙂


Martin Gore DJset al Holiday Sound Check 15 Dicembre 2012

Holiday Sound Check Feat. Martin Gore

Si rinnova l’appuntamento con “Holiday Sound Check” e i suoi speciali DJset.  Giunto al suo terzo anno,  Holiday Sound Check ha lo scopo di raccogliere fondi in supporto delle fondazioni musicali non profit New Noise Music Foundation (newnoisesb.org) e Notes For Notes (notesfornotes.org).

Anche quest’anno, l’evento musicale vedrà la partecipazione speciale di Martin Gore dei Depeche Mode in un DJset davvero unico e irripetibile.  Al seguito si esibiranno Static RevengerDouglas J. McCarthy (Nitzer Ebb).

Sabato 15 Dicembre 2012 dalle h20:00 a Santa Barbara, CA (120 Santa Barbara St.)

Per info e ticket newnoisesb.org

Holiday Sound Check Feat. Martin Gore (2)


Martin Gore: «prendevamo il treno con il synth sotto braccio per andare a suonare nei locali»

23.10.2012 press conference Parigi
credits: Sadaka Edmond/SIPA

PARIGI — Finiti gli studi, nel 1978 Martin Lee Gore si mise a lavorare in banca. «Un posto trovato da mia madre, che non sopportava di vedermi vagare per casa. Ma non ero soddisfatto». È stato choosy, come direbbe il nostro ministro Fornero? «Diciamo che non mi sono accontentato. Con i soldi guadagnati in banca mi sono comprato il sintetizzatore più economico dell’epoca, e nel tempo libero suonavo sognando di fare il musicista. Sono, siamo stati fortunati. Il successo è arrivato subito, dopo un anno eravamo già a Top of the Pops. Il mio consiglio quindi è provarci, sempre. Almeno per un po’».

Oggi, dopo 32 anni di carriera e oltre 100 milioni di dischi venduti, il 51enne Martin Gore è pronto a tornare sulla strada con i compagni di sempre Dave Gahan e Andy Fletcher, i Depeche Mode. Lo incontriamo a Parigi per la presentazione del Tour 2013: non c’è ancora il nome dell’album né del tour, ma si sa che la band inglese suonerà a Milano (San Siro) il 18 luglio e a Roma (Olimpico) il 20.

«Abbiamo finito di registrare a New York venerdì pomeriggio e venerdì sera abbiamo preso l’aereo per venire qui ad annunciare i concerti — dice Gore —, il nuovo album è completato». Una traccia, ancora senza titolo, viene fatta ascoltare in anteprima, accompagnata dal filmato in studio di registrazione. La ricerca sonora continua, i Depeche Mode sperimentano ancora tenendosi però aggrappati a quel che li rende unici, le melodie composte da Martin Gore. «Stripped», «Enjoy the Silence», «Never Let Me Down Again», «Walking in My Shoes» o «Home» sono canzoni memorabili anche suonate con un semplice pianoforte, come mostrò tempo fa il pianista francese Sylvain Chauveau.

Perché più di trent’anni fa i Depeche Mode scelsero gli strumenti elettronici, e perché continuano a farlo adesso?
«Allora ci sembrava il modo più sicuro per cercare nuove strade senza cadere nella tentazione retro. Il punk aveva fatto piazza pulita, mi sembrava impossibile riprendere in mano una chitarra dopo i Sex Pistols. I sintetizzatori furono per noi il perfetto strumento punk: tutti potevano usarli e produrre musica, noi prendevamo il treno con il synth sotto braccio per andare a suonare nel locale, attaccavamo il jack e via, tutto molto facile e tutto basato solo sull’originalità. Un processo portato all’estremo oggi da computer e iPad, tutti possono formare una band e soprattutto registrare un album. Il che non è necessariamente un bene» (Gore ride).

Paura della concorrenza?
«No, diciamo che il lavoro delle odiate case discografiche talvolta è stato meritorio, dove non arrivava l’autocritica dei musicisti ci pensavano le etichette a fare la selezione. Adesso è più facile illudersi… Ma non lo dico per arroganza, noi siamo stati molto, molto fortunati».

L’album della consacrazione mondiale, «Violator», lo avete registrato nel 1989 in parte a Milano. Perché quella città?
«Eravamo liberi, non avevamo figli, ci piaceva conoscere posti nuovi e Milano faceva sognare, ci sembrava un luogo interessante, con una vita notturna pazzesca. In effetti furono settimane di feste continue, è stato un miracolo se “Violator” siamo riusciti a registrarlo. Ho un ricordo favoloso di Milano».

