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Vuoi incontrare di persona i Depeche Mode a Bologna? Stai sintonizzato

E’ un’occasione rara, anzi rarissima, quella che Rockol offre a tutti i fan italiani dei Depeche Mode, in questi giorni impegnati sui palchi italiani: incontrare di persona Dave Gahan e soci. Grazie a Live Nation Italia, la band ha acconsentito ad organizzare un meet and greet con una selezionatissima porzione di spettatori che interverrà a loro concerto previsto a Bologna per il prossimo sabato, 22 febbraio. Avvicinarli, stringere loro la mano: grazie a Rockol, due ammiratori della band britannica verranno ammessi nel backstage dello show nel capoluogo emiliano.

Come riuscirci? E’ molto semplice: nel corso dei prossimi giorni Rockol, senza preavviso, pubblicherà una notizia con le modalità per aderire all’iniziativa. Verrà premiata la tempestività: l’accesso al meet and greet verrà infatti concesso ai due fan più veloci nel rispondere. Attenzione: in sede di adesione sarà necessario allegare una foto o scansione del vostro biglietto per il concerto (o del voucher rilasciato dall’agenzia di prevendita) – quindi teneteli pronti. Si vince solo l’incontro con la band, non il biglietto del concerto. I più veloci a rispondere, in ordine di arrivo della segnalazione, saranno contattati per un esclusivissimo rendez-vous dietro le quinte con le leggende del synth-pop.

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Gli inossidabili Depeche Mode – Recensione Strasbourgo –

Photo DNA – Michel Frison

Il Papa eterno di una new wave ipnotizzante e incisiva. Dave Gahan fa il suo ingresso sotto un diluvio di techno pulsante, come un sexy Messia gotico del culto oscuro.

Avvolto nel mistero e da quell’aura magnetica che lo rendono, ancora una volta, uno degli araldi più carismatici e affascinanti della scena attuale, il cantante dei Depeche Mode elettrizza lo ‘Zénith de Strasbourg‘ prima ancora di intonare le prime parole di Welcome to my World, pezzo di apertura del nuovo album Delta Machine.

Nel pieno dei suoi 51 anni, il twirling e seducente Gahan lascia cadere velocemente la sua giacca di paillettes per raggiungere la perfetta condizione estatica, mentre i suoi due complici, Martin Gore e Andy Fletcher, gli reggono il gioco distillando, con chitarra e tastiere, quelle incredibili e sbalorditive sonorità incendiarie che hanno caratterizzato la band per oltre 30 anni, portandola ad alti livelli.

Enjoy the Silence , A Question of Time , Policy of Truth e Personal Jesus sono state come uno tsunami che ha spazzato via qualsiasi cosa al suo passaggio, mentre il pubblico si è levato in alto per la celebrazione di massa.

Di Alexis Fricker per www.dna.fr

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Lo show dei Depeche Mode a Birmingham – Recensione –

foto nativemonster.com

I Depeche Mode, le leggende dell’elettronica, hanno fatto tappa alla LG Arena di Birmingham con un’unica data nel Regno Unito del loro tour europeo invernale.

Con una carriera di oltre tre decenni, i Depeche Mode hanno pubblicato quello che da molti è considerato uno dei loro lavori migliori, il magnifico Delta Machine del 2013, e la band ha scelto i primi due brani di quest’album per aprire il concerto di ieri sera.

“Welcome To My World” e “Angel” incarnano la maestosità oscura al cuore della musica dei Depeche Mode: pulsante, minacciosa e seducente e al contempo permeata di una vena di malinconia paradossalmente confortante.

Davanti alle proiezioni sugli schermi giganti, il cantante Dave Gahan ha interpretato la parte di dio del rock dai fianchi snelli e sinuosi, saltellando sul palcoscenico, un po’ Freddie Mercury, un po’ Bono e un po’ Jim Morrison.

Sostenuto sul palco da un’altra tastiera e dalla batteria, il tastierista e chitarrista Martin Gore e il tastierista Andy Fletcher l’hanno affiancato in un viaggio di due ore fra brani vecchi e nuovi.

Martin Gore ha avuto il suo momento sotto i riflettori in un paio d’occasioni, con un’interpretazione vocale poderosa di “Slow” tratta dal nuovo album, trasformandola in una torch song intrisa di blues e jazz, con il solo accompagnamento di Peter Gordeno al pianoforte.

Il suono della band si è ampliato enormemente con la presenza di Christian Eigner alla batteria, la cui esecuzione fa da complemento ai ritmi taglienti delle linee di basso sintetiche.

Naturalmente ci sono stati anche i brani di successo, il pubblico ha ballato con “Policy of Truth”, “Behind The Wheel”, “A Question of Time” e “Just Can’t Get Enough”.

Ma il pezzo forte della serata è stato senza dubbio un’interpretazione stupefacente di “Personal Jesus”, la canzone che rappresenta fra tutte le altre il percorso che la band ha intrapreso dall’electropop verso un genere più profondo e concreto.

Una partenza lenta e stravagante, che ricordava la cover prestigiosa di Johnny Cash, prima di scatenarsi a tutta forza mandando il pubblico in visibilio.

Reach out and touch faith, “tendi la mano e tocca la fede”, cantava Gahan. Quindicimila credenti hanno fatto proprio questo.

Fonte nativemonster.com

Traduzione a cura di Barbara Salardi per Depeche Mode e Dintorni

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