Siete partiti come una specie di teen band, poi avete convinto anche gli appassionati di rock e riempito gli stadi, eppure non vi sentite mainstream come gli U2. In che cosa i Depeche Mode sono diversi? «Quando sono molto di buon umore penso che siamo e restiamo una band alternativa, con la particolarità di avere un enorme successo. È l’elettronica, il saper usare la tecnologia, che ci consente di non cadere nei cliché, e di andare sempre avanti».

Si ringrazia: Stefano Montefiori, corrispondente del Corriere della Sera a Parigi. superdupont.corriere.it


VCMG in uscita l’ EP3 Aftermaths

Sarà disponibile il 20 agosto 2012 l’EP3 Aftermaths di VCMG dall’album Ssss

Aftermaths, distribuito da Mute e preceduto dall’ EP1 Spock e dall’ EP2 Single Blip, disponibile in vinile e digital download, racchiude all’interno collaborazioni d’eccezione con artisti come: LFO, alias Mark Bell (che ha prodotto l’album Exciter dei Depeche Mode) e Alva Noto, alias Carsten Nicolai, multi artista e co-fondatore dell’etichetta Raster-Noton.

La versione in digitale di Aftermaths contiene cinque remix tra cui alcuni aggiuntivi di Vince Clarke, Gesaffelstein che ha recentemente remixato Zombie Zombie, e lo svedese Christoffer Berg che ha recentemente remixato Moby e Metronomy e attualmente impegnato collaborativamente al 13° album in studio dei Depeche Mode.

track list vinile:
Aftermaths
Aftermaths / LFO remix
Aftermaths / Alva Noto remix

track list digitale:
Aftermaths
Aftermaths / Alva Noto remix
Aftermaths / Christoffer Berg remix
Aftermaths / Gesaffelstein remix
Aftermaths / LFO remix
Aftermaths / Vince Clarke remix

Con una serie di video promozionali, NYSU mette in rete il terzo trailer della serie, con un insolito retroscena da cinema horror/splatter come già accaduto per i trailer 1 e 2 di Ssss. Senza dubbio di grande effetto.


NYC: Vince Clarke e Depeche Mode a cena insieme. Cosa bolle in pentola?

Chi l’avrebbe mai detto? Vince Clarke e i Depeche Mode di nuovo insieme!

Ieri sera Vince Clarke ha twittato “sono a cena con i Modes… Fletch cucina…chi lo sapeva?
Dopo quasi 30 anni possiamo godere di questa reunion, che ci fa pensare “cosa bolle in pentola?”. Loro amano stupirci 🙂
Vince Clarke, Martin Gore, Dave Gahan e Andy Fletcher, hanno cenato e hanno parlato di lavoro, da quanto si capisce dalla foto che ritrae il quartetto affaccendato con fogli e quaderni.
Forse il nuovo album dei Depeche Mode vedrà la collaborazione di Clarke? e chi lo sa?! Non ci resta che attendere pazientosi la prossima puntata 🙂
Per le foto si ringrazia la preziosissima Tonya Hurley.


VCMG – Vince Clarke e Martin Gore per “The Daily Swarm”

 

Cosa avete provato tenedo in mano per la prima volta l’album “Ssss”?
MG: «Sono rimasto veramente soddisfatto. Sembra qualcosa di classe, qualcosa di pseudoartistico.»
VC: «Per me, sembrava che tutti i brani fossero fatti per stare insieme. E’ soprattutto un album, non solo un mucchio di tracce techno traballanti. Martin ha unito il flusso e sequenziato l’album. Lui è il DJ» [ride]

Vince hai mai pensato di fare il DJ?
VC: «No. Devo ammettere però che ne sono incuriosito. Ma il fatto di dover suonare diversi DJ sets a notte fonda mi fa scoraggiare» [ride]
MG: «Puoi sempre esibirti in DJ sets pomeridiani.»
VC: «E’ vero. Ho visto alcuni video di Plastikman in cui si esibiva alle tre del pomeriggio e c’era un sacco di gente.»

Ricordate quale fu il primo album che avete acquistato?
VC: «“This Town Ain’t Big Enough For The Both Of Us” degli Sparks, che ho acquistato in un drugstore.»
MG: «Wow, è favoloso! Purtroppo il mio non è così favoloso. Il primo disco che ho acquistato è “Rubber Bullets” dei 10cc.»
VC: «Perlomeno non è “I’m Not In Love»

Ricordi il primo sintetizzatore che hai acquistato?
MG: «Assolutamente. Vince venne con me. Abbiamo guidato fino a Londa e lì ho acquistato un Yamaha CS-5, molto economico, monofonico, un sintetizzatore di base. A quei tempi lo pagai 200 sterline.»

Ricordate il vostro primo incontro?
VC: «Uhm, no.»
MG: «No.»
VC: «Siamo cresciuti a circa mezzo isolato di distanza l’uno dall’altro.»

Ricordi il motivo per il quale hai comprato un sintetizzatore anzichè un chitarra?
MG: «Abbiamo avuto un amico in comune, Robert Marlow, che possedeva un sintetizzatore. Eravamo tutti proiettati verso la musica elettronica. Eravamo grandi fan dei Kraftwerk, Human League, Soft Cell. Trovavamo che fosse un genere rivoluzionario e innovativo. Era come guardare al futuro, non solo al passato. Sembrava la strada giusta da percorrere.»

Ricordate la prima volta che avete messo su uno show?
VC: «Una volta abbiamo fatto un concerto senza Dave. Era nel tuo salotto, Martin, e ci siamo esibiti per tua sorella.»
MG: «Non mi ricordi affatto. Ricordo quando ci siamo esibiti al centro giovanile.»
VC: «La prima volta che abbiamo suonato tutti insieme è stato quando abbiamo preso in affitto la scuola. Venne anche il nostro amico Rob a fare da supporto ma c’era un pò di trambusto riguardo a chi avrebbe dovuto esibirsi per primo. Martin era in entrambe le band. Ricordo che affissi dei manifesti per questo evento al quale si presentarono una quarantina di persone.»

Ricordate la prima canzone che avete scritto?
VC: «Io me lo ricordo, ma non è nulla di conosciuto»
MG: «Ricordo di aver scritto la mia prima canzone all’età di 13 anni. Ricordo ancora come fà, ma non ho intenzione di dirlo» [ride]

Considerando che questo è un album completamente techno, ricordi la prima volta che hai ascoltato musica techno?
VC: «Ascoltai Mr. Egg dalla Scozia. Era un amico del nostro roadie, venne a tutti i nostri primi spettacoli. »
MG: «Daniel Miller, della Mute, è stato fortemente coinvolto nella fase iniziale di questo genere, ci espose alcune cose che provenivano da Tresor. Ne stavamo parlando prima… quella volta quando Daniel mise su un pezzo di Plastikman. Vince e io, dopo averlo ascoltato, eravamo come “Che roba è questa? E’ solo una grancassa”. Ora pensiamo che Richie Hawtin sia un genio. Quando sei giovane pensi di sapere tutto» [ride]

Vince, ho letto che hai pensato di coinvolgere Martin nel fare un disco techno mentre stavi lavorando su un remix di Plastikman.
VC: «A parte la mia esposizione iniziale, non sono mai stato molto interessato alla techno. Non l’ho mai ascoltata. Poi mi è stato chiesto di remixare Plastikman, così mi sono documentato per vedere di cosa si trattasse. Mi sono sentito lusingato da tale richiesta. Mi sono iscritto su Beatport e ho ascoltato un pò di minimal techno

Cosa ti ha portato a pensare a Martin per questo progetto?
VC: «Veramente non saprei. Mi è venuto in mente. Mi piace molto lavorare con altre persone. Non posso far giudicare il mio lavoro da mia moglie. Ho bisogno di qualcuno al quale rimbalzare le idee. Martin e io abbiamo delle setups studio molto simili, è tecnicamente apt e ha esperienza come DJ.»

Quando ti sei reso conto, per la prima volta, di quanto la tua musica avesse una forte influenza anche in America?
MG: «Ricordo che rimasi molto sorpreso dalla scena house di Detroit. Ci trovammo lì nel 1989 o 90, credo, realizzammo un articolo per la rivista The Face. Ci incontrammo con Derrick May che ci portò in un grande club di Detroit  [Music Institute]. Tutti furono molto felici di incontrarci. Fu bello quanto sbalorditivo.»

E tu, Vince?
VC: «Ricordo la prima e unica volta degli Yazoo in America. Abbiamo fatto solo alcune date. Abbiamo suonato in un famoso gay club di New York City, il “Paradise Garage“. Ero sbalordito dalla folla di gente accorsa alla serata e dal fatto che conoscessero noi e i nostri pezzi così bene. Il sound system fu la cosa più stupefacente che avessi mai visto. Chiunque avrebbe iniziato a ballare appena varcata la soglia.»

Parlando di Yazoo, ricordi la prima volta che hai sentito Alison Moyet cantare?
VC: «Si. E’ stato in un pub di Basildon, il cui proprietario era mio zio. Beh lui non era proprio mio zio, ma l’ho sempre chiamato così [ride]. Alison era in una band punk “The Vandals“. Il mio migliore amico suonava la chitarra e lei era alla voce.»

Hai subito pensato che fosse la persona adatta con cui lavorare?
VC: «No, per niente. E’ avvenuto solo più tardi, quando iniziò a cantare in una band R&B. Mi resi conto che aveva una voce incredibile.»
MG: «Non è quel club chiamato Bangkok?»
VC: «Si!!»
MG: «Quel posto era di proprietà di tuo zio?»
VC: «Si, mio zio Stan!»

Martin ricordi il tuo primo EP da solista?
MG: «Mentre gli altri erano impegnati nel mixing di un disco live, non era importante che io stessi lì. Sembrava il momento giusto per fare qualcosa, mi è sempre piaciuta l’idea di fare cover e mi piace tutt’ora. Essa mostra alle persone un lato di te che non conoscono.»

Vince, cosa ti ricordi del tuo primo e unico West India Company EP con il brano “Ave Maria” dei primi anni 80?
VC: «I Blancmange erano la band di supporto ai Depeche Mode durante il nostro primo tour nel Regno Unito. Ho avuto così modo di conoscere il tastierista della band, Steve Luscombe. Era molto interessato alla musica indiana. Così convinse Asha Bhosle, una cantante molto famosa nel panorama della musica indiana, a fare un disco insieme. Io ho curato i synths e sono stato co-scrittore in uno dei brani. Questa donna era così ricca e famosa,,. Ci invitò a cena nella sua casa di Londra. Viveva in uno degli appartamenti più costosi della città. Fu un pasto tradizionale indiano alquanto bizzarro, mangiammo con le mani. Mi sentivo come se stessi in un altro mondo. Semplicemente fantastico, qualcosa che non rivivrò mai più.»

Ricordate la vostra prima reazione alla vittoria del prestigioso U.K. Ivor Novello songwriting award?
MG: «E’ stato un piccolo shock per me. Onestamente, non avevo idea di chi fosse  Novello! E’ un evento un pò spaventoso. Tu ci sei andato Vince?»
VC: «Ho ricevuto due di questi premi. La prima volta mi sono rifiutato di andare. Era così imbarazzante. Lo stesso la seconda volta, ma mia moglie mi convinse. Ero molto nervoso. E’ un grande evento.»
MG: «Daniel Miller era accanto a me quando ho ricevuto il premio. Parlai pochissimo, Daniel fece il resto.»

Ricordate la prima volta che siete venuti a Los Angeles?
VC: «Ero in tour con Erasure per la prima volta. Siamo stati allo Chateau Marmont e ricordo che il giorno dopo Paul arrivò con una scatola piena di ciambelle, non avevo mai visto una confezione di 12 ciambelle prima di allora! E proprio in quel momento mi sono reso conto di essere in America» [ride]
MG: «Eravamo io, Andy Fletcher e Anne Swindell, la mia prima ragazza negli anni 80. Salimmo su un taxi e Andy disse al conducende dove volevamo andare, un posto da qualche parte sulla Santa Monica Boulevard. Il conducente non riusciva a capire cosa Andy stesse dicendo per via del suo accento, così continuava a ripetere “Cosa?”. Andy continuava a ripetere “Santa Monica Boulevard!” urlando sempre più forte. La cosa andò avanti per, tipo, 5 minuti. Andy pensò che se avesse urlato il conducente alla fine avrebbe capito. Ma non accadde» [ride di gusto]

Quando penso ai Depeche Mode in L.A. non posso fare a meno di ricordare la famigerata rivolta alla Warehouse Records nel 1990, durante il Violator tour.
MG: «Non ci saremo mai immaginati di vedere così tanta gente. L’intera parte anteriore del negozio era in vetro. La polizia ha dovuto buttarlo giù, per sicurezza.»
VC: «Davvero?»
MG: «Si! Questo è stato un evento che ci ha permesso di avere molto successo in America, fece notizia a livello nazionale. Impovvisamente, Violator ebbe un enorme successo qui.»

Vince ti sei mai trovato difronte ad un isteria simile dei fans?
VC: «No, l’unica isteria che ho dovuto affrontare è stata quella di Andy» [molte risate]

Cosa ti ricordi della prima volta che hai sentito cantare Andy Bell?
VC: «Durante le audizioni. Era incredibilmente timido.»

Hai capto sin da subito che era il tipo giusto?
VC: «Avevamo già ascoltato una quarantina di cantanti. Alcuni erano davvero bravi, ma nessuno di loro era naturale. Andy si presentò con il suo sound, aveva reinterpretato le canzoni che gli avevamo chiesto e non me lo aspettavo. Fu al Trident Studios di Londra. Non mi ci è voluto molto per capire che lui era ciò che cercavo.»

C’è stato un momento, durante la realizzazione del disco VCMG, che avete pensato al desiderio di lavorare di nuovo insieme?
VC: «Ho apprezzato molto questa esperienza, mi piacerebbe farlo di nuovo. Adoro lavorare con Martin, il processo è stato davvero cool. Abbiamo ottenuto ottimi risultati.»

a cura di: Scott Sterling per The Daily Swarm


Martin Gore racconta Ssss di VCMG e il nuovo progetto dei Depeche Mode

Martin L. Gore, dopo essersi occupato con soddisfazione di VCMG, si butta a capofitto sul progetto Depeche Mode dicendo che per il momento non potrà occuparsi di altro che non riguardi la band almeno fino al 2014.

Martin Gore, in un ennesima intervista, questa volta per SPIN, parla del suo lavoro con Vince Clarke, (ex Depeche Mode) “Ssss” album di debutto del duo Clarke/Gore meglio noti, in questo caso, come VCMG (Vince Clarke e Martin Gore).  Timidi accenni riguardo il nuovo album dei Depeche Mode, tour e promozione.

D: E’ stato strano tornare a lavorare con Vince Clarke dopo 30 anni?
R: «In realtà no. Vince mi invio una mail dove mi proponeva una collaborazione con lui. Non ci siamo tenuti molto in contatto in questi ultimi 30 anni. Mi disse che tutto il progetto non avrebbe messo pressioni a nessuno dei due, nessuna scadenza, tutto molto free. L’idea era quella di realizzare un album techno, questa è una cosa che mi ha interessato da sempre, così ho deciso di accettare. E’ stata un esperienza molto piacevole

D: I produttori techno nel corso degli anni sono stati molto influenzati dai Depeche Mode, mentre tu ci hai messo del tempo prima di iniziare a produrre questo genere. Sembra quasi un evoluzione naturale.
R: «Si, hai ragione, lo credo anche io. In realtà sarebbe potuto accadere un pò prima, ma credo che la tempistica sia stata perfetta per me e per Vince. Quando ho ricevuto questa mail da lui, avevo appena terminato il tour con i Depeche Mode, abbiamo avuto una lunga pausa e solo ora ci stiamo accingendo a rientrare in studio per il nuovo album. Quello che voglio dire è che ho iniziato a scrivere i brani per la band solo dopo aver terminato con VCMG. Per quanto riguarda i Depeche lavoreremo ai brani per gran parte di quest’anno, se Vince mi avesse inviato una email in questo periodo, non avrei potuto dare la mia disponibilità per ovvi motivi. Quindi la tempistica di tutto è stata perfetta.»

D: E’ stato difficile instaurare un certo ritmo e clima lavorativo pur non essendo così a stretto contatto con Vince?
R: «Penso che il processo reale che abbiamo adottato ha reso molto più facile tutto il lavoro. Non siamo mai stati nella stessa stanza, ci scambiavamo solo file avanti e indietro. Stavamo lavorando senza avere a che fare l’uno con l’altro se non per la ricezione dei file, fino a quando ci siamo resi conto che i brani erano pronti

D: C’è stata una qualche divisione del lavoro, tipo, uno che si è occupato di una determinata cosa e l’altro di un altra?
R: «Non credo si possa effettivamente dire che ci sia stato un ruolo specifico per ogniuno. Abbiamo fatto tutto ciò che sentivamo necessario per la realizzazione dei brani.»

D: Le tracce dell’album sono molto lineari e scultoree. molta attenzione rivolta al sound design. Che tipo di tecniche e attrezzi sono stati utilizzati?
R: «Siccome abbiamo lavorato separatamente, non so cosa Vince abbia usato. Io ho usato modulatore Eurorack, roba analogica di vecchia annata. Uso molto hardware, sono un Eurorack dipendente al momento. Tutte cose che provengono dal mio studio, sto tirando fuori una ad una tutte le mie tastiere. E’ difficile specificare un particolare modulo perchè ho letteralmente creato una sorta di mostro nel mio studio. Ora, più o meno, posso dire che l’80% dei suoni che faccio li tiro fuori da vari moduli di sistema.»

D: Sento dire spesso che un modular synthesis è qualcosa di abbastanza coinvolgente
R: «Di recente ho visto un documentario “I Dream of Wires“. Mi sono relazionato con molte delle cose che dicevano, quando parlavano di una sorta di dipendenza. Ho anche visto, su YouTube, un intervista molto divertente a Adrian Utley dei Portishead in cui parla della sua “dipendenza”… ha detto che è un pò come il crack.»

D: Mentre lavoravi alle tracce per VCMG, ti è capitato di testare alcune versioni nei Club durante i tuoi DJ set?
R: «No, penso che non siamo poi così intelligenti [ride] Avevamo appena iniziato a lavorare su alcune tracce ed eravamo felici così. Durante un DJ set a Natale ho testato un paio di brani, ma a parte questo, non le abbiamo suonate in nessun altra occasione. In realtà abbiamo ceduto un brano ad Andy Fletcher, che lo scorso anno si è esibito in diversi DJ set, quindi a un certo punto gli abbiamo passato il brano in modo che potesse suonarlo in giro.»

D: Trovi strano il fatto che, pur non essendo più giovanissimo, tu abbia a che fare con un genere come la techno?
R: «No. Ho appena compiuto 50 anni, ma non mi sento vecchio. Forse c’è qualcosa di strano in me, forse è qualcosa che ha a che fare con me in quanto musicista e membro di una band. In qualche modo non mi sento differente mentalmente, forse un pò fisicamente ma mentalmente non mi sento affatto diverso a 20 anni fà.»

D: Sono un grande fan del tuo “Counterfeit”. Farai ancora qualcosa del genere, continuerai a creare materiale come solista?
R: «Oh, grazie. Sono in procinto di intraprendere questo progetto con i Depeche, che probabilmente mi terrà impegnato fino al 2014…dal momento in cui finiremo di lavorare la parte musicale, ci sarà la promozione dell’album e il tour. Per me è difficile pianificare altro al momento

D: Suppongo che, mentre lavori al nuovo album dei Depeche Mode, tu non abbia la possibilità di tornare spesso a casa e dedicarti alle tue cose come creare la tua musica.
R: [ride] «No! ci vado di tanto in tanto, ad esempio, per dormire.»

D: Puoi dirci qualcosa riguardo l’album?
R: «E’ troppo presto per parlarne, ma penso che sia stato positivo fare qualcosa di diverso come con VCMG. A parte il fatto che è stato un processo molto divertente, è stata una pausa positiva per staccare da ciò che faccio abitualmente, scrivere canzoni. Quando sei lontano da ciò che fai abitualmente, per fare qualcosa di diverso, e dopo torni di nuovo a creare canzoni, parole e ciò che si è abituati a fare solitamente, ti da delle sensazioni molto belle, positive.»

Ssss sara disponibile dal prossimo 13 marzo. Potete ordinarlo qui. Per ascoltare in anteprima i 10 brani completi di Ssss potete farlo qui


  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo, sia in formato cartaceo sia telematico, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog

I Depeche Mode iniziano a lavorare al nuovo LP

Martin Gore rinvigorisce dopo VCMG e del nuovo dei Depeche Mode dice «spero riusciremo a finire tutto il lavoro entro la fine di quest’anno»

«E’ stata una pausa piacevole il fatto di fare qualcosa di completamente differente dal solito lavoro quale lo studio dei testi e le melodie vocali» dice Martin Gore in un intervista redatta da The Quietus dove afferma tra l’altro che lavorare per Ssss di VCMG lo ha rinvigorito.
«Penso di aver approcciato con maggior vigore la scrittura del nuovo album della band, grazie ad una pausa. Mi ha dato un importante impulso creativo.»
«Sono passato contemporaneamente da VCMG alla scrittura del nuovo album dei Depeche Mode. Anche se ho usato le stesse strumentazioni, o gran parte, sono riuscito ad entrare in uno spazio mentale completamente diverso. Le cose che ho fatto per la band sono completamente differenti da VCMG.» aggiunge che la causà di ciò è la sua grande passione per la strumentazione synth.
«A parte il fatto di essere tornato all’attuale songwriting con più energia, bisogna tener presente che sono anche un chitarrista. Per tutto il periodo in cui mi sono dedicato a VCMG, non ho avuto alcun approccio con la chitarra perchè non era in sintonia con lo stile. Solo ora, tornato a scrivere per la band, ho ricominciato a toccare una chitarra, lavorare al pianoforte…»
Gore conclude dicendo che ritorneranno in studio alla fine di marzo e «spero riusciremo a finire tutto il lavoro entro la fine di quest’anno.»

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, sia in formato cartaceo sia telematico, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.

Dave Gahan e Depeche Mode: le 100 migliori copertine di Rolling Stone Italia!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I primi 100 numeri di Rolling Stone – Vota la copertina migliore! Dave Gahan e Depeche Mode in due numeri di Rolling Stone Italia.

 

Dave Gahan N.48 – Ottobre 2007 VOTATE QUESTA COPERTINA
Rolling Stone Italia dedica a Dave Gahan la copertina del numero di ottobre 2007. In questa occasione, Dave rilascia un intervista in cui parla della realizzazione del suo secondo album solista “Hourglass“.
Qui trovate l’intervista completa.

 

Depeche Mode n.68 – Giugno 2009 VOTATE QUESTA COPERTINA
In questa occasione, Rolling Stone Italia annuncia le prime due date italiane del  “Tour Of The Universe” tenutesi a Roma – 16 giugno e Milano – 18 giugno. Lo scatto che poi regnerà sulla copertina N. 68, fu un esclusiva mondiale per Rolling Stone Italia che raggiunse la band a Londra per immortalarla in tutto il suo spendore… unico come  Martin Gore, Dave Gahan e Andrew Fletcher.

 

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo, sia in formato cartaceo sia telematico, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.

L’immenso cuore benefico chiamato Depeche Mode!

L’immenso cuore benefico dei Depeche Mode con “Vintners Foundation” in occasione dell’American Riviera Wine asta benefica a supporto di “Direct Relief International”.

Lo scorso 11 febbraio 2012, al Coral Casino Beach Club del Four Seasons Biltmore Resort di Montecito –  CA, la Vintners Foundation di Santa Barbara, ha ospitato la settima biennale dell’asta benefica “American Riviera Wine” a supporto della “Direct Relief International” un organizzazione non-profit con sede a Santa Barbara, in California, che si concentra sul miglioramento della qualità della vita, portando medicine e forniture per quelle strutture sanitarie locali (in tutto il mondo) che necessitano di aiuto.

Prodotti eccellenti e di gran lusso messi a disposizione del miglior offerente.

In passato l’asta del vino è stato un evento firmato dalla comunità vinicola di Santa Barbara, che costituisce la più grande industria della regione.
Negli ultimi 10 anni Vintners Foundation, ha donato più di $1,2 milioni alla Direct Relief che ha sfruttato più di $34 milioni in assistenza medica.

Questa piccola parentesi introduttiva era inevitabile al fine di farvi conoscere questo evento di beneficenza molto importante.
I Depeche Mode non sono nuovi nel fronte beneficenza, ricorderete sicuramente uno dei loro contributi più recenti al Royal Albert Hall di Londra il 17 febbraio 2010 dove, in occasione del Teenage Cancer Trust, si esibirono in uno show spettacolare.
Anche in questa occasione sono presenti… i nostri Depeche Mode, Dave Gahan, Martin Gore ed Andrew Fletcher, hanno dato il loro contributo fornendo un pacchetto davvero allettante per tutti i fans.
A presenziare la serata Martin Gore in un giacca e cravatta davvero inconsueto ma d’effetto, come vedete dalla foto qui sopra.


Il pacchetto Depeche Mode darà la possibilità di vivere un esperienza davvero irripetibile, il sogno di tutta una vita si realizzerà per un fortunato fan della band che ha ispirato generazioni di band in tutto il mondo. Vivrete la loro musica come non avete mai fatto. Dietro le quinte. Da vicino e in prima persona. In studio e in viaggio.
Questo è il gruppo noto come la band più popolare e di successo nella storia della musica elettronica. Hanno venduto oltre 100 milioni di album e singoli in tutto il mondo e hanno avuto dodici-Top 10 album nel Regno Unito. Con una storia iniziata oltre 30 anni fa in Essex, in Inghilterra, i Depeche Mode, oggi, continuano ad influenzare il mondo. Ora avete l’occasione di poter andare dietro le quinte e scoprire il perché.
Voi e il vostro ospite potrete unirvi ai Depeche Mode nel loro studio di Santa Barbara per un giorno intero (nel 2012) e assistere così alla fase di registrazione del loro prossimo album che diventerà certamente leggendario.
Potrete, inoltre, vivere un esperienza d’alto livello unendovi, per una tappa, alla band durante il loro prossimo tour in un viaggio da vere rock star. Voi e il vostro ospite potrete infatti salire sul jet privato dei Depeche Mode e viaggiare con loro.
Chiuderete questa esperienza incredibile con due posti a sedere davvero particolari in una delle tappe del loro prossimo tour.

  Il vincitore e (1) ospite si unirà ai Depeche Mode nel loro studio di Santa Barbara per assistere alla registrazione del loro prossimo album.
  Il vincitore e (1) ospite potranno viaggiare con la band a bordo del loro jet privato durante il tour
  Due (2) posti incredibili al concerto nelle città selezionate.
Due (2) passes backstage del concerto nelle città selezionate.

Non saranno inclusi voli privati e tappe differenti da quelle sopra elencate. Il pernottamento e la sistemazione negli alberghi non è inclusa. La data per la visita degli studi di registrazione dovrà attenersi a quella accordata. Le date del concerto non dovranno avere una finalità di stampa.
Per gentile concessione di Martin Gore e Depeche Mode

Qui  la presentazione ufficiale dell’evento

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo, sia in formato cartaceo sia telematico, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.

VCMG Vince Clarke e Martin Gore per VOGUE

VOGUE mette in luce l’aspetto giocherellone e allo stesso tempo enigmatico del duo VCMG, con uno scatto davvero singolare.

Uno scambio di battute veloci fanno da cornice a questa immagine.

L’Uomo Vogue, gennaio 2012 (n. 427)
E’ stata una e-mail inaspettata ad unire di nuovo questo duo: «Non sapevo neanche che Vince avesse il mio indirizzo e-mail» dice Martin «nella mail mi chiedeva se avessi avuto piacere nel fare un album insieme: ho risposto di essere interessato solo se non fossi stato vincolato da limiti di tempo».

La tecnologia ha permesso ai due di collaborare nonostante le loro agende lavorative fossero piene di impegni. «Negli ultimi dieci anni gli strumenti di comunicazione si sono sviluppati in un modo incredibile» spiega Clarke. «Io e Martin abbiamo sfruttato la potenza di Internet al fine di concepire questo progetto (chiamato semplicemente VCMG). In realtà non ci siamo quasi mai visti di persona, ci siamo scambiati le idee via e-mail e creato l’album inviandoci semplicemente dei file. E ‘stato un modo interessante di collaborare, quasi come due pittori che lavorano sulla stessa tela, ma a distanza».

VCMG sta rilasciando una serie di EP prima del tanto atteso album di debutto, dalle sonorità prevalentemente techno. «Una delle ragioni per cui mi sono divertito facendo questo progetto» aggiunge Martin «è che volevo fare un album di ‘dance’: Penso che la scena elettronica sia molto viva, e oggi molti giovani sono in grado di creare musica dance con un budget minimo».

Chi sono i migliori produttori di musica elettronica oggi, secondo due icone come loro?
«Sono ancora affascinato dalla musica di Aphex Twin e dal produttore techno Plastikman» risponde Martin «ma devo dire che i Depeche Mode hanno aperto le porte a molti giovani produttori ai quali abbiamo commissionato remix, e ci sono molti artisti di talento in giro».
«Mi sento vecchio quando penso che i giovani mi vedono come un’icona» scherza Clarke «Tuttavia mi piace ascoltare quello che trovo su Beatport, è un eccellente sito dance e credo che i Deadmau5 siano fantastici».

Ci sarà tempo per un tour?
«Potremmo fare dei dj set» risponde Vince, mentre Martin dice «sarà difficile», visto che lui sta già lavorando per il prossimo album dei Depeche Mode. «E’ ancora tutto da definire, però ho scritto un pò di musica: ci rivedremo presto per portare avanti il nostro lavoro».

si ringrazia vogue.it

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, sia in formato cartaceo sia telematico, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.

Martin Gore in due recenti interviste afferma: «il nuovo album della band entro l’inizio del 2013»

Due recenti interviste di Martin Gore su “1Live” e “Sonic Seducer”, mettono in luce nuove prospettive per quanto riguarda il prossimo album dei Depeche Mode.

«Il nuovo album sarà pronto entro l’inizio del 2013» dice Gore (in sintonia con le precedenti dichiarazioni di Andrew Fletcher).

Durante il meeting, avvenuto il 10 gennaio scorso a Santa Barbara, è stato in parte deciso: il nuovo produttore, studio e direzione del prossimo album della band. Secondo Martin «la sensazione avvertita è molto buona/positiva».

Si potrebbe sperare in un Dave Gahan in veste di songwriter… le mie sensazioni mi suggeriscono la parola “probabile“. Oppure si potrebbe pronosticare di nuovo Hillier alla produzione, piuttosto che una ventata di aria fresca con Wilder, un ritorno alle vecchie origini con Flood o un rivoluzionamento totale con Bryan Black dei Motor…votate!

Martin dice inoltre che la malattia di Dave (3 anni fà) ha scioccato ma allo stesso tempo dato una scossa alla band, che ora avverte nuove sensazioni. Le cose ora appaiono senza dubbio sotto un altra ottica per quanto riguarda i Depeche Mode. «Non siamo più tanto giovani, siamo quasi tutti  50enni…» dice Martin «si potrebbe percepire come un incidente con una visione diversa delle cose».

Ancora nessun accenno al futuro Tour…ma ha detto «è stato già prenotato un servizio di sicurezza per il 2013».

Forse il tour partirà nell’estate nel 2013? Chissà…rimanete nei Dintorni!

  • E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo, sia in formato cartaceo sia telematico, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